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Maria Squarcione

Ci meritiamo una scuola migliore: dal “concorsone” ad una riforma di sistema

La scuola italiana riprende il reclutamento dei professori per la prima volta dal 1999, e nonostante l’abbondante decennio trascorso, lo fa con i soliti metodi che ripropongono le solite contraddizioni. Un paio di esempi: se si avverte l’esigenza (sacrosanta) di svecchiare il corpo docente scolastico, perché si escludono dalla partecipazione i laureati dal 2003 al 2012? Se si intende privilegiare il merito – che, in assenza di criteri che lo definiscano precisamente, si configura anche come esperienza concreta acquisita nelle aule – perché si obbligano a sottoporsi alle prove odierne coloro (circa 200.000) che insegnano da “precari regolari”, molti dei quali già abilitati, azzerando così le differenze con gli altri candidati e generando conflitti sociali? Continua a leggere