BLOG
Liberato Ricciardi

CMC getta la spugna, giovedì incontro con i sindacati

cmcLa notizia è arrivata ieri, la conferma arriva oggi, la storica azienda di costruzioni, CMC Ravenna ha chiesto il concordato preventivo “con riserva”, una procedura che si può intraprendere in presenza di grossi debiti per provare a evitare il fallimento.
Valutata l’ammissibilità della richiesta il Tribunale convocherà l’assemblea dei creditori: se la proposta di concordato sarà approvata dalla maggioranza dei creditori il piano sarà omologato. In caso contrario, se i creditori dicessero no al concordato proposto, si aprirebbe una fase molto drammatica, quella del fallimento.
La scelta del concordato, secondo CMC “visto l’attuale frangente di tensione finanziaria” rappresenta la strada più efficace “per porre in sicurezza il patrimonio della società e tutelare, in tal modo, tutti i portatori di interessi”. L’allarme era partito all’inizio di ottobre quando l’azienda aveva comunicato che nessuno di sei pagamenti ritardati e attesi per fine settembre era stato saldato. Una decisione che evidenzia tutta la crisi del settore delle costruzioni che ha messo in ginocchio anche un altro gruppo importante italiano, la Astaldi. Inoltre il gruppo cooperativo ha anche uno storico contenzioso con Anas di circa 800 milioni. Ma Cmc ora ha in corso con Anas cinque grossi lavori per un valore di 1,6 miliardi.
Ma a pagare la crisi sono anche gli oltre novemila lavoratori della Cooperativa di Ravenna, per giovedì è stato infatti convocato in Regione il primo incontro ufficiale tra i sindacati e la direzione aziendale. Roberto Casanova della Cisl afferma che “è ancora troppo presto per conoscere nei dettagli il piano concordatario. Da parte nostra chiederemo informazioni sul futuro dei dipendenti e se ci sarà bisogno o meno di ricorrere agli ammortizzatori sociali. Se c’è lavoro non è detto che non possano restare tutti”.
Ma a preoccupare al momento è soprattutto la situazione in cui si trovano i due operai della Società trattenuti nel Kuwait.
Il cesenate Andrea Urciuoli e il portoghese Ricardo Pinela sono stati prima fermati e poi rilasciati dalle autorità, ma non possono lasciare il Paese, in seguito a un contenzioso sorto fra CMC e alcuni subfornitori dell’azienda, dopo che la stessa CMC ha rescisso un contratto per la costruzione di un quartiere residenziale nel paese. Una commessa da 22 milioni di euro. I due dipendenti erano rimasti in Kuwait proprio per chiudere il cantiere.
L’ambasciatore italiano Giuseppe Scognamiglio è in contatto con Urciuoli, mentre il sindaco cesenate Paolo Lucchi ha sollecitato l’intervento del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi.

Dl Sicurezza.Torino lo sospende, senatori M5S contro

de falcoNon tutto il Movimento si ‘piega’ all’alleato leghista di Governo. Una piccola fronda di senatori del M5S, capeggiata dall’ex comandante della Marina, Gregorio De Falco, si mette di traverso al decreto sicurezza che si trova all’esame del Senato. “Ci sono alcuni emendamenti irrinunciabili — ha spiegato De Falco — qualcuno incide sul livello di civiltà del Paese e rende la norma costituzionalmente coerente, congrua; e poi ce ne sono altri che servono a raggiungere le finalità dichiarate dal decreto che sono sicurezza e risparmio della spesa”, sottolinea e aggiunge: “Se non dovessero esserci quelle modifiche per me essenziali, io non potrei votare il decreto”.
Stessa posizione per la senatrice Paola Nugnes che commenta così l’auspicio di Salvini – espresso dopo l’accordo trovato sul dl fiscale – che M5s ritiri gli 81 emendamenti al decreto: “Ma che siamo al mercato delle vacche?”. Poi, spiega: “Noi presenteremo gli emendamenti e vedremo la valutazione che ne farà il governo. Purtroppo la visione di Salvini non ha ritrovato l’accordo con la nostra e questo è un dato di fatto. Ma soprattutto questo decreto non persegue gli obiettivi che si è dato. Nella narrativa che viene fatta si raccontano cose che non ci sono nel decreto, come quella che dice che ci adopereremo per i rimpatri e per avere gli accordi… ma queste cose non ci sono nel decreto. Mi chiedo, ma è stato compreso o è successo come per il decreto fiscale? Per questo c’è il dovere di fare un controllo alle Camere. Se il decreto resta così – ribadisce – voto contro, è un dovere istituzionale”. Contrario anche il senatore Nicola Morra.
Resta così la tensione all’Esecutivo, con la Lega che continua a ‘chiedere’ al Movimento, ma mentre i senatori pentastellati hanno ritirato i sette emendamenti presentanti da Gregorio De Falco, Paola Nugnes ed Elena Fattori al ddl Legittima difesa (che dovrebbe essere approvato entro giovedì), non sembrano accettare la mediazione sul fronte del decreto Sicurezza (che sarà in Aula il 5 novembre).
Nel frattempo sul territorio, il dissenso inizia a legare il M5S al Pd. Nella Torino a guida pentastellata, lunedì nel corso del consiglio comunale è stato approvato un ordine del giorno firmato dalla consigliera Pd Elide Tisi per chiedere la sospensione del decreto che potrebbe far uscire molti richiedenti asilo dai programmi di integrazione. In pieno accordo con la sindaca M5s Chiara Appendino e con l’assessora 5 stelle al Welfare Sonia Schellino
“Se chi arriva viene privato della possibilità di accedere al permesso di soggiorno e, allo stesso tempo, non può essere rimpatriato, come si può garantire la sicurezza del territorio?”. Chiedeva la capogruppo M5s Valentina Sganga.

Leopolda 9 e la disfatta in Trentino Alto Adige

leopolda 9L’Italia va sempre più a destra, ma stavolta la Lega travolge anche il suo alleato azzurro. A Trento la lista dei salviniani supera il 27% e trascina la coalizione di centrodestra alla conquista del governo della Provincia. Il suo candidato, il sottosegretario alla Sanità Maurizio Fugatti, è il nuovo presidente. Dopo il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, anche il Trentino Alto Adige porta il vessillo della Lega, Tutto questo avviene a ridosso del grande evento che avrebbe dovuto ridare aria al Pd e al Centrosinitra, la Leopolda di Matteo Renzi. La kermesse al suo nono anno dell’ex segretario del Pd anche se ha avuto un successo in termini di partecipazione (oltre 35mila presenze registrate) non ha avuto lo stesso effetto sul piano politico. L’evento puntava a ridare slancio a un Partito arroccato ai cimeli del passato, ma con quel “Ritorno al futuro” che rimanda all’omonima trilogia di commedie di fantascienza di Robert Zemeckis, si punta ancora una volta a una generazione di quarantenni, mentre i giovanissimi hanno conosciuto Michael J Fox quando era già malato. Inoltre come in una grande passerella, l’ex sottosegretario alla Presidenza, Maria Elena Boschi, è stata notata per il suo outfit.
Ma va riconosciuto che nonostante tutto Matteo Renzi ha dichiarato più volte che sosterrà il candidato che uscirà dalle primarie, che non ci sarà un ‘fuoco amico’ e ha ripetuto fino allo sfinimento che lui non si candiderà.
Ma le sue proposte, come quella di una Contromanovra ideata e scritta con l’ex Ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, riceve la bocciatura dell’ex Commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli

Ma non è il solo a criticare Matteo Renzi, anche Alessandra Ghisleri (Euromedia Research) in diretta a Omnibus su La7, spiega i motivi per i quali i dem hanno perso recentemente nel Nord Est e in molte roccaforti rosse: “Non solo Renzi ma tutto il Pd parla solo di sé, critica il governo senza dare alcun contributo fattivo”. Per la sondaggista Matteo Renzi non ha indicato una via alternativa a quella dell’attuale governo e “in questo scenario la gente non capisce lo scopo di questo partito che rischia di sparire”.

Alitalia, il Governo punta al ‘Carrozzone’

Alitalia-referendumL’ex vettore nazionale è in amministrazione controllata dal 2007 e perde – nonostante i vari rilanci che si susseguono dal fallimento del 2008 – mezzo milione al giorno, 100 nell’ultimo semestre. Tuttavia il Governo Giallo-Verde, nonostante i dubbi espressi dal Ministro Tria, punta, su iniziativa di Di Maio, a far tornare la compagnia sotto le ali nazionali e statali.
Ma sono in tanti a chiedersi, come il Professor Andrea Giuricin, docente di Economia dei trasporti all’università Bicocca, in un’intervista a Start Magazine: “Una compagnia che vede un crollo continuo della propria quota di mercato, mentre il mercato aereo italiano va alla grande, merita di essere salvata dallo Stato?”
Nel frattempo si preannunciano due settimane serrate in vista della deadline del 31 ottobre, giorno in cui scade la procedura per la vendita della compagnia, e per uno dei principali attori chiamati in causa, le Fs Spa, entra nel vivo il lavoro in vista di una presentazione di un’offerta entro quella data.
Sul piano strategico l’idea è la seguente: un piano industriale che metta insieme i due business (Fs e Alitalia) permetterebbe di razionalizzare la rete dei grandi trasporti passeggeri: Ferrovie dello Stato (che ha già acquisito Anas) si concentrerebbe sulla tratta Milano-Roma e garantirebbe il raggiungimento dei due hub Fiumicino e Malpensa dalle grandi città, come Firenze o Napoli, mentre Alitalia punterebbe sulle rotte intercontinentali.
Ma il tempo stringe soprattutto per i lavoratori dell’ex compagnia di bandiera in Cassa integrazione. Venerdì prossimo parte la procedura per la proroga della cigs e nello stesso giorno è previsto l’incontro tra azienda e sindacati presso la sede del ministero del Lavoro alle ore 10. La compagnia ha richiesto la prosecuzione della cigs fino al 23 marzo 2019, in continuità con l’attuale regime che scade il 31 ottobre prossimo. La nuova cassa, che scatta dal primo novembre e ‘copre’ la stagione invernale, interessa 1570 unità ‘full time equivalent’, di cui 950 addetti di terra e 620 naviganti. Di questi, 100 comandanti, 100 piloti e 420 assistenti di volo.
Anche le trattative di vendita iniziano a dileguarsi: dopo aver mandato via i francesi ai tempi di Berlusconi con i ‘Capitani coraggiosi’, adesso anche i tedeschi iniziano i ripensarci. Il 4 ottobre scorso, e un portavoce di Lufthansa aveva ribadito che Alitalia, nello stato attuale, non interessa alla compagnia ma di avere, tuttavia, ancora “idee per un’Alitalia strutturata in modo nuovo”. Ma si parla di interessamento da parte di altre grandi compagnie extraeuropee quali Delta e vettori cinesi come China Eastern.
Ora Fs aspetta l’Ok dal Mef che dovrebbe arrivare dopo la riunione in settimana tra il Premier Giuseppe Conte, i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Piazza Grande. Il Pd cerca una strada senza Renzi

gentiloni-zingarettiUna domenica dal palco dell’ex dogana di san Lorenzo. Il Pd riparte da sinistra e lo fa puntando su un quartiere storicamente tale. Sul palco di ‘Piazza Grande’, la kermesse dei Dem, è salito non solo Nicola Zingaretti, ma anche l’ex Presidente del consiglio, Paolo Gentiloni. Salutato da una ovazione scandisce: “Questo governo, in pochi mesi, ha mandato in fumo la fatica di anni degli italiani. Ci sono persone che cominciano a pensare che quelle strabilianti promesse rischiano di non essere mantenute”.
Tuttavia anche se Gentiloni è lì per supportare il Governatore del Lazio, rivolge un messaggio distensivo alla controparte renziana abbracciando l’idea “di una strada nuova per il Pd”, così come era stata enunciata da Zingaretti, “purché non si tratti di una strada fatta di abiure”.
Proprio Zingaretti attacca il Governo soprattutto sul caso di Riace: “Quello di Salvini è un atto immondo. Sugli immigrati stanno giocando una partita sporca, esaltando le paure. L’immigrazione è una sfida reale, ma c’è un modello alternativo all’odio”. Ma non dimentica di respingere le accuse, soprattutto di molti personaggi vicini all’ex segretario dem, di volersi alleare con il Movimento. “Sospetti che mi hanno ferito”, spiega: “Io non voglio allearmi con il Movimento 5 Stelle, lo avrei già fatto in Regione se lo avessi voluto. Invece li ho sconfitti”. Almeno su questo l’incidente è risolto visto che lo stesso Renzi, oggi in una intervista, ha salutato positivamente il fatto che Zingaretti abbia fatto chiarezza ieri con argomenti che puntavano sull’inadeguatezza dei grillini al governo. “Hanno cominciato a tradire le promesse elettorali e stanno lasciando alle nuove generazioni un Paese più ingiusto e più povero. Quello che manca è qualcuno che cominci a costruire un progetto e li mandi presto a casa”.
A Piazza Grande arriva per ascoltare anche un altro candidato alla segreteria, Matteo Richetti che afferma: “Le primarie sono un momento di confronto su tesi differenti ma anche un momento di ascolto, siamo competitor ma anche colleghi di partito. Domani l’impegno sarà comune”. All’arrivo dell’ex portavoce di Renzi non manca il messaggio da Firenze, dall’ex segretario. “Il problema di questo paese non è il Pd ma un governo che rischia di far andare a sbattere l’Italia”, ha detto Renzi. E ha chiesto: “Basta guerre interne”.
Tuttavia Renzi non sembra intenzionato a cedere il passo e lo ha dimostrato ampiamente nei suoi interventi da neosegretario dimesso che collidevano con quelli del segretario reggente, Maurizio Martina. “Noi la prossima settimana alla Leopolda, con Padoan, presenteremo una contro proposta di legge di bilancio”, dice l’ex presidente del Consiglio e annuncia: “Quella di quest’anno rischia di essere l’edizione più partecipata di sempre”. Matteo Renzi sta lavorando da tempo alla nuova edizione della Leopolda, in programma dal 19 al 21 ottobre prossimi a Firenze, dove presenterà anche, con Padoan, una ‘contromanovra’. Il tema quest’anno è ‘Ritorno al futuro’ e, come ha chiarito lo stesso senatore dem, “si parla dell’Italia” e “non di correnti dentro il Pd né di candidati al Congresso”. Del quale però l’appuntamento è a Salsomaggiore a inizio novembre, quando si ritroveranno i renziani per parlare del Pd e del Congresso.

Legge uguale per tutti. Bonafede contro Grillo e Salvini

bonafedeIl Guardasigilli Alfonso Bonafede ha firmato nove richieste di autorizzazioni a procedere per presunte offese al Capo dello Stato, tra queste, come annunciato dallo stesso Ministro sulla sua pagina Facebook il fondatore del Movimento di cui fa parte, Beppe Grillo, Carlo Sibilia, il padre di Alessandro Di Battista e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, accusato però di vilipendio delle istituzioni costituzionali. Diverse procure avevano chiesto al Guardasigilli di poter avviare alcuni procedimenti per i reati di vilipendio e offesa al presidente della Repubblica: la legge prevede infatti che il ministro della Giustizia dia l’autorizzazione per questo tipo di reati. Per Grillo e Sibilia le accuse riguardano il precedente Capo dello Stato, il presidente emerito Giorgio Napolitano, sbeffeggiato dall’ex comico come complice della trattativa Stato-Mafia. Mentre Salvini è finito nel mirino perché il 14 febbraio 2016, durante un intervento a Collegno, al congresso del Carroccio piemontese, usò l’espressione “magistratura schifezza”, che gli è valsa un’indagine da parte della procura di Torino. Più recenti le accuse per Di Battista senior che bersagliò l’attuale presidente Mattarella lo scorso 23 maggio.
“Per evitare ogni forma di strumentalizzazione o illazione, vi comunico che fra le persone per cui ho firmato l’autorizzazione a procedere, per presunte offese al capo dello Stato, ci sono: il ‘padre fondatore’ e garante del Movimento, Beppe Grillo, il mio collega e amico, Carlo Sibilia, il padre del mio amico fraterno Alessandro Di Battista e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, accusato invece di vilipendio delle istituzioni costituzionali. Ovviamente non ho fatto alcuna distinzione e ho firmato tutte le richieste; mi chiedo come mai fossero state lasciate lì a prendere polvere oppure, come ho potuto constatare, lasciate a dormire in segreteria dopo che era stato negato il consenso. Il cambiamento passa anche da qui”, rivendica il guardasigilli.

Sfida sulla Fornero. Fico e Tria: “Abbassare i toni”

Christine-LagardeL’Italia naviga a vista e oggi lo spread è salito ancora toccando punte di 315. Dopo i moniti dell’Unione non si mette bene nemmeno sul fronte internazionale, l’FMI oggi ha rivisto le stime per la crescita del Pil italiano limandole al ribasso: “Si avvia ad aumentare dell’1,2% nel 2018 e a rallentare poi, con un incremento di appena l’1%, nel 2019”. Inoltre anche l’Fmi sottolinea l’esigenza di seguire le regole Ue: “È importante che agisca nel contesto delle regole europee anche per mantenere la stabilità dell’Eurozona”. Poi va a toccare un punto dolente dell’ultimo decennio italiano, la riforma Fornero. Il Fondo Monetario Internazionale insiste sulla necessità in Italia di “preservare le riforme pensionistiche e del mercato del lavoro“. Il Vice premier Matteo Salvini coglie la palla al balzo per attaccare l’Istituto guidato dalla Lagarde: “Sulla riforma della Fornero niente e nessuno ci potrà fermare. Andiamo avanti tranquilli, l’economia crescerà anche grazie alla modifica della legge Fornero, un’opera di giustizia sociale che creerà tanti nuovi posti di lavoro”. Ad aggravare la situazione anche le dichiarazioni del ‘mancato’ ministro dell’Economia, Paolo Savona. Per il ministro degli affari europei se l’Ue dovesse bocciare il programma economico del governo sarà ”il popolo” a decidere. “Cosa succederebbe se l’Unione europea si mettesse in una posizione conflittuale verso questo programma del governo così cauto e moderato? Io non lo so, deciderà il popolo non io, io mi metto da parte”, afferma Savona. ”Alcune provocazioni, con un certo stile” sono “piuttosto pesanti” afferma, in riferimento al botta-risposta tra il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker e il vice premier Matteo Salvini. Tuttavia, sottolinea, “il messaggio che ‘il mercato insegnerà agli italiani come votare’ io lo trovo molto più insultante di quello che risponde ‘non è sobrio quando parla”. Quanto ai rischi dell’impatto della fine del Qe per l’Italia, il ministro Savona dice di non aver “perso fiducia”. “Draghi resta lì fino al 2019 – conclude -. Non credo che nessuno abbia interesse che l’Italia entri in una grande crisi”.
Ma a cercare di smorzare la tensione ancora una volta l’attuale ministro dell’Economia che afferma durante l’audizione sulla nota di aggiornamento al Def: “La Commissione Ue ha espresso preoccupazione circa la modifica del percorso programmatico. Ora si apre una fase di confronto costruttivo con la Commissione che potrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del governo delineata dalla manovra. Sono d’accordo con il presidente della Camera Fico, sulla necessità di abbassare i toni”.
Sull’andamento dello spread e sul timore dei mercati Tria ha dato rassicurazioni. “Finora non c’è stata un’esplosione dello spread come alcuni paventavano, certo ai livelli attuali non è accettabile. Pensiamo che spiegando la manovra possa scendere a livello normale. L’incertezza sui mercati invece è legata al dubbio sul cosiddetto piano B e stiamo ripetendo che non c’è, già collegialmente il governo lo ha chiarito”. Il ministro dell’Economia ha infine spiegato: “Siamo impegnati a fare convergere lo spread verso i fondamentali creando fiducia. Se c’è lo spread a 500? Il governo fa quello che deve fare di fronte a una crisi inaspettata, perché non ce la aspettiamo”.

Europee. Renzi contro i sovranisti ignora i socialisti

RENZI_MACRONMentre in Europa avanzano i partiti nazionalisti, i progressisti provano a fare scudo e ad organizzarsi. Il punto di riferimento sembra ancora una volta il giovane Macron, dichiarato da Orban e Salvini come il principale nemico politico da battere nella prossima campagna per le Europee.
“Risvegliamo l’Europa!”. È il nome dell’appello firmato da due socialdemocratici come Matteo Renzi e il maltese Joseph Muscat, tre liberaldemocratici come l’ex premier romeno Dacian Ciolos, il leader di Alde Guy Verhofstadt e il leader di Ciudadanos Albert Rivera, ovviamente Christophe Castaner di En Marche, Oliver Chastel (Presidente del Movimento Riformatore in Belgio) e Alexander Pechtold (Leader del partito olandese Democrazia 66).
Nel manifesto come si può notare mancano esponenti dei Socialisti, gruppo di cui fa parte il PD, mentre ci sono i principali partiti che formano l’ALDE, un gruppo che a Bruxelles raccoglie i centristi e i liberali.
Per i leader è una corsa contro il tempo, “ci restano otto mesi” e la strada, secondo i sondaggi, è in salita. “L’Europa – concludono – merita un nuovo progetto e che i cittadini meritano quest’Europa rifondata. Otto mesi è il tempo che ci diamo per il riscatto dell’Europa”. Anche se gli otto leader sembrano aver ormai chiaro che c’è un nuovo schema di elezioni che ha completamente ribaltato la vecchia contrapposizione: popolari e socialisti, dimenticano due fattori importanti da non sottovalutare. Il primo riguarda la testa dello scudo attorno a Macron, sicuramente una ‘sorpresa’ e una vittoria inaspettata in Francia, ma che poco ha a che vedere con la sinistra. La seconda è che l’Europa che rivendicano “con fierezza i valori fondatori di pace, di libertà, di prosperità e di solidarietà” nel loro manifesto è stata fondata da quei socialisti dai quali sembrano volersi smarcare. Infine l’unico Paese dove i socialisti (e la sinistra) non sono in crisi è l’Inghilterra dove Corbyn ha riaffermato i vecchi valori di una sinistra ‘vicina al popolo’.

Atreju. Meloni punta a nuovo partito sovranista

meloni atrejuNon solo a sinistra, anche a destra continuano le ‘mescolanze’. Dopo la nascita dell’intergruppo ultracattolico, adesso la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, punta a creare un nuovo partito per non farsi fagocitare da Salvini e dal suo crescente nazionalismo.
“Fratelli d’Italia – dice la Meloni, durante la kermesse del suo partito, Atreju – è disposta a mettersi in discussione, a mettere a disposizione la sua casa politica per farne la casa politica di chi in Italia condivide queste idee. Penso che dobbiamo muoverci adesso, fare un primo passo insieme alle prossime elezioni europee, e se le cose andranno come credo, celebrare insieme subito dopo il congresso fondativo di un nuovo grande movimento, che abbia un leader scelto con le primarie”.
La leader di FdI pensa a nuovo contenitore politico per la destra mettendo in campo un progetto con Toti e Musumeci e con ogni probabilità con Raffaele Fitto con cui si sta dialogando e Nunzia De Girolamo, anche lei presente ieri alla Festa di Atreju. La Meloni punterebbe già al suo nuovo progetto per le Europee, dove il suo pensiero resta euroscettico e sovranista come già detto dopo l’incontro con Steve Bannon, ma l’ostacolo per le elezioni resta quello della soglia, attualmente al 4%, ma che secondo alcuni retroscena potrebbe raggiungere il 5%.
“Voglio gettare il cuore oltre l’ostacolo – spiega dal palco – e lancio un appello deciso, non solo alla destra, ma anche a chi si è sempre definito liberale o conservatore, o patriota o semplicemente italiano, partendo dalle tante personalità che hanno partecipato ad Atreju in questi giorni, primi fra tutti Giovanni Toti e Nello Musumeci. E penso anche a tante altre esperienze civiche, e a tutti quelli che per ragioni diverse non si sentono rappresentati dalla Lega o non accettano di entrarne a far parte da comprimari. A tutti loro dico che Fratelli d’Italia è disposta a mettersi in discussione, a mettere a disposizione la sua casa politica. Penso che dobbiamo muoverci adesso, fare un primo passo insieme alle Europee, e se le cose andranno come credo, celebrare insieme subito dopo il congresso fondativo di un nuovo grande movimento, che abbia un leader scelto con le primarie”.

Infanzia di serie B, dopo la tragedia di Rebibbia

bambini carcere“Adesso i miei figli sono liberi, gli ho dato la libertà”, ha detto al suo avvocato dopo il gesto la donna di 33 anni, detenuta a Rebibbia che lo scorso 18 settembre ha gettato i due figli dalla tromba delle scale. La piccola di sei mesi è morta sul colpo, mentre il bambino di un anno e mezzo è morto ieri sera in ospedale. Il gesto ha riportato alla memoria il problema della situazione nelle carceri in Italia, ma soprattutto ha portato alla luce le problematiche a molti sconosciuti, di bambini che passano scontano le pene con le loro madri.
Nel XIII rapporto di Antigone al 30 giugno 2016 sono ancora 41 i bambini conviventi in istituto con la madre, 38 le madri detenute con figli in carcere e 8 quelle incinte. Inoltre, stando al dettaglio delle presenze al 31 dicembre 2016, su un totale di 33 madri detenute, presenti in Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Veneto, 23 (più di due terzi) sono cittadine straniere, mentre le cittadine italiane sono 106.
Il Governo che sta facendo battaglie per la tutela della famiglia e dei figli pare aver dimenticato questi bambini, ma non è il solo. Esiste la legge per le “Misure alternative alla detenzione a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori”, che è stata pubblicata, simbolicamente, l’8 marzo 2001. Il testo prevede, per le madri con figli di età inferiore ai dieci anni, l’applicazione di due tipi di provvedimenti: detenzione speciale domiciliare ed assistenza esterna dei figli minori. Purtroppo i primi mesi di applicazione della nuova legge non hanno portato a risultati significativi. Sono infatti pochissime le detenute che ne hanno potuto usufruire. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che la legge in questione riguarda soltanto le donne che scontano una condanna definitiva, quindi appena la metà sul totale delle recluse.
Nel 2011 poi è stata approvata la legge 21 aprile 2011 n. 62 sulle detenute madri, un provvedimento che sarebbe dovuto servire a interrompere la barbarie dei bambini reclusi in un strutture carcerarie, inadeguate a una crescita sana. A qualche anno dall’entrata in vigore della suddetta legge, gli esperti del settore sostengono che il testo normativo presenta dei limiti, e che sinora non è stato capace di risolvere la questione.
Tornando al caso di Rebibbia, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha deciso per la ‘linea dura’ dopo quanto accaduto e ha sospeso la direttrice e la vicedirettrice della sezione femminile del carcere e inoltre il vicecomandante del reparto di Polizia Penitenziaria.
“Non so di quale errore siano responsabili. So però che non meritavano, alla luce della loro preziosa carriera, tale sospensione dall’incarico”, ha commentato Patrizio Gonnella, presidente Associazione Antigone che ha spiegato: “Di certo, da oggi le detenute del carcere romano non staranno meglio di prima. Una volta che il capro espiatorio è servito dovremo affrontare un altro tema, ossia cosa vogliamo che accada quando una madre di un bimbo piccolo finisce in carcere. Sono molti i Paesi dove i bambini sono destinati all’istituzionalizzazione”.