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Marilena Selva

PROROGHE E GRATTACAPI

finocchiaro e gentiloniNuovo Governo, vecchi metodi. Come con il Governo Renzi, anche Gentiloni blinda il decreto milleproroghe e incassa la fiducia del Senato sul maxiemendamento al decreto milleproroghe. Il provvedimento è stato approvato con 153 sì e 99 voti contrari. Il testo del dl passa all’esame della camera.

Come da tradizione, nel decreto legge Milleproroghe c’è spazio per una grande varietà di misure: pensioni, affitti, tasse ed energia, ma anche vino e pesca. Il dl deve essere convertito in legge entro il 28 febbraio. Diversi i settori interessati dai 16 articoli del provvedimento.

Entusiasta il ministro per i rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro: “La proroga dei modelli Ires e Irap” consente “di recepire la riforma dei bilanci delle imprese, i 17 milioni di euro che andranno a finanziare la cassa integrazione in deroga nel settore della pesca, le norme a sostegno delle popolazioni terremotate (Centro Italia, ma anche Abruzzo ed Emilia-Romagna), che integrano quelle già varate dal Consiglio dei ministri nel decreto-legge apposito”.
“Insomma – prosegue la senatrice del Pd- grazie a un lavoro di costante raccordo con i gruppi parlamentari del Senato, abbiamo voluto confermare anche in questo provvedimento che le misure di sostegno sociale rimangono la priorità di questo Governo, insieme al necessario rilancio economico del Paese”.

Protesta dei tassisti per la norma pro-Uber
Forti polemiche per alcune misure introdotte nel dl, prima fra tutte quella che rinvia l’applicazione delle norme “anti-Uber” e la stretta sugli Ncc che ha scatenato le proteste dei tassisti in tutta Italia.
Rinviato fino a fine 2017 il termine per l’emanazione delle norme “anti-Uber” e contro i taxi abusivi da parte del Ministero dei Trasporti. Previsto poi che la sospensione dell’efficacia della riforma del trasporto di persone con autoservizi non di linea, varata nel 2008, operi fino al 31 dicembre 2017.
I sindacati dei tassisti sono sul piede di guerra.”Il ministro Delrio si assuma la responsabilità del governo – tuona Nicola Di Giacobbe di Unica taxi Cgil – La legge 21 si può migliorare ma solo con il consenso delle categorie. Gli impegni presi si rispettano”.
Nella Capitale, l’agitazione si è estesa anche negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, praticamente svuotati di auto bianche. Un migliaio di tassisti si e’ raccolto spontaneamente per un sit-in nei pressi di Palazzo Madama.
A Roma, in Corso Rinascimento, davanti al Senato, c’è un presidio di un migliaio di taxi – buona parte di quelli in turno nella città – contro l’emendamento inserito nel decreto Milleproroghe che – questa l’accusa – favorirebbe servizi alternativi, come Uber o il noleggio senza conducente.
“Non è dunque un emendamento contro qualcuno, ma un intervento che ripristina una situazione normativa che tiene conto della sentenza del Consiglio di Stato del 2015 e della circolare del ministero dei Trasporti del 2016. La definizione della nuova normativa del settore dovrà avvenire attraverso il confronto con gli operatori, tanto è vero che oggi è in corso un incontro tra i tassisti e il ministero dei trasporti”. Spiega il senatore del Pd Stefano Collina, relatore al Milleproroghe.

Roma nel caos, protestano anche i Vigili del Fuoco
Oltre ai tassisti, un presidio di diverse centinaia di persone, guidato dal Conapo, si è riunito di fronte alla Camera sotto lo slogan “Non siamo cittadini di serie B”. I pompieri chiedono “parità con gli altri corpi” di polizia per quanto riguarda il profilo pensionistico e retributivo. Sono arrivati da tutta Italia ci sono rappresentanze da Avellino, Asti, Lazio, Toscana. Molte le grida, i fischi e qualche sirena durante gli interventi che si alternano sul palco allestito per i comizi. Siamo stanchi, dicono “di medaglie e pacche sulle spalle”.

Protesta dei commercianti per la Bolkestein
I commercianti ambulanti hanno bloccato corso del Rinascimento contro la direttiva Bolkestein che le associazioni di categoria e i loro aderenti considerano vitale per stabilire una proroga di due anni della scadenza delle concessioni delle attività commerciali sulle aree pubbliche. ”Siamo qui a manifestare perché abbiamo saputo che la prima Commissione Affari Costituzionali del Senato è riunita per approvare un emendamento che fa partire da subito i Bandi di concorso della Bolkestein e il termine governativo del 31 dicembre 2018 non è più di proroga alle concessioni, ma termine ultimo per rinnovare ai nuovi concessionari vincitori di concorso”. Così Vittorio Baglioni (Fivag Cisl Ambulanti) spiega le ragioni della protesta degli ambulanti anti Bolkestein, in corso davanti a Palazzo Madama. ”Nessun diritto acquisito, nessun rispetto per gli avviamenti commerciali, aziende commerciali azzerate. È un esproprio di Stato ai piccoli e micro commercianti. Si profila una battaglia per il lavoro contro le multinazionali e la grande distribuzione che vogliono far uscire dal mercato ogni possibile forma di concorrenza”.

Acquisti agevolati per le case ad alta efficienza energetica
Tra le 96 modifiche convalidate, spuntano anche novità in tema energia, come la proroga degli acquisti agevolati per le case ad alta efficienza energetica. La misura è stata introdotta con la legge di Stabilità 2016 e contemplava per lo stesso anno una detrazione Irpef commisurata al 50 per cento dell’IVA dovuta sull’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B, da ripartire in dieci quote annuali di pari importo.
Nella lettura del Senato saltano in extremis le norme sulle accise per l’autoproduzione di energia e sulla sospensione dei mutui contratti per il pagamento delle imposte sospese a seguito del terremoto in Emilia dopo i rilievi della Ragioneria generale dello Stato che individuato problemi di copertura in entrambi gli emendamenti al decreto.

Proroga Cedolare secca
Niente obbligo di indicare nel 730 la registrazione del contratto di affitto per usufruire della cedolare secca al 30% del reddito imponibile derivante da contratti di affitto a canone concordato.

Spesometro semestrale
Le fatture Iva emesse e ricevute nel primo anno di applicazione del nuovo spesometro dovranno essere inviate con cadenza semestrale. “Per il primo anno di applicazione” del nuovo spesometro, si legge nel testo, “le comunicazioni possono essere effettuate per il primo semestre entro il 16 settembre 2017 e per il secondo semestre entro il mese di febbraio 2018”. Per le liquidazioni restano invece i quattro invii previsti dl decreto fiscale collegato alla manovra.

Sanità, Farmacia e Ricerca Animale

Il decreto fa slittare al 31 dicembre 2017 la scadenza per la revisione della governance farmaceutica, inizialmente prevista per la fine del 2016; rinvia ancora una volta la riforma del sistema di remunerazione di grossisti e farmacisti; proroga la validità della graduatoria del concorso straordinario delle farmacie 2012 (sei anni a partire dalla data dal primo interpello per l’assegnazione delle sedi); fa slittare fino al 28 febbraio gli adempimenti previsti a carico dei veterinari iscritti agli Albi professionali per l’invio al Sistema tessera sanitaria dei dati relativi alle spese veterinarie sostenute dai cittadini nel 2016. In tema di sperimentazione animale, il decreto sposta al 2020 la decorrenza di alcuni divieti introdotti dal decreto 26/2014 che recepiva (e ulteriormente restringeva) i criteri della direttiva europea sulla protezione degli animali in ambito scientifico. In particolare il Milleproroghe posticipa l’entrata in vigore del divieto di ricerche sugli xenotrapianti (o trapianti di organi tra animali di specie diverse). Altre misure riguardano il personale del Servizio sanitario nazionale. Il testo del decreto posticipa al 31 dicembre 2018 i termini di conclusione delle procedure concorsuali straordinarie per l’assunzione di personale medico, tecnico-professionale e infermieristico, necessarie per far fronte al fabbisogno emerso dal recepimento della direttiva Ue sul giusto orario di lavoro in sanità.

Proroga CIG dipendenti Partiti e disoccupazione Co.Co.Co.
Proroga della Cassa integrazione guadagni per i dipendenti dei patiti. Sostanzialmente si concede un anno in più. Nel testo si precisa che il trattamento “può essere ulteriormente concesso, alle medesime condizioni a suo tempo richieste, comunque nel limite delle risorse disponibili”. Prorogata fino al 30 giugno 2017 la possibilità di richiedere l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. La misura dovrebbe riguardare circa 6.000 lavoratori con un assegno medio di 800 euro per 4 mesi. L’onere della proroga previsto per il 2017 è pari a 19,2 milioni di euro.

Salvi i precari Istat
I precari Istat ottengono la proroga dei contratti fino al dicembre 2018, data entro la quale dovrà essere bandito un concorso per stabilizzarli.

Più contributi Editoria
Aumenta la soglia limite dei contributi pubblici alle imprese editrici.La norma conferma che il contributo non possa superare il 50% del fatturato ma quest’ultimo verrà calcolato al lordo del contributo e non più al netto.

Ilva, ambiente e nucleare
È stata rinviata di tre mesi la scadenza per la presentazione del piano ambientale per l’Ilva. Il termine, precedentemente fissato il 30 giugno 2017, “è prorogato al 30 settembre 2017, ovvero alla data di entrata in vigore del Dpcm di approvazione delle modifiche del Piano se antecedente. Resta comunque ferma l’ulteriore prorogabilità del termine di 18 mesi. Ridotto l’ammontare complessivo delle compensazioni ai comuni che ospitano centrali nucleari in dismissione o depositi di materiale radioattivo. Oggi è previsto un prelievo di 0,15 centesimi calcolato su ogni kW/h consumato mentre l’emendamento riduce la base del prelievo ai kW/h prelevati dalle reti pubbliche con obbligo di connessione a terzi.

Stop a multe per i partiti che non hanno presentato rendiconti
Prorogato il termine ultimo per l’invio dei documenti dal 15 giugno al 31 dicembre 2017. Sventato così il rischio, per i partiti, di dover sborsare 200mila euro di sanzione amministrativa, come previsto da una norma inserita a sua volta nel Milleproroghe dello scorso anno attraverso un emendamento del Pd.

Nuovi agenti penitenziari e un anno in più a concorsi agenzie fiscali
Via libera a 887 assunzioni nella Polizia penitenziaria con lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi e, per i posti residui, “mediante lo scorrimento delle graduatorie degli idonei non vincitori approvate in data non anteriore al 2012.
Un anno in più invece per il concorso dei dirigenti delle Agenzie fiscali. La data entro cui devono concludersi i concorsi viene spostata dalla precedente scadenza del 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2017.

Novità per Anas e nuove sedi giudiziarie
Per il triennio 2017-2019 l’Anas sarà esentata dalle norme sulla spending review e dal blocco delle assunzioni per quanto riguarda posizioni tecniche, ingegneristiche e personale tecnico-operativo. Tempi più lunghi per le nuove sedi degli uffici giudiziari, vengono prorogati i termini per i lavori. Si passa da un anno a tre anni.

PA. Arriva la Riforma Madia per regolarizzare i precari

Il ministro della Pa Marianna Madia con i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo e Paolo Capone, oltre ai rappresentanti delle diverse categorie del pubblico impiego durante l'incontro a Palazzo Chigi tra il governo ed i sindacati sui temi riguardanti la Pubblica amministrazione alla luce della riforma della Pa e della legge di stabilit‡, Roma, 17 novembre 2014. ANSA/ANGELO CARCONI


ANSA/ANGELO CARCONI

Il ministro della Semplificazione e della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, cerca di trovare una soluzione al precariato, almeno per quanto riguarda la Pubblica amministrazione. Madia infatti ha incontrato le organizzazioni sindacali per per discutere del riordino della disciplina sul lavoro pubblico, sul tavolo il piano straordinario di assunzioni per il superamento del precariato storico della Pubblica amministrazione che interesserà quanti hanno maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, purché abbiano superato un concorso pubblico.
Il progetto era già stato annunciato ma ora prende forma, con la definizione dell’anzianità minima richiesta per accedere. Inoltre chi ha già fatto un concorso può essere assunto senza doverne fare di nuovi, mentre gli altri avranno l’opportunità di poter partecipare a un concorso contando su una riserva, su una quota consistente di posti a loro dedicati. Lo stesso tetto vale per il privato e rientra nella riforma del pubblico impiego, rispondendo così anche ai richiami dell’Europa, che da tempo ha acceso i fari sull’abuso di contratti a termine rinnovati all’infinito. Come il caso dei precari dell’Istat, per i quali la soluzione è arrivata ieri sera ed è stata salutata con soddisfazione anche dalla ministra della P.A, Marianna Madia, che si è detta “contenta che tutto sia andato nel modo giusto”.
In sostanza una nuova piattaforma contrattuale: non sarà più infatti la legge a dettare ogni aspetto, ma conservando il ruolo di cornice invalicabile, rimetterebbe al contratto la possibilità di intervenire. Si supererebbe così la riforma Brunetta che, a differenza di quanto avviene nel privato, aveva individuato la legge come strumento quasi esclusivo di regolazione dei rapporti di lavoro. Il passaggio cruciale, seguendo l’impostazione tracciata in passato da D’Antona, sta nel riconoscere ai contratti la possibilità di derogare la legge quando questa dovesse ‘invadere’ profili che riguardano il rapporto di lavoro nel pubblico impiego.
Le possibili discussioni sul tavolo con i sindacati riguarderebbero però l’arco di tempo entro cui far rientrare l’anzianità minima: un nodo ancora da sciogliere. Fonti sindacali parlano di cinque anni, quindi se si inizia nel 2018, il conto partirebbe dal 2013, che poi è l’anno in cui, secondo la ragioneria generale dello stato, le stabilizzazioni hanno esaurito la loro spinta. L’altro punto da discutere riguarda invece la copertura.
Da parte del sindacato però ci sono spiragli per la riuscita della Riforma. Su tutti i nodi aperti della PA, si è già espresso ieri il segretario confederale della Cisl, Maurizio Bernava che ha provato a fare il punto sull’esigenza massima della Pubblica Amministrazione nel settore assunzioni. “È importante sanare una lunga storia di precariato e permettere di utilizzare nella p.a forme di contratto come l’apprendistato qualificato, così da dare spazio a giovani laureati”. Non solo, la Cisl insiste con il Governo per inserire nel decreto Madia anche la defiscalizzazione dei premi: “su questo siamo a buon punto, e l’inizio è positivo”, commenta il segretario generale della Confsal Unsa. L’incontro di oggi vedrà l’attenzione dell’intera PA per capire se le proposte del ministro verranno accolte dalla maggioranza dei sindacati e si vedrà confermato quel primo accordo del 30 novembre scorso.
Il piano del ministro Madia si ispira a quello lanciato dal governo l’estate scorsa, che ha consentito alla amministrazioni comunali di risolvere il problema del personale scolastico, precario, di materne e asili nido.

Pd, Ancora rancori… a un passo dalla scissione

pdNon si allenta la tensione in Casa Dem. Dopo l’incontro (e lo scontro) in Direzione Nazionale, ora la minoranza riparte alla carica e torna a paventarsi il rischio di una scissione. “L’odore di scissione si sente, ma non da oggi”. Lo ha detto David Ermini (Pd), renziano doc, ad Agorà su Raitre, in merito alla spaccatura all’interno del suo Partito. “Il problema è che spesso Renzi è stato visto da molti come un intruso, in un sistema che non aveva capito cos’era il Pd di Veltroni”.
Ma dalla minoranza arriva il vero affondo. “Qui non è questione di calendario. Il calendario è una tecnica. Qui il problema è se siamo il Pd o il Pdr”, spiega Pier Luigi Bersani in Transatlantico, all’indomani della direzione. “La scissione è già avvenuta. E io mi chiedo come possiamo recuperare quella gente lì”, aggiunge.
L’ex segretario del Pd si rivolge agli altri dirigenti del partito: “Da Renzi dopo averlo sentito ieri non me lo aspetto. Ma da chi è intorno a lui sì. Chi ha buonsenso è il momento che ce lo metta perché siamo a un bivio totale e andiamo incontro a problemi molto seri”.
Bersani chiede di chiarire se il partito “sostiene il governo di un Paese di sessanta milioni di abitanti” e vorrebbe che i democratici “si attrezzassero per una discussione a fondo ed eventualmente correggere la linea politica. Ma ieri ho visto solo dita negli occhi”. Sarebbe meglio che il congresso, spiega Bersani, “iniziasse a giugno”. A chi gli chiede se domenica parteciperà all’assemblea del Pd, risponde: “Penso di sì, ma stiamo aspettando una riflessione”.
Ieri lasciando la direzione Pd ai cronisti che gli chiedevano se la minoranza fosse pronta a una scissione Bersani aveva risposto: “Adesso vedremo”.
“No a un congresso cotto e mangiato con una spada di Damocle sul nostro governo mentre dobbiamo fare la legge elettorale e mentre dobbiamo fare le elezioni amministrative. Non è il messaggio giusto da dare al Paese. Siamo il partito che governa, dobbiamo garantire che la legislatura abbia il suo compimento normale e che il governo governi correggendo qualcosa che abbiamo fatto e che il congresso si faccia nel suo tempo ordinario cioè da statuto parte a giugno e si conclude a ottobre, sarebbe questa la cosa più normale. Non ho sentito dire se vogliamo accompagnare il governo fino alla fine della legislatura”, aveva detto Bersani.
“Non posso credere che una classe dirigente responsabile pensi a una scissione sui tempi del congresso”. Afferma il senatore dem Andrea Marcucci, che aggiunge: “Il congresso è già iniziato da un pezzo. I toni sono quelli. Non avrebbe avuto senso trascinare questo dibattito per mesi e mesi”. “Nel momento in cui il segretario offre le dimissioni e si va a una verifica non esiste più una maggioranza. Ci sarà un confronto e al termine si formerà una maggioranza”. Tuttavia, dice, “sarebbe incomprensibile per gli italiani una discussione che duri sei-otto mesi. Ad aprile, massimo i primi di maggio terremo il congresso. Siamo a febbraio…”.
Da parte dell’ex candidato alle primarie Pd, Gianni Cuperlo, arriva invece un tentativo di mediazione e nello stesso tempo viene espressa preoccupazione per quanto sta avvenendo. “Sono molto allarmato”, confessa. “Continuo a credere – spiega Gianni Cuperlo – che una divisione sarebbe una sconfitta per chi dovesse andare e per chi dovesse rimanere” e dunque, richiama il leader della Sinistra Dem, “la prima responsabilità nel tenere unito un campo è di chi regge il timone”.
“Non si può dire che la durata del governo attiene agli addetti ai lavori e non compete al primo partito della maggioranza”, avverte ancora. “È sempre spiacevole quando ad ammutinarsi è l’equipaggio. Ma va del tutto contro la logica – ammonisce Cuperlo – se ad ammutinarsi è il comandante”.
Anche il guardasigilli Orlando tenta di richiamare alla calma ed esprime preoccupazione sia per il futuro del partito, sia per il bene del Paese. Rischio scissione? “Mi auguro vivamente di no. Credo che la parola scissione abbia già prodotto grandi danni nella storia della sinistra”. A dirlo il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, rispondendo ai cronisti al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2017 del Consiglio Nazionale Forense a Roma.

“Scindersi oggi di fronte a una destra che è sempre più aggressiva, che propone chiusura e agita l’odio credo che sarebbe una responsabilità – ha sottolineato Orlando – che non ci potremmo in alcun modo perdonare. Io ho detto ieri alla direzione mettiamo al bando la parola scissione. Torniamo a parlarci e a farci carico ognuno delle ragioni dell’altro, rispettando il fatto che c’è stato un congresso e la scelta di una leadership che non può essere delegittimata continuamente”.

“Se Renzi va a sbattere? Non è Renzi ma è il Pd che credo debba seguire un’altra strada che è quella di provare prima a stringere su un accordo programmatico e poi confrontarsi anche sul tema della leadership – ha detto Orlando – Io credo che non ci sia niente di male nel fare un congresso. Fare un congresso senza prima aver parlato al Paese rischia di essere un elemento di lacerazione”.

“In più io credo che sia importante una conferenza programmatica anche per fare il punto su che giudizio diamo su questi anni di governo. Non credo che ci possiamo permettere di andare a un congresso nel quale i candidati – ha concluso Orlando – da un lato rivendicano il buon governo e le cose positive fatte in questi tre anni e dall’altro paragonano il governo Renzi a quelli della destra. Rischiamo di preparare noi una campagna elettorale per i nostri avversari”.

Un invito all’unità arriva anche dagli scranni europei.  “Parlare di scissione nel giorno dell’amore mi sembra un non senso, noi dobbiamo amare il Pd”. Dice il capogruppo S&D al Parlamento Ue Gianni Pittella ha voluto commentare il risultato della direzione del Partito democratico di ieri sera. “Abbiamo fondato” il PD, ha insistito Pittella, “lo dobbiamo rilanciare e lo dobbiamo far diventare sempre di più interprete dei progetti, delle ansie delle attese dei cittadini”.
In riferimento al Congresso del partito, il capogruppo S&D ha sottolineato che il suo obiettivo è “ripensare il rapporto tra partito e Paese: il Congresso – ha ribadito – parla al Paese, non c’entra il governo, il nostro governo è fuori discussione”.

Voucher, Boeri: i maggiori utilizzatori sono i sindacati

camusso-boeri-755x515Dalle ultime notizie anche il sindacato è passato dall’altra parte della “barricata” e invece di garantire i diritti dei lavoratori, finisce per essere tra quelli che utilizzano i famigerati voucher per pagare le prestazioni lavorative. Tra i primi 5.000 committenti per l’utilizzo dei voucher ci sono 36 organizzazioni sindacali. Lo rileva il presidente dell’Inps, Tito Boeri, sottolineando che secondo i dati 2016 i sindacati hanno usato quasi 280.000 buoni per 1.559 lavoratori. “La tabella documenta inoltre – ha detto in audizione alla Camera – che tra i maggiori utilizzatori dei voucher (in rapporto al numero di committenti) vi siano le organizzazioni sindacali e le cooperative”.
Inoltre Tito Boeri ha evidenziato il fallimento di tale misura. L’obiettivo indicato nell’introduzione dei voucher di contrastare il lavoro nero “non è stato conseguito se non in modo marginale”. Lo ha affermato il presidente dell’Inps Tito Boeri, secondo cui anche se i buoni lavoro avessero contribuito all’emersione “si tratterebbe di una goccia nel mare”. Parlando in audizione alla Commissione Lavoro della Camera, Boeri ha fatto notare che nel Mezzogiorno, dove c’è il 50% di lavoro irregolare, sono stati venduti solo un terzo dei voucher e in agricoltura, dove il lavoro irregolare raggiunge il 10%, i voucher si limitano al 2%.
Inoltre, secondo il presidente dell’Inps, per scoraggiare l’abuso nell’utilizzo dei voucher è necessario rivisitare i controlli e limitare le giornate piuttosto che il numero dei voucher utilizzati e il reddito che da questo deriva. Boeri ricorda che con la tracciabilità introdotta dal Governo c’è stata “deterrenza” e si è limitato il numero dei buoni venduti. Il datore di lavoro che abusa dei voucher – ha detto Boeri – deve sapere che rischia “sanzioni e interventi”. Inoltre per il presidente dell’Inps “i controlli sono fondamentali e servono se sono credibili”, ed è il datore di lavoro che deve sapere che l’informazione data con la comunicazione preventiva “va a qualcuno che è in grado di utilizzarla”. “Pensiamo che sia razionale unificare le comunicazioni fatte al ministero del lavoro e all’Inps, per rendere i controlli più efficaci, per sburocratizzare ma anche per ridurre gli oneri per l’impresa. Questo permetterebbe a noi di fare controlli efficaci”.
“Le imprese devono sapere – ha concluso – che non possono fare il bello e cattivo tempo ma devono rispettare la legge”. In sostanza sulle proposte di revisione della normativa sui voucher Boeri ritiene che la limitazione più utile per scoraggiare l’abuso nel lavoro accessorio sia quella sulle giornate (una possibilità potrebbe essere quella dei 10 giorni al mese e 40 in un anno magari da utilizzare insieme). Sembra invece di difficile realizzazione, secondo Boeri, sia restringere le categorie dei lavoratori che possono usare i voucher (per esempio limitandole alle casalinghe e agli studenti) sia il tetto per le aziende.

La Camera ricorda Lelio Lagorio, ‘Granduca’ socialista

lelio lagorioIn un momento in cui l’Europa vede affacciarsi il rischio di una frammentazione, la Camera ha deciso di ricordare uno dei socialisti che meglio ha saputo rappresentare non solo l’Italia, ma anche l’Europa.

Lelio Lagorio infatti fu il primo socialista italiano eletto Vice-Presidente dell’Unione dei partiti socialisti della Comunità Europea .

La vicepresidente della Camera, Marina Sereni, ha commemorato Lelio Lagorio nel trigesimo della scomparsa dell’esponente socialista. Erano presenti in tribuna una delegazione del PSI Toscana, i familiari e Riccardo Nencini. Dopo un minuto di silenzio osservato dall’Aula è intervenuta Pia Locatelli. Successivamente sono intervenuti i rappresentanti dei Gruppi parlamentari, Guglielmo Epifani per il PD, Simone Baldelli per Forza Italia, Fabrizzio Cicchitto per NCD e Gianni Melilla per SI-SEL, che hanno ricordato la figura dell’ex ministro socialista.
“Nella vita del socialista Lelio Lagorio la politica ha contato sempre molto e non c’è dubbio che abbia vissuto la sua militanza nelle fila del Partito Socialista Italiano con grande passione, partecipazione e con una profonda e originale elaborazione dei contenuti”. Così esordisce la capogruppo del Psi, Pia Locatelli nel ricordare la grande figura di Lagorio.
“Come primo socialista a guidare il ministero della Difesa lasciò un’impronta decisa che gli valse un unanime riconoscimento, sia nella gestione del dicastero lanciando l’iniziativa delle ‘caserme aperte’ per celebrare la Festa della Repubblica riavvicinando la cittadinanza agli uomini in divisa, sia dando un contributo essenziale alla svolta che portò alla fine della Guerra Fredda”. Dice la deputata socialista che spiega: “Mi riferisco alla vicenda della dislocazione degli euromissili, in Italia, in Gran Bretagna e nella Germania ovest, una decisione che consentiva alla Nato di rispondere efficacemente alla pressione che Mosca stava esercitando con lo schieramento dei missili SS20 ai confini europei”. “Una scelta – precisa Locatelli – che contribuì a riportare i sovietici al tavolo delle trattative fino alla firma del Trattato INF tra Reagan e Gorbaciov nel 1987 a Washington. Una decisione che in Italia, come nel caso della scala mobile, fu aspramente contrastata dal Pci, ma che consentì al nostro Paese, di assumere un più alto e netto profilo internazionale”.
“La storia del Psi è gloriosa e non può essere infangata da nessuno. Rappresenta uno dei momenti più alti della cultura politica e istituzionale della Repubblica italiana”. L’elogio al Psi in aula alla Camera proviene da Gianni Melilla, deputato di Sinistra Italiana, commemorando Lelio Lagorio, ex ministro della Difesa e capogruppo socialista, scomparso il 7 gennaio scorso. Presente in tribuna a Montecitorio la famiglia del ‘Granduca’ socialista toscano.
Anche Fabrizio Cicchitto (Ncd) ricorda che “Craxi e Lagorio furono decisivi per l’installazione dei Pershing e dei Cruise, evitando così la ‘finlandizzazione’ dell’Europa”. Guglielmo Epifani (Pd) rimarca che Lagorio “aderì al Psi nel 1955, dopo essere stato assistente di Calamandrei. Vicino alle posizioni autonomiste di Nenni e Craxi, fu ministro della Difesa durante le vicende degli euromissili e di Ustica”. Lagorio inoltre come ministro inviò l’esercito in Irpinia per soccorrere le popolazioni terremotate. “Ripristinò anche la parata del 2 giugno – prosegue Simone Baldelli (Fi) – e fu un socialista di Governo che appare un gigante rispetto a chi oggi insegue l’antipolitica”.

SPD. Esce Gabriel, Schulz verso la sfida con la Merkel

gabriel peter“Tutti i sondaggi hanno mostrato che gli elettori non vogliono più una grande coalizione, ma nella testa delle persone io sono proprio quella. Ecco perché Martin Schulz è l’uomo giusto”, ha spiegato nella riunione del gruppo parlamentare Spd, Sigmar Gabriel rinunciando alla candidatura alla cancelleria.
Ad anticipare la ritirata di Gabriel ci ha pensato il quotidiano tedesco “Die Zeit”, aggiungendo che l’ex candidato del Spd vorrebbe dimettersi anche dai due ruoli che attualmente ricopre: quello di segretario del partito socialdemocratico tedesco e da quello di ministro degli Affari Economici, per poi diventare ministro degli Affari esteri, quando, secondo l’accordo già raggiunto nella Grande coalizione, l’attuale ministro Frank-Walter Steinmeier diventerà, a marzo, capo dello Stato.
Salvo sorprese sarà quindi Martin Schulz, l’ex presidente del Parlamento europeo, l’avversario della cancelliera uscente Angel Merkel alle elezioni di fine settembre.
La novità arriva dopo mesi di duro confronto tra Gabriel e l’ex presidente del Parlamento europeo, dato che il segretario in carica ha tentato in ogni modo di essere lui il candidato alla cancelleria.
Nell’intervista a Stern, Gabriel ha quindi aggiunto che “per condurre davvero con successo una campagna elettorale ci sono due presupposti fondamentali: il partito deve credere nel candidato e riunirsi dietro a lui e il candidato deve volerlo con ogni fibra del suo cuore. Entrambe queste pre-condizioni non sono state presenti in misura sufficiente”. C’è anche un “motivo privato”, ha aggiunto Gabriel, riferendosi alla nascita a marzo di un nuovo figlio: “Oggi sono davvero un uomo felice. Non so se lo sarei ugualmente, se dovessi vedere la mia famiglia ancor meno di quanto mi capita adesso”, ha aggiunto.

Regeni, spunta video inedito con capo ambulanti

Giulio regeniLa tv di Stato egiziana ha trasmesso un estratto inedito di un video che mostra un incontro tra Giulio Regeni e il capo del sindacato degli ambulanti, Mohamed Abdallah, risalente al 6 gennaio del 2016. Il video mostra il volto di Regeni, di cui si sente la voce parlare in buon arabo e rispondere a un uomo che parla egiziano. Nel filmato, girato di nascosto dallo stesso Abdallah – che ha ammesso di aver denunciato Regeni ai servizi segreti del Cairo – il sindacalista chiede al ricercatore friulano dei soldi spiegando che la moglie è malata di cancro. Regeni rifiuta di dare il denaro, ma prospetta la possibilità di finanziare la raccolta di “informazioni” sul sindacato e i suoi “bisogni”.

“Sono un accademico, non posso usare il denaro a titolo personale per nessuna ragione, questo non è possibile, sarebbe un grosso problema”, spiega Regeni in arabo, “nella mia application, cioè nelle informazioni che devo fornire alla fondazione britannica (Antipode, ndr), non è possibile che io faccia riferimento a un uso personale dei soldi”. Abdallah insiste: “Il denaro quindi non può essere chiesto a titolo personale?”. “Questo non lo so. Il denaro passa attraverso (una richiesta) di Giulio, poi dall’istituzione britannica arriva al Centro egiziano (per i diritti economici e sociali, ndr) fino al sindacato degli ambulanti”, risponde ancora Regeni.

Secondo la versione ufficiale il filmato è stato registrato con il cellulare e poi consegnato alla polizia da Abdallah, tuttavia gli investigatori che indagano sull’uccisione di Regeni sono convinti che anche la polizia collaborò alla realizzazione del video. Le riprese sarebbero avvenute con un’apparecchiatura in dotazione alla polizia del Cairo e nascosta in un bottone della camicia indossata da Abdallah.

Durante la conversazione, e ciò è definito molto importante dagli inquirenti romani, il ricercatore universitario propone al sindacalista un progetto di finanziamento di 10 mila sterline a favore delle iniziative degli ambulanti ma si mostra inflessibile alle proposte di Abdullah di destinare il denaro ad altri scopi ovvero un intervento medico per la figlia o per scopi politici. Magistrati, Carabinieri e Sco, in possesso del video dal 7 dicembre scorso, hanno dato via libera alla diffusione di una sintesi del girato, circa quattro minuti.
Nessun commento da parte della famiglia Regeni sul video. Nessun commento nemmeno in merito alla grande partecipazione che si sta registrando in tutta Italia per le manifestazioni del 25 gennaio prossimo, in occasione dell’ultima notizia del ricercatore, una telefonata, alle 19:41.

Pm Trani, multe e condanne per Standard&Poor’s

standard e poorsLa piccola procura di provincia continua a sfidare il gotha della finanza. Dopo la richiesta di condanna per l’analista di Fitch, anche Standard & Poor’s finisce nel mirino della requisitoria del pm Michele Ruggiero nel processo “rating” in corso di svolgimento a Trani. Ora il processo dinanzi al tribunale di Trani (presidente Giulia Pavese) per manipolazione del mercato a carico di cinque tra analisti e manager di Standard & Poor’s e della stessa società di rating, imputata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, è arrivato alle richieste di condanna.
Il sostituto ha chiesto la condanna per manipolazione del mercato a 2 due anni di reclusione e 300 mila euro di multa per Deven Sharma, all’epoca dei fatti presidente mondiale di S&P, e a 3 anni di reclusione ciascuno e 500 mila euro di multa per Yann Le Pallec, responsabile per l’Europa, e per gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. Per la società Standard e Poor’s è stata chiesta la condanna alla sanzione pecuniaria di 4,647 milioni di euro. “Contro di loro un bazooka fumante”, annuncia il pm di Trani Michele Ruggiero.
Nel 2011 l’Italia “stava messa meglio di tutti gli altri” Stati europei, ma da parte di S&P c’è stata “la menzogna, la falsificazione dell’informazione fornita ai risparmiatori” mettendo così “in discussione il prestigio, la capacità creditizia di uno Stato sovrano come l’Italia”, ha detto il pm Ruggiero. In particolare una mail del manager di S&P Renato Panichi “non ci ha dato la pistola fumante, ma il bazooka fumante” perché sia con quello scritto sia con la sua deposizione in aula, “ha affondato la sua società e ha fatto gli interessi dei risparmiatori”.
La pubblica accusa ha ricordato che il giorno stesso in cui nel 2012 Standard & Poor’s declassò l’Italia, il 13 gennaio, esprimendo giudizi negativi anche sulle banche, il responsabile per gli istituti di credito di S&P Panichi inviò una mail agli autori del report contestando loro di aver espresso giudizi contrari alla realtà sul sistema bancario.
In pratica i vertici di S&P avrebbero fornito “intenzionalmente ai mercati finanziari un’informazione tendenziosa e distorta (come tale anche falsata) in merito all’affidabilità creditizia ed alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal governo italiano, in modo da disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il loro valore”. A corollario dell’impianto accusatorio anche un recente patteggiamento fatto da Moody’s con il Dipartimento di giustizia americano per definire una maxi sanzione nata dall’accusa di aver gonfiato il rating di mutui ipotecari rischiosi negli ani della crisi del 2008-2009. Fatti diversi ma che confermerebbero il modus operandi (non corretto) delle agenzie di rating.
S&P ha sempre parlato di accuse “totalmente infondate” e ha messo in dubbio la competenza territoriale di Trani. Da parte sua Fitch ha definito la richiesta di giudizio “senza precedenti e infondata”. Nell’ambito delle indagini è stato sentito anche il governatore della Bce Mario Draghi. Senza dimenticare che un anno fa furono chiamati a testimoniare il ministro Pier Carlo Padoan (che dichiarò: “Il declassamento dell’Italia mi sorprese”) e l’ex premier Mario Monti.

Unioni civili diventano… ufficiali con i decreti definitivi

Matrimoni gay-USALe unioni civili escono dal limbo del regime transitorio ed entrano a pieno titolo nell’ordinamento italiano. Sul tavolo del Consiglio dei ministri di domani approderanno infatti, per il via libera definitivo, i tre decreti legislativi che attuano la legge Cirinnà 76/2016 in vigore dal 5 giugno scorso.
Dopo aver ricevuto il parere favorevole delle competenti commissioni parlamentari a inizio dicembre i testi tengono conto delle osservazioni espresse da Camera e Senato. In particolare, sono adeguate le norme di diritto internazionale privato e di diritto penale, oltre che l’ordinamento dello stato civile. Sullo stato civile andrà disciplinato l’ormai famoso gap sulla scelta del cognome: le schede anagrafiche dei gli uniti “devono essere intestate al cognome posseduto prima dell’unione civile“. Se quindi con i decreti provvisori alcune di essere erano state aggiornate erroneamente col cognome del partner, questo va cancellato entro 30 giorni. Sul diritto penale si confermano le posizioni già adottate: “agli effetti della legge penale il termine matrimonio si intende riferito anche alla costituzione di un’unione civile tra persone dello stesso sesso“. Costituisce quindi per i reati circostanza aggravante la qualità di “unito civilmente”, come per i coniugi. Eliminato anche il requisito della “coabitazione”, che avrebbe limitato la causa di non punibilità per reati contro il patrimonio.
Sul diritto internazionale invece, arriva finalmente il chiarimento che tutti aspettavano: in caso di nulla osta all’unione civile negato al cittadino straniero, il documento può essere sostituito da un atto che attesti “la libertà di stato“. I cittadini residenti in stati che non riconoscono le unioni tra persone dello stesso sesso quindi non avranno più problemi e potranno unirsi civilmente col proprio partner italiano.

Testamento biologico. Locatelli: “Non è eutanasia”

testamento biologicoA oltre dieci anni dopo la morte di Welby l’Italia non ha ancora una legge sul testamento biologico. Oggi è scaduto il termine per presentare gli emendamenti alla commissione Affari Sociali del Senato per la legge sul testamento biologico, la prima delle due leggi richieste da 100mila firmatari, con iniziativa popolare. L’altra è l’eutanasia. Gli emendamenti sono arrivati ‘a pioggia’, oltre 1.000 presentati in commissione Affari sociali della Camera al testo unificato sul testamento biologico. È quanto riferiscono gli uffici della commissione.
La proposta di legge, il cui testo racchiude le 16 diverse proposte presentate dai vari gruppi, secondo calendario stilato dalla conferenza dei capigruppo approderà in Aula il prossimo 30 gennaio. “Con il voto alla Camera il 31 gennaio diventa possibile l’approvazione in questa legislatura”. Lo ha affermato in una dichiarazione Marco Cappato, promotore della campagna Eutanasia legale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni per la ricerca scientifica e le libertà civili.
Il capogruppo di Ncd, Maurizio Lupi, ha sollevato alcune perplessità, suggerendo ancora un po’ di tempo per la conclusione dell’esame del testo e del conseguente
approdo in Aula. Con una posizione più netta, viene ancora riferito, la Lega ha espresso tutta la sua contrarietà, annunciando oggi una “pioggia di emendamenti” in commissione, con l’obiettivo di rallentare l’iter del provvedimento.
La proposta di legge “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari” è ora all’esame della commissione Affari sociali della Camera.
“Si tratta di un testo improponibile che non vedrà mai la luce”. Afferma il deputato della Lega dei popoli-Noi con Salvini, Alessandro Pagano. “La sacralità della vita deve essere un principio inviolabile, dall’inizio alla fine, e in tal senso la Lega è oggi avanguardia politica di queste battaglie”, dice il leghista.
“Non si tratta di eutanasia, ma semplicemente di dare la possibilità di scegliere anticipatamente a quali cure sottoporsi o meno, quando non si sarà più in grado di esprimere la propria volontà”. Lo ha detto Pia Locatelli, capogruppo PSI alla Camera e coordinatrice dell’Intergruppo sul fine vita. “Il testo uscito dal comitato ristretto della commissione Affari sociali è molto equilibrato e ci auguriamo che possa essere largamente condiviso. L’obiettivo è quello di arrivare a una buona legge prima della fine della legislatura e di mettere fine al vuoto legislativo che ad oggi viene spesso colmato dalle sentenze della magistratura”.
L’iter delle proposte di legge sul Testamento biologico è stato lungo e non privo di ostacoli. Alcune delle 16 diverse proposte presentate in commissione Affari sociali della Camera risalgono a oltre 3 anni fa, nel 2013.
“Dopo oltre 3 anni dal deposito della proposta di legge di iniziativa popolare dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà scientifica – ha affermato Marco Cappato – il Parlamento compie dunque un altro passo importante verso l’obiettivo per cui si batte ALC, il riconoscimento ufficiale del diritto di scegliere come e
quando terminare la propria vita e interrompere la propria sofferenza. Un diritto degli italiani – richiesto dal 77% secondo una recente indagine Swg – che non deve essere riconosciuto esclusivamente a chi è cosciente o a chi è attaccato a una macchina, escludendo molti altri malati terminali, ma che deve essere universalmente riconosciuto grazie alla legalizzazione del Testamento biologico”.