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Marilena Selva

Vita, Famiglia e Libertà. Intergruppo ‘ultracattolico’

gandolfiniL’Italia continua a mettere le lancette indietro, dopo la discussione del famigerato ddl Pillon che porterebbe alla cancellazione dell’assegno di mantenimento rendendo più difficile il divorzio per donne meno abbienti, adesso lo stesso senatore leghista, Simone Pillon, prende parte a un nuovo progetto politico. L’intergruppo, presentato ieri sera a Palazzo Madama, si chiama Vita, Famiglia e Libertà, è composto da 150 parlamentari, e ha come obiettivo contrastare i cambiamenti che ha avuto il nostro Paese con l’approvazione delle leggi sulle unioni civili e sul fine vita. Ma non solo. Ad essere promossi sono natalità, obiezione di coscienza sul testamento biologico, genitorialità e “scoraggiare il ricorso all’aborto”.
Il promotore dell’iniziativa è stato Massimo Gandolfini, neurochirurgo di Brescia e organizzatore dei Family Day del 2015 e 2016, oltre a Simone Pillon c’erano Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliarello e il leghista Alessandro Pagano. Tra loro poi anche i cinquestelle, come la grillina Tiziana Drago, che tempo fa aveva organizzato una “veglia” delle Sentinelle in piedi a Catania.

25 anni senza Pino Puglisi, il prete che voleva ‘salvare’ i giovani

pino puglisiVenne ucciso il giorno del suo 56esimo compleanno, Don Pino Puglisi, il parroco che aveva tentato di ‘salvare’ i giovani dalla criminalità organizzata nella comunità di Brancaccio, a Palermo e non affidandosi alle preghiere, ma a veri progetti per emanciparli da condizioni sociali ed economiche che spesso portavano i ragazzi ad essere affiliati a Cosa Nostra. Dopo anni di in cui il parroco di umili origini sfida lo status quo di una terra avvelenata dalla mafia, nel gennaio 1993 don Pino riesce a creare, grazie al proprio salario e alle lotterie della parrocchia, il centro Padre Nostro, diventato un punto di riferimento per molti giovani.
Erano molti i bambini che frequentavano le attività del parroco e proprio il fatto che egli stesse togliendo giovani alla mafia fu la principale causa dell’ostilità dei boss che lo consideravano un ostacolo. Così il 15 settembre 1993 Don Pino Puglisi fu ucciso a colpi di pistola davanti al suo portone di casa. Le indagini portarono all’arresto nel 1997 del latitante Salvatore Grigoli che confessò 46 omicidi compreso quello di padre Puglisi. I mandanti dell’omicidio furono i capimafia Filippo e Giuseppe Graviano, entrambi condannati all’ergastolo.
Oggi Brancaccio è un posto diverso grazie all’impegno di quell’uomo che è stato proclamato beato cinque anni fa e il cui ricordo è ancora vivo e scolpito in Sicilia. Quest’anno, Papa Francesco, nel giorno del 25° anniversario dell’assassino del parroco di Brancaccio, ha deciso di rendergli omaggio nella sua città. “Don Pino – ha detto Francesco – sapeva che rischiava, ma sapeva soprattutto che il pericolo vero nella vita è non rischiare, è vivacchiare tra comodità, mezzucci e scorciatoie. Dio ci liberi dal vivere al ribasso, accontentandoci di mezze verità. Ci liberi da una vita piccola, che gira attorno ai piccioli. Ci liberi dal pensare che tutto va bene se a me va bene. Ci liberi dal crederci giusti se non facciamo nulla per contrastare l’ingiustizia. Ci liberi dal crederci buoni solo perché non facciamo nulla di male. Signore, donaci il desiderio di fare il bene; di cercare la verità detestando la falsità; di scegliere il sacrificio, non la pigrizia; l’amore, non l’odio; il perdono, non la vendetta”.

Ilva, ultimi giorni di assemblee. Sì da Novi Ligure

Ilva_Taranto_BluR439Domani, giovedì 13 settembre, volgono al termine le operazioni di referendum di tutti lavoratori del gruppo Ilva sull’accordo tra sindacati e ArcelorMittal, ovvero il colosso che nel 2017 ha vinto la gara per l’assegnazione dell’azienda siderurgica.
Nel frattempo i lavoratori dello stabilimento di Novi Ligure del gruppo Ilva hanno approvato l’accordo raggiunto con Arcelor Mittal sul rilancio dell’azienda. Quasi il 90% dei dipendenti ha detto si all’intesa con il colosso che nel 2017 ha vinto la gara per l’assegnazione dell’azienda siderurgica. Secondo fonti sindacali, dei 730 aventi diritto, hanno votato in 510. I voti favorevoli sono stati 456 (89,4%), i contrari 52 (10,2%), le schede nulle 2.
Venerdì scorso, 7 settembre, avevano detto sì all’accordo i lavoratori di Racconigi: su 153 aventi diritto e 111 votanti, i sì sono stati 93, i no solamente 15. Schede nulle: 3.
Attesa per Taranto dove l’adesione, secondo fonti sindacali, è stata alta. Le schede saranno tutte raccolte nelle urne fino a giovedì 13 settembre, quando avverrà lo spoglio. Nel corso delle due assemblee dei giorni scorsi sono stati coinvolti i lavoratori di nove reparti. Ieri 10 assemblee, mercoledì 7 assemblee e giovedì 13 altre quattro.
Intanto i sindacati metalmeccanici di Taranto replicano all’accusa lanciata da Massimo Battista, dipendente Ilva, ex sindacalista, ora consigliere comunale di Taranto, che ieri ha annunciato le dimissioni dai Cinque Stelle in netta contestazione con l’intesa al MiSe (“M5S ha tradito, aveva promesso la chiusura delle fonti inquinanti”, sostiene) e il suo passaggio come indipendente. “È un referendum farsa – l’accusa di Battista ai sindacati – si va tra i lavoratori ma l’accordo e’ già stato firmato al MiSe, tutto è già deciso”. Per Battista, che aveva aderito ai Cinque Stelle venendo dal movimento cittadino “Liberi e Pensanti” che vuole la chiusura dell’Ilva, anche le modalità di svolgimento del referendum sono “una farsa”. “Si vota senza riservatezza – spiega – e i lavoratori non vengono nemmeno identificati”.
Il sindacato FLMUniti-Cub ha denunciato violazioni e pressioni verso i lavoratori in un comunicato: “In queste ore molti lavoratori ILVA denunciano che nel momento di esprimersi sull’accordo attraverso il referendum, vengono fatti votare a scheda aperta davanti ai delegati e chi esprime la volontà di votare no viene richiamato dal delegato e invitato a votare sì. Inoltre a molti non viene chiesto nessun cartellino o documento”.
Hanno paura del dissenso. I firmatari stanno violando la riservatezza del voto. Sapevamo che l’esito del referendum rischiava di essere distorto poiché i seggi sono presidiati solo dai favorevoli al sì, è questo è quello che sta avvenendo”, si legge ancora nel comunicato. La FLMUniti-CUB nel “denunciare la violazione dello stesso accordo al punto VII (clausola finale) utilizzerà tutti i mezzi per contrastare i metodi vergognosi ed intimidatori utilizzati per comprimere la libertà di esercitare la propria opinione”.

Scandalo Forteto. Nencini, sì a commissione d’inchiesta

Il-Forteto“Voterò a favore della istituzione della Commissione d’Inchiesta sul Forteto. Il modo migliore per chiedere scusa alle vittime è scoprire la verità, vigilare perché la tragedia non si ripeta, capire come un groviglio letale di poteri non abbia consentito di far luce su un dramma che ha sconvolto la vita a decine di donne e di uomini”, è quanto scrive il segretario del Psi, Riccardo Nencini riguardo all’esame in Senato sulla proposta di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità “il Forteto”.
Il ddl, presentato dalla senatrice M5S Laura Bottici, per l’istituzione di una commissione di inchiesta vuole fare luce sul caso della cooperativa agricola fondata alla metà degli anni ’70 nel comune di Barberino di Mugello e considerata per lunghi anni una delle principali comunità toscane di recupero per minori disagiati. L’infinita, ormai, vicenda giudiziaria che ha investito i due fondatori andrà avanti, con l’udienza fissata il 16 novembre davanti alla terza sezione penale della Corte di Appello di Firenze per la celebrazione del nuovo giudizio, ma solo nei confronti di Fiesoli, oggi settantasettenne, in sede di rinvio.
Abusi che hanno sconvolto non solo la Regione Toscana che dal 2012 al 2013 ha scoperchiato un vero e proprio ‘vaso di Pandora’, non solo sulle torture psicologiche e sessuali ai danni di persone con disabilità e di minori, ma anche dei fitti legami ‘politici’ che questa struttura aveva.
La comunità, fondata da Rodolfo Fiesoli detto “il profeta”, e Luigi Goffredi e nata come cooperativa agricola, diventa subito un modello per la sinistra toscana; il simbolo realizzato dell’opposizione ai valori della società borghese e della famiglia tradizionale, un’esperienza concreta di nuove relazioni tra i sessi, un riferimento ideale per politici e intellettuali. Pur non essendo una struttura d’accoglienza, al Forteto vengono inviati in affidamento disabili fisici e psichici, minori con problemi d’inserimento; il modello educativo appare, ai tanti esperti, funzionale e valido. Finché non sono emersi gli ‘orrori’ che celava

Fondi Lega, Salvini: “Provano a bloccare il mio lavoro”

salvini-bossi-ape10“Dunque la Lega è colpevole. 49 milioni, un bel gruzzolo. Il partito che espose il cappio in aula, che ha urlato la sua diversità. Tutto falso: più uguale degli altri. Voglio essere chiaro: io resto garantista e aspetto l’ultimo grado di giudizio. Ma Lega e grillini non lo sono mai stati”, scrive il segretario del Psi, Riccardo Nencini su Facebook, spiegando: “E allora mi aspetto che Di Maio chieda a Salvini di farsi da parte e che Salvini, prima che Di Maio glielo chieda, si comporti come ha consigliato di fare ad altri nelle sue condizioni”.
La sentenza è arrivata e non ha portato sorprese. Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della procura sul sequestro dei fondi della Lega in relazione alla truffa ai danni dello stato, stimata in 49 milioni, per rimborsi elettorali non dovuti dal 2008 al 2010 per cui sono stati condannati in primo grado Umberto Bossi, l’ex tesoriere Francesco Belsito e tre ex revisori dei conti. Al momento i fondi sequestrati ammontano a circa 3 milioni e ora nelle casse del partito ci sono poco più di 5 milioni.
Nelle stesse ore in cui tutte le agenzie battevano la notizia, Matteo Salvini, restava però ancorato al suo programma elettorale contro l’immigrazione e ha twittato: “Confronto 2018-2017, sbarchi in agosto: -65%! Io ce la metto tutta, #dalleparoleaifatti”.
Ma nelle ore successive Salvini ha iniziato però a puntare sugli italiani e sul vittimismo:
“Lavoro per la sicurezza degli Italiani e mi indagano per SEQUESTRO DI PERSONA (30 anni di carcere), lavoro per cambiare l’Italia e l’Europa e mi bloccano tutti i conti correnti, per presunti errori di dieci anni fa. Non mollo, lavoro ancora più duro.
Sorridente e incazzato”.

La decisione del Riesame segue al provvedimento della Cassazione, che a giugno scorso ha ordinato il sequestro dei 49 milioni di euro della Lega, ovunque custoditi, ma anche presenti e futuri. Secondo la Corte la Lega avrebbe dovuto restituire i 49 milioni di euro allo Stato, per la vasta truffa del leader del Carroccio Umberto Bossi. Conti correnti bancari, libretti e depositi: per i giudici era necessario un sequestro “per equivalente ovunque e presso chiunque custodito”. La Corte ha, dunque, riconosciuto ai pm di Genova la possibilità di porre i sigilli sui capitali del Carroccio di Matteo Salvini “ovunque e prezzo chiunque custodito”.

Dalla parte del Carroccio, alcuni vecchissimi alleati di Governo come Maurizio Lupi (Ap), ma adesso per la Lega punta a impugnare la decisione e ricorrere ancora in Cassazione.

Conte diserta primo Cdm post ferie, presiede Salvini

Conte“Il Consiglio dei ministri è stato convocato, nonostante l’assenza del premier Conte, perché scadevano i termini per impugnare alcune leggi regionali. Si è trattata quindi di una riunione di routine per far fronte a scadenze”, si giustifica in una nota l’Esecutivo per la riunione di ieri del Consiglio dei ministri, la prima dopo la pausa estiva, nella quale erano assenti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il vicepremier, Luigi Di Maio. Ha presieduto la riunione l’altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini che ormai non sembra presiedere solo il Viminale. Ma Salvini minimizza e In un’intervista al giornale Deutsche Welle, rispondendo ad una domanda se si senta lui il vero presidente del Consiglio, assicura: “No, noi due abbiamo personalità diverse. Lui è l’uomo dell’ascolto e della mediazione. È stato da Donald Trump, andrà in Cina, va ai summit europei. Io sono vicepremier insieme a Luigi Di Maio. Siamo leader di partito, dunque è chiaro che dati i nostri caratteri e i nostri ruoli tendiamo a essere più presenti, ma siamo una buona squadra“.
Se da un lato resta da chiarire se l’assenza di Giuseppe Conte sia stata dovuta a motivi personali o istituzionali (per alcuni era a Foggia, per altri all’Estero), più preminente resta invece da chiarire il vero motivo per il quale il Premier abbia disertato un appuntamento così importante visti i problemi interni (spread e Autostrade) ed esterni (caos Libia) dell’Italia. Tuttavia sembra che la sua assenza sia da ricollocarsi ai recenti malumori del Capo dell’Esecutivo sul continuo e “insostenibile” braccio di ferro tra Lega e Cinquestelle, che “Scredita il presidente del Consiglio”. Ma non solo, pare che Giuseppe Conte si stia collocando sempre di più vicino all’europeismo dei ministri Tria e Maovero Milanesi, a discapito delle continue ‘iniziative’ fuori luogo e fuori dall’Euro di Salvini e Di Maio. Quest’ultimo anche ieri ha proposto di sforare il famigerato 3% in nome di “Flat tax, legge Fornero e reddito di cittadinanza”.

Sgomberi. Unione Inquilini, è caos sociale

case occupateNon si riescono ad attuare politiche abitative, ma nel frattempo è arrivata la circolare del Ministero dell’interno del primo settembre 2018. Nella nuova circolare,firmata dal capo di gabinetto Matteo Piantedosi, si impone una “stretta” sul tema delle occupazioni di case la cui gestione “non ha compiuto significativi passi in avanti”, inoltre è previsto anche un censimento globale degli occupanti abusivi di immobili in ogni provincia italiana, per verificare la presenza di “minori o altre persone in condizioni di fragilità”, ma anche per controllare reddito e permessi di soggiorno, allo scopo di velocizzare gli sgomberi. La circolare prevede anche l’individuazione di minori o soggetti ‘fragili’, per i quali i servizi sociali dei Comuni attiveranno specifici interventi ‘non negoziabili’.
“La notizia della pubblicazione sul sito del Ministero dell’interno di una nuova circolare che intende accelerare gli sgomberi di immobili occupati disponendo che solo successivamente allo sgombero comuni e regioni trovino soluzioni di assistenza per le famiglie in disagio economico e sociale quindi fragili. Questa circolare socialmente aberrante, lo dico chiaramente è una polpetta avvelenata per comuni e regioni”, afferma Massimo Pasquini, Segretario Nazionale Unione Inquilini.
“L’onere dei censimenti delle famiglie è a carico dei comuni, l’onere di dare assistenza alle famiglie è interamente a carico dei comuni.La circolare non prevede alcuna forma di sostegno ai comuni ne in materia di risorse che di mezzi.
Il ministero dell’interno non pago dei 140 sfratti al giorno che si eseguono in Italia con la forza pubblica ora dispone sgomberi per decine di migliaia di famiglie occupanti immobili in disuso che rimarranno dopo comunque in disuso. La circolare parla genericamente di famiglie fragili non indicando una definizione di tali famiglie. In questo modo comuni e regioni saranno costrette a definire cosa è la fragilità con il risultato di avere centinaia di definizioni diverse”, dice Pasquini che spiega: “Se comuni e regioni non vogliono restare stritolati e con il cerino in mano devono rispondere a questa circolare con politiche abitative pubbliche che aumentino l’offerta di alloggi a canone sociale o saranno travolti da una gravissima tensione sociale. A tale riguardo chiediamo che sia convocata urgentemente una riunione che veda la partecipazione dell’Anci, della Conferenza delle Regioni, dei sindacati inquilini al fine di verificare le modalità di attuazione di politiche abitative capaci di affrontare non solo le criticità derivanti dall’attuazione della circolare ma anche degli sfrattati e delle famiglie nelle graduatorie”.
“Da questa situazione non si esce con l’ordine pubblico ma con politiche abitative strutturali.
Chiedo infine a Anci e Conferenza delle Regioni di chiedere formalmente una sospensiva della circolare del ministero dell’interno”, ha concluso il Segretario Nazionale Unione Inquilini..
Tra le città che più soffrono la mancanza di soluzioni abitative svetta Roma, il Comune a trazione grillina non si è fatto trovare impreparato, infatti è già tutto pronto per lo sgombero dell’edificio di Bankitalia e dei suoi 80 occupanti. Oltre al palazzo in via Carlo Felice, un altro in via Raffaele Costi a Tor Cervara, ma anche l’ex fabbrica di penicillina in via Tiburtina e l’ex sede dell’Inps in via Tuscolana.

Torna la paura delle agenzie di rating

agenzie-ratingLa politica influenza negativamente l’economia del Bel Paese, secondo alcune indiscrezioni sul rapporto sulla “credit Worthiness” dell’Italia, atteso in realtà per domani a mercato chiuso, Fitch scrive che “le divergenze fra Lega e M5s renderanno sempre più difficili le scelte economiche del Governo. La tentazione di lanciare iniziative costose senza copertura porterà il deficit al limite di rottura. Le banche, in un clima di incertezza, hanno rallentato il ritmo di smaltimento dei crediti in sofferenza”. Inoltre, “la contrapposizione sempre più dura fra Roma e Bruxelles con la tensione che crea, paralizza l’intera architettura europea, dall’unione bancaria fino alla politica comune per i migranti”.
La relativa tranquillità dei mercati, con lo spread sostanzialmente stabile rispetto alle ultime sedute, lasciano prevedere che venerdì sera da Fitch non dovrebbe arrivare un taglio del rating. L’ipotesi peggiore potrebbe essere quella di una modifica dell’outlook (giudizio) da stabile a negativo.
Viene anche citata la possibilità di una Italexit, che “viste le dimensioni dell’economia italiana e la sua sistemica importanza nell’euro minaccerebbe la stabilità della moneta unica”. Per Fitch tale scenario è comunque “altamente improbabile”. Restano tuttavia i timori sul giudizio sui nostri titoli di Stato che è a soli due passi dall’essere junk bonds. Il nostro rating è a livello di BBB, prima di diventare spazzatura possiamo permetterci solo un altro downgrade a BBB-. Dopo questo livello c’è solo l’abisso. Inoltre nè la Bce, né la maggioranza dei fondi di investimento possono acquistare per statuto i junk bonds ovvero i titoli spazzatura.
Ma al momento non sembrano scorgersi nuvole in quanto Il rendimento del Btp a 10 anni segna in questo momento 3,10% da 3,12% della chiusura di ieri, con lo spread a 269 punti da 271. A Piazza Affari il Ftse Mib è poco mosso in linea con le altre Borse europee.

Pil, Italia ultima nel G7… non cresce

Famiglie povereAncora una maglia nera per il Bel Paese che non riesce a superare la crisi. L’Italia è l’unica delle principali sette economie dell’area Ocse a subire una frenata del Pil. Lo sottolinea l’Ocse, nelle stime provvisorie per il secondo trimestre 2018. Il Pil italiano rallentata marginalmente dallo 0,3% allo 0,2%, mentre nell’area Ocse si passa dallo 0,5% dl trimestre precedente allo 0,6%. Secondo le stime, la crescita ha accelerato fortemente negli Stati Uniti, passando dallo 0,5% all’1%; in Giappone, rimbalza allo 0,5% dopo la contrazione dello 0,2%. In Germania, si passa dallo 0,4% allo 0,5% e nel Regno Unito dallo 0,2% allo 0,4%. In Francia, la crescita è stata ferma allo 0,2%. Stabile allo 0,4% anche la crescita del Pil ​nell’Unione europea e nell’Eurozona.
Su base annua, la crescita nell’area Ocse ha rallentato nel secondo trimestre dal 2,6% al 2,5%: gli Stati Uniti hanno registrato la crescita annuale più elevata (2,8%), mentre il Giappone ha registrato quella più bassa (1,0%). L’Italia si piazza subito sopra con l’1,1%.
Inoltre anche i redditi delle famiglie italiane sono in calo, i dati riportati dall’Ocse, mostrano come durante il primo trimestre del 2018 la crescita procapite dei redditi reali delle famiglie è aumentata in generale nei paesi Ocse meno che in Italia e in Francia.
Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori è necessario “ripristinare meccanismi automatici di adeguamento della busta paga all’aumento del costo della vita, come la scala mobile e l’inflazione programmata. Dopo i rinnovi contrattuali e la fine del blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, fermi dal 2010, l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato del 2% su base annua, del 4,1% per quelli della pubblica amministrazione, ma siamo ben lontani dall’aver recuperato quanto i lavoratori hanno perso in questi anni di crisi e di mancati rinnovi, come attestano i dati di oggi dell’Ocse”. Si fa notare, insomma, che mentre molte voci, tra cui le multe e le bollette si sono adeguate all’inflazione, così non è stato per gli stipendi che invece sono rimasti uguali bloccando di fatto il potere di acquisto delle famiglie.

Caso Benetton, Salvini ammette il voto favorevole

salviniDi nuovo scontro politico dopo la tragedia di Genova, stavolta è l’opposizione a mettere ‘i puntini sulle i’ e a far notare al Vicepemier Salvini di essere stato proprio lui a votare il cosiddetto “Salva Benetton”, il decreto del governo Berlusconi che concesse condizioni estremamente vantaggioso ai concessionari di Autostrade. Il Capo del Viminale ammette di aver votato, nel 2008, a favore della salva-Benetton, ma rilancia subito: “Da parte di chi ha governato per anni e anni e ha firmato e verificato le concessioni, un buon silenzio sarebbe opportuno”.
Poi rilancia l’ipotesi del neo ministro Toninelli sulla nazionalizzazione di Autostrade: “Nazionalizzazione? Guardando i bilanci, rispondo di sì: io non sono pro e contro Autostrade o Benetton. Non sono contro i privati, ma in questo caso il privato ha fatto un disastro. Quello che faremo noi sarà dettato non da voglia di vendetta ma di giustizia”. Ancora: “Non vorrei che a Genova si arrivasse al doppio disastro che stanno vivendo le vittime di Viareggio”, dice Salvini ricordando il complicato percorso giudiziario relativo all’incidente ferroviario del 29 giugno 2009 nella città toscana. Per quanto riguarda la revoca della concessione per le autostrade, Salvini fa sapere che “non arriverà in 15 giorni: perché giustamente essendo noi un Paese civile, ci sarà spazio per la controparte, per spiegare cosa ha fatto, cosa non ha fatto, per giustificarsi. Durerà alcune settimane questo percorso; durante queste settimane valuteremo cosa è meglio per gli italiani”.
Parla per il bene degli italiani e omette che il governo Prodi aveva legato gli utili agli investimenti per la messa in sicurezza, si obbligavano così i gestori privati delle autostrade a legare gli aumenti dei pedaggi agli interventi di ammodernamento e manutenzione. Ma nel maggio 2008 il IV governo Berlusconi, appena insediato, cancellò quella norma.