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Mario Mosca
Sono nato a Napoli nel 1976, cresciuto in penisola sorrentina, attualmente risiedo a Budapest, Ungheria. Accompagno gruppi di turisti di lingua inglese in viaggi ed escursioni in tutta Europa.

Scrive Mario Mosca:
Storia socialista di Ferdinando Leonzio

Egregio Direttore, desidero segnalare la ristampa in versione ebook di “ Una storia socialista. Lentini 1956-2000 “ del nostro caro compagno Ferdinando Leonzio. Il libro rappresenta un viaggio attraverso mezzo secolo di storia e cronaca locale e nazionale, dalle lotte del dopoguerra, ai sogni e poi alle scissioni, fino alle vicende degli anni Novanta, il tutto visto con gli occhi e vissuto con l’animo generoso di un protagonista di quegli anni siciliani.
Una vera miniera di nomi, ricordi, personaggi, vicende.
Buona lettura a tutti!

Cordiali saluti da Budapest,
Mario Mosca

Scrive Mario Mosca
L’Ungheria secondo Amnesty International

Caro Direttore,
nel suo rapporto sullo stato dei diritti umani nel mondo relativo al periodo 2015-16 Amnesty International dedica un lungo capitolo all’Ungheria. Il risultato dell’indagine appare tetro. In particolare si segnala quanto segue:
1. Gli emendamenti costituzionali e la sostituzione di diversi membri della Corte suprema danneggiano significativamente l’indipendenza del potere giudiziario.
2. L’Ungheria, per mano del suo governo, sta violando le leggi internazionali sul diritto di asilo negando tale diritto a coloro i quali desiderano usufruirne.
3. La popolazione Rom residente in Ungheria è sottoposta, da tempo, a discriminazione da parte delle autorità.
4. Il governo ungherese ha messo in atto, negli ultimi anni, una meticolosa campagna diffamatoria nei confronti degli immigrati, anche regolari, e di persone di altre etnie e religioni. In particolare si sottolinea la diffusione, da parte di Orbán e dei suoi, di una propaganda sistematica che spinge a identificare la religione islamica come nemico pubblico.
5. Le associazioni ngo che criticano negativamente le politiche del governo sono sottoposte ad aperte minacce e intimidazioni.
In sostanza l’Ungheria viene descritto come un Paese in cui non vengono rispettati alcuni diritti fondamentali degli esseri umani.
Dal momento che l’Ungheria è membro della Unione Europea, e non da ieri, e dal momento che il rispetto di tutti i diritti umani è alla base della nostra Unione, cosa aspetta questa Unione a farsi sentire?

Cordiali saluti,
Mario Mosca

Scrive Mario Mosca:
Urge un Manifesto per una vera Unione d’Europa

Caro Direttore,
l’Europa orientale, storicamente il ventre debole del nostro continente, attraversa un’epoca che assomiglia molto a quella di un secolo or sono, caratterizzata da una rinascita di nazionalismi e di energie retrograde: a est di quella che fu la Cortina, Putin fomenta la mai del tutto sopita diffidenza di quei popoli verso i metodi democratici.
I Balcani, notoriamente una polveriera, rischiano di prendere fuoco da un momento all’altro: Turchia e Grecia ai ferri corti, iugoslavi e albanesi anche. E anche qui, alla finestra, la Russia, che coltiva, complice il suo nuovo alleato Erdogan, l’antico sogno dello sbocco sul Mediterraneo.
In Francia la Le Pen potrebbe vincere, in Germania l’estrema destra avanza, nei Paesi Bassi idem. E che sarà si noi se nascerà un’alleanza m5s-Lega-FI?
Lascia perplessi la riluttanza, all’interno della UE, a condannare, e non solo con parole di circostanza, le dichiarazioni e le azioni di capi politici, e in alcuni casi capi di governo, che non si preoccupano di additare a milioni di persone dei nemici da odiare (Islam, arabi, immigrati, UE, mezzi di informazione liberi) e a intraprendere misure illiberali e che violano diritti fondamentali (questo accade, oramai da tempo, qui in Ungheria)
Modestamente, da semplice cittadino europeo, auspico che si inizi a prendere in considerazione l’unità politica dell’Europa. Oggi, e mai come oggi, essa appare come l’unico antidoto non solo ai nazionalismi e ai populismi, che tanti danni hanno fatto in passato, ma anche alla distruzione stessa dell’Europa. È in gioco la libertà di tutti noi europei.
O togliamo di mezzo frontiere e governi nazionali creando una vera Unione, politica e militare, che permetta anche di superare la Nato e scrollarci di dosso il protettorato americano, oppure Trump e Putin ci mangeranno. Certe cose possono accadere molto più in fretta di quanto non si pensi.

Cordiali saluti,
Mario Mosca

Scrive Mario Mosca:
Requiem per la libertà di stampa ungherese

Caro Direttore,
dopo quasi sessant’anni, nella completa indifferenza della nostra Europa che si dice democratica, Népszabadság ha chiuso i battenti.
Il quotidiano ungherese,nato nel 1956,durante i drammatici giorni dell’invasione sovietica, non esiste più. Il ducetto Orban ha consumato la sua vendetta nei confronti dell’unica voce ancora libera nel mondo dell’informazione magiara. Del resto da mesi si rincorrevano voci di trame, neanche oscure (la dittatura orbaniana non si nasconde, anzi..) che volevano questo governo dell’Odio ansioso di consegnare il maggiore foglio dell’opposizione a qualche “imprenditore” a esso vicino.
Vinta la sua battaglia contro il referendum farsa, Népszabadság è stato improvvisamente costretto a cessare le pubblicazioni il 6 ottobre scorso. Motivo addotto dalle autorità? Debiti. Già…peccato che la società editoriale avesse accumulato, solo nel 2015, centinaia di migliaia di euri di ricavo…
Saluti tristi dall’Ungheria, Paese membro della democratica Unione, ma dove non esiste più libertà di stampa: o con Orban o niente.

Mario Mosca

Scrive Mario Mosca:
Brexit, occasione
per una nuova Europa

Gentile Direttore,
l’uscita del Regno Unito dalla UE rappresenta un’occasione unica per l’Europa. Finalmente si potrà ripensare la politica estera, affinchè, lungi dal divenire succube di Putin (il sogno degli orbaniani e dei populisti del centro-oriente) essa possa sganciarsi dall’influenza americana. Una UE autonoma, con un proprio ruolo nel mondo e con una propria visione del mondo. Si potrà anche ripensare la politica interna e costruire una nuova Europa che sia dei popoli e non dei mercati, non di Hofer o di Salvini ma neanche di Monti e Schauble. Un’Europa meno astratta, con meno parametri e più sentimenti di comunità.
Soprattutto, liberata dalla zavorra britannica, un’Europa meno occidentecentrica e più aperta al Mediterraneo e ai nostri vicini, al mondo arabo e africano.
Cordialmente,
Mario Mosca

Scrive Mario Mosca:
Davigo, reincarnazione di Urválek

Gentile Direttore,
leggo l’intervista a Davigo e mi vengono i brividi. Riecco l’uomo della finta rivoluzione, quello dell’Italia da rivoltare, a senso unico ovviamente, e dei politici colpevoli fino a prova contraria. Questo mediocre personaggio, di indubbio squallore morale, il cui fanatismo e il cui ottuso concetto della Giustizia vista come strumento di potere e di persecuzione a oltranza partorisce pensieri inquietanti e contraddittori, questo novello Josef Urválek ansioso di lanciarsi in arringhe contro tutti i nemici del popolo e i controrivoluzionari che popolano i suoi sogni, o incubi? da farsa dantoniana, questo individuo è oggi presidente dell’Anm.
In un Paese normale, siederebbe ai giardinetti e sfamerebbe i piccioni, in Italia presiede l’associazione dei magistrati e promette battaglia contro qualunque riforma tesa a riportare la Magistratura entro i limiti della Costituzione. L’intervista al Corriere ( e a chi, altrimenti? ) gronda livore, arroganza, desiderio di onnipotenza. La Politica ha il dovere di rislondere a questa sfida.

Cordiali saluti,
Mario Mosca

Scrive Mario Mosca:
A sostegno di Matteo Renzi

Gentile Direttore,
sono colpito dalla quantità di “fuoco amico” che il capo del governo Renzi subisce da qualche tempo. Capisco che chi è all’opposizione faccia l’opposizione, anche se devo dire che, pur sforzandomi, non ricordo opposizione più inquietante di quella di oggi, ma che Renzi debba subire tante critiche proprio da ambienti che dovrebbero sostenerlo, questo sfugge alla mia comprensione.

Anche sulle pagine dell’Avanti! leggo commenti e lettere da cui traspare insofferenza se non, in qualche caso, aperta acredine nei confronti del capo del governo.

Signori, ma ci siamo dimenticati di cosa abbiamo avuto prima di Renzi? Ora che abbiamo, finalmente, un primo ministro giovane, che ha entusiasmo, che si presenta bene e non ci fa sfigurare all’estero, una persona per bene che lavora seriamente e a ritmi sostenuti, e, soprattutto, che guida una compagine che, ed era ora! mette mano a delle riforme importanti, suvvia e diamogli un po’ di sostegno! Certo, non tutto è sempre condivisibile, tante cose sono migliorabili, ma un po’ di ottimismo non guasterebbe.

Cordiali saluti,
Mario Mosca

Scrive Mario Mosca:
L’Ungheria di Orban,
sempre meno europea

Gentile Direttore,
desidero richiamare l’attenzione dei lettori dell’Avanti! e di tutti i compagni del PSI sullo sviluppo della politica in Ungheria, Paese sempre meno europeo e sempre più nelle mani della Russia di Putin. Mi rendo conto che questo non è un tema da congresso nazionale, ciononostante vorrei si sapesse, una volta di più, che la deriva autoritaria, da queste parti, vivo a Budapest, è sempre meno una mera espressione, di cui a volte, sui media, si abusa, e sempre più realtà. L’ Ungheria non è più repubblica, il termine è stato abolito. I nuovi documenti di identità non avranno più bandiera nè simboli della UE. La costituzione imposta da Orban con procedure parlamentari da quarto mondo, è illiberale. Essere omosessuali, è pericoloso. Parlare di politica in un luogo pubblico, è pericoloso. Leggere, in pubblico, un quotidiano di sinistra, può essere pericoloso. In pochi anni, la destra magiara è riuscita, con sotterfugi, propaganda, mistificazioni, a mettere le mani su tutti i settori dell’amministrazione, violando le regole sfacciatamente eludendo le accuse di corruzione e di scandali finanziari, e sta portando a termine, nell’indifferenza dell’Europa, una enorme opera di falsificazione della Storia, che tocca tutti i temi sensibili del passato nazionale, distorcendo i fatti e creando e nutrendo falsi miti. Ciliegina sulla torta, la questione dei rifugiati: dopo le vergognose pagine di razzismo e dicriminazione dell’estate scorsa, Orban si appresta a indire un referendum teso a vanificare le quote migranti UE : il metodo sarà il solito, quesito fazioso, propaganda tambureggiante, media ormai quasi asserviti.
Cordiali saluti, Mario Mosca.