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Mario Zanco

Concorrenza poco perfetta

Che succede? La Borsa crolla da venerdì a giovedì mattina, lo spread sui titoli di stato decennali nel contempo esplode. Si diffonde il panico, poi parla il Presidente della BCE ed in poche ore la borsa di Milano sale quasi del 6% e lo spread si riduce di 45 punti base. Possibile che basti cosi poco a far muovere i prezzi dei titoli? Non siamo più sull’orlo del baratro? Continua a leggere

I tempi della politica, i tempi della finanza e i rischi della rivolta sociale

Voglio ricordare la spiegazione di Karl Polanyi della crisi del Gold Standard e conseguente crack del ’29 e avvento di fascismo e nazismo come reazione ineluttabile della società al dominio della dimensione economica su tutte le altre della società. E’ la politica che tiene assieme le varie dimensioni della collettività degli esseri umani, ed oggi come allora latita. Oggi come negli anni Venti la finanza e l’economia sono globalizzate e la politica no. Oggi come allora veniamo da un lungo periodo di pace. Continua a leggere

Ecco perché la Germania vorrebbe che la Bce andasse in guerra disarmata

Il comportamento dei politici tedeschi (e dei paesi del nord ed est Europa che ne condividono le scelte) è in contraddizione manifesta con le proprie parole. E’ impossibile salvare l’Euro (come sostengono di volere) senza dare alla Bce i poteri di prestatore di ultima istanza (facoltà di comperare e vendere a qualunque prezzo e per qualunque quantità i titoli di stato di tutti i paesi dell’area euro) e senza che i paesi in salute aiutino seriamente i paesi malmessi (scelte cui si oppongono fermamente). E’ come se ad un esercito – la BCE è l’esercito finanziario della UE – pieno di munizioni fosse vietato usarle, è come se ai disoccupati (i paesi deboli) gli occupati (Germania e soci) suggerissero di mettersi a dieta per trovar lavoro. Continua a leggere

Europa: la politica continua a latitare e delegare

I problemi dell’area euro sono problemi politici. Certo, a farli emergere è stata la crisi economica e finanziaria, ma la radice è li. Checcè se ne dica la politica è importante, è fondamentale, nelle società umane è sempre stata presente e sempre lo sarà. Tanti successi dei modelli economici sono associati a precise scelte e gestioni politiche. Si pensi al Giappone del boom che seguiva una politica industriale diretta dallo Stato, alla Cina attuale, la cui crescita si basa di un modello ” leninista-capitalista” che prima sembrava contro natura. Negli Stati Uniti d’America l’intervento dello Stato nell’indirizzo dei programmi di ricerca militare ha pesanti ricadute sullo sviluppo economico del Paese. Continua a leggere

I nodi dell’Euro tornano al pettine

I mercati finanziari oggi registrano i seguenti andamenti: 1) un calo dell’euro verso dollaro e Yen, 2) la riduzione dei rendimenti dei titoli di stato dei paesi ritenuti meno a rischio (Germania, Stati Uniti, Regno Unito) a fronte di un aumento dei rendimenti dei titoli di stato degli altri paesi europei con un conseguente allargamento degli spread contro il Bund tedesco, 3) una forte correzione dei mercati azionari, in calo tra il 2% ed il 4% in Europa e oltre l’1% negli Stati Uniti (Indice S&P500), 4) un calo generalizzato di tutte le materie prime tra lo 0,6% ed il 3%. Queste dinamiche dicono una cosa univoca: la stabilità dell’area euro è tornata al centro dei timori degli investitori o speculatori che dir si voglia e costoro cercano rifugio negli investimenti ritenuti meno rischiosi. Continua a leggere

Il postino suona sempre due volte: i problemi dell’euro restano

Ero tra i pessimisti sul destino dell’euro a cavallo tra fine 2011 ed inizio 2012, e sono contento di essere stato smentito dai fatti. I problemi dell’area euro però sono ancora quasi tutti sul tavolo da gioco, sono problemi politico-economici: abbiamo una valuta comune, ma non una politica economica e monetaria comune come hanno i veri Stati. In sintesi per uscire dalla crisi economico finanziaria non possiamo fare come gli Stati Uniti dove la banca centrale (FED) ha dato liquidità a costo minimo alle banche contro consegna di titoli spazzatura, ha lasciato svalutare il dollaro, tenuto i tassi di interessi vicini allo zero,  mentre il governo ha stimolato l’economia con investimenti e spesa pubblica. Continua a leggere

Esselunga, nuova apertura? Scatta il referendum

Due temi molto dibattuti tra i cittadini italiani sono legati tra loro più di quanto possa apparire ad una prima impressione. Mi riferisco ai temi della sicurezza e a quello del progressivo invecchiamento della popolazione.
Temi che trovano un punto di incontro nella struttura urbanistica delle nostre città. Ciò che attira e appaga il turista che viaggia in Europa è la struttura urbanistica delle città storiche italiane, non solo di quelle grandi, ma soprattutto di quelle medio-piccole. Continua a leggere

Che significa essere declassati da Standard & Poor’s

La verità è che le agenzie di rating “ratificano” ex-post i movimenti dei prezzi di mercato, non li anticipano, nè li determinano. Infatti le borse hanno quasi trascurato le anticipazioni che si sono rincorse da venerdì mattina. Come largamente atteso una delle due maggiori agenzie di rating statunitensi, Standard & Poor’s (l’altra è Moody’s) ha ridotto il merito di credito (rating) della francia da AAA (rating massimo conservato dalla Germania) a AA+. Continua a leggere

Lombardia, la salute ha un costo

La regione Lombardia ha comunicato che informerà i degenti negli ospedali lombardi sul costo sostenuto dal Servizio Sanitario Nazionale per le loro cure. Chi sarà ricoverato saprà così quanto la sua cura sarà costata alla collettività. Interventi ormai abituali (bypass coronarico, cure antitumorali, etc) costano diverse migliaia di euro ed il paziente spesso ne paga solo poche decine per il ticket.

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