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Marco Flavi

Riforma Parchi. Pastorelli: “Valorizzati i territori”

parco-pollinoL’aula della Camera ha approvato in seconda lettura parlamentare il ddl di riforma delle legge quadro sulle aree protette (la 394 del 1991). Il sì è arrivato con 249 voti favorevoli, 115 contrari e 32 astenuti, in particolare il ddl riguarda: riforma della Governance delle aree protette; istituzione di un prelievo sulle attività ambientalmente impattanti; più risorse e revisione delle sanzioni previste; divieto di nuove trivelle; Valutazione ambientale strategica nel piano parco e nulla osta unico.
“Il provvedimento sulle aree protette deve essere accolto con favore dal momento che innova positivamente l’organizzazione interna degli Enti Parco, rendendola più efficiente ed agile. Riteniamo che il ddl possa rendere più efficiente il sistema di gestione delle aree e più in generale crei le condizioni per una corretta valorizzazione dei territori”. Lo afferma Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera, nel corso delle dichiarazioni di voto sulla riforma dei Parchi. “Nell’accogliere i nostri ordini del giorno inoltre – prosegue il parlamentare socialista – il Governo ha mostrato grande sensibilità nei confronti dei piccoli coltivatori, valutando la possibilità di una misura per i danni all’agricoltura causati dalla presenza di fauna selvatica nelle immediate vicinanze dei parchi. Così come ha ben fatto l’Esecutivo a recepire l’atto di indirizzo che prevede azioni efficaci tali da vietare l’introduzione e l’utilizzo nelle aree protette di api di sottospecie diverse attuando così una strategia per la tutela della biodiversità”.
Arriva così il divieto di nuove attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio dei parchi e nelle aree contigue. Il prelievo sulle attività ambientalmente impattanti – le cosiddette royalties – è diventato una tantum con un aggancio al pagamento dei servizi ecosistemici a partire dal secondo anno di applicazione. Introdotto un prelievo anche sugli impianti di imbottigliamento di acque minerali.
Da mettere in rilievo anche l’istituzione di un sistema delle aree marine protette con un sistema di finanziamento triennale ed un occhio di riguardo per le aree marine e regionali. Rispetto al contestato tema della governance è stato specificato che sia il presidente che il direttore del parco dovranno avere anche delle competenze ambientali. Prevista inoltre la non applicazione dell’articolo 131-bis del codice penale, sulla esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, per le violazioni previste dalla legge quadro.
Soddisfatti anche la Coldiretti per la quale la “legge di riforma in materia di parchi rappresenta una tappa fondamentale per restituire ruolo e reputazione ad organismi in grado di promuovere progetti innovativi basati sulla collaborazione tra imprese e luoghi in vista di uno sviluppo locale sostenibile”. “Finalmente, trascorsi 25 anni dall’originario testo i parchi hanno anche una precisa missione di scopo: quella di diventare laboratori di sviluppo della multifunzionalità agricola e di rendere protagoniste le collettività residenti” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’auspicare ora “un passaggio veloce al Senato dove è atteso per la terza lettura, per arrivare al più presto all’approvazione definitiva”.
Contro il provvedimento si sono invece schierate 14 associazioni ambientaliste (Associazione ambiente e lavoro, Aiig Cts, Enpa, Greenpeace, Gruppo intervento giuridico, Italia Nostra, Lav, Lipu, Marevivo, Mountain Wilderness, Pro Natura, Sigea e WWF) che avevano chiesto ai parlamentari di bocciare la riforma. Secondo le associazioni “il disegno di legge sposterà il fondamentale asse valoriale dalla natura all’economia e al localismo, con conseguenze pericolosissime per la conservazione della
biodiversità e del territorio del nostro Paese” e si sancisce “un gravissimo passo indietro dello Stato rispetto al dovere della tutela di specie ed habitat.

Banche Venete. Verso sospensione bond del 21 giugno

padoan draghiIl Consiglio dei ministri è convocato per oggi e il Tesoro è pronto a trovare una soluzione sulle Banche Venete. Secondo alcune indiscrezioni il Mef sarebbe al lavoro per la cordata di “volontari”, ma starebbe al contempo valutando anche l’ipotesi di un decreto per sospendere il rimborso del bond di Veneto Banca che scade a giorni, il prossimo 21 giugno. Secondo quanto riporta la Reuters la mossa dell’esecutivo è propedeutica alla soluzione in corso di negoziato con le autorità europee per il salvataggio delle due banche venete. Il bond decennale in scadenza la prossima settimana è stato emesso per un ammontare nominale di 150 milioni di euro, mentre l’oustanding è di 86 milioni.
Da Lussemburgo il ministro Padoan afferma: “Il governo sta facendo il possibile per assicurare i requisiti giuridici e normativi che facilitino una soluzione sulle banche venete”.
Il ministro mostra ottimismo per quanto riguarda il via libera dell’Ue: “Confermo che stiamo lavorando duramente e proficuamente con le istituzioni europee. Sono fiducioso su una soluzione positiva che sarà raggiunta a breve”.
Le due banche sono in una situazione critica, dopo mesi di negoziato per avere il via libera a una ricapitalizzazione precauzionale da circa 5 miliardi che serve a coprire una carenza di capitale da 6,4 miliardi. Ma da Bruxelles la condizione sono 1,2 miliardi di capitali privati per dire sì alla ricapitalizzazione precauzionale, del valore di 6,4 miliardi di euro, non a caso si chiede aiuto al mondo della Finanza, tanto che si vocifera che alcuni dirigenti hanno aperto alla possibilità di partecipare a un’azione concertata volta a dare a Popolare di Vicenza e Veneto Banca l’iniezione necessaria di capitali. Ma un’altra soluzione, secondo quanto scrive il Sole24ore, per il governo di superare la quota dei capitali privati è quella dell’attivazione del fondo di risoluzione che venne già utilizzato “per il caso delle quattro banche (Banca Marcje, Banca Etruria, Cariferrara e Carichieti) finite in risoluzione prima che entrasse la direttiva BRRD sul bail-in”.

Unicef: nei Paesi ricchi un bambino su 5 è povero

povertà“La Report Card 14 è un campanello d’allarme che ci ricorda che anche nei paesi ad alto reddito il progresso non va a beneficio di tutti i bambini,” ha dichiarato Sarah Cook, direttrice dell’UNICEF Innocenti. “Redditi più alti non portano automaticamente a condizioni migliori per tutti i bambini, possono anzi aggravare le disparità. I governi di tutti i paesi devono agire per assicurare che le differenze vengano ridotte e che si effettuino progressi per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per i bambini”. Un notevole livello di disuguaglianza e povertà viene evidenziato nel rapporto Unicef, dove si sfata il mito tutto occidentale che i bambini poveri siano solo nei Paesi del Terzo Mondo.
Secondo l’ultima Report Card dell’UNICEF-Centro di Ricerca Innocenti esistono infatti notevoli disuguaglianze nei Paesi ad alto reddito ed osserva che nei due terzi dei Paesi in esame, il 40% dei nuclei con bambini più poveri guadagnano meno del 10% più ricchi.
Il rapporto mette in luce come 1 bambino su 5 in paesi ad alto reddito vive in povertà reddituale relativa e in media 1 su 8 affronta insicurezza alimentare. Circa 1 bambino su 10 nei paesi ad alto reddito vive in famiglie in cui nessun adulto possiede un impiego; fra i giovani fra i 15 e i 19 anni nei paesi ad alto reddito, circa 1 su 13 non lavora, non studia e non segue un programma di formazione (NEET); nei paesi ad alto reddito, nel 2012, il suicidio è stato la principale causa di morte tra i giovani tra i 15-19 anni di entrambi i sessi, avendo provocato il 17,6% di tutti i decessi; almeno 1 bambino su 10 nei paesi esaminati è regolarmente vittima di bullismo. In particolare una media di 1 bambino su 8 in paesi ad alto reddito affronta insicurezza alimentare, aumentando a 1 su 5 nel Regno Unito e negli Stati Uniti e a 1 su 3 in Messico e Turchia. Inoltre la mortalità neonatale è calata drasticamente nella maggior parte dei paesi; e i tassi di suicidio fra gli adolescenti, di fertilità adolescenziale e di alcolismo stanno diminuendo. Tuttavia, 1 adolescente su 4 ha riportato di soffrire di 2 o più sintomi psicologici più di una volta a settimana. Per quanto riguarda la salute il nostro Paese, però può dirsi soddisfatto, perché l’Italia si colloca al 18esimo posto: il tasso di mortalità neonatale è di 2 bambini su 1.000 (il decimo più basso in questo gruppo di paesi). Il paese ha anche il quarto tasso di ubriachezza più basso tra i bambini di età compresa tra 11 e 15 anni, pari al 4,4%. Il tasso di fertilità adolescenziale è di 5,94 nati per ogni 1.000 ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni, in calo rispetto ai 6.94 ogni 1.000 del 2005.
Lo studio rivela sempre per quanto riguarda i Paesi occidentali che il 6% di giovani donne europee tra i 18 e i 29 anni riferiscono di essere state abusate sessualmente da un adulto prima dei 15 anni.

Alitalia corre ai ripari, Gubitosi scrive ai dipendenti

lavoratori-alitaliaAlitalia vola basso, ma resiste. L’ex Compagnia di bandiera poche ore fa ha chiesto la protezione del tribunale fallimentare americano per non perdere l’accesso allo scalo Jfk di New York, a rilevare la notizia il Wall Street Journal. In particolare la protezione del capitolo 15 è una fattispecie della procedura fallimentare relativa ai casi di insolvenza internazionale e si usa per bloccare istantaneamente azioni legali e sequestri di beni da parte dei creditori.
Nel frattempo nel nostro Paese il commissario straordinario dell’Alitalia, Luigi Gubitosi, anche a nome degli altri due suoi colleghi Enrico Laghi e Stefano Paleari, nell’informativa su maggio ai dipendenti scrive ai dipendenti per evitare lo sciopero ipotizzato nei prossimi giorni per i lavoratori Alitalia, perché si tratterebbe di “un grosso regalo alla concorrenza”.
Inoltre nella lettera i commissari fanno il punto sullo stato della situazione della compagnia: a maggio, dicono, il fatturato è cresciuto, attestandosi a 250 milioni di euro contro il 240 dell’anno precedente. Inoltre per tracciare una linea di ‘rottura’ fanno sapere che “in un ottica di rafforzamento manageriale e discontinuità con il passato, circa il 25% dei dirigenti è stato o sarà avvicendato entro il mese di giugno”.
Ma sotto esame è la struttura dei costi: alla ricerca di risparmi significativi, i commissari stanno mettendo sotto esame i leasing, i contratti esterni di manutenzione, i contratti IT, il catering.
Nel frattempo sono arrivate 32 manifestazioni di interesse, tra le quali quella di Easyjet che conferma l’interesse per Alitalia ma non fornisce dettagli sulle sue intenzioni perché il governo italiano ha chiesto di non rilasciare dichiarazioni. A renderlo noto l’amministratore delegato del vettore britannico Carolyn McCall a margine della consegna del primo jet A320.
Sullo sciopero annunciato restano tutt’ora i dubbi: oggi ci sarà un nuovo incontro con i sindacati che attendono la risposta della compagnia sulla richiesta di prorogare il contratto attuale fino a fine ottobre.

Rai, Orfeo nuovo DG. Nencini: “Garantire la pluralità”

orfeomarioLa Rai ha un nuovo direttore generale, oggi il cda della Rai ha nominato Mario Orfeo alla direzione generale, dopo l’intesa in assemblea con gli azionisti nell’assemblea totalitaria. Sette i voti favorevoli (i consiglieri Guelfo Guelfi, Rita Borioni, Giancarlo Mazzuca, Arturo Diaconale, Franco Siddi e Marco Fortis) compreso quello della presidente Monica Maggioni, contrario solo Carlo Freccero che già nei giorni scorsi aveva annunciato il suo voto contrario. Un’intenzione ribadita anche questa mattina e durante le dichiarazioni di voto sulla designazione di Orfeo, Freccero ha infatti provocatoriamente proposto se stesso come dg invece di Orfeo, annunciando di voler chiedere “un’audizione pubblica in Vigilanza per sapere chi è più competente” e votando contro. Ma per la designazione del dg non è richiesta l’unanimità.
Mario Orfeo arriva per succedere ad Antonio Campo Dall’Orto, dimessosi qualche giorno fa.

Un augurio di buon lavoro a Orfeo arriva dal segretario del Psi Riccardo Nencini. “La Rai ha bisogno di persone equilibrate e preparate, che garantiscano pluralità e imparzialità dell’informazione. Sono certo che valorizzerà al meglio questo grande patrimonio pubblico” ha concluso Nencini.

Roberto Fico, capogruppo M5S alla Camera e presidente della Commissione Vigilanza Rai, prima della nomina di Orfeo aveva detto: “Ho letto in questo momento un’agenzia circa la proposta del nuovo dg che è quella di Mario Orfeo. Mi sembra voler mettere benzina sul fuoco perché avevamo chiesto tutti un uomo sopra le parti e io non ritengo Orfeo un uomo sopra le parti”.

Critici come loro solito i 5 Stelle: “Questi signori pensano che la Rai sia cosa propria, per questo promuovono un direttore parziale come Orfeo”, affermano i parlamentari M5S in commissione di Vigilanza Rai. “È una fatto grave per l’indipendenza del servizio pubblico, perché Orfeo non è stato capace di guidare un telegiornale in modo equilibrato e dunque non può essere il profilo adatto per dirigere tutta la Rai. Questo è un segnale di guerra da parte di Renzi e i suoi scagnozzi: vogliono militarizzare il servizio pubblico radiotelevisivo per paura di perdere le elezioni”.

Dalla Fnsi e dall’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, vengono ora chiesti “da subito atti concreti in discontinuità con la gestione degli ultimi due anni” perché è “necessaria una riforma del servizio pubblico, che deve mettere al primo posto la qualità del prodotto e la piena valorizzazione delle risorse interne”.

A questo punto la direzione del telegiornale di Rai Uno, lasciata vuota da Orfeo, dovrebbe essere guidata da Antonio Di Bella. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, la guida del Tg1 potrebbe essere affidata a un altro nome storico della Rai. Orfeo resterà in carica un anno fino all’agosto 2018 quando scadrà l’attuale consiglio di amministrazione.

Paura a Notre Dame, spari e panico, allarme rientrato

notre-dame2Allarme rientrato, dopo la paura di un nuovo attentato che ha costretto 900 persone a restare chiuse nella famosa cattedrale parigina. Un uomo di origini algerine ha tentato di aggredire con un martello un agente della polizia municipale sulla spianata davanti alla cattedrale prima di essere neutralizzato e bloccato dai colleghi, che hanno aperto il fuoco. L’aggressore, che è stato ferito alle gambe, è stato portato via in ambulanza ed è ricoverato in ospedale. Il quartiere è stato isolato e circa 900 persone sono rimaste bloccate nella Cattedrale. Dopo l’esplosione di due spari, si sono verificate scene di panico sulla piazza di Notre Dame.

Secondo i testimoni un uomo di circa 40 anni ha aggredito con un martello un agente della polizia municipale davanti alla Cattedrale gridando “questo è per la Siria”.

L’assalitore di Notre Dame ha detto di essere “un soldato del Califfato dell’Isis”, ma potrebbe trattarsi di una persona mentalmente instabile, finora infatti nessun sito jihadista ha confermato la rivendicazione dell’aggressore.

Il segretario generale del sindacato di polizia Unité Sgp Police-Fo, Yves Lefebvre, ai microfoni di Bfm-Tv ha detto che il poliziotto è stato “colpito alla testa” con un martello ed è rimasto ferito “in modo non grave”.

Trump apre a commercio UE, ma esce da accordo Clima

trump 7Nell’incontro dei giorni scorsi a Bruxelles, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e quello dell’Ue Jean-Claude Juncker hanno concordato di iniziare a lavorare su un piano d’azione congiunto sul commercio. Secondo le fonti Ue, il piano d’azione dovrebbe coprire “tutte le questioni che riguardano il commercio. Il suo preciso scopo sarà parte del lavoro preparatorio e fornirà la piattaforma per discutere tutti i parametri rilevanti di ciò che potrebbe essere un’agenda transatlantica positiva e ambiziosa sul commercio”. In questo modo viene confermata da parte dell’Ue l’apertura di Washington sulle relazioni commerciali nel Vecchio Continente, dopo il clamore suscitato appena due mesi fa per il timore di dazi Usa contro i prodotti europei
Stando alle fonti, in occasione dell’incontro Juncker ha sottolineato, che la Commissione europea è interessata ad “intensificare la cooperazione sul commercio, che rappresenta una situazione win-win per entrambe le parti”.
Ma se da un lato il Presidente Trump butta acqua su un fuoco, da un’altra parte ne accende subito un altro: pare infatti che abbia ha deciso di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima.
Lo riferisce il sito web Axios, citando due fonti non identificate a diretta conoscenza della decisione. I timori vengono però confermati già da Taormina quando sabato scorso al G7, Trump si è rifiutato di appoggiare l’accordo sul cambiamento climatico, dicendo di aver bisogno di più tempo per decidere. Poi anche un tweet sospetto del Presidente americano: “Annuncerò la mia decisione sull’accordo di Parigi nel giro dei prossimi giorni. Rendiamo di nuovo grande l’America!”.


E a quanto si apprende, i dettagli sull’uscita dall’accordo saranno curati da un ristretto numero di persone, tra cui spicca Scott Pruitt, l’amministratore dell’Epa, l’Agenzia per la protezione ambientale.

Panem et circenses

In queste ore non si fa altro che parlare dell’addio dell’ultimo gladiatore o Re di Roma, Francesco Totti. Sicuramente un grandissimo giocatore che negli ultimi anni ha trionfato ed è cresciuto non solo sul piano calcistico, ma anche umano. La differenza però con gli addii di altri grandi giocatori salta agli occhi. Cinque anni fa Del Piero durante la sua ultima partita uscì dal campo con classe, senza una polemica, dopo aver segnato anche l’ultimo gol in maglia bianconera, piansero tutti, ma nessuna fuoriuscita clamorosa, nessuno sgarbo o dichiarazione contro chi lo aveva messo alla porta dopo 19 anni di onorata carriera e di risalita dopo scandali e serie B. Mai una polemica, mai una manifestazione pubblica della sua vita privata, una compostezza che faceva paragonare il pinturicchio all’indimenticato Gaetano Scirea per la sua “lealtà e integrità”.
Vent’anni fa invece Franco Baresi veniva salutato con gli onori che meritava, il capitano rossonero durante la sua ultima partita fece il giro di campo con tutto lo stadio in piedi ad applaudirlo. Baresi chiudeva una carriera fatta di sei scudetti, quattro supercoppe italiane, tre Champions, tre supercoppe Uefa, due Intercontinentali, ma non lasciò mai che l’arroganza prendesse il sopravvento sulla sua professionalità. Baresi si è fatto rispettare e sapeva che il “pubblico” milanista non perdona, tanto che appena 12 anni dopo ancora veniva acclamato contro Maldini che concluse la sua ultima partita tra i fischi della tifoseria rossonera. C’è stato poi Maradona che nonostante la sua ‘fuga’ da Napoli è ancora osannato come una divinità nella tifoseria partenopea. Con l’arrivo del Pibe de Oro il Napoli conquistò matematicamente il suo primo scudetto e battendo dopo trentadue anni la Juventus al “Comunale” di Torino. Con Maradona i partenopei arrivarono in finale di Coppa Italia e vinsero la Coppa UEFA. A celebrare questi campioni sono le medaglie portate dal ‘campo’.
Il pupone a differenza di altri giocatori prende direttamente la corona e se la piazza in testa, un gran clamore e da vero imperatore scende nella platea con la famiglia ‘reale’, legge una lettera strappalacrime e attende gli onori. “Mi piace pensare che la mia carriera diventi per voi una favola da raccontare”. Insomma nulla da dire sulla tecnica ma forse lo stile poteva essere migliorato e nonostante la poca ‘classe’ delle sue esternazioni contro la squadra stessa, il commissario tecnico, gli avversari, il Capitano saluta l’anfiteatro da vero imperatore e come tale resta intoccabile e sacro.

Egitto, strage di copti sul bus filmata da uno dei killer

bus egittoQuesta mattina, a Minya, città a sud del Cairo, un commando formato da dieci persone a volto coperto, ha preso d’assalto un autobus e ha aperto il fuoco sui quaranta cristiani copti che, dalla città di Beni Suef, stavano andando al monastero di San Samuele. Gli assalitori sarebbero arrivati a bordo di tre automobili. Sconvolgente la notizia che mentre gli uomini in divisa militare sparavano contro i passeggeri inermi, uno degli assalitori filmava il massacro.
Al momento il bilancio dell’attacco è di 35 morti, tra cui molti bambini, secondo quanto riferito dall’ex portavoce della chiesa copta ortodossa, Anaba Ermya. Mentre il portavoce del ministero della Salute, Khaled Megahed, ha invece parlato di almeno 25 morti e 27 persone feriti. Ma il bilancio è in continuo aggiornamento, Alcuni dei feriti, secondo quanto si apprende, sarebbero gravi.
Non è arrivata alcuna rivendicazione, anche se appena tre settimane fa la minoranza copta, da tempo nel mirino dei jihadisti in Egitto, era stata minacciata da un leader anonimo del sedicente Stato islamico. In un’intervista anonima pubblicata dal settimanale dell’Is “Al-Naba”, i musulmani erano stati avvertiti di non avvicinarsi a raduni di fedeli cristiani, oltre che a sedi governative, militari o della polizia, indicandoli come “obiettivi legittimi” da colpire.
Dalle Primavere Arabe del 2011 (l’anno del “massacro di Maspero“) e dalla cacciata di Hosni Mubarak, che godeva del sostegno dell’ex patriarca Shenouda III, i copti hanno vissuto in uno stato di crescente tensione che ha avuto il suo apice durante il periodo del governo del presidente islamista, Mohamed Morsi.
A seguito dell’attacco, il presidente egiziano Abdul Fattah al-Sisi ha convocato una riunione straordinaria con i vertici della sicurezza, nel frattempo sono stati bloccati tutti punti d’ingresso e di uscita da Menyah, per impedire al commando di fuggire.
L’attentato contro i cristiano-copti a Minya, in Egitto, “è inaccettabile”, ha detto Ahmed Al Tayyeb il grande imam di Al Azhar, la celebre università musulmana sunnita che si trova a Il Cairo. “Ogni musulmano e ogni cristiano lo condanna”, ha precisato. Parlando all’emittente Nile Tv Tayyeb ha poi aggiunto che “tale atto mira a danneggiare la stabilità del Paese”.
“L’attentato al bus avvenuto stamane costituisce un nuovo crimine dei gruppi terroristici”. Afferma il portavoce della chiesa cattolica copta, padre Rafiq Grech. “Questo è un crimine ignobile perché i terroristi hanno ucciso civili innocenti, non armati, che erano diretti al monastero, in una sorta di pellegrinaggio religioso. Non stavano andando in guerra, o a uccidere, non portavano armi”, ha aggiunto. Il portavoce ha sottolineato che “questo attentato è avvenuto il giorno prima del Ramadan dove è vietata la guerra mentre loro, i terroristi, hanno ucciso degli innocenti”.
Dall’Italia il ministro degli Esteri Angelino Alfano, esprime immenso dolore e ferma condanna per il vile attacco che ha causato tante vittime innocenti, cristiani copti, tra cui molti bambini. “Desidero – ha detto – manifestare profondo cordoglio ai familiari delle vittime, al popolo egiziano e alla Chiesa copta. L’Italia condanna con fermezza ogni atto di violenza e ribadisce il suo deciso impegno nella lotta comune contro il terrorismo”.

Manchester. Londra contro gli Usa “per fuga di notizie”

Theresa-MayLa polizia britannica che indaga sull’attentato di Manchester ha interrotto la condivisione di informazioni con gli Stati Uniti dopo la fuga di notizie. Il governo britannico sarebbe sempre irritato con gli Stati Uniti per le continue fughe di notizie sull’attentato all’Arena di Manchester del 22 maggio grazie alle rivelazioni dell’intelligence americana anche dopo il monito del ministro degli Interni britannico Amber Rudd. Stamattina la premier britannica Theresa May ha presieduto una riunione del comitato di emergenza del governo in relazione all’attentato di lunedì sera. “Discuterò con Trump della fuga notizie su attacco a Manchester al vertice Nato di Bruxelles” ha fatto sapere la leader britannica al termine della riunione del comitato di emergenza di alto livello (Cobra), e ha aggiunto: “Dirò chiaramente al presidente Usa che le informazioni di intelligence che vengono condivise dalle agenzie per la sicurezza devono rimanere al sicuro”.
mentre sull’irrituale scelta della polizia di Manchester di sospendere la collaborazione e la condivisione di informazioni con gli 007 Usa, fonti di Downing Street hanno sottolineato che è stata presa in assoluta autonomia e senza consultare né coinvolgere in alcun modo il governo britannico. Hanno poi aggiunto che vista la delicatezza delle indagini la polizia di Manchester gode di amplissima autonomia sulla loro conduzione.
Ma l’irritazione, già manifestata ieri dalla ministra dell’Interno Amber Rudd, sarebbe cresciuta dopo la pubblicazione da parte del New York Times di frammenti della bomba usata dal kamikaze.manchesetr fuga notizie
Nel frattempo continua in Gran Bretagna la caccia ai complici di Salman Abedi, il kamikaze, 22enne, che lunedì sera si è fatto saltare in aria all’Arena di Manchester. Dall’intelligence di Berlino, secondo fonti giornalistiche, arriva la notizia che Abedi era a Dusseldorf quattro giorni prima dell’attacco, era arrivato in Germania dalla Libia passando per Praga. Dalla Libia intanto arriva la notizia che il portavoce della comunità libica, Mohamed Fadil, ha confermato che Salman Abedi era stato in Libia di
recente e al momento di ripartire “disse alla famiglia che stava andando in Arabia Saudita” per il
pellegrinaggio alla Mecca. Nel frattempo la polizia britannica ha arrestato altre due persone che sarebbero collegate in qualche modo al kamikaze 22enne, salgono così a otto i fermi.