Manfredi Villani
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Manfredi Villani

Sviluppi della Tav Torino-Lione

La linea ferroviaria TAV TORINO-LIONE è la più grande infrastruttura in corso di realizzazione tra Italia e Francia.La sua estensione è di 269,8 chilometri dei quali 81,1 in territorio italiano. La tratta italiana rientra nella competenza di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) da Bussoleno al nodo di Torino.Da Bussoleno inizia inizia la sezione transfrontaliera di 65 chilometri di competenza di Tinnel Euralpin Lyon Turin(Telt) e termina in territorio francese a Sain Jean de Maurienne. La tratta ferroviaria residuale è di competenza di Réseau Ferré de France(Rff).Nella competenza Telt rientra il tunnel di base del Moncenisio di 57,5 chilometri;da Susa a Saint Jean de Maurienne. La sezione delle opere preliminari completate, pari al 14% delle gallerie previste per l’intera linea, comprende in Italia la galleria geognostica La Maddalena di 7 chilometri; ed in Francia la discenderia Villarodin Bourget/Modane di 4 chilometri; la discenderia La Prat di 24 chilometri; la galleria geognostica Saint Martin La Porte di 9 chilometri(realizzata al 50%) e si conclude con la discenderia Saint Martin La Porte di 2,4 chilometri.

La spesa prevista per l’intera TAV ascende a 8,6 miliardi di euro, finanziati dalla Francia al 25%,dall’Italia al 35% e dall’Unione Europea al 40%. Gli investimenti per studi e progetti preliminari sono stati di 1,5 miliardi di euro, finanziati dalla Francia al 25%, dall’Italia al 25% e dall’Unione Europea al 50%. Gli appalti necessari all’opera saranno 81, dei quali 24 bandi di gara sono stati assegnati su 12 cantieri operativi nella sezione transfrontaliera.

L’occupazione di persone che lavorano alla tratta internazionale è di 800 unità, suddivise in 530 nei cantieri, 250 nelle società di servizi e di 90 in itinere.La TAV è l’infrastruttura ferroviaria strategica che consentirà la costruzione di un tunnel 800 metri più in basso di quello esistente per far viaggiare i treni alla quota pianura con la previsione di incrementare il trasporto merci del 12% che significherebbe un più 17%di crescita per l’Italia.

Dal punto di vista politico ritengo utile alla deontologia culturale degli agitati componenti ignari dei NO TAV che nel 2016 la camera dei deputati del nostro Parlamento approvò con 285 voti a favore l’accordo Italia-Francia per la Torino-Lione. L’ampio ventaglio dei SI venne aperto da PD, Forza Italia, PSI, Ap-Ncd, Civici e innovatori, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Ala-Scelta civica, Democrazia solidale Cd. Furono 103 i NO espressi da M5S, Sinistra italiana-Sel e Alternativa libera. In coincidenza con il crepuscolo d’autunno 2016, i deputati votarono l’OK definitivo, dopo 26 anni dalla prima intesa del 1989 per la realizzazione della linea ferroviaria suddetta. L’accordo Italia- Francia si concretizzò durante la fase di governo di Matteo Renzi e venne siglato a Parigi il 24 febbraio 2015. Ritengo opportuno per i responsabili del M5S un ravvedimento operoso di svolta riformista e democratica favorevole alla prosecuzione della linea ferroviaria Torino-Lione.

Manfredi Villani

Genova, riprende il traffico dei treni

metro-3_0Il traffico ferroviario sulle tre linee del nodo di Genova direttamente interessate dal crollo del Ponte Morandi, da oggi è stato parzialmente riattivato. Nel dettaglio:-“Linea Sussidiaria” utilizzata per il traffico passeggeri fra Genova Sanpierdarena/Genova Rivarolo e Busalla-“Linea Bastioni” utilizzata per il traffico passeggeri e merci fra Genova Sanpierdarena e Ovada, Milano e Torino (Via succursale e/o Via Busalla)- “Linea Sommergibile” utilizzata per il traffico merci fra gli scali di Genova Marittima e Genova Sanpierdarena. Su questi tre tracciati ferroviari il Gruppo Ferrovie dello Stato, tramite RFI, ha effettuato gli interventi di ripristino e messa in sicurezza dell’infrastruttura danneggiata. Le attività sono riprese a seguito dell’avvenuto rilascio del nulla osta delle Autorità Competenti.
Dalle prime ore di oggi la circolazione ferroviaria è ripresa su sue delle tre linee sospese al traffico dal 14 agosto, a seguito del crollo del viadotto autostradale Morandi.Rimarrà,invece,sospesa al traffico la linea “Sussidiaria”, il cui rpristino potrà avvenire solo al termine dell’iter di messa in sicurezza/demolizione della parte spezzata del viadotto suddetto che sovrasta la linea stessa.Sono dunque 82 i treni regionali attivati per i collegamenti diretti via ferrovia, senza più dover cambiare mezzo di trasporto,sulle linee Genova-Acqui Terme(26 collegamenti), Genova-Rivarolo-Busalla(24 di cui 6 con capolinea a Genova Piazza Principe invece che Brignole) e Genova-Arquata-Novi Ligure(32 treni). Sono ripartiti anche i collegamenti merci da e per il porto di Genova. Il dettaglio dell’offerta è consultabile su tutti i canali di vendita di Trenitalia e sulle locandine informative pubblicate sul sito trenitalia.com. Per i primi sei giorni dopo l’odierna riattivazione, fino a martedì 9 ottobre, i treni percorreranno il tratto interessato dai lavori con un rallentamento di velocità a 30 km/orari che determinerà lievi allungamenti dei tempi di viaggio non previsti negli orari pubblicati.Le Ferrovie dello Stato,attraverso la controllata RFI (Rete Ferroviaria Italiana),ha così completato i principali interventi di ripristino avviati il 15 settembre che hanno visto impegnati circa 60 maestranze suddivise in turni operativi di 24 ore su 24. Nel dettaglio, ottemperando alle prescrizioni della Protezione Civile,è stata realizzata una barriera di protezione, lunga 70 metri e alta 8 metri, che garantirà la ridefinizione dei confini della zona rossa escludendo le linee ferroviarie. Sono stati rinnovati 300 metri di binari(massicciata,traversine e rotaie) danneggiati dal crollo, la linea di alimentazione elettrica dei treni, i cavi e parte dei sostegni di una delle due reti di alimentazione danneggiate oltre al rinnovo degli impianti di segnalamento e telecomunicazione.Il Gruppo FS italiane, vicino ai genovesi fin dalle prime ore del tragico evento,garantisce il proprio supporto alle istituzioni locali e nazionali mettendo in atto tutte le misure necessarie per agevolare i collegamenti da e per la città della Lanterna.

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Il Mistero del pappagallo cantatore

A prima vista sembrerebbe un titolo per ornitologo alla ricerca della caratteristica glottologica del merlo indiano.Trattasi,invece di un excursus di vita politica di cittadini pievesi che 33 anni fa costituirono un team per il consolidamento del PSI locale.Il loro marcato impegno riuscì nell’intento di far crescere il Partito Socialista Italiano della sede locale di PIEVE EMANUELE(Milano) al punto di produrre frutti succulenti e/o caduchi durante il lustro 1985-90.Codesta avventura,in virtù di una ottimale organizzazione politica fu concausa dell’affermazione sul territorio comunale del PSI di Bettino Craxi e determinò la conferma alla guida dell’Amministrazione Comunale del sindaco Antonio Maresca e l’elezione dei consiglieri comunali socialisti Luigi Marini, Riccardo Brio e Carmine Capasso; per il quinquennio 1985-90.Alcuni di essi(Antonio Maresca e Luigi Marini) vennero poi affiancati in veste di consiglieri comunali,nel periodo 1990-93,dai neofiti Francesco Ferrigno, Antonio Pagnano ed Antonio Dama,il quale assunse per qualche anno la carica di sindaco in seno all’Amministrazione comunale di Pieve Emanuele,poi commissariata nel 1993 per l’accidia di tangentopoli.Purtroppo in quel periodo si consolidarono i prodromi giustizialisti dei burrascosi anni 90 per gli amministratori che vennero messi alla berlina dalle infauste azioni giudiziarie della magistratura milanese del biennio 1992-94.Quel biennio venne caratterizzato dall’annientamento dell’elettorato socialista che per pavidità cadde nella letargia e nel nascondimento.Si sciolse come neve al sole l’auspicata unità socialista auspicata da Bettino Craxi e si perse l’identità autonomista della “politique d’abord”di Pietro Nenni.Questo labile ricordo di quei protagonisti racchiude l’amarezza di tanti cittadini pievesi che loro malgrado si arresero per nascondersi nel mare magnum di nuove avventure politiche,rinnegando le specificità ancestrali dell’ideale socialista.La disfatta del PSI fu pregna di rammarico.Il rammarico di non essere più protagonista della verve politica di cui i socialisti erano portatori dal 1976 al 1992.Tuttavia un tentativo di ricreare le condizioni di rinascita e sviluppo dell’elettorato socialista maturò subito dopo la tragedia di tangentopoli.Nel 1994 uno sparuto gruppo di fedeli compagni socialisti,che non avevano mai avuto cariche amministrative a Pieve Emanuele,riaprì la Sezione del PSI in Via Roma 14,spinto dalla speranza di ridare dignità e forza al popolo socialista del territorio pievese.Si ebbe un periodo di visibilità dei socialisti sotto il simbolo del SI(Socialisti Italiani) e poi dello SDI(Socialisti democratici italiani).Tennero sul territorio locale una positiva affermazione di tesserati ed una discreta presenza pubblica di convegni,congressi e stampa.Le loro aspirazioni ebbero un primo risultato con le elezioni amministrative del 1998.Lo SDI si presentò all’elettorato con una lista politica autonoma che candidava a Sindaco la compagna Nadia Gallo ,Purtroppo,nonostante il lusinghiero numero di voti ottenuto,quella lista non raggiunse il quorum elettorale necessario a mandare almeno un consigliere nella compagine comunale.Quel manipolo di idealisti resistette allo sconforto fino a ritentare nel 2002 una seconda avventura elettorale,non più sotto l’egida dello SDI,bensì inquadrandosi nei due schieramenti contrapposti del PDS e Forza Italia.La delusione raggiunse il suo acme:nessuno dei due candidati,rispettivamente Biagio Sapio ed Antonio D’Amato venne eletto.Si creò un dissidio tra entrambi che condusse all’affossamento dell’attività politica dei socialisti pievesi ed alla conseguente chiusura della Sezione dello SDI.Una luce postuma fece sperare il popolo socialista di ridestarsi con le elezioni amministrative del 2007.Fu allora che la cittadinanza composita locale mise fine all’avventura politica della sinistra confluita nel PD e RFC.I socialisti di Pieve Emanuele vollero dare il loro contributo per cambiare finalmente la scena politica e dare fiducia e forza elettorale alla coalizione di Centrodestra guidata dal candidato sindaco Rocco Pinto.Il neofita centrodestra vinse le elezioni comunali al primo turno con il 50,6% di voti.Questa sofferta riflessione rispecchia una meditata scelta di dare consistenza e coraggio ai depositari dell’ideale socialista.Per la cronaca l’ispirazione del titolo di questo pezzo mi deriva da tre fedeli compagni socialisti che nel 1985 risiedevano a Pieve Emanuele:Mistero Antonio.Pappagallo Nicola e Cantatore Michele.

Le merci pericolose sono mine vaganti

Nel giorno della Trasfigurazione del Nostro Signore, alle ore 13,45 un’autocisterna carica di gpl, all’altezza di Borgo Panigale di Bologna, ha tamponato un tir, che finisce contro una bisarca ferma in coda. Dopo pochi minuti l’autocisterna esplode e provoca l’inferno sull’A14. In effetti tragedie del genere ci costringono a capire meglio i lati oscuri che politica e istituzioni traducono in dibattiti estenuanti, che non seguono mai le esigenze della società. I precedenti incidenti sono ancora raccapriccianti: a gennaio, in A21, un camion piomba su una Kia con dentro 5 persone, tutte morte con l’autista del tir. Spinta sotto un’autocisterna di gasolio, la Kia esplode. In provincia di Terni, sull’A1, nel luglio 2016, una Fiat Punto alimentata a metano viene tamponata da un tir. Nell’impatto la vettura prende fuoco: tre le vittime. L’apocalisse di Bologna di lunedì 6 agosto 2018, nel bilancio di fine giornata conta un morto, cento feriti e tra questi, ustionati, i primi esponenti delle forze dell’ordine che erano accorsi per prestare soccorso. L’autocisterna, guidata da Andrea Anzolin,42 anni, di Agugliara (Vicenza) che lavorava per un’Impresa di Lonigo, si scaglia a tergo di una bisarca carica di auto, preceduta da un camion che si scoprirà poi essere carico di solventi. L’Anzolin ha centrato in pieno la colonna quasi ferma per traffico intenso. Mentre i mezzi investiti si accartocciavano è partita una prima esplosione con vampate di fuoco. Il carico di solventi è bruciato subito. Di lì a poco subentra l’esplosione del gpl che, detonando, provoca lo smembramento dell’autocisterna che si è aperta a metà con crollo parziale del tratto autostradale.

Il muro di fuoco, con temperatura attorno ai 1000 gradi Celsius, fà crollare il ponte dell’A14, saltano in aria le auto del vicinato, rendono inagibili le case di prossimità e causano decine di sfollati. Le ripercussioni gravi sulla viabilità mostrano uno scenario di guerra che difficilmente potrà essere ripristinato in poco tempo. Lo schianto ha fatto il giro del mondo sui siti giornalistici, dalla Bbc a El Pais, al francese Le Monde. Il disastro richiama l’assioma per prevenire tragedie del genere. Le merci pericolose sono mine vaganti. Le regole di prevenzione non danno sicurezza. La vigente normativa mondiale ADR è una norma internazionale osservata da tutta la filiera, dallo speditore al caricatore, all’imballatore fino al ricevente destinatario. Il problema fondamentale della tracciabilità del trasporto di materie esplosive, gas, materie liquide infiammabili, materie comburenti, materie tossiche, materie radioattive, materie corrosive ed altre materie pericolose richiederebbero il supporto tecnologico per radiolocalizzare la flotta da una sala operativa e far viaggiare i mezzi di notte.

Manfredi Villani

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Sviluppi del Fotovoltaico

Operando nel settore del fotovoltaico,capita spesso di interfacciarsi con titolari di impianti che lamentano “rendimenti bassi”dei propri sistemi. Nella maggior parte dei casi, il cliente arriva a conoscenza di tale situazione quando vede diminuire drasticamente i correttivi del Gestore dei Servizi Energetici(GSE). Quasi sempre questi impianti sono stati realizzati durante il boom del fotovoltaico,quando l’interesse economico era davvero elevato e molte aziende hanno deciso di entrare nel campo improvvisandosi installatrici senza alcuna competenza. Di conseguenza, le persone che si sono affidate ai seguenti “installatori”, si trovano ora con impianti fotovoltaici malfunzionanti, con moduli fuori garanzia e nel peggiore dei casi senza un servizio di assistenza da parte dell’azienda installatrice(che nel frattempo è fallita o ha cambiato settore). Questo rappresnta un vero e proprio problema per i titolari dei suddetti impianti che non performano come dovrebbero. Ad oggi però esiste una soluzione a questi problemi: Il revamping fotovoltaico. Attraverso il revamping è possibile migliorare le prestazioni del proprio impianto e risolvere la maggior parte delle problematiche.Andiamo a scoprire nello specifico di cosa si tratta. Il revamping fotovoltaico è una tecnica di rinnovamento degli impianti già installati che però non funzionano correttamente o al massimo del loro rendimento. Tale processo prevede una revisione completa effettuata da un tecnico specializzato,che si reca sul sito e analizza il sistema e i suoi componenti in base agli standard previsti,ne rilava le problematiche e propone al titolare una soluzione efficace per rimettere in funzione effettiva l’impianto stesso. Oltre a visionare lo stato dei pannelli fotovoltaici, la concentrazione viene posta sul componente che rappresenta il cuore del fotovoltaico: l’inverter. Infatti è grazie a questo dispositivo che la corrente continua in uscita dai moduli viene trasformata in corrente alternata, che è quella che viene utilizzata poi per il funzionamento degli utilizzatori elettrici.Inoltre,l’inverter garantisce il funzionamento dei pannelli al massimo del loro rendimento,e rende sicuro il funzionamento dell’impianto stesso.Ora si può ben capire perché viene considerato un elemento primario nella pratica del revamping. Ad ogni modo il revamping non si limita all’analisi dell’inverter, bensì si vanno ad esaminare tutti i componenti che costituiscono il sistema e si cerca di trovare delle soluzioni per ottimizzare il rendimento generale dell’impianto, considerando anche i tempi di ritorno economico per il cliente. Il revamping risulta efficace quando l’impiantonon è più in grado di funzionare al suo massimo valore di rendimento, oppure nei casi incui non risulti più conforme alle normative in vigore. Si consiglia sempre di tenere monitorate ed effettuare costantemente le manutenzioni necessarie al perfetto funzionamento del fotovoltaico.

Manfredi Villani

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Governo di Minoranza

Per dare speranza di bene comune agli italiani avanzo un approfondimento derivante dallo stallo pernicioso di alleanze parlamentari,programmatiche e politiche avviate dopo il 4 marzo 2018. Poiché la coalizione di centrodestra è risultata depositaria del 37% dei consensi elettorali può ambire alla formazione di un governo di minoranza. La coalizione suddetta ha vinto e può proporre, il prossimo 3 maggio, al Presidente della Repubblica l’incarico pieno per la formazione di un governo che si regge sul voto di fiducia di meno della metà dei parlamentari. La Costituzione italiana stabilisce che il governo deve avere la fiducia di entrambe le Camere. Se alcuni parlamentari si astengono o abbandonano l’Aula può bastare anche una maggioranza relativa.Si può fare un tentativo di cercare il consenso dei parlamentari depositari della speranza di bene comune. È stata pubblicata dal Corriere della Sera l’intervista in cui Silvio Berlusconi ha lanciato l’ipotesi di un esecutivo di minoranza con Matteo Salvini Premier. In ogni caso è indispensabile ricordare che il centrodestra,guidato da Matteo Salvini con il consenso del Presidente di Forza Italia,deve rispettare la volontà popolare.Anche l’azzurro Antonio Tajani insiste sulla proposta d’incarico per il centrodestra per un governo di minoranza che cerca voti in Parlamento”sul modello spagnolo”, senza lasciare spazio ai populismi che “spaventano l’Europa”. Negli studi di Rai 1, Matteo Renzi, ospite di Fabio Fazio, ha chiuso ai Cinque Stelle e ha lanciato “il governo per le regole”.

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Il Treno d’Epoca per Pompei e Paestum

La Fondazione FS e Regione Campania consentono il ritorno periodico dell’Archeotreno a Pompei e Paestum. Il successo registrato dall’Archeotreno per la visita ai due Parchi Archeologici,con frequenza di ogni quattro domeniche,continuerà domenica 25 marzo,partendo da Napoli Centrale. I viaggi con il convoglio composto da vetture d’epoca seguirà una formula invariata rispetto allo scorso anno. Le carrozze Centoporte e Corbellini lasceranno la stazione di Napoli alle 10,10 per raggiungere la prima fermata a Pompei alle 10,51. Il treno storico attenderà i passeggeri che, al ritorno dalla visita agli Scavi,ripartiranno alle 15,05 per giungere alla stazione di Paestum alle 16,01 e recarsi al sito dove gli antichi templi romani li accoglieranno con il loro fascino,immutato nel tempo.l ritorno è previsto alle 17,42 con arrivo a Napoli alle 19,30 circa.A bordo del treno oltre ai voucher per l’accesso ai Parchi Archeologici si potranno acquistare guide cartacee e un servizio di visita guidata/autoguida ufficiale. I biglietti per l’Archeotreno Campania sono in vendita su tutti i canali Trenitalia,oppure direttamente a bordo treno,senza alcuna maggiorazione,salvo disponibilità dei posti.Buon viaggio ai cultori del patrimonio turistico del Bel Paese.

Manfredi Villani

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La galleria di base del Brennero

Le Ferrovie dello Stato Italiane hanno diffuso su FSNEWS il Quadro generale del progetto della Galleria di Base del Brennero.Riguarda una galleria ferroviaria in piano che collegherà Fortezza(Italia) e Innsbruck(Austria),che da sola raggiunge una lunghezza di 55km.In prossimità di Innsbruck  la galleria si interconnetterà con la circonvallazione ferroviaria esistente ed assumerà ,di conseguenza,un’estensione totale di 64 km,divenendo cosi il collegamento sotterraneo più lungo al mondo.Si svilupperà ad una quota di 794m s.l.m.sotto il valico del Brennero,che con un’altitudine di 1371m è il valico più basso dell’arco alpino.L’opera che le FS stanno realizzando è una galleria destinata esclusivamente al trasporto ferroviario.

La configurazione del tunnel prevede due galleria principali a singolo binario collegate tra loro ogni 333m tramite cunicoli trasversali di collegamento.Tra le due gallerie principali,ad una quota di circa 12m più bassa è prevista,preliminarmente alla realizzazione delle due gallerie ferroviarie,la costruzione di un cunicolo esplorativo,la cui funzione principale è quella di caratterizzare in modo ottimale l’ammasso roccioso al fine di procedere alle fasi successive di progettazione e realizzazione dell’opera in maniera aderente alle reali condizioni geologiche,riducendo drasticamente l’area di rischio di costruzione sia in termini di tempo che di costi.L’ultimazione dei lavori in corso è prevista al 2026.Nel frattempo sarà necessaria la partecipazione al finanziamento dei lavori a carico dell’Unione Europea.Giunge a proposito la notizia dell’avvenuto incontro a Strasburgo tra FS Italiane ed i vertici dell’UE(06/02/2018).

La Presidente Gioia Ghezzi e AD Renato Mazzoncini hanno incontrato il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani,il Vice Presidente David Sassoli e Violeta Bulc,Commissario Europeo ai Trasporti e con tutta la delegazione parlamentare europea italiana.L’incontro ha riguardato anche lo sviluppo della mobilità integrata collettiva inserito nel Quadro Finanziario 2021-2027 dell’Unione Europea,la revisione dei Mobility packages,stato dell’arte del Quarto pacchetto finanziario,lo sviluppo ed il sostegno economico del progetto Interrail e lo stato di attuazione del Piano Industriale 2017-2026 di FS italiane.Durante i colloqui,Gioia Ghezzi e Renato Mazzoncini hanno posto l’attenzione sulla necessità di finanziare,attraverso il fondo CEF(Connecting European Facilities ) sia lo sviluppo delle reti Ten-T(Trans-European-Transport) nel periodo 2021-2027,sia il completamento dei progetti europei come la Galleria di Base del Brennero e la linea internazionale Torino-Lione.Investimenti precipui di circa 65 miliardi di euro.Sono stati infine illustrati i progressi,dopo un anno e mezzo dall’inizio delle operazioni,del Piano Industriale FS che si sviluppa su cinque pilastri strategici:mobilità integrata,logistica integrata,infrastrutture integrate,sviluppo intermodale e digitalizzazione.Piano che preve de 108 miliardi di euro di investimenti e determinerà un fatturato destinato a raddoppiare in 10 anni,oltre a una profonda trasformazione di FS italiane in operatore internazionale di mobilità collettiva integrata.

Manfredi Villani

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Nel Pavese un nuovo Termovalorizzatore

Si sta prospettando nel pavese un nuovo termovalorizzatore dei Rifiuti Solidi Urbani(RSU). L’Amministrazione Provinciale di Pavia è in attesa della prossima Conferenza dei Servizi per autorizzare il nuovo impianto proposto da A2A Ambiente a Corteolona. Nel frattempo si cerca di capire perché A2A investa su un nuovo impianto,nonostante le indicazioni dell’Unione Europea siano di incrementare fino al 50% il riciclo dei rifiuti e ridurre sotto al 10% il ricorso alla discarica. L’input tecnologico lo spiega Lorenzo Zaniboni in un’intervista pubblicata da La Provincia Pavese.Il Responsabile Impianti di A2A Ambiente asserisce: Gli obiettivi coincidono con le indicazioni europee. L’economia circolare si basa sulla raccolta differenziata,ma da sola non basta a risolvere il problema rifiuti.Per questo gran parte degli investimenti dei prossimi 5 anni serviranno allo sviluppo di nuovi impianti di recupero dei materiali,come plastica,pneumatici, carta e FORSU (Frazione organica dei rifiuti solidi urbani).Serviranno nuovi Termovalorizzatori e nuovi impianti produttori di gas biologico,compost e polverizzatori meccanici di pneumatici.Le emissioni in atmosfera dei fumi dei Termovalorizzatori non generano conseguenze per la salute dei cittadini. Le analisi scientifiche confermano che i moderni impianti garantiscono la massima protezione di ambiente e salute. Gli studi effettuati per l’impianto di Corteolona hanno confermato che l’incidenza delle sue emissioni sulla qualità dell’aria, in qualsiasi punto dell’area, non è assolutamente significativa. L’impianto che da anni sta funzionando a Corteolona è dotato di un doppio sistema di analisi in continuo delle emissioni che effettua oltre 1000 misurazioni all’ora. Un monitoraggio delle emissioni ha un collegamento telematico diretto con il centro di controllo di Arpa Lombardia. La società A2A è garante di tutti i processi industriali che mette in atto e ne dà visibilità in un processo di totale trasparenza, pubblicando sui siti Web della società i dati di emissioni. I comuni interessati per il secondo Termovalorizzatore del Pavese otterranno compensazioni,con interventi migliorativi e convenzioni. Tra le compensazioni anche la viabilità. Il nuovo impianto porterà un incremento modesto (10/12 veicoli/giorno). L’effetto cumulo degli impianti del centro integrato di Corteolona è stato escluso anche dalla VIA (Valutazione di impatto ambientale) che ha considerato il sito nel suo complesso. Nel nuovo impianto vengono utilizzate tecnologie di un avanzato sistema di combustione a griglia mobile controllato con telecamera all’infrarosso,e con un sistema di recupero energetico ad elevata efficienza. La massima protezione ambientale sarà assicurata da un doppio sistema di filtrazione e reattori di neutralizzazione a secco,iniezione di calce e bicarbonato seguiti da un sistema catalitico per il trattamento delle emissioni.Un vero gioiello della tecnica che verrà realizzato con le migliori innovazioni oggi disponibili a livello internazionale e garantirà la massima protezione ambientale.Aumenta anche l’efficienza energetica recuperando dai rifiuti oltre 200.000 MWh di energia elettrica,con un risparmio di 40.000 tep (tonnellate di petrolio equivalente) e oltre 100.000 tonnellate di CO2 all’anno. Nel PMA(Piano di Monitoraggio Ambientale) di A2A Ambiente è prevista anche una valutazione delle ricadute ante operam predisponendo stazioni di campionamento sia fisse che mobili che sarà ripetuta dopo la messa in esercizio dell’impianto.Si auspica che non venga accolta alcuna strumentalizzazione degli ambientalisti che stanno sulle barricate dal 2009. Suggerisco di aderire con fiducia e buonsenso al progetto di un nuovo Termovalorizzatore perché produrrà valorizzazione intrinseca e permanente del territorio.

Manfredi Villani

Cern. Sviluppi della Fabbrica dei ‘Neutrini’

A Ginevra, nei laboratori del CERN (Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare) venne realizzata, nell’anno 2008,la prima grande macchina utile per la fisica delle particelle subatomiche del 21esimo secolo. Appunto il cosiddetto LHC, cerncioè il Large Hadeon Collider. Con esso si vuole arrivare a svelare il cuore stesso della natura, mediante apparati sperimentali sempre più complessi ed imponenti, fino a raggiungere un futuro di”acceleratori di particelle” che potrebbero condurci alla scoperta delle origini dell’universo. Quanto ottenuto ha richiesto tecnologie informatiche avanzate, impiegate dalla fisica delle alte energie. Un esempio è quello della nascita presso il CERN, nell’anno 1989. dell’ormai famoso WWW, cioè del Word Wide Web inventato dal fisico Tim Berners-Lee per utilizzare il linguaggio ipertestuale al fine di condividere agevolmente le informazioni necessarie al lavoro della fabbrica delle particelle e poi esteso in tutto il mondo da Internet e suoi derivati telematici. La natura contiene forze fondamentali tra loro interagenti:la gravitazionale,responsabile dell’attrazione tra le masse; l’elettromagnetica, responsabile dell’attrazione o repulsione del legame tra le cariche elettriche; la forte, responsabile del legame di protoni e neutroni all’interno dei nuclei atomici; ed infine la debole, responsabile dei decadimenti radioattivi. Gli acceleratori di particelle, quale il gigantesco protosincrotone del CERN, consentono di immagazzinare e far raggiungere energie elevate a particelle di vario genere, costringendole a seguire una traiettoria data,per essere poi impegnate come “proiettili” contro bersagli fissi o altre particelle. Aumentando l’energia crescerà anche la velocità delle particelle, fino al limite della velocità della luce, cioè di circa 300mila chilometri al secondo. Questo assunto sembra vacillare in base alle notizie diffuse dal CERN sulla traiettoria e la velocità dei “neutrini” che da Ginevra hanno raggiunto nel sottosuolo, il Gran Sasso d’Italia. Cioè i 732 chilometri di tragitto sotterraneo dei neutrini sarebbero stati percorsi alla velocità di poco superiore a quella della luce. Da allora ci stiamo occupando per un meditato responso scientifico sulla velocità dei suddetti neutrini: i neutrini sparati dal CERN verso il Gran Sasso procedono alla velocità della luce che resta un limite, non superabile, almeno per adesso. Nelle viscere del Gran Sasso si svolge un gigantesco esperimento, denominato OPERA, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Su OPERA vengono inviati dal CERN dei fasci di neutrini con una durata temporale di pochi nanosecondi. Arrivano in un batter di ciglia. Finalmente al 25esimo Congresso di Fisica Nucleare a Kioto, Giappone, finisce definitivamente l’illusione di aver trovato una “nuova fisica”. La ripetizione dell’esperimento effettuato dal Giappone con un nuovo fascio di neutrini arrivato da Ginevra ci mette in tutta sicurezza e confermano che la velocità della luce non viene superata. Sui neutrini è stata scoperta una nuova modalità di oscillazione. È stata confermata l’oscillazione dei neutrini del fascio sparato dal CERN al Gran Sasso. Alla scoperta dell’oscillazione dei neutrini nell’anno 2015 è stato attribuito il premio Nobel per la Fisica dell’Accademia si Svezia a Takaaki Kajita e ad Arthur B.McDonald per il loro contributo alla scoperta del fenomeno dell’oscillazione dei neutrini e del fatto che queste particelle elementari hanno massa, con gli esperimenti Super-Kamiokande e Sudbury Neutrino Observatory. La Lunga storia del neutrino è un esempio tipico del modo di procedere della ricerca scientifica,in cui un risultato sperimentale inspiegabile porta alla formulazione di una teoria che a sua volta permette di ottenere nuovi risultati sperimentali.

Manfredi Villani