BLOG
Marco Flavi

Torino, Viminale chiede di “abbassare i toni”

torinoSono giorni di confusione e di allerta, questi che precedono le consultazioni elettorali. Torino dopo le polemiche per l’ospitata di Simone Di Stefano, leader di Casapound, è stata protagonista di una vera e propria guerriglia. Il corteo contro l’arrivo del leader Di stefano ha raccolto più di duecento fra attivisti dei centri sociali, sindacalisti di base, anarchici, No Tav dalla Valle di Susa, studenti delle scuole superiori, militanti di Potere al Popolo, e si è mosso dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova verso l’hotel nel centro storico in cui Simone Di Stefano era presente per un appuntamento elettorale. Quella che doveva essere una manifestazione di protesta è degenerata in una vera e propria guerriglia, nei tafferugli sono rimasti feriti sei agenti del reparto mobile, colpiti da bottiglie e bombe carta: per uno di loro si è reso necessario un intervento chirurgico.
Il questore di Torino Francesco Messina si è complimentato con il personale del reparto mobile: “Le persone che vanno a un corteo con bombe imbottite di schegge di legno e metallo non sono dei dissenzienti, ma veri e propri delinquenti”.
Quanto accaduto ieri sera a Torino, con il lancio di bombe carta contenenti chiodi e bulloni contro le forze di polizia, “è un fatto gravissimo”, è quanto sottolineano dal Viminale ricordando che chi le ha lanciate “voleva fare del male”. “Non faremo sconti a nessuno, le forze dell’ordine intervengono e interverranno per fermare l’illegalità in maniera tempestiva, come accaduto finora”.
Ma il ministro Marco Minniti tenta comunque di calmare le acque e a chi chiede se esiste un rischio di degenerazione violenta della politica risponde: “Penso di no”.
“Noi – ha detto in diretta Fb – abbiamo una capacità e una forza della nostra democrazia che ci consente di poter dire, con una certa serenità, che siamo in condizione di affrontare la campagna elettorale, che è il cuore della democrazia. E come tale le elezioni devono essere garantite rispettando il principio di libertà e di sicurezza”.
“Noi – ha aggiunto Minniti – dobbiamo esprimere un grande apprezzamento alle forze di polizia, alle donne e agli uomini delle forze di polizia, che in questi giorni con un impegno straordinario stanno garantendo la libertà di tutti”.

Bollette telefoniche. Dal 4 aprile fattura a 30 giorni

bollette pazzeNiente più contratti telefonici a 28 giorni, il periodo mensile o suoi multipli è stato ripristinato come “standard minimo” dei contratti. Entro il prossimo 4 aprile le bollette di telefonia e pay tv dovranno tornare mensili, come ha stabilito il decreto fisco collegato alla manovra poi convertito con la legge 172/2017. La norma prevede che gli operatori dovranno adeguarsi entro 120 giorni dall’entrata in vigore (6 dicembre), ovvero a partire dal 4 aprile chi è inadempiente dovrà rimborsare ogni utente con un indennizzo forfettario di 50 euro, maggiorato di 1 euro per ogni giorno successivo alla scadenza del termine imposto dall’Autorità. Raddoppiate anche le sanzioni che vanno da un minimo di 240 mila euro a un massimo di 5 milioni. Nel frattempo il Tar del Lazio si è espresso con due ordinanze di accoglimento parziale delle richieste con le quali Wind, Tre e Vodafone hanno contestato le delibere dello scorso dicembre con cui Agcom le sanzionava per non aver seguito le indicazioni dell’Autorità. Il tribunale ha quindi rinviato la questione dei rimborsi automatici alla discussione di merito con udienza già fissata per il 31 ottobre. Entro fine mese il Tar si esprimerà anche sui ricorsi di Telecom e Fastweb. Nonostante l’intervento dell’Agcom che imponeva agli operatori della telefonia fissa e di quella ibrida  (fissa e mobile) di tornare alla modalità di fatturazione mensile, gli operatori telefonici hanno però disatteso il termine di 90 giorni concesso dal Garante per adeguarsi. E hanno scelto, insieme a Sky, di impugnare la delibera dell’Authority davanti al Tar del Lazio. Lo scorso dicembre, visto il perseverare delle fatturazioni a 28 giorni, l’Agcom era intervenuta di nuovo, applicando una sanzione di oltre un milione di euro a carico di Tim, Vodafone Italia, Wind Tre e Fastweb. Sul piede di guerra l’associazione dei consumatori: il Codacons ha presentato un’istanza a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia in cui si chiede di disporre sequestri cautelari presso le compagnie telefoniche operanti nel nostro paese.

A Sant’Anna di Stazzema l’anagrafe antifascista

sant'anna di stazzema“Chi non è antifascista non è degno di fare parte della comunità democratica italiana”. Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, al sacrario delle vittime della strage nazista di Sant’Anna di Stazzema (Lucca) sottoscrivendo l’adesione all’anagrafe antifascista. “Oggi vorremmo dare un messaggio forte – ha aggiunto il segretario dem – senza polemica, per dire che troviamo necessario aderire a un elenco di quelli che dicono che il nazifascismo è stato il male assoluto e che se c’è un luogo simbolo quello è Sant’Anna di Stazzema, e purtroppo non è il solo”.

Con Renzi, nel luogo dell’eccidio che nel 1944 costò la vita a 560 persone una delegazione del Pd composta dai ministri Maurizio Martina, Graziano Del Rio, Andrea Orlando, Valeria Fedeli e il presidente del partito Matteo Orfini. Ma anche i giovani democratici. Dopo un omaggio al cippo commemorativo nella piazza della Chiesa, il gruppo guidato dall’ex Presidente ha raggiunto l’Ossario delle vittime, dove ha incontrato e salutato i superstiti dell’Eccidio e i familiari. Poi la firma (digitale, su tablet), nell’anagrafe antifascista di Stazzema.

Una risposta diretta nel mezzo della campagna elettorale a Matteo Salvini, che aveva detto: “Mi limiterei all’anagrafe canina”, dichiarandosi contro tutti i regimi e contro la violenza.

“Non si tratta solo di un’iniziativa simbolica”, ha spiegato il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, fautore dell’anagrafe che da dicembre a oggi ha raccolto oltre 33mila adesioni.

Conti pubblici. Rischio Manovra correttiva

manovra-economica-2018“Un rischio di dover effettuare una Manovra correttiva effettivamente c’è”. E’ quanto afferma il presidente dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, Giuseppe Pisauro in un’intervista al Gr1 Rai, secondo quanto riporta una nota della trasmissione. “L’Italia – spiega – ha ottenuto dalla Commissione europea la possibilità di limitarsi ad un aggiustamento dei conti dello 0,3 per cento. Secondo la commissione Europea quella Manovra corregge i conti solo dello 0,1 per cento. Allo stato attuale la differenza dello 0,2 per cento equivale a circa tre miliardi e mezzo di euro, questo è l’ordine di grandezza di un’eventuale Manovra correttiva”.
“La spesa pensionistica in Italia si attesta su livelli ben superiori in percentuale del Pil rispetto a quelli degli altri principali paesi europei ed è prevista accelerare nel triennio di programmazione. Ciononostante, grazie alle varie riforme attuate dagli anni novanta, essa risulta più sostenibile nel lungo periodo”. Lo afferma l’Ufficio parlamentare di bilancio nel focus dedicato alla finanza pubblica italiana, in cui giudica “difficile pensare che significativi recuperi di risorse possano derivare da questo comparto”. Al contrario, sottolinea l’Autorità guidata da Giuseppe Pisauro, “la sostenibilità potrebbe essere messa a rischio in caso di revisioni, senza copertura finanziaria nell’ambito dello stesso settore, del sistema previdenziale attuale, e in particolare dell’ultima rilevante riforma attuata a fine 2011, che consente notevoli risparmi anche in prospettiva”. Il riferimento è alla legge Fornero approvata dal governo Monti nel dicembre di sette anni fa.
Tuttavia fonti del Mef correggono la lettura dell’Ufficio parlamentare di bilancio contenuta nel Focus dedicato alla ‘Situazione e alle prospettive della finanza pubblica italiana’.
“La politica del “sentiero stretto” in questi anni ha conciliato le esigenze concomitanti e contrastanti di sostenere la crescita per uscire dalla crisi e di fermare l’incremento del debito pubblico in rapporto al PIL. Entrambi i risultati sono stati raggiunti, con la costante riduzione del deficit e una ripresa che migliora, anche in prospettiva, l’incidenza del debito sul Pil (che nel 2015 ha invertito la rotta dopo sette anni di costanti e significativi incrementi)”, spiegano le fonti.
Ma per l’Ufficio parlamentare di bilancio nell’ultimo Focus dedicato alla finanza pubblica esiste una differenza tra le previsioni di aggiustamento strutturale del governo contenute nel Dpb e quelle della Commissione Ue: “Il rispetto delle regole del braccio preventivo è di nuovo a rischio di deviazione significativa. Come avvenuto nello scorso anno, nell’ambito della sorveglianza europea potrebbe emergere la richiesta di misure correttive che riportino il saldo a un livello coerente con il rispetto delle regole”. Inoltre nel biennio 2019-2020 gran parte del miglioramento dei conti pubblici, spiega l’Autorità, è connesso alle clausole dalle quali sono attesi introiti per 12,5 miliardi nel 2019 e circa 19,2 miliardi nel 2020

Berlusconi parla a nome degli alleati… da imprenditore

Berlusconi-MondadoriL’ex Cavaliere riesce in una delle sfide più difficili, riuscire a tenere insieme il centrodestra, ma resta tuttavia un imprenditore e finisce per decidere per gli altri. “Ho riannodato i rapporti con il centrodestra e poi abbiamo un programma molto preciso e completo sui cui hanno messo la firma gli alleati: è logico avere su singole questioni idee diverse, altrimenti saremmo un partito unico. Ne discuteremo e io farò valere quello che so e il prestigio e sono sicuro che farò passare una posizione che sia la mia o quasi la mia”. Lo dice Silvio Berlusconi nel corso dell’incontro organizzato da Confcommercio in vista delle elezioni. Non solo ma nonostante i dubbi espressi in passato dai suoi alleati rimette in squadra Carlo Cottarelli e afferma: “L’ho sentito ieri per telefono, mi ha ringraziato e mi ha detto di essere disponibile ad entrare nella squadra di governo, uno dei 12 nomi non provenienti dalla politica, magari con un ministero dedicato alla spending review”. Ma il diretto interessato smentisce il Cavaliere. “Ringrazio i partiti e i movimenti che mi hanno contattato in proposito, tuttavia la partecipazione ad un’attività di governo richiede la condivisione dei programmi concreti sulle cose da fare – dice Cottarelli -. Tale condivisione non può avvenire che dopo le elezioni. Vorrei quindi chiarire di non aver dato la mia disponibilità a nessun schieramento a partecipare in qualunque forma a un futuro governo”.
Ma il vero nodo per Berlusconi è ancora la sinistra e nonostante siano passati più di vent’anni, l’ex Cavaliere ripropone il suo vecchio mantra contro i comunisti: “Sono qui come imprenditore che parla agli imprenditori, come sapete sono incandidabile. Sono sceso in campo perché ho sentito quel dovere che avevo sentito già nel 1994 quando si era aperta una autostrada per l’ascesa al governo del Partito Comunista Italiano. Io a 12 anni andavo ad attaccare i manifesti della Dc, ho preso anche un po’ di botte dai compagni”.
Tuttavia ora per il leader di Forza Italia c’è un nuovo ‘nemico’ da combattere, il Movimento cinque stelle: “La sfida è fra centrodestra e Movimento 5 Stelle perché il Pd si è chiamato fuori: Renzi avuto il grande merito di avere tagliato i legami con il passato comunista ma non è stato in grado di tenere i suoi e quindi la sinistra si è divisa. Oggi è un partito sceso al 20% e qualcosa e quindi non ha alcuna possibilità”.

Italo agli americani nonostante i dubbi di Della Valle

italo trenoItalo Nuovo Trasporto Viaggiatori ha sottoscritto ieri il contratto di compravendita con il fondo statunitense Global Infrastructure Partners relativo all’intero capitale sociale di Italo. Ad annunciarlo, nella tarda serata di ieri, è stata la società guidata da Flavio Cattaneo e Luca Cordero di Montezemolo. Nonostante i dubbi di Diego Della Valle, socio fondatore di Italo-Ntv con il 17,14% del capitale, esprime il suo dissenso per la decisione di cedere l’azienda ferroviaria al fondo americano Gip che ha affermato il giorno prima della decisione definitiva di cessione: “Ribadisco la mia convinzione che fare l’Ipo e rimanere noi azionisti industriali italiani alla guida della società sarebbe stata la cosa migliore da fare”. Gabriele Galateri, presidente di Generali, respinge le critiche di Diego Della Valle. “Penso che una società privata sia libera di fare le proprie scelte”, senza dimenticare che “gli azionisti hanno deciso all’unanimità” sottolinea Galateri, ha risposto. Di sicuro, Italo “è stato valorizzato, la concorrenza fa sempre bene”, ha chiosato.
Il contratto, la cui esecuzione (closing) è condizionata all’ottenimento dell’autorizzazione antitrust europea prevista per legge, riflette le condizioni comunicate lo scorso 7 febbraio, giorno in cui i soci di Italo hanno comunicato di accettare l’offerta avanzata dal fondo Usa. Il valore complessivo dell’operazione per l’acquisto dell’intero capitale sociale di Italo è di 2,4 miliardi di euro. L’offerta, secondo quanto rende noto Italo, prevede anche la conferma per l’amministratore delegato Flavio Cattaneo e il presidente Montezemolo negli attuali ruoli. È prevista poi la possibilità per gli attuali azionisti di riacquisto di una quota del 25%.

“Emorragia” medici, tra 5 anni 45mila in meno

Foto Matteo Corner - LaPressecronacaMilano 4 09 2012 Esame di ammissione alla facoltà di medicina all'università statale di  Milano Nella Foto un momento del Test

Foto Matteo Corner – LaPressecronacaMilano 4 09 2012 Esame di ammissione alla facoltà di medicina all’università statale di Milano Nella Foto un momento del Test

Il BelPaese si appresta all’ennesimo boccone amaro per la fuga di cervelli e l’invecchiamento della popolazione. La Federazione medici di medicina generale e il sindacato dei medici dirigenti ha stimato che nei prossimi cinque anni l’Italia avrà 45.000 medici in meno che non saranno rimpiazzati da nuove assunzioni. Ancora peggio tra dieci anni: le uscite stimate per effetto dei pensionamenti non saranno comunque bilanciate dalle presumibili nuove assunzioni. Per i medici di base, infatti, le borse per il corso di formazione in medicina generale messe a disposizione sono oggi circa 1.100 l’anno e se il numero rimarrà costante, afferma la Fimmg, ad essere “rimpiazzati”, al 2028, saranno non più di 11mila medici, mantenendo un saldo in negativo a quella data di oltre 22mila unità.
Molto critico in proposito il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti che afferma: “Appare quasi ridicolo assistere al fatto che nessuna forza politica che aspira a governare il Paese proponga e si impegni sul tema dell’assistenza territoriale”.
“Nessun impegno della politica sulla criticità della mancanza di medici di base a breve, dunque – sottolinea Scotti – in un Paese che, per caratteristiche demografiche, avrà invece soprattutto bisogno di un’assistenza medica domiciliare e residenziale”. Il problema è anche la fuga di giovani preparati che scelgono l’estero dopo la preparazione nelle Università italiane, attirati dalla possibilità di far carriera che qui manca.
La carenza di medici specialisti “interessa tutte le Regioni, con l’evidente paradosso per cui se, e quando, riapriranno i concorsi, mancheranno i medici da assumere”. Lo afferma il segretario del sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed, Costantino Troise. I medici da assumere “mancheranno perché saranno scappati all’estero, mentre per l’Italia si spalancheranno le porte del discount a cielo aperto che è nei Paesi dei Balcani, ove i medici locali aspettano con ansia di trasferirsi in cerca di redditi maggiori”. Un Paese “senza medici – conclude Troise – un Paese senza sanità e sarà la possibilità di spesa a governare la scarsità dell’offerta professionale”.

Tim, ok di Calenda a separazione Rete

calenda timIncontro oggi tra l’amministratore delegato di Tim, Amos Genish, e il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda: “È stato un incontro molto positivo. Abbiamo presentato una proposta che porterebbe alla creazione di un’entità legale separata controllata totalmente da Tim con un alto livello di corporate governance”, ha detto Genish riferendosi all’ipotesi di una evoluzione volontaria del modello di separazione della rete. Il piano è di portare il progetto sulla separazione della rete di Tim al cda della società del 6 marzo, ha sottolineato ancora Genish. Ci sarà la possibilità di avere rappresentanti delle istituzioni nella governance della società della rete poiché “c’è la normativa sul golden power che prevede una persona di gradimento nel board di Tim, così sarà nella nascente società della rete”. Nel frattempo Telecom si è guardata bene dal discutere del ricorso al Capo dello Stato proprio sulla Golden Power. Dal governo intanto arriva l’ok. “Un dato epocale”, ha commentato Calenda, “di questa cosa si parla in Italia da vent’anni e per la prima volta c’è un piano razionale e articolato che prevede la societarizzazione della rete”. “Il nostro feedback rispetto all’operazione” di separazione della rete Tim “è molto positivo”. “L’Agcom per la loro parte e noi per la nostra faremo poi una analisi tecnica”, ha aggiunto il ministro.

Legge Merlin incostituzionale, rinviato processo ‘Escort’

daddario de niccoloSarà la Consulta a stabilire se sia ancora oggi costituzionale punire chi recluta donne che volontariamente si prostituiscono. Viene di fatto accolta dalla Terza sezione della Corte d’Appello di Bari, dinanzi alla quale è in corso il processo di secondo grado sulle donne portate fra il 2008 e il 2009 dall’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l’istanza presentata dai difensori, sospendendo il processo “escort”.
I giudici hanno rinviato gli atti alla Corte costituzionale perché, dopo 60 anni da quando è stata approvata la legge Merlin del 1958, si esprima per la prima volta sulla incostituzionalità di alcune norme in essa contenute. L’istanza, rigettata nel processo di primo grado, è stata presentata dai difensori di Gianpaolo Tarantini, gli avvocati Nicola Quaranta e Raffaele Quarta, e di Massimiliano Verdoscia, gli avvocati Ascanio Amenduni e Nino Ghiro.
L’eccezione di incostituzionalità, nella parte in cui si affronta la questione dell’autodetermibazione nella scelta di prostituirsi, era stata rigettata nel processo di primo grado e riproposta dagli avvocati difensori in secondo.
Contrario il sostituto procuratore generale Emanuele De Maria che si era opposto: “è un lavoro che fa soffrire chi lo esercita – aveva detto – per questo, che lo di eserciti in locali di lusso o per strada, la sostanza non cambia”. Chi si prostitusce, in sostanza, rinuncia alla libertà di scegliere. A decidere ora saranno i giudici della Corte Costituzionale.

Migranti, Buemi: “Sciacalli in politica su disgrazie altrui”

Enrico-Buemi-“Lucrare elettoralmente sulle paure e sulle insicurezze degli italiani conviene! La crescita del consenso per la Lega e per Fratelli d’Italia è fondata proprio su questo”, così ha commentato le reazioni politiche ai fatti di Macerata il Senatore Enrico Buemi, candidato nel collegio uninominale al Senato di Moncalieri – Pinerolo per la colazione di centro-sinistra e Capolista della Lista Insieme nel collegio Piemonte 1. “Gli italiani, però, devono sapere che esasperare le sensazioni e alterare la percezione della realtà non aiuta ad affrontare i problemi veri della convivenza tra diversi per cultura, religione, abitudini e origini”, ha continuato Buemi, responsabile giustizia del Psi.
In queste ore infatti la campagna elettorale si fa anche sulla questione migranti. Da Berlusconi che sostiene che gli immigrati irregolari sono “una bomba sociale pronta a esplodere”, a Giorgia Meloni che stigmatizza quanti sono corsi a Macerata ma non hanno chiamato la mamma di Pamela, senza dimenticare Salvini che rievoca le Br.
Nel frattempo è arrivato il commento proprio della mamma di Pamela Mastropietro, Alessandra Verni, che si dissocia da quanti tentano di strumentalizzare l’omicidio della figlia: “Chiediamo solamente giustizia. Pene esemplari per chi ha ucciso e fatto a pezzi nostra figlia. Ma condanniamo fermamente l’attacco di ieri, non siamo razzisti e anche Pamela se fosse ancora viva sarebbe inorridita per questo atto di odio”. E poi: “Condanniamo questo gesto. Il presunto colpevole per la morte di nostra figlia Pamela si trova in carcere, e ieri il gip ha convalidato l’arresto. Vogliamo che paghi per quello che ha fatto: ha ucciso la nostra piccola e distrutto la nostra vita. Detto questo noi non vogliamo altro sangue sulle strade e non cerchiamo questo tipo di vendette. Siamo brave persone”.
“I comportamenti criminali ci sono purtroppo e vengono messi in atto sia da italiani che da stranieri, neri bianchi e gialli, e il problema si affronta non negando la realtà ma neanche distorcendola per fini di bottega”, ha commentato Buemi. “Deve essere chiaro, in primo luogo ai cittadini italiani, che per pretendere il rispetto delle leggi da parte degli altri dobbiamo essere noi per primi a rispettarle. Se ci sono spacciatori stranieri è perché ci sono organizzazioni criminali mafiose italiane che li riforniscono della materia prima e clienti italiani che vanno a comprare le droghe dai nigeriani, nordafricani e quant’altro. Se ci sono sfruttatori bianchi o neri o gialli della prostituzione è perché in massima parte italiani sono i clienti di questi esseri umani, donne e uomini che vivono la condizione di una marginalità che non lascia scampo”, ha spiegato il senatore socialista. “Il ripristino o l’aumento del livello di legalità nel nostro Paese passa prioritariamente dal rispetto delle leggi dello Stato da parte di tutti, italiani e stranieri, e dalla certezza del diritto che lo Stato deve affermare con la rapida conclusione dei processi e con la tempestiva applicazione della giusta pena”, ha aggiunto Buemi. “Certo, più poliziotti, più espulsioni degli illegali senza giustificazione della loro presenza in Italia, ma anche più rispetto dei diritti umani e, in particolare, più cancellieri e giudici nei tribunali per fare più rapidamente processi a italiani e stranieri perché, checché se ne dica, per la nostra Costituzione e per le leggi in vigore essi pari sono”, ha concluso.