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Marco Parrella

Caro libri: studiare costa tanto e non solo in termini di fatica

L’ultima campanella dell’anno scolastico ha già suonato da qualche giorno, ma non è mai tardi per parlare del “caro libri”. Infatti, come ogni estate prima della ripresa della scuola, le famiglie italiane dovranno cimentarsi nell’impresa di reperire i testi adottati, preferibilmente senza dover essere costretti a vendere qualche organo. Lo scorso anno, la Federconsumatori ha notificato un aumento medio del 2-3 % del costo dei libri di testo rispetto a quello dell’anno precedente, non tenendo conto però del costo del corredo scolastico. Sarà così anche per il 2012- 2013? Continua a leggere

Tutta un’altra musica questi giovani dell’Orchestra Geneticamente Modificata

Giovani e musica: un binomio che da sempre è sinonimo di affiatamento. Ma un conto è apprezzare un determinato tipo di musica, un altro è essere avvezzi fin da piccoli a rapportarsi ad essa. E così succede fin troppo spesso che i ragazzi alla fine delle scuole medie, dopo tre anni di studi musicali a volte neanche all’altezza della situazione, si trovino senza un ponte di passaggio, un “continuum” nel mondo della musica. La loro formazione artistica in divenire attraversa una fase cruciale proprio in quel periodo, e si rischia di perdere la “vena musicale”, sempre che loro stessi siano interessati a mantenere quest’educazione come uno dei propri capisaldi. Continua a leggere

Graffiti tra vandalismo e coscienza sociale: Roma come San Paolo o New York

Da sempre espressioni artistico-culturali ai limiti della legalità, il muralismo e il graffitismo dividono spesso l’opinione pubblica sia in merito alla loro validità estetica che alla loro valenza sociale. Fin dalla loro nascita, queste forme espressive si sono accreditarte sia come strumenti di presa di coscienza sociale, ad esempio nel Messico di inizio ‘900, sia come forme di protesta creativa contro il potere, testimoniata dal caso del graffitismo americano negli anni ’60- ’70. Ma come vengono visti, in Italia, i writers che attraversano silenziosi le città? E come si relazionano i graffitari con i quartieri dove “operano”? Continua a leggere