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Mike Ballini

L’oscurantismo
del “passo indietro”

Lotti non lo conosco.
A meno che non sia quello dei cartoni animati sul golf.
Ma prima ancora di commentare la mozione di sfiducia Grillin-Leghin-Sinistrina sponsorizzata dal Fatto Quotidiano, mi preme sottolineare su quale concetto brutalmente ignorante ed oscurantista della ragione si basi la richiesta di dimissioni o “passo indietro”.
Siamo al disconoscimento dell’abc dello Stato di Diritto, alla gratuita distribuzione di ignoranza: in uno Stato civile, moderno, l’onere della prova sta all’accusa, non alla difesa.
È l’accusa che deve dimostrare, fugando ogni dubbio, la colpevolezza dell’imputato e non il contrario.
Questa frase andrebbe impressa alla maniera di “Inglorius Basterds” di Tarantino nella mente (o sulla fronte) di chi si fa portatore, a livello giudiziario, politico e mediatico del messaggio contrario.
Ebbene, su quali “prove cartolari” si basano le accuse a Lotti nell’inchiesta del PM Woodcock (sulla cui serie di insuccessi non mi dilungo)?
Si basano sulle dichiarazioni di una persona che ora, quelle stesse dichiarazioni sta piano piano limando, edulcorando.
Quindi si basano sul nulla.
E sul nulla si basa la mozione di sfiducia, ma lo fa portando con sé una responsabilità: quella di foraggiare l’ignoranza giuridica e civile, conteibuendo all’abbrutimento della società in cui viviamo.
O sopravviviamo.

Mike Ballini
95% di deputati assenti alla discussione sul biotestamento

La discussione del Disegno di Legge sul Testamento Biologico è finalmente arrivata alla Camera dei Deputati.
Eppure, sembra che l’edificio sia troppo piccolo per ospitare sia il testo di Legge che i Deputati, perché alla discussione erano presenti circa venti di loro.

Venti su seicentotrenta. Poco più del tre percento.
Questo è uno di quei momenti in cui si tocca con mano il livello basso, imbarazzante direi, della classe politica nostrana.

Se è possibile pensare che qualcuno di questi Parlamentari non abbia voluto partecipare per non legittimare la discussione, tale è la loro avversione al Testamento Biologico, per altri -mi permetto di dire la stragrande maggioranza degli assenti- si tratta di manifesta indifferenza verso il tema. Una indifferenza che nasce dall’ignoranza sul tema, dalla mancanza di sensibilità sulla questione.

Poco più del tre percento dei Parlamentari della Camera a discutere di Testamento Biologico, dopo che per giorni hanno riempito TV e Social dei loro proclami in favore ad una legge sul fine vita, vergando coraggiose frasi piene zeppe di hashtag…

Quasi il novantacinque percento di assenti. Di vergognosi, ingiustificabili assenti.

Ed è nel silenzio di una Camera quasi deserta che rinnoviamo il plauso dei Socialisti a Pia Locatelli, coordinatrice dell’intergruppo per il testamento biologico, che questa proposta ha difeso da innumerevoli tentativi di rallentamento.

Mike Ballini
Dal Biotestamento convergenza tra socialisti e radicali?

La storia delle battaglie politiche che hanno visto Socialisti e Radicali uniti fanno parte delle più belle pagine della storia di questo Paese e mi riferisco chiaramente ai referendum in difesa del divorzio e dell’aborto.
Se vi sono differenze innegabili tra Socialisti e Radicali, più profonde sono invece le sensibilità che legano i figli di Turati e quelli di Pannunzio, come il comune sentire l’importanza della laicità di Stato e “di pensiero” in generale, l’amore per la libertà come bene supremo da perseguire e difendere attraverso l’autodeterminazione dell’individuo, il garantismo e la necessità di una riforma della Giustizia, l’avversione al totalitarismo, di qualunque colore e provenienza sia, solo per citare alcuni punti di contatto.
Questa vicinanza ha dato vita, nel 2005, a quella Rosa Nel Pugno troppo presto sfiorita che ha lasciato sul campo molti frutti e diversi figli (chi scrive è uno di questi).

I recentissimi eventi che hanno visto Fabiano Antoniani (in arte DJ Fabo) compiere un ultimo, disperato e coraggioso viaggio in Svizzera a fianco della compagna e del Radicale Marco Cappato per realizzare il desiderio di porre fine alla propria vita, trovano una certa sponda nella difficile vita del Disegno di Legge sul testamento biologico presentato da Pia Locatelli.
Parlo di una certa sponda e non di una stretta correlazione perché i due eventi non sono uniti a doppio filo: la proposta di Locatelli, difatti, non riguarda l’eutanasia e, se fosse diventata Legge, “per Fabo non sarebbe cambiato nulla” come ha detto il Capogruppo PSI alla Camera.
Quello che però unisce le due storie è il feroce osteggiamento che viene fatto ad un concetto di autodeterminazione dell’individuo che Socialisti e Radicali sostengono con forza da sempre, basti vedere il forte ostruzionismo fatto nelle Commissioni per impedire che il testo arrivi in Aula.

Quello Socialista è l’unico Disegno di Legge sul Testamento Biologico presente in Parlamento. Oltre a motivo di orgoglio e di apprezzamento da parte di noi Socialisti, può rappresentare un passo importante per riavvicinare le due più importanti forze laiche oggi operanti nel nostro Paese e si affianca anche al Disegno di Legge per la liberalizzazione della Cannabis che già ha ricevuto il sostegno socialista ed alle proposte sulla riforma della Giustizia.

I Socialisti hanno storicamente concentrato le loro battaglie in Parlamento, quando i Radicali hanno preferito i banchini, le piazze, fino ad azioni più eclatanti e di rottura.
Ancora, il PSI conta un piccolo esercito di amministratori locali, consiglieri, assessori, alcuni Sindaci, mentre i Radicali non hanno quasi mai presentato loro liste alle elezioni amministrative.

Ma le cose stanno cambiando: alle ultime elezioni abbiamo visto liste Radicali alle comunali di Roma e Milano (sebbene l’occasione per unire le forze non sia stata colta…) e le probabili modifiche alla Legge Elettorale che prevedono uno sbarramento di lista del 3% sono entrambi fattori -seppur contingentali- che potrebbero portare a riunire queste due sensibilità, queste due tradizioni.
Le differenze tra il “movimentarismo” radicale ed il “parlamentarismo” socialista potrebbero essere la forza che ci sonsente di lavorare su piani differenti con obiettivi comuni.
Un rinnovato slancio socialista e radicale, non solo affonda le sue origini nelle pagine più alte e nobili di Politica (con la P maiuscola) di questo Paese, ma è auspicabile per dare voce a quella fiammella sempre più tenue di pensiero laico, di libertà di autodeterminazione, di tutela ed estensione dei diritti su cui fondare la ricrescita umana, culturale e sì anche economica del nostro Paese.

Mike Ballini

Scrive Mike Ballini:
Quel Giustizialismo meschino di Grillo… che non comincia da Grillo

Comunque, questa roba del garantismo a targhe alterne di Grillo, dove alla fine decide solo lui è l’ennesima grillata, ok.
Ma il manettarismo non comincia con Grillo: è da mo’ che in questo povero Paese si scontrano garantismo e giustizialismo.
Dovremmo andare alle radici del male, invece di soffermarci su questi deliri pentastellati… non mi pare che la destra missina, la lega o la sinistra “falce, martello e procura” condannassero il mostro sbattuto in prima pagina senza un regolare processo.
Dalle forche degli anni 90 agli anni di Tortora, questo veleno è stato sputato da molte parti.
Segno che una certa ignorante bestialità non è proprio avulsa dalla cultura di questo Paese.
Forse sarebbe l’ora di andare oltre la battuta sull’ennesima boutade del nostrano ” Beppe d’acciao che decide oltre la legge” e ricominciare a parlare di una seria riforma dell’universo Giustizia: dalla responsabilità dei magistrati al sistema carcerario.
Altrimenti sono solo battute inutili.

Scrive Mike Ballini:
Cosa potrebbe fare Renzi?

Dopo i risultati elettorali che hanno visto il PD sostanzialmente andare male, voglio provare a fare un gioco, quello della previsione delle azioni politiche future del Premier.
A parer mio Renzi ha due opzioni in vista del referendum di ottobre:

1. Tirare dritto, andando avanti per la sua strada, magari usando il lanciafiamme verso i non-renziani (benché siano stati proprio i candidati renziani quelli a riportare i risultati peggiori);

2. Cambiare l’italicum aumentando la soglia per il premio di maggioranza, diminuendo il numero di deputati che verrebbero aggiudicati al primo partito ed allargando il premio alle coalizioni e non al singolo partito;

Sinceramente, anche per una lecita visione di parte, vorrei propendere più per la seconda ipotesi.
Ma come potrebbe attuare la riforma dell’Italicum dopo che ha detto, ribadito e ripetuto che “non si tocca”?

Voglio continuare questo gioco di previsioni, (ben sapendo che magari potranno rivelarsi completamente sbagliate).

Pensando anche alla “figura” del Premier ed alla sua personalità, non credo sarà facile vedere un dietrofront plateale e repentino. Mi immagino, invece, che scelga di legare la modifica dell’italicum (così come sopra descritta) alla vittoria del referendum di ottobre, in modo tale da assicurarsi un maggiore apporto di sostenitori che oggi invece vedono nel combinato disposto italicum+riforma istituzionale un pericolo.

Riuscirebbe, sempre in questa ipotesi, a salvare capra e cavoli, poiché da una parte spingerebbe altre forze a lavorare per il sì al referendum e dall’altra comincerebbe anche a mettere in campo un progetto di maggiore aggregazione di altre identità intorno al PD (con il premio alla coalizione e non al singolo partito) facendo leva anche sulla vocazione totalmente maggioritaria del M5S che, per volontà, rifiuta di allearsi ad altre forze politiche.

Oltre a questo livello di tattica e strategia, c’è poi la politica: indubbio che si debba tornare a parlare dei problemi che affliggono quegli strati di società meno abbienti, chi non ha la possibilità di crearsi un futuro, i tanti cittadini stretti nelle morse della burocrazia… e ancora e ancora e ancora… ma questo è già un altro “gioco”.

Mike Ballini

Scrive Mike Ballini:
La piazza delle Unioni civili, di tutti

Era da tempo che non andavo a una manifestazione, per lo più perché sfiduciato da come queste, ultimamente, si trasformino in una inutile polemica, uno scontro tra fazioni che lascia spesso da parte il tema che dovrebbe essere trattato.
Sono quindi andato in Piazza della Repubblica, a Firenze, perché desideroso di dare un mio contributo perché tutti abbiano la possibilità di poter vedere riconosciuta giuridicamente la loro unione, ma mi ero preparato anche all’eventualità che il tutto potesse anche risolversi in una semplice sfilata di sigle, un paio di slogan, due balletti…
Invece quella di #svegliatitalia è stata una delle manifestazioni più pacate, più civili, più tranquille a cui abbia mai partecipato.
C’erano tanti palloncini fucsia (il colore della laicità, che mi ha portato indietro ai tempi della FGS, quando distribuivamo volantini e fiocchetti fucsia per tutta Firenze…) c’erano bandiere arcobaleno, un paio di sigle sindacali che sventolavano ed una-bandiera-una di Partito.
C’erano tante persone, persone comuni: cittadini, singoli, coppie, famiglie, bambini, giovani, diversamente giovani, etero, gay, persino un prete.

Mischiati tra i numerosi partecipanti ho riconosciuto qualche consigliere del PD fiorentino,
esponenti dei Radicali, ed il Presidente della Regione Toscana.
E poi c’eravamo noi: senza neanche averci dato appuntamento, tanti compagni da Roma, da Firenze, dal Chianti, dal Mugello e dalla Valdisieve, iscritti, simpatizzanti ed amministratori ed anche il nostro segretario nazionale.
Il Partito Socialista ha dato pieno appoggio alla manifestazione con una presenza capillare nelle molte altre città in cui questa si è svolta. Anche se i telegiornali non se ne sono accorti…
Gli interventi che si sono succeduti dal piccolo palco improvvisato sono stati sobri, pacati, ma fermi nel richiedere il riconoscimento di un diritto e non hanno travalicato il limite senza sfociare nella polemica o nell’attacco “agli altri”.
Alle 16:30 una serie di sveglie hanno suonato all’unisono per “svegliare” il nostro Paese su questo tema.

Quella di ieri è stata una dimostrazione matura di quella che è la piazza che vuole tutelare non “una” famiglia, ma tutte le famiglie: gente normale che in modo normale richiedeva il normale diritto di tutte le coppie a veder riconosciuta legalmente la propria unione.
E no, non c’era la musica di Goran Bregovic e non c’erano le tarantelle.

Mike Ballini