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Luciano Lunghi

Scrive Luciano Lunghi:
La sfiducia nelle Istituzioni

Caro Direttore,
non so se hai assistito anche tu, questa mattina su RAI 1, alla trasmissione della signora Bianchetti dove intervistava diversi giovani e ragazze chiedendo: cosa pensi della religione? Presente c’era anche un prete. Questi giovani intervistati, al massimo si spingevano a dire che, con gli scandali ultimi della chiesa è venuta un po meno la credibilità religiosa, ma, ma tutti concordi nel dire che si sentivano più vicini alla religione che non alle istituzioni.
Come se le istituzioni – Comuni, Regioni, Ministeri, Governo fossero (questo lo aggiungo io) una manica di ladri e manigoldi. Insomma, io dico, se hai l’acqua per lavarti, se hai la strada, se hai le fognature, se hai le scuole elementari e maggiori, se ha l’assistenza, la previdenza, le opere pubbliche come; porti, aeroporti, ferrovie (pur con delle insufficienze e difetti talvolta) chi è che te le da, è la religione? Il padreterno?
Eppure, la conduttrice, nemmeno una parola per correggere un momentino certe espressioni, e dare una dritta sulle Istituzioni politiche democratiche, civili e Costituzionali. A questo punto viene da chiedersi, ma che razza di servizio pubblico abbiamo nella TV???
Grazie per l’attenzione. E tanti cari Auguri a te e al giornale.

Luciano Lunghi

Scrive Luciano Lunghi:
Le interferenze clericali danneggiano lo Stato

Molti italiani, il sottoscritto tra questi, non hanno mai nascosto, il fatto, che, dietro alla giusta teoria della religiosità, spesso (nella lunga storia del passato), si è nascosta la mira del potere temporale (di storica memoria)da parte della Chiesa Cattolica.
Il bigottismo, sarebbe tempo che finisse nel nostro Paese. La Costituzione Italiana e la pratica che regola i rapporti tra la Chiesa Cattolica e lo Stato Italiano (che va sotto il nome di Concordato): vanno rispettati.
Sarebbe anche giusto che contrariamente a quello che avviene, ”interferenze sulle decisioni che deve prendere il parlamento”, il nostro Stato pretendesse (viceversa) che anche il maltolto sul terreno pure economico, sia reso, anche per aiutare, non a parole, (come dice Papa Francesco) a ridurre lo scandalo della enorme e prolungata disoccupazione giovanile e femminile, che sta diventando perniciosa nel nostro Paese.
Lo vogliamo capire che chi ha troppi soldi e potere la smetta di sfruttare lo Stato Italiano?. Religione significa rispettare e aiutare il prossimo, altrimenti – la Religine – è una scatola vuota. Con il massimo rispetto e fratellanza.

Luciano lunghi

Scrive Luciano Lunghi:
L’Incoerenza sui casi
di Lissone e Loceri

Caro Direttore,
sul caso di Lissone e di Loceri, due importanti Comuni della Lombardia e della Sicilia, i due articoli: quello tuo e quello di Nencini, se da una parte mi riempiono di soddisfazione per la rivendicazione, dall’altra mi date tanta tristezza, per la semplice ragione che questa gente è sempre stati così!
Non potete scoprire ora l’acqua calda è già stato fatto tanto tempo fa. E posso aggiungere che non sono loro gli incoerenti (che non rispettano la democrazia e la storia) ma siamo noi: con particolare riferimento al segretario. Una volta li elogiamo e un’altra li condanniamo, questa è l’incoerenza, che turba la base del Partito comportandoci come ci comportiamo…
Sappiamo tutti che in certi momenti le alleanze fanno parte di quella teoria ove la politica è l’arte del possibile, ma l’incoerenza su cose macroscopiche di questa natura esige prese di posizione serie, decise, coerenti e concrete.
Con questo Auguro a te, al Giornale e al Partito un lieto fine anno e tanti, tanti auspici di Pace e Progresso per il 2016.

Luciano Lunghi

Scrive Luciano Lunghi:
L’astensionismo
può crescere ancora

A tre settimane esatte, dal voto di sette (7) regioni e un migliaio di Comuni, del Ns/ Paese,una preoccupazione che non credo essere fuori luogo, mi sorge. Pochi, troppo pochi opinionisti e commentatori si preoccupano di elevare la cultura politico-elettorale che è venuta a crearsi.

Se tanto mi da tanto l’altro anno un Emilia e Romagna (una regione che ha sempre votato più delle altre) ha votato solo il 37% degli aventi diritto. Cosa potrebbe succedere il 31 maggio prossimo, in sette regioni, che si dice dovrebbero, avere una valenza politica rilevante, alla luce delle politiche del prossimo anno?

Qualcuno autorevolmente, poco tempo fa, ha affermato che siamo di fronte ad una democrazia senza popolo, è credo che abbia pienamente ragione, ma le massime autorità di questo Paese, incominciando dal Presidente del Consiglio, risulta che si preoccupino di questo? Il motto sembra essere “basta vincere”, anche con una piccola minoranza di votanti.

Ma poi, è vero che il tutto dipende dall’antipolitica, praticata dai precedenti Governi di destra nel ventennio passato? Per quel che riguarda l’opinione maggiore del Paese, ci si sono infilati altri fattori: come il diffondersi degli scandali, delle disonestà, degli abusi di potere, delle leggi Incostituzionali che tolgono dignità, onore e prestigio al cittadino. Su questo piano, le Leggi. Porcellum e Italicum – a mio parere – stanno facendo la loro parte per distruggere i principi basilari della democrazia crescente dal basso (come la Costituzione, qualcuno dice la più bella del mondo) prevede.

La gente, oramai ha capito, che impostare elezioni sulla base del proprio tornaconto, distruggendo – non solo gli altri partiti minori – ma mandando a ramengo i principi basilari della suprema Legge dello Stato. Non conviene più andarci dietro. Quel che poi, Ti porta a considerare il colmo di tutto questo è che la Ns/ piccola testimonianza (anziché alzare la testa) la pieghi maggiormente.

Luciano Lunghi

Scrive Luciano Lunghi:
La guerra e la fame

Sembrano parole insignificanti per molti di coloro che hanno “per così dire” i piedi al caldo.  Anche oggi, nel mare di Sicilia parecchie centinaia di annegati, perché cercavano di sfuggire a queste due frasi  “in significanti”. Parecchi ben-pensanti che fanno il conto delle percentuali di immigrati: “ se ne hanno di più loro, oppure l’Italia”; ma la Germania, la Francia, l’Inghilterra, l’Olanda e gli altri Paesi che misurano le percentuali: come gli sono arrivati, cosa gli sono costati, quanti morti hanno avuto durante il percorso mentre  questi poveri diavoli (in senso buono naturalmente) giungevano da loro? E perché ai dirigenti politici, alla Bossi, alla Salvini, alla Le Pen, e altri ancora – che se ne infischiano della tragedia che avviene nel mar Mediterraneo non provano loro a governare una simile situazione paradossale, mai avvenuta  da quando mondo è mondo.

La crisi economica è difficile per i Paesi della Ue L’Italia  – dove la crisi morde da dieci anni ed ha un debito pubblico non inferiore a paesi citati, religiosamente, moralmente affronta una situazione che sta diventando insostenibile, su un terreno che dovrebbe emozionare tutti, anche se il mare di Sicilia è Italiano è pur sempre una frontiera europea (questo mare con  i suoi oltre 20.000 poveri disperati annegati), cimitero d’acqua che dovrebbe far vergogna anche alle autorità e all’organizzazione, non solo della Ue, ma anche delle Nazioni Unite (ONU). Ergo  la vignetta  di Giuseppe Scalarini (di fianco) IMG_0013illustra egregiamente ciò che avveniva durante la  prima guerra mondiale, e durante l’avvento del fascismo del fascismo, quando i nostri emigrati fuggivano dall’Italia, per la guerra e la fame. Per queste tragedie, sono milioni gli Italiani all’estero, ancora adesso. Ringrazio per l’attenzione e auguro buona fortuna al quotidiano Avanti!  E alla sua redazione.

Luciano Lunghi 

Scrive Luciano Lunghi:
Il rischio di una democrazia
senza popolo

Penso che sia sintomatica della situazione politica attuale, la frase, di oggi di Massimo Franco su “Il Corriere della Sera” che afferma che oramai siamo di fronte ad una democrazia senza popolo. I Socialisti  che, a differenza delle altre forze politiche hanno sempre sostenuto principi costituzionali della democrazia totale, alla base della quale c’è il cittadino (l’Uomo), come le gioca ora le sue carte? Se non dice niente su questo  – come su altre cose che sosteneva in passato – : vedi riforme che cambino l’indirizzo dell’economia in senso veramente sociale e socialista. Credo che usciremmo dagli schemi della tradizione.

Siamo diventati piccoli e inconsistenti (non solo e soltanto per colpa Ns/), ma non per questo  possiamo sottacere certe verità ineludibili. Non solo le leggi elettorali, ma anche l’atteggiamento di chi ci governa, portano a situazioni, come quella esemplare del voto per la Regione Emilia Romagna, dove solo il 37% ha votato per le Regionali (una Regione che ha sempre votato più delle altre in passato). E se tanto mi da tanto, cosa succederà nelle 7 regioni che voteranno fra poco più di un mese? Non mi sembra  che seguire le orme di un partito democratico veltroniano ed americaneggiante – oltre misura – ci porti molto lontano sul terreno di quelle Riforme che interessano e riguardano il Paese.

Luciano Lunghi

Scrive Luciano Lunghi: Per le riforme era meglio la Costituente

Caro Mauro,
ciò che sta succedendo in questi giorni in Parlamento, dove si sta dibattendo una delle importanti riforme col sistema Renziano è, a dir poco inconcepibile. Noi Socialisti, ancor prima delle Bicamerale del fu Governo D’Alema. Abbiamo sempre detto che per aggiornare la seconda parte della Costituzione, era necessaria l’ Assemblea Costituente, con la rappresentanza di tutti i partiti. Purtroppo gli “scorcioni” (detto alla Turati), per fare la via breve, fanno perdere ai due rami del Parlamento, molto più tempo e con sistemi – spesso – antidemocratici. La speranza è che da tutta questa bagarre possa uscire qualche cosa di positivo e di lunga durata. Non so se avremo questa soddisfazione, anche perché: davanti abbiamo scadenze come l’Italicum, la lotta agli sprechi, il conflitto di interessi, il rilancio dell’economia, etc, etc…

Luciano Lunghi