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Leonardo Scimmi

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Avanti in fretta

Cari compagni
In vista del Consiglio Nazionale dall’estero proponiamo una spinta in direzione crescita.

Una crescita elettorale e del Paese. Primo ritornare al Garofano per dare un simbolo ad una comunità dispersa e riunirla e per battere un colpo con la stampa e media.

Secondo lanciare nuovi progetti erasmus, politici e nelle scuole superiori per combattere il nazionalismo riemergente ed attrarre giovani capaci. Terzo proporre la cogestione delle imprese per coinvolgere i sindacati riformisti e far crescere la taglia delle micro imprese italiane, sottodimensionate. Quarto un piano di investimenti infrastrutturali per la crescita economica e creare lavoro.

Noi ci siamo. Avanti in fretta!

Leonardo Scimmi
Zurigo

Leonardo Scimmi
Recuperare i voti dei socialisti

Presto sarà convocato il Consiglio Nazionale e presto o tardi prima delle europee avremo un congresso. Occorre dire alcune cose:

– il PSI ha perso molte occasioni, su tutte la Costituente Socialista che doveva restare il progetto principale. Chissà dove saremmo oggi se dopo dieci anni avessimo insistito con Sdi Nuovo Psi e parte DS.

– seppure nelle difficoltà il Psi ha retto in questi anni ed ha fatto politica e cultura, partecipando al governo ed editando Avanti! e Mondoperaio

– alcune idee non sono state prese in considerazione per una propaganda giovanile ed ai sindacati: partito erasmus, quote erasmus, Mitbestimmung, scuola europea, bilinguismo obbligatorio nelle scuole europee

– primo compito di un partito socialista è oggi recuperare i voti dei socialisti storici per raggiungere una massa critica che consenta di fare proposte visibili e socialiste. Recuperare i socialisti di Forza Italia è priorità

– ciò si può ottenere puntando su crescita economica e politica industriale per il rilancio occupazione e del sud (interventismo keynesiano) recuperando i voti di Forza Italia in declino irreversibile e con politiche identitarie

– siamo il partito del lavoro e dobbiamo creare promuovere e propagandare il lavoro, creare lavoro, tramite politiche industriali, innovazione, formazione, meritocrazia, internazionalizzazione, organizzazione e coordinamento

Leonardo Scimmi

Leonardo Scimmi
Il nostro ruolo è dire la verità al Paese

Anziché prendersela con Europa la Casta la Politica le Multinazionali è forse il caso di chiarire che il nostro problema sono

– assenza di crescita economica
– disoccupazione
– debito crescente
– istituzioni datate
– criminalita’organizzata

E chiaro che tutto ciò non è colpa dell’Europa o dei mercati. Siamo tutti noi. Il PSI dovrebbe dire semplicemente la verità. La sinistra ha perso perché si è vergognata di dire la verità, della propria identità riformista. Il popolo sa riconoscere chi mente.

Craxi vinse il referendum su scala mobile perché disse la verità, ed il popolo gli diede fiducia. La verità chiarifica, è rivoluzionaria. Dovremmo proporre le risposte ai nostri problemi, anche se significa sacrifici.

Dobbiamo rendere chiaro che i mercati sono un sistema economico efficace e internazionale che l’Italia non ha ancora compreso e che di sicuro mettersi contro un sistema mondiale è senza speranza.

Dovremmo dire che la crescita genera occupazione e che lavorare è meglio che avere assegni di disoccupazione.

Dovremmo dire che l’Europa è una opportunità che l’Italia non riesce a sfruttare, l’Europa sarebbe grande abbastanza per imporre un modello economico più solidale al mondo.

L’Italia da sola cosa vuole fare?

Dovremmo dire che il sistema educativo italiano forse non e’abbastanza moderno ed internazionale per competere nel mondo. Dovremmo dire che dopo il populismo dalle facili promesse c’è la Troika, il fallimento del Paese.

Il partito ha bisogno di organizzazione, disciplina e di un messaggio. Noi dobbiamo farci carico di portare nel dibattito questo messaggio. Non pensiamo ai 4 voti, che infatti non sono mai arrivati, il nostro ruolo è dire la verità e proporre soluzioni efficaci, anche se impopolari.

Noi siamo figli dei Meriti e Bisogni, che significa pragmatici, coraggiosi, lucidi, laici, moderni, razionali. Smascheriamo i venditori di illusioni, non esiste il paradiso in terra, ed il cielo non è di questo mondo.

Saremo finalmente utili al Paese.

Leonardo Scimmi

Leonardo Scimmi
Se non ora quando

Lo ripeto da anni, se non ora quando. A 25 anni dal 1993 abbiamo l’occasione di giocare le nostre carte. I socialisti possono proporre il loro socialismo liberale craxiano e dei Meriti e Bisogni per una sinistra nuova e moderna tesa alla crescita economica. I 5 Stelle sono i comunisti di una volta, con qualche velleità tecnologica. Forza Italia è decomposta, sparirà.

La Lega radicalizzata non attrae i moderati. Oggi possiamo puntare sul Riformismo del socialismo liberale e coinvolgere gli elettori di Forza Italia. Dobbiamo agire ora subito e puntare sulla crescita economica, la crescita delle nostre aziende e dell’occupazione.

Il campo e’libero. Prendiamo l’iniziativa. Uniti e convinti. Crescita economica, lavoro, salari. Fatemi giungere proposte per la crescita economica e ne parlerò ai prossimi eventi.

I socialisti sono tanti. Avanti!

Leonardo Scimmi

Leonardo Scimmi
Orgogliosi di essere europei

Cari compagni,
Cari membri del Consiglio Nazionale del PSI,
la situazione del partito e della sinistra è preoccupante per due motivi.
La carenza di leadership e la carenza di organizzazione. Sebbene la leadership non sia facilmente producibile, neanche con la intelligenza artificiale, l’organizzazione è invece qualcosa che si può creare.
Esistono corsi di laurea, esistono esperti, esistono professionisti che possono aiutarci molto. Il partito azienda non è un’invenzione di Berlusconi, è una realtà. Tutte le organizzazioni hanno bisogno di struttura cultura e leadership. Spesso la leadership impone dall’alto tutto il resto, soprattutto la cultura, ma non necessariamente.

Al nostro livello di grandezza basterebbe avere un’organizzazione veloce e coordinata, basata su internet ed un comune sentire. La simbologia è un buon viatico per ritrovare comune sentire. Quindi in breve dobbiamo riorganizzare il partito, creare una serie di connessioni via internet, e-mail, liste di coordinatori, responsabili, e poi dobbiamo ritrovare il comune sentire, grazie ad esempio al Garofano.
Ciò fatto bisogna ritrovare una cultura comune, fatta di battaglie e temi che tutti si devono incaricare di diffondere, senza reticenze, su tutti i social media. La nostra rete deve essere allargata a tutti coloro che in passato hanno militato con il PSI, occorre ritrovare tutti per raggiungere una massa critica tale da poter essere visibili e propositivi.
Ritroviamo tutto ciò che ci accomuna, dai simboli alle canzoni ai personaggi.
Poi pensiamo ai nuovi elettori, da raggiungere con tematiche nuove, come Erasmus, Europa, Diritti Umani.

Poi pensiamo ai sindacati, da raggiungere con una politica che rimetta al centro il sindacato e l’impresa, insieme, nella famosa cogestione delle imprese, possibilmente più grandi e dedite a ricerca e sviluppo.

Raggiunto un livello organizzativo forte, possiamo intraprendere le iniziative necessarie a dialogare con altri partiti, come il PD, se ci saranno le condizioni. Dividerci sui segretari o sulle alleanze quando si è allo 0,3% è ridicolo.

Il quadro politico
Inseguire oggi Salvini, come si inseguivano ieri i 5 stelle è inutile, è tardi.
D’altronde il socialismo tricolore l’abbiamo inventato noi, cioè voi, ed oggi abbiamo perso su quel terreno. La sicurezza era un tema che avevamo visto arrivare, ma oramai è fuggito.
Dobbiamo oggi trovare una narrazione diversa, europeista, una nuova patria da opporre a quella di Salvini, che è bravo e lo sapevamo.
La patria ovviamente italiana ha un appeal più forte, ma noi dobbiamo combattere questo principio offrendo una patria più grande, più forte, più moderna: l’Europa.

Questa la nostra battaglia, la nostra narrazione, un’Europa forte unita e sociale, un super stato europeo. Orgogliosi di essere europei, non russi non USA non cinesi, ma europei. Moderni. Salvini propone un’italietta sola ed orgogliosetta come fossimo nel ventennio. Noi guardiamo oltre, al futuro, all’Europa unita che si erge come stato liberale e sociale, garantista e pacifico contro gli imperialismi russi e cinesi o l’isolazionismo egoista americano.

Europa portatrice di pace nel mondo, esempio di diritti sociali e diritti umani. Abbiamo molto da fare e dire, ma dobbiamo dirlo tutti uniti, ripeterlo tutti insieme, farlo circolare nei social come facebook, marciare uniti verso la riconquista.

Avanti.

Leonardo Scimmi

Leonardo Scimmi
La mozione del collegio estero

Cari membri del Consiglio Nazionale,

Il collegio estero presenterà la sua mozione in occasione della futura convocazione del Congresso. I punti trattati saranno i seguenti:

– visto l’ottimo risultato delle elezioni all’estero con 1695 preferenze a seguito di una campagna molto identitaria
– visto che il PD non e’in grado da solo di salvaguardare l’interesse nazionale, poiche’ha anteposto interessi personali a quello dell’Italia consentendo un governo lega- 5stelle anziche’puntare ad una esclusione dei pericolosi 5stelle dal governo
– visto il disgregarsi di Forza Italia
– visto il magro risultato e l’irrilevanza decennale del PSI

Si propone:
– ritorno al simbolo del garofano immediato
– riunione con i socialisti presenti in Forza Italia
– campagne politiche mirate a coinvolgere erasmus, sindacati e partite iva
– proporre un erasmus della politica contro nazionalismi
– proporre la cogestione nelle imprese fra lavoratori e proprietà
– proporre la riorganizzazione delle professioni con esami e giurie riviste per avvocati commercialisti architetti etc
– proporre un registro centrale degli italiani all’estero con i curricula per il loro rientro in quanto portatori di know how qualificato
– proporre la figura del compliance officer obbligatorio all’interno dei partiti per il rispetto delle regole
– comporre la segreteria nazionale con esponenti di tutti i territori, estero incluso
– creare ufficio studi del partito in materia economica, esteri e formazione

La mozione sarà elaborata e presentata al prossimo Congresso.

Le vostre adesioni saranno apprezzate.

Leonardo Scimmi

Il Pd e il nodo del Governo

Alla vigilia di una Direzione storica del PD, che non esito a definire simile alla famosa Bad Godesberg per la SPD quanto a portata innovatrice, credo sia importante sottolineare alcuni brevi punti.

L’alleanza potenziale con il 5stelle, oggetto della discussione di domani, segnerà forse una spaccatura nel PD, che però ne uscirà rafforzato nella sua identità. Identità che sarà inevitabilmente riformista, democratica, socialdemocratica, europea. L’abbraccio dei 5stelle sarà respinto.

Il PD ha avuto una nascita recente ed ha già vissuto spaccature e cambi di identità. L’ultimo, storico, l’ingresso nel PSE, Partito del Socialismo Europeo. E’ un partito maturo, forte, che cresce e si definisce. La Direzione farà bene al PD, lo renderà più forte, scevro da pulsioni massimaliste.

I 5 stelle dal canto loro sono una forza numerica priva di identità, tenuti assieme solo da odio ribellione e pronti a seguire qualunque ideologia pur di agguantare il potere. Potere che difficilmente saprebbero gestire, visti i precedenti romani, con danni inestimabili per l’Italia.

I 5 stelle sono forza che nasce dai Vaffa, dal complottismo, dall’anti politica, dal giustizialismo e dal sogno della decrescita felice.

Sono una parte malata della sinistra e della destra, essi sommano le pulsioni anti-capitaliste della sinistra e della destra, e le pulsioni anti democratiche, anti casta, contro le “procedure” lente della politica che sono invece garanzia di libertà per tutti.

Il linguaggio violento “apriremo il Parlamento” con un apriscatola etc fa emergere un disprezzo per le istituzioni oggi occupate solo come mero “entrismo”, con il malcelato scopo di modificare l’assetto costituzionale del Paese, dopo averne difeso opportunisticamente la Costituzione in occasione del Referendum.

Il giustizialismo giacobino rappresenta una anticipazione pericolosa della giustizia sommaria, fatta tramite media e sulla base di pregiudizi.

La decrescita felice é un incubo che ci sbatterebbe fuori dai mercati dall’Europa isolati ed in bancarotta.

I 5 stelle sono un passo indietro di circa un secolo anche in relazione alla scienza, ai vaccini, alle teorie del complotto che emergono dai siti le cui fonti sono senza controllo.

Il lavoro difficile fatto negli utlimi 5 anni dai governi Letta Renzi Gentiloni per tenere sulla giusta rotta la barca italiana non puo’ essere affidato alle mani inesperte dei 5stelle.

Il potere di governare l’Italia richiede capacità, esperienza, controllo e nessuno si sognerebbe di mettere l’On. Di Maio in un CDA di una società quotata, perchè dovremmo farlo sedere alla Presidenza del Consiglio?

Perché ha preso tanti voti.
E’ vero, ma non sufficienti a governare e non c’entra la legge elettorale, che non affida appunto alcun premio di “governabilità”, cioé ognuno vale quello che ha preso, e l’On. Di Maio ha preso 32%. Non basta, occorre il 51%.

I 5stelle sono voto di protesta e saranno probabilmente riassorbiti nei prossimi anni. Questa legislatura serva a governare bene e a non disperdere il buon lavoro fatto. L’economia é in ripresa e le forze democratiche possono aumentare gli effetti del ciclo favorevole governando bene nell’interesse nazionale.

Sul fronte del centrodestra, apparentemente unito, occorre ricordare a Salvini che il suo partito si aggira intorno al 18% e quindi se il centrodestra dovesse essere chiamato dal Presidente della Repubblica a governare perché maggioranza nel Paese, il Premier non dovrà essere necessariamente espresso dalla Lega. Se davvero vuole dare un governo al paese, abbassi i toni e scenda dalla ruspa, i suoi elettori sono molto più moderati di lui.

Leonardo Scimmi

Fughe in avanti e schizofrenia in casa Pd

Ho seguito con grande attenzione l’intervista di Renzi in tv da Fazio. Un ragionamento sviluppato con lucidità da un uomo che forse, ormai, si trova più a suo agio nei salotti televisivi piuttosto che nelle sedi di partito. Ma poiché Renzi è persona intelligente e accorta, i messaggi lanciati in televisione non possono che avere ripercussioni sulla situazione interna al Pd, con Martina che infatti si è velocemente affrettato a spiegare che un partito, in queste condizioni, è ingovernabile e altri dirigenti a spiegare le difficoltà di discutere quando l’uomo della maggioranza interna lancia messaggi trancianti rispetto ai temi da affrontare, coerentemente, con serietà, in direzione nazionale.

Alcune cose dette dall’ex premier sono ineccepibili. La crisi del Pd è iniziata con la sconfitta al referendum del 4 dicembre, e la sua colpa è stata quella di personalizzare troppo la contesa, scatenando un “con me o contro di me” che ha fatto fallire riforme indispensabili e, di fatto, segnato la stessa crisi anche interna al partito che ha vissuto la polarizzazione tra renziani e anti-renziani. Vero è anche che il risultato elettorale è stato penalizzante per il Pd e la sinistra in generale (visto il risultato davvero mediocre di LeU e la sostanziale inesistenza delle altre formazioni ancora più a sinistra), ma quello che Renzi, volutamente o no, finge di non capire, è che gli elettori che si recano a votare, in una democrazia parlamentare e con una legge elettorale, non votano per farti fare opposizione, ma votano per dare uno specchio rappresentativo alle componenti parlamentari. I riti e le regole della democrazia parlamentare prevedono poi che le maggioranze si cerchino in parlamento. E il Pd, con le sue pattuglie di deputati e senatori, rappresenta una forza non trascurabile in un percorso possibile di costruzione di una maggioranza parlamentare.

Chiudere la porta in faccia al Movimento Cinque Stelle prima ancora di sedersi a un tavolo, è stata una mossa, a mio modesto avviso, azzardata. Una mossa che chiude a un dialogo altresì suggerito da alcuni dirigenti nazionali (Franceschini, Cuperlo e altri), e che vede isolarsi il Pd in una posizione aventiniana poco consapevole dei risvolti del nostro sistema politico parlamentare. In più, l’azzardo è doppio, in quando la direzione nazionale non si è ancora riunita per discutere della possibilità di aprire il dialogo ed, eventualmente, su quali basi attuarlo. Di certo un dialogo non può essere tra sordi, il Pd non potrà dimenticare gli insulti dei grillini in campagna elettorale e prima, una forza che ha governato non potrà mai accettare che le riforme fatte con sacrificio vengano smontate in pochi attimi. Ma a quale prezzo viene chiusa quella porta?

Dal punto di vista parlamentare, non restano molte soluzioni: siamo sicuri che il Pd sia pronto a una nuova massacrante tornata elettorale? Non è che questa rappresenti un mostruoso salto nel buio? L’aver inoltre posto paletti fermi al lavoro della direzione, rappresenta un sostanziale disprezzo delle regole interne a un partito che, nel nome, si dice democratico. Può dire bene Renzi di essere soltanto uno dei tanti senatori democratici, ma non può certo ignorare il peso che conserva negli organismi dove molti fedelissimi occupano ruoli chiave.

Insomma, il potenziale deflagrante delle sue dichiarazioni non potrà che avere ripercussioni sia sugli equilibri interni al Pd che sullo scenario nazionale. Meglio avrebbe fatto Renzi, a mio parere, a lavorare su una delegazione, di cui avrebbe fatto parte a pieno titolo, pronta a sedersi al tavolo con Di Maio e soci, ottemperando al richiamo del capo dello stato. Da quel pulpito, avrebbe potuto far valere alcune regole di principio e di programma, su cui ci sarebbe stato un confronto. Spingendo invece verso una posizione di assoluta intransigenza, l’ex premier isola ancora di più il Pd rischiando di condannarlo, in via definitiva, all’inconsistenza.

Leonardo Raito

Leonardo Scimmi
Prendere subito l’iniziativa

Il risultato del PSI alle elezioni – tolto l’estero dove si é avuto un buon numero di preferenze – é deludente. Il risultato del PD alle elezioni é deludente.Il risultato di LEU alle elezioni é deludente. Oggi la sinistra è spettatrice di un gioco che riguarda solo destra e 5 stelle, entrambi con pulsioni anti-europeiste.

L’Italia ha evidenziato due problemi: immigrazione e povertà. La sinistra deve perciò ricostituirsi, riunirsi e trovare un nuovo progetto e comunicazione. L’autoelogio non ha convinto gli elettori.

Il Partito Democratico deve ritrovare la sua anima “sociale”, diventare un Partito Socialdemocratico. Il PSI deve prendere l’iniziativa ora, prima di tutti, per riunire tutti i socialisti e spingere il PD ad una riflessione identitaria.

Se convinceremo le giovani classi dirigenti dei nostri partiti a seguire questa road map, avremo reso un servizio utile all’Italia ed all’Europa.

Leonardo Scimmi

Leonardo Scimmi
Elezioni, il Psi estero ne esce rafforzato

Cari compagni,
grazie a tutti per il sostegno che avete mostrato in questa campagna elettorale. Ho ricevuto dei voti dall’Italia, parenti di compagni che risiedono in Francia o Germania o Inghilterra. E’ stato molto bello vedere compagni dalla Campania dalla Toscana dalle Marche indicare ai loro parenti il mio nome, da votare nel collegio Europa, senza che neanche glielo chiedessi. Di loro iniziativa.

Grazie di cuore. E’ questo lo spirito che dobbiamo avere. La mia candidatura nelle liste del PD in quota PSI non aveva chance, lo sappiamo. E’ stata tuttavia utile alla coalizione con il PD, che ha ricevuto i nostri voti, è stata utile alla coalizione in Italia poiché abbiamo mostrato fedeltà come alleati ed è stata utile soprattutto al PSI, che ne è uscito rafforzato all’estero.

l PSI all’estero é presente in ogni paese di emigrazione italiana ed abbiamo
– recuperato i vecchi compagni socialisti.
– trovato nuovi compagni che condividono le nostre idee e passione.

Il risultato del 2018 non è un caso. Abbiamo lavorato per 5 anni a questo progetto e grazie a coloro che ci hanno creduto abbiamo fatto un risultato ottimo. Ora io sono arrivato ultimo nella lista, lo so bene. Ma 1645 voti per un partito piccolo come il nostro senza struttura all’estero e con un dramma storico sulle spalle ed un deficit di visibilità consistente, non è poco.

Il nostro risultato è frutto della passione dei giovani e della rete delle associazioni che hanno trovato in noi dei buoni rappresentanti. Consideriamo che ci scontravamo contro lo scetticismo di tutti, poiché nessuno ci considerava un’organizzazione forte e credibile, tanto meno all’estero.

Ebbene oggi lo possiamo affermare, siamo credibili e presenti ed utili alla sinistra ed al PSE. Oggi tuttavia il PSI in Italia si trova in difficoltà. Io credo che il PSI debba ritrovare la sua identità.  La nostra campagna estera è stata molto identitaria ed ha funzionato.

Noi siamo il PSI e chi è stato PSI una volta nella vita non può  non riconoscere il nostro appello, la nostra chiamata all’impegno.

Tuttavia dobbiamo essere costanti. La politica non si fa guardando indietro. Va bene. Ma oggi l’identità é qualcosa difficile da costruire, noi ce l’abbiamo. La nostra storia di partito é talmente dolorosa che ha segnato tutti e tutti risponderanno all’appello unitario ed identitario se fatto con costanza. Noi abbiamo una comunità identitaria che funziona, occorre unirci intorno a questa comunità ed identità. I nostri voti debbono tornare a casa. Questa la prima tappa.

Primum vivere. Grazie a tutti.
Leonardo Scimmi