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Maurizio Bolognetti

Citando Sturzo

“Un punto difficile da affrontare subito è quello di ridare al Parlamento la sua indipendenza da estranee ingerenze, specialmente da quelle dei partiti, smantellando la sovrastruttura partitocratica che si è andata formando durante le due precedenti legislature, in modo da paragonarsi a una piovra che poco a poco soffoca e stronca”. (Luigi Sturzo, 18 luglio 1958)

Sessant’anni dopo c’è chi propone addirittura l’introduzione del vincolo di mandato. Ne abbiamo fatta di strada. La strada del settantennio partitocratico che ha sostituito la costituzione scritta con la costituzione materiale.

È la peste italiana, baby.

Maurizio Bolognetti

Maurizio Bolognetti
A ciascuno il suo

Verrebbe da chiedersi: ma a chi rischiamo di affidare questo nostro Bel Paese?

Leggo un commento del “Populista” in cui ci si fa beffe della nonviolenza e delle ragioni della nonviolenza e vengo assalito da una sensazione di gelo, di vuoto, di assenza di pensiero, empatia, verrebbe da dire di umanità.

Urlare, inveire, blaterare slogan, aizzare le folle, alimentare odi e paure. Apprendisti stregoni stanno prendendo d’assalto i banchi di Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi e il Palazzo del Quirinale.

Che dire? Mentre qualcuno si fa bellamente beffa dell’art. 92 della Costituzione, noi militanti della nonviolenza continuiamo a dar corpo alla nostra fame di Diritto, Diritti, Legalità costituzionale.

In queste ore più che mai viene da citare quel Marco Pannella che nel 1995 affermava: “Noi diamo letteralmente corpo alle nostre convinzioni. Ma questo può farlo qualsiasi fanatico. Ma noi diamo letteralmente corpo alla legge, alle leggi, perché il potere che le impone, esso stesso le applichi e le rispetti. Così, armati di nonviolenza, con i nostri corpi chiediamo ascolto e rispetto per la vita del diritto e il diritto alla vita”.

A ciascuno il suo.

Maurizio Bolognetti
Capolista al Senato per e con Insieme e Segretario di Radicali Lucani
(in sciopero della fame dal 26 febbraio per l’attuazione della riforma dell’Ordinamento penitenziario e per il diritto a poter conoscere per deliberare).

 

Un attentato ai diritti civili e politici dei cittadini italiani

urna-elettorale

Qui di seguito pubblichiamo la  lettera aperta al presidente Mattarella inviata dal candidato della Lista Insieme Maurizio Bolognetti. 

Signor Presidente,

da 32 giorni(dalla mezzanotte del 26 gennaio) sono in sciopero della fame. Sto dando corpo a una iniziativa nonviolenta, alla mia fame e alla mia sete di democrazia, per rivendicare il rispetto dell’art. 294 del Codice Penale.

Di tutta evidenza, in questa campagna elettorale si sta perpetrando un attentato ai diritti civili e politici dei cittadini italiani. Stiamo assistendo attoniti, per l’ennesima volta, alla sostanziale rimozione di idee, programmi, storie personali e collettive e contenuti. In una campagna elettorale quanto mai povera di dibattiti e confronti, temo che senza un suo autorevole richiamo i cittadini finiranno per recarsi alle urne senza aver avuto la reale possibilità di conoscere, per poter adeguatamente valutare, le proposte formulate da alcuni attori presenti in questa campagna elettorale. Alla luce dei dati diffusi dall’Agcom, sui quali pure molto ci sarebbe da dire, appare evidente che alcune forze politiche abbiano goduto e stiano godendo di un trattamento privilegiato da parte degli organi di informazione radio televisivi pubblici e privati, oltre che da parte della carta stampata. Questa disparità d’accesso ai mezzi di informazione, inevitabilmente, sta falsando il gioco democratico e si sta traducendo in un inganno perpetrato ai danni dei cittadini italiani.

Signor Presidente, ciò che da sostanza e forza alla parola democrazia é l’einaudiano conoscere per deliberare ed é altrettanto vero che il diritto alla conoscenza é un inviolabile diritto umano e civile.

Signor Presidente, nel luglio del 2015 Lei ritenne di dover onorare un’importante iniziativa del Partito Radicale – la Seconda Conferenza Internazionale sulla “Universalità dei Diritti Umani per la transizione verso lo Stato di Diritto e l’affermazione del Diritto alla Conoscenza” – inviando all’attenzione degli organizzatori uno straordinario messaggio. Nel testo di quella sua missiva Lei tra l’altro affermava: “La conoscenza – e il diritto alla conoscenza – è un tema emergente della nostra epoca, che merita attenzione a livello dello stesso sistema delle Nazioni Unite”.

Ecco, signor Presidente, Le chiedo di far ascoltare nelle prossime ore la sua autorevole voce, per ricordare a tutti che democrazia fa rima con diritto alla conoscenza e che una campagna elettorale che voglia rispettare minimi standard democratici deve garantire parità d’accesso ai mezzi d’informazione. Una parità che di certo non è stata garantita alla Lista Insieme e non solo alla Lista Insieme.

Nell’articolo 294 del Codice Penale, opportunamente voluto dal nostro legislatore, si afferma che va perseguito “Chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l’esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà”.

Signor Presidente, in questa campagna elettorale c’è “inganno”. Un inganno perpetrato ai danni del popolo sovrano e della democrazia.

Si, c’è tutto l’inganno in una campagna elettorale che vive soprattutto di slogan e tentativi di alimentare paure e odi.

Confidando nella sua nota capacità di ascolto e di attenzione, colgo l’opportunità di questa mia missiva per auguraLe buon lavoro.

Maurizio Bolognetti

Maurizio Bolognetti
Grazie ai compagni, ma continuo sciopero della fame

Non chiedete a me quando interromperò lo sciopero della fame. Chiedetelo a chi sta negando conoscenza, a chi sta contribuendo a ridurre questa campagna elettorale a una parodia di ciò che dovrebbe essere una campagna elettorale in un paese realmente democratico.

Non chiedete a me, a noi, quando porremo fine alla nostra fame e sete di Costituzione, Democrazia, Verità, Conoscenza, Stato di diritto. Chiedetelo al Presidente della Repubblica, chiedetelo agli attori tutti di questa campagna elettorale.

Ringrazio i compagni Socialisti e Verdi, ma non posso interrompere il dialogo in atto, non posso interrompere il tentativo in corso di trasferire ai nostri interlocutori la consapevolezza che occorre ripristinare il rispetto del dettato costituzionale, il rispetto di un popolo a poter conoscere per deliberare.

Questa iniziativa nonviolenta, iniziata il 26 gennaio a sostegno di Rita Bernardini e via via arricchitasi di ragioni e di motivi di dialogo, proseguirà ad oltranza e nelle giornate di lunedì 26 e martedì 27 febbraio si nutrirà con 48 ore di sciopero della sete.

Intanto il mio grazie lo rivolgo a chi almeno qui, in terra di Basilicata, in questo nostro Sud, ha ritenuto di non dover silenziare le ragioni di una lotta. Da compagno esprimo a Rita Bernardini tutta la mia vicinanza. A coloro che invece praticano la via del manganello, della censura, della rimozione, dell’assassinio di diritti, legge, storie, programmi, conoscenza, dico: “Siete la cifra di un Paese che sempre più precipita nelle sabbie mobili della democrazia reale e dell’anti-stato di diritto. A futura memoria…”

Gioverà forse in queste ore ricordare quel Marco Pannella che rivolgendosi, nel 1995, al Presidente Oscar Luigi Scalfaro scriveva: “L’amore e la nonviolenza non sono mai ricatto perché non si ha ricatto nella difesa, nella sete, nella fame di verità e di conoscenza se non per chi ne ha paura. La nostra iniziativa nonviolenta ha come dogma di aiutare il potere a fare quello che secondo le proprie leggi vuole e deve fare, e sarebbe un atto di violenza voler imporre al potere qualcosa che non gli é consentito dalle sue leggi”.

Stop all’attentato ai diritti civili e politici dei cittadini italiani. Interrompere, ora, la flagranza di reato contro i diritti umani e la Costituzione.

Maurizio Bolognetti
capolista al Senato per e con Insieme, membro della presidenza del Prntt e Consigliere dell’Associazione Coscioni

Maurizio Bolognetti
Io Radicale mi candido con ‘Insieme’

C’è chi sventola forche e alimenta odio e chi prova a nutrire la sua fame di Stato di diritto, legalità costituzionale, Diritto, Diritti, Diritti Umani.
C’è chi pensa che il fine giustifichi i mezzi e chi è da sempre convinto che i mezzi prefigurino i fini.
C’è chi organizza ogni santo giorno la sua caccia alle streghe e chi di tanto in tanto rilegge gli Scritti dell’Esilio di Carlo Rosselli e l’Elogio della galera di Ernesto Rossi.
C’è chi si appassiona alle vicende del Presidente del Borgorosso e chi prova a nutrire la sua fame di diritto umano e civile alla conoscenza.
C’è chi ha fatto dell’impostura una maschera indelebile e chi ha provato a difendere l’ambiente e la terra in cui vive, con la concretezza di lotte e circostanziate denunce.
C’è chi pensa che la “Filosofia” in campagna elettorale non serva e chi di tanto in tanto ripensa a una frase di Durrenmat: “Ancora una volta voglio scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia”.

Ecco, forse stiamo arrivando alle ragioni per cui, dovendo scegliere una collocazione elettorale, ho chiesto ospitalità ai compagni socialisti e verdi, ai compagni di Insieme.
Sono cresciuto alla palestra di un uomo che è stato un gigante nella politica di questo paese: Marco Pannella. Nel 2006 eravamo Insieme, noi “pazzi malinconici”, con la Rosa nel Pugno e con i nostri venti punti di Fiuggi.
Ripenso spesso, in queste ore di lotta e di passione, a un blitz realizzato l’11 luglio 1930 dagli antitotalitari di “Giustizia e Libertà”. Ripenso a quel volo che illuminò la notte della democrazia e a quei volantini che piovvero sulla testa dei milanesi.
La tradizione di lotta dei fratelli Rosselli e di Giustizia e Libertà mi appartiene. È viva e occorre farla vivere.
Ed è vivo, è presente mai come in queste ore, quel Carlo Rosselli che nei suoi scritti dell’Esilio spiegava il perché dell’avvento dei mostri totalitari che hanno appestato il secolo XX e che tornano a bussare alle nostre porte nel secolo XXI. “Alla radice di questa tragedia europea – scriveva Rosselli – troviamo il collasso di un vecchio mondo, il fallimento delle classi dirigenti occidentali, il tramonto di ideali che, a forza di essere elusi o ipocritamente applicati o richiamati, sono diventati frusti e falsi. Il fascismo è figlio della democrazia corrotta e infrollita”.

È urgente oggi porre al centro della nostra azione politica la questione del decadimento delle nostre democrazie, che sempre più sono “democrazie reali” così come un tempo i paesi di oltre cortina erano quelli del “socialismo reale”.
È urgente interrogarsi sulle parole del prof. Fulco Lanchester che nel 2014 affermava: “La grande finanza internazionale e le stesse burocrazie, che caratterizzano l’epoca della globalizzazione tendono a svalutare il momento democratico rappresentativo, perché non funzionale e pericoloso, ammiccando a modelli alternativi”.

Democrazia reale e capitalismo reale. Da un lato poteri transnazionali che decidono della vita di centinaia di milioni di uomini e donne, dall’altro una politica debole.

Perché Insieme? Credo che a questo punto sia chiaro o almeno lo spero.

Insieme per un nuovo inizio e per avere più diritti. Insieme per tornare ad evocare parole dimenticate: “Stato sociale”, welfare, welfare to work. Insieme perché mi alimento con gli scritti del Club di Roma e voglio una nuova alleanza con la natura. Insieme perché credo e spero che in Insieme le mie idee possano avere diritto di cittadinanza. Insieme perché sono stufo di coloro che si prostrano di fronte a idoli e si trastullano con qualche feticcio a discapito della vita di milioni di persone.

A me il circo elettorale non interessa. Proviamo a dar corpo a lotte e idee.
INSIEME SI PUÒ!

Maurizio Bolognetti
capolista al Senato per e con Insieme, segretario di Radicali Lucani, membro della Presidenza del Partito Radicale e Consigliere dell’Associazione Coscioni