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Lettere Direttore

Scrive Luigi Mainolfi:
Di tutto si parla, fuorché di politica

Sul Corriere della Sera del 22 Febbraio 2017, Alesina e Giavazzi si pongono moltissime domande per  capire cosa  bisognerebbe fare per  affrontare le problematiche della società attuale e come qualificare molte proposte sponsorizzate dalle forze politiche: di destra o di sinistra?  Alcuni esempi:1) Opporsi alla valutazione degli insegnanti, è di destra o di sinistra; 2) Sostenere la liberalizzazione dei mercati è sinistra o destra? ; 3) Difendere i taxisti è di destra o di sinistra? L’articolo sembra la famosa  canzone di Gaber, “Destra o Sinistra”. Questa constatazione evidenzia la differenza tra l’artista  e lo studioso.  Non è un caso che Gaber si poneva, da artista, 30 anni fa  domande simili a quelle  che i due economisti si pongono nel 2017. La politica , che è arte,  richiede più sensibilità  che nozioni.  L’ideale sarebbe avere  l’una e le altre. Spero di non apparire presuntuoso, se dico di non condividere il  ragionamento dei due opinionisti, sia nelle premesse che nelle conclusioni. Da studente di  Economia, appresi che niente è totalmente nero e niente è totalmente bianco. Nel bianco, ci può essere un punto nero, che alla lunga può prendere la prevalenza. Una cosa analoga può capitare al “tutto nero”. Inoltre,  ogni cosa  può essere  inquinata e, nel tempo, trasformarsi.

L’ex-PCI assorbi  le “Cose” ed è diventato una cosa senza identità .Il  mio Professore di Economia,  Palomba, sosteneva e dimostrava che, con il tempo,  anche le virtù si essiccano e possono diventare  una cosa diversa o addirittura il contrario di ciò che erano prima. A sostegno di questa tesi, faceva due esempi: 1) La via dell’amore portò a Sodoma e Gomorra; 2) La virtù teologale “Carità”, da “tener caro l’altro”  è diventata  “  fare l’elemosina”, che è un’altra cosa. A questi concetti, penso, quando vedo ridurre la lotta politica da  confronto, tra modelli di società,  a un paragone geometrico e confusionario, nel quale trovò ispirazione Gaber, per la canzone  e  hanno trovato le ragioni per l’articolo, Alesina e Giavazzi. Un’Arte è diventata Geometria.  Dove stanno le valutazioni sul Liberismo e sul suo favorire  la tendenza ai Monopoli?  Che fine hanno fatto  le valutazioni sociologiche, ideologiche e anche religiose sullo sfruttamento dei lavoratori?  Che fine ha fatto l’esigenza di controllare, come Stato, i comportamenti degli imprenditori? Che fine ha fatto il concetto laburista,  secondo il quale,  l’uomo va protetto “dalla culla alla bara”? Potrei continuare con molte altre domande, ma , per brevità,  chiedo:-Che fine hanno fatto i dibattiti tra  i sostenitori del “lascia fare , lascia passare” e i sostenitori della Partecipazioni Statali ? Chi ricorda  il compromesso fordiano di Roosvelt , dopo la Crisi del 1929, non può non ammettere che siamo andati  troppo indietro, annullando tutte le conquiste concettuali, suggerite da grandi sociologi, economisti e politici ( i socialisti utopisti,  i grandi Riformisti, Amartya Sen, Mansholt, Piketty e, io aggiungo, Palomba). Nella seconda Repubblica sono scomparse troppi capitoli politici:  la Programmazione Economica, le Partecipazioni Statali, il sindacalismo europeo, la solidarietà tra le generazioni e tra le zone geografiche, la presbiopia politica ( sono diventati tutti miopi o ciechi), le Sezioni  dei Partiti, come luoghi di confronti,  un sistema elettorale figlio della caratteristica culturale del Paese ( quello proporzionale= politico; quello maggioritario =aritmetico), il valore spirituale del lavoro, su cui è basata la nostra Costituzione, l’impegno politico per il bene comune, ecc. C’è una cosa ancora più grave: l’aver messo il progresso sullo stesso piano dello sviluppo. Anzi,  la parola  Sviluppo è scomparsa,  uccisa da una  cosa ambigua , volgare e  senz’anima , qual è  la parola crescita.  Perciò, non mi meraviglio, se,nei dibattiti televisivi  di tutto si parla, fuorché di politica, con somma gioia dei conduttori, che, nel paragone, sembrano politici.

Luigi Mainolfi
Avellino

Scrive Luciano Masolini:
La forza dei nostri ideali

Ci stiamo avvicinando al Congresso straordinario del Partito socialista italiano, che è stato programmato a ridosso della prossima primavera. Raduno a cui auguro anticipatamente tantissima presenza e soprattutto tanti efficaci lavori. Sperando che essi possano ben servire a migliorare le condizioni del Partito, rendendolo sempre più forte e magari aumentandone sempre più le sue file. Visto poi, tra l’altro, il profilarsi delle elezioni amministrative e successivamente anche di quelle politiche, mi auspico che vengano eventualmente presi giusti e mirati accordi per quelle alleanze di cui il Psi necessita.

Non credo, comunque, che saranno campagne elettorali tanto facili quelle che dovremo affrontare. Siamo pochi e pure le nostre possibilità economiche sono alquanto misurate. Siamo però in compagnia del nostri ideali. E’ proprio da questi che attingeremo – come del resto abbiamo sempre fatto – tutte le forze necessarie possibili. Sicuro che anche in questa occasione, con il nostro solito impegno, riusciremo a fare in modo di raccogliere almeno qualche punto a nostro vantaggio. Un impegno certamente non secondario, ma che dobbiamo vigorosamente praticare se vogliamo che il Partito non venga a perdere definitivamente quel suo non secondario ruolo che ha svolto fin qui. Vedremo quali saranno le disposizioni e le indicazioni che dall’assise congressuale proverranno su quanto accennato. In attesa, faccio a tutti voi i migliori saluti socialisti.

Luciano Masolini

Scrive Manfredi Villani
Al via il treno verde

Il Treno Verde di Legambiente per il 2017,con 29 anni di esperienza affronterà un tour organizzato insieme con Ferrovie dello Stato e la partecipazione del ministero dell’Ambiente.Partirà da Catania (24-26 febbraio) e passerà per Paola (28 febbraio-1 marzo),Potenza Centrale (3-4 marzo),Bari Centrale(6-7 marzo),Salerno (9-11 marzo),Pescara Centrale (13-14 marzo),Foligno(16-18 marzo),Bologna Centrale (20-21 marzo),Vicenza (23-24 marzo),Asti (26-28 marzo) e si chiuderà a Milano Porta Garibaldi il 30 e 31 marzo.Per questa edizione ci sarà una novità:il Treno Verde farà una tappa Straordinaria a Bruxelles il 24 aprile alla Commissione Europea.

All’inaugurazione della campagna a Roma, presso la stazione Termini,avvenuta il 22 febbraio, erano presenti il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti,la presidente di Legambiente e la presidente di Ferrovie dello Stato. Il programma del tour riguarderà l’Economia circolare attraverso un nuovo modello di sviluppo economico sostenibile e innovativo,mediante le buone pratiche ambientali e diffondere l’informazione scientifica.A Bruxelles il Treno Verde e lo staff ambientalistico saranno accolti dal vicepresidente della Commissione Europea, Jyrki Katainen. Le varie carrozze del treno sono state adibite a mostra di figure,oggetti e prototipi attinenti all’educazione ambientale ed emergenza rifiuti.Nelle 11 stazioni di sosta il Treno Verde rimarrà aperto dalle 8,30 alle 14 per le scolaresche prenotate e dalle 16 alle 19 per il pubblico.La domenica dalle 10 alle 13.L’ingresso è gratuito.Lo staff scientifico che accompagnerà i convoglio misurerà anche la qualità dell’aria in tutte le città del tour con particolare attenzione per i valori del Pm10 previsti per legge.La composizione del treno attiene alle solite 4 carrozze MDVE, allestite da Legambiente e la motrice E.402.129 delle FS. Nelle suddette soste in città italiane ritengo opportuna la presenza di visitatori socialisti,da sempre assertori della politica ambientale per il bene comune.

Manfredi Villani

Scrive Celso Vassalini:
Nella scissione le donne in disparte

Cortese Direttore, 
mentre il premier Paolo Gentiloni prosegue nel suo cammino sulle riforme, penserei ad un Congresso “TEMATICO” a tema… Dedicherei il Congresso alle Donne “patriota CHE HANNO CAMBIATO L’ITALIA”. Il Congresso non è fine a stesso. È la cassetta degli attrezzi per occuparci meglio dei problemi quotidiani delle persone. Potrebbe anche aiutarci a capire come mai in tutto questo dibattito riguardante la “scissione” le donne siano rimaste quasi in disparte. Ci si vede con il sorriso al Congresso. Sarà un bel Congresso…. una piattaforma di confronto democratico con più candidati…. tra l’altro solo il PD-pse fa veri Congressi e questo la dice lunga sulla democrazia rappresentativa.
Iscritto al Circolo PD-pse Brescia Est.
Celso Vassalini

Scrive Celso Vassalini:
Uber, Taxi e innovazione

Cortese Direttore,
sono anni che quando vado a trovare i miei amici nelle varie Città europeee, utilizzo Uber. Sono anni che mi domando il perché anche qui in Italia non si possa scegliere di viaggiare utilizzando un servizio di trasporto privato che mette a disposizione automobili pulite e confortevoli a prezzi abbordabili per tutti -e quando dico tutti mi riferisco anche ai più giovani- prepagando la corse dall’app del cellulare. Sono anni che quando salgo su un’auto #uber all’estero, mi rendo conto che il nostro è un paese in cui l’innovazione si scontra con la realtà delle lobbies e con un popolo conservatore e retrogrado. Infatti, quando un giovane premier riformista ha provato a cambiarlo, i primi a non voler innovare, oltre alle corporazioni e a certe categorie di lavoratori, sono stati proprio i grandi vecchi politici reazionari che insieme alle care e vecchie abitudini, si sono tenuti stretti anche la cara, vecchia poltrona. Ci meritiamo di pagare 60 euro per una corsa dal centro di Roma all’aereoporto, perché abbiamo paura di crescere e diamo potere votando e assecondando le scelte politiche di chi non pensa a noi, ma ai propri interessi e alla propria poltrona.
Forza nuova, fascisti e…. grillini ; chi si somiglia si piglia.

Celso Vassalini

Scrive Tommaso Guerini:
Ricordo di Franco Piro.
Lo sguardo dritto aperto nel futuro

Nato a Cosenza nel 1948, Francesco Piro, detto Franco, è morto a Bologna nella notte del 21 febbraio 2017. Lascia due figli, Eva e Adam. Docente di Storia economica, dopo avere militato in Potere Operaio, è stato deputato per tre legislature, ricoprendo l’incarico di Presidente della Commissione Finanze della Camera e di capogruppo – l’ultimo – del Partito Socialista Italiano.

Dopo la diaspora, nel 2004 è stato candidato a Sindaco di Bologna, ottenendo il miglior risultato alle spalle di Sergio Cofferati e Giorgio Guazzaloca, ma senza essere eletto. Nel 2006, dopo la scissione del Nuovo PSI, che lo aveva visto protagonista, fu candidato al Senato in Emilia-Romagna.

Molto è stato scritto in queste ore in ricordo di Piro, la cui figura rimane tra le più originali della fase finale del Partito Socialista Italiano. Da sempre vicino all’amico di famiglia Giacomo Mancini, che da Ministro della Salute introdusse il vaccino contro la Poliomielite, fu dirigente di primo piano di Potere Operaio. Trasferitosi a Bologna per frequentare l’Università, conobbe il carcere, per poi distaccarsi da Potere Operaio in quanto contrario alla militarizzazione del Partito, criticata sulla base dell’assunto che la classe operaia non era “tanto minorenne da aver bisogno di qualcuno che gli fornisce il braccio armato”.

Nel 1971 aderì al PSI, diventandone nel giro di pochi anni uno dei leader a Bologna e in Emilia-Romagna. Legato alla corrente di Gianni De Michelis, nel 1983 fu eletto alla Camera dei Deputati, superando Paolo Babbini, suo storico avversario ed esponente della corrente di Bettino Craxi.

L’attività parlamentare di Piro è stata caratterizzata dal suo impegno per i diritti dei disabili e dall’attenzione alla politica economica. Del primo rimane una traccia indelebile nella legge 104 del 1992 e nella legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche; della seconda la sua presidenza della Commissione Finanze della Camera, che lo portò ad avere numerosi scontri con Paolo Cirino Pomicino, potente Ministro andreottiano del Bilancio. Dopo la diaspora, dette vita alla Federazione dei Socialisti, per poi aderire al Nuovo PSI di Gianni De Michelis.

Candidato a Sindaco di Bologna nel 2004, l’anno successivo aderì alla mozione di Bobo Craxi, seguendolo nella scissione che dette vita a “I socialisti”, l’ultima compagine della sua lunga avventura politica. Uomo poliedrico, appassionato di musica e di sport, Piro è stato un punto di riferimento per numerose generazioni. Maestro generoso, amava circondarsi di giovani, ai quali impartiva lezioni di vita, letteratura, cinema, economia e politica.

Eccessivo nei rapporti, carismatico, lascia un vuoto incolmabile in chi ha avuto la fortuna di essergli amico e compagno, termine che, riprendendo Camillo Prampolini, ricollegava ad un profondo significato religioso.

Con lui scompare uno dei più originali protagonisti della fase finale della Prima Repubblica. La sua intelligenza, la voglia di vivere, la capacità di dedicarsi alla politica nel senso più nobile, si stagliano oggi come monito per le nuove generazioni, dimostrando come le qualità umane e politiche di quei dirigenti che furono spazzati via dalla temperie giustizialista del biennio ’92-‘94 fossero infinitamente superiore a quelle di coloro che ne usurparono il posto e per i quali oggi suona il de profundis.

Tommaso Guerini

Scrive Mario Mosca:
Taxi. Da socialista
sto con chi sciopera

Caro Direttore
l’opinione popolare, in questi giorni, tende a percepire la protesta dei tassisti come la difesa retrograda dei privilegi di una casta, neanche si stesse parlando di signorotti feudali o simili.
Visitando ogni tanto la mia Napoli, prendo spesso il taxi. La mia esperienza è stata sempre positiva: nonostante le mille e più licenze di troppo, eh già pare che di taxi ce ne siano anche troppi, le ore di attesa in stazione e in aeroporto magari per una misera corsa di dieci euro, un Comune i cui vigili chiudono uno o due occhi sugli abusi delle auto private ma si accaniscono nei confronti delle auto bianche, nonostante questo sempre autisti gentili, educati, professionali, fini conoscitori della città e della realtà locale. Sono stato sempre fortunato? Può darsi.

Proviamo a immaginare Napoli con Uber e le decine di app che spunterebbero come funghi: migliaia e migliaia di auto in più, maggiore inquinamento atmosferico e acustico, crollo delle tariffe e, soprattutto, autisti impreparati, per lo più stranieri, nel caso di Napoli probabilmente immigrati cingalesi, vittime ideali di sfruttamento, pronti a lavorare anche venti ore al giorno.
Come dovrebbero reagire i tassisti a queste “novità del mercato”? Non voglio apparire ultra conservatore e più vecchio dei miei quaranta anni, ma mi metto nei loro panni: uno fa sacrifici enormi per la licenza, la riscatta con anni di duro lavoro e con la prospettiva di andare in pensione con in mano il solo plusvalore della licenza stessa da rivendere, e intanto un gruppo di giovanotti californiani, comodamente seduti sul divano di casa, si inventa la app, e con questa app manovra, a migliaia di chilometri di distanza un numero enorme di persone, forza lavoro a basso costo, sfruttandola e mettendo insieme enormi profitti. Il tutto con scarsa propensione a pagare le tasse, come si è già visto in casi analoghi.

Ora io chiedo a Lei e al nostro Segretario: noi socialisti, prima di difendere il libero mercato del lavoro che ingrassa le multinazionali non dovremmo difendere i lavoratori? E non dovremmo essere in prima linea contro lo sfruttamento degli immigrati? Perché questo è Uber, inutile girarci intorno. La concorrenza, il mercato, tutte scuse. Qui si tratta di una multinazionale che sfrutta, accumula ingenti profitti, e toglie lavoro a chi ha fatto sacrifici per essere in regola.
Io, da socialista, non ci sto. E, fatto salvo il rispetto del servizio minimo garantito, sto con chi sciopera.

Mi si dirà: ma noi regolamenteremo tutto questo. In Italia? Le regole? Secondo me, poco credibile. Grazie per la cortese attenzione e carissimi saluti dall’Ungheria,

Mario Mosca

Scrive Ugo Morlotti:
La direzione della Sinistra

Cosa si intende per sinistra? Il Partito socialista Italiano è di sinistra o di destra?

La sinistra è: Fare la rivoluzione, Dire no a tutto; Essere tutti uguali come morti di fame; Essere atei;

Installare una dittatura, imbrattare e rompere; Occupare case scuole; Tutto gratis per tutti.

Insomma chi più ne ha più ne metta.

Nella sinistra è uso e costume ai compagni che cercano di essere ragionevoli o comunque il pensiero no è allineato per potere raggiungere certi traguardi, ebbene vi sono sempre dei compagni che si mettono a sinistra della sinistra dicendo che loro sono di sinistra e quelli che prima erano compagni di sinistra diventano camerati di destra; insomma un rebus.

Si cerca di rifondare la sinistra ma, a mio avviso una sinistra c’è già, una Sinistra Moderata, Europea, Progressista, Riformista, allora, cosa si va cercando?

Il Partito Socialista Italiano non è di sinistra? Basterebbe restituirgli l’onore e riconoscendogli i meriti, anche, in parte, al Partito Comunista Italiano.

Ciò fatto, poiché è la storia che parla, invece di aspettare un altro ventennio (campa caval che l’erba la cres) i due partiti distinti ma federati formano la…….. “Nuova Sinistra Italiana”

Un cordiale saluto al Direttore
Ugo Morlotti

PS: Aggiungo che noi Compagni Socialisti non ci parliamo, non ci conosciamo, anche nel mio circolo l’incontro di una due ore sono sufficienti solo per scambiarci i saluti e la salute come va? ; non facciamo politica.

Ci vorrebbe un blog di facile accesso quanto meno per i tesserati dichiarandosi col proprio numero di tessera.

Ecco non siamo connessi, siamo isolati, ci siamo ma, non ci parliamo.

Il blog dovrebbe gestirlo il giornale AVANTI del P.S.I.

Scrive Manfredi Villani:
Rimodulare la politica socialista

Il segretario del PD Matteo Renzi ha formalizzato le sue dimissioni. All’assemblea del suo partito,conclusasi ieri a Roma, Renzi ha detto:No alla scissione, ma è peggio il ricatto.Non si può stare fermi a dire congresso sì congresso no. Ho cercato tutti i giorni di raccogliere le proposte degli altri per restare insieme. Soffro a sentire la parola scissione.Ma peggio di scissione c’è solo la parola ricatto. Non è accettabile che un partito si blocchi sui diktat della minoranza. Renzi ha continuato affermando: Mi ricandido, non eliminatemi. Restiamo uniti, ma la condizione è che il potere dentro il PD appartiene ai cittadini che ci votano non ai caminetti. Impensabile fare un congresso sul governo, Gentiloni ha il mio appoggio convinto.Per i congressisti enuncia un richiamo:Nessuno ha il copyright della sinistra.Non chiedetemi di non candidarmi per evitare la scissione,non è democratico chiedermi di andare via.Potete battermi,non eliminarmi.Avanti insieme,ma con un sorriso.Le prime parole di apertura di Renzi all’assemblea del PD sono state: Rispetto e buonsenso.In questi due mesi il PD non si è rispettato,abbiamo perso tempo. Fermiamoci,guardandoci e rispettandoci.La nostra responsabilità è innanzitutto verso il Paese.Ora basta,rimettiamoci in cammino. Il Presidente del PD Orfini, chiudendo l’assemblea nella quale Matteo Renzi si è dimesso dalla segreteria del partito,ha sancito:E’ formalmente indetto il congresso.Convocherò la Direzione per martedì,con la nomina della commissione di garanzia per il congresso.Termina quindi il lavoro di  questa assemblea.Rivendico il lavoro fatto in questi anni.

Il vice segretario del PD Lorenzo Guerini aveva ammonito la minoranza asserendo: Sono esterrefatto e amareggiato per la presa di posizione di Emiliano, Rossi e Speranza. Chiunque abbia seguìto il dibattito dell’assemblea nazionale si è potuto rendere conto che essa andava in tutt’altra direzione, intervento dopo intervento. Segno che questa presa di posizione, del tutto ingiustificata alla luce del odierno nel PD, era evidentemente una decisione già presa. A margine di queste prime notizie dell’assemblea del PD a Roma, ritengo calzante l’articolo di Mauro Del Bue, pubblicato dal nostro AvantiOnLine con il titolo: Socialdemocratico? Da eresia di destra a eresia di sinistra. Lo commento riaffermando:Ottima escursione di scienza politica della socialdemocrazia. Condivido lo stimolo ad aggiornare l’identità socialista attuale; ritengo possibile rimodulare la politica socialista mediante una forte tensione all’educazione e alla conoscenza. Occorrerà penetrare nel nuovo mondo politico democratico attuale con maggiore incisività. Cominciamo a parlarne seriamente nel prossimo congresso straordinario del PSI.

Manfredi Villani

Scrive Luca Pellegri:
Social e Socialisti

Cercando momentaneamente ristoro dal grande successo della serie TV “Partito Democratico”- di cui ci mancano alcune puntate per farne una recensione completa- torniamo ad occuparci del nostro PSI e di un suo aspetto che va analizzato, compreso e, possibilmente migliorato: la comunicazione sul web.

E’ un dato di fatto che Internet ed i suoi strumenti di comunicazione di massa abbiano dato origine ad una “Pòlis” alternativa, parallela ed a volte incrociata con le comunità reali, orientandone i gusti, informando in tempo reale, cercandone il consenso. Il tutto a costi praticamente irrisori rispetto alla mole di dati disponibili ed alla loro capacità di interazione diretta con i Cittadini.

Questo campo, potenzialmente infinito, non può essere estraneo alla Politica, che usa ed è usata dalla Rete, dimostrando, ove ce ne fosse stato bisogno, che la antica definizione Aristotelica  di Uomo come “animale politico” ha una sua evidente verità.

Testate giornalistiche on-line (aperte ai commenti degli utenti), blog e social media (su tutti facebook, Twitter e YouTube) stanno, di fatto, sostituendo i più classici strumenti di comunicazione, discussione e propaganda.

Torniamo per un attimo indietro di oltre una ventina di anni e confrontiamo il lavoro di militanza politica  di allora rispetto ad oggi riferendoci specificatamente alla vita di Partito; laddove un tempo la comunicazione fra centro e periferia era verticale e rallentata nei suoi strumenti di trasmissione (telefono, circolari, lettere, fax, convocazione di riunioni a mezzo posta ordinaria), ora ci troviamo di fronte ad una propagazione orizzontale del messaggio, significativamente in sincronia con gli eventi, egalitaria e, soprattutto, interattiva. Un esempio pertinente, soprattutto per le Compagne ed i Compagni con maggiore anzianità di militanza, è quello di osservare e paragonare come fosse un evento rarissimo e spesso legato a circostanze straordinarie, la possibilità di interloquire direttamente con il Compagno Craxi, in rapporto alla relativa semplicità di interazione odierna con il Compagno Nencini: si sono ridotte le distanze, si sono dissolti i passaggi e i filtri intermedi, e il dialogo, così facilitato, diventa un flusso ininterrotto.

Questo, per la nostra comunità è un bene.
Un altro esempio efficace di come i nuovi mezzi di comunicazione facilitino il rapporto è comparare l’accorciamento delle distanze tra le strutture periferiche del Partito: in tutta onestà, venticinque anni fa, che cosa sapeva la Federazione di Cuneo del lavoro della Federazione di Bari? Francamente nulla; oggi invece possiamo, in tempo reale, confrontarci, consultarci, offrire una mutua assistenza fra tutti i Compagni che militano anche a centinaia di chilometri di distanza, anche in questo caso creando nell’interazione virtuale un flusso continuo di comunicazione.

Anche questo, per la nostra comunità, è un bene.
Il problema che dobbiamo porci oggi è quello di sfruttare tutte queste potenzialità nel modo più razionale possibile, per trarne un giovamento sia in termini di Fraternità tra Compagni, sia, soprattutto, in termini di visibilità all’esterno delle nostre idee, proposte, attività, sui territori e a livello Nazionale.

Facciamo un breve inventario di quel che c’è:

  • L’Avanti! Online (http://www.avantionline.it/) : la nostra storica testata risponde con grande efficacia ad un imperativo della comunicazione contemporanea: molti contenuti e soprattutto un continuo aggiornamento degli stessi (quello degli aggiornamenti continui è un imperativo della comunicazione online). Tutto basato sul volontariato e sull’accoglienza di diverse sensibilità, la testata online è forse la punta di diamante della nostra comunicazione. L’opportunità data ai lettori registrati di commentare gli articoli deve forse essere meglio sfruttata, poichè un articolo particolarmente incisivo si legittima meglio anche in base alla discussione che suscita in calce, nello spazio dei commenti. E’ sicuramente positivo che gli articoli del giornale vengano condivisi dai profili twitter e facebook dei Compagni, ma, se si può azzardare un suggerimento, sarebbe forse il caso di sviluppare e contenere la discussione sul “pezzo” pubblicato all’interno dello stesso spazio del Giornale, piuttosto che spezzettare e disperdere la discussione sui profili personali e di Partito.
  • Il sito ufficiale del PSI (http://www.partitosocialista.it/ ) : la porta di ingresso al nostro mondo è tuttora in fase di sviluppo ma rappresenta un grosso potenziale, soprattutto se sostenuto dal contributo di tutte le articolazioni periferiche del Partito. Potremmo dire, senza offesa, che il sito ufficiale del Partito, debba essere un grande, virtuale “ufficio informazioni” del nostro mondo; deve raccontare la vita del Partito sul territorio Nazionale, fornire informazioni utili (e-mail, numeri di telefono, indirizzi,orari) su tutte le nostre sedi,ed essere uno strumento di facilitazione dei contatti di tutti coloro che, magari per altre vie, vogliano mettersi in comunicazione con il Partito, ricevendone assistenza.
  • I profili Facebook e Twitter di Partito e dei singoli Compagni: utilissimi e preziosi nel diffondere e discutere delle nostre idee, hanno però bisogno di un opera di razionalizzazione: è opportuno, infatti che ogni Federazione abbia la propria pagina, ben riconoscibile con il simbolo del Partito, che abbia aggiornamenti continui e costanti sui Social Media, al fine di diventare una presenza familiare sulle bacheche degli utenti che seguono la vita del Partito sui territori. Si tratta quindi di rendere armonica ed omogenea la nostra presenza, senza tuttavia nascondere che si tratta di un lavoro impegnativo

Al momento, come direbbe Lorenzo Da Ponte “Madamina il catalogo è questo”: non è poco ma c’è ancora molto da sviluppare, aggiustare, rendere più efficace. Ad esempio, quel che manca, è un canale YouTube dedicato al Partito, che sarebbe utile ad allargare il perimetro della nostra comunicazione, dal momento che, soprattutto con la diffusione di massa di strumenti informatici portabili (smartphone e tablet) l’uso dei video trova una vasta platea di fruizione, nonché un pubblico più giovane.

Questo articolo vuole essere solo una breve ricognizione sulle nostre potenzialità nella Rete, con la speranza che venga colta appieno l’importanza della presenza anche nel mondo virtuale, dal momento che la piazza virtuale è, a tutti gli effetti, un luogo della Politica di oggi e soprattutto di domani. Un buon lavoro nella Rete può portare ottimi ed inaspettati frutti: per il Partito è un’ occasione organizzativa e quindi politica da cogliere e sulla quale dispiegare tutta la propria intelligenza collettiva

Luca Pellegri