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Lettere Direttore

Scrive Giovanni Alvaro:
Berlusconi come il buon vino…

Chi si è trovato a seguire Berlusconi, ospite di Porta a porta, ha avuto la possibilità di assistere ad una vera e propria lezione di alta politica. Malgrado le punture di spillo dei due giornalisti, invitati a ‘stuzzicarlo’, il Cavaliere ha dimostrato che ‘più invecchia e più è buono come il vino’: non una sola sbavatura, nemmeno domande lasciate cadere, né tentennamenti e farfugliamenti sulla situazione politica e sul dopo elezioni.

Vittima di congiure di palazzo, destinatario di una condanna subìta dopo essere stato sottratto al suo ‘giudice naturale’, estromesso dal Senato con una legge incostituzionale perché prevede la pena afflittiva anche se quando sarebbe stato commesso il reato, la legge Severino non c’era ancora, Berlusconi continua ad essere al centro della politica perché è, comunque, un politico di elevata statura o, più semplicemente, è un vero statista. E da vero statista non cerca il successo personale ma quello che può aiutare il Paese e, per ciò, rilancia l’alleanza delle forze moderate.

La base indiscutibile messa a fuoco è, infatti, l’alleanza delle forze di centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia ed altri piccoli raggruppamenti), con l’obiettivo di una nuova vittoria come quelle registrate per battere ‘la gioiosa macchina da guerra’ dei comunisti a guida occhettiana, o quelli guidati da D’Alema e Bersani che, aldilà delle ideologie, hanno avuto, ed hanno, una concezione del governo del Paese che tarpa le ali alla ripresa perché basata sulle tasse, solo tasse e sempre tasse. Se però nessuno vincerà le elezioni potrà farsi come in Germania un governo di coalizione. Ma un Governo tra M5S e PD sarebbe una vera iattura. Non resta che l’ipotesi di larghe intese per bloccare, così, un possibile governo di tassatori e di incapaci.

Vincere, però, non è un’operazione impossibile. Berlusconi ne è convinto. Bisogna, innanzitutto, crederci ed essere in grado di parlare chiaro alla gente. Da una parte c’è, infatti, la rapina contro chi, con sacrifici ha costruito qualcosa, ma viene additato come un corrotto o un corruttore. Le imprese subiscono questo trattamento pur creando lavoro e ricchezza; ma lo stesso trattamento subiscono i cittadini che, con mille sacrifici, sono riusciti a costruirsi, o a comprarsi, la propria casetta, quella che periodicamente è oggetto di attenzione da parte dei tassatori di sinistra.

Il Cavaliere ha scodellato tutto il programma di Forza Italia che ha al centro la riduzione delle tasse con l’ipotesi della flat tax, ha illustrato la posizione negativa sul ‘Ius soli’, ha ricordato la vergogna delle primavere arabe, i successi contro l’immigrazione concordata con Gheddafi, e poi la necessità non più rinviabile della riforma della giustizia, e infine sul garantismo (la Raggi non deve dimettersi per un’eventuale iscrizione nel registro degli indagati, ma dovrebbe farlo per la sua palese incapacità), mentre ha indicato decisamente il nuovo pericolo per l’Italia rappresentato dai Movimento 5 stelle che è un’accozzaglia di parvenu senza arte né parte non avendo fatto nulla nella società prima dell’elezione grillesca.

Del resto, dice il Cav, gli ‘stessi Di Maio e Di Battista prima di diventare ‘onorevoli’ erano semplici disoccupati’ e han fatto saltare il ‘banco’ con il voto segreto che, per un errore tecnico, diventò palese squinternando i loro propositi ch’erano quelli di addebitare ad altri la bocciatura della legge chiamata tedeschellum con il rinvio delle elezioni. Essi mentre gridavano ai quattro venti che volevano votare subito non hanno voluto perdere nè la pensione e neanche lo stipendio per altri 9 mesi (chissà infatti quanti di essi potranno riavere il lauto stipendio ottenuto con la lotteria di Grillo).

Intanto l’attenzione, ci ha ricordato Berlusconi, deve essere diretta ai ballottaggi di Domenica 25. Saranno certamente una cartina di tornasole sul nuovo vento che deve, e può, spirare sull’Italia.

Giovanni Alvaro

Scrive Manfredi Villani:
Milano, risorsa urbanistica verde

Da ieri e nei prossimi venti anni la Città Metropolitana di Milano è interessata per la riqualificazione degli scali ferroviari urbani delle Ferrovie dello Stato.Giovedì 22 giugno 2017 è stato firmato l’accordo di programma per la riqualificazione dei 7 scali ferroviari milanesi.Hanno sottoscritto una risorsa urbanistica verde il Sindaco di Milano,il Presidente della Regione Lombardia e l’Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato.L’accordo dovrà essere ratificato dal Consiglio Comunale di Milano nel giro di un mese.Rispetto a precedenti accordi ipotizzati dalla Giunta di Pisapia la quota di verde pubblico negli spazi interessati è aumentata fino al 65% della superficie totale dei 7 scali,ovvero 675mila metri quadri di verde in più della superficie metropolitana.I punti chiave dell’accordo,sottoscritto presso lo Scalo Farini,costituiscono il più grande piano di rigenerazione urbana che riguarderà Milano nei prossimi 20 anni,uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione territoriale in Italia e in Europa.Le tematiche prioritarie riguardano,oltre al verde e spazio pubblico,la realizzazione della Circle Line,gli oneri ed extraoneri,volumetrie ed indice di edificabilità medio,il documento di visione strategica redatto dagli Uffici Comunali con il supporto del Politecnico di Milano,nonchè i masterplan per le fasi attuative. I sette scali suddetti riguardano i siti ferroviari Farini,Greco,Lambrate,Rogoredo,Porta Genova e San Cristoforo che insieme occupano una superficie di 1250mila metri quadri,di cui circa 200mila rimarranno a funzione ferroviaria.La parte residuale di area riguarda interventi di raccordo della Circle Line,le volumetrie destinate a funzioni non residenziali,a residenza sociale e convenzionata.Le suddette aree dei 7 scali dismessi rientrano tra i beni immobili trasferiti all’Ente Ferrovie dello Stato costituito nel 1985 con la Legge n,210 del 17/05/1985,parte del patrimonio su cui le FS hanno piena disponibilità secondo il regime civilistico della proprietà privata.Per gli scali FS,il Sindaco di Milano Giuseppe Sala ha commentato sul Corriere della Sera di oggi:E’ un buon accordo.L’accordo recepisce le richieste indicate lo scorso novembre 2016 dal Consiglio Comunale e le istanze emerse durante il lungo percorso di partecipazione e dibattito pubblico che ha visto il coinvolgimento di oltre 60mila persone.

Manfredi Villani

Scrive Celso Vassalini:
Piazza delle Loggia,
Brescia non si è mai arresa

Egregio Direttore,

Brescia non si è mai arresa. A più di 43 anni dall’esplosione della bomba che causò 8 morti e oltre 100 feriti c’è finalmente una verità acquista e definitiva sulla strage di piazza Loggia. La fine di un percorso infinito, una pagina che si chiude e un segnale di riscatto per le istituzioni. Il nostro Stato, sia pur con colpevole ritardo, ha saputo finalmente onorare i propri caduti, pagare, almeno in parte, i propri debiti. Gratitudine per tutti gli uomini e le donne delle istituzioni che hanno permesso di arrivare alla verità. Ora con la cicatrice nel cuore contribuire a tramandare la memoria collettiva di questo tragico evento. Violenza, terrorismo, pulsioni antidemocratiche possono manifestarsi ancora e in forme diverse dal passato: combatterli in nome della civiltà e della convivenza è un compito che appartiene alle nostre Città ferite. Ora quello che è stato un cruccio per oltre quarant’anni può trovare la pace desiderata.

Celso Vassalini

Scrive Antonio Ciuna:
Ius soli, la pericolosa politica
degli speculatori

Gentile Direttore Mauro Del Bue,

L’avvicinarsi delle  probabili elezioni politiche,con un certo anticipo rispetto alla scadenza naturale della XVII Legislatura del nostro Parlamento ( 2018),fa ondeggiare  in maniera disordinata le nostre forze politiche e tradizionali e della destra e della Lega nonché dei populisti che, per convenienza,sono spesso di pensiero cangiante .

Il  “casus belli”,per modo dire,che ha originato in Parlamento una pretestuosa e rissosa polemica fra i parlamentari,per soli finii pubblicitari, è stata la discussione in Aula della legge ” JUS SOLI”. In breve tale legge riconoscerebbe ai minorenni extracomunitari nati in Italia da genitori stranieri,di cui almeno uno di essi risulta residente nel nostro Paese da almeno 5 anni,o che gli stessi minorenni hanno frequentato per non meno di 5 anni le scuole italiane, di essere riconosciuti cittadini italiani.

Il negare o postergare ulteriormente a detti bambini il diritto della cittadinanza italiana è fuori da ogni logica e non tutela per nulla gli interessi dei nostri concittadini, anzi l’atteggiamento ostile della Politica speculativa  e non lungimirante, potrebbe provocare in avvenire instabilità e conflitti sociali nel nostro Paese.

 Premesso che detti minorenni non potranno mai essere espulsi  dall’Italia e, in conseguenza, il permanere a lungo nella posizione di apolide,è foriera di gravi pericoli per l’intera comunità nazionale.

 Detti giovani, mortificati per il mancato riconoscimento di parte dei loro diritti universali, potrebbero essere nel tempo oggetto di attenzione da parte e delle organizzazioni  terroristiche islamiche e dei comuni criminali per incrementare il lucroso spaccio degli stupefacenti o per compiere atti criminosi contro le persone e il patrimonio.

Da alcune forze politiche è stato detto anche, in maniera impropria, che l’approvazione della legge non è urgente,quando il disegno di legge è stato portato in Parlamento per l’approvazione da oltre un decennio.

Ciò che più sconcerta e la mutevole presa di posizione di alcune forze politiche, le quali in passato, pur  dichiarandosi convinti assertori e difensori dei diritti umani,in tempi recenti ,a seguito del verificarsi dei gravi atti di terrorismo di origine dell’estremismo islamico e della preoccupante migrazione dei popoli verso l’Europa dai paesi poveri o in guerra,per istinto innato di conservazione e inconsciamente si è creata nella maggior parte delle popolazioni dell’Europa e in altre nazioni del mondo un senso di preoccupante ostilità verso dette popolazioni dei migranti.Cavalcare e speculare politicamente il dissenso popolare per ottenere maggiori affermazioni elettorali, è una pessima e pericolosa politica.

E’ dovere quindi della politica responsabile approvare quanto prima la legge “JUS SOLI” e nel contempo spiegare al popolo in modo dettagliato che i diritti umani, già riconosciuti dalle Nazioni Unite,devono essere sempre rispettati nell’interesse di tutti. L’integrazione di detti giovani creerà nel  loro animo un senso di gratitudine e di riconoscenza verso la loro Patria Italia e saranno in futuro anche dei buoni e operosi cittadini italiani..

Ricordo che durante l’occupazione degli alleati del territorio nazionale (1943 – 1945) molti soldati dell’esercito americano nati negli Stati Uniti da genitori di origine siciliana,anche se parlavano un dialetto arcaico, in buona parte incomprensibile erano orgogliosi di essere americani e molti di essi sacrificarono la loro vita in guerra per la loro Patria.

Il problema grave e reale è l’incessante afflusso dei popoli migranti dall’Africa e dall’Asia occidentale verso le Nazioni Europee  che si affacciano nel Mediterraneo. E’ dovere dell’Europa e in particolare delle Nazioni Unite fronteggiare al più presto e ad ogni costo il problema delle migrazioni  di massa . Per non creare in futuro gravi instabilità sociale nei Paesi dell’Europa meridionale è di vitale importanza regolare i flussi migratori.

Antonio Ciuna

Scrive Manfredi Villani:
Ius soli, gazzarre ignobile

Finalmente la politica fa scendere in campo i vescovi per lo Ius Soli.Dalla pagina 121 di Televideo apprendiamo che Monsignor Nunzio Galantino,segretario generale della CEI,parlando alla Repubblica delle idee,ha toccato molti temi fra i quali lo Ius Soli.Afferma che i partiti sono contrari per interessi personali.Inoltre “siamo preoccupati per come si sta affrontando il problema persino in Aula con gazzarre ignobili” e sul tema c’è chi ha cambiato idea e ora fa politica unicamente per rincorrere il proprio successo.Conclude asserendo: Noto che la politica partitica spesso insegue l’anti-politica ma i problemi si risolvono con buona politica.Una risposta spiazzante,rivolta al Monsignor Galantino da Roberto Calderoli (Lega),declama:Raramente dalla CEI abbiamo sentito prese di posizione altrettanto dure davanti ai problemi che affliggono gli italiani.Stupisce la netta presa di posizione della CEI che invoca l’approvazione della legge che regola la cittadinanza ad almeno un milione d’immigrati,conclude il suddetto Vice presidente del Senato.Un tempestivo chiarimento,contro la palese diatriba di Calderoli sullo Ius Soli,è stato diffuso dal Presidente del Senato Grasso nei termini:La CEI si è sempre distinta nella difesa dei deboli e non merita questi attacchi.C’è ancora qualcuno-aggiunge Grasso-che non crede si possa difendere contemporaneamente chi è disoccupato e chi è migrante.Fin qui la cronaca di Televideo.Mi preme integrare la narrativa come segue:In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato è stato diffuso da Save the Children un chiaro atlante dei minori stranieri soli.Da gennaio 2011 a dicembre 2016 sono sbarcati in Italia 62672 minori senza adulti di riferimento.Sono loro i protagonisti minori stranieri che vanno regolarizzati con la cittadinanza italiana.Si sappia che l’81% dei minori soli ha tra i 16 e i 18 anni,ma aumentano gli arrivi di giovanissimi e di ragazze.Dopo aver percorso “la via dell’inferno”nel deserto giungono in Libia dove,in attesa di un imbarco,subiscono per settimane o mesi percosse,stupri o toture da parte dei trafficanti.Ecco perchè, con questo mio scritto, ritengo opportuno esporre una visione d’insieme dei drammi che i minori si sono lasciati alle spalle e delle durezze subite per raggiungere il continente Europa.

Manfredi Villani

Scrive Giovanni Alvaro:
La Corte europea
e il caso Berlusconi

Ho ancora in testa le vergognose parole di Guglielmo Epifani pronunciate alla viglia della riunione della Giunta del Senato incaricata di esprimere il proprio orientamento sulla decadenza di Silvio Berlusconi dal Parlamento, in forza della legge Severino: «Domani in giunta del Senato – dichiarò – il Pd metterà la parola fine all’avventura politica di Silvio Berlusconi». Parole sprizzanti soddisfazione e orgoglio per i numeri che non potevano non centrare l’obiettivo, ma anche perché ciò poteva avvenire quando l’ex socialista era Segretario Nazionale del PD.

A parte il fatto che comunque Berlusconi non ha mai abbandonato la politica ora siamo vicini alla possibile riabilitazione da parte della Corte europea dei diritti umani che deve valutare il ricorso del Cav contro la legge Severino che, prevedendo la retroattività penale, è diventata, chiaramente, una legge dall’inconfondibile marchio di natura nazista o comunista poco importa. A nulla vale fare i sottili e, arrampicandosi sugli specchi, parlare di sanzione amministrativa quando la decadenza dal seggio senatoriale è una sanzione afflittiva così grave da potersi applicare solo su reati commessi dopo l’entrata in vigore della legge in questione.

Ma l’occasione offerta dalla fissazione della data, il 22 novembre prossimo, nella Grande Camera della Corte alsaziana, ci spinge a ripercorrere, soprattutto per offrire ai giovani una informazione, veritiera e utile, su ciò che è avvenuto per arrivare ad una condanna. Va subito anticipato che già, su identiche ipotesi di reato, la terza sezione specializzata in reati fiscali della Cassazione aveva assolto il Cavaliere da identici ipotesi di reato. Era pacifico che per la terza volta la stessa Sezione non poteva non arrivare allo stesso risultato dell’assoluzione.

A quel punto entra in scena la Corte di Appello di Milano che segnala che la prescrizione scatterà il 1’ agosto del 2013 dando la stura ai giornaloni italiani che sparano a zero contro detta ipotesi di prescrizione. Si rende, pertanto, subito necessario insediare una Sezione estiva che viene affidata al Giudice Esposito che scodella una sentenza di condanna. Tutto legittimo? Non è così. Perché la prescrizione sarebbe scaduta il 26 settembre successivo. Berlusconi viene sostanzialmente tolto al ‘giudice naturale’ in modo truffaldino per affidarlo alle cure dalla Sezione Estiva.

Ottenuta la condanna la sinistra forcaiola decide di espellere Berlusconi, definitivamente, dal Senato usando una legge incostituzionale che prevedeva, come prevede ancora, la sanzione anche per reati antecedenti alla sua approvazione che fa gloriare l’Epifani di turno. La sostanza è che non avendolo potuto battere politicamente la sinistra ha tentato di farlo fuori dalla politica né più né meno di come avrebbe potuto farlo o un regime autoritario o la stessa mafia che, semplifica lo scontro, eliminando semplicemente gli avversari.

Non pensa la sinistra che anche questo suo modo di usare la politica stia alla base del degrado istituzionale? Che essa abbia una responsabilità storica imperdonabile per come ha abusato del potere ottenuto? Non sarà facile uscire dal pantano creato ma certamente non sarà la sinistra forcaiola a poterlo fare. Berlusconi riabilitato serve anche a questo.

L’Italia ha bisogno di qualche statista ancora esistente e non sa che farsene di populismi e di incapacità di governo. E’ sperabile che la Corte di Strasburgo, anche alla luce di casi col marchio PD già affrontati e risolti, decida sui fatti, non si faccia avviluppare dai tentacoli sinistri che possono arrivare fino ad essa, e cancelli una vera e propria vergogna.

Giovanni Alvaro

Reggio Calabria

Scrive Luigi Mainolfi:
La superficialità diseducativa dell’informazione

Quando ero studente delle Superiori, incominciai a leggere un giornale (Il Mattino) e un settimanale (l’Espresso , appena nato), per colmare le mie lacune e per capire quello che avveniva e quello che sentivo. Avevo sempre a portata di mano il vocabolario, perché la mia lingua era più il dialetto che l’italiano. Avevo intuito che tali strumenti mi avrebbero aiutato a non essere escluso dalle discussioni con i più fortunati, di me. Da allora, non ho mai smesso, anche se sostituii Il Mattino con il Corriere della Sera e con l’Avanti e l’Espresso, quando cambiò formato, con Mondo Operaio, Azione Sociale, Critica Sociale , ecc..

Queste pubblicazioni diventarono  la mia Bibbia. Nella seconda Repubblica, restai con il Corriere.  Da alcuni anni, l’attrazione va scemando, perché  non trovo più firme  di uomini liberi e preparati, soprattutto LIBERI. Le pagine culturali fanno più pubblicità per le case Editrici  che formazione. I kilogrammi di supplementi ti fanno capire che sei  considerato più un consumatore che  non un lettore. A ciò, si aggiunge quello che Ferruccio  de Bortoli ha evidenziato: “Tra i giornalisti c’è la cultura di non disturbare il manovratore, per non essere indicati come quelli,  che  remano contro il Paese”. Aggiunge che non gli piace questo conformismo. Nella prima Repubblica  l’informazione formava. Nei confronti televisivi , si toccava con mano l’effetto dell’informazione.  Oggi,  si tocca con mano la  funzione compromissoria della grande stampa e incomincio a preferire,  oltre ad Avanti online, mensili e libri di economia.  Con la speranza di  “veder cadere” qualche  articolo interessante, leggo ancora il Corriere della Sera. Dove  sono giornalisti, che possono essere considerati  eredi    di  Ansaldo,  Arfè,   Barzini, Montanelli, Biagi e di tanti altri?

Questo sfogo è la conseguenza della constatazione di una superficialità  diseducativa. Se, nei confronti  televisivi, tranne qualche eccezione, non si riesce a tappare la bocca a parlamentari ignoranti, di chi  o di che cosa  è la colpa?  Da molti anni, si parla di crisi economica e di globalizzazione.  Quanti ne parlano con competenza? Bisogna uscire dal campo della  cosiddetta  politica,  per avere argomenti  utili a capire. Gli economisti  sono concordi  nel ritenere che le ultime recessioni economiche siano nate da tracolli di borsa.  La crisi del 2009 fu provocata dai mutui ; quella italiana, del 2011, dallo crisi dello spread.  La più famosa delle crisi, quella del 1930, fu provocata dal crollo di Wall Street.  Purtroppo, i politici  si sono limitati a constatare il fatto, senza affrontare le cause  dei tracolli di borsa.  Non tutti dopo crisi sono stati affrontati allo stesso modo. Dopo la crisi del 1929, Roosevelt  si fece promotore del Compromesso fordista e anche in Europa  si presero le contromisure, per  neutralizzare le cause. In Italia  Mussolini, grazie a qualche suo ex compagno socialista  prese provvedimenti più efficaci di quelli che abbiamo conosciuto dopo il  2009 e il 2011. Allora, la politica prevalse sulla finanza. Adesso, la Finanza ordina ai Governi il da farsi.  Sta scomparendo l’economia reale, mentre in ogni famiglia c’è una persona,che  vende prodotti finanziari e non si accorge che è un bracciante, che lavora alla giornata.

  La politica si dovrebbe preoccupare.  Chi  ha studiato i cicli economici, sa che ci sono alcuni settori economici, che hanno un grande effetto moltiplicatore, sia positivo  che negativo. La durata dei cicli ( periodi), quando la quasi totalità dell’economia era reale era di molti decenni. Man mano che la finanza da strumento è stata utilizzata come settore economico , la durata dei cicli si è ridotta  enormemente. Non si esce da una crisi che ne intravede un’altra. Le crisi vengono  provocate anche dal comportamento delle persone, che, vittime dei messaggi funzionali alla persuasione occulta, seguono senza saperlo  percorsi creati dai poteri forti.  Alcuni  analisti fanno derivare i tracolli in borsa da un effetto, chiamato “effetto gregge”.  Si riferiscono  ai comportamenti  delle masse, che pensano di essere libere e sono gregge.  Un  esempio illuminante è dato dalla bolla dei Tulipani, del 1637. Oggi, i mercati sono molto più grandi  e invasivi del passato. Ed è sempre  più la finanza a dettare i ritmi dell’economia, e non viceversa. Con la globalizzazione, il gregge è diventato più numeroso. E, i pastori, non amano il gregge, ma  pensano  solo a tosare la lana.

  Luigi Mainolfi

Scrive Luciano Masolini:
In ricordo dei fratelli Rosselli
80 anni dopo

In ricordo dell’ottantesimo anniversario del martirio dei fratelli Rosselli, avvenuto in terra francese il 9 giugno 1937, la città di Firenze, sede dello storico Circolo a loro intestato (fondato nel 1920), ha dato vita proprio il giorno 9 – presso l’Archivio di Stato – ad una mostra-documentaria, “I fratelli Rosselli: una famiglia tra Risorgimento e antifascismo” che, salvo proroghe, si concluderà il prossimo 23 giugno. Per quello che ho visto, posso dire che si tratta di una esposizione alquanto ben allestita e dall’abbondante materiale tutto molto interessante, tra cui anche alcune cose che non erano mai state messe in mostra prima d’ora. Per chi vuole avere qualche notizia in più sulla mostra consiglio di rintracciare – nell’archivio dell’Avanti! – il commento che Andrea Malavolti ha fatto (sempre il 9 giugno) al tempestivo articolo del nostro direttore, intitolato ” Rosselli ottant’anni dopo”. Nello stesso giorno e nello stesso luogo dove è avvenuta l’inaugurazione della mostra – che suggerisco di andare a vedere – si è pure tenuto un pubblico incontro, “A ottant’anni dall’uccisione dei fratelli Carlo e Nello Rosselli ritorna a Firenze l’Archivio Rosselli”, a cui hanno preso parte varie personalità. Tra le quali anche Valdo Spini, presidente della “Fondazione Circolo fratelli Rosselli” e direttore degli omonimi ed imperdibili “Quaderni”. Nel suo intervento, ponendo l’attenzione sull’attualità dei due encomiabili fratelli antifascisti ha esortato a seguirne l’esempio: “(…) Oggi ai cittadini non viene chiesto di fare il sacrificio che hanno fatto i fratelli Rosselli – ha detto -, ma viene chiesto loro di essere cittadini responsabili e avere rispetto per la cosa pubblica e perché no impegnarsi per la politica (…). Poi riferendosi a chi esercita la politica ha inoltre aggiunto: “(…) Per i politici l’insegnamento può essere quello che si può stare anche in minoranza se le idee sono giuste e che bisogna impegnarsi totalmente per una politica di serietà, di preparazione e di grande onestà e coerenza. Se i politici seguiranno l’insegnamento dei Rosselli, le persone riconquisteranno fiducia nella politica”. E’ un auspicio particolarmente importante questo di Valdo Spini, che non possiamo che condividere ed anche apprezzare tantissimo. Pur sapendo quanto sia così difficile mettere in pratica tali sensati insegnamenti dobbiamo, comunque, fare sempre del nostro meglio. Anche perché un cittadino o un politico responsabile (se lo è veramente) è sicuramente molto meglio di uno indifferente.

Luciano Masolini

Scrive Andrea Malavolti:
Trump indagato, prospettiva molto pericolosa

Il procuratore speciale Robert Mueller, che guida l’inchiesta sul ruolo della Russia nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016, starebbe indagando sul presidente Usa Donald Trump per “ostruzione alla giustizia”.

L’indiscrezione pubblicata dal Washington Post, che cita “fonti anonime”, aprirebbe una prospettiva molto pericolosa per Trump. Se Mueller, spiega Repubblica, dovesse appurare che il presidente Usa ha fatto pressioni su Comey (l’ex direttore del Fbi licenziato da Trump) per insabbiare le indagini sul generale Flynn in merito al Russiagate o che il presidente ha mentito, potrebbe decidere di incriminare Trump. La situazione politica americana si è inoltre complicata dopo l’attentato compiuto da un estremista anti-Trump che ieri ha sparato contro Steve Scalise, capogruppo dei Repubblicani alla Camera dei Rappresentanti. Scalise è stato ferito dall’attentatore (è stato operato all’anca e la situazione rimane seria) così come altre quattro persone, tra cui due uomini della scorta del politico repubblicano, che sono ricoverati in gravi condizioni.

L’aggressore era un sostenitore del democratico Bernie Sanders che ha subito condannato l’atto: “Il vero cambiamento – le parole di Sanders riportate da Repubblica – può accadere solo attraverso l’azione non violenta”.

Andrea Malavolti

Scrive Nicola Guagliardo:
Lettere aperta alle quattro cariche dello Stato

Caro Presidente,

Sono un connazionale residente nel Regno Unito che invia a Lei, e le altre tre più alte cariche dello Stato Italiano, una aperta richiesta d’aiuto poiché qui in Inghilterra vittima di discriminazioni da parte di impiegati di enti pubblici in situazioni che, avendo purtroppo interferito con il mio lavoro, mi hanno ridotto in miseria e rovinato la reputazione a tal punto che rischio di vivere il resto dei miei giorni con l’assegno da disoccupato della Social Security inglese.

Questa mia non intende essere un’accusa al popolo britannico ma, valendo il detto che tutto il mondo é paese, bisogna ammettere che qui come altrove vi sono persone che, abusando del proprio potere e giocando con le regole in vigore, possono danneggiare terzi e farla franca.

Non sto qui a raccontarle tutto quello che ho passato negli ultimi cinque anni, ciò che mi é accaduto lo capirà nel leggere il testo delle domande che spero lo Stato italiano possa rivolgere al Governo Britannico dove a seguito spiegherò il perché’ di questa richiesta; fatto sta che nell’ultimo quinquennio oltre ad esser stato maltrattato e discriminato per il mio sesso, la mia fede politica, la mia disabilità, e la mia nazionalità, ho anche subito un falso arresto (non da poliziotti ma da manager di un ospedale) ed un attentato alla vita.
Quei pochi coinvolti, gli Inglesi lo ripeto sono persone per bene, me ne hanno fatte di cotte e di crude, riducendo la mia famiglia in una miseria tale da arrivare a mangiare il cibo della FoodBank (la Caritas del posto), e facendomi spendere gli ultimi anni a curarmi lo stress, la depressione a l’ansietà con medici ed ambulanze intervenute sia per ricoveri ospedalieri, sia per il rischio che potessi suicidarmi.

Ho resistito per tutti questi anni, i miei figli sono nutriti ed io sono ancora vivo, poiché’ fiducioso che seguendo la scala gerarchica e le procedure del posto, avrei prima poi ottenuto giustizia (ed il mio lavoro indietro). Mi sbagliavo, almeno nei tempi.
Lavoravo in un ospedale e coloro che dovevano intervenire per proteggermi non lo facevano. Venivo prima ignorato ed attaccato dai manager, a cui seguiva l’oblio gerarchico dei Direttori con i problemi che inasprivano man mano che salivo di livello.
Seguivano poi i Governatori (Governors), quest’ultimi eletti o nominati da pubbliche autorità, tra cui uno membro del mio partito politico di appartenenza; qui, come in Italia, non sono stato con le mani in mano e nel mio piccolo mi sono dedicato, almeno finché ero in salute, alla cosa pubblica; quel membro di partito, con il quale avevo regolari meeting politici, pur confermando l’illegalità di ciò che mi è stato fatto, evita di intervenire adducendo le scuse più banali. Di questo ho informato il partito e vedranno loro. Il problema sta nel fatto che chi dovrebbe, o avrebbe dovuto, intervenire, rifiuta di farlo anche di fronte all’evidenza di false dichiarazioni e le ammissioni, fatte davanti ad un giudice, che manager dell’ospedale abbiano prodotto dei documenti falsi.

Quindi, sempre seguendo la gerarchia, sono arrivato a contattare istituzioni più in alto, tra cui il Primo Ministro inglese, il Ministero della Salute Britannico e il Deputa del Parlamento eletto nella circoscrizione dove vivo.
Il 10 di Downing Street ha passato la corrispondenza al Ministero, entrambi mi hanno risposto, ma in un certo senso hanno le mani legate. Il Deputato, che pure ha le mani legate dai regolamenti di Westminster e non può intervenire come vorrebbe, si è offerto di sponsorizzare la mia applicazione ad una organizzazione caritatevole che fornisce assistenza legale gratuita. Se quell’applicazione dovesse avere successo, potrei portare il mio caso all’Alta Corte Inglese o alla Corte Europea dei Diritti Umani. Ho anche contattato il Parlamento Europeo che ha protocollato la mia lettera di denuncia con il numero CHAP(2017)01157; aspetto di sentire cosa succederà.

Mi è stato fatto del male. Chi, lo ha fatto senza rispettare procedura alcuna mentre io, per il disinteresse, o l’interesse personale, di chi avrebbe dovuto intervenire, devo rispettare procedure e tempi per ottenere giustizia con tutto ciò che comporta e tutto ciò che la mia famiglia, mia moglie, i miei figli e coloro che amo perdono in quello che io dovrei dedicare a loro.

Il problema é nei tempi. Incrociamo le dita che la domanda sponsorizzata dal Deputato venga accolta e mi venga dato il supporto di un avvocato; o che il Parlamento Europeo intervenga con un’infrazione; ai quasi cinque anni già passati, se ne andrebbero ad aggiungere minimo altri due o tre. Aspetterei pure, ma non tutti possono. L’ho capito nelle ultime settimane quando mia madre in Italia è stata ricoverata d’urgenza in ospedale ed é tutt’ora in un centro di ricovero per rimettersi in salute. Mi sono reso conto che non vengo in Italia da quando sto combattendo questa battaglia e che non ho le disposizioni economiche per andare a trovare chi amo, portare conforto o, nel caso di mia madre, portarle in visita mia figlia, la piccola che ha sei anni e, nonostante il passaporto italiano, non ha mai visitato la Patria e non ha mai incontrato né la nonna né gli zii ed i cugini italiani.

Vede Presidente io in questa situazione non ci sono finito perché lavativo. Per la legge inglese sono disabile ma quando mi resi conto della mia malattia cambiai il vecchio lavoro per uno adatto alle mie condizioni di salute così da poter continuare a ricevere uno stipendio guadagnandomelo. Nella mia situazione, dove la malattia già mi limita le possibilità di lavori che posso fare, non riuscire ad essere assunto da nessuna parte poiché chi mi licenziò, lo fece senza seguire regola alcuna, ma anche usando l’unica giustificazione disponibile per poter interrompere il contratto. L’accusa più infamante, quella di aver avuto una condotta riprovevole, per la quale mi hanno accusato e condannato, ma mai processato. Un’accusa che qui, in campo lavorativo, corrisponde ad avere la fedina penale sporca poiché’ obbligato dalla legge a comunicarlo nelle domande d’assunzione.

Come scrivevo capirà tutto nel leggere le domande che da cittadino italiano chiedo allo Stato di porre al Governo di Sua Maestà. Il motivo di questa richiesta è semplice ed è in riguardo ai regolamenti che vi sono qui nel Regno Unito. Come detto il Deputato e tanti altri non possono intervenire ma sarebbero autorizzati a farlo se un paese amico chiedesse spiegazioni.
Sia chiaro che non chiedo allo Stato Italiano di interferire nella sovranità di un altro stato. Chiedo solo di lecitamente chiedere alcune domande sicuro nella cortesia della risposta.
La lista di domande, misera rispetto a tutto ciò che mi è accaduto, è un modo per farle comprendere la mia situazione e dare modo a terzi di iniziare un investigazione per chiarire i molti punti oscuri di questa vicenda. La faccio inoltre notare che in quell’ospedale ci lavorano altri nostri connazzionali tra cui alcuni che hanno lamentato in privato di problemi simili al mio.

Sono sicuro che non rimarrà con le mani in mano e la lettera gliela invio aperta nella speranza che, se pubblicata da quotidiani italiani, venga ripresa da quelli inglesi i quali, per via delle solite regole, non hanno ancora potuto pubblicare nulla di ciò che mi è accaduto.

Le allego la lista delle possibili domande cogliendo l’occasione per ben distintamente salutarla e ringraziare lei e chi nel suo staff leggerà questa lettera e lavorerà al mio problema.

Grazie ancora
Nicola Guagliardo

Le domande:

Una premessa:
Nell’estate del 2012 un ospedale inglese, il Royal Devon and Exeter Hospital (RD&E) di Exeter, pubblicizzo un annuncio di ricerca personale cercando Catering Assistant ed offrendo contratti da 37.5 ore settimanali.
Verrebbe da chiedere perché a Nicola Guagliardo, cittadino italiano che risiede regolarmente nel Regno Unito, dopo aver passato le varie selezioni e prove, venne dato un lavoro di sole 30 ore settimanali mentre altri, sia prima che dopo la sua assunzione, ricevevano un lavoro come da annuncio, 37.5 ore settimanali.

Nel novembre 2012, Nicola informo, prima il personale medico responsabile e poi il suo manager, che ad una paziente post operazione era stato dato del cibo contrariamente alle disposizioni ricevute.
Questo potrebbe essere un esempio di malasanità che doveva essere riportato in risposta ad una vostra legge del 1974 che impone la comunicazione, pena la complicità, se si è testimoni di eventi che possano arrecare danni rischi ecc. ecc.

Domanda (D)

D Come mai Nicola non venne informato di essere un wristle-blover (un informatore), come mai non venne informato dei suoi diritti?
D Come mai dopo quella denuncia Nicola venne trasferito, prima ad altro reparto e poi addirittura ad altro ospedale; mentre la persona denunciata rimaneva al suo posto. E come mai un anno dopo, in presenza di una denuncia contro Nicola, Nicola veniva sospeso e la denunciante veniva addirittura promossa Senior Manager occupando un vacante posto di lavoro che, contrariamente alle vostre leggi, non era mai stato offerto al pubblico.

D Come mai dopo quel reclamo la busta paga di Nicola comincio a presentare errori fino al punto che nel giro di un paio di mesi si ritrovava con un deficit di circa 500 sterline? (oltre mezzo stipendio)

D Come mai quando informò l’ospedale dei problemi in busta paga, invece di andare a controllare i conti, l’ospedale fece rispondere da un avvocato che, molto probabilmente, per una sola lettera ricevette più 500 Sterline?

D Come mai, contrariamente alle regole che parlano di pochi giorni, ci volle più di un mese per organizzare un meeting con Nicola riguardo la sua denuncia?

D Come mai la regola che le note dei meeting debbano scritte e firmate al meeting, veniva sempre rispettata con altri, ma mai con Nicola, al quale non si dava la possibilità di leggere e firmare nulla al meeting e riceveva una trascrizione giorni dopo che non corrispondeva al vero.
D Come mai quando Nicola rifiutava di firmare la trascrizione e chiedeva un altro meeting, questo veniva regolarmente rifiutato?

D Come mai ci vollero mesi per investigare la denuncia di Nicola e come mai l’investigazione chiedeva delucidazioni di eventi accaduti the il primo dicembre 2012 e la fine di marzo 2013 mentre l’evento denunciato era accaduto il 28 novembre 2012.
Nel dicembre 2013 Nicola venne sospeso dal lavoro e poi licenziato, accusato di aver avuto una “Gross misconduct”. Senza processo alcuno.

D Perché lui venne sospeso ma un anno prima non venne sospesa l’altra persona?

D Come la persona che lo accusava venne mesi dopo promossa per un posto di lavoro che, contrariamente alle vostre leggi, non era mai stato reso pubblico?

D Perché lui, contrariamente alle vostre leggi venne licenziato senza un processo?

D Perché chi comanda in ospedale evita di intervenire nonostante l’ammissione che le procedure non siano state seguite?

D Perché l’ospedale ha speso oltre mezzo milione di Sterline in avvocati, una cifra pari a oltre 4 volte lo stipendio di Nicola fino alla pensione, rifiutando le numerose richieste di Nicola che chiedeva di discutere la situazione?

D Perché si è permesso all’ospedale pubblico di falsificare dei documenti, cosa provata e confermata in Tribunale?
Ci sarebbero molte altre domande e si chiede solo un chiarimento a questi quesiti sicuri che il resto verrà da sé.

Saluti