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Martina Di Matteo

Il fascino stridente del desiderio. Giuseppe Aloe, un indipendente finalista al Premio Strega 2012

In un cortile interno di un palazzo di inizio secolo un ragazzo passa interi pomeriggi a correggere un romanzo che non riuscirà mai a pubblicare e a leggere e a seguire con gli occhi e con l’animo i curiosi movimenti dei gatti che si aggirano per il mondo come lui si aggira nella vita. Un giorno però cambia tutto, su una macchina grigia, in compagnia del marito, arriva Vespa, “l’inappuntabile ritratto dello splendore”, che ha gli occhi più potenti ed irrefrenabili che lui abbia mai visto. In poco tempo i due diventano amanti. Non esclusivi, non solitari e come da copione la donna si stanca di lui. La passione che aveva sconvolto quella calma solo apparente diventa allora morbosa e alimenta inquietudini e nevrosi rivelando di quali elementi sia fatta, in fondo, la materia del desiderio e dove possa portare, senza averne quasi cognizione, la sua imprevedibile logica, ammesso che ne esista una. Continua a leggere

Di arte e di Resistenza: giovani artisti alla ricerca de “Il segno delle orme”

Nel mare delle celebrazioni annuali e forse anche un po’ stanche della Liberazione, trova spazio un’iniziativa molto interessante promossa dalla Casa della Memoria e della Storia e dalla Federazione delle Associazioni Partigiane (FIAP) di Roma, presieduta da Vittorio Cimiotta, dal titolo “Il segno delle orme”, una mostra che mette a confronto sedici artisti provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Roma e i grandi maestri della pittura del secondo dopoguerra europeo. I tratti pittorici dei giovani sono pervasi di una grande maturità e di un grande senso narrativo, come nelle intenzioni espresse dal professor Pier Luigi Berto, che insieme a Bianca Lami Cimiotta e Dario Evola, ha curato l’esposizione: “vorrei far rivivere le stesse sensazioni ai giovani artisti dell’accademia, portarli ad un confronto con i maestri del passato, giovani come loro nel momento della guerra e pervasi dall’urgenza di testimoniare quello che stava accadendo.” C’è quindi urgenza e voglia di testimoniare un passato che non si è vissuto ma che si può ripetere in forme e modi diverse. Continua a leggere

La prima versione del Vangelo di Pasolini? Senza miracoli e Resurrezione

Sarebbe stato Monsignor Luigi Angelicchio, creatore del Centro Cattolico Cinematografico secondo la volontà di Papa Giovanni XXIII, a convincere l’amico Pier Paolo Pasolini poco dopo la fine delle riprese de Il Vangelo secondo Matteo, ad aggiungere i miracoli e la Resurrezione di Cristo. E’ questo uno dei più interessanti retroscena della celebre pellicola svelati, oggi al Centro Elis di Roma in occasione del novantesimo anniversario della nascita di Pasolini (Bologna – 5 marzo 1922) attraverso la proiezione di un’intervista inedita di Rossella Alimenti a Monsignor Angelicchio. Continua a leggere