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Giovanni Crema

La lezione del Vajont : mai più il profitto a tutti i costi

Disastro VajontLa “lunga notte del Vajont”, con le sue immani distruzioni e la perdita di duemila vite umane compresa quella del sindaco socialista Giuseppe Celso, segretario provinciale della Federazione socialista di Belluno, e della sua famiglia, moglie, figlio, padre e madre, inizia alle 22 e 39 del 9 ottobre 1963. A quell’ora di cinquant’anni fa, si stacca dalle  pendici del monte Toc una frana con un fronte di due chilometri per 260 mila metri cubi di terra e sassi che precipita alla velocità di oltre 50 chilometri l’ora, nel bacino del Vajont. È un evento catastrofico. La massa devastante di roccia e fango, provoca l’“onda maledetta”: decine di milioni cubi d’acqua che dalla quota di oltre 700 metri dell’invaso, rovina a valle e spazza via Longarone ed altri paesi dopo aver infierito su Erto e Casso. Continua a leggere