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Luca Fanto

Luca Fantò
Per la Scuola, contro la proposta ANP

Il PSI esprime la propria contrarietà alla proposta dell’ANP di abolire le materie di studio.
In un periodo storico critico per il nostro Paese e quindi per il mondo dell’istruzione pubblica, c’è chi ha ancora lo spirito per fare proposte balzane come quella di abolire le materie di studio sostituendole con gli argomenti.
Quali argomenti…?
Sembra questo l’ennesimo atto della crociata che una parte del mondo della scuola sta combattendo contro le conoscenze e a favore delle competenze. Come se le une potessero escludere le altre, come se la scuola abbia sinora fatto uscire dalle aule frotte di incompetenti.
Noi socialisti siamo convinti che chi sa, al momento opportuno saprà fare.

Il PSI è altresì contrario alla seconda proposta fatta dall’ANP in questi giorni, la cancellazione delle graduatorie dei precari per dare ai Presidi facoltà di assumere direttamente i docenti “migliori”.
Quali i parametri di merito in una scuola che, a giudicare dalle proposte dell’ANP, è sempre più simile ad un’azienda?
E i “peggiori” quali scuole avranno il compito di accogliergli…?

In realtà l’impressione è che si stia puntando a trasformare la scuola pubblica in una grigia fabbrica di esecutori, privati della possibilità di conoscere ma competenti nel saper rispondere efficacemente alle richieste del mercato.
Noi socialisti auspichiamo che così non sia e continueremo a denunciare ogni tentativo di togliere alla scuola pubblica la sua funzione principale di strumento in grado di fornire a tutti i giovani pari opportunità.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola

Luca Fantò
Sovranisti a parole, sottomessi nei fatti

In sintesi. Alle elezioni di marzo si è arrivati con un “contratto di governo” che accennava distrattamente alla scuola pubblica; il Presidente del Consiglio nominato da leghisti e grillini poi, presentandosi alle Camere per la fiducia, ha ignorato il mondo dell’istruzione; trascorsi alcuni mesi dalla nascita del governo Salvini-Di Maio, le prime anticipazioni sulla manovra hanno sottolineato la mancanza di fondi per i contratti in scadenza del personale scolastico; pochi giorni dopo il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha dichiarato che la scuola non ha bisogno di ulteriori fondi; ad ottobre la manovra economica che taglia i fondi per la scuola; ieri le dichiarazioni del leader cinquestelle Di Maio che dice di voler dare più soldi agli insegnanti italiani riducendo gli sgravi fiscali ai petrolieri…

Queste le parole, le anticipazioni, le promesse, il quadro d’insieme caotico che restituisce la politica di un governo che sembra non voler effettivamente affrontare i problemi che stanno sgretolando lentamente il sistema di istruzione pubblica.

Che il governo gialloverde brancoli nel buio è evidente, ma quelllo che sta accadendo intorno alla scuola sembra ancora peggio, sembra proprio l’anticamera del caos, del totale annichilimento.

I fatti. I docenti sono sempre più le vittime prescelte da genitori esasperati (di ieri la notizia di una madre che ha sputato addosso ad un’insegnante); nelle Regioni sempre maggiori sono i contributi che direttamente o indirettamente vengono versati alle scuole non statali e quindi di fatto sottratti all’istruzione pubblica; gli stipendi del personale scolastico sono al palo, non solo i più bassi d’Europa ma addirittura la metà di quelli tedeschi.

Lega e cinque stelle a parole si fanno alfieri della lotta al “dominio teutonico”, nei fatti si dimostrano incapaci di sostenere un settore nevralgico per il rilancio italiano, quello dell’istruzione pubblica.

Sovranisti a parole, nei fatti sottomessi agli eventi.

Se si tratti di inganno o di incapacità, non spetta evidentemente a noi socialisti chiarirlo. Noi sin dai tempi di Bossi abbiamo denunciato la pericolosità politica della Lega e, dai tempi della trappola streaming a Bersani, l’inadeguatezza dei cinque stelle.

Cosa fare? E’ evidente che l’opposizione in Parlamento non possiede gli strumenti per contrastare efficacemente l’azione caotica del governo giallo verde. E’ altrettanto evidente l’importanza delle prossime elezioni europee.

Alle elezioni europee il centrosinistra deve necessariamente presentarsi con una proposta unitaria, una proposta che valorizzi la formazione, la scuola statale e l’università pubblica come strumento primario per uscire dal caos in cui un ventennio di destrutturazione sociale ha gettato il Paese.

Luca Fantò
Referente PSI scuola

Luca Fantò
Scuola, irricevibili le affermazioni del Ministro Bussetti

Si rimane basiti a leggere l’intervista del Ministro Bussetti pubblicata oggi dal “Corriere della sera”. Il Ministro, citando la nonna, sostiene che nella scuola ci si debba scaldare “con la legna che si ha”. Un’affermazione paradossale se si considera che la poca legna di cui dispone il mondo dell’Istruzione pubblica dovrebbe scaldare milioni di giovani cittadini.

Per noi socialisti l’accettazione per il popolo di un destino di ristrettezze è inimmaginabile. Essere socialisti non vuol dire accontentarsi dell’esistente ma battersi per un futuro migliore. Per questo riteniamo irricevibili le affermazioni del Ministro.

Il PSI esprime anche dubbi sulla regionalizzazione dei docenti che temiamo possa rappresentare l’anticamera per un’ulteriore aziendalizzazione e privatizzazione dell’istruzione. Se ciò non bastasse, il Ministro nell’intervista sembra abbia confermato che non verrà abolito il numero chiuso a medicina.

Noi socialisti pensiamo ad un università libera, aperta a tutti i cittadini, in cui sia il percorso di studi stesso a rappresentare non una selezione (termine alquanto darwiniano) ma la presa di coscienza di ogni giovane delle proprie attitudini e possibilità.

Il PSI chiede  quindi al Ministro di impegnarsi nella ricerca dei fondi necessari a far si che alunni, docenti e personale della scuola possano finalmente lavorare con la necessaria serenità.

Luca Fantò

Una sinistra che imita la destra destinata a perdere

È passato un anno e un giorno dal “referendum sull’autonomia” ma non è vero, come sostengono i molti detrattori della consultazione popolare, che nulla sia cambiato, che a nulla sia servito.

Un anno fa la Lega in Veneto poteva contare sul 17% dei consensi elettorali, dopo il referendum, alle elezioni politiche del 4 marzo, ha superato il 30%.

I veneti oggi non hanno ancora l’ “autonomia” per cui hanno votato, ma certamente la Lega il suo risultato lo ha ottenuto. Sì perché, come abbiamo sostenuto noi socialisti del Veneto, quel referendum altro non è stato che un’ingegnosa campagna elettorale e stupisce ancora pensare come una parte significativa del centrosinistra e della sinistra, forse per il timore di andare contro il comune sentire, abbia contribuito al successo di questa astuta trovata elettorale.

Ma tant’è. L’ “autonomia” prima o poi arriverà, ottenuta non grazie al referendum, ma, come avverrà anche in altre Regioni, attraverso un percorso costituzionalmente previsto. La Lega è ormai maggioranza relativa in Italia e in Veneto si avvia ad essere maggioranza assoluta. Questo fino a quando centrosinistra e 5 Stelle non realizzeranno che per sconfiggere la destra è necessario presentarsi con proposte alternative, nella forma e soprattutto nei contenuti. Contenuti ispirati al senso di giustizia sociale e la solidarietà che un tempo caratterizzava l’azione della sinistra italiana, troppo impegnata oggi a stare nella scie delle destre.

Luca Fantò

Segretario regionale PSI del Veneto

Luca Fantò
I socialisti e la scuola

Mentre il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca sembra volerci spiegare come la responsabilità delle aggressioni ai docenti potrebbe essere della scuola e non di chi l’ha compiuta, i problemi della scuola statale sembrano sommarsi, giorno dopo giorno. Poco sembra cambiato col “Governo del cambiamento”.

Formalmente l’anno scolastico è iniziato, ma in moltissime scuole mancano insegnanti, innanzitutto di sostegno e poi anche di diverse discipline curricolari.

Manca il personale amministrativo e in alcuni casi si è costretti a ricorre ai collaboratori scolastici per coprire i ruoli di DSGA scoperti.

Le segreterie sono oberate di lavoro e la scarsità di personale rallenta le operazioni necessarie ad un funzionamento efficiente degli Istituti.

Mancano i collaboratori scolastici che ormai, sempre più spesso, non essendo in numero sufficiente a sorvegliare le diverse ali degli Istituti, rimangono a presidio delle entrate.

I Dirigenti Scolastici sono pochissimi. Nella provincia di Vicenza ad esempio, quasi metà degli Istituti è in reggenza. Reggenze spesso affidate con criteri poco comprensibili.

Noi socialisti siamo solidali con la Dirigente Scolastica Veladiano che in Veneto minaccia di licenziarsi qualora non si stabiliscano criteri di omogeneità per l’assegnazione delle reggenze.

La situazione in cui lavorano i Dirigenti Scolastici è così deteriorata che addirittura la troppo spesso filogovernativa ANP sembra dare segnali di insofferenza.

Tutto ciò mentre resta preoccupante il tasso di abbandono scolastico.

Noi socialisti, oggi all’opposizione, possiamo vigilare, pronti a denunciare errori e false verità ma anche, qualora sia possibile, pronti a portare il contributo delle nostre proposte.

Sarebbe importante impegnare maggiori risorse economiche ed umane. Aumentare la percentuale di PIL per l’istruzione portandola ai livelli degli stati europei più sviluppati. Interrompere i finanziamenti pubblici alle scuole private in qualsiasi genere e forma essi avvengano. Rimodulare i fondi per l’alternanza scuola-lavoro, prevedendo l’abolizione di tale pratica nei Licei. Stabilizzare il personale con un piano di assunzioni che vada ben oltre l’emergenza. Rinnovare il contratto che è in scadenza e adeguare gli stipendi agli standard europei. Portare a 18 anni l’obbligo scolastico.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola

Luca Fantò
Scuola, il Psi auspica un cambio di rotta

La fonte è una ricerca di “Tuttoscuola”. Ogni anno circa 150.000 ragazzi abbandonano la scuola. Da vent’anni ad oggi 3,5 milioni di abbandoni. Un alunno su quattro tra gli iscritti alla scuola secondaria, non arriverà al diploma. Nei licei la percentuale di abbandoni è inferiore rispetto a quella negli Istituti tecnici e professionali e su questo andrebbe fatta una riflessione approfondita.

Le ricerche più recenti mostrano come lo Stato italiano investa nell’istruzione il 4% del PIL, la media europea è del 4,9%, la Danimarca il 7%. L’Italia spende 65 miliardi di euro all’anno, la Germania 127.

Per anni si è propagandata la “flessibilità” nel mondo del lavoro senza capire che invece si trasmetteva insicurezza. Insicurezza non solo tra i lavoratori ma nella società intera. Flessibilità e incertezza concretizzatesi con l’approvazione del “jobs act”.

Un’insicurezza che evidentemente indebolisce la motivazione allo studio dei nostri giovani.

Quale motivazione è possibile trovare in ragazzi che si sentono impegnati in un faticoso percorso scolastico, tecnico o professionale, che li accompagna ad un’ineluttabile precarietà?

Insomma, una situazione desolante che i primi 100 giorni del Ministro Bussetti e del Governo Salvini- Di Maio non hanno certo contribuito a migliorare.

Basti vedere il caos legato ai vaccini, le decine di migliaia di cattedre ancora scoperte, le centinaia di reggenze,la cronica assenza di personale ATA, le incertezze su alternanza scuola-lavoro e prove Invalsi. Basti considerare come continuino ad aumentare i contributi pubblici alle scuole non statali, di certo non scuole per i figli di coloro che dovrebbe guardare al mondo dell’istruzione come strumento per migliorare il destino dei propri figli.

Ne di particolare aiuto può essere lo spirito di sacrificio dei docenti, la loro capacità di trasmettere amore per la conoscenza, visto che l’attenzione ministeriale è sempre più rivolta ai processi, alle competenze invece che ai contenuti, invece che al valore intrinseco della conoscenza.

Il PSI quindi auspica un cambio di rotta, un vero cambiamento nella politica dell’istruzione di questo governo, governo che ha più volte ormai dimostrato di saper cambiare idea sulle proprie politiche.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola

Luca Fantò
Un Governo che nasconde la propria inefficacia

La Magistratura si è attivata e vedremo quali saranno le conclusioni delle iniziative giudiziarie intraprese nei confronti del Ministro degli Interni.
Ma se la legge ha bisogno dei suoi tempi, la politica può invece esprimere un giudizio in tempi più rapidi.
Sulla gestione della questione rifugiati, il PSI del Veneto condanna fermamente l’operato del Ministro degli Interni del Governo Conte.
E’ evidente come si stia facendo campagna elettorale sulle spalle di persone che fuggono la miseria, la tortura e la morte.
Chi non ha argomenti da portare a favore del proprio operato cerca di creare ad arte problemi per distrarre i cittadini dalla realtà della propria inefficacia.
Il PSI del Veneto lancia un appello e auspica che le forze dell’opposizione parlamentare, insieme alla stessa maggioranza nelle sue parti più progressiste sinora ostaggio politico della Lega, sappiano intervenire politicamente nei confronti del Ministro e del Governo di cui la Lega è il principale motore affinché si inizi a pensare realmente all’Italia, agli italiani, ai problemi di una società molto più complessa di come la Lega ed i suoi rappresentanti cercano di farla apparire.

Luca Fantò
Segr. reg. PSI del Veneto

Luca Fanto’
Nuovo anno scolastico, nuovo Governo, stessi problemi

Si avvicina il nuovo anno scolastico, abbiamo altri partiti che governano l’italia, i “partiti del cambiamento”, ma ben poco sembra essere cambiato nel mondo della scuola.

A settembre centinaia di Istituti scolastici continueranno a rimanere privi di dirigenti Scolastici e si vedranno assegnare l’ennesima reggenza; migliaia di maestri, dopo anni di insegnamento, si troveranno ancora nella precarietà; la precarietà e la “discontinuità didattica” continueranno ad essere una costante della nostra scuola; gli stipendi dei docenti saranno ancora al di sotto della media europea; il personale scolastico resterà insufficiente, le segreterie degli Istituti continueranno ad essere oberate di lavoro ed i corridoi delle aule rimarranno privi di adeguata vigilanza; le problematiche dell’ alternanza scuola lavoro risulteranno ancora irrisolte; i fondi per ristrutturare gli edifici scolastici continueranno ad essere insufficienti.
In compenso, come è avvenuto per i precedenti governi, le scuole non statali continueranno a godere, in forma indiretta o diretta, di sovvenzioni da parte dello Stato e degli Enti Locali; molti profeti della modernità continueranno a ribadire l’importanza dello sviluppo delle competenze, in particolare quelle informatiche, mentre i contenuti, le conoscenze, nell’illusione di poterne individuare di “irrinunciabili”, verranno sempre più messi in disparte.
A settembre (in realtà alcuni casi già da fine agosto), centinaia di Istituti scolastici riprenderanno il loro lavoro e nulla sarà cambiato, se non il nome del titolare del Ministero.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola

Vicenza, governare in maniera più pacata

migranti skyl PD, LeU e PSI della provincia di Vicenza sollecitano le forze del centrodestra che oggi governano il Veneto e l’Italia a fare maggior attenzione a quanto realmente accade nei territori.
E’ il caso delle presunte richieste fatte pochi giorni fa da alcuni migranti alla Questura di Vicenza. Alcuni organi di stampa si sono affrettati a riportare e mettere in risalto la richiesta di collegamenti Sky e aria condizionata, mettendo in secondo piano la richiesta legittima di una Carta d’identità.

Ecco così che oggi i media riportano le dichiarazioni scandalizzate dei principali esponenti del centrodestra vicentino che parlano di “presunti rifugiati” e di “masse di persone che vengono in Italia a fare le vacanze”.
Poche ore fa la verità riportata da una valida giornalista del Corriere della Sera del Veneto che, correttamente e forse in maniera solitaria, ha contattato la Questura e la Prefettura per chiedere come realmente si fossero svolti i fatti.

In Questura vi è stato un incontro con i rappresentanti dei migranti, ma per parlare di ordine pubblico.
In Prefettura vi è stato un incontro con la cooperativa che gestisce il centro culturale San Paolo, ma si è parlato della richiesta di residenza per i migranti stessi.
Nulla di scandaloso quindi se non forse la continua propensione del centrodestra a trasformare ogni refolo in una tempesta.

PD, LeUe PSI della provincia di Vicenza auspicano che si torni a far politica (e in alcuni casi informazione) in maniera più pacata e costruttiva. Pacatezza e desiderio di costruire più che distruggere, due virtù troppo spesso accantonate da chi fa politica con le parole più che con i fatti.

Luca Fantò
Segretario regionale PSI Veneto

Costituire alternativa credibile al peggior populismo

Oggi, 2 agosto, in apertura dei lavori della Camera dei Deputati, sono state commemorate le vittime della strage fascista di Bologna. In aula, alcuni Deputati hanno espresso i propri dubbi sull’attribuzione al terrorismo nero della strage stessa. È evidente come il fascismo non sia morto. Può aver cambiato i propri connotati, ma il fascismo, autoritario e violento, continua a vivere.

Da anni, dai tempi del ventennio berlusconiano in Italia viene portata avanti una campagna culturale contro le ideologie. Apparentemente una campagna culturale di successo. Chi oggi ha ancora il coraggio di dichiarare che il proprio agire è frutto di una propria organica visione di una società futura?

Così sono state annichilite alcune ideologie, quelle che avevano nella giustizia sociale e nella solidarietà tra uomini i propri valori di riferimento. In realtà però, come dimostra quanto avvenuto oggi in Parlamento, le peggiori ideologie sopravvivono, nascoste nell’ombra dove erano state ricacciate e pronte a riemergere.

Questa è la ragione per cui in Italia, in Europa e nel mondo, le forze progressiste dovrebbero unire i propri sforzi, abbandonando le divisioni, e tornando a costituire un’alternativa credibile al peggior populismo.

Luca Fantò
Segr. reg. PSI del Veneto