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Giulio Mastrogiuseppe

Dopo 20 anni, all’Ars torna un gruppo Socialista

Sala_consiliare_ARSOggi, 28 luglio, dopo circa un ventennio di assenza, un gruppo socialista torna ufficialmente in ARS.

La notizia, clamorosa in sé, non mancherà di avere risvolti importanti anche riguardo alla tenuta futura del governo Crocetta e degli equilibri politici nel parlamento siciliano. Si tratta di un obiettivo tenacemente perseguito e voluto dal vice-presidente vicario Antonio Venturino che fin dalla sua adesione al PSI era consapevole della necessità di identificare all’interno dell’assise regionale un gruppo di parlamentari che condividessero una visione riformista, socialista e democratica, europeista.
«Deve essere chiaro – afferma infatti Venturino – che questo evento non è che il primo passo di un percorso orientato a immettere nella discussione politica regionale elementi di riformismo autentico, assolutamente necessari per dare risposte alle esigenze della popolazione troppo spesso in secondo piano rispetto alle solite “messe in scena” della politica isolana. Economia e lavoro sono le priorità assolute insieme a nuove e migliori politiche legate alla green economy e all’economia della cultura che trovano in Sicilia il contesto di sviluppo ideale e il cui enorme potenziale oggi non incide sul PIL regionale e sui livelli occupazionali come potrebbe e dovrebbe, occupati come siamo a rincorrere continue emergenze legate alla “gassosità” del quadro politico. Il nostro intento è quello di contribuire anche ad un chiarimento nei rapporti all’interno dell’ARS e alla stabilizzazione del quadro. Non è possibile affrontare riforme serie strutturali come quelle di cui la Sicilia ha urgentissimo bisogno se ad ogni scontro si sventola lo spauracchio delle elezioni per velleitarie rese dei conti di cui ai cittadini non interessa nulla». Nella road-map del nuovo gruppo socialista in ARS ci sono però anche altre priorità strategiche per introdurre reali cambiamenti nella scena politica siciliana senza cadere nella trappola dei populismi imperanti da Nord a Sud. Come pure è indispensabile che l’idea di una Sicilia più integrata nell’UE e più autenticamente europeista sia difesa e perseguita proprio dai socialisti italiani, fondatori del PSE e garanti dell’ingresso nella famiglia socialista europea anche di un Partito Democratico il quale, proprio in Sicilia, mostra gravi limiti nel sostenere le scelte capaci di adeguare la qualità della vita dei cittadini della nostra regione ai livelli di quelli medi dell’Unione. «La creazione di un’Europa politica, un’Europa dei cittadini – prosegue Venturino – è un fatto che ci riguarda molto da vicino, che riguarda i siciliani forse più dei popoli del Nord del continente i cui standard di vita hanno ben altre caratteristiche. La rinascita di un Gruppo socialista all’ARS darà certamente uno stimolo a perseguire questa visione». Peraltro esiste la necessità di reinterpretare l’autonomia statutaria della Regione Sicilia in una chiave completamente diversa da quella attuale, una nuova modalità in cui autonomia significa anche maggiore responsabilità, più garanzie per i cittadini che vivono le difficoltà di essere meridione d’Italia e non più privilegi per classi dirigenti inefficienti. È indispensabile adeguare le politiche sociali anche con strumenti per combattere le sacche di estrema povertà e di disoccupazione che rischiano di rendere la Sicilia una Grecia in scala ridotta. Queste sono le premesse della costituzione del nuovo gruppo assembleare che annovera tra i componenti, oltre al vice-presidente Antonio Venturino, il deputato questore Nino Oddo, gli onorevoli Giovanni Di Giacinto, Antonio Malafarina, Marco Forzese. Attesa a breve la visita del Segretario nazionale del PSI, Riccardo Nencini, per il riconoscimento formale del partito nazionale.
Giulio Mastrogiuseppe
da SocialistiSiciliani