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Lucio Filipponio
@LucioFilipponio

Morta una tassa se ne fa un’altra

Governo-Letta-IMULa quiete dopo la tempesta. Pacifica gli animi di falchi, colombe e iene; mette d’accordo l’intera compagine governativa; fa azzardare al premier Letta una frase non da poco: «La giornata di oggi (ieri, ndr) credo possa far finalmente finire le domande sulla durata del governo. Non c’è più scadenza». La cancellazione dell’Imu sulla prima casa e sull’agricoltura per il 2013, varata nel Cdm di ieri mette tutti d’accordo. O quasi. Fuori dal coro l’ex premier Mario Monti autore due anni fa del varo della tassa incriminata e che ieri ha definito la sua cancellazione un «cedimento pericoloso» alle richieste di Berlusconi «per far sopravvivere il governo» e «che tutti i cittadini finiranno per pagare con piccoli aumenti di piccole tasse e con l’aumento dei tassi d’interesse»; la Cgil che giudica insufficienti le decisioni sulla cassa integrazione in deroga e sugli esodati; i pentastellati che bocciano senza appello il decreto considerato una “beffa”. Ma cosa cambierà? Morta una tassa se ne fa un’altra, ma con i dovuti distinguo.

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Una repubblica fondata sugli immobili

architect“La parola Imu scomparirà dal vocabolario del futuro” ha cinguettato su Twitter Angelino Alfano a Cdm concluso. E ha detto bene. “Scomparirà”, perché per il momento l’odiata tassa sulla casa resta più palpabile che mai. E lo sanno bene i ministri che tra pochi mesi dovranno trovare le coperture per il congelamento del saldo di dicembre. Legittime e fondate quanto possono essere delle rassicurazioni che giungono dal partito che dell’abolizione dell’Imu ha fatto il suo vessillo, le parole del vicepresidente del Consiglio a sole ventiquattrore cozzano con quelle del viceministro dell’Economia. Se Alfano infatti ha promesso che: “Per finanziare la cancellazione dell’Imu non aumentano altre tasse: tagli alla spesa pubblica e altre scelte virtuose!”, Stefano Fassina ha confessato che l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% è “ormai inevitabile”. “In una fase così difficile”, spiega l’esponente dem, “per eliminare meno del 10% degli immobili di maggior valore, ha sottratto preziose risorse a finanziare il rinvio dell’aumento dell’Iva previsto, oramai irrimediabilmente grazie alla ‘vittoria’ del Pdl sull’imu, per il 1 ottobre”. Continua a leggere

DOVE OSANO LE COLOMBE

Senato

Chi pensa che i giochi siano fatti rischia di sbagliarsi di grosso. Le strade sono ancora praticabili, in un senso o nell’altro. La linea data dal Cavaliere ieri tiene banco anche oggi tra le fila dei suoi ma anche tra chi, fuori dal Pdl, spera che le larghe intese continuino o che, in estrema ratio, ci sia spazio per fare il bis. Un Letta-bis. E quindi messi a tacere i falchi, in queste ore a volare alto sono solo le colombe. Sembrerebbe si voglia tornare ad una delle tante exit strategy possibili, studiata e come le altre accantonata perché non immune da criticità. Si torna a coccolare l’idea di prendere tempo affidando alla Corte costituzionale il ricorso sulla legge Severino. Con l’obiettivo di rimandare la decadenza del senatore Silvio Berlusconi. Una linea di condotta, come già previsto, che potrebbe intaccare la stabilità di governo se perpetrata oltre il tempo massimo. Continua a leggere

ARRIVA LO SPOT DEL CAVALIERE A TELECAMERE RIUNITE

Berlusconi-IMU-proposta

Berlusconi è in campagna elettorale. Lo spot sembra che lo abbia già registrato. Potrebbe andare in onda ai primi del mese prossimo, a pochi giorni dal B-day. Quel 9 settembre che potrebbe cambiare in un senso o nell’altro la vita del governo Letta, con il voto in commissione sulla decadenza di Berlusconi dopo la condanna in Cassazione per frode fiscale. Un videomessaggio capace di spostare il dibattito politico sulla sua persona, vittima ventennale del “partito dei giudici”, capro espiatorio di un sistema puntellato di storture ad personam che lo vorrebbero fuori dall’agone politico. Ergo tornerebbe necessaria e urgentissima una riforma della giustizia. Continua a leggere

L’INTERVISTA – NENCINI: «NON SIAMO CONTRARI A VOTARE LA DECADENZA DI BERLUSCONI, MA NON SEGUENDO PERCORSI ISPIRATI ALLA PARTIGIANERIA PIU’ FAZIOSA»

Nencini-Psi

Passano i giorni e il caso Berlusconi sta via via monopolizzando la stampa italiana ed estera; sta scuotendo l’opinione pubblica in un senso o nell’altro; sta sollecitando fior di costituzionalisti al vaglio di possibili soluzioni; sta smuovendo le acque nei due principali partiti che, per ragioni di coerenza o opportunità politica, hanno già ufficializzato la propria posizione; sta facendo trascorrere “notti insonni” all’inquilino del Quirinale. In questo delicato e complesso quadro politico si inseriscono le dichiarazioni del segretario del Psi Riccardo Nencini che sul tema del voto in Giunta pro o contro la decadenza di Berlusconi avverte che il voto dei socialisti non sarà scontato. Continua a leggere

Sono di Pozzuoli e me ne vergogno

Pullman-funerali-PozzuoliSono nato a Pozzuoli e come tanti me ne sono andato. Da anni ho scelto un’altra città, da anni ci ritorno con la curiosità di un turista e la nostalgia di un vecchio. Da un paio di giorni a Pozzuoli ci sono tornato con la mente. Il premier dalle larghe intese Letta, il politico tutto d’un pezzo Caldoro, il sindaco immortale Figliolia, una madre piange aggrappata alla piccola bara come ad una scialuppa, un pensionato pensa che non rivedrà più i propri cari se non nella foto che stringe tra le mani sudate, il caldo non smette di torchiare queste anime sospese tra il mare a due passi e la cronaca più nera della notte appena trascorsa. L’Italia piange il dramma di Pozzuoli. Continua a leggere

C’era una volta la Lombardia: la Lega indice un referendum per l’indipendenza della Regione

Lombardia-secessione

“C’era una volta un paese…”. Non è il sottotitolo di Underground, film culto di Kusturica. Non è la Jugoslavia che nella scena finale della pellicola viene stigmatizzata come un’isoletta che va alla deriva sul fiume. Eppure i leghisti, in bassa fortuna e invischiati in beghe di partito dure a morire, si giocano la vecchia carta (straccia) della secessione. Quei simpaticoni del Carroccio però questa volta l’hanno fatta grossa. Hanno chiesto  e ottenuto, grazie all’appoggio di Pdl  e Fratelli d’Italia, la fissazione di un referendum  per chiedere l’indipendenza della Lombardia. A reclamare “il mal tolto” una mozione della Lega nord approvata il 25 luglio dal Consiglio provinciale di Brescia. Continua a leggere

EVASIONE DI SOPRAVVIVENZA: FASSINA COME IL CAVALIERE (DEL “NERO”)

Fassina-tasse

Come la mafia, l’abusivismo edilizio e lo strombazzare col clacson appena fermi al semaforo, anche l’evasione fiscale è uno di quei mali endemici che attanagliano il Bel Paese fino a renderlo brutto, incivile e invivibile. Almeno per chi ha avuto la fortuna o il merito di vivere, anche temporaneamente, altrove. Fuori confine, in una dei tanti paesi degni d’essere chiamati “civili”. Non bisogna andare troppo lontano, bisogna invece cambiare tutto: mentalità, cultura, welfare. Bisogna avere quel rispetto per gli altri e per il proprio Paese “civile” che da noi troppo spesso è “quello sconosciuto”. Passano gli anni e il tempo stringe. Non c’è più tempo per fare passi indietro. Alle nostre spalle c’è solo lo sprofondo del sommerso, la voragine scavata – dichiarazione infedele dopo dichiarazione infedele – dai furbetti del 730, quelli del “Ovviamente famo tutto in nero che sennò n’un famo niente”. Continua a leggere

DL DEL FARE: SI DISCUTE A OLTRANZA, MENTRE SLITTANO ANTI-OMOFOBIA, ECO-BONUS E FINANZIAMENTO AI PARTITI

Letta-Decreto del fare

Da ieri fino a venerdì. Tre giorni di passione tra gli scranni di Montecitorio a  discutere del cosiddetto “dl del fare”. Per il momento si discute, animatamente e a oltranza. Questa è la scelta obbligata sulla quale ha dovuto ripiegare il governo Letta visti i 251 ordini del giorno presentati da Cinque stelle, Sel e Carroccio e l’ostruzionismo annunciato già due giorni fa dai grillini. Il tutto nonostante, ieri, il governo abbia incassato la fiducia della Camera con 427 sì e 167 no e che il premier Letta lo abbia salutato come un segnale molto importante. Contro ovviamente  hanno votato M5S, Lega Nord, Sel e Fratelli D’Italia consegnando al Paese un Parlamento bloccato e l’inevitabile ingorgo di provvedimenti che stravolgerebbe di fatto il calendario parlamentare. Da qui l’ipotesi di procedere ad oltranza con la discussione. Continua a leggere

Questo dl s’ha da fare: Letta pone la fiducia e passa

Decreto del fare

Sarà che sull’home page del sito ufficiale www.governoberlusconi.it campeggia la scritta a caratteri cubitali “BERLUSCONI: il governo del fare”; sarà che Sandro Bondi nella sua accorata lettera a La Repubblica del  27 settembre 2008 scrisse che quella dell’allora governo del Cavaliere era «semplicemente una politica del fare, che risponde alle esigenze e alle preoccupazioni della stragrande maggioranza dei cittadini: di destra e di sinistra»; sarà che queste larghe intese hanno maglie fatte apposta per tenere fuori alcuni punti di buon senso ( vedi alcuni di quelli proposti dai penta stellati) e far passare invece tutti gli altri emendamenti. E tutto per il bene del Paese. Sì ma quale, il nostro oppure il loro? Fatto sta che il decreto legge “del Fare” viene blindato dal governo Letta senza se e senza ma. L’esecutivo ha posto la questione di fiducia. Il voto è previsto nel primo pomeriggio di oggi. Alla base della scelta c’è il mancato accordo con i partiti per ridurre i 900 emendamenti presentati in aula. Ma gli M5s non ci stanno e Grillo, dal suo blog rincara la dose: «Letta zittisce il Parlamento». I toni dell’ex comico sono sempre i soliti: populisti, propagandistici, per nulla divertenti. Continua a leggere