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Mario Muser

Dl sicurezza: “Passo indietro sui diritti fondamentali”

Decreto-sicurezza

Il decreto sicurezza ancora non è stato ancora firmato e già le polemiche stanno montando. La Commissione europea ancora non ha esaminato il testo. Nessuno lo ha letto per ora. Una valutazione da parte della Ue avverrà solo dopo la firma del presidente della Repubblica. “Il decreto è una proposta del governo e deve essere ancora adottato dai legislatori. Una volta che sarà fatto, la Commissione lo esaminerà” ha detto la portavoce della Commissione Mina Andreeva all’indomani del via libera in consiglio dei ministri. Intanto da Roma il ministro della giustizia Alfonso Bonafede parla di norma “equilibrata” e il ministro dell’Interno Matteo Salvini rivendica le misure di “buonsenso” contenute nel “suo” decreto e tira dritto. Un decreto presentato con una scenetta alquanto singolare, con il primo ministro che si è prestato a mostrare un cartello in cui si invoca il nome del titolare degli Interni come autore della norma. Una cosa mai vista. Una dichiarazione di totale sudditanza al vicepremier.

Un decreto che per l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti “passerà alla storia come decreto insicurezza”. Minniti, parlando a Circo Massimo, su Radio Capital, ha sottolineato due cose “particolarmente gravi”, “due mele avvelenate”: “Una è la cancellazione dei permessi umanitari. Era una via che consentiva un percorso di integrazione. Così si producono marginalità e clandestinità, che spesso portano a un aumento della propensione a delinquere. L’altra mela avvelenata – ha continuato – è il depotenziamento degli sprar, che è catastrofico. Insieme alla cancellazione del decreto per le periferie sicure, ci dice che abbiamo accantonato la via dell’integrazione”. Poi Minniti ha avvertito: “Altri paesi hanno fatto in anni passati come sta facendo l’Italia. A un certo punto si sono svegliati e hanno visto dei loro figli che facevano attentati nelle loro capitali. Con queste due scelte stiamo mettendo una bomba a orologeria sotto la nostra convivenza”.

Minniti nega che le espulsioni siano state rese più semplici: “Non è vero perché non dipendono dalla legislazione italiana. Noi possiamo fare rimpatri solo se siamo in condizione di rimandarli nei paesi di provenienza, con un’attività diplomatica che da questo governo non vedo”. Minniti entra poi nel merito del decreto che, dopo l’approvazione in consiglio dei ministri, deve superare ora l’esame del Quirinale: “Aspetto di leggere il testo. Non vorrei finisse come il decreto di Genova: un’araba fenice. Intanto le reazioni critiche, all’indomani del varo del decreto Salvini, si susseguono. Critiche sono arrivare da Ampi e dalla Cisl, con la responsabile nazionale settore immigrati Liliana Ocmin che ha definisce il provvedimento “più una risposta simbolica all’opinione pubblica che ai problemi concreti della protezione e dell’immigrazione”.

Preoccupazione arriva anche dalla Uil: “È un passo indietro sul piano dei diritti fondamentali. Crea maggiore clandestinità e deteriora le condizioni di accoglienza ed integrazione dei profughi nostro Paese”. “Tra le misure proposte – afferma in un comunicato Ivana Veronese, segretaria confederale Uil – ci allarmano maggiormente quelle contrarie ai diritti delle persone: infatti l’abolizione della protezione umanitaria, avrà pesanti conseguenze sulla gestione dei flussi migratori, in quanto rischia di creare maggiore irregolarità. Inaccettabile è anche l’effetto di deterrenza che si vuole creare con misure mirate a peggiorare pesantemente le condizioni di vita degli oltre 600 mila migranti già arrivati via mare nel nostro Paese, negando loro il diritto alla protezione umanitaria, l’accoglienza e le possibilità di integrazione, minacciando di rinchiuderli in centri di detenzione per sei mesi. È anche pretestuoso ricorrere a una misura d’urgenza (il decreto legge) a fronte di una situazione dei flussi migratori che registra il crollo degli sbarchi di quasi il 90 % dall’anno scorso”.

Ora la questione è in mano al Quirinale. Si apre una partita delicata. Con i il Colle che ricorda che esiste il principio di neutralità che impedisce al presidente della Repubblica di intervenire direttamente, ma avverte che il vaglio sarà molto severo perché il capo dello stato, cui spetta il preventivo controllo delle leggi e la ratifica di una nuova norma nutre seri dubbi di violazione della Carta e dei trattati internazionali.

Il reddito di cittadinanza fa litigare il governo

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Il reddito di cittadinanza fa litigare il governo impegnato nel disegnare la manovra. I due azionisti di maggioranza spingono per mettere in corsa i loro cavalli di battaglia. Magari anche solo come un titolo nell’elenco della manovra. Anche se vuoto. Ma comunque ci deve essere per dare un senso a quanto sbandierato in campagna elettorale. Ed è proprio il caso del reddito di cittadinanza che Di Maio tenta di imporre a Tria con una fretta un po’ sospetta. Un provvedimento ancora impalpabile, vuoto nei contenuti, ma che crea comunque tensione nell’esecutivo. Di Maio, dopo le proteste dell’altro (vice)premier Salvini ha cambiato il tiro affermando che il reddito di cittadinanza, sarà limitato ai soli cittadini italiani. “Noi – ha detto – abbiamo corretto la proposta di legge che avevamo presentato anni fa, nel 2014. È singolare che ritorni in auge: già nel 2016 l’abbiamo modificata. Stiamo lavorando sulla platea. È logico che la devi restringere ai cittadini italiani”, ha detto infatti il vicepremier recepento le proteste leghiste per la possibilità che il sussidio potesse finire in tasca a cittadini non italiani.

“Ormai ci siamo così convinti che la politica non fa quello che dice durante la campagna elettorale. Io non mi arrendo all’idea che quello che si è detto lo faremo”, prosegue il vicepremier su Radio1. “Inseriremo in legge di bilancio il reddito cittadinanza e la flat tax”, ha aggiunto di Maio. “Io non sono uno di quelli che promettono e dimenticano il giorno dopo” delle elezioni.

Una posizione che Tiziano Treu, presidente del Cnel e ex ministro del Lavoro, definisce inaccettabile. Non per impostazioni ideologiche ma per le regole comunitarie. Infatti secondo il diritto europeo, “è inaccettabile – afferma Treu – che una prestazione assistenziale come il reddito di cittadinanza possa essere data solo agli italiani. Lo dice il presidente del Cnel e ex ministro del Lavoro, Tiziano Treu spiegando che la Corte europea di giustizia si è pronunciata più volte su prestazioni simili ribadendo l’estensione anche agli stranieri con permesso di lungo soggiorno.

IN CODA ALL’EUROPA

boone

Mentre continua il braccio di ferro tra Tria e Di Maio sul tetto del deficit, arrivano previsioni negative per l’Italia. L’Ocse abbassa l’asticella per il Pil italiano per il 2018 portandolo dall’1,4 all’1,2 per cento. E, nell’Economic Outlook, attribuisce il rallentamento della crescita “alle incertezze legate alle scelte politiche” del governo, “agli alti tassi di interesse e al calo nella creazione di posti di lavoro che frena la spesa delle famiglie”. Insomma il Pil non sarà quello sperato e utilizzato dal governo come base su cui calcolare il rapporto del deficit, ma sarà più basso. Due problemi insieme, meno sviluppo e rapporto con il debito più alto. In sostanza si ristringe ancora il margine di manovra già esiguo e di conseguenza si restringe il sentiero sui cui la maggioranza dovrà arrampicarsi per fronteggiare la manovra. La sforbiciata sul 2018 è in linea con il taglio medio alla stima dell’Eurozona, che comunque nel complesso si muove a velocità quasi doppia rispetto a noi con una progressione del Pil stimata nell’ordine del 2 per cento (livello simile alla Germania, vista all’1,9 per cento quest’anno).

L’Italia viene indicata, insieme alla Brexit, tra i principali rischi di instabilità che potrebbero impedire all’Europa di prosperare. E al governo italiano la nuova capoeconomista dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Laurence Boone manda una serie di avvertimenti. Rispettare le regole Ue sui conti pubblici, innanzitutto. E non toccare la legge Fornero sulle pensioni. Immediata la risposta del vicepremier, Luigi Di Maio: “L’Ocse non deve intromettersi nelle scelte di un Paese sovrano che il governo democraticamente legittimato sta portando avanti. Il superamento della legge Fornero è nel contratto e verrà realizzato. Quasi due terzi degli italiani sono con noi. I burocrati se ne facciano una ragione. Siamo stati eletti anche per questo e manterremo l’impegno preso”. Un altro appello al popolo. Una auto legittimazione celebrativa nel tentativo di rintuzzare critiche a una azione di governo ancora teorica ma che pare voler mettere, almeno nelle intenzioni dei vicepremier, al centro del proprio agire, non lo sviluppo, ma l’aumento del debito. Unico muro a questa scellerata ipotesi, il ministro Tria, che proprio per questo è già stato richiamato all’ordine dal capetto pentastellato. Irritazione arriva anche dal premier Giuseppe Conte, per il quale “le valutazioni sull’Italia non sono supportate dai dati di fatto”.

Nell’Economic Outlook dell’Ocse si attribuisce il rallentamento della crescita “alle incertezze legate alle scelte politiche” del governo, “agli alti tassi di interesse e al calo nella creazione di posti di lavoro che frena la spesa delle famiglie”. L’Ocse avverte inoltre che il debito italiano e l’aumento dello spread rappresentano un rischio per l’intera Eurozona: “La resilienza e l’architettura dell’area euro – si legge nel rapporto – sono migliorate negli ultimi anni ma restano preoccupazioni sulla stabilità fiscale e finanziaria a causa di incertezze legate a scelte politiche, compresa l’Italia, e il futuro accordo tra Gran Bretagna e il resto dell’Unione europea. Il recente aumento dello spread legato al rischio sul debito pubblico italiano – spiega l’organizzazione – insieme al conseguente calo dell’andamento dei titoli bancari stanno a dimostrare la possibilità di un ritorno della vulnerabilità dell’area euro. Ulteriori riforme sono necessarie per ridurre il rischio contagio, aumentare la resilienza e rafforzare il quadro fiscale. Uno schema di assicurazione comune sui depositi potrebbe aumentare la fiducia e aiutare la diversificazione dei rischi”. Per l’Ocse inoltre dovrebbero essere introdotte “misure che incentivino le banche a diversificare il loro portfolio di titoli di stato, limitando il collegamento tra banche nazionali e governi. L’introduzione della capacità di una stabilizzazione fiscale per l’area euro contribuirebbe anche ad assorbire forti shock economici negativi e fornirebbe un ulteriore strumento che potrebbe essere attivato in caso di crisi”.

Particolare preoccupazione arriva dalla ipotesi, più volte rilanciata da Salvini, di voler “smontare la legge Fornero” e di ideare un reddito di cittadinanza, fortemente voluto dal M5s. La capo economista dell’Organizzazione con sede a Parigi, Laurence Boone, ha spiegato che “occorre prima di tutto mantenere la fiducia delle imprese” affermando che il precedente governo ha fatto molte riforme, come il piano Industria 4.0, e aggiungendo che “è fondamentale che continuino”.

“E poi occorre mantenere la fiducia sulla sostenibilità del debito italiano. L’Italia ha fatto sforzi straordinari ed è importante che proseguano e che rispetti le regole Ue”, ha chiarito Boone.

A proposito della riforma della legge sulle pensioni Boone ha sottolineato come sia “importante non smantellarla” spiegando tra l’altro che “non è detto che una misura simile aiuterebbe i consumi”. La Lega vuole introdurre nella legge di Bilancio una revisione della legge Fornero che garantisca la pensione con quota 100 sommando età anagrafica e contributi versati, ma a partire dai 62 anni di età. Ma Boone si è espressa anche sul reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del M5s, chiarendo che è fondamentale che si rivolga alle persone più colpite dalla crisi. “Oggi mi sembra importante puntare sulle persone più colpite dalla crisi e fornire incentivi al lavoro”, ha osservato.

Milleproroghe. Il Governo mette la fiducia. Caos in Aula

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Scoppia la bagarre in Aula alla Camera alla notizia che il Governo ha posto la questione di fiducia al dl Milleproroghe. È la prima fiducia posta dal governo. Il Pd ha occupato i banchi del governo come protesta per una fiducia che ritengono illegittima. La fiducia, infatti, autorizzata dal Consiglio dei ministri del 24 luglio scorso è stata messa su un testo che l’organo di governo non aveva ancora approvato e che è stato varato il giorno dopo 25 agosto.

La ‘chiama’ inizierà domani a partire dalle 12,40. Alle 11,15 le dichiarazioni di voto sul decreto. Non è stata fissata, invece, una data per il voto finale in assenza di un’intesa tra maggioranza e opposizione.

Questa fiducia è un atto, ha detto Roberto Giachetti “illegittimo perché viziato da una irregolarità formale. “Le consiglio di consultare il presidente Fico – ha premesso il deputato Pd rivolgendosi alla presidente di turno Maria Edera Spadoni (M5S) – le ricordo che la fiducia deve essere motivata e deve essere relativa a un dato provvedimento e non sui titoli dei provvedimenti ma su un testo licenziato dalle commissioni di merito”.

“Non si può quindi mettere la fiducia – autorizzata, lo ricordo il 24 luglio – su un testo approvato lunedì scorso dalla Commissione, perché il testo, rispetto a quello varato dal governo, è cambiato per via dei voti in commissione e l’approvazione di diversi emendamenti. Sui vaccini, ad esempio, il testo ha subito ben tre variazioni. La fiducia del Cdm non può riferirsi al testo della Camera. Le suggerisco quindi – ha concluso Giachetti – di consultare il presidente Fico perché riteniamo che la proceduta adottata sia gravemente viziata”.

Altre forti proteste arrivano dall’Anci in quanto la fiducia è posta sul testo approvato dalle Commissioni, vale a dire con il taglio di 1,1 miliardi alle periferie, senza recepire quindi l’intesa raggiunta ieri con l’Anci per il ripristino nel triennio dei fondi. L’oppposione infatti aveva chiesto la sospensione dei lavori per permettere al governo di chiarire le proprie intenzioni sui fondi alle periferie dopo l’intesa raggiunta ieri sera dal premier Giuseppe Conte con l’Anci per il loro ripristino. Ma il tutto si è trasformato in un nulla di fatto. Ieri il presidente dell’Anci aveva espresso la propria soddisfazione per l’impegna strappato al premier. Soddisfazione durata poco.

Onu: “In Italia cresce razzismo e violenza”

razzista pelatoL’Italia sotto osservazione dal parte dell’Onu per violenza e razzismo. Queste le preoccupazioni di Michelle Bachelet, neo Alto commissario Onu per i diritti umani che aprendo i lavori del Consiglio Onu per i diritti umani, riunito a Ginevra fino al 28 settembre ha detto: “Abbiamo intenzione di inviare personale in Italia per valutare il riferito forte incremento dibatti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom”. Non siamo i soli, preoccupazione anche per l’Austria.

Gli sforzi dei governi per respingere gli stranieri non risolvono la crisi migratoria e causano solo nuove ostilità, sostiene Michelle Bachelet che critica i muri di confine, la separazione delle famiglie di immigrati e l’incitamento dell’odio contro i migranti. “Queste politiche non offrono soluzioni a lungo termine a nessuno, solo più ostilità, miseria, sofferenza e caos”, afferma. Nelle osservazioni di oggi, l’Alto commissario non cita esempi concreti, ma una versione più lunga del suo discorso presentato al Consiglio con riferimento a paesi tra cui Stati Uniti, Ungheria e Italia.

All’inizio di settembre, Bachelet ha ottenuto la carica succedendo al diplomatico giordano delle Nazioni Unite Zeid Ra’ad Al Hussein, noto per il suo approccio altamente conflittuale nei confronti di alcuni di  questi paesi.

“Il Governo italiano ha negato l’ingresso di navi di soccorso delle Ong. Questo tipo di atteggiamento politico e di altri sviluppi recenti hanno conseguenze devastanti per molte persone già vulnerabili”: sottolinea  il neo Alto commissario per i Diritti Umani Michelle. Bachelet  esorta l’Unione europea ad “intraprendere operazioni di ricerca e soccorso umanitario per le persone che attraversano il Mediterraneo” e a “garantire l’accesso all’asilo e alla protezione dei diritti umani nell’Unione europea”.

“L’Italia – è la risposta del ministro dell’Interno, Matteo Salvini – negli ultimi anni ha accolto 700mila immigrati, molti dei quali clandestini, e non ha mai ricevuto collaborazione dagli altri paesi europei. Quindi non accettiamo lezioni da nessuno, tanto meno dall’Onu che si conferma prevenuta, inutilmente costosa e disinformata: le forze dell’ordine smentiscono ci sia un allarme razzismo. Prima di fare verifiche sull’Italia, l’Onu indaghi sui propri stati membri che ignorano diritti elementari come la libertà e la parità tra uomo e donna”.

FARE CHIAREZZA

 

PONTE CROLLATO GENOVA MORANDISi terranno sabato alle 11 i funerali delle vittime del crollo di ponte Morandi a Genova. I funerali si svolgeranno alla Fiera di Genova, uno degli spazi più ampi della città dove saranno accolte le 39 salme, ma anche eventualmente gli altri corpi ritrovati sotto le macerie. Saranno migliaia le persone attese per partecipare alla cerimonia. Alle esequie solenni parteciperanno le maggiori autorità nazionali e locali. Prevista ma ancora non confermata ufficialmente la presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella oltre a quella dell’esecutivo al gran completo. I funerali saranno celebrati dall’arcivescovo di Genova cardinal Angelo Bagnasco.

Quella di sabato sarà anche una giornata di lutto nazionale per il Paese: lo ha annunciato nel pomeriggio il premier Conte dopo la conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri straordinario che si è simbolicamente tenuto in Prefettura a Genova. Intanto il governo cerca un colpevole e ha già annunciato ti togliere a Benetton la concessione per la gestione della società Autostrade. Un provvedimento a effetto ma di dubbia praticabilità. Ovviamente Atlantia, il gruppo proprietario di Autostrade per l’Italia, non ha tardato a rispondere all’esecutivo. Secondo Atlantia l’annuncio da parte del governo della procedura per il ritiro della concessione, “è  stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto”. “Le modalità di tale annuncio – rileva la società – possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti”.   Ieri l’altro  il titolo della holding della famiglia Benetton ha chiuso in calo del 5,39% a 23,54 euro dopo essere sceso a -10% ed essere stato più volte sospeso per eccesso di ribasso. Complessivamente Atlantia ha perso in un giorno 1,1 miliardi di euro di capitalizzazione.

“Si piangono i morti e già sono iniziate le polemiche, prima ancora che la magistratura abbia accertato le responsabilità” è il commento del segretario del Psi Riccardo Nencini, già vice ministro delle infrastrutture e dei Trasporti dei governi Renzi e Gentiloni, membro della commissione lavori pubblici al Senato. Nencini aggiunge: “Di Maio e Salvini scaricano la colpa sui governi precedenti. Allora diciamole due verità. La Lega ha governato l’Italia per 8 anni tra il 2001 e il 2011, proprio il periodo in cui gli investimenti in grandi opere e in manutenzione delle infrastrutture sono crollati del 30%. Al contrario, i governi Renzi e Gentiloni hanno moltiplicato i fondi. Basta andare a rileggersi i piani pluriennali di Anas e FS e le leggi di stabilità. Quanto alla Gronda – ha proseguito – l’opera alternativa al ponte crollato, il 31 luglio scorso, in 8^ commissione senato, il ministro Toninelli ha dichiarato che non è tra le priorità”. E a tal proposito Nencini ha chiesto che il Senato sia messo a conoscenze di cosa il governo abbia intenzione di fare. Per questo ha chiesto al presidente del Senato di “convocare con urgenza l’ottava commissione del Senato, la commissione lavori pubblici, e di invitare il ministro Toninelli  per comunicazioni urgenti circa il dramma del crollo del ponte Morandi”. Nencini aggiunge: “Dopo ripetute e contraddittorie dichiarazioni alla stampa è opportuno che il governo riferisca nelle sedi istituzionali opportune, il Parlamento, sull’orientamento che intende tenere per far fronte, con misure straordinarie, al dramma che si è aperto a Genova”.

Intanto la procura di Genova è  al lavoro. Tra le ipotesi di reato allo studio c’è anche omicidio colposo stradale anche se “è prematuro perché dipende tutto dalle possibili configurazioni di scenario”. Ha detto il procuratore capo Cozzi. “E prematuro anticiparlo perché significherebbe inquadrare in un certo modo le possibili cause e ipotecare un qualcosa che ancora si deve conoscere”. I reati ipotizzati sono attentato colposo alla sicurezza dei trasporti e disastro colposo conseguente al crollo di costruzione con omicidio colposo plurimo. “Al momento le ipotesi di reato sono tutte a carico di ignoti perché bisogna individuare prima le possibili cause”, ha sottolineato il procuratore capo. Una inchiesta è stata aperta anche dalla procura di Parigi per “omicidi colposi” e per “lesioni involontarie” in quanto tra le vittime vi sono anche 4 ragazzi francesi.

Ma la tragedia va oltre le vittime del viadotto a ha effetti anche sulle abitazioni sottostanti. Per accogliere gli sfollati sono stati messi a disposizione 45 alloggi subito, 300 entro 2 mesi.  I primi 45 alloggi sono quelli di Arte Genova (l’istituto delle case popolari) e del Comune.  Altri 300 verranno predisposti entro due mesi come ha annunciano il presidente della Regione.

Scieri, un arresto per il parà morto 19 anni fa

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C’è un arresto per concorso in omicidio nei confronti del 26enne siracusano, parà di leva, trovato morto il 16 agosto di 19 anni fa nella caserma Gamerra di Pisa, centro di addestramento della Folgore. Si tratta di Alessandro Panella, caporale e capocamerata di Cerveteri a cui era stato assegnato Scieri. Panella è anche cittadino americano. Venerdì 3 agosto stava per rientrare negli Stati Uniti con un biglietto di sola andata dopo aver saputo delle indagini che lo riguardavano. Di qui la necessità della Procura di procedere all’arresto per evitare la fuga. Il caso Ammoddio è stato riaperto grazie ai lavori della Commissione di inchiesta parlamentare guidata da Sofia Amoddio.

“Sul caso Emanuele Scieri bisogna arrivare alla verità”, ha detto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. “In questo momento il mio primo pensiero va alla famiglia Scieri. Il ministero della Difesa in particolare è a completa disposizione della magistratura, verso la quale nutre piena fiducia, per fare luce sull’episodio“. Diciannove anni da quella morte – che alcuni cercarono di archiviare come un suicidio o incidente – la squadra mobile di Firenze ha ottenuto un risultato che potrebbe fare luce sulla lunga scia di sospetti e fatti poco chiari che, fin dall’inizio, si sono addensati su quella tragedia.

Gli amici e i familiari di Emanuele non hanno mai voluto credere all’ipotesi di una morte accidentale o, tantomeno, voluta dal giovane. E voci sempre più insistenti hanno parlato, a più riprese, del clima di nonnismo e di un “sistema di disciplina fuori controllo” che vigeva nella caserma. Un’ipotesi, questa, che ha preso sempre più corpo durante i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte del giovane, presieduta dalla parlamentare Sofia Amoddio. “”Quella su Emanuele Scieri – ha spiegato Amoddio, ex deputata Pd – è stata la prima commissione d’inchiesta parlamentare in Italia che ha portato alla riapertura di un caso e poi a un arresto”.

Il sindaco di Siracusa Francesco Italia ha preannunciato intanto che il Comune si costituirà parte civile in un eventuale processo. “I clamorosi sviluppi giudiziari che stiamo apprendendo in queste ore non ci restituiranno Lele, ma renderanno sicuramente giustizia alla sua memoria e saranno di conforto alla sua famiglia e ai tanti amici che non hanno mai creduto alle versioni ufficiali rese finora. Oggi è un giorno migliore – dichiara – come sindaco di Siracusa, a nome dell’intera Giunta comunale, devo ringraziare innanzitutto Sofia Amoddio che insieme alla deputazione cittadina si è impegnata per la costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda, e che da Presidente della stessa ha portato avanti un lavoro attento e puntuale che ha trovato riscontro nella svolta giudiziaria odierna”.

Emanuele Scieri, dunque, per la procura di Pisa è stato ucciso. E poteva essere salvato: il tempo ci sarebbe stato ma il giovane “è stato lasciato agonizzante a terra”, ha spiegato il procuratore capo Alessandro Crini. Per la procura il parà, 26 anni, una laurea in giurisprudenza prima della leva, è morto perché vittima di violenti atti di nonnismo. Quella sera del 13 agosto 1999, per la procura, Scieri fu prima svestito e poi percosso con pugni e calci. Poi fu costretto a salire su una scala alta 10 metri, utilizzata per l’asciugatura dei paracadute da dove, “in conseguenza degli atti di violenza e minaccia in atto”, precipitò.

Secondo gli inquirenti Panella e gli altri indagati nascosero il corpo di Scieri sotto un tavolo per non farlo notare. Tanto che il parà vennne trovato solo tre giorni dopo, il 16 agosto.

Biotestamento. Via libera del Consiglio di Stato

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Via libera dal Consiglio di Stato all’attuazione del biotestamento, con il deposito oggi delle risposte ai quesiti del Ministro della Salute Giulia Grillo sulle Disposizioni anticipate di trattamento, con particolare riferimento alla Banca dati nazionale, contribuendo all’effettiva attuazione del testamento biologico. Il Consiglio di Stato dà così il via libera all’attuazione del biotestamento. “Con il parere reso oggi il Consiglio di Stato – sottolinea un comunicato – contribuisce all’effettiva attuazione del testamento biologico”. Con le Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) – ricorda la nota di Palazzo Spada -ciascun individuo, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, può decidere “ora per allora” su eventuali trattamenti sanitari che potrebbero riguardarlo e sui quali in futuro non sarà in condizione di prestare il consenso; ciò avviene manifestando la propria volontà mediante la redazione di un atto specificamente previsto.

In particolare con il parere reso oggi il Consiglio di Stato ha ritenuto che “la banca dati nazionale – proprio perché le relative informazioni possono essere conosciute sull’intero territorio del Paese – su richiesta dell’interessato deve contenere copia delle Dat, compresa l’indicazione del fiduciario, salvo che il dichiarante non intenda indicare soltanto dove esse sono reperibili». Inoltre ha stabilito che il registro nazionale «è aperto anche a tutti coloro che non sono iscritti al Servizio sanitario nazionale”. E ancora: “Le Dat non hanno alcun vincolo di contenuto: l’interessato deve poter scegliere di limitarle solo ad una particolare malattia, di estenderle a tutte le future malattie, di nominare il fiduciario o di non nominarlo, ecc. Spetterà al Ministero della Salute mettere a disposizione un modulo-tipo per facilitare il cittadino a rendere le Dat”.

Soddisfazione esprimono Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni: “Bene il parere del Consiglio di Stato, e bene anche la volontà della Ministra Giulia Grillo di non lasciar passare ulteriore tempi rispetto a termini di legge già scaduti per l’istituzione della Banca dati” “La Banca dati Nazionale sulle Disposizioni anticipate di Trattamento – continuano – consentirà che le stesse Dat siano rese note su tutto il territorio ai sanitari che dovranno attenersi a quanto previsto per legge ( 219/17). Chiediamo al Ministro al fine di rafforzare l’operatività della legge attraverso la Banca dati delle disposizioni anticipate di trattamento con un Decreto che preveda l’inserimento delle Dat nella tessera sanitaria regionale”.

Nencini, investimenti per combattere precariato

lavoro_giovani_operai_“Dal decreto dignità una cosa buona, l’abolizione della pubblicità sul gioco d’azzardo posizione che i socialisti hanno sempre sostenuto in questi anni. Ma molte cose cattive. Non si combatte il lavoro a tempo determinato con una legge di tipo comunista ma lo si combatte rilanciando l’economia, finanziando le buone aziende e lavorando sui grandi investimenti infrastrutturali”. Lo ha detto il segretario del Psi Riccardo Nencini a poche ore dalla presentazione del dl dignità in Aula. Anche Confindustria va all’attacco. Sono molti i punti criticati dagli industriali. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia li ha messi sul piatto durante una intervista alla masterclass tenuta al Giffoni film festival. “Senza alcuna polemica – ha detto Boccia – devo dire che il decreto dignità è antitetico al contratto di programma, che verte su due elementi, reddito di cittadinanza e flat tax. Invece si aumenta il costo dei contratti a tempo determinato e il costo dei licenziamenti. Sarebbe bello capire – ha aggiunto – anche dagli esponenti della Lega cosa ne pensano in merito alla Flat tax, perché i cittadini la somma algebrica delle tasse la sanno fare”.

Insomma non sono per nulla positive le considerazioni degli industriali. Come Confindustria “noi vorremmo contribuire con le nostre spiegazioni economiche a raggiungere gli obiettivi politici del governo del Paese. Quindi abbiamo segnalato alcuni miglioramenti all’interno del decreto dignità che eviterebbero di creare ansia nel mondo delle imprese e aiuterebbero a raggiungere proprio quei fini che il governo si pone, con il decreto, in merito ai contratti a termine e alla delocalizzazione” ha ricordato. “Spero che nessuno si offenda, bisogna abituarsi alle critiche in questo Paese e confidiamo che il governo possa migliorare quel decreto. Detto questo, è evidente che non è con un decreto dignità che si fa un salto di qualità nell’economia del Paese. È una parentesi, un provvedimento: noi abbiamo valutato quello e non il governo. Da qui ad arrivare a settembre con il decreto di bilancio e il nodo risorse – ha concluso Boccia – è un’altra partita”.

Il Pd intanto avrebbe confermato la proposta di cancellare gli aumenti degli indennizzi in caso di licenziamento illegittimo previsti dal decreto, oggetto di polemiche in questi giorni anche all’interno del Pd. La proposta, a firma Lepri e Serra chiede di “sopprimere” l’intero articolo 3 del decreto. “Il Pd – puntualizza però la capogruppo in commissione Debora Serracchiani – non ha segnalato l’emendamento” al decreto dignità “sugli indennizzi così come indicato dalla segreteria. Si tratta di un richiamo tecnico perché altri partiti ne hanno segnalato di uguali ma non è tra quelli che il Pd intende discutere”. Così la capogruppo Dem in commissione Debora Serracchiani Lavoro spiega la presenza dell’emendamento nel fascicolo dei segnalati al vaglio Delle commissioni. “Noi vogliamo che si percepisca di più” aumentando le indennità di conciliazione.

Marchionne. Psi: “La rete con conosce compassione”

marchionneSono stazionarie le condizioni dell’ex a.d. di Fca Sergio Marchionne, ricoverato in terapia intensiva in condizioni irreversibili presso l’ospedale universitario di Zurigo. Al momento non ci sono conferme da parte dell’azienda né sono previsti bollettini medici. Il top manager si trova nell’istituto svizzero da oltre tre settimane, reduce da un’operazione alla spalla destra che si doveva risolvere con un breve periodo di convalescenza. Al capezzale del manager ricoverato all’Universitatsspital di Zurigo si stanno alternando la compagna Manuela Battezzato e i due figli avuti dalla prima moglie Orlandina, Alessio Giacomo (classe 1989) e Jonathan Tyler (1994).

Nelle contrattazioni che precedono l’apertura dei mercati, i titoli perdono il 3,05% a 18,73 dollari. Ferrari affonda a Wall Street nelle contrattazioni che precedono l’avvio dei mercati. I titoli perdono il 5,00%. Il cambiamento “improvviso e drammatico” al vertice di Fca con la malattia di Sergio Marchionne e la nomina repentina di Mike Manley come amministratore delegato dell’ex-Lingotto è considerata una “cattiva sorpresa” dagli analisti finanziari. E’ quanto si legge in alcuni report che circolano nelle sale operative, in cui viene sottolineato che “sia Fca che Ferrari saranno sotto pressione nel breve termine” in quanto gli investitori “non amano le cattive sorprese e l’incertezza”. Soprattutto “alcune speculazioni su operazioni di acquisizioni potrebbero ricominciare adesso, che la leadership del Gruppo si è indebolita”. Proprio oggi, in una giornata difficile per il settore automobilistico in Asia a causa dei dazi Usa, Hyundai ha guadagnato il 2% a Seul. Il Gruppo coreano aveva smentito a fine giugno un ritorno di fiamma su un interesse per Fca.

Sulle polemiche a seguito della valanga di commenti che infangano la figura di Marchionne, il commento del segretario del Psi Riccardo Nencini è netto “”Marchionne è ancora vivo sul letto di morte e leggi di tutto, perfino le offese. La rete non conosce la compassione. Anzi. Allora io aspetto. Prima il rispetto dell’uomo poi si discute del suo ruolo”.