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luciano masolini

Scrive Luciano Masolini:
Esperanto, volontà e lode

In un vecchio numero della rivista “L’Esperanto”, nelle cui belle pagine si riconoscono da sempre un po’ tutti gli esperantisti d’Italia, periodico che proprio attualmente sta vivendo – come ho già raccontato lo scorso 7 maggio su queste stesse colonne – il suo
novantacinquesimo anno, ma in effetti sarebbe molto più esatto dire il centocinquesimo visto che il primissimo numero apparve il 10 gennaio 1913 e che esattamente dieci anni dopo, nel 1923 – l’anno da cui si fa risalire appunto il sopramenzionato anniversario -, tramuterà il suo originario titolo, “L’Esperanto”, in “Itala Esperanta Revuo” (Rivista
esperantista italiana), ho rinvenuto una nota redazionale alquanto interessante con la quale si annunciava che la lingua esperanto era stata ufficialmente riconosciuta dalla Lega delle Nazioni, celebre anche come Società delle Nazioni, questa era stata fondata a Parigi nel 1919. Sicuramente quello fu un riconoscimento assai importante e di grande successo per tutti gli esperantisti. Arricchenti traguardi che ancora oggi sono prerogativa indelebile per i tantissimi “samideani” sparsi nel mondo, quelle persone cioè accomunate dagli stessi ideali che tanto, infatti, si danno da fare per il raggiungimento di tali obiettivi.

La rivista – inizialmente quindicinale – dalla quale vado presentando la nota, che si pubblicava (sotto il Patronato della Cattedra Italiana di Esperanto) a San Vito al Tagliamento, uscì per volontà di un piccolo ma sapiente editore davvero illuminato, Antonio Paolet (1880-1960). E’ ancora vivido in me il ricordo della tanta disponibilità ed intensa gentilezza di suo figlio Adelio (morto nel 2001), con cui tanti anni fa ebbi un piacevole contatto. La suddetta notizia apparve nel numero di novembre
del 1924, eccola qui: “Il 20 settembre u.s. la seconda Commissione della Lega delle Nazioni accettò con quattordici voti favorevoli contro nove contrari la proposta di raccomandare all’assemblea generale la seguente mozione: “la Lega delle Nazioni raccomanda agli Stati, membri della Lega, che acconsentano all’Esperanto il trattamento e la tariffa di lingua corrente nel servizio telegrafico e radiotelegrafico come lingua ausiliaria pratica per le comunicazioni internazionali a fianco delle lingue nazionali usate”. L’assemblea generale ha accettato unanimemente la proposta. Così la decisione presa rappresenta un riconoscimento ufficiale dell’Esperanto da parte della Lega. Votarono favorevolmente nella commissione i delegati dell’Austria, dell’Australia, della Bulgaria, della Cecoslovacchia, della Cina, della Finlandia, del Giappone, dell’Italia, della Norvegia, della Nuova Zelanda, dell’Olanda, della Persia, della Romania e dell’Ungheria. La proposta era partita dai delegati dell’Olanda, della Cina, del Giappone e della Persia. Ecco una vittoria – termina la stimolante nota – che certo aprirà la via ad altre vittorie e che sarà sentita con piacere da quanti hanno fede nel successo finale e instancabilmente lavorano per raggiungerlo. Del successo siamo principalmente debitori al Dottor Privat, presidente dell’Universala Esperanto-Asocio, il quale anche in mezzo alle più dure difficoltà non tralascia occasione per condurre avanti la nostra causa”.

Lo svizzero Edmod Privat (1889-1962), che era di fede quacchera, divenne poi anche presidente onorario della Associazione Universale Esperantista, dal 1951 fino all’anno della sua morte. E’ stato uno dei maggiori esponenti di detto Movimento. Movimento che definire lodevole è dire davvero poco.