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Luca Fanto

L’onda gialloverde è arrivata anche a Vicenza

EVIDENZA-SalviniA Vicenza, alcuni giorni prima della celebrazione delle elezioni comunali del 10 giugno, era emerso dalla stampa locale come alcuni candidati del centrodestra avessero condiviso post inneggianti al nazi-fascismo.

Correttamente, il candidato del centrodestra si era dissociato chiedendo a quei candidati, in caso di elezione, di fare un passo indietro e aveva altresì dichiarato che, in caso di una sua elezione, non avrebbe consentito ambiguità.

Il 10 giugno, al primo turno, grazie alla “desistenza” forzata dei 5stelle impediti dal movimento nazionale a presentare la loro lista, il candidato del centrodestra è stato eletto Sindaco.

Ovviamente, i candidati che avevano condiviso i post nazi-fascisti si sono ben guardati dall’adempiere a quanto richiesto in campagna elettorale dal loro candidato Sindaco e nessuno si è dimesso.

Il Consigliere comunale del PSI Ennio Tosetto, unico eletto della lista civica di centrosinistra “Vinova”, è intervenuto nel corso della prima seduta del Consiglio Comunale (leggi l’intervento integrale) stigmatizzando come la nuova maggioranza non abbia ottemperato a quanto detto in campagna elettorale.

Nel suo intervento, il compagno Ennio Tosetto ha sottolineato la gravità di come il Sindaco del centrodestra, una volta eletto, abbia liquidato l’episodio sostenendo come, secondo quanto riportato sulla stampa locale, il caso sia rientrato perché, a giudizio del Sindaco, “è prevalente la volontà dell’elettorato e perché tutto sommato si tratta di piccole questioni irrilevanti e datate”.

L’onda gialloverde, è arrivata anche Vicenza, col suo carico di ipocrisie e finte verità. Il PSI vicentino è assolutamente preoccupato e promuoverà iniziative comuni con l’intero centrosinistra del territorio.

Luca Fantò
Segretario regionale PSI del Veneto

Luca Fanto’
Il Psi è SINISTRA

“Il centro non esiste più in Italia, ci sono la destra e la sinistra ed il PSI è la sinistra.”
Questa è la conclusione a cui è giunto il Direttivo Regionale del PSI Veneto riunitosi ieri, 27 giugno, a Montegrotto Terme, cittadina governata dal Sindaco Socialista Riccardo Mortandello.

L’Ordine del Giorno recitava: analisi della situazione politica nazionale e proposte per il biennio 2019-2020.
Il dibattito introdotto dal Segretario regionale è stato aperto ed approfondito, diversi i temi trattati.
Il PSI è l’unico partito che ad oggi è ancora in grado di dare al Paese un’idea di futuro.
L’idea di Europa va rimessa in discussione, non come fanno i populisti che governano oggi l’Italia, ma in maniera costruttiva. E’ necessario assumere il fatto che il nord Africa è Europa e che la questione immigrazione è solo una parte della complessa questione europea.

Intanto ci sono i problemi reali dei cittadini, quelli che la Lega e i suoi alleati cercano di porre in secondo piano. Cinque milioni di poveri sono l’eredità di trent’anni di politiche liberaldemocratiche che hanno impoverito gli italiani e sfaldato il tessuto sociale. Oggi si governa con la paura e non si cerca di risolvere tali problemi.

È necessario tornare a battersi per dare ai cittadini parità di diritti, doveri ed opportunità.
È necessario re-distribuire la ricchezza attraverso una fiscalità che permetta a chi più ha di più di contribuire maggiormente al risanamento del debito pubblico ma soprattutto a colmare il divario di possibilità che esiste oggi tra chi ha molto e chi ha troppo poco.

Per il PSI in Veneto è necessario un nuovo progetto.
Un “Progetto Veneto” che partendo dai fondamentali del Socialismo punti ad unire la sinistra sui temi del lavoro e del welfare, dei bisogni dei giovani, dell’assistenza e della sanità, della formazione.
Sostenere i lavoratori, le piccole imprese, gli artigiani e le partite IVA attraverso la sburocratizzazione dello stato, il rispetto del diritto e l’implementazione delle risorse che l’Europa può mette a disposizione. Temi su cui socialisti del Veneto sono aperti al confronto con le forze progressiste del territorio.

C’è molto da fare. Il PSI del Veneto è pronto a fare la sua parte.

Luca Fantò
Segretario regionale PSI del Veneto

Luca Fanto’
Direttivo regionale del Veneto convocato a Montegrotto

Solo agli occhi di chi non vuole vedere sfugge il fatto che sia in atto un percorso culturale involutivo che sta travolgendo il nostro Paese. Un percorso che affonda le sue radici nel ventennio berlusconiano ma le cui responsabilità non possono essere banalmente assegnate a Berlusconi ed ai suoi accoliti.
La responsabilità è anche di chi si è prestato a sostenere quella crociata che identificava nelle ideologie e nella forma partito gli infedeli da sconfiggere.
Noi socialisti quella crociata non l’abbiamo fatta e, in un Paese oggi governato da un Esecutivo apparentemente post-ideologico e incapace di affrontare i problemi reali ma abilissimo a crearne di fittizi, possiamo dire di aver avuto ragione.
Ma aver ragione non basta, è necessario agire.

Il PSI del Veneto ha convocato il proprio Direttivo regionale per mercoledì 27 giugno a Montegrotto Terme, cittadina governata ottimamente da un Sindaco socialista.
L’Ordine del Giorno parla di analisi della situazione politica e proposte per il biennio 2019-2020.

Noi socialisti da soli siamo consapevoli di non poter rappresentare un argine efficace all’involuzione sociale sostenuta dai governi nazionale e regionali. Siamo convinti però che l’unità delle forze politiche e civili che cercano il progresso e non una reazione che sotto l’egida del cambiamento ci riporti al passato, sia l’unico efficace strumento per rendere migliore l’esistenza dei cittadini della nostra regione e del nostro Paese tutto.
Parafrasando Engels, il nostro Paese si trova ad un bivio ed uno dei sentieri ci porterebbe alla regressione della barbarie.
Non è più il tempo dell’autosufficienza, è necessario coordinare le forze, le realtà legate all’associazionismo, ai partiti, ai sindacati. Il PSI veneto auspica che quanto prima si aprano, a livello nazionale e regionale, tavoli di confronto in grado di coordinare azioni comuni ed efficaci.

Luca Fantò
Segretario regionale PSI del Veneto

Luca Fantò
Scuola, il silenzio del governo

Il famigerato contratto gialloverde, nella parte relativa alla scuola, risultava poco sviluppato e generico. Dopo la presentazione di ieri al Senato del governo Conte, purtroppo, come era ovvio aspettarsi, sembra chiaro come l’attuale maggioranza voglia far poco per il mondo dell’istruzione pubblica.
D’altronde avere una scuola capace di sostenere la crescita e l’entrata nella società di giovani in grado di porsi in maniera critica e costruttiva nei confronti di chi governa, non può che essere vista con sospetto da quelle forze politiche che il consenso conquistano con proclami e accuse fini a sè stesse.
Ma non far nulla per la scuola pubblica non vuol dire non voler far nulla per la scuola…privata.
Il sospetto sempre più forte è che questo “stellato” governo leghista, che insiste nel voler negare l’attualità delle ideologie e addirittura il concetto di destra e sinistra, stia per avviare una serie di riforme reazionarie ispirate ideologicamente dai valori della destra più conservatrice, nella scuola e non solo.
Altro che salvaguardare la dignità dei docenti, del personale scolastico, della dignità della scuola pubblica. Stipendi miseri, molto più bassi di quanto in realtà risultino dai contratti. Quanto lavoro è pagato a forfait nelle scuole statali? Una classe docente frantumata da una miriade di contratti diversi. Personale amministrativo e collaboratori scolastici in numero sempre più ridotto. Decine di migliaia di precari. A questa scuola il governo Conte risponde col silenzio.
Il rischio è che non si voglia impedire il processo, purtroppo già avviato, di trasformazione della scuola pubblica in spazio “protetto”, gratuito, dove i figli dei molti cittadini in difficoltà economica possano essere lasciati al sicuro senza dover ricorrere a giovani e costose baby sitter o a sempre più anziani e poveri nonni in pensione.
Una forza conservatrice e reazionaria potrebbe ritenerlo utile e auspicabile, soprattutto se in tali luoghi i giovani futuri cittadini, invece di essere educati, venissero addestrati ad eseguire semplici compiti eseguiti i quali poter tornare a rituffarsi nel mondo virtuale che il proprio smartphone gli offre.

La famigerata legge 107, criticata ferocemente da “5stelle” e Lega, oggi è ignorata.
Noi socialisti, senza proclami, in fase di elaborazione di tale legge, avevamo contribuito a limitarne i danni di una legge che altrimenti avrebbe assunto caratteri autoritari. Senza proclami ma in maniera certamente più efficace di chi per acquisire consenso ha contestato per anni ed ora, “arrivato al potere”, tace.

Non è del silenzio che la scuola pubblica ha bisogno.

La scuola pubblica ha bisogno che in Italia rinasca una forza politica riformista, progressista, in grado di far tornare ad essere le nostre scuole pubbliche luoghi di crescita culturale e civile.
Per questo noi socialisti abbiamo il dovere di farci soggetti promotori di una nuova sinistra riformista, unitaria e ispirata ai valori del socialismo. Un soggetto in grado di far tornare ad essere la scuola pubblica, la fucina di un Paese migliore.

Luca Fantò
Referente scuola PSI

Luca Fanto
Torniamo a credere nel Socialismo

Egregia redazioni, cari compagni,
a quasi tre mesi dal voto, ci troviamo davanti ad una devastante crisi istituzionale.
Il fatto che la sinistra riformista sia messa “a latere” di quanto sta accadendo, da una parte ne dimostra le potenzialità inespresse ma dall’altra ne sottolinea l’incapacità di incidere.

E’ più che mai evidente che i populismi e le destre, anche quando in grado di contare sul consenso della maggioranza degli elettori, non sono in grado di proporre soluzioni ragionevoli.

E’ altrettanto evidente come in Italia sia necessaria la presenza forte di una sinistra riformista e quindi, per ciò che ci riguarda, sia necessaria la battaglia per il Socialismo.
Per avviare realmente un processo che permetta alla sinistra riformista di ricostituire le proprie forze, per tornare ad essere incisiva, è necessario riconquistare la fiducia di tutti coloro che tale fiducia, votando lega e 5Stelle, hanno dimostrato non avere più.
Credo quindi sia doveroso individuare le ragioni di tale sfiducia che corrispondono agli errori commessi dalla sinistra riformista e poi, individuati gli errori commessi, identificare le strategie in grado di ovviare agli errori fatti.

Non è possibile e utile assegnare al fato, alla debolezza mediatica o alla crisi economica, la nostra (dell’intera area politica) disfatta politica.
A mio parere abbiamo perso le elezioni e ciò che più conta, la fiducia degli italiani, perché non abbiamo saputo rappresentare le aspirazioni ed i bisogni della maggioranza dei cittadini.

Certo, i diversi governi che in Italia hanno visto la sinistra liberaldemocratica governare cose valide ne hanno fatte, ma non le cose necessarie in quel momento.
Mettere mano alle pensioni era giusto, ma non creando il fenomeno degli esodati nè prefigurando ai cittadini l’obbligo di lavorare anche in età avanzata o prospettando una vecchiaia di miseria.

Mettere mano al mondo del lavoro era giusto, ma non imbastendo una battaglia di bandiera contro uno dei capisaldi (oltretutto simbolo delle battaglie socialiste osteggiate dai comunisti) che era ed è l’art.18.
Rinnovare l’istituzione scolastica era necessario, ma non cercando di istituire un sistema autoritario e acuendo le diversità di trattamento tra il personale.
In un periodo di crisi economica feroce, in cui era facile per le forze del peggior populismo soffiare sul fuoco dell’antipolitica, la sinistra liberaldemocratica, ben incarnata da Renzi, ha giocato le sue carte risollevando il sistema Paese ma non assolvendo alle sue responsabilità nei confronti del popolo che, nonostante la fine della crisi economica, si è sentito abbandonato.

E’ mancata alla politica dei governi di “centrosinistra” la cura dell’aspetto sociale che è patrimonio più della cultura socialista democratica che di quella liberaldemocratica.

Equità e solidarietà sociale, valori imprescindibili che animano noi socialisti, equa distribuzione della ricchezza e pari opportunità per i tutti i cittadini, sono totalmente mancati nell’azione dei governi a guida PD e ancor più in quelli a guida “tecnica”. Sono mancati per scarsa fiducia nelle possibilità di attualizzare il socialismo.
Ci hanno detto che le ideologie non esistevano più e che il socialismo democratico aveva fallito… e noi ci abbiamo creduto, la sinistra riformista lo ha creduto.
Noi stessi socialisti siamo caduti in quella trappola culturale che ci ha fatto dubitare della possibile esistenza di un “Socialismo del terzo millennio”.

Poiché anche in politica il vuoto non esiste, lo spazio che a sinistra si è liberato è stato occupato dai 5 stelle e dalla Lega. Spetta adesso a noi riconquistare tale spazio, proponendo con convinzione il socialismo del terzo millennio.
Nuove proposte, nuovi programmi, rinnovamento.
Anche in vista delle prossime elezioni, spetta a noi socialisti rilanciare la difesa dei lavoratori, la difesa dei futuri pensionati, la difesa delle aspettative dei giovani, la difesa dello Stato come Istituzione in grado di garantire ai cittadini la salute, l’istruzione, di combattere il precariato proponendo il lavoro come strumento in grado di garantire un’esistenza dignitosa e non la mera sopravvivenza. In Italia tutto ciò non può essere senza una sinistra unita e consapevole.
Tutto ciò non può essere senza un impegno convinto a favore della difesa della nostra Costituzione.

Tutto ciò non può essere senza un impegno convinto a favore del rafforzamento delle istituzioni europee. Gli Stati nazionali non sono più in grado di offrire un’adeguata protezione sociale ai loro cittadini, protezione che dovrà essere il risultato dell’azione di Istituzioni più forti ed efficaci.
Deve riprendere vigore la battaglia per il rafforzamento delle Istituzioni europee, noi socialisti dovremmo farne uno dei cardini del nostro programma. Non è un caso che tale rafforzamento sia impedito da chi oggi, anche in Italia, si dimostra indulgente con l’arroganza russa e statunitense.
Ecco perché è giunto il momento di archiviare la domanda se sia ancora utile o meno il socialismo, la giustizia e la solidarietà sociali, ed è giunto il momento di realizzare il socialismo del III millennio, un socialismo europeo ed internazionale.

Luca Fantò
Segretario regionale del PSI veneto

Luca Fantò
Ai gazebo socialisti: le idee esistono ancora!

La politica è certamente sintesi, sintesi di necessità e bisogni. Una sintesi che qualcuno, superficialmente o in cattiva fede, può confondere con compromesso o peggio baratto. Ma la politica è soprattutto confronto di idee della realtà e immagini di un futuro possibile, ideologia.
I nostri giovani lo sanno.
Lo sanno le due ragazze di un liceo vicentino che si sono avvicinate al gazebo del PSI la due settimane fa e guardando la bandiera socialista ci hanno spiegato di aver studiato da poco il socialismo e che si tratta di un’idea potente; lo sa il ragazzo di Brindisi che sabato scorso si è avvicinato per dirci come stia preparando una tesi su Giacomo Matteotti, lo sa la ragazza del veronese o dei ragazzi vicentini che sempre sabato hanno condiviso con noi la loro vicinanza alle idee del socialismo, trasmesse loro dai genitori, dai nonni.
Molti oggi dichiarano che le ideologie sono finite, che non esiste più contrapposizione tra destra e sinistra, cioè tra conservazione e progresso, che la politica è compromesso o baratto. Dichiarazioni che appartengono a chi cerca di ingannare i cittadini e spacciare la propria ideologia come stato delle cose ineluttabile o chi si nasconde, sfruttando la meritoria e lunga tradizione delle liste locali, dietro il logo di liste civiche che, al contrario della lista “Vinova”, soggetto che lavora da almeno un paio d’anni per sviluppare idee innovative, sono state create a ridosso delle elezioni.
Noi socialisti del PSI sosteniamo il candidato dei partiti e delle realtà politiche locali del centrosinistra, Otello Dalla Rosa, e sosteniamo il nostro candidato al Consiglio comunale, Ennio Tosetto.
Noi socialisti, il PSI del vicentino tutto, sappiamo bene cos’è la politica e crediamo che le idee servano a delineare un futuro possibile e migliore. Per questo ci battiamo. Non con la forza dell’insulto, non con la volontà di imporre idee e visioni della realtà, ma proponendo ai cittadini, con i nostri mezzi, le nostre idee, nel confronto civile e nella certezza che sia dalla sintesi delle idee e non dal baratto o dal compromesso, si costruisca un mondo migliore.

LE PROPOSTE DEL PSI PER L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

  • controllo pubblico di AIM, anche ricercando nuove alleanze industriali a partire dalle aziende pubbliche locali e contigue territorialmente
    circoscrizioni come centri di attivazione di luoghi di incontro tra amministrazione e cittadinanza, come forma di democrazia diretta
  • politiche attive per sostenere la possibilità di costituire centri con medici e infermieri di quartiere
    illuminazione pubblica, ampliamento e raccordo della rete di ciclovie del territorio comunale, intercomunale
    potenziamento del fondo a sostegno delle famiglie della scuola del I ciclo prevedendo ulteriori agevolazioni per le spese mensa
    verifica e potenziamento dell’organico dei nidi e delle scuole d’infanzia comunali
    sostegno pratico a famiglie con disabili e a persone con limitate autonomia
  • spazi comunali a condizioni a società di giovani o disoccupati per lo sviluppo di attività con promozione di iniziative ad elevato contenuto tecnologico e del recupero di vecchi mestieri
    incentivi all’edilizia di riqualificazione e riuso, con precedenza rispetto a nuove edificazioni, in sinergia con l’obiettivo di riduzione degli immobili non utilizzati e del conseguente degrado
    progetto casa sulla base dell’anagrafe degli edifici e delle abitazioni di proprietà pubblica
    potenziamento del sistema dei mediatori culturali
    Comune di Vicenza parte civile nel processo contro i vertici BPVi

“Il socialismo è portare avanti tutti quelli che sono nati indietro.” (P. Nenni)
“Il socialismo non si decreta dall’alto, ma si costruisce tutti i giorni dal basso, nelle coscienze, nei sindacati, nella cultura.” (C. Rosselli)

I socialisti…? Ci siamo ancora, vieni con noi!

Luca Fantò
Segretario regionale PSI del Veneto

Luca Fantò
Vigilare su quanto sta accadendo a Venezia

Il PSI del Veneto denuncia quanto sta accadendo in questi giorni a Venezia dove il Consiglio regionale sta approvando una legge elettorale costruita per dare la maggioranza ad una minoranza.
Si sta infatti votando una legge che non solo permette ai Consiglieri regionali di ricoprire anche incarichi nei Consigli comunali, non solo permette le pluricandidature nei collegi provinciali, non solo abolisce i limiti di mandato di Consigliere regionale, ma assegna alla forza politica che alle elezioni dovesse raggiungere la maggioranza elettorale del 40% dei voti, la maggioranza assoluta di seggi.
In nome della governabilità si pone così in dubbio il principio democratico che assegna alla maggioranza dei cittadini la facoltà di decidere chi possa governare.
Il PSI del Veneto esprime quindi la propria preoccupazione, soprattutto alla vigilia della formazione di un governo nazionale di stampo populista che potrebbe prendere ad esempio quanto di peggio sta oggi accadendo nei “palazzi veneziani”.
Il PSI del Veneto chiede quindi ai suoi parlamentari ed ai parlamentari dell’intera sinistra riformista di vigilare su quanto sta accadendo.

Luca Fantò

Segretario regionale PSI del Veneto

Luca Fanto’
Pd, LeU e Psi contro la commemorazione di Mussolini

I partiti del centrosinistra vicentino esprimono il proprio sdegno per l’ennesima provocazione politica pubblicata oggi su “Il giornale di Vicenza”, nella pagina dei necrologi.
Una sedicente associazione “Continuità ideale” commemora infatti la scomparsa dell’uomo che sottomise l’Italia ad una tragica dittatura, le diede le leggi “razziali” e la trascinò nella seconda guerra mondiale.
Tale pubblicazione, nella sua apparente banalità, dimostra come ancora oggi una pseudoideologia basata sulla violenza e sulla sopraffazione, in grado di piegare un popolo agli interessi di pochi, covi sotto le ceneri dell’ignoranza, pronta a nuocere nuovamente alla nostra società.
Noi donne e uomini del centrosinistra vigileremo e cercheremo sempre di contrastare il riaffacciarsi di tali volgari rigurgiti fascisti.

Chiara Lusietto Segretario provinciale del PD vicentino
Nicolò Della Lucilla “Liberi e Uguali Vicenza”
Luca Fantò Segretario regionale PSI del Veneto

Luca Fantò
Il socialismo del III° millennio

La disfatta elettorale pone ancora una volta, ma con più forza, la domanda sulla necessità in Italia di un partito socialista. Domanda ci rimanda all’opportunità o meno di continuare la battaglia per il Socialismo, per i suoi valori, i suoi obiettivi.

Equità e solidarietà sociale, valori imprescindibili che animano noi socialisti, equa distribuzione della ricchezza e pari opportunità per i tutti i cittadini, gli obiettivi comuni. Impossibile quindi confondere questi obiettivi con quelli del neoliberismo (riducibile essenzialmente all’efficienza del mercato come autoregolatore sociale). Impossibile che il neoliberismo non resti il nostro principale antagonista. Neoliberismo che è innegabilmente alla base della crisi economica appena superata, neoliberismo che per distrarre l’attenzione dalle sue responsabilità e rendere più efficace il suo dominio sulla società è riuscito a far perdere ai cittadini la consapevolezza della propria reale condizione. Noi stessi socialisti, siamo caduta in quella trappola culturale che ci ha fatto dubitare della possibile esistenza di un Socialismo del terzo millennio.

Non è un caso quindi che quelle che i lavoratori, i precari, i disoccupati non cerchino nei partiti che dovrebbero essere i loro naturali riferimenti politici, i partiti che si richiamano al Socialismo, una sponda elettorale. Bernstein diceva che “il socialismo è una possibilità, non una necessità”. Spetta a noi proporre una possibilità in grado di essere accettata e condivisa da coloro che intendiamo sostenere.

Spetta innanzitutto a noi socialisti tornare a credere che il Socialismo sia anche per il terzo millennio la strada da percorrere per rendere migliore, giusta ed equa, la società. E’ evidente come, pur avendo sostenuto per anni l’onere del governo, PSI e PD non abbiano saputo, proporre agli italiani, nonostante l’indubbio sforzo fatto a sostegno dei diritti civili, un progetto all’altezza della storia e dei propri valori e come i cittadini abbiano preferito sostenere le proposte di altri, ritenuti più credibili, più affidabili, più efficaci.

Nuove proposte, nuovi programmi, rinnovamento (non rivoluzione) dell’organizzazione, sono quindi vitali per far sì che le nostre proposte siano non solo coerenti con i nostri valori, la nostra ideologia, ma anche condivisibili dai cittadini che pretendiamo di sostenere e quindi rappresentare.

Pensare ad un Congresso è naturale e giusto, ma il percorso verso il Congresso nazionale e non solo, deve essere caratterizzato dalla consapevolezza dell’importanza del momento storico che ci troviamo a vivere. Un Congresso che si svolga non sull’onda emotiva della disfatta elettorale, ma come atto finale di un processo di cambiamento politico, culturale ed organizzativo.

A Bologna e a Napoli si è preso atto della sconfitta netta del partito alle recenti elezioni politiche. Ma da Bologna e Napoli viene posta ai compagni una serie di domande: se il compito del PSI sia esaurito. Se sia utile e necessario riorganizzare il partito ed è stata fatta una proposta che a livello territoriale di fatto fotografa l’attuale situazione del PSI in Veneto. Un Coordinamento regionale delle attività e maggior responsabilizzazione ed autonomia degli organismi provinciali (di fatto in Veneto è già questa la struttura organizzativa). Una struttura che veda le province in grado di agire autonomamente e la Segreteria regionale svolgere compiti di coordinamento territoriale, prevedendo a livello regionale incarichi di lavoro su specifici argomenti ed una consulta degli amministratori coinvolta nelle decisioni. Sui territori la possibilità di creare di club sul modello “labour party”. E ancora, la proposta di rafforzare le possibilità dei territori lasciando al Consiglio Nazionale un compito consultivo e dando alla Direzione Nazionale, formata dai rappresentanti regionali, potere propositivo e di indirizzo politico.

Il Segretario nazionale a Bologna, ha sottolineato come, nonostante sia stato più volte paventato da molti compagni, il PSI resti una forza autonoma dal PD come da qualunque altro partito. Ma la battaglia per l’autonomia del partito, più che decennale, ci ponga ora la questione se sia ancora opportuno, utile e fattibile pensare, in questo momento storico, pensare di continuare ad affrontare i principali appuntamenti elettorali in solitudine o con liste fittizie.

Dopo le amministrative, in cui nei Comuni superiori a 15000 abitanti presenteremo il simbolo dove possibile o cercheremo di eleggere il maggior numero di amministratori in liste civiche, la possibilità emersa a Bologna e a Napoli è che si impegni l’intero partito per sostenere, agevolare e rendere possibile la creazione di qualcosa di nuovo, una formazione politica che unisca l’intero centrosinistra, anche permettendo a ciascun componente di mantenere la propria autonomia.

Culturalmente è necessario accettare come ineluttabile l’esistenza del mercato ma è altrettanto necessario assumersi il compito di far sì che lo Stato si presenti di nuovo ai cittadini come Ente regolatore. Predisporre programmi, porsi al fianco di chi nella società ha difficoltà a vedere rappresentati i propri diritti. E’ necessario riuscire a d avere il sostegno della cittadinanza.

Posto che l’economia di mercato è un dato di fatto che non può essere messa in discussione, come socialisti è necessario assumere il fatto che oggi la salvaguardia dei molti cittadini senza privilegi è legata in maniera indissolubile alla salvaguardia dell’ambiente (i compagni verdi hanno avuto il merito di sollevare per primi il problema), alla difesa dei diritti dei lavoratori (sempre più a disagio), alla corretta gestione dei migranti, all’abbattimento della precarietà e della disoccupazione, alla redistribuzione della ricchezza in Italia, in Europa e nel mondo.

Tutto ciò che ho scritto non può che inserirsi in un sistema globale che veda l’Unione Europea rafforzata, unita ed in grado di porsi come antagonista delle superpotenze statunitense e cinese.

La richiesta fatta dal PSI di un Congresso straordinario del PSE diventa fondamentale per avviare un processo di rinnovamento, rinnovamento che deve essere esteso anche all’Internazionale socialista.

Ogni battaglia per la protezione ambientale, come dimostrano le scellerate decisioni della nuova presidenza statunitense, è inefficace se non come frutto di un processo globale. La difesa dei lavoratori e delle piccole imprese, come dimostrano le scelte scellerate degli imprenditori che “delocalizzano” e degli Stati che permettono lo sfruttamento dei loro lavoratori, è impossibile.

Gli Stati nazionali non sono più in grado di offrire un’adeguata protezione sociale ai loro cittadini, protezione che per essere dovrà essere il risultato dell’azione di Istituzioni più forti ed efficaci.

Deve riprendere vigore la battaglia per il rafforzamento delle Istituzioni europee, noi socialisti dovremmo farne uno dei cardini del nostro programma. Non è un caso che tale rafforzamento sia impedita da chi oggi, anche in Italia, si dimostra indulgente con l’arroganza russa e statunitense.

Ecco perché è giunto il momento di archiviare la domande se sia ancora utile o meno il socialismo, la giustizia e la solidarietà sociali ed è giunto il momento di realizzare il socialismo del III millennio.

Luca Fantò

Luca Fantò:
Proposte al candidato Dalla Rosa

Caro compagno, dieci anni di centrosinistra a Vicenza, hanno oggettivamente cambiato il volto della nostra città. Molto è stato fatto e, come si usa dire non senza ragione, molto è da fare.

Il PSI vicentino ha sostenuto lealmente ed in maniera efficace i governi di centrosinistra. Il partito ha sempre sostenuto Variati, ed ha collaborato con la Giunta ed il Consiglio con uno dei suoi migliori uomini, Ennio Tosetto.

Oggi il PSI, attraverso la lista “Insieme” è pronto a proseguire questa collaborazione con il candidato che il centrosinistra, attraverso primarie un po’ caotiche ma certamente partecipate, ha individuato.

La nostra collaborazione, la collaborazione della lista “Insieme”, qualora tu volessi avvalertene, inizia dalle seguenti proposte programmatiche (in rosso le proposte qualificanti della nostra presenza) che si ispirano a quel Socialismo municipale che altrove, in altri Paesi, si è dimostrato efficace a rendere migliore la vita dei cittadini:

  • impegno formale al mantenimento del controllo pubblico di AIM, anche ricercando nuove alleanze industriali a partire dalle aziende pubbliche locali e contigue territorialmente;
  • ripristino o sostituzione delle circoscrizioni come centri di attivazione di luoghi di incontro tra amministrazione e cittadinanza, come forma di democrazia diretta, oltre che di informazione e formazione dei giovani italiani e degli stranieri;
  • promozione di iniziative culturali remunerative, comprese le mostre in Basilica, affidandone la gestione con contratti che prevedano una congrua percentuale sugli incassi a favore dell’Amministrazione per la promozione di attività svolte da gruppi culturali e artistici locali;
  • costituzione come parte civile del Comune di Vicenza nel processo contro i vertici BPVi anche per dare un segno tangibile di autonomia e di sostegno ai cittadini e alle imprese interessate;
  • realizzazione di un progetto casa (giovani coppie, anziani, famiglie in difficoltà, disagio,…) sulla base dell’anagrafe degli edifici e delle abitazioni di proprietà pubblica (comunale, provinciale, regionale e di enti pubblici), per valutare l’utilizzo attuale, il possibile uso pubblico e/o privato, da prevedere prima che si pensi a nuove costruzioni;
  • politiche attive per sostenere la possibilità di costituire centri con medici e infermieri di quartiere;
  • privilegiare l’utilizzo della bicicletta intervenendo sull’illuminazione pubblica, ampliando e raccordando la rete di ciclovie del territorio comunale, intercomunale e regionale;
  • verifica e potenziamento dell’organico dei nidi e delle scuole d’infanzia comunali;
  • monitoraggio ed eventuale interruzione della iscrizione di aziende pubbliche locali ad associazioni di categoria (Confindustria, ecc.) che controllino o partecipino con quote le società editrici di media locali e di conseguenza possano condizionare l’informazione;
  • concessione/convenzione di spazi comunali a condizioni di particolare favore a società di giovani o di lavoratori disoccupati per lo sviluppo di attività con promozione di iniziative ad elevato contenuto tecnologico e del recupero di vecchi mestieri (riparatori, sarti, idraulici, fabbri, falegnami…), anche affidando lo sviluppo all’università e ai centri di formazione locali in connessione con sindacati e associazioni di categoria;
  • promozione di incentivi all’edilizia di riqualificazione e riuso, con precedenza rispetto a nuove edificazioni, in sinergia con l’obiettivo di riduzione degli immobili non utilizzati e del conseguente degrado;
  • potenziare gli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza degli Istituti scolastici, anche implementando le connessioni alla rete di teleriscaldamento di Aim;
  • impegno a definire il piano della nuova Biblioteca Bertoliana sulla base di progetti partecipati di utilizzo e di gestione più ampia e moderna da parte dei cittadini;
  • istituzione di una commissione di studio allargata alla cittadinanza che valuti l’impatto complessivo del progetto Tav Tac;
  • potenziare il sistema dei mediatori culturali;
  • potenziare il fondo a sostegno delle famiglie della scuola del I ciclo prevedendo ulteriori agevolazioni per le spese mensa (prevedendo anche la possibile esenzione totale);
  • promozione di progetti di sostegno pratico e sociale a famiglie con disabili, a persone con limitate autonomie, per l’inserimento di stranieri; anche con anziani attivi con funzioni di tutor nei percorsi formativi,
  • valorizzazione e tutela del patrimonio immobiliare della città, degli spazi pubblici e del paesaggio;
  • diffusione delle buone pratiche per l’ambiente e la tutela della salute pubblica: riduzione delle spese per l’illuminazione pubblica, lotta allo smog, al traffico, all’inquinamento, sostituzione negli edifici di proprietà comunale degli impianti di riscaldamento a gasolio con impianti a minori emissioni inquinanti, valorizzazione delle aree verdi e della biodiversità, dei fiumi e di tutte le azioni rivolte alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente;
  • reclutare volontari della protezione civile con bando pubblico.

In attesa di un tuo cortese e sollecito riscontro, invio fraterni saluti

Luca Fantò

Segretario provinciale PSI Vicenza