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Marco Flavi

Condanna a No Vax per procurato allarme

MODENA NO VAXA Modena arriva la prima condanna per un’attivista No Vax che adesso dovrà pagare 400 euro di multa per “procurato allarme”. Nei due manifesti 3×6 esposti a Modena erano sbagliati i dati ripresi dalle associazioni “Riprendiamoci il pianeta-Movimento di resistenza umana” e “Genitori del No Emilia Romagna” e attribuiti in modo improprio all’Agenzia Italiana del Farmaco. Nei confronti di Magda P. , adesso condannata, si erano attivati i magistrati Lucia Musti e Claudia Ferretti, che aveva raccolto la querela, presentata dall’avvocato Vittorio Manes, per conto dell’Ausl. Secondo l’Azienda, come già confermato dai “No Vax” che avevano ammesso l’errore, i manifesti riportavano un dato errato: non sono 21658 i bambini danneggiati, ma quella cifra è riferibile solo alle segnalazioni arrivate all’Aifa.
“Ci siamo resi conto di avere scritto una inesattezza nel nostro manifesto che stiamo correggendo”, scrisse sui social ai tempi ‘Riprendiamoci il pianeta’, ma la reazione dell’Ausl è stata decisa in quanto “la diffusione di tali contenuti fa leva su false informazioni in grado di disorientare immotivatamente i cittadini”.
La condanna potrà ancora essere appellata ma rappresenta un primo punto fermo sulla questione.

Padova, Carrara, Napoli. Altri tre operai morti sul lavoro

morti-lavoro-3-704x385Cresce il numero delle morti bianche. In due città diverse, due operai sono morti sul posto di lavoro ieri, mentre martedì a Napoli un altro ragazzo di appena 21 anni ha perso la vita per un lavoretto in nero.
Ieri mattina a Marina di Carrara è morto Luca Savio, travolto da un blocco di marmo. L’uomo aveva 40 anni e aveva un contratto di soli sei giorni, aveva firmato il 6 luglio, ma aveva iniziato a lavorare il 9 luglio. Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore dopo essere stato schiacciato dal blocco ha avuto un arresto cardiaco, conseguenza dei gravissimi traumi riportati. I soccorritori hanno provato a rianimarlo sul posto per 30-40 minuti, ma purtroppo non c’è stato niente da fare.
“Siamo di nuovo qui a piangere un altro morto sul lavoro a Carrara. È già il secondo in pochi giorni. Ma oramai
anche le nostre lacrime sembrano appartenere alla vuota routine. È ora di dire basta a questa strage oramai
quotidiana”, così il presidente di Acli Toscana, Giacomo Martelli sulla sciagura avvenuta.
Secondo i dati diffusi dalla Regione Toscana, in 10 anni gli infortuni subiti dagli operai nelle cave delle Apuane è sceso dai 174 del 2006 ai 61 del 2016, ma nello stesso arco di tempo è aumentato il numero gli infortuni mortali: 1 nel 2006, 1 nel 2007, 1 nel 2010, 1 nel 2012, 2 nel 2015 e 3 nel 2016. Il 2017 è stato l’anno migliore durante il quale non si sono registrate perdite sul lavoro, mentre dall’inizio del 2018 quello di oggi rappresenta il secondo infortunio mortale nel settore del marmo.
Sempre ieri a Campodarsego, in provincia di Padova, un operaio 45 anni, di Modena e titolare di una ditta esterna che lavorava per la Maus, è morto cadendo da una impalcatura. Il lavoratore stava effettuando lo smontaggio di un macchinario, che doveva essere imballato per poi essere spedito negli Stati Uniti, quando all’improvviso ha perso stabilità ed è caduto, sbattendo violentemente la testa su un altra macchina e procurandosi un profondo taglio che ha causato un arresto cardiocircolatorio.
Negli ultimi mesi la Maus, che annovera una 40ina di dipendenti, è stata al centro di diverse vertenze sindacali. “Si tratta di un’azienda ad altissima tecnologia- spiega Loris Scarpa, segretario provinciale di Fiom- le difficoltà economiche rischiano troppo spesso di riflettersi sugli investimenti per la sicurezza. È una situazione devastante”.
Martedì a Napoli Salvatore Caliano, ha perso la vita nel cuore di Napoli mentre puliva il lucernario dell’ascensore in un palazzo di via Duomo. La vetrata non ha retto e il ragazzo è precipitato dal quarto piano. Salvatore lavorava per il bar Tico di via Duomo, all’incrocio con via San Biagio dei Librai. Era entrato in quel palazzo, al civico 238, per un lavoretto che gli sarebbe servito ad arrotondare. Nel quartiere, tutti sapevano di quell’incarico a nero. Alla tragedia della morte, il tentativo squallido di occultare il lavoro in nero: “Aveva accettato di pulire un lanternino nella sua ora di spacco, a pranzo – sostiene una signora – lo dimostra il fatto che avesse ancora i guanti”. Una versione confermata anche da altri testimoni: “I guanti glieli hanno tolti solo in ospedale, non ci vengano a dire che era salito in quel palazzo per portare il caffè perché è una menzogna”, afferma un altro soccorritore.

Muore un altro operaio travolto da una lastra di marmo

operaio lonateUn altro operaio muore lavorando. Negli ultimi mesi a morire sono soprattutto lavoratori edili in ditte appaltatrici, stavolta è accaduto in un cantiere edile di via Mantova, a Lonato del Garda (Brescia), dove un operaio di 59 anni è rimasto schiacciato sotto il cestello elevatore dell’autocarro sul quale stava lavorando. L’incidente è avvenuto ieri intorno alle 11 e l’uomo ha perso subito conoscenza e non si è mai ripreso durante le prime operazioni di soccorso. Ora l’operaio è deceduto in seguito alle gravi lesioni riportate.
Secondo la prima ricostruzione dei fatti, al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Desenzano del Garda e dei tecnici dell’Ats, l’operaio si trovava nel cestello quando una lastra di marmo del peso di 40 quintali si è staccata travolgendo il mezzo, che si è ribaltato ferendo il 59enne, rimasto sotto la struttura in metallo. Sarà anche da appurare se le vigenti leggi sul lavoro sono state rispettate. Il cantiere interessato è quello della lottizzazione dell’area “Catalpa”.

Vaccini. Psi: Salvini ministro unico del governo

matteo salviniSulla questione dei vaccini “garantisco l’impegno preso in campagna elettorale nel permettere che tutti i bimbi entrino in classe, vadano a scuola”, perché “la priorità è che i bimbi non vengano espulsi dalle classi” anche se non vaccinati. Lo ha affermato Matteo Salvini, ministro dell’Interno, intervenendo telefonicamente a RadioStudio54. A proposito di una eventuale rimozione degli obblighi vaccinali, Salvini ha puntualizzato che al governo “siamo in due, c’è un’alleanza Lega-M5s, bisogna ragionare anche con gli alleati, al ministro Grillo ho iniziato a parlare di questi temi”, e dunque “continueremo, perché ritengo che 10 vaccini obbligatori siano inutili e in parecchi casi pericolosi se non dannosi”, ha concluso il ministro Salvini. A tal proposito Giulia Grillo, che fin da quando si è insediata ha detto di essere favorevole ai vaccini, ha diffuso un comunicato stampa nel quale dice al ministero dell’Interno che spetta al suo ministero decidere sul tema. Inoltre, aggiunge, la politica può discutere dell’obbligo ma non del valore sanitario dei vaccini. Quello spetta ai tecnici. “I vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria. E in discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione”.
Sull’uscita da ‘campagna elettorale’ interviene il segretario del Psi, Riccardo Nencini che afferma sul suo profilo Facebook: “Salvini tra il funambolo e l’onnivoro come un caudillo sudamericano. Pontifica su tutto. Ora anche sui vaccini. Ma i suoi figli sono stati vaccinati? Tra non molto ci metterà nelle mani di stregoni e pistoleros”.

“Se continua così – aggiunge in una nota Enrico Buemi, responsabile Giustizia del Psi e già Senatore nella XVII Legislatura – Salvini nel giro di qualche giorno assumerà le intere competenze di tutti i Ministri del Governo”. “Un giorno dà la linea al Presidente del Consiglio Conte indicandogli se andare o no a Bruxelles, un altro giorno organizza blocchi navali davanti alla Libia, ovviamente come Ministro della difesa, un altro giorno ancora promette quello che di fatto è un maxi-condono nella sua qualità di Ministro dell’economia, quello vero, e oggi, per nostro diletto, impartisce direttive da Ministro della salute sulla questione dei vaccini”. “Considerando – continua Buemi – che nei ritagli di tempo libero continua a fare non il Ministro degli interni ma il capo della propaganda del disciolto Ministero per la sicurezza, di fascistica memoria, pensiamo che ormai rimanga solo la competenza del Ministero dell’istruzione libera dai suoi interventi, che aspettiamo comunque fiduciosi nella sua futura qualità di Ministro della cultura popolare. Ci chiediamo a questo punto – conclude Buemi – gli altri Ministri che cosa ci stiano a fare”.

Non si è fatta attendere la replica a Salvini dell’immunologo Roberto Burioni: “No, Ministro Salvini – scrive il professore sulla sua pagina Facebook – dieci vaccini non sono inutili e tantomeno dannosi. Sono gli stessi vaccini che vengono usati con identici tempi e identici modi in tutto il mondo. Sono i dieci vaccini che hanno salvato e salvano, in tutta sicurezza, milioni di vite”. “Ministro Salvini – prosegue Burioni – lei ha detto una cosa non rispondente al vero, perché quelli che riporto io sono fatti, suffragati da dati scientifici solidissimi. Quella che ha detto è una bugia, una bugia pericolosissima. E che a dirla – conclude il medico – sia chi ha la responsabilità della sicurezza del mio paese è una cosa che mi preoccupa molto”.

Verona, muore operaio schiacciato da lastra di cemento

pasquale-misitano-morto-verona-schiacciato-da-cemento-720x407Una strage ‘bianca’, un altro morto sul lavoro. Un operaio, che lavorava per una ditta che opera in subappalto nel cantiere per la realizzazione della variante alla SP.6 dei Lessini, è rimasto schiacciato sotto una pesante sponda di cemento che non era fissata bene ai ganci di sicurezza. Inutili i soccorsi dei colleghi di lavoro e dei sanitari del 118, arrivati con l’elicottero di Verona Emergenza assieme ai Vigili del fuoco.
Pasquale Misitano stava lavorando vicino ad un muretto nel cantiere della variante alla Sp6 quando questo è stato travolto.
L’uomo lascia due figli piccoli e la moglie in attesa del terzogenito. La ricostruzione del tragico incidente è al vaglio degli inquirenti.
Sul posto anche il personale della Poliza di Verona e dei vigili del fuoco, con due squadre più un’autogru, oltre ai tecnici dello Spisal dell’Ulss 9 Scaligera e ai carabinieri di Grezzana.

Oms toglie la transessualità dalle malattie mentali

bandiera-arcobaleno-omosessuale-sbattere-le-ali-abbondanzaL’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità, ha deciso di togliere la transessualità dall’elenco delle malattie mentali, inserendola nel nuovo capitolo delle condizioni di salute sessuale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità spiega che “è ormai chiaro che non si tratti di una malattia mentale e classificarla come tale può causare una enorme stigmatizzazione per le persone transgender”. La decisione di lasciarla in un capitolo dell’International Classification of Diseases (ICD), spiega ancora l’Oms, nasce dall’esistenza di un notevole bisogno di importanti cure sanitarie che può essere soddisfatto se la transessualità rimane all’interno dell’Icd stesso. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha preso una decisione rivoluzionaria che sicuramente restituisce dignità a diverse persone. Grazie a questo cambiamento, secondo l’Oms, gli individui potrebbero accettarsi di più, e nel contempo si potrebbe avere un miglioramento nell’accesso “alle cure perché riduce la disapprovazione sociale”.
La transessualità, spiega Lale Lay, coordinatrice del team che gestisce le problematiche di adolescenti e popolazioni a rischio, è stata collocata “in un capitolo di nuova creazione, per dare spazio a condizioni collegate alla salute sessuale e che non necessariamente hanno a che fare con altre situazioni codificate nell’Icd”.

Pediatri, no a smartphone e tablet prima dei 2 anni

bambini-smatphoneLa Società italiana pediatria ha pubblicato per la prima volta un report sull’uso dei device da parte dei bimbi da 0 a 8 anni: sconsigliati per calmare o distrarre i piccoli. Se l’uso di applicazioni educative promuove l’apprendimento nei bambini in età prescolare e nei primi anni delle elementari, i medici osservano però che un’elevata quantità di tempo speso davanti allo schermo è correlata a scarso profitto in matematica, a bassi livelli di attenzione e anche a minori relazioni sociali con i coetanei. Inoltre, l’utilizzo dei touchscreen potrebbe interferire con lo sviluppo cognitivo dei bambini, perché questi hanno bisogno di un’esperienza diretta e concreta con gli oggetti in modo da affinare il pensiero e la capacità di risolvere i problemi.
No a smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire. Limitare l’uso a massimo un’ora al giorno nei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni e al massimo 2 ore al giorno per quelli i 5 e gli 8 anni. Sono queste alcune delle raccomandazioni contenute nel primo documento ufficiale sull’uso dei media device da parte dei bimbi da 0 a 8 anni di età redatto dalla Società italiana di pediatria e pubblicato sulla rivista Italian Journal of Pediatrics. Nel Position Statement dei pediatri italiani vengono illustrati gli effetti negativi e positivi dell’uso dei device tecnologici sulla salute fisica e mentale dei bambini, ma anche sulle capacità di apprendimento e sul rendimento scolastico.
In Italia otto bambini su dieci tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. E mamma e papà sono troppo spesso permissivi: il 30% dei genitori utilizza infatti lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, mentre il 70% al secondo anno. Il documento sconsiglia, inoltre, programmi con contenuti violenti e soprattutto ribadisce il “no” al cellulare “pacificatore”.

Caso Regeni, per Salvini è una questione di ‘famiglia’

madre-giulio-regeni“Il problema Regeni” così lo ha definito Salvini, sottolineando che “comprende bene la richiesta di giustizia della famiglia di Giulio Regeni. Ma per noi, l’Italia, è fondamentale avere buone relazioni con un Paese importante come l’Egitto”. È quanto ha dichiarato il neo ministro degli interni Salvini nell’intervista al Corriere della Sera. In precedenza, durante il programma tv Otto e Mezzo, il ministro dell’Interno ha dichiarato più o meno la stessa cosa.
Il ministro degli Interni ha liquidato così il sequestro, la tortura, l’assassinio di un cittadino italiano all’estero, “il più tremendo” per usare le parole della mamma di Giulio, Paola, “dal nazismo a oggi”.
La posizione del ministro degli Interni è tra l’altro in controtendenza con quanto detto e fatto nelle scorse settimane dal presidente della Camera, Roberto Fico, che ha incontrato i genitori di Giulio e l’ambasciatore italiano al Cairo, Gianpaolo Cantini, chiedendogli il massimo sforzo in un momento cruciale per l’indagine: i magistrati romani hanno messo sul tavolo dei colleghi egiziani elementi cruciali per poter circoscrivere le responsabilità di nove agenti della National security.
Eppure il 13 aprile 2016, il leader leghista la pensava diversamente, in un’altra intervista (sempre sul Corriere), Salvini sosteneva che l’Egitto stava prendendo in giro l’Italia e che il governo italiano non aveva mostrato sufficiente determinazione nell’approfondire la vicenda.
“È una farsa, il problema però non è l’Egitto che ci sta letteralmente prendendo in giro, ma un paese come l’Italia che evidentemente conta come il 2 di picche e viene irriso non solo dall’India, dopo quattro anni con i marò, ma anche dall’Egitto”, diceva allora il leader del Carroccio.
Il collettivo Giulio Siamo Noi invece attacca su Facebook: “C’era un tempo in cui Matteo Salvini riteneva che nessuno nel governo Renzi avesse abbastanza ‘attributi’ per esigere verità dall’Egitto ‘dal quale ci lasciamo prendere per i fondelli’. Ora è lui al governo. E indovinate? Le prese in giro dell’Egitto vanno benissimo anche a Salvini”.

Stadio Roma, Raggi: “Non so nulla. Ma chi sbaglia paga”

Virginia-RaggiAncora tumulti sulla Capitale, ancora una volta nel mirino le infrastrutture. L’operazione denominata “Rinascimento” sulla costruzione del nuovo Stadio dell’As Roma ha portato all’arresto per corruzione di politici e imprenditori. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale hanno eseguito una misura cautelare emessa dal gip di Roma nei confronti di 9 persone nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura capitolina, concernente “un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione”, nel quadro delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo impianto.
“Non so nulla. Sono appena uscita da una conferenza stampa”, ha risposto Virginia Raggi interpellata dai cronisti all’uscita dalla sede della Stampa Estera sulla posizione di Paolo Ferrara. La sindaca stamane ha tenuto una conferenza a tutto campo a due anni dal suo mandato alla sede della Stampa Estera. Subito dopo però il primo commento della Raggi è stato: “Chi ha sbagliato pagherà. Noi siamo dalla parte della legalità. Se è tutto regolare, spero che il progetto possa andare avanti”.
Tuttavia nell’ambito dell’inchiesta figurano nomi eccellenti e tra gli indagati anche il capogruppo M5S Campidoglio, Paolo Ferrara. Anche se la rete di corruzione è trasversale che tocca sia Campidoglio che Regione Lazio, e ‘tripartisan’ coinvolgendo esponenti locali di spicco del Pd, M5S e Forza Italia. Arrestati l’imprenditore Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova che sta realizzando il progetto dello Stadio, e cinque suoi collaboratori mentre ai domiciliari ci sono Luca Lanzalone, l’attuale presidente Acea (di cui il Comune detiene il 51%) che ha seguito, in veste di consulente per la giunta cinquestelle, il dossier sulla struttura che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle, il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi di Forza Italia, l’ex assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita (Pd).
Il procuratore Paolo Ielo ha precisato: “La Roma (Calcio, ndr) non c’entra nulla con tutta questa vicenda. Sono 16 gli indagati, 6 di questi sono in carcere, 3 ai domiciliari. Il reato contestato è corruzione continua nel tempo e nello spazio del gruppo Parnasi. Corruzione sistemica. Il tutto nasce da indagine su Scarpellini. I privati sono la parte forte del versante della corruzione: è un fatto poco comune, perché quelli del versante pubblico sono ai domiciliari, quelli del versante privato sono in carcere. Le informazioni più importanti arrivano dalle intercettazioni ambientali di Parnasi. E poi da quelle telefoniche”. Nell’ambito dell’indagine, oltre alla contestazione dell’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, ci sarebbero due contestazioni per traffico di influenze, quattro contestazioni per emissione di fatture per operazioni inesistenti, cinque episodi di corruzione, due contestazioni per finanziamento illecito ai partiti. Le tangenti sarebbero state date in tre diverse modalità: in contanti, tramite le assunzioni di amici e parenti e tramite l’assegnazione di consulenze.

Roland Garros, finisce la favola Cecchinato. L’azzurro si arrende

cecchinato 4Marco Cecchinato esce a testa altissima: ha resistito alle mazzate dell’avversario finché ha potuto e lo ha fatto alla grande dosando palle corte con il contagiri e sbagliando pochissimo sul servizio, ma non riesce la nuova impresa a Marco Cecchinato. L’azzurro, dopo aver sorpreso tutti negli ottavi contro Goffin e nei quarti contro Djokovic, tiene degnamente il campo per 2 set contro l’austriaco Dominic Thiem, fallisce l’occasione di mettere in parità il match nel tie break del 2° set prima di cedere di schianto nel 3°. Una sconfitta in tre set (5-7, 6-7, 1-6). Il tie-break fa girare il match e per Thiem è la prima finale a Parigi. Marco Cecchinato esce tra gli applausi del Philippe Chatrier al termine di una cavalcata commovente.
Il palermitano 25enne è stato sconfitto dall’austriaco Dominic Thiem, attuale numero 8 al mondo e testa di serie numero 7 a Parigi. In finale affronterà il vincente fra Nadal e Del Potro.