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Manuel Santoro

E’ necessario crescere… velocemente.

Siamo ormai, da diverso tempo, impantanati su percentuali molto basse, e quando si è così marginali diventa difficile marcare una propria autonomia, valorizzare i propri ideali, far emergere i propri programmi.

Il gruppo parlamentare è encomiabile nel lavoro di preparazione e divulgazione delle iniziative socialiste attraverso i meccanismi parlamentari ma non riusciamo a trasferire tutto questo lavoro nelle strutture locali del partito e, tramite esse, nei territori. Questo è il primo punto su cui dovremmo iniziare a riflettere e porre rimedio.

Il secondo punto riguarda l’agognata autonomia. Se ne parla nel documento finale del Congresso di Venezia, come ultimo punto, e sono convinto che vada difeso e attuato. Dopotutto, immagino che nessuno di noi, militanti e dirigenti del PSI, abbia alcuna intenzione di emigrare in altri soggetti politici, a destra come a sinistra, in quanto consideriamo il Partito Socialista come la nostra casa. La casa del socialismo italiano. Naturalmente, però, non basta evocare il termine autonomia affinché essa si materializzi. Cari compagni, se non cresciamo alla svelta nei consensi, nei voti, addio autonomia e potremmo essere tristemente costretti ad abbandonare una nave che stenta a salpare.

Abbiamo, allora, un problema di crescita strutturale delle nostre forze e un problema di visibilità politica. Essere in Parlamento è importante ma non sufficiente.

Il Partito Socialista deve uscire dalla logica della perpetua erosione delle proprie risorse. Su questo il partito è stato protagonista (in negativo) indiscusso nei decenni. Cambiare significa ricercare una vasta apertura verso l’esterno e avviare un lavoro di sintesi politica, una convergenza, necessaria per evitare i soliti processi autoreferenziali e depotenziare la stantia tutela dei vari orticelli, nazionali e locali.

Aprire il partito a tutti i socialisti che negli anni sono andati via, per scelta o per forza, in formazioni politiche limitrofe, dovrebbe essere un inizio da valorizzare. Impronterei, allora, un nuovo corso socialista avendo l’obiettivo dell’unità dei socialisti all’interno del Partito Socialista Italiano. Unità che, però, non può avvenire in modo sano e compiuto senza una precedente attività di democratizzazione interna ed emancipazione del merito. L’approccio meritocratico porta sempre con sé forze ed energie nuove, brave e volenterose. L’approccio meritocratico premia sempre.  Tutti quegli atteggiamenti, invece, che rispondono ad altre logiche sono e saranno sempre nocive alla vita e alla crescita del partito. Rimane, altresì, fondamentale realizzare la sintesi tra i vari filoni del socialismo italiano e perseguire l’unione politica di tutti quelli che riconoscono prioritaria la difesa dei deboli del mondo e la lotta al grande capitale.

Va da sé che crescere, accogliere, aprirsi deve viaggiare parallelamente al rendersi visibili, iniziando dai territori in cui il partito è presente. Essendo il PSI una formazione politica piccola, non abbiamo alcuna forza mediatica di rilievo a livello nazionale. Nella malasorte, e a differenza di tanti altri però, abbiamo l’opportunità di territorializzare il nostro operato, la nostra progettualità, dicendo alla gente prima di tutto la verità sul “come stiamo” e, faccia a faccia, proporre e spiegare le nostre idee sul come risolvere, o per lo meno alleviare, i problemi più drammatici del nostro tempo. Il lavoro, la casa, la salute, la povertà, la scuola. Con serietà e umiltà.

Organizziamoci affinché le strutture locali si adoperino, con una certa cadenza e continuità, nello scendere in piazza, nelle strade, persino nelle fabbriche; nell’organizzare tavoli per trattare in modo diretto le reali problematiche delle collettività. Su questo punto qualcosa è stato detto e, spero, venga perseguito. Penso al grande contributo che i segretari regionali, provinciali e sezionali, con le rispettive strutture nei territori, possono dare alla crescita del partito. Dopotutto, per la crescita e per la visibilità del partito da qui si passa.

Manuel Santoro