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Luca Fanto

Luca Fantò
Il socialismo del III° millennio

La disfatta elettorale pone ancora una volta, ma con più forza, la domanda sulla necessità in Italia di un partito socialista. Domanda ci rimanda all’opportunità o meno di continuare la battaglia per il Socialismo, per i suoi valori, i suoi obiettivi.

Equità e solidarietà sociale, valori imprescindibili che animano noi socialisti, equa distribuzione della ricchezza e pari opportunità per i tutti i cittadini, gli obiettivi comuni. Impossibile quindi confondere questi obiettivi con quelli del neoliberismo (riducibile essenzialmente all’efficienza del mercato come autoregolatore sociale). Impossibile che il neoliberismo non resti il nostro principale antagonista. Neoliberismo che è innegabilmente alla base della crisi economica appena superata, neoliberismo che per distrarre l’attenzione dalle sue responsabilità e rendere più efficace il suo dominio sulla società è riuscito a far perdere ai cittadini la consapevolezza della propria reale condizione. Noi stessi socialisti, siamo caduta in quella trappola culturale che ci ha fatto dubitare della possibile esistenza di un Socialismo del terzo millennio.

Non è un caso quindi che quelle che i lavoratori, i precari, i disoccupati non cerchino nei partiti che dovrebbero essere i loro naturali riferimenti politici, i partiti che si richiamano al Socialismo, una sponda elettorale. Bernstein diceva che “il socialismo è una possibilità, non una necessità”. Spetta a noi proporre una possibilità in grado di essere accettata e condivisa da coloro che intendiamo sostenere.

Spetta innanzitutto a noi socialisti tornare a credere che il Socialismo sia anche per il terzo millennio la strada da percorrere per rendere migliore, giusta ed equa, la società. E’ evidente come, pur avendo sostenuto per anni l’onere del governo, PSI e PD non abbiano saputo, proporre agli italiani, nonostante l’indubbio sforzo fatto a sostegno dei diritti civili, un progetto all’altezza della storia e dei propri valori e come i cittadini abbiano preferito sostenere le proposte di altri, ritenuti più credibili, più affidabili, più efficaci.

Nuove proposte, nuovi programmi, rinnovamento (non rivoluzione) dell’organizzazione, sono quindi vitali per far sì che le nostre proposte siano non solo coerenti con i nostri valori, la nostra ideologia, ma anche condivisibili dai cittadini che pretendiamo di sostenere e quindi rappresentare.

Pensare ad un Congresso è naturale e giusto, ma il percorso verso il Congresso nazionale e non solo, deve essere caratterizzato dalla consapevolezza dell’importanza del momento storico che ci troviamo a vivere. Un Congresso che si svolga non sull’onda emotiva della disfatta elettorale, ma come atto finale di un processo di cambiamento politico, culturale ed organizzativo.

A Bologna e a Napoli si è preso atto della sconfitta netta del partito alle recenti elezioni politiche. Ma da Bologna e Napoli viene posta ai compagni una serie di domande: se il compito del PSI sia esaurito. Se sia utile e necessario riorganizzare il partito ed è stata fatta una proposta che a livello territoriale di fatto fotografa l’attuale situazione del PSI in Veneto. Un Coordinamento regionale delle attività e maggior responsabilizzazione ed autonomia degli organismi provinciali (di fatto in Veneto è già questa la struttura organizzativa). Una struttura che veda le province in grado di agire autonomamente e la Segreteria regionale svolgere compiti di coordinamento territoriale, prevedendo a livello regionale incarichi di lavoro su specifici argomenti ed una consulta degli amministratori coinvolta nelle decisioni. Sui territori la possibilità di creare di club sul modello “labour party”. E ancora, la proposta di rafforzare le possibilità dei territori lasciando al Consiglio Nazionale un compito consultivo e dando alla Direzione Nazionale, formata dai rappresentanti regionali, potere propositivo e di indirizzo politico.

Il Segretario nazionale a Bologna, ha sottolineato come, nonostante sia stato più volte paventato da molti compagni, il PSI resti una forza autonoma dal PD come da qualunque altro partito. Ma la battaglia per l’autonomia del partito, più che decennale, ci ponga ora la questione se sia ancora opportuno, utile e fattibile pensare, in questo momento storico, pensare di continuare ad affrontare i principali appuntamenti elettorali in solitudine o con liste fittizie.

Dopo le amministrative, in cui nei Comuni superiori a 15000 abitanti presenteremo il simbolo dove possibile o cercheremo di eleggere il maggior numero di amministratori in liste civiche, la possibilità emersa a Bologna e a Napoli è che si impegni l’intero partito per sostenere, agevolare e rendere possibile la creazione di qualcosa di nuovo, una formazione politica che unisca l’intero centrosinistra, anche permettendo a ciascun componente di mantenere la propria autonomia.

Culturalmente è necessario accettare come ineluttabile l’esistenza del mercato ma è altrettanto necessario assumersi il compito di far sì che lo Stato si presenti di nuovo ai cittadini come Ente regolatore. Predisporre programmi, porsi al fianco di chi nella società ha difficoltà a vedere rappresentati i propri diritti. E’ necessario riuscire a d avere il sostegno della cittadinanza.

Posto che l’economia di mercato è un dato di fatto che non può essere messa in discussione, come socialisti è necessario assumere il fatto che oggi la salvaguardia dei molti cittadini senza privilegi è legata in maniera indissolubile alla salvaguardia dell’ambiente (i compagni verdi hanno avuto il merito di sollevare per primi il problema), alla difesa dei diritti dei lavoratori (sempre più a disagio), alla corretta gestione dei migranti, all’abbattimento della precarietà e della disoccupazione, alla redistribuzione della ricchezza in Italia, in Europa e nel mondo.

Tutto ciò che ho scritto non può che inserirsi in un sistema globale che veda l’Unione Europea rafforzata, unita ed in grado di porsi come antagonista delle superpotenze statunitense e cinese.

La richiesta fatta dal PSI di un Congresso straordinario del PSE diventa fondamentale per avviare un processo di rinnovamento, rinnovamento che deve essere esteso anche all’Internazionale socialista.

Ogni battaglia per la protezione ambientale, come dimostrano le scellerate decisioni della nuova presidenza statunitense, è inefficace se non come frutto di un processo globale. La difesa dei lavoratori e delle piccole imprese, come dimostrano le scelte scellerate degli imprenditori che “delocalizzano” e degli Stati che permettono lo sfruttamento dei loro lavoratori, è impossibile.

Gli Stati nazionali non sono più in grado di offrire un’adeguata protezione sociale ai loro cittadini, protezione che per essere dovrà essere il risultato dell’azione di Istituzioni più forti ed efficaci.

Deve riprendere vigore la battaglia per il rafforzamento delle Istituzioni europee, noi socialisti dovremmo farne uno dei cardini del nostro programma. Non è un caso che tale rafforzamento sia impedita da chi oggi, anche in Italia, si dimostra indulgente con l’arroganza russa e statunitense.

Ecco perché è giunto il momento di archiviare la domande se sia ancora utile o meno il socialismo, la giustizia e la solidarietà sociali ed è giunto il momento di realizzare il socialismo del III millennio.

Luca Fantò

Luca Fantò:
Proposte al candidato Dalla Rosa

Caro compagno, dieci anni di centrosinistra a Vicenza, hanno oggettivamente cambiato il volto della nostra città. Molto è stato fatto e, come si usa dire non senza ragione, molto è da fare.

Il PSI vicentino ha sostenuto lealmente ed in maniera efficace i governi di centrosinistra. Il partito ha sempre sostenuto Variati, ed ha collaborato con la Giunta ed il Consiglio con uno dei suoi migliori uomini, Ennio Tosetto.

Oggi il PSI, attraverso la lista “Insieme” è pronto a proseguire questa collaborazione con il candidato che il centrosinistra, attraverso primarie un po’ caotiche ma certamente partecipate, ha individuato.

La nostra collaborazione, la collaborazione della lista “Insieme”, qualora tu volessi avvalertene, inizia dalle seguenti proposte programmatiche (in rosso le proposte qualificanti della nostra presenza) che si ispirano a quel Socialismo municipale che altrove, in altri Paesi, si è dimostrato efficace a rendere migliore la vita dei cittadini:

  • impegno formale al mantenimento del controllo pubblico di AIM, anche ricercando nuove alleanze industriali a partire dalle aziende pubbliche locali e contigue territorialmente;
  • ripristino o sostituzione delle circoscrizioni come centri di attivazione di luoghi di incontro tra amministrazione e cittadinanza, come forma di democrazia diretta, oltre che di informazione e formazione dei giovani italiani e degli stranieri;
  • promozione di iniziative culturali remunerative, comprese le mostre in Basilica, affidandone la gestione con contratti che prevedano una congrua percentuale sugli incassi a favore dell’Amministrazione per la promozione di attività svolte da gruppi culturali e artistici locali;
  • costituzione come parte civile del Comune di Vicenza nel processo contro i vertici BPVi anche per dare un segno tangibile di autonomia e di sostegno ai cittadini e alle imprese interessate;
  • realizzazione di un progetto casa (giovani coppie, anziani, famiglie in difficoltà, disagio,…) sulla base dell’anagrafe degli edifici e delle abitazioni di proprietà pubblica (comunale, provinciale, regionale e di enti pubblici), per valutare l’utilizzo attuale, il possibile uso pubblico e/o privato, da prevedere prima che si pensi a nuove costruzioni;
  • politiche attive per sostenere la possibilità di costituire centri con medici e infermieri di quartiere;
  • privilegiare l’utilizzo della bicicletta intervenendo sull’illuminazione pubblica, ampliando e raccordando la rete di ciclovie del territorio comunale, intercomunale e regionale;
  • verifica e potenziamento dell’organico dei nidi e delle scuole d’infanzia comunali;
  • monitoraggio ed eventuale interruzione della iscrizione di aziende pubbliche locali ad associazioni di categoria (Confindustria, ecc.) che controllino o partecipino con quote le società editrici di media locali e di conseguenza possano condizionare l’informazione;
  • concessione/convenzione di spazi comunali a condizioni di particolare favore a società di giovani o di lavoratori disoccupati per lo sviluppo di attività con promozione di iniziative ad elevato contenuto tecnologico e del recupero di vecchi mestieri (riparatori, sarti, idraulici, fabbri, falegnami…), anche affidando lo sviluppo all’università e ai centri di formazione locali in connessione con sindacati e associazioni di categoria;
  • promozione di incentivi all’edilizia di riqualificazione e riuso, con precedenza rispetto a nuove edificazioni, in sinergia con l’obiettivo di riduzione degli immobili non utilizzati e del conseguente degrado;
  • potenziare gli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza degli Istituti scolastici, anche implementando le connessioni alla rete di teleriscaldamento di Aim;
  • impegno a definire il piano della nuova Biblioteca Bertoliana sulla base di progetti partecipati di utilizzo e di gestione più ampia e moderna da parte dei cittadini;
  • istituzione di una commissione di studio allargata alla cittadinanza che valuti l’impatto complessivo del progetto Tav Tac;
  • potenziare il sistema dei mediatori culturali;
  • potenziare il fondo a sostegno delle famiglie della scuola del I ciclo prevedendo ulteriori agevolazioni per le spese mensa (prevedendo anche la possibile esenzione totale);
  • promozione di progetti di sostegno pratico e sociale a famiglie con disabili, a persone con limitate autonomie, per l’inserimento di stranieri; anche con anziani attivi con funzioni di tutor nei percorsi formativi,
  • valorizzazione e tutela del patrimonio immobiliare della città, degli spazi pubblici e del paesaggio;
  • diffusione delle buone pratiche per l’ambiente e la tutela della salute pubblica: riduzione delle spese per l’illuminazione pubblica, lotta allo smog, al traffico, all’inquinamento, sostituzione negli edifici di proprietà comunale degli impianti di riscaldamento a gasolio con impianti a minori emissioni inquinanti, valorizzazione delle aree verdi e della biodiversità, dei fiumi e di tutte le azioni rivolte alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente;
  • reclutare volontari della protezione civile con bando pubblico.

In attesa di un tuo cortese e sollecito riscontro, invio fraterni saluti

Luca Fantò

Segretario provinciale PSI Vicenza

Luca Fantò
Una proposta socialista

A maggio si voterà in diversi comuni del vicentino: Barbarano Mossano, Bolzano Vicentino, Castelgomberto, Chiampo, Enego, Marostica, Quinto Vicentino, Recoaro, Rossano Veneto e Vicenza.

Per il centrosinistra, il voto arriva dopo la disfatta elettorale del 4 marzo. Risultato elettorale che ha dimostrato lo scollamento esistente tra i partiti del centrosinistra (inteso come l’insieme dei partiti della sinistra riformista e cosiddetta radicale) e la cittadinanza. Scollamento determinato dalla percezione da parte della maggioranza degli italiani di non essere debitamente rappresentata da questa parte politica.

Quanto dimostrato dai diversi studi statistici che da mesi vengono riportati dai giornali, in Italia cresce sempre di più il divario tra chi ha molto e chi dispone di poco. Un divario che evidentemente, noi del centrosinistra non siamo stati in grado di colmare e forse, in alcuni casi, abbiamo anche ampliato.

Il compito sarebbe invece quello di ridurre tali distanze, creando una società in cui la ricchezza viene redistribuita concedendo a tutti pari opportunità in un contesto di reciproca solidarietà tra cittadini e tra Stato e cittadini.

E’ necessario che il centrosinistra dia un segnale di reale discontinuità, anche sui territori, ad esempio dando alla cittadinanza quella percezione di unità che sinora non siamo riusciti a dare e spesso ad avere.

Noi socialisti del vicentino proponiamo al PD e alle altre forze della sinistra, di presentare alle elezioni amministrative un unico simbolo, un’ unica lista, un programma unitario per ogni Comune.

In questa maniera, oltre a dimostrare una reale discontinuità con i metodi del passato, manderemmo un messaggio alla dirigenza nazionale dei diversi partiti.

La proposta è lanciata, ora attendiamo la risposta delle altre forze politiche.

Luca Fantò
Segretario provinciale PSI Vicenza

Luca Fantò
Ennesima aggressione a docente

Ancora una volta il PSI esprime solidarietà ad un insegnante picchiata dai genitori di un alunno.
Stavolta è accaduto presso l’Istituto comprensivo Edmondo De Amicis, a Succivo, in provincia di Caserta. La maestra, alla presenza di altri genitori e di diversi piccoli alunni, è stata sbattuta con la testa contro la parete per diverse volte e il personale del 118 è stato costretto ad intervenire per le prime cure.
Nelle scuole italiane la situazione è sempre più insostenibile, le notizie si susseguono.
La politica dovrebbe intervenire ed invece la campagna elettorale sembra solo sfiorata da tali fatti.
Il PSI lancia un appello ai suoi candidati presenti nella lista “Insieme” ed ai candidati del centrosinistra tutto affinchè, nei prossimi giorni si impegnino ad attuare iniziative parlamentari volte a restituire alla scuola pubblica italiana quel clima di serenità necessario per un’efficace azione educativa.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola

Luca Fantò
Solidarietà del Psi al docente aggredito a Foggia

La scuola non sta fallendo (qualcuno ne gioirebbe), la scuola si sta battendo con i pochi strumenti lasciati a sua disposizione da trent’anni di pessime riforme che, più o meno scientemente, hanno puntato ad annichilire l’efficacia di questa Istituzione.
Donne e uomini ogni giorno entrano nelle aule, nelle scuole, nelle segreterie scolastiche pronti a fare il proprio dovere, forti solo delle proprie competenze e della propria caparbia fiducia nella funzione vitale della scuola.
La scuola non sta fallendo anzi sta cercando di porre un argine al degrado ed alla disgregazione di un contesto sociale che per questo, sempre di più, si pone nei suoi confronti in maniera ostile.
Il PSI esprime solidarietà al prof. Diana dell’Istituto “Murialdo” di Foggia, vittima dell’ennesima aggressione ad un docente.
E’ necessario che si restituisca al più presto centralità alla professione docente e alla professionalità dell’intero personale scolastico. La dignità con cui donne e uomini si impegnano nella formazione dei nostri giovani deve essere nuovamente riconosciuta, innanzitutto dalla politica.
Il contratto appena rinnovato è stato un segnale utile ma non sufficiente.
E’ necessario rafforzare gli organi collegiali e ripristinare una reale autonomia didattica, dei docenti più che degli Istituti che troppo spesso sono ridotti ad occuparsi della gestione di finanziamenti statali irrisori.
Il PSI è pronto a fare la sua parte, come sempre, per sostenere la scuola pubblica.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola

Luca Fantò
Solidarietà alla docente Franca Di Blasio, accoltellata da un alunno

Il PSI esprime la propria solidarietà alla docente Franca Di Blasio, accoltellata oggi a Caserta da un alunno per ragioni ancora da chiarire.
Si tratta dell’ennesima aggressione ad un insegnante. L’ennesimo oltraggio alla scuola pubblica italiana e a cui temiamo non verrà data adeguata risposta. Un susseguirsi di violenze, la precedente di appena 12 giorni fa ad Avola, a cui evidentemente l’Istituzione scolastica non riesce a porre rimedio. Le cronache locali sono piene di casi di aggressione da parte di alunni o loro parenti nei confronti di insegnati.
Ci si potrebbe aspettare una reazione indignata da parte dei Sindacati, ma anche da quel fronte molti, troppi, tacciono.
La classe docente sembra incredula, paralizzata, incapace di reagire.
Il PSI lancia un appello alle altre forze politiche e ai Sindacati affinchè tutti insieme ci si possa impegnare, durante e dopo la campagna elettorale, nelle necessarie iniziative volte a restituire alla classe docente gli strumenti per riconquistare l’autorevolezza minata da trent’anni di politica inefficace e orientata a marginalizzare il mondo dell’istruzione, ponendolo al servizio delle ragioni del profitto.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola

Luca Fantò
Scuola pubblica al centro del programma

Partiti per una nuova avventura, ora, INSIEME, abbiamo il dovere di presentare agli italiani un programma che sia all’altezza della prospettiva che PSI, Verdi e Area Civica che fa riferimento a Romano Prodi, si sono dati. Una prospettiva che va oltre il semplice orizzonte temporale rappresentato dalle elezioni del 4 marzo.
Di sinistra, progressisti e coerenti, è importante che dal programma emerga chiaramente la nostra propensione alla protezione del lavoro dignitoso, dei diritti civili, della corretta ed efficace amministrazione dei territori, del rispetto delle risorse che i territori offrono, della redistribuzione della ricchezza e quindi dell’offerta di pari opportunità a tutti i cittadini.
A proposito di pari opportunità, la scuola pubblica è certamente lo strumento più efficace che lo Stato possiede per permettere ad ogni cittadino di poter esprime al meglio le proprie aspirazioni.

Da sempre il PSI ha sostenuto e sosterrà la scuola pubblica. Questo deve essere ben chiaro agli italiani e quindi agli elettori.
Non possiamo negare che l’istituzione scolastica stia vivendo uno dei momenti peggiori dalla nascita della nostra Repubblica.

Nonostante la potenza degli articoli 3, 33 e 34 della nostra Costituzione, la scuola non riesce più a svolgere, pur non scemando l’impegno stoico di docenti e del personale scolastico, il compito assegnatole di “ascensore sociale”.
INSIEME dobbiamo ascoltare il mondo della scuola e impegnare la prossima legislatura a rendere di nuovo efficace la nostra scuola pubblica.
Rivedere i percorsi di alternanza scuola-lavoro, rendendoli efficaci occasioni di approccio dei giovani al mondo del lavoro e eliminandoli dai percorsi liceali che sono pensati per dare occasioni di studio e non di lavoro.

Rivedere i percorsi CLIL, troppo spesso più utili ad indebolire le altre discipline più che a rafforzare la conoscenza della lingua inglese.
Ridimensionare le prove INVALSI, oggi semplicistico ma devastante strumento di valutazione degli istituti scolastici.
Sburocratizzare la professione docente e far tornare la scuola pubblica un luogo di dibattito costruttivo e paritario.
Restituire dignità all’insegnamento disciplinare e ai programmi scolastici, subordinati negli ultimi anni ad una retorica delle competenze (da sempre insegnate nei nostri istituti scolastici) che di fatto è servita unicamente ad indebolire le conoscenze dei nostri giovani.
Adeguare gli stipendi del personale scolastico al livello di responsabilità che esso da sempre ricopre.

Rivedere il percorso di formazione, accesso e carriera, sanando ed eliminando per sempre le differenze esistenti oggi tra docenti e offrendo ai docenti un percorso lavorativo in grado di valorizzare realmente i meriti. Nella scuola pubblica non può esserci competizione ma l’impegno deve scaturire dalla consapevolezza delle proprie responsabilità. Valorizzare il merito non può avvenire con un banale premio in denaro bensì attraverso la volontaria assunzione di responsabilità nella didattica, nell’organizzazione e nella gestione degli istituti.
Restano pochi giorni ancora per definire il nostro programma dunque, ma pochi giorni che potrebbero fare la differenza per il futuro della nostra lista e degli italiani.

Luca Fantò

Sciolte le Camere, per il PSI una nuova avventura

bandiera-psiDi sinistra, progressisti e coerenti, i socialisti in Parlamento, nei limiti del consenso concesso dagli italiani alle scorse elezioni, hanno lavorato in maniera infaticabile per costruire quanto di buono è stato fatto dal Governo ed anche per limitare quanto lasciava perplessi.
Ora il PSI inizia la sua campagna elettorale per far si che nella prossima legislatura sia possibile rendere più efficace la propria azione.
Socialisti, Verdi e prodiani, INSIEME, chiederanno agli italiani quel consenso necessario affinchè gli ideali di giustizia sociale, ambientalismo e solidarietà, possano agire in maniera efficace nella prossima legislatura. E’ inoltre necessario ostacolare la peggior destra e il peggior populismo che negli ultimi anni si sono nutriti dello scontento di una società disgregata e sempre più lontana dai valori della nostra Costituzione.
E’ altresì necessario che le iniziative politiche, le strategie vengano condivise dai territori, veri protagonisti di quella “miracolosa” vivacità che fa si che in Italia il PSI resti l’unico partito tradizionale efficacemente radicato nei territori.
Una nuova avventura, difficile. Difficile poiché nessuno ci regalerà nulla.
Difficile ma da affrontare a viso aperto, mettendo in campo tutte le risorse utile. A partire dai molti dirigenti di Partito che sul territorio, ogni giorno si spendono per dare visibilità e consistenza all’azione del PSI.
In molti collegi uninominali il centrosinistra è dato perdente, quasi dappertutto al nord, ma questo non deve spaventarci, anzi. Si tratta dell’occasione migliore per poter proporre candidati socialisti nei collegi uninominali dove altri, per timore, non lo faranno. Non saranno eletti? Forse, ma quale occasione migliore per aprire la strada ad una generazione di compagni iscritti che il partito potrebbe utilizzare nelle prossime elezioni amministrative?
Compagni iscritti, poiché candidare dei tecnici o persone esterne al partito, non sarebbe di alcuna utilità politica. Non dobbiamo dimostrare niente a nessuno, dobbiamo solo farci riconoscere per ciò che siamo.
Molti allora saranno i collegi uninominali da coprire e molti i listini da riempire. Spazi elettorali che, oltre ai compagni che sinora hanno ricoperto con dignità ed efficacia il ruolo di parlamentari, il partito deve poter coprire con i propri dirigenti regionali, provinciali e con quelle amministratrici ed amministratori che tanto efficacemente hanno operato ed operano.
Quadri dirigenti, Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali del PSI, proposti agli italiani come finora non è stato possibile fare.
E’ chiaro che in questo percorso l’autonomia del partito nei territori è fondamentale. Dal territorio arrivino le proposte programmatiche e i nomi da poter utilizzare a vantaggio del PSI.

Luca Fantò
Segretario regionale PSI del Veneto

Luca Fantò
Rompere l’assedio alla scuola pubblica

Forse non tutti ne sono consapevoli ma, come testimonia l’Istat nel suo rapporto di pochi giorni fa, a grandi passi stiamo precipitando in un sistema sociale di diseguaglianza. Noi socialisti che abbiamo in passato contribuito alla formazione di un Paese in cui le classi ed il cittadino erano tutelati, adesso abbiamo un compito diverso, quello di impedire che quanto creato venga distrutto, impedire che la società regredisca.
Abbiamo il compito di salvaguardare un sistema che garantisca al cittadino sanità, istruzione, lavoro, condizione necessaria affinchè si possa dire di vivere in un Paese libero.
Abbiamo il compito di impedire il processo che sta trasformando la scuola pubblica da Istituzione in grado di garantire eguaglianza delle possibilità e delle opportunità, a strumento di omologazione e ingiustizia sociale.
Allora, innanzitutto, noi socialisti dobbiamo “rompere l’assedio” posto alla scuola pubblica.
Restituire alla scuola il compito che le è stato sottratto in un tragico ventennio iniziato con la riforma dell’autonomia e terminato con la legge 107 del 2015, il compito di formare cittadini svincolati dal controllo sulle loro vite da parte dell’economia, di cittadini consapevoli delle proprie possibilità e in grado di interagire in maniera critica con l’ambiente che li circonda. Cittadini liberi.
Rompere l’assedio ascoltando le proposte di chi nella scuola agisce e non di chi, come spesso è accaduto sinora, la scuola l’ha osservata dall’esterno.
Proprio ieri ho avuto l’occasione di confrontarmi con alcune proposte illustrate in un convegno della “Gilda scuola” a Padova. Proposte che si affiancano a quelle di questi giorni della “Flcgil”, a quelle della “UIL scuola”. Ma non solo, ci sono i coriacei docenti della “LIP” e tante altre realtà associative. C’è molto da ascoltare e tanti cittadini da rappresentare.
E’ necessario allora ribadire e sottolineare la necessità di una reale libertà di insegnamento, di una vera autonomia professionale del docente, libera dalla burocrazia ed in grado di riconquistare quella considerazione sociale che la politica ed i mass media hanno minato.
Privare i nostri studenti della possibilità di imparare a conoscere per addestrarli ad eseguire scelte che non appartengono loro è la principale aberrazione che si sta consumando.
Noi socialisti dobbiamo batterci affinchè la conoscenza riacquisti la centralità nella didattica. La conoscenza è la lente che ci permette di riconoscere la realtà e di svelare la menzogna.
Dobbiamo batterci affinchè il nuovo contratto della scuola valorizzi l’esperienza di insegnamento.

Continuando la battaglia iniziata in sede di preparazione della legge 107 del 2015 (cosiddetta “buona scuola”) in cui riuscimmo a limitare i poteri discrezionali dei Dirigenti Scolastici, dobbiamo fare in modo che venga restituita al Collegio Docenti la piena competenza sulla didattica, anche affidando il ruolo di coordinamento didattico ad un insegnante eletto dai docenti stessi.
E’ corretto che la selezione degli insegnanti avvenga per concorso pubblico, ma un concorso che restituisca importanza alle discipline ed abbandoni la sterile attenzione alle pratiche, alla burocrazia che omologa il docente. La formazione iniziale deve essere affidata ad insegnanti esperti individuati e riconosciuti dalla comunità docente e nel periodo finale della loro carriera.

E se la selezione deve essere rafforzata qualitativamente, altrettanto importante è restituire dignità all’esperienza di insegnamento e quindi, non potendo i docenti contare su cambi di funzione o ruolo all’interno dell’amministrazione, potenziare la progressione economica basata sugli scatti di anzianità.
Quindi il merito, la costituzione di un organismo professionale di garanzia, eletto dai docenti, in grado di elaborare standard professionali. Organismo in grado di intervenire nel caso il docente dovesse dimostrarsi non adeguato al’insegnamento, prevedendo provvedimenti come la destinazione ad altro incarico.

L’alternativa scuola lavoro, per come si sta tentando faticosamente di realizzare, ha il solo compito di allontanare dalle aule gli studenti. In special modo gli studenti dei licei che hanno fatto questa scelta proprio per studiare e null’altro. Noi socialisti dobbiamo fare in modo che questa alternanza esca dai licei.
Licei che hanno il compito di far conoscere e per conoscere serve tempo. L’ipotesi dei “licei brevi”, al pari della retorica delle “competenze”, ridurrebbe le conoscenze proposte agli studenti. Noi socialisti dobbiamo batterci affinchè tale riforma non si realizzi.
Infine il personale scolastico. Sinora si è assunto perchè di fatto obbligati dalla giustizia europea. E’ ora giunto il momento di assumere per potenziare l’organico scolastico e coprire i posti rimasti vacanti. Soprattutto tra il personale ATA. Noi socialisti dobbiamo batterci affinchè i collaboratori scolastici non siano costretti a scegliere tra la sorveglianza dell’intero edificio e la pulizia dell’edificio stesso, dobbiamo cercare di far sì che le Segreterie non si trovino nella condizione di dover delegare i propri compiti di gestione amministrativa, per mancanza di organico, ai docenti.
Noi socialisti dobbiamo promuovere un massiccio piano di assunzioni del personale ATA.

Rompere l’assedio dunque, perché solo una scuola pubblica efficiente è una scuola in grado di dare ai suoi studenti pari opportunità. Pari opportunità necessarie a ridurre l’allargamento di quella forbice sociale che l’Istat ha rappresentato in questi giorni e che i socialisti non possono accettare.

Luca Fantò
Referente scuola PSI

Luca Fantò
Restituire alla scuola pubblica italiana la vitalità di un tempo

Egregia redazione,
alcuni giorni fa era giunto alla Ministra Fedeli, da una rete territoriale delle scuole del Veneto, un appello affinchè si modifichi il sistema di reclutamento degli insegnanti. Nei giorni successivi è seguito un appello pubblicato dal Corriere della Sera del Veneto, in cui i Dirigenti Scolastici del bassanese, in provincia di Vicenza, hanno chiesto maggior autonomia nella scelta dei docenti. La possibilità di concedere ai Dirigenti “carta bianca” nella scelta dei docenti viene ritenuta una condizione necessaria a far uscire la scuola dallo stato di emergenza in cui si trova e che, sostengono questi Dirigenti, rende difficile assolvere alle loro responsabilità.

Pur esprimendo i miei dubbi sulla reale possibilità che l’assunzione dei docenti delegata ai singoli Dirigenti (generalmente privi di formazione specifica ma forti oggettivamente della loro esperienza) svincolata da graduatorie di merito (non siamo nell’era della “meritocrazia”?), possa essere di una qualche utilità, resta evidente come la scuola pubblica italiana, nonostante la “buona scuola” si trovi ancora in gran difficoltà.

Lo dimostra la diatriba tra la Ministra Fedeli ed il Segretario del PD Renzi sulle modalità d’uscita da scuola degli alunni.
Lo dimostra la difficoltà, nonostante dal Ministero prima dell’inizio delle lezioni avesse rassicurato tutti, a coprire le cattedre sin dall’inizio dell’anno scolastico.
Lo dimostrano gli scioperi del personale docente e non docente che si susseguono. Scioperi che, ed anche questo è il segnale di una crisi profonda, pur manifestando l’esigenza di una reazione di chi nella scuola lavora, troppo spesso e sempre di più, vengono disertati.
Lo dimostrano le proteste dei docenti e soprattutto degli alunni sulle modalità di attuazione dell’alternanza scuola lavoro.
Lo dimostra la difficoltà nel rinnovare il contratto nazionale nonostante si parli (non nel caso dei Dirigenti Scolastici) di irrisori aumenti stipendiali.
Cosa andrebbe allora fatto per migliorare tale situazione di emergenza?
Noi socialisti abbiamo ben presente come in uno Stato efficiente non sia possibile pensare di risparmiare sull’istruzione dei cittadini.

Noi socialisti siamo consapevoli che si debba migliorare l’immagine degli insegnanti e di tutto il personale della scuola e migliorarne le condizioni di lavoro.
Noi socialisti non ignoriamo che lo status sociale dei docenti e del personale scolastico è precipitato negli ultimi vent’anni. Stipendi troppo bassi, nessuna reale possibilità di avanzamento della carriera.

Se da una parte la legge 107 ha avuto il merito di delineare un iter di formazione dei docenti chiaro, dall’altra ha reso ancor più precario il posto di lavoro inserendo un vincolo triennale per i neoassunti. Vincolo che nel tempo è possibile si estenda a tutto il personale docente, con buona pace della continuità didattica.

La politica, quindi noi, il PSI, in accordo con i rappresentanti dei lavoratori della scuola, dovrebbe intervenire per aumentare gli stipendi, anche iniziando a pensare concretamente ad una carriera docente che preveda la possibilità di una seria progressione basata, oltre che sull’anzianità di servizio che di per sé testimonia l’esperienza, anche su concorsi interni che permettano l’accesso a ruoli di organizzazione, formazione e coordinamento delle attività scolastiche.

La politica, quindi noi, il PSI, dovrebbe provvedere ad un sostanzioso aumento delle risorse umane togliendo dalla sofferenza il personale amministrativo e ausiliario.

La politica, quindi noi, il PSI, dovrebbe intervenire sull’alternanza scuola lavoro aumentando le risorse umane impiegate. Un aumento fatto non a scapito dei docenti che stanno nelle aule, ma prevedendo un rafforzamento significativo del personale dedicato. Inoltre, ascoltando quanto denunciato da molti giovani, eliminare la pratica dell’alternanza nei licei, scuole pensate per formare studenti in grado di affrontare studi universitari più che, nell’immediato, il lavoro.

La politica, quindi noi, il PSI, dovrebbe sostenere una reale autonomia didattica delle scuole restituendo al Collegio Docenti la propria dignità ed autorità sulle attività didattiche, magari anche prevedendo l’indicazione da parte del Collegio stesso del Dirigente Scolastico. Un Dirigente Scolastico che possa nuovamente dedicarsi alla didattica separandola così dall’amministrazione.

Questa forse sarebbe la reale autonomia in grado di restituire alla scuola pubblica italiana la vitalità di un tempo.

Luca Fantò
Referente scuola PSI