BLOG
Marco Flavi

Legittima Difesa. Bonafede, competenza non è di Salvini

legittima difesaIl governo punta a modificare la legge sulla legittima Difesa e Salvini punta a farne uno dei fiori all’occhiello del suo Esecutivo, dopo aver puntato sul tema dell’immigrazione, il leader leghista passa ora anche all’ampliamento dei diritti nell’uso delle armi di fronte, in particolare, all’irruzione notturna di ladri in casa. Ma il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede all’Aria che tira precisa: “La competenza non è di Salvini”, precisando che è materia del Guardasigilli.
Bonafede ha poi risposto al presidente dell’Anm, Francesco Minisci, secondo cui con la riforma della legittima difesa “si rischia di legittimare l’omicidio” e di “fondare una giustizia fai da te”. “Una frase sbagliata e molto generica”, ha commentato Bonafede. “Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati ha tutto il diritto di esprimere perplessità, ci mancherebbe – ha proseguito – ma la frase è generica e non dice nulla del testo”. Minisci si era dichiarato poi, preoccupato “per un eventuale liberalizzazione” della vendita d’armi. “Siamo contrari – ha detto – alla vendita nei supermercati”, scatenando subito la reazione del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che aveva denunciato “un’invasione di campo”.
Ma nonostante i moniti del Guardasigilli al Ministro degli Interni sulle ‘varie competenze’, sulla materia interviene anche il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, per la quale “chiunque entri in casa altrui per rubare o per uccidere ne accetta le conseguenze”.

Case popolari Roma e l’ordinaria corruzione

case aterUn’inchiesta partita già nel 2015 sull’assegnazione delle case popolari e commerciali Ater nell’Urbe e che ha portato agli arresti domiciliari sei persone. Tra gli arrestati un funzionario e un dipendente dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale e un dipendente del Comune di Roma che, secondo gli inquirenti, avrebbero creato un canale parallelo per l’assegnazione di alloggi Ater. I reati contestati vanno dalla corruzione per atti contrari a doveri d’ufficio all’accesso abusivo al sistema informatico.
Mille Euro per un indirizzo della casa popolare da poter occupare, fra i 1500 ed i 2000 Euro per ottenere dei nulla osta al fine di regolarizzare la residenza nell’alloggio popolare occupato in precedenza. È una storia di “ordinaria corruzione”, come l’ha definita il Procuratore Paolo Ielo, quella portata alla luce nell’ambito dell’Operazione Anaconda.
Il ‘sistema’ illecito era ben organizzato: si pagava il funzionario e si scalava la graduatoria per l’assegnazione delle case popolari o si ottenevano le carte per regolarizzare l’immobile già occupato. In pratica i funzionari accedevano nei registri interni dell’Ater e poi indicavano in taluni casi ai corruttori gli immobili da occupare. Sette i casi accertati dagli investigatori fra le zone di Montesacro, del Tufello e viale Marco Polo. Nel ‘sistema’ c’erano anche i “faccendieri” che intermediavano fra la domanda e l’offerta degli immobili Ater, che riguardavano non solamente le case popolari ma anche i locali commerciali che si trovavano negli stessi immobili di proprietà dell’Ente.

Fondi Lega, tutto rinviato. Salvini, no a cambio nome

Salva LegaÈ stato tutto rinviato a domani. I giudici del Riesame di Genova si sono riservati la decisione sul sequestro dei fondi della Lega, dopo l’udienza di oggi sul sequestro dei fondi della Lega dopo la condanna del senatore Umberto Bossi, dell’ex tesoriere Francesco Belsito e di tre ex revisori contabili del Carroccio per la truffa alla Stato sui rimborsi elettorali dal 2008 al 2010, stimata in 49 milioni.
“Abbiamo depositato una consulenza per dimostrare che i soldi che la Lega ha in cassa ora sono contributi di eletti, donazioni di elettori e del 2 per mille della dichiarazione dei redditi. Sono somme non solo lecite ma che hanno anche un fine costituzionale: consentono al partito di perseguire le finalità democratiche del Paese”, ha detto l’avvocato della Lega Giovanni Ponti che ha aggiunto: “Affermare che sono profitto del reato è un non senso giuridico, ma ci rimettiamo alla decisione del tribunale”.
Poche ore prima della decisione di far slittare tutto, il leader della Lega, Matteo Salvini ha ribadito: “Non saranno i giudici a decidere per il primo partito in Italia – ha spiegato al Sole 24 Ore -. Sono fiducioso nella magistratura e nei successivi gradi di giudizio. In ogni caso non ci saranno congressi o cambiamenti di nome ma non rimarremo con le mani in mano”.
Tuttavia restano i timori di quanti come Giorgetti aveva fatto sapere: se i magistrati dovessero decidere di estendere il blocco anche alle somme che entreranno in futuro nelle casse del Carroccio fino a raggiungere la quota di 49 milioni di euro a quel punto il partito, almeno come lo conosciamo, “non potrebbe più esistere”, nonostante l’ottimismo di Salvini.
Era stata la Cassazione ad aprile a rinviare al Riesame dopo avere accolto la richiesta della Procura di poter sequestrare fondi del Carroccio, oltre a quelli già trovati. I giudici potrebbero accogliere quanto stabilito dalla Cassazione e dare il via libera alla procura, anche se questa decisione può essere impugnata dalla Lega

Ponte Morandi, pronta revoca per Autostrade

autostrade cdaIl governo ha avviato l’iter per la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, intendendo tornare al modello dello Stato gestore. Ma la società resta convinta di aver rispettato gli obblighi prescritti dalla concessione che la lega al Ministero delle Infrastrutture, anche per quanto riguarda il tratto genovese del Ponte Morandi, tragicamente crollato a metà agosto con la morte di 43 persone. Lo mette nero su bianco una nota al termine del consiglio di amministrazione della società. Immediata la replica proprio del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli: “È incredibile sentir parlare di ‘puntuale adempimento degli obblighi’ dopo una tragedia con 43 morti, 9 feriti, centinaia di sfollati e imprese in ginocchio. Siamo all’indecenza”, twitta il titolare del Mit.
Il cda di Autostrade per l’Italia, riunito oggi per un aggiornamento sulla vicenda del crollo di Genova, ha tra l’altro “preso atto degli elementi di confutazione alla lettera del Ministero delle Infrastrutture datata 16 agosto 2018 predisposti dalle strutture tecniche della società ed ha confermato il proprio convincimento in merito al puntuale adempimento degli obblighi concessori da parte della Società”.
La lettera di riscontro ed i relativi allegati saranno inviati al Ministero nel termine assegnato, precisa la società. Il cda ed il collegio sindacale, inoltre, “hanno rinnovato il proprio cordoglio per le vittime, il dolore per i feriti e la vicinanza all’intera comunità genovese ed alle Istituzioni”. Autostrade spiega anche che durante il cda è stato fatto un aggiornamento in merito all’avanzamento delle iniziative condivise nell’adunanza del 21 agosto, “in particolare, gli aiuti alle famiglie colpite che hanno interessato più di 200 nuclei familiari, le iniziative di ripristino della viabilità cittadina, le ulteriori iniziative di agevolazione del pedaggio e l’avanzamento del progetto di demolizione e ricostruzione del ponte”.
Nel frattempo il commissario per l’emergenza e governatore ligure Giovanni Toti, presentando i termini del progetto raggiunti durante un vertice con Aspi e il sindaco di Genova Marco Bucci, ha fatto sapere: “È stato presentato il piano di demolizione preliminare del ponte Morandi da parte di Autostrade per l’Italia. Si pensa a 30 giorni di esecuzione”, ma per avere la tempistica esatta bisogna attendere il “permesso alla procura perché l’area è sequestrata”.

Cucchi, il film su quel carcere che non piace alla Polizia

ilaria-cucchi-alessandro-borghiVenezia 75 fa scalpore, ma stavolta portando alla luce uno dei casi di ingiustizia del nostro Paese e indirettamente anche il sistema detentivo inumano che qui vige.
Alla prima a Venezia “Sulla mia pelle”, il docufilm sulla storia di Stefano Cucchi, ha strappato sette minuti di applausi a scena aperta, dai critici, dagli spettatori e dalla famiglia di Stefano. Ma il videoracconto della vicenda, che arriverà nelle sale a processo ancora in corso, non è piaciuto affatto ai sindacati delle divise, sentiti dal quotidiano Il Tempo, il quale riporta anche che la pellicola è stata finanziata per 600 mila euro dallo Stato.
Nonostante il regista, Alessio Cremonini, abbia più volte ribadito che lo scopo del film è quello di “raccontare e non giudicare”, le forze dell’ordine si sono infuriate. Il Cocer, il “sindacato” dei carabinieri ha dichiarato che con un processo ancora in corso “ci sarebbe da indignarsi se si accertasse che il film è stato prodotto con il contributo dello Stato.”
Gianni Tonelli, parlamentare della Lega, ex segretario del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), ha protestato in un’intervista al quotidiano Il Tempo: “Mi chiedo: si può mandare in mezzo mondo un film che dà allo spettatore un’idea non suffragata da sentenze?”.
Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi, ha partecipato alla proiezione alla Mostra del Cinema di Venezia e ha detto: “Vorrei incontrare il ministro e vedere lui che abbassa lo sguardo”. Immediata è stata la replica del ministro Salvini: “Vedrò volentieri il film su Stefano Cucchi e incontrerò, se è loro desiderio, la famiglia al ministero per ascoltare le loro ragioni e spiegare cosa farò da ministro”.

Ryanair, in Italia il primo contratto collettivo dei piloti

ryanairDopo 8 mesi di trattative, l’associazione italiana dell’aviazione civile sottoscrive il primo Contratto Collettivo di Lavoro per i piloti Ryanair in Italia.
Lo si legge in una nota di Anpac (Associazione nazionale professionale aviazione civile), nella quale si sottolinea che l’accordo è stato approvato a larga maggioranza dagli oltre 300 piloti iscritti all’associazione. “Un avvenimento storico per il vettore irlandese – sottolinea l’associazione – in quanto il contratto collettivo di lavoro di diritto italiano sottoscritto è anche il primo contratto collettivo di lavoro del personale navigante di Ryanair siglato in Europa”.
I piloti sono stati protagonisti, nei mesi scorsi, di numerose iniziative di protesta. In Italia, il personale Ryanair ha incrociato le braccia l’ultima volta lo scorso 25 luglio, uno sciopero replicato successivamente in altri Paesi dell’Unione europea.
Il nuovo contratto consentirà ai piloti della compagnia irlandese di ottenere “maggiori tutele e garanzie, oltre che un congruo riconoscimento economico”. La nota precisa che sarà necessario un intervento del governo italiano affinché Ryanair versi in Italia i prelievi fiscali fatti ai dipendenti, al momento versati in Irlanda.
Ma ancora non è finita, l’Anpac “al momento è impegnata insieme alla Fit Cisl e all’Anpav nella negoziazione per il Contratto collettivo di lavoro per gli assistenti di volo Ryanair basati in Italia”.

Ilva, soldi finiti e nessun piano

ilva-operaiIl 15 settembre scadrà l’amministrazione straordinaria di Ilva, ma dal Mise non si hanno più notizie, tanto che i sindacati hanno scritto al Presidente Giuseppe Conte e al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio per avere lumi sul futuro dell’Ilva di Taranto. “Non abbiamo avuto nessun contatto, tranne quello che abbiamo letto dalle agenzie di stampa. Siamo in attesa”, rivela Francesca Re David, segretaria nazionale della Fiom-Cgil che in queste ore sta seguendo da vicino il “giallo” della vicenda Ilva.
Nella lettera – firmata dai rispettivi segretari generali – i sindacati ricordano come “la strategicità del gruppo Ilva per il nostro sistema Paese ed il futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie richiedono decisioni da parte del governo in tempi stretti”. Inoltre, sottolineano, “è opportuno chiarire, dopo le dichiarazioni del ministro Luigi Di Maio, al fine di proseguire efficacemente il negoziato, se ArcelorMittal ha acquisito Ilva attraverso una gara legittima o meno”.
I sindacati concludono annunciando che “in mancanza di un sollecito riscontro, metteremo in campo una iniziativa di mobilitazione dell’intero gruppo Ilva e del suo indotto”.
Ma l’allarme non arriva solo dai sindacati, l’amministrazione straordinaria ha adesso a disposizione solo 24 milioni. Come spiega il Sole 24 ore, a settembre ci saranno da pagare gli stipendi (probabilmente gli ultimi) per gli operai, circa 48 milioni, ai quali aggiungere altri 201 milioni di esborsi correnti, anche se il mese prossimo l’azienda prevede di incassare circa 235 milioni di euro dalla vendita dei prodotti.
Già alla fine del 2017 l’amministrazione straordinaria era arrivata a rischiare il fondo del barile, con soli 8 milioni di euro in cassa. Ma con l’inizio del 2018 l’azienda aveva potuto beneficiare dell’iniezione di 300 milioni di finanziamento per completare la procedura di cessione, di cui 35 milioni utilizzati immediatamente per pagare l’indotto locale.

Nencini, Salvini non agisce da ministro, ma da primitivo

salvini 6“Allora c’è davvero un giudice a Berlino. Da giorni sosteniamo che il ministro dell’interno ha abusato della legge. E infatti. Non si tratta, in questo caso, di esprimere un giudizio sulla politica del governo in tema di migranti: fare come in Australia, non accogliere le navi delle Ong etc…Qui c’è una nave italiana, che batte bandiera italiana, e c’è un porto italiano. Questo è il punto”. Così ieri Riccardo Nencini, segretario del Psi, in un post su Facebook. “E c’è un ministro della repubblica italiana che considera quella nave come fosse un vascello pirata o un’imbarcazione carica di appestati. La costituzione vieta questo comportamento, la legge vieta questo comportamento, il diritto internazionale vieta questo comportamento. La morale lo giudica un comportamento da stato primitivo: homo homini lupus, lo bolla il Cristo.
Si vuol discutere della politica di Salvini, dei respingimenti, del gruppo di Visegrad e dintorni? Bene, facciamolo pure, ma in questo caso c’entra ben poco. Quel che è grave è che l’abuso dell’esercizio delle sue funzioni provoca lo stupro del diritto per fini esclusivamente politici”, ha attaccato. “Me lo aspetto da un leader populista in campagna elettorale, non da un ministro e tantomeno dal ministro dell’interno. Tocca a lui garantire l’ordine, la sicurezza, creare le migliori condizioni per il rispetto e la tutela della legge. So già come andrà a finire: si muoveranno ora i manganelli della rete – ne ho denunciati una trentina giorni fa per minacce e offese gravi. Il risarcimento andrà alle vittime di Genova – per intimorire chi non la pensa come loro. Picchiano duro poi scompaiono. È già successo un secolo fa. Eppure tacere sarebbe un reato ancor più grave”, ha concluso.
Nel frattempo Salvini dopo essere stato accusato dal pm di Agrigento coglie la palla al balzo per rispolverare l’idea di riformare la giustizia; sebbene la Lega, alleata di FI, ci abbia già provato più volte in passato e sempre senza successo. “Ma questo è il governo del cambiamento” e la riforma va fatta “non per l’inchiesta su Salvini – precisa -, ma perché abbiamo milioni di processi arretrati e questo è uno dei problemi che frenano gli investimenti in Italia. Poi affronteremo la separazione delle carriere e il correntismo della magistratura”.
“Da Agrigento verranno tante cose positive e quindi ringrazio il pm perché sarà un boomerang”, promette il vicepremier in un colloquio che apre il Messaggero e Il Mattino.
“Io ho fatto solo il mio lavoro di ministro e sono pronto a rifarlo. Per il resto mi spiace per il procuratore di Agrigento. Penso che con tutti i problemi che ha la Sicilia, la priorità non sia certo indagare Salvini. E poi lui era lo stesso che qualche mese fa diceva: ‘Il rischio di terroristi a bordo dei barconi è alto’. Ha cambiato idea?”, dice il ministro dell’ Interno, Matteo Salvini, in un’intervista a Libero in apertura. Alla domanda se chiederà al Senato di dire no all’ autorizzazione a procedere, risponde: “Assolutamente no! Se il Tribunale dirà che devo essere processato andrò davanti ai magistrati a spiegare che non sono un sequestratore. Voglio proprio vedere come va a finire…”.

Morti del Pollino, aperte due inchieste

RaganelloÈ di dieci morti il bilancio conclusivo della piena del torrente Raganello, nel Parco del Pollino a Civita, in provincia di Cosenza. I tre dispersi sono stati localizzati in mattinata grazie al gps dei loro telefonini: erano sul versante lucano del Pollino, dove si erano accampati rinunciando, a causa del maltempo, alla prevista gita alle Gole del Raganello. Adesso però sono partite le indagini su una tragedia che poteva essere evitata. Sono stati acquisiti i primi documenti e sul caso la Procura di Castrovillari ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio. Mentre un’altra inchiesta amministrativa è stata annunciata ieri dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, per accertare responsabilità ed omissioni che hanno provocato la morte di dieci persone.
Inoltre è polemica sul sistema degli accessi alle Gole, cui si deve, negli ultimi anni, lo sviluppo di un piccolo sistema turistico in almeno quattro comuni della zona del Pollino (Civita, San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara e Francavilla). “Mai nessun cittadino e/o associazione hanno segnalato situazioni di pericolo all’interno delle gole del Raganello”, ribatte però il sindaco di Civita Alessandro Tocci. C’era un bollettino di allerta meteo diffuso dalla Protezione civile sin dal giorno prima.
Stamattina in sopralluogo è arrivato in elicottero il capo della protezione civile, Angelo Borrelli.

Le dieci vittime provenivano da 5 regioni: Antonio de Rasis, 32 anni, calabrese, una guida esperta e volontario della Protezione civile, era stato tra i primi a prestare i soccorsi all’hotel di Rigopiano dopo la valanga; Paola Romagnoli, 55 anni, di Bergamo, Gianfranco Fumarola, 43 anni, di Martina Franca (Taranto), Miriam Mezzolla, 27 anni, di Taranto, Claudia Giampietro, 31 anni, di Conversano (Bari), Maria Immacolata Marrazzo, 43 anni, di Ercolano (Napoli), Carmela Tammaro, 41 anni, di Napoli, Antonio Santopaolo, 44 anni, di Napoli, Carlo Maurici, 35 anni, di Roma, Valentina Venditti, 34 anni, di Roma.

E il dolore per la tragedia ha toccato anche il cuore del Pontefice: “Il mio pensiero va alla tragedia” in cui “hanno perso la vita escursionisti provenienti da varie regioni”, ha detto Papa Franceso affidando “alla bontà misericordiosa di Dio” gli scomparsi ed esprimendo “la mia spirituale vicinanza ai loro familiari e ai feriti”.

Ponte Morandi, chiusa zona rossa per sicurezza

genova ponteNella notte e anche stamani, i cittadini hanno dato l’allarme per aver udito scricchiolii provenire dalla struttura danneggiata dei resti del Ponte Morandi. Di conseguenza i vigili del fuoco hanno deciso di interrompere le operazioni per portar via masserizie e oggetti personali dalle abitazioni evacuate.
E’ stato escluso che fossero rumori causati dal vento e sono stati attivati accertamenti tecnici ancora in corso. Nell’area compresa tra via Fillak e via Porro è stato deciso dunque lo stop dei lavori in quell’area e il divieto di ingresso degli sfollati per il recupero degli oggetti nelle loro case. La zona rossa rimane interdetta anche ai mezzi di soccorso in attesa dei risultati delle verifiche.
La procura di Genova è pronta, in caso di concreto pericolo, ad autorizzare l’abbattimento del moncone di ponte Morandi, sequestrato il 17 agosto dopo il crollo della campata, che si trova sopra gli edifici evacuati di via Porro. Nel caso in cui i vigili del fuoco segnalino l’eventualità di concreto pericolo la magistratura genovese si è detta “pronta a dissequestrare e autorizzare l’abbattimento”.
Il crollo di ponte Morandi potrebbe esser stato determinato da “una serie di concause” e non solo dalla rottura di uno strallo. Lo ha detto Roberto Ferrazza, presidente della Commissione ispettiva del Mit, al termine del sopralluogo sulle macerie di Ponte Morandi.
Intanto la Guardia di Finanza si è recata negli uffici del Provveditorato alle opere pubbliche di Liguria, Valle d’Aosta e Piemonte, in via Brigate Partigiane a Genova, per una normale acquisizione di atti nell’ambito dell’inchiesta sul crollo di ponte Morandi. Nel mirino della GdF anche il verbale della riunione dell’1 febbraio 2018 con cui il Provveditorato alle opere pubbliche di Genova rilasciò il parere obbligatorio sul progetto di ristrutturazione di ponte Morandi presentato da Autostrade e di cui parlano alcuni media. Infatti, da quanto scritto, fin da febbraio 2018 la gravità della corrosione dei tiranti alle pile 9 (quella crollata) e 10 del ponte autostradale Morandi era nota al Ministero delle Infrastrutture e a Società Autostrade. A firmare quell’intervento erano stati Roberto Ferrazza e Antonio Brencich, nominati presidente e membro esperto della Commissione d’indagine del Governo.