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Luca Fanto

Luca Fantò
Scuola, il Psi auspica un cambio di rotta

La fonte è una ricerca di “Tuttoscuola”. Ogni anno circa 150.000 ragazzi abbandonano la scuola. Da vent’anni ad oggi 3,5 milioni di abbandoni. Un alunno su quattro tra gli iscritti alla scuola secondaria, non arriverà al diploma. Nei licei la percentuale di abbandoni è inferiore rispetto a quella negli Istituti tecnici e professionali e su questo andrebbe fatta una riflessione approfondita.

Le ricerche più recenti mostrano come lo Stato italiano investa nell’istruzione il 4% del PIL, la media europea è del 4,9%, la Danimarca il 7%. L’Italia spende 65 miliardi di euro all’anno, la Germania 127.

Per anni si è propagandata la “flessibilità” nel mondo del lavoro senza capire che invece si trasmetteva insicurezza. Insicurezza non solo tra i lavoratori ma nella società intera. Flessibilità e incertezza concretizzatesi con l’approvazione del “jobs act”.

Un’insicurezza che evidentemente indebolisce la motivazione allo studio dei nostri giovani.

Quale motivazione è possibile trovare in ragazzi che si sentono impegnati in un faticoso percorso scolastico, tecnico o professionale, che li accompagna ad un’ineluttabile precarietà?

Insomma, una situazione desolante che i primi 100 giorni del Ministro Bussetti e del Governo Salvini- Di Maio non hanno certo contribuito a migliorare.

Basti vedere il caos legato ai vaccini, le decine di migliaia di cattedre ancora scoperte, le centinaia di reggenze,la cronica assenza di personale ATA, le incertezze su alternanza scuola-lavoro e prove Invalsi. Basti considerare come continuino ad aumentare i contributi pubblici alle scuole non statali, di certo non scuole per i figli di coloro che dovrebbe guardare al mondo dell’istruzione come strumento per migliorare il destino dei propri figli.

Ne di particolare aiuto può essere lo spirito di sacrificio dei docenti, la loro capacità di trasmettere amore per la conoscenza, visto che l’attenzione ministeriale è sempre più rivolta ai processi, alle competenze invece che ai contenuti, invece che al valore intrinseco della conoscenza.

Il PSI quindi auspica un cambio di rotta, un vero cambiamento nella politica dell’istruzione di questo governo, governo che ha più volte ormai dimostrato di saper cambiare idea sulle proprie politiche.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola

Luca Fantò
Un Governo che nasconde la propria inefficacia

La Magistratura si è attivata e vedremo quali saranno le conclusioni delle iniziative giudiziarie intraprese nei confronti del Ministro degli Interni.
Ma se la legge ha bisogno dei suoi tempi, la politica può invece esprimere un giudizio in tempi più rapidi.
Sulla gestione della questione rifugiati, il PSI del Veneto condanna fermamente l’operato del Ministro degli Interni del Governo Conte.
E’ evidente come si stia facendo campagna elettorale sulle spalle di persone che fuggono la miseria, la tortura e la morte.
Chi non ha argomenti da portare a favore del proprio operato cerca di creare ad arte problemi per distrarre i cittadini dalla realtà della propria inefficacia.
Il PSI del Veneto lancia un appello e auspica che le forze dell’opposizione parlamentare, insieme alla stessa maggioranza nelle sue parti più progressiste sinora ostaggio politico della Lega, sappiano intervenire politicamente nei confronti del Ministro e del Governo di cui la Lega è il principale motore affinché si inizi a pensare realmente all’Italia, agli italiani, ai problemi di una società molto più complessa di come la Lega ed i suoi rappresentanti cercano di farla apparire.

Luca Fantò
Segr. reg. PSI del Veneto

Luca Fanto’
Nuovo anno scolastico, nuovo Governo, stessi problemi

Si avvicina il nuovo anno scolastico, abbiamo altri partiti che governano l’italia, i “partiti del cambiamento”, ma ben poco sembra essere cambiato nel mondo della scuola.

A settembre centinaia di Istituti scolastici continueranno a rimanere privi di dirigenti Scolastici e si vedranno assegnare l’ennesima reggenza; migliaia di maestri, dopo anni di insegnamento, si troveranno ancora nella precarietà; la precarietà e la “discontinuità didattica” continueranno ad essere una costante della nostra scuola; gli stipendi dei docenti saranno ancora al di sotto della media europea; il personale scolastico resterà insufficiente, le segreterie degli Istituti continueranno ad essere oberate di lavoro ed i corridoi delle aule rimarranno privi di adeguata vigilanza; le problematiche dell’ alternanza scuola lavoro risulteranno ancora irrisolte; i fondi per ristrutturare gli edifici scolastici continueranno ad essere insufficienti.
In compenso, come è avvenuto per i precedenti governi, le scuole non statali continueranno a godere, in forma indiretta o diretta, di sovvenzioni da parte dello Stato e degli Enti Locali; molti profeti della modernità continueranno a ribadire l’importanza dello sviluppo delle competenze, in particolare quelle informatiche, mentre i contenuti, le conoscenze, nell’illusione di poterne individuare di “irrinunciabili”, verranno sempre più messi in disparte.
A settembre (in realtà alcuni casi già da fine agosto), centinaia di Istituti scolastici riprenderanno il loro lavoro e nulla sarà cambiato, se non il nome del titolare del Ministero.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola

Vicenza, governare in maniera più pacata

migranti skyl PD, LeU e PSI della provincia di Vicenza sollecitano le forze del centrodestra che oggi governano il Veneto e l’Italia a fare maggior attenzione a quanto realmente accade nei territori.
E’ il caso delle presunte richieste fatte pochi giorni fa da alcuni migranti alla Questura di Vicenza. Alcuni organi di stampa si sono affrettati a riportare e mettere in risalto la richiesta di collegamenti Sky e aria condizionata, mettendo in secondo piano la richiesta legittima di una Carta d’identità.

Ecco così che oggi i media riportano le dichiarazioni scandalizzate dei principali esponenti del centrodestra vicentino che parlano di “presunti rifugiati” e di “masse di persone che vengono in Italia a fare le vacanze”.
Poche ore fa la verità riportata da una valida giornalista del Corriere della Sera del Veneto che, correttamente e forse in maniera solitaria, ha contattato la Questura e la Prefettura per chiedere come realmente si fossero svolti i fatti.

In Questura vi è stato un incontro con i rappresentanti dei migranti, ma per parlare di ordine pubblico.
In Prefettura vi è stato un incontro con la cooperativa che gestisce il centro culturale San Paolo, ma si è parlato della richiesta di residenza per i migranti stessi.
Nulla di scandaloso quindi se non forse la continua propensione del centrodestra a trasformare ogni refolo in una tempesta.

PD, LeUe PSI della provincia di Vicenza auspicano che si torni a far politica (e in alcuni casi informazione) in maniera più pacata e costruttiva. Pacatezza e desiderio di costruire più che distruggere, due virtù troppo spesso accantonate da chi fa politica con le parole più che con i fatti.

Luca Fantò
Segretario regionale PSI Veneto

Costituire alternativa credibile al peggior populismo

Oggi, 2 agosto, in apertura dei lavori della Camera dei Deputati, sono state commemorate le vittime della strage fascista di Bologna. In aula, alcuni Deputati hanno espresso i propri dubbi sull’attribuzione al terrorismo nero della strage stessa. È evidente come il fascismo non sia morto. Può aver cambiato i propri connotati, ma il fascismo, autoritario e violento, continua a vivere.

Da anni, dai tempi del ventennio berlusconiano in Italia viene portata avanti una campagna culturale contro le ideologie. Apparentemente una campagna culturale di successo. Chi oggi ha ancora il coraggio di dichiarare che il proprio agire è frutto di una propria organica visione di una società futura?

Così sono state annichilite alcune ideologie, quelle che avevano nella giustizia sociale e nella solidarietà tra uomini i propri valori di riferimento. In realtà però, come dimostra quanto avvenuto oggi in Parlamento, le peggiori ideologie sopravvivono, nascoste nell’ombra dove erano state ricacciate e pronte a riemergere.

Questa è la ragione per cui in Italia, in Europa e nel mondo, le forze progressiste dovrebbero unire i propri sforzi, abbandonando le divisioni, e tornando a costituire un’alternativa credibile al peggior populismo.

Luca Fantò
Segr. reg. PSI del Veneto

Luca Fantò
Scuola, situazione compromessa

Sembrano arrivare buone notizie per il mondo della scuola, 57000 assunzioni di docenti e 9000 ATA, 7 miliardi per l’edilizia scolastica, il via ad un concorso per Dirigenti Scolastici che potrebbe sensibilmente attenuare il problema delle reggenze e un emendamento al cosiddetto “decreto dignità” che dovrebbe permettere ai precari storici di poter continuare ad essere impiegati con contratti annuali.

Purtroppo però, la situazione della scuola pubblica in Italia è talmente compromessa che ciò che l’attuale governo sta facendo o ha promesso di fare, potrebbe rappresentare l’ennesimo bicchier d’acqua usato per svuotare il mare.

Si tratta infatti di provvedimenti necessari, non derogabili che probabilmente qualsiasi governo si sarebbe trovato nella condizione di dover portare avanti.

Ma soprattutto si tratta di provvedimenti in grado di porre rimedi temporanei.

Molti sono i problemi che restano insoluti.

A cominciare dal rischio licenziamento per 7000 diplomati magistrali.

Al permanere della mancanza di titolarità di cattedra per molti neoassunti che avranno il contratto a tempo indeterminato ma ogni tre anni rischieranno il trasferimento.

La chiamata diretta è stata sospesa con un accordo tra MIUR e sindacati, ma solo per un anno. Sarà in grado il governo giallo-verde di rendere tale provvedimento stabile con una legge?

Gli stipendi del personale scolastico restano tra i più bassi d’Europa, così come gli investimenti sulla scuola.

Mentre la scuola pubblica langue, in diverse parti d’Italia sono le private e le paritarie a veder crescere le sovvenzioni da parte di Comuni e Regioni. Parte dei 7 miliardi per l’edilizia, transiterà proprio attraverso queste Istituzioni.

L’alternanza scuola-lavoro è da rivedere per restituire ai licei quel carattere culturale che le scelte aziendalistiche di alcuni precedenti governi hanno ridimensionato.

A proposito di alternanza scuola lavoro, noi socialisti temiamo alcune folcloriche iniziative come quella del “manager per l’alternanza scuola-lavoro” che potrebbe rendere ancora più farraginoso ed inefficiente il funzionamento delle attività scolastiche nella scuola secondaria di II grado.

Insomma, luci ed ombre si sovrappongono sul ministero di viale Trastevere.

Noi socialisti, oggi all’opposizione, restiamo a vigilare, pronti a denunciare errori e false verità ma anche, qualora sia possibile, a portare il nostro contributo costruttivo.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola

L’onda gialloverde è arrivata anche a Vicenza

EVIDENZA-SalviniA Vicenza, alcuni giorni prima della celebrazione delle elezioni comunali del 10 giugno, era emerso dalla stampa locale come alcuni candidati del centrodestra avessero condiviso post inneggianti al nazi-fascismo.

Correttamente, il candidato del centrodestra si era dissociato chiedendo a quei candidati, in caso di elezione, di fare un passo indietro e aveva altresì dichiarato che, in caso di una sua elezione, non avrebbe consentito ambiguità.

Il 10 giugno, al primo turno, grazie alla “desistenza” forzata dei 5stelle impediti dal movimento nazionale a presentare la loro lista, il candidato del centrodestra è stato eletto Sindaco.

Ovviamente, i candidati che avevano condiviso i post nazi-fascisti si sono ben guardati dall’adempiere a quanto richiesto in campagna elettorale dal loro candidato Sindaco e nessuno si è dimesso.

Il Consigliere comunale del PSI Ennio Tosetto, unico eletto della lista civica di centrosinistra “Vinova”, è intervenuto nel corso della prima seduta del Consiglio Comunale (leggi l’intervento integrale) stigmatizzando come la nuova maggioranza non abbia ottemperato a quanto detto in campagna elettorale.

Nel suo intervento, il compagno Ennio Tosetto ha sottolineato la gravità di come il Sindaco del centrodestra, una volta eletto, abbia liquidato l’episodio sostenendo come, secondo quanto riportato sulla stampa locale, il caso sia rientrato perché, a giudizio del Sindaco, “è prevalente la volontà dell’elettorato e perché tutto sommato si tratta di piccole questioni irrilevanti e datate”.

L’onda gialloverde, è arrivata anche Vicenza, col suo carico di ipocrisie e finte verità. Il PSI vicentino è assolutamente preoccupato e promuoverà iniziative comuni con l’intero centrosinistra del territorio.

Luca Fantò
Segretario regionale PSI del Veneto

Luca Fanto’
Il Psi è SINISTRA

“Il centro non esiste più in Italia, ci sono la destra e la sinistra ed il PSI è la sinistra.”
Questa è la conclusione a cui è giunto il Direttivo Regionale del PSI Veneto riunitosi ieri, 27 giugno, a Montegrotto Terme, cittadina governata dal Sindaco Socialista Riccardo Mortandello.

L’Ordine del Giorno recitava: analisi della situazione politica nazionale e proposte per il biennio 2019-2020.
Il dibattito introdotto dal Segretario regionale è stato aperto ed approfondito, diversi i temi trattati.
Il PSI è l’unico partito che ad oggi è ancora in grado di dare al Paese un’idea di futuro.
L’idea di Europa va rimessa in discussione, non come fanno i populisti che governano oggi l’Italia, ma in maniera costruttiva. E’ necessario assumere il fatto che il nord Africa è Europa e che la questione immigrazione è solo una parte della complessa questione europea.

Intanto ci sono i problemi reali dei cittadini, quelli che la Lega e i suoi alleati cercano di porre in secondo piano. Cinque milioni di poveri sono l’eredità di trent’anni di politiche liberaldemocratiche che hanno impoverito gli italiani e sfaldato il tessuto sociale. Oggi si governa con la paura e non si cerca di risolvere tali problemi.

È necessario tornare a battersi per dare ai cittadini parità di diritti, doveri ed opportunità.
È necessario re-distribuire la ricchezza attraverso una fiscalità che permetta a chi più ha di più di contribuire maggiormente al risanamento del debito pubblico ma soprattutto a colmare il divario di possibilità che esiste oggi tra chi ha molto e chi ha troppo poco.

Per il PSI in Veneto è necessario un nuovo progetto.
Un “Progetto Veneto” che partendo dai fondamentali del Socialismo punti ad unire la sinistra sui temi del lavoro e del welfare, dei bisogni dei giovani, dell’assistenza e della sanità, della formazione.
Sostenere i lavoratori, le piccole imprese, gli artigiani e le partite IVA attraverso la sburocratizzazione dello stato, il rispetto del diritto e l’implementazione delle risorse che l’Europa può mette a disposizione. Temi su cui socialisti del Veneto sono aperti al confronto con le forze progressiste del territorio.

C’è molto da fare. Il PSI del Veneto è pronto a fare la sua parte.

Luca Fantò
Segretario regionale PSI del Veneto

Luca Fanto’
Direttivo regionale del Veneto convocato a Montegrotto

Solo agli occhi di chi non vuole vedere sfugge il fatto che sia in atto un percorso culturale involutivo che sta travolgendo il nostro Paese. Un percorso che affonda le sue radici nel ventennio berlusconiano ma le cui responsabilità non possono essere banalmente assegnate a Berlusconi ed ai suoi accoliti.
La responsabilità è anche di chi si è prestato a sostenere quella crociata che identificava nelle ideologie e nella forma partito gli infedeli da sconfiggere.
Noi socialisti quella crociata non l’abbiamo fatta e, in un Paese oggi governato da un Esecutivo apparentemente post-ideologico e incapace di affrontare i problemi reali ma abilissimo a crearne di fittizi, possiamo dire di aver avuto ragione.
Ma aver ragione non basta, è necessario agire.

Il PSI del Veneto ha convocato il proprio Direttivo regionale per mercoledì 27 giugno a Montegrotto Terme, cittadina governata ottimamente da un Sindaco socialista.
L’Ordine del Giorno parla di analisi della situazione politica e proposte per il biennio 2019-2020.

Noi socialisti da soli siamo consapevoli di non poter rappresentare un argine efficace all’involuzione sociale sostenuta dai governi nazionale e regionali. Siamo convinti però che l’unità delle forze politiche e civili che cercano il progresso e non una reazione che sotto l’egida del cambiamento ci riporti al passato, sia l’unico efficace strumento per rendere migliore l’esistenza dei cittadini della nostra regione e del nostro Paese tutto.
Parafrasando Engels, il nostro Paese si trova ad un bivio ed uno dei sentieri ci porterebbe alla regressione della barbarie.
Non è più il tempo dell’autosufficienza, è necessario coordinare le forze, le realtà legate all’associazionismo, ai partiti, ai sindacati. Il PSI veneto auspica che quanto prima si aprano, a livello nazionale e regionale, tavoli di confronto in grado di coordinare azioni comuni ed efficaci.

Luca Fantò
Segretario regionale PSI del Veneto

Luca Fantò
Scuola, il silenzio del governo

Il famigerato contratto gialloverde, nella parte relativa alla scuola, risultava poco sviluppato e generico. Dopo la presentazione di ieri al Senato del governo Conte, purtroppo, come era ovvio aspettarsi, sembra chiaro come l’attuale maggioranza voglia far poco per il mondo dell’istruzione pubblica.
D’altronde avere una scuola capace di sostenere la crescita e l’entrata nella società di giovani in grado di porsi in maniera critica e costruttiva nei confronti di chi governa, non può che essere vista con sospetto da quelle forze politiche che il consenso conquistano con proclami e accuse fini a sè stesse.
Ma non far nulla per la scuola pubblica non vuol dire non voler far nulla per la scuola…privata.
Il sospetto sempre più forte è che questo “stellato” governo leghista, che insiste nel voler negare l’attualità delle ideologie e addirittura il concetto di destra e sinistra, stia per avviare una serie di riforme reazionarie ispirate ideologicamente dai valori della destra più conservatrice, nella scuola e non solo.
Altro che salvaguardare la dignità dei docenti, del personale scolastico, della dignità della scuola pubblica. Stipendi miseri, molto più bassi di quanto in realtà risultino dai contratti. Quanto lavoro è pagato a forfait nelle scuole statali? Una classe docente frantumata da una miriade di contratti diversi. Personale amministrativo e collaboratori scolastici in numero sempre più ridotto. Decine di migliaia di precari. A questa scuola il governo Conte risponde col silenzio.
Il rischio è che non si voglia impedire il processo, purtroppo già avviato, di trasformazione della scuola pubblica in spazio “protetto”, gratuito, dove i figli dei molti cittadini in difficoltà economica possano essere lasciati al sicuro senza dover ricorrere a giovani e costose baby sitter o a sempre più anziani e poveri nonni in pensione.
Una forza conservatrice e reazionaria potrebbe ritenerlo utile e auspicabile, soprattutto se in tali luoghi i giovani futuri cittadini, invece di essere educati, venissero addestrati ad eseguire semplici compiti eseguiti i quali poter tornare a rituffarsi nel mondo virtuale che il proprio smartphone gli offre.

La famigerata legge 107, criticata ferocemente da “5stelle” e Lega, oggi è ignorata.
Noi socialisti, senza proclami, in fase di elaborazione di tale legge, avevamo contribuito a limitarne i danni di una legge che altrimenti avrebbe assunto caratteri autoritari. Senza proclami ma in maniera certamente più efficace di chi per acquisire consenso ha contestato per anni ed ora, “arrivato al potere”, tace.

Non è del silenzio che la scuola pubblica ha bisogno.

La scuola pubblica ha bisogno che in Italia rinasca una forza politica riformista, progressista, in grado di far tornare ad essere le nostre scuole pubbliche luoghi di crescita culturale e civile.
Per questo noi socialisti abbiamo il dovere di farci soggetti promotori di una nuova sinistra riformista, unitaria e ispirata ai valori del socialismo. Un soggetto in grado di far tornare ad essere la scuola pubblica, la fucina di un Paese migliore.

Luca Fantò
Referente scuola PSI