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Nicola Olanda

Nicola Olanda
Fermiamo la rapina del nostro Patrimonio nazionale

Carissimo Segretario del PSI,
Continua a non fermarsi la rapina del nostro Patrimonio nazionale, e gli ultimi annunci di privatizzazione provengono ancora da un Governo di centro sinistra, che in questa Legislatura ha offuscato pesantemente i connotati con cui si dovrebbe riconoscere ed esprimere una forza di Sinistra.

Sulla Privatizzazione degli ultimi Asset delle vecchie Partecipazioni Statali non bisogna mollare nemmeno di un millimetro. Con le Partecipazioni Statali, nella prima Repubblica abbiamo realizzato il Miracolo economico italiano. Sia in Italia che all’estero hanno utilizzato “Mani Pulite” per fare degli “Affari Sporchi” con le Partecipazioni Statali, depredando i nostri gioielli a prezzi irrisori e addirittura rilevandoli “a debito” come la Telecom (ex SIP).

Strutture strategiche come le Telecomunicazioni, le Autostrade, Settori dell’Agroalimentare, dell’Energia, del Made in Italy, delle Banche, del Settore Manifatturiero e Metalmeccanico sono finiti in mani straniere.

Nella Prima Repubblica, la Ricerca scientifica era affidata e resa possibile principalmente solo grazie agli investimenti che le venivano assegnati dalle Partecipazioni Statali, ed ora conseguentemente l’Italia, oltre ad essere stata colonizzata nei settori nevralgici dell’economia, è stata relegata al ruolo di cenerentola in campo scientifico.

Un Presidente dell’ENI, come Enrico Mattei è stato assassinato ed un altro Presidente dell’ENI, come Cagliari, è stato costretto al suicidio. Non faccio l’elenco dei tanti Managers, delle Maestranze e delle molteplici Esperienze di valore che abbiamo perso come conseguenza dello scempio operato sulle Partecipazioni Statali. Un Modello virtuoso che dall’estero ci è stato invidiato, dopo essere stato delapidato ora lo si vorrebbe condurre all’estinzione con la privatizzazione degli ultimi gioielli sopravissuti.

Carissimo Segretario del PSI

È ora che prendi una ferma posizione ufficiale in Parlamento e sui Media per la difesa di quanto ancora ci è rimasto delle Partecipazioni Statali della Prima Repubblica. Fai un appello e un invito a tutte le Forze politiche che desiderano unirsi al PSI in questa difesa del nostro Patrimonio nazionale.

Desidero sottolineare ancora, che con quelle Partecipazioni Statali l’Italia è risorta dalla Seconda Guerra Mondiale arrivando a conquistare col Governo Craxi il quinto posto a livello mondiale per valore del PIL.

Nella Seconda Repubblica, invece, oltre a più che raddoppiare il Debito pubblico sono state create 7000 “Partecipate pubbliche” che oltre ad essere fonte di spreco delle Risorse Pubbliche sono anche un coacervo di intrighi di bassa politica, di clientelismo e di scandalose inefficienze.

Avrei piacere che tu ricordassi al PD e all’ex Presidente del Consiglio, che, dopo la solita propaganda degli annunci, hanno evaso l’impegno che si erano presi di ridurre le Partecipate da 7000 a 1000 e che devono ancora spiegare agli italiani per quale motivo hanno licenziato i due Responsabili della Spending Review il cui compito era quello di avviare la lotta agli “Sprechi” compresi quelli prodotti da queste 7000 Partecipate Pubbliche, che sono Partecipazioni completamente differenti dalle strategiche Partecipazioni Statali della Prima Repubblica.

Il Debito Pubblico occorre ridurlo non svendendo quello che ci è rimasto delle vecchie Partecipazioni Statali, bensì mettendo le mani ad una seria lotta all’evasione fiscale, all’economia sommersa della malavita organizzata, alla corruzione e a tutte le fonti di spreco che si annidano nell’Amministrazione Pubblica.

Questo dovrebbe essere oggi il compito primario del PSI e della Sinistra di Governo per recuperare Risorse economiche in quei Settori citati per utilizzarli in investimenti pubblici produttivi e di sostegno alle imprese italiane e negli interventi a sostegno delle grandi Aree delle Diseguaglianze e del Disagio sociale.

Quest’azione convinta e senza alcuna titubanza del PSI verso chi l’avversa, sarebbe anche la risposta migliore a chi continua ad associare la parola “socialista” a “ladro” e contribuirebbe con questa nostra forte iniziativa pubblica ad avviare il riscatto del PSI.

Vogliamo lasciare solo al Movimento 5 Stelle l’impegno del Risanamento economico e morale della nostra amata Italia.?? Non lamentiamoci poi a posteriori per avere rinunciato ai nostri doveri affidando di fatto solo a Loro la difesa del nostro Patrimonio nazionale. Il largo consenso ottenuto dai 5 Stelle è principalmente dovuto alle responsabilità delle Forze politiche tradizionali che hanno consentito che tutte le negatività della seconda Repubblica si verificassero.

Carissimo Segretario del PSI. Abbiamo il coraggio per affrontare questa battaglia, o continua a pesare su di Noi il condizionamento e il timore che disturbare il manovratore possa costarci la perdita di cinque seggi in Parlamento e una poltrona di Vice Ministro??

Gradirei una tua risposta e una promessa d’impegno in prima persona a questa mia sollecitazione per la difesa del nostro Patrimonio nazionale, che non è solo industriale.

Nell’attesa, gradisci l’espressione del mio sentimento fraterno e di italiano europeo.

Nicola Olanda

Nicola Olanda
Socialisti, ribelliamoci!

Carissimo Mauro,
Quasi giornalmente t’impegni a tenere vivo l’orgoglio di tutti coloro che non vogliono rinunciare di sentirsi Socialisti in Italia, e rimarco il nome del nostro Paese perché in Europa, a differenza che da noi, i Socialisti sono la seconda forza politica nel Parlamento europeo, mentre in Italia i mezzi d’informazione continuano a volerli cancellare dalla memoria degli italiani. Nel leggere i tuoi editoriali provo inizialmente un conforto che subito dopo viene però sopraffatto dalla ribellione per l’oblio in cui è stata relegata la Storia socialista e i Grandi Personaggi che l’hanno onorata e illuminata.

Anche in questo Congresso straordinario abbiamo avviato sia i lavori che dedicato gran parte degli interventi ai Grandi personaggi della Storia Socialista.

Se non prendiamo nessuna forte iniziativa per tentare di far risaltare almeno la nostra immagine rimarremo quello che in pratica siamo e che ricordo descrivevi nella parte finale di un tuo editoriale: una Fondazione politica della Cultura Socialista.

Il celebrare nei Congressi le nostre vestigia ormai possono apparire le “esequie private” di un Partito dato per defunto dai Mezzi d’informazione e dalla Cultura dominante entrambe prezzolate. Noi invece abbiamo il diritto oltre che il Dovere verso coloro che si sono sacrificati per questa Storia Socialista, di indire Manifestazioni ed azioni pubbliche per celebrarne la loro Memoria e riattualizzarne i valori ed i programmi di svolta e di rinnovamento necessari per la “Nostra serva Italia di dolore ostello!!”

Pochi giorni fa hanno profanato la nostra CASA romana: la nostra Sede nazionale.

Il nostro Congresso è scivolato quasi nell’assoluta indifferenza della RAI e ricordo che altrettanto successe un anno fa di fronte alla protesta di Nencini sulla vergogna per la RAI per l’infamia perpetrata verso i Socialisti proprio nel giorno del 25 Aprile in cui si ricordava il ritorno alla Liberta nel nostro Paese.

La RAI è diventata un Organo di Regime. Ormai da tempo ho rinunciato a seguire i telegiornali della RAI.

Cosa dobbiamo fare noi socialisti per riconquistare la libertà d’informazione?? Forse una nostra guerra di Resistenza trasformandoci in novelli partigiani??

Dobbiamo RIBELLARCI !!!!!!!!!!!!!! Vogliamo il pubblico riscatto del PSI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Butto giù qualche iniziativa:

Intervento di denuncia sull’oscuramento socialista alla Camera e al Senato da parte dei nostri parlamentari con un’interpellanza parlamentare

Intervento di denuncia sull’oscuramento socialista al Consiglio di Amministrazione della RAI

Intervento di denuncia sull’oscuramento socialista al Comitato di Sorveglianza della RAI

Richiesta di rimborso del Canone RAI agli iscritti del PSI, quale risarcimento della sottrazione dei loro diritti collegati alla insignificante partecipazione dei loro rappresentanti politici nelle trasmissioni radiofoniche e televisive dei vari canali RAI (violazione della par condicio)

Presidio socialista di protesta con le Bandiere socialiste, i Manifesti dell’Avanti e di Mondoperaio e di tutti i nostri grandi Personaggi sull’oscuramento socialista davanti ai cancelli di viale Mazzini della RAI (i nostri compagni del Lazio non avrebbero difficoltà a parteciparvi. Cito per averli ascoltati su Radio Radicale i compagni Mario Tufi e Gianfranco Salvucci )

Lettera di sostegno sull’oscuramento socialista ad alcuni giornalisti dei maggiori quotidiani e delle TV (ad esempio Radi Radicale, Polito, Galli della Loggia e Pieruigi Battista del Corriere della Sera, Luigi de Bortoli, Aldo Forbice e Giampaolo Pansa della Verità, Gianni Minoli ed Enrico Mentana della Sette, Mimum di canale 5, al giornalista e senatore Sergio Zavoli ed altri che conosci meglio di noi )

Indirizzare al Presidente dell’ONU Gutieress e del PSE l’invito a rendersi promotori verso il Presidente della Repubblica Mattarella di una denuncia per l’oscuramento dei Socialisti e per il disprezzo e l’infamia utilizzate nei confronti delle verità storiche del Socialismo italiano.

Aprire una Rubrica dal titolo “Radio Londra” sull’Avanti e Mondoperaio su cui esprimere le nostre denunce ed il nostro disagio di politici “al confino”.

Assegnare a Emanuele Macaluso la Presidenza onoraria del PSI. È stato l’unico ex comunista a definirsi e dichiarare di essere un Socialista fondando per giunta una Rivista socialista e ad assumere la Direzione del Quotidiano Il Riformista proprio con l’intento di rilanciare i valori del Socialismo nell’attualità dei nostri tempi.

Organizzare a Piazza Navona una Manifestazione Socialista nazionale come quella che facemmo molti anni fa per celebrare l’anniversario della morte in esilio di Bettino Craxi. In quel periodo assieme a Cossiga e ai Repubblicani ci eravamo uniti sotto il simbolo del Trifoglio. Il Presidente emerito della Repubblica era sul palco e prese la parola per ricordare il grande statista italiano e socialista. Propongo che questa iniziativa venga assunta sotto l’egida della FGS per simboleggiare con i nostri giovani socialisti che chi spera di appropriarsi della Parola Socialista dopo che tutti i Socialisti saranno scomparsi s’ILLUDONO!! Dati i tempi tecnici per realizzarla propongo che venga effettuata in autunno e si attivi una sottoscrizione straordinaria per sostenere i costi che l’evento richiederà.

ALTRE INIZIATIVE che potranno suggerire i compagni e i lettori dell’Avanti

Carissimo Mauro

Ricordo che dedicasti un tuo editoriale a Parmenide ed al suo concetto dell’ESSERE.

Per “ essere ”, cioè per potere esistere come PSI, indicavi che occorre formulare delle idee e saperle comunicare e formulare delle proposte concrete nel presente affinché qualcuno si accorga della nostra esistenza. Perfetto!!

Applicando l’esempio di Parmenide, perché non prendi tu l’iniziativa come direttore dell’Avanti! per organizzare questo evento nazionale e tutte le iniziative suggerite?

Siamo almeno in grado di svolgere la funzione di lottare e manifestare ad esempio contro i continui oltraggi da parte della RAI circa::

La cancellazione dei Socialisti dalla memoria della lotta antifascista ?

Del nostro ruolo e impegno nel Referendum per la scelta tra Repubblica e Monarchia dove Nenni era in prima fila a battersi per la Repubblica, mentre nell’ombra Togliatti auspicava una vittoria della Monarchia?

Per il nostro peso e ruolo nell’Assemblea Costituente in cui gl’italiani ci avevano dato il consenso a rappresentarli con due punti percentuali superiore al PCI?

Che fu grazie alla partecipazione ed al senso di responsabilità dei Socialisti nella partecipazione ai Governi di Centro sinistra che l’Italia poté dare alla luce le maggiore Riforme di carattere sociale della sua Storia?

Che grazie alla determinazione di una Statista come Bettino Craxi, col Referendum di San Valentino sulle scala Mobile, l’Italia fu salvata dal tracollo finanziario ed economico per conseguire sempre sotto la guida di Craxi al Governo il traguardo del quinto Paese al Mondo per ricchezza prodotta?

Che grazie alla determinazione di una Statista come Bettino Craxi fu possibile contribuire con i missili a Comiso orientati verso l’URSS a determinare la sconfitta di quella dittatura?

Che grazie alla determinazione di una Statista come Bettino Craxi furono salvati l’onore e la dignità della nostra sovranità a Sigonella con lo schieramento dei nostri carabinieri contro i marines americani?

E cosa impedisce di avere una Mostra in Parlamento su Pertini e Saragat alla pari di quella che per 3 settimane è stata dedicata a Togliatti?? Forse perché quest’ultimo è stato definito dai comunisti il Migliore?

Perché non ricordare che mentre il Migliore sedeva al fianco di Stalin per avallarne tutti i suoi Crimini, contemporaneamente Sandro Pertini stava nelle carceri fasciste condannato per la difesa dei valori universali di libertà del Socialismo e per gli stessi motivi venivano uccisi Matteotti e i fratelli Rosselli, mentre Nenni, Saragat e tanti altri socialisti in esilio venivano definiti in URSS, col beneplacito del Migliore, social fascisti e social traditori?

Ricordo che Togliatti fu informato subito del rapporto Kruscev sui crimini di Stalin, ma lo tenne occultato nei confronti dei comunisti italiani. Fu solo grazie all’informazione della stampa statunitense che il rapporto venne alla luce dopo quattro mesi anche in Italia.

E come non ricordare i fatti sanguinosi dell’Ungheria, della Cecoslovacchia, della Polonia, della Germania dell’Est. Dopo i fatti d’Ungheria del 1956, anziché operare una profonda revisione e scegliere l’autonomia da Mosca, Togliatti assieme ai maggiori dirigenti del PCI si esibirono sull’Unità nella condanna di “quei traditori e reazionari alla Causa”. Quei traditori erano migliaia di lavoratori, intellettuali e giovani che si ribellavano ad un regime oppressivo con il volto della dittatura comunista. Tanti giovani “traditori” s’immolarono sotto i cingoli dei carri armati sovietici ed uno di loro si diete alle fiamme in una piazza rappresentativa di Budapest. In Italia i comunisti parlavano di antifascismo nella condanna di quella dittatura e contemporaneamente ne esaltavano una ancora più feroce come quella dell’impero sovietico.

E che dire di tutti i miliardi con cui per decenni è stato finanziamento il PCI dall’URSS?

Ci sarebbe da dire molto altro ma mi fermo alla “Doppia Morale comunista” rispetto all’unica morale sempre espressa dai Socialisti di fronte ad ogni forma di dittatura.

Gli eventi tragici della Storia di Budapest avevano consegnato all’Italia la possibilità di abbandonare il Comunismo per il Socialismo alla pari di tutti i Paesi dell’Occidente. Sarebbe cambiata la Storia d’Italia e in Meglio.

Un forte abbraccio assieme a tutti i Socialisti.

All’anagrafe Nicola Olanda, nella società Je suis socialiste

Nicola Olanda
In Romagna ho rivissuto l’Emozione del Socialismo

Sabato 11 marzo, per l’appuntamento congressuale, come Socialisti dell’Area Vasta della Romagna ci siamo riuniti a Russi per parlare di politica e per condividere il Pane socialista.

Il giovane Segretario della Sezione di Russi ha fatto uno splendido lavoro rendendo felice il nostro “Senatore di Ravenna” che oltre a coordinare la sua Federazione si è reso promotore di organizzare in modo impeccabile tutto l’impegnativo lavoro di raccordo con le Federazioni della Romagna per fare assegnare a questi lavori congressuali la più ampia adesione. Il successo della Manifestazione l’ha compensato del suo impegno quotidiano che svolge con passione, competenza e grande esperienza. Per non dimenticare nessuno non ho fatto e non farò dei nomi, perché i protagonisti in assoluto sono stati i tantissimi Socialisti della Romagna.

Quella che abbiamo vissuto a Russi è stata una bellissima Festa Socialista.

Erano anni che non vedevo una Sede Socialista stracolma con diversi compagni in piedi e prossimi all’entrata. Questo quadro mi ha commosso ed ancora ora, nel ricordarvelo, mi si appanna la vista e mi compare lo stesso nodo alla gola che durante il mio intervento mi ha messo in difficoltà.

Ho apprezzato anche l’intervento di saluto del Sindaco del PD, e mi sembrava di sentire parlare un Socialista. Ciò mi rendeva ancora più evidente il rammarico delle divisioni nella Sinistra, che aldilà delle varie etichette con cui si connota, nei contenuti che esse esprimono sono assimilabili a molti filoni della Cultura socialista.

Mi ha fatto anche molto piacere sentire pronunciare dal Sindaco l’apprezzamento per i nostri due compagni in giunta. Grazie anche a loro che fanno onore con il loro impegno al lavoro politico e sociale socialista.

La nostra grande Cultura è risaltata nel Mosaico dei documenti che sono stati portati all’attenzione ed alla riflessione delle compagne dei compagni presenti.

In aggiunta a quello congressuale Vi leggo i titoli perché da essi si può riscontrare come l’identità Socialista emerge evidente::

“Per i Socialisti prima il Lavoro”,  “Politica come Passione, Socialismo come libertà”, “Avanti Futuro”.

Le sofferenze per l’oblio in cui sono confinati i Socialisti e la loro Storia, la necessità di riacquistare la nostra autonomia e l’identità dei nostri valori erano presenti fra noi Socialisti, ma più che trasferirle nei Riti del Congresso, è prevalso lo spirito di volerci sentire una Comunità che vuole nutrirsi di Unità aldilà delle differenze d’opinione che a volte comporta un sano e benefico confronto democratico com’è stato nel passato, e come dovrebbe continuare ad essere oggi nel PSI. Gli argomenti e i sentimenti trasmessi da questi documenti hanno infatti avuto la possibilità di recepire queste attese dei Socialisti presenti.

Soffrendo il Congresso di una Mozione alternativa di confronto rispetto all’Unica che sostiene Nencini, il Documento “Avanti Futuro” è stato sviluppato da un gruppo di giovani socialisti e verrà presentato al Congresso con l’auspicio di ottenere la percentuale di adesioni sufficiente per potere diventare un’integrazione a quello che sostiene Nencini. Spero tanto che i Congressisti non facciano mancare il loro appoggio a questi giovani che hanno sviluppato in un’ottima ed ampia raccolta di Tematiche, un prezioso contributo propositivo per i futuri impegni del PSI.

La presenza di diversi giovani Socialisti mi ha aperto il cuore alla speranza. Spero che ai giovani la vista di tante teste canute, che non si sono mai arrese, possa dar loro il coraggio di raccoglierne il testimone per impegnarsi per il Riscatto Socialista.

Rispetto a Noi anziani che frequentavamo le Sezioni di Partito, i nostri giovani sono cresciuti con i “Social” e sono padroni della tecnologia dell’informatica. Dobbiamo organizzarci per gestire la comunicazione e l’informazione inerente all’attività politica, utilizzando questi mezzi e, i 5 Stelle, senza Sedi e con ridotte Risorse rispetto al PD, sono un esempio di come con l’utilizzo di una Rete informatica si possa supplire alle vecchie Strutture politiche.

Un compagno ha invitato i presenti a seguire l’Avanti on line che è diventata una vera Tribuna Socialista in cui i Socialisti possono dialogare e fare sentire la loro Voce.

Ho portato a conoscenza dei compagni l’iniziativa di costituire il Club Amici dell’Avanti della Romagna come strumento di comunicazione e informazione politica. Con il Segretario della FGS e altri compagni che si renderanno disponibili dovremo concordare quando riunirci a Ravenna per formulare la messa a punto dello strumento informatico per queste Rete gestionale del Club.

I nostri giovani hanno impegni di studio e di lavoro ed anche se animati da passione politica possono incontrare difficoltà per incontrarsi, anche perché sparsi fra i vari territori. Lo strumento di una Rete del Club dell’Avanti verrebbe incontro a molte delle loro difficoltà ed esigenze.

Ritengo inoltre necessario che i nostri giovani possano essere supportati da un’attività di Formazione. Oggi, per misurarsi nella Società occorrono competenze e conoscenze. Ai giovani che sono riuscito ad avvicinare ho accennato l’idea di organizzare un Corso di Formazione per Quadri Socialisti. La proposta è stata bene accolta. Ne parleremo a livello di Federazioni della Romagna.

Sono convinto che nell’Area Vasta Romagna ci siano diverse Risorse qualificate per fornire dei contributi per questa iniziativa.

Colgo l’occasione della Tribuna dell’Avanti, per ringraziare  ancora di cuore tutti i Dirigenti Socialisti della Romagna e le compagne ed i compagni presenti a Russi per la gioia, l’emozione ed il conforto che mi hanno donato con la loro Presenza. Spero di potere continuare ad emozionarmi e lo stesso augurio lo formulo ai 20.000 Socialisti che con eroismo in tutta l’Italia fanno da portabandiera e da testimoni a questo nostro grande ideale del Socialismo e alla Storia che grazie ai suoi valori siamo riusciti a costruire.

Nicola Olanda

Nicola Olanda
Un contributo
“alla Politica del fare”

Carissime/ compagne/i e lettrici/ori dell’Avanti on line e del Gruppo di Lavoro del Congresso

Nella Lettera Aperta al Segretario del PSI pubblicata su AGORA’ mi sono assunto l’antipatico ruolo del “ brontolone ” per il metodo con cui è stato organizzato il Congresso e per tentare di colmare la carenza nella seconda parte della Mozione congressuale di un‘analisi corretta del bilancio dei mille giorni del passato Governo e dell’assenza di un’autocritica sulla nostra azione politica anche in relazione al nostro rapporto con il Renzismo.

Partecipo quindi volentieri con un mio contributo “alla Politica del fare” in quanto è nelle mie attitudini essere propositivo e aderire alla Metodologia del lavoro di Gruppo che, come con l’iniziativa di questa Tribuna sull’Avanti!, spero si possa continuare a utilizzare come metodo di lavoro politico.

ASSEMBLEA COSTITUENTE

È da sempre una nostra antica proposta che avremmo dovuto cavalcare per farla emergere come la posizione socialista durante la campagna Referendaria anziché creare i Tavoli Socialisti del SI e del NO.

Facciamo ora un unico tavolo. Ci aiuterà ad avviare la decantazione del rancore che ancora non si è assopito fra i dirigenti e diversi iscritti socialisti. Ricordiamoci che l’esistenza dell’Istituto del Referendum Consultivo ci dà la possibilità di promuovere questa iniziativa.

Durante la campagna referendaria tra le file del NO sono emerse tanti buoni propositi per una Riforma Costituzionale  complessiva, alla cui architettura potesse partecipare la più ampia rappresentanza delle culture e delle forze politiche. Oggi il terreno è fertile per questa semina, ma probabilmente ognuno il seme lo vorrà far sviluppare nel suo orticello. Come Socialisti prendiamo subito l’iniziativa e, per non rendere la nostra iniziativa velleitaria, utilizziamo per la raccolta delle firme per un Referendum consultivo le nostre strutture sul Territorio nazionale per ospitare tutte le componenti politiche con cui intendiamo costruire il Polo rosso verde, includendovi l’area progressista di Pisapia e la Marianna. Nell’ottica di una futura Costituente Socialista, che ormai non possiamo più rimandare, invitiamo anche l’Area socialista di Caldoro, e per un trascinamento nell’ottica del superamento della nostra Diaspora anche qualche ex Socialista che in chiave anticomunista passò in Forza Italia nel 1994.

Un figura importante da inserire in questa iniziativa è Claudio Martelli il cui carisma e ricordo è ancora molto presente fra i Socialisti.

In prima fila, per dare visibilità al rinnovamento socialista e sostegno operativo all’iniziativa, dovremmo però impegnare i nostri giovani della FGS, in quanto oltre  ad esprimere il nuovo volto e relativo indirizzo dei Socialisti sarà questa e la futura generazione che la nuova Costituzione revisionata dovraà utilizzare e custodire. La presenza in prima fila della FGS, potrebbe agire  come veicolo di proselitismo verso il PSI da parte di altri giovani che desiderano impegnarsi per il rinnovamento delle nostre Istituzioni.

Facendo parte in Parlamento di un Gruppo Misto invitiamo a partecipare a questa iniziativa anche chi lo compone. La ciliegina sulla torta per noi Socialisti sarebbe che, come appartenente al nostro Gruppo misto, la prima firma di sottoscrizione fosse quella di Giorgio Napolitano.

COGESTIONE

Propongo di organizzare come punto di partenza un CONVEGNO con i rappresentanti delle Parti Sociali (le varie Categorie produttive e Sindacali). Sono convinto che i tempi siano ormai maturi per una Legge sulla Cogestione il cui concetto oltre al diritto di rappresentanza è anche quello della partecipazione alle scelte strategiche per lo sviluppo e la vita delle Imprese. (Ricordo che lo stesso Landini aveva esplicitamente avanzato la richiesta di una Legge sulla rappresentanza sindacale). Se vi riflettiamo, la Cogestione nello spirito interpreta anche i concetti che sono alla base della cooperazione di cui con l’imprenditore socialista Owen nell’800 e con Nullo Baldini siamo stati oltre che gli ideatori anche i principali interpreti.

La Cogestione:

  • Potrà agevolare la ricerca e l’applicazione nei processi produttivi dei fattori innovativi atti a migliorare la competitività delle imprese in un Mercato globale in cui sono la ricerca e l’innovazione a determinare la vita e la durata di un prodotto. La Cogestione faciliterà anche i Piani di riconversione e /o ristrutturazione produttiva per l’inserimento nei processi produttivi di nuove tecnologie in armonia con la conservazione dei posti di lavoro
  • Non è da escludere anche l’introduzione della partecipazione dei lavoratori agli utili d’impresa con l’adozione di premi di produzione, incentivi e incrementi di salario di 2° livello in aggiunta ai parametri del Contratti collettivi nazionali
  • Consentirà una più adeguata e mirata attuazione della politica di Formazione permanente dei lavoratori
  • Consentirà un freno e un controllo contro i tentativi di delocalizzazione delle attività produttive.
  • Potrà contribuire alla costruzione di un clima di Comunità tra imprenditori e lavoratori con la promozione di alcune forme di Welfare aziendale con particolare attenzione ai periodi di maternità che oltre a un diretto beneficio sulle donne lavoratrici si possa integrare  con periodi di reciprocità con i rispettivi famigliari.
  • Contribuirà a governare, in armonia con i valori della nostra Costituzione, i fenomeni di discriminazione, tra cui il Mobbing, in modo tale da annullare o attenuare in modo dignitoso gli attuali effetti lesivi derivanti dall’abolizione dell’Art.18
  • Penso infine che la Cogestione potrebbe riportare alla luce qualche figura d’imprenditore come il socialista Adriano Olivetti, e far maturare quello spirito di solidarietà aziendale che ha consentito alla Wolkswagen  di gestire la crisi del mercato automobilistico con l’autoriduzione delle ore di lavoro e del salario per conservare il posto di lavoro a tutti

PATRIMONIALE

È stato valutato che il nostro patrimonio immobiliare e mobiliare  equivale a 9000 miliardi di euro e cioè 6 volte il valore del PIL nazionale mentre il nostro debito pubblico è prossimo ai 2500 miliardi di euro.

Deliberare una patrimoniale “una Tantum” dell’1%  su 9000 miliardi non sarebbe scandaloso se non fosse ormai consolidato negli italiani la sfiducia del suo appropriato utilizzo da parte di uno Stato, che si distingue sempre più  come sprecone, e che ai suoi massimi vertici di Governo licenzia due persone che avevano ricevuto l’incarico di ridurre gli sprechi attraverso il controllo e la revisione strutturale della spesa pubblica, per consentire che i risparmi derivanti fossero destinati in parte a ridurre il debito pubblico ed in parte ad alimentare gli investimenti pubblici (la Spending review).

Occorre tenere conto che, in particolare per il Patrimonio immobiliare, essendo diventato ormai cronico il ritardo del Catasto, diventa difficile intervenire equamente sui proprietari d’immobili ove si considera che alcuni di essi l’immobile, anche se di pregio, l’hanno ereditato ma il loro reddito è modesto.

Una selezione per individuare chi può contribuire è comunque possibile per i grandi patrimoni, ma ritengo che tutto ciò che si riuscisse a recuperare dalla patrimoniale non dovrebbe essere destinato alla riduzione del debito pubblico, che occorre invece ridurre agendo sulla Spending Review e sulla lotta all’evasione che può essere attuata solo con la riduzione del carico fiscale derivante da una Riforma fiscale efficace che consenta anche di scaricare tutte le spese, in modo che la tassazione verrebbe effettuata solo sulla parte di reddito rimasta. In questo modo si attiverebbero di più alcuni tipi di consumi in quanto i cittadini potrebbero scaricarli e si creerebbe un patto virtuoso tra i cittadini e lo Stato in quanto sarebbero gli stessi cittadini a non essere più partecipi e corresponsabili nell’evasione dell’IVA che ha raggiunto ormai una cifra di 30 Miliardi di evasione all’anno.

Per rendere più controllabile l’importo ricavato dalla Patrimoniale, occorrerebbe destinarla a degli specifici Capitoli di spesa in modo che la sfiducia dei cittadini sul loro utilizzo venisse minimizzata, ed il loro utilizzo misurato a valle dei risultati prodotti. Propongo che l’importo della patrimoniale sia destinati all’edilizia popolare per le fasce indigenti e a dei mutui per le giovani coppie che in questo modo, gravati dai pesanti oneri d’affitto, possono provare a contribuire ad invertire i livelli negativi della natalità disponendo di un maggiore margine economico da destinare alla crescita della prole.

È indispensabile inoltre che venga ripristinata la gradualità dell’applicazione dell’IMU sulle abitazioni in quanto è anche immorale che un Governo abbia esonerato gli abbienti ed i milionari da questo contributo. È scandaloso che un Governo di centro sinistra si sia spinto oltre a quanto a fatto Berlusconi e non solo con l’IMU. Il ricavato da un corretto ripristino dell’imposizione dell’IMU dovrebbe essere messo in uno specifico capitolo di spesa del Bilancio comunale da destinare all’edilizia popolare.

Con questo principio di utilizzo finalizzato della Patrimoniale  e dell’IMU i cittadini interessati si sentirebbero  nobilitati da un gesto di solidarietà verso dei connazionali più bisognosi anziché rapinati da uno Stato sprecone.

Nel quadro economico il recupero dell’IMU e della Patrimoniale di solidarietà si qualificherebbero come degli investimenti pubblici che, reinseriti nel circuito dell’Economia, aumenterebbero il PIL riducendo cosi il rapporto Debito/Pil e inietterebbero nella sfera del settore dell’edilizia nuove risorse e nuovi posti di lavoro.

Un fraterno saluto a tutti da parte di Nicola Olanda

Nicola Olanda
Lettera aperta al Segretario del PSI

Carissimo Riccardo

Da alcuni anni mi collego quotidianamente con l’Avanti.

Per me, e sono sicuro per tutti coloro che si collegano con l’Avanti on line, è come avere ritrovato la grande Casa Socialista. Questa sensazione e questa passione politica che si rianima, l’avvertiamo anche perché molte Sezioni sono scomparse, e in quelle rimaste, il dibattito e l’azione politica trovano difficoltà a manifestarsi. Siamo in tanti a leggerlo e a commentarlo: se fossimo ai tempi dell’antica Grecia, l’Avanti attuale potremmo rappresentarlo come un’Agorà socialista. Dai dati che ci ha fornito la Redazione le visualizzazioni dell’Avanti sono state di un milione e mezzo e si valuta che il numero dei suoi lettori si sia triplicato. Apprendere questi dati positivi  dell’Informazione prodotta dall’Avanti on line, mi trasferisce quell’euforia che si prova quando si festeggia un lieto evento famigliare.

L’Avanti è diventata la Voce dei Socialisti e pertanto una vera Tribuna Politica Socialista.

Fra 3 mesi compirò 83 anni. In 47 anni di attività professionale in  di cui 12 all’estero per consentire ai miei figli di frequentare lodevolevolmente l’Università, mi sono affidato e fatto guidare, nell’ambito delle responsabilità aziendali che ho ricoperto, dalla Metodologia del Lavoro di Gruppo che è quella che manca non solo nel nostro Partito ma nella Sinistra in generale. Non mi sono dimenticato inoltre delle necessità e delle difficoltà che ho dovuto affrontare come giovane nei primi anni dell’attività professionale, per cui in seguito ho sempre lavorato e messo le mie conoscenze e il mio impegno al servizio della crescita dei giovani.

Forse per questo, malgrado la mia età, ho conservato uno spirito giovanile e rafforzato le idealità del Socialismo che mi hanno condotto e consentito nella vita a testimoniarle come socialista anche con difficoltà e rischi personali. Infatti come Capo Reparto ho condiviso gli scioperi con i miei operai e accettato di far parte del Consiglio di Fabbrica in rappresentanza dei tecnici di uno Stabilimento che ha raggiunto otre 3500 dipendenti.

All’estero mi sono impegnato per onorare il lavoro italiano e i suoi valori, e non ho esitato a prendere le difese dei miei ingegneri quando essi sono stati sottoposti alle vessazioni del potere militare e a sostenere nello sconforto i lavoratori quando rimanemmo isolati nel deserto a seguito dei bombardamenti americani.

A mie spese, e viaggiando anche di notte, ho voluto usufruire di un breve permesso per assentarmi dal deserto per votare in l’Italia, come testimonianza di un socialista di fronte  alla sfiducia diffusa della colonia italiana verso le istituzioni, e fare risaltare con questo gesto il valore del diritto di voto, frutto di una conquista a cui hanno contribuito con il martirio e l’esilio tanti socialisti.

Non ho mai rincorso ambizioni di cariche da ricoprire nel partito, e per sentirmi libero nelle mie convinzioni ho accettato anche di essere in minoranza, non  venendo però mai meno a riconoscere e a collaborare con chi la maggioranza l’ha conseguita democraticamente in occasione del Congresso di Venezia.

Un compagno di cui nutro grande stima e fiducia, mi ha detto che TU sei attualmente la figura più capace di cui disponiamo. Io ti apprezzo in particolare per la grande cultura di cui sei portatore e per i positivi esiti che hai conseguito come Presidente della Regione Toscana e suo Assessore al Bilancio e attualmente come Vice Ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture dove, per una testimonianza di trasparenza, sei forse l’unica figura ministeriale che rende disponibile un registro dei tuoi incontri di servizio.

Spero pertanto, che comprenderai che la stima personale desidero separarla dalla valutazione politica dell’operato della tua Segreteria, dicendoti francamente che non mi sono sentito rappresentato in tutte le fiducie che come PSI hai dato nei 1000 giorni del passato Governo, come altrettanto mi sono rattristato nel sentirci qualificare come il PSI Renziano e quindi equivalente ad una delle sue tante correnti all’interno del PD.

Alla luce del sole sulle colonne dell’Avanti, ho espresso diverse riserve e rilievi critici sulla condivisione con cui hai appoggiato come PSI le scelte dell’ex presidente del Consiglio, ma contemporaneamente ho condannato e continuo a non giustificare quei dirigenti socialisti che hanno portato il PSI in Tribunale. Indipendentemente da qualsiasi ragione o problema collegato al Tesseramento, questo comportamento lo ritengo ingiustificabile e da condannare come pubblicamente ho fatto nei miei commenti sull’Avanti.

Mi fa piacere che anche tu in questi ultimi mesi hai reso più frequente la tua presenza sull’Avanti con degli editoriali, a cui con franchezza ho fatto seguire qualche mio commento. Gradiremmo anche qualche tua risposta ai nostri interrogativi, come rispetto di una dialettica a cui non si sottrae Mauro Del Bue.

E’ anzi grazie al dialogo che il Direttore dell’Avanti alimenta senza censure, che egli ha potuto raccogliere e trasferire alla Direzione la contrarietà o il disagio dei lettori su varie iniziative del Governo a cui il PSI ha dato il suo consenso anche con dei voti di fiducia. Purtroppo alcuni di questi messaggi portati nella Direzione del PSI sono stati ignorati come ad esempio quello sulla legge elettorale.

Ancora oggi ti domando come sia stato possibile consentire da parte dei deputati del PSI che l’ex Presidente del Consiglio epurasse Bersani ed altri suoi sostenitori dalla Commissione Affari Costituzionali perché contrario all’impostazione della Legge elettorale che, tra l’altro, avrebbe definitivamente tolto ogni possibilità di sopravvivenza ai socialisti. L’Avanti con il Direttore e i suoi lettori hanno dedicato un Editoriale “A difesa e sostegno degli epurati del PD”. Bersani ti è stato indicato dal PSE come il candidato da sostenere alla Segreteria del PD e nella partecipazione al voto con Italia Bene Comune.

Da Bersani ho sentito pronunciare che i valori del suo PD sono quelli che si ispirano ai principi di Libertà, Uguaglianza e Solidarietà e che la parola Socialista è la più antica e nobile della politica italiana.

Bersani lo considero un socialista e in quel frangente  avendogli dato anche il mio voto per rappresentarmi in Parlamento, mi sono sentito anch’io un socialista epurato.

Il nostro compagno socialista Epifani, nel suo periodo di reggenza come Segretario del PD ha detto che nel Socialismo sono le nostre radici. Mi sono identificato con lui, quando alcune giorni fa all’Assemblea del PD ha condannato lo snaturamento del Job Acts, che è stato concesso di non pagare l’IMU anche ai milionari, che sulla Scuola ci si è messi contro gl’insegnanti, le famiglie e gli studenti, che gli 80 euro non sono una riduzione di tassa ma un bonus elettorale di 10 miliardi all’anno che potevano essere utilizzati meglio verso altre priorità del disagio sociale, che i 15 miliardi assegnati alle imprese per le contribuzioni occorreva vincolarli alla creazione di effettivi nuovi posti di lavoro e non ad una regalia per trasformare dei posti esistenti da determinati a indeterminati per soli 3 anni, che la legge elettorale è stata approvata con la fiducia soltanto con la Legge Acerbo e con quella chiamata Truffa, che la disoccupazione e in particolare quella giovanile è a livelli insopportabili, che i livelli della povertà assoluta e quelli dell’indigenza generalizzata richiedono di affrontarli con un reddito di cittadinanza o d’inclusione, che sulle trivelle non si doveva invitare gl’italiani a disertare l’utilizzo di uno strumento democratico come il Referendum, che non si può non tenere conto che al Referendum Costituzionale il 60%  degli italiani non ha votato solo per difendere il principio di Sovranità che gli assegna la nostra Costituzione ma anche contro tutte le Aree del Disagio sociale. E come non valutare che in quel Referendum l’82% dei giovani si è espresso contro.

Anch’io, come in tanti nella Sinistra avevo accolto Renzi con favore e con l’auspicio che diventasse protagonista dell’avvio di un profondo rinnovamento e di positive e condivise riforme sociali e di struttura.

Questo processo che per avere successo esigeva un approccio unitario tra tutte le forze sociali del Paese, l’ex Presidente del Consiglio l’ha percorso in solitaria con un’azione di continua divisione prima nel suo PD e nella Sinistra e poi anche con le forze sociali. Pur disponendo di un quasi assoluto schieramento dei Media a suo favore che hanno finito per essere invasi in maniera asfissiante dalla sua presenza, ha dilapidato in 1000 giorni il Patrimonio di larghissima fiducia che a nessuno nella storia del nostro Paese era stato concesso.

Pur disponendo di fattori economici favorevoli come il basso costo del petrolio, la svalutazione dell’Euro, i bassissimi tassi d’interesse e il sostegno ai titoli di stato con le iniezioni di liquidità della Banca centrale europea, l’aumento della nostra crescita economica è stata sempre dello zero virgola e della metà della media dei Paesi europei figurando addirittura anche dietro alla Grecia.

È stato calcolato che in 1000 giorni di Governo il debito pubblico è aumentato di 120 Miliardi (5 milioni all’ora) senza che questa enorme cifra si sia tradotta in beni di carattere strutturale.

Non certo esaltante per un giovane ex Presidente che doveva tutelare i suoi coetanei e le future generazioni dal gravame di ulteriore debito pubblico.

Carissimo Riccardo. Di questo Governo di 1000 giorni ha fatto parte anche il PSI e purtroppo non ho riscontrato una corretta valutazione né un’autocritica nella tua Mozione congressuale.

Non io ma l’ex Direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli, che ha votato SI al Referendum, afferma che se Renzi affermava di volere essere un Leader moderno, doveva fare come Cameron che oltre al Governo ha lasciato la guida del Partito conservatore inglese dopo la sconfitta nella Brexit lasciando ad altri il compito di proseguire a guidarlo. Rispetto a passate dichiarazioni, in cui dichiarava anche di ritirarsi dalla politica, agendo con coerenza con quanto affermato, Egli avrebbe acquistato affidabilità confermando, come dice, di non essere legato alla poltrona. Essendo giovane, Mieli gli consigliava di saltare un giro, di riflettere sui suoi errori e, una volta fortificato dall’esperienza e dalla competenza che maturerà, si poteva ripresentare rigenerato sotto una nuova veste di credibilità e di spirito unitario, come nella tradizione, una Comunità qual è la Sinistra. E’ opportuno che Egli non ripeta l’errore di continuare a credere e rimanere prigioniero nella sua propaganda e di rincorrere ora vendette, ritorsioni e altre velenose divisioni.

Renzi ha senza dubbio della stoffa: non la faccia logorare e non si metta in condizione di farsi rottamare per incompatibilità con la storia della Sinistra. Ci sono diverse personalità nella Sinistra che in questo momento particolare hanno le qualità e la capacità di svolgere un ruolo di riappacificazione e di unità. Lasci a loro con umiltà questo compito. E’ la sua capitalizzazione per il futuro che io gli auguro di realizzare convertendosi alla tradizione e ai valori della Sinistra. Non si può continuare a tradire o contraddire Principi costituzionali, Statuti di Partito e Culture politiche.

La Sinistra continua ad essere perdente nel suo declino, in quanto essendosi allontanata dal suo ruolo storico di farsi carico delle soluzioni per affrontare le varie forme del disagio sociale, ha consentito che di questo compito se ne siano appropriati i vari Movimenti cosiddetti populisti.

Nel consenso ai 5 Stelle e alla Lega c’è anche la rabbia di un elettorato di Sinistra che non si sente più rappresentato nelle realizzazioni governative della maggioranza del PD, che, trasgredendo al programma di Italia Bene Comune, in alcuni ambiti è pervenuto addirittura a superare nella realizzazione obiettivi propugnati in passato dal centro destra di Berlusconi e CONTRO i quali ci eravamo schierati come centro sinistra.

Quando viene a mancare una cultura politica di riferimento non si comprende più come debba essere rappresentato il male o il bene per la Società. La definizione di cultura della Sinistra rimane sempre quella espressa nella sua semplicità da Norberto Bobbio: compito della Sinistra è quello di farsi carico dei più deboli e d’impegnarsi a ridurre le diseguaglianze sociali. Dopo che il Comunismo è stato condannato dalla Storia, a rappresentare la Cultura di Sinistra è rimasto il Socialismo che nella nostra elaborazione degli anni 80, accanto alla definizione di Sinistra di Bobbio, gli abbiamo affiancato quella liberale di Martelli dell’impegno dei socialisti per l’affermazione dei Meriti e dei Bisogni.

Dai comportamenti delle forze politiche, è opinione diffusa che la nuova legge elettorale sarà di tipo proporzionale. Archiviato il sistema maggioritario perseguito da Veltroni, il centro Sinistra, per sperare di raggiungere il 40% ed essere competitivo con i 5 Stelle e il centro destra, dovrà abbandonare l’attuale orientamento della Lista con i 100 candidati bloccati e approdare ad una Coalizione.

La Coalizione avrà bisogno di un candidato Premier che dovrà avere le caratteristiche di un vero Federatore  con caratteristiche riconosciute di saper unire le forze della Sinistra anziché dividerle.

Com’è possibile accettare che questo candidato sia Renzi, quando non è stato in grado di tenere unito il PD conducendolo amche alla scissione??

Abbiamo compreso che rapporti di amicizia e di toscanità ti legano a Renzi, ma se tu decidi di accettare la carica di Segretario che i compagni della Mozione congressuale ti hanno offerto, spero comprenderai che porrai in difficoltà non solo molti socialisti ma anche le altre formazioni della Sinistra nel supportare la candidatura a Premier di Renzi.

Io te lo dico ancora francamente: non penso che resterei isolato a NON sentirmi rappresentato come socialista con questa scelta.

Sull’Avanti mi ero appellato a te, al Direttore e nella locandina della convocazione del Consiglio nazionale di EVITARE il Congresso a Marzo optando invece tra fine Aprile e metà maggio.

Questa dilatazione dei tempi congressuali la ritenevo indispensabile, oltre che per le nostre necessità interne relative alla progettualità delle Mozioni e al recupero della Diaspora, anche per poter trasferire nel Congresso i frutti che riusciremo a cogliere dagli appuntamenti della Marianna e Bertinoro e da altri eventi tesi alla costruzione di un Area rosso verde, a prendere cognizione dei meccanismi della nuova Legge elettorale per potere valutare le reciprocità dei contenuti nelle alleanze con le altre forze politiche, tra cui comprendere anche lo spazio da dedicare al cantiere aperto da Pisapia come evidenziato dalla compagna Pia Locatelli sull’Avanti. Questa dilatazione dei tempi avrebbe consentito la più ampia partecipazione al dibattito nelle Sezioni, Federazioni Provinciali e Federazioni Regionali e come antidoto a prevenire eventuali strumentalizzazioni e cavilli statutari per dimostrare la piena e convinta apertura e disponibilità al confronto democratico interno ed esterno al PSI.

Purtroppo  NON SI FARA’ COSI’ e il Congresso si svolgerà ancora su di un’UNICA MOZIONE come per quello di Salerno. Per quest’ultimo le motivazioni erano plausibili per l’Aventino scelto da una parte di compagni, ma  NON per questo Congresso, sia per i tempi assegnati alla presentazione delle Mozioni sia per i tempi assegnati al suo svolgimento, che annullano anche lo svolgimento preliminare di quelli Regionali.

Non ritengo quindi che si sia seguita la via che nella tradizione socialista ha sempre caratterizzato il confronto democratico. I regolamenti necessitano di essere adeguati alle possibilità di garantire il confronto fra posizioni diverse. Per consentirlo, con i tempi necessari, sarebbe stato anche possibile orientare fraternamente alcune delle oltre 300 firme di adesione alla tua candidatura verso un’altra Mozione di confronto democratico.

Nella Prima Repubblica, Congressi di questo tipo venivano definiti “Bulgari” che, per chi come noi li ha combattuti anche ideologicamente, non è un onorevole apprezzamento.

Non volevo e non voglio avere la presunzione di dettare i tempi dei nostri lavori, ma immaginiamo di essere invitati a partecipare ad una partita anche amichevole di calcio e, quando ci sediamo per assistervi, ci accorgiamo che a giocare la partita c’è solo una squadra in campo. Immaginiamo ancora che al termine di una partita di calcio finita in parità, il risultato debba decidersi ai calci di rigore e una delle due squadre li debba battere contro una porta vuota. Come pensiamo che si dovrebbero comportare gli spettatori???

E come dovrebbe reagire un iscritto al PSI ?? possiamo continuare a bere oltre agli amari calici che ci vengono somministrati dall’esterno anche quelli confezionati con le nostre mani??

Rispetto a come siamo stati trattati in passato dai Tribunali, questa volta, di fronte alle nostre divergenze sul Tesseramento abbiamo avuto la fortuna di avere un Giudice che saggiamente ci ha suggerito di ricomporle con un Congresso Straordinario invece di continuare a consumare la nostra diaspora per  via giudiziaria.

Forse questo Giudice avrà nutrito nella sua famiglia delle simpatie per i valori del Socialismo: senz’altro sarà stato motivato dal rispetto per la nostra Storia. Con la sua sentenza ci invitava implicitamente a ricomporre i nostri dissidi nello spirito di chi al di sopra di ogni personalismo desideri affermare il bene della sua Comunità politica.

Nel nostro caso, anche alla luce di tutto ciò, le date relative alla durata Congresso non erano formalità burocratiche ma sostanza politica, e dai tempi che sono stati stabiliti ne deduco che non c’è stata la volontà politica di formulare un Regolamento congressuale che consentisse di attuare dei tempi sufficienti a decantare prima i rancori, e successivamente la nostra ricomposizione per accrescere il nostro potenziale di credibilità anche nel confronto esterno.

Ricollegamdomi all’ambizioso titolo del tuo editoriale “Parlare agli italiani”,  domandiamoci come possiamo farlo se siamo ignorati dai Media salvo comparirvi per i fatti legati al Giuda Escariote partenopeo o ai fatti che hanno trascinato il PSI in tribunale. Mi spiace aver dovuto insistere ancora sul rilievo delle modalità di questo Congresso, in quanto con quelle fissate, che annullano anche i Regionali prima del Congresso, avremo difficoltà oltre che a dialogare fra di Noi Socialisti anche a parlare agli italiani.

Da parte mia l’11 marzo mi incontrerò con le compagne e i compagni della mia Federazione provinciale e assieme alla condivisione del Pane dell’eucarestia socialista, continueremo a discutere dei vari problemi del Disagio sociale e di quale iniziative potremo promuovere sul Territorio con le nostra modeste possibilità.

Abbiamo scelto come ospiti d’onore una giovane e un giovane socialista quale simbolo di quel rinnovamento che auspichiamo e come vicinanza ad una generazione a cui è stato precluso il presente e per la quale ci dobbiamo battere affinché non venga compromesso anche il Futuro.

Desidererei soffermarmi su un punto cruciale posto nell’UNICA mozione di questo Congresso straordinario, perché ritengo che sulla sua interpretazione e sviluppo si dovrà concretizzare la fisionomia della nostra funzione e futura  esistenza politica.

Siamo un Partito o una Fondazione??

Ho delle risposte da avanzare, ma non fa parte della mia formazione trattare superficialmente e frettolosamente un tema così vitale per il Socialismo italiano.

M’impegno a farlo prossimamente sull’Avanti che è l’unica Voce che ancora consente di parlare a noi Socialisti. Colgo anche l’occasione per un fraterno saluto a tutti i compagni che si collegano con l’Avanti.

È Nicola,

che vergin di servo encomio e di codardo oltraggio, vuole sentirti vicino con un forte abbraccio.

Nicola Olanda

Le Leggi le fa il Parlamento

Il Direttore dell’ Avanti intitolava il Fondo del 26 gennaio: “Non è la Corte che fa le Leggi”. Ritengo altresì importante ricordare che “Non è il Governo che fa le Leggi”.

Infatti nella Costituzione, alla Sezione  per la formazione delle Leggi, l’art. 70 stabilisce che “ La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere ” mentre con l’art. 71 al Governo, alla PARI di ogni singolo deputato, “viene affidata solo l’iniziativa delle Leggi”. Questa iniziativa può essere esercitata anche dal popolo mediante la proposta di almeno cinquantamila elettori su un progetto redatto da articoli.

Quindi il Governo può proporre delle leggi, ma sono le Camere possono esercitare il potere della trasformazione in Leggi delle proposte del Governo o dei deputati proponenti.

Nei suoi Principi Fondamentali, la Costituzione afferma che la sovranità appartiene al Popolo.

Questo principio di sovranità si traduce nei tre unici poteri costituzionali, quali quello Elettivo che proviene dal popolo, il Legislativo che è espresso dal Parlamento in rappresentanza del popolo e quello Esecutivo che deve applicare le Leggi e le volontà espresse democraticamente dai rappresentanti del Popolo in Parlamento.

In aggiunta ai tre Poteri costituzionali si affianca la Magistratura, NON come un Potere ma come ordine autonomo e indipendente da ogni altro Potere, che amministra la giustizia in nome del Popolo.

I giudici sono soggetti soltanto alla legge, che equivale al concetto che possono parlare solo per bocca della legge e che pertanto la loro autonomia deve anche apparire in modo sostanziale.

Da anni si stanno sovvertendo le gerarchie dei Poteri costituzionali ma mai come ora si sta annullando praticamente quello Elettivo, umiliando quello Legislativo e imponendo su di entrambi quello dell’Esecutivo.

L’Italicum è stata una Legge fatta dal Governo ed imposta al Parlamento con tre voti di fiducia.

L’esperienza del Porcellum, redatto da una maggioranza di centro destra e utilizzato anche dal centro sinistra, che aveva prodotto un Parlamento di nominati, è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte. Quest’esperienza negativa non doveva insegnare che occorreva una larga condivisione nella formazione della legge elettorale anziché imporla con tre voti di fiducia?

Come ci si può dimenticare dell’espulsione di Bersani e di altri parlamentari del PD dalla Commissione Affari Costituzionale incaricata di redigere la Legge elettorale!!. E ciò è accaduto ad opera di una maggioranza parlamentare del PD formatasi sotto la Segreteria di Bersani ed eletta con il mandato parlamentare legato al Programma “Italia bene comune” !! Come abbiamo potuto noi Socialisti accettare e giustificare tutto ciò essendo stati eletti anche noi con la coalizione di Bersani in “Italia bene comune” ???

E che dire dell’abolizione delle Province ?? In pratica è stata annullata solo la Sovranità popolare per gli eletti, mentre sono rimasti in capo alle Province l’Amministrazione senza Risorse economiche per gestire 130.000 km di strade, 51.000 scuole e tutta la cura dell’Ambiente e dei Territori. Le conseguenze le abbiamo viste ad esempio nelle martoriate zone terremotate.

La nostra Costituzione è stata il frutto di un’Assemblea Costituente mentre il Governo ha preteso di modificarla per un terzo, disegnandola addirittura in un combinato disposto con la Legge elettorale imposta al Parlamento.

Questo comportamento del Governo, oltre che arrogante e confusionario nella gestione e formazione delle Leggi, è stato giudicato anche autoritario nella sostanza, e la Riforma Costituzionale è stata respinta dal 60% del Potere Elettivo, mentre la Legge elettorale che dovevano copiarci da tutto il mondo è stata abiurata dal Governo ancora prima che fosse bocciata dalla Corte Costituzionale.

Inoltre quattro Governi non sono scaturiti dal voto popolare e in queste circostanze la nostra Repubblica, per i poteri esercitati dal Presidente della Repubblica, è stata simile ad una Repubblica semipresidenziale.

Per completare il Bilancio istituzionale della 2° Repubblica registriamo una Riforma Costituzionale proposta dal Centro destra bocciata dal Referendum e una disastrosa riforma del Titolo V° del centro sinistra.

Nei partiti della vilipesa prima repubblica, di fronte a dei risultati così disastrosi nei confronti dell’elettorato, si riunivano per l’analisi tutti gli Organismi di Partito e s’indicevano anche dei Congressi straordinari.

Abbiamo riscontrato un altrettanto comportamento di analisi e di dibattito approfondito ed allargato da parte del PD in cui la Segreteria vuole negare anche l’anticipazione di un Congresso?

Spero che il nostro Congresso straordinario si dimostri all’altezza della situazione riscoprendo antiche tradizioni in cui le Mozioni siano espressioni di pensiero e non di lotta per la conquista di un effimero seggio in Parlamento o in altre preposte Sedi elettive (che probabilmente potranno esserci concesse solo in un’eventuale Coalizione elettorale).

Interroghiamoci:

Dove è andato a finire il primato della Politica ??

Dove quello del rispetto per la Costituzione dal momento che la Sovranità del Popolo e le prerogative del Parlamento vengono umiliate dall’Esecutivo e rendendo ormai l’intervento della Corte la prassi più che un fatto eccezionale ??

La nuova Legge elettorale dovrà essere ampiamente condivisa. A mio parere dovremo impegnarci affinché la Sovranità popolare venga riaffermata con l’abolizione dei 100 Capilista bloccati mentre la Lista deve trasformarsi in Coalizione. Complessivamente la Legge dovrà conciliare la rappresentanza in modo proporzionale delle Culture politiche con la Governabilità.

Inoltre, prendiamo finalmente come Socialisti l’iniziativa per un’Assemblea Costituente che disegni le Regole per la Terza Repubblica per superare il caos istituzionale in cui versa ormai questa Seconda.

Sull’ultima Riforma abbiamo perso una grande occasione: non doveva essere sufficiente proporre Un’Assemblea costituente ma battersi per essa come promotori nel Paese come si è fatto per altri Referendum. Non saremmo stati soli in questa battaglia. Per l’Assemblea Costituente potrebbe essere sufficiente mostrare la stessa solerzia che abbiamo dimostrato nel promuovere la raccolta di 100.000 firme per Riforma del Governo bocciata dagli elettori.

Quell’impegno sarebbe stato più utile non solo per Noi ma in particolare per la Costituzione. Spero che sull’iniziativa di un’Assemblea Costituente ci sia finalmente la volontà d’impegnarsi seriamente.

L’appuntamento della Marianna con i radicali può essere già una prima occasione. Quello di Bertinoro una seconda. Il nostro Congresso il lancio ufficiale.

Je suis socialiste

Nicola Olanda

Nicola Olanda
Rilanciamo, difendiamo
e sosteniamo la voce dei Socialisti

Ai primordi del Socialismo italiano fu l’Avanti! e non il PSI a svolgere il ruolo politico normalmente affidato ai Partiti politici. Ricordo che ai tempi della Prima Repubblica il nostro Avanti si trovava giornalmente nelle edicole e i Socialisti ne promuovevano la vendita straordinaria dell’edizione della Domenica.
Per molti di noi è difficile accettare l’idea che il PSI, come l’abbiamo conosciuto, non potrà più ritornare e lo stesso dicasi per la funzione affidata all’Avanti!.
Le cause sono molteplici, e ne abbiamo a lungo discusso, ma in generale e per quanto ci riguarda ne cito a mio avviso le seguenti:
la mutazione del soggetto “Partito politico” in generale l’accettazione da parte degli elettori del Sistema politico bipolare che con l’avvento dei 5 Stelle è ora diventato tripolare
l’adesione del PD al Partito Socialista Europeo (PSE) che ha condotto i Media a identificare strumentalmente il PD come il rappresentante dei Socialisti italiani. Pertanto, di fronte a quest’ultimo quadro, più che un Partito socialista veniamo considerati soltanto come una nobile Fondazione della Cultura Socialista, a cui però riesce problematica se non impossibile esprimersi e far così sentire la propria voce.

Cosa dobbiamo fare allora??
Mi soffermo solo su un’azione basilare e indispensabile: non rinunciare a fare conoscere le nostre opinioni e a sviluppare le nostre idee e proposte. In sintesi: continuare a fare sentire la nostra voce, e l’Avanti, come lo è stato alla sua nascita, deve tornare e continuare ad essere la Voce dei Socialisti.
Nella sua storia, il nostro “ Avanti!” ha subito tante devastazioni da cui con il lavoro dei socialisti e la generosità dei suoi lettori è sempre risorto.
Di recente disponiamo dell’“ Avanti! on line ”.

Per me, e sono sicuro per tutti coloro che si collegano con l’Avanti! on line, è come avere ritrovato una Casa Socialista. Questa sensazione e questa passione politica che si rianima, l’avvertiamo anche perché molte Sezioni sono scomparse, e in quelle poche rimaste il dibattito e l’azione politica trovano difficoltà a manifestarsi. L’Avanti on line è diventato pertanto una vera Tribuna Politica Socialista.

Noi Socialisti, come nel solco tradizionale del dibattito all’interno della Sinistra, abbiamo spesso privilegiato il comportamento settario anziché quello di Comunità.
Se posso fare una battuta rispetto alla nostra odierna consistenza, noi Socialisti ci siamo dimenticati che il premio Nobel relativo alle teorie sulla scissione dell’atomo è già stato assegnato ad un grande fisico del passato come Enrico Fermi.
Il clima che stiamo vivendo nella nostra Comunità, ed in anche quella del PD, non aiuta nessuno se non i nostri avversari politici che non dobbiamo dimenticare di collocare nel centro destra.
La passione politica, anche se porta ad un confronto aspro, non deve compromettere lo spirito comunitario che deve esprimersi in una ricomposizione fruttuosa di sintesi delle posizioni in conflitto.

E’ un appassionato invito che rivolgo a maggioranza e minoranze. Il nostro Direttore Mauro Del Bue, pur designato dalla Direzione, ha dimostrato di sapere svolgere con equilibrio il difficile ruolo di dirimere il traffico in una cittadella indisciplinata e passionale come quella socialista.
Auspicando che ciò si realizzi nei Partiti impegniamoci a far si che prevalga invece nell’Avanti!.
Le opinioni e i commenti sulle sue colonne devono aderire al codice del rispetto, affinché tutte le posizioni possano essere espresse e rappresentate anche nella terminologia della buona educazione, in quanto le idee non possono trasformarsi nella categoria della spazzatura che riempie la rete. Ciò non per connotare l’Avanti! come un Organo elitario, ma per farlo continuare ad essere il custode dei suoi valori ideali e del rispetto che occorre riservare alla Politica con la “P” maiuscola.

Il mio appello di “Rilanciamo e Difendiamo l’Avanti!” desidera riferirsi ai nostri valori mentre quello di “Sosteniamo” è rivolto al contributo economico che non dobbiamo dimenticare di fare affluirgli, se desideriamo che oltre alla chiusura dei rubinetti per il finanziamento all’attività politica, che in modo demagogico e qualunquistico sono stati chiusi, possano prosciugarsi anche quelli per dare voce alle idee dei Socialisti.
L’Avanti! è la nostra Voce. Sta a noi permettere che essa continui ad esprimersi.
Come ogni anno sto andando a fare il mio versamento di sostegno economico.
O singolarmente, o in gruppi di compagni facciamo in modo che vi sia una grande partecipazione.
Anche se modesto come versamento, il numero dei contribuenti segnalerà il grado della volontà di assicurare un avvenire all’Avanti! e quindi alla nostra Voce. È un’iniezione di coraggio che dobbiamo fare affluire nelle nostre vene.

Vi abbraccio tutti quanti con l’augurio di buone feste e di serenità e salute assieme alle vostre Famiglie

Nicola Olanda
Je suis socialiste

Il sostegno economico all’Avanti! si può fare con Bollettino Postale: c/c nr. 87291001
intestandolo a Nuova editrice Mondoperaio srl
indicando come Causale “ contributo per l’Avanti! ”

Scrive Nicola Olanda:
Costituzione dei Principi e denuncia del disagio

L’Avanti, come nella sua tradizione e come nel costume del suo Direttore, mi ha sempre concesso in precedenza di esprimere le riserve che oggi qui ricorderò. Per la mia età è già una fortuna potere continuare a farlo.
Non essendo stato raggiunto nel Parlamento i due terzi del consenso sulla proposta presentata dal Governo per la revisione di 47 articoli della Seconda parte della nostra Costituzione, gl’Italiani sono stati chiamati ad esprimere un SI e un NO per approvarne o meno i risultati raggiunti.
A questo punto si pongono tre riflessioni per valutare il perché della vittoria del NO sulla Riforma proposta: 1°sul Merito dei contenuti, 2°sui Principi a cui dovevano ispirarsi e 3°al Metodo con cui dovevano essere proposti e tradotti i Meriti e i Principi per diventare operativi.
Aldilà della collocazione politica o di corrente di pensiero all’interno delle forze politiche, ci sono dei principi della nostra Costituzione, e comuni a quelli dei paesi democratici, che sono inviolabili e di fronte ai quali ogni parlamentare non può avere vincolo di mandato rispetto alle posizioni del suo Partito.
Nell’inviolabilità di questi Principi rientra il 1° Art. della Costituzione che l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La SOVRANITA’ appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione
Questo principio di SOVRANITA’si traduce nei tre unici Poteri costituzionali quali quello Elettivo che proviene dal popolo, il Legislativo che è espresso dal Parlamento in rappresentanza del popolo e quello Esecutivo che deve applicare le Leggi e le volontà espresse democraticamente dai rappresentanti del Popolo in Parlamento.
Da anni si stanno sovvertendo le gerarchie dei Poteri costituzionali ma mai come ora si sta annullando praticamente quello Elettivo, umiliando quello Legislativo e imponendo su di entrambi quello dell’Esecutivo.
Il Merito dei contenuti della Riforma è un ambito la cui accessibilità interpretativa è riservata prevalentemente a Costituzionalisti ed esperti parlamentari. Rimanendo nel Merito, il non avere “spacchettato” i macro capitoli interessati alla Riforma, ha pregiudicato anche l’eventuale giudizio positivo che i singoli capitoli avrebbero potuto riscuotere. Infatti tutte le forze politiche da anni hanno inserito il superamento del Senato paritario rispetto alla Camera dei deputati come non c’erano grandi ostacoli a correggere le disfunzioni creatasi col Titolo V° nelle attribuzioni delle funzioni tra Stato e Regioni.
Rispetto ai Titoli accattivanti, i contenuti in essi contrastanti hanno indotto undici ex Presidenti della Corte Costituzionale ad esprimere un giudizio complessivamente negativo considerando anche che la Riforma si configurava come un pasticcio giuridico.
Essendo la nostra ancora una Repubblica parlamentare, sul Metodo di applicazione della Riforma c’è stata invece la prevaricazione del Governo sul Parlamento, a cui, nella sua funzione di Potere Legislativo, avrebbe dovuto essere affidato il compito di progettarla e svilupparla, e, solo dopo l’approvazione, consegnarla al Governo per renderla esecutiva. Calamandrei diceva che quando si parla di Costituzione i banchi del Governo devono essere vuoti.
Inoltre, essendo la nostra una Repubblica parlamentare e non presidenziale, rimane il dubbio sul giudizio di forma adottato da parte del Presidente della Repubblica nell’assegnare a un NON parlamentare di formare e presiedere un Governo per realizzare la Riforma costituzionale (votata alla fine da un Parlamento con riserve di incostituzionalità da parte della Corte per il Porcellum e con oltre 250 transfughi tra i vari schieramenti ).
Nella Riforma proposta, il principio di Sovranità non veniva rispettato, in quanto al Popolo veniva sottratto il potere di eleggere direttamente i nuovi rappresentanti del Senato, di limitare con l’Italicum alla Camera dei deputati solo al 30% le preferenze contro il 70% nominati dalle segreterie di Partito e per le Province di non eliminarle nella pratica ma di annullare solo il potere dei cittadini di eleggerne direttamente i rappresentanti.
La Costituzione, che, nell’espressione dei suoi Principi e nell’esercizio del suo Ordinamento, dovrebbe mantenersi come uno strumento di COESIONE nazionale si è trasformata, per responsabilità del Presidente del Consiglio e del suo Governo, in un elemento di aspra DIVISIONE nel Parlamento, nella Sinistra ( tra cui anche all’interno del PD e PSI) e successivamente tra i cittadini quando sono stati chiamati all’esercizio del voto referendario.
Mentre sul Merito e sul Metodo la maggioranza dei cittadini può non avere l’adeguata capacità tecnica di giudizio, ha ben presente invece quali sono i diritti di cui non desidera essere privato, tra cui appunto la Sovranità assegnatagli dalla Costituzione nella scelta dei suoi rappresentanti.
Inoltre gl’italiani possono sopportare tante cose ma non l’arroganza e l’accentramento del Potere e il condizionamento che si vuole loro imporre nelle loro scelte anche da altri Poteri interni e internazionali.
Pertanto la grande partecipazione al voto, rispetto alle precedenti consultazioni elettorali, e la schiacciante vittoria del NO è la più evidente risposta dei cittadini a non volere essere privati della loro Sovranità.
La vittoria del NO è pertanto l’espressione della volontà popolare di volere continuare ad affermare il Principio di Sovranità sancito nel primo articolo della Costituzione repubblicana.
E’ stata bocciata pertanto una Proposta di Riforma Costituzionale del Governo e non la necessità e il desiderio di aggiornarne l’Ordinamento costituzionale, sia rispetto alle originarie condizioni politiche del dopoguerra che alle specificità e alle esigenze del nostro tempo.
La lezione per il futuro è che una Riforma costituzionale deve essere largamente condivisa affinché un Popolo vi si possa riconoscere, e non deve essere il Governo a proporla, perché il Governo è per sua natura divisivo in quanto frutto di un esito elettorale fra due rappresentanze politiche alternative.
Tra l’altro, dopo il NO al Referendum sulla precedente Riforma Costituzionale promossa da Centro destra, il Partito Democratico aveva asserito nel suo Statuto che in futuro le Riforme costituzionali non dovevano più essere espressione di una maggioranza di governo. L’agire della maggioranza del PD, oltre che contro lo spirito costituzionale, è stato incoerente anche verso i suoi Principi e valori statutari.
Con Bersani, noi Socialisti abbiamo sottoscritto il programma di Legislatura “Italia bene comune”, per cui non siamo stati coerenti nel seguirlo e sostenerlo in alcuni passaggi cruciali delle dinamiche parlamentari.
Come abbiamo potuto consentire che Bersani fosse espulso dalla Commissione parlamentare perché rivendicava il principio di sovranità dei cittadini nella scelta dei propri rappresentanti?
Lo stesso concetto difeso da Chiti al Senato è stato respinto dalla maggioranza del PD.
Solo quando poi si prefigurava la vittoria del NO, si è voluto strumentalmente recuperare sia quanto sostenuto da Bersani che da Chiti. Ma la Legge elettorale non era logico che fosse successiva alla Riforma con una soluzione in armonia col nuovo quadro istituzionale che si configurava con la Riforma??
E’sorto spontaneo il sospetto che dietro alla lotta ingaggiata dal Premier vi fosse il disegno di affermare un accentramento dei poteri verso la sua persona ed il suo Partito. E la personalizzazione della Riforma col Premier ha contribuito ad avvalorare questo sospetto. Ci siamo dimenticati che nella storia della Repubblica il centro destra ha quasi sempre prevalso?? E se una volta superata la sua crisi di leaderschip si riapproprierà del potere, pensiamo che sarà facile toglierlo? Mi spiace che contro questo disegno non ci siamo uniti a Bersani per scongiurarlo. Per fortuna vi ha pensato il popolo italiano. Purtroppo con questo clima di scontro e di divisione sono andati consumati e persi due anni di lavoro del Governo e del Parlamento a danno dell’assiduo impegno che doveva essere dedicato alle tante Aree della crisi economica e del disagio sociale.
Sulla Riforma abbiamo perso una grande occasione: non doveva essere sufficiente proporre un’ASSEMBLEA COSTITUENTE ma battersi per essa come promotori nel Paese come si è fatto per altri Referendum. Non saremmo stati soli in questa battaglia. Per l’Assemblea Costituente sarebbe stato sufficiente mostrare la stessa solerzia che abbiamo dimostrato nel promuovere la raccolta di 100.000 firme per questa Riforma del Governo. Quell’impegno sarebbe stato più utile non solo per Noi ma in particolare per la Costituzione. Spero che sull’iniziativa di un’ASSEMBLEA COSTITUENTE ci sia finalmente la volontà d’impegnarsi seriamente assieme a tutta la Sinistra.
Ma gl’italiani non hanno espresso il loro NO solo sulla Riforma Costituzionale ma anche sulla situazione generale del Disagio sociale rappresentato dai 4 milioni di disoccupati, dai 4 milioni nella soglia di povertà e dai 6 milioni nell’indigenza, da 11 milioni che non hanno le risorse per curarsi, dai livelli di diseguaglianza sociale e delle pari opportunità nella fruizione dei diritti al lavoro, all’istruzione e alla sanità, sulla sottrazione di diritti nel lavoro conquistati a spese di lotte e sacrifici, dal malessere insostenibile delle periferie, senza dimenticare inoltre la rivolta di migliaia di cittadini spogliati dei loro risparmi dalle banche. Da un’indagine demoscopica si rileva che solo gli anziani sopra la fascia dei 60 anni si siano pronunciati a maggioranza per il SI mentre tutte le altre fasce sociali (dipendenti, autonomi, disoccupati, casalinghe, studenti) si sono espresse a maggioranza per il NO. I giovani fino a 35 anni si sono espressi all’ 81% per il NO; inoltre i giovani che lavorano sono più poveri dei loro coetanei del 1995 e dei loro nonni, con inoltre lo spettro di non avere la speranza di una copertura previdenziale.
Se si escludono 3 Regioni per il SI, in tutte le altre Regioni è prevalso il NO con un’accentuazione in quelle meridionali (anche in due Regioni feudi storici del PD come le Marche e l’Umbria ha prevalso il NO. Ha influito anche la valutazione delle misure adottate per i terremotati?? ). A livello territoriale il No è prevalso in tutte le periferie. Questa distribuzione del voto ha portato alcuni analisti a dire che per il SI hanno votato gli anziani e i benestanti. A chi esprimeva il giudizio che gl’italiani hanno votato con la pancia giustamente è stato risposto che erano però di quelli con la pancia vuota. Tutto ciò conduce altri analisti a sostenere che il PD ha perso la sua base sociale per essersene allontanato, preferendo ad essa la frequentazione di quella del Potere che nella sua Galassia viene definito come “Establishment”. Il PD diventa così esso stesso quella Casta che nei proclami vuole contrastare.
Nel 2012, oltre che come socialista, anche come Nonno, avevo accolto la discesa in campo di Renzi con la speranza che fosse protagonista nella realizzazione di un profondo rinnovamento e che, per la sua età, il suo impegno si sarebbe orientato prioritariamente verso le necessità e la creazione di opportunità per la sua generazione e per i ceti sociali più disagiati. In mille giorni del suo Governo, si è realizzato l’aumento di 150 miliardi del debito pubblico, (7 milioni l’ora) che graverà sulle giovani generazioni senza che esso si sia trasformato in investimenti strutturali. Sono rimasto deluso e amareggiato.
Non è l’annuncio del cambiamento ad essere risolutivo, ma la percezione da parte dei cittadini nell’avvertire il grado dei benefici che ne ricavano dai singoli provvedimenti annunciati. Se non si produce questo risultato, il cambiamento annunciato diventa solo Propaganda smentita poi dalle reali condizioni e dalle mancate attese prodotte nella popolazione. Ancora una volta la cruda verità dei numeri consente alla verità di smentire la propaganda.
Il beneficio di una campagna assordante a senso unico nei confronti del Premier, tra cui previsioni terroristiche sul futuro seguente del Paese, non ha avuto l’effetto per evitare l’affermazione del NO, in quanto alla Sua propaganda, inclusi molti bonus elettorali, la maggioranza della gente non crede più. E’ opportuno che Egli non continui nell’errore di continuare a credere e rimanere prigioniero nella sua propaganda e di rincorrere ora vendette, ritorsioni e altre velenose divisioni. L’ex Direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli, che ha votato SI, afferma che se Renzi dice di volere essere un Leader moderno deve fare come Cameron che oltre al Governo ha lasciato la guida del Partito conservatore inglese dopo la sconfitta nella Brexit. Rispetto a passate dichiarazioni, Egli riacquisterà affidabilità confermando, come dice, di non essere legato alla poltrona. Essendo giovane gli consiglia di saltare un giro, di riflettere sui suoi errori e, fortificato dall’esperienza e dalla competenza che maturerà, si ripresenti rigenerato sotto una nuova veste che comporta anche quella di sapere unire, com’è nella tradizione, una Comunità qual è la Sinistra. Per me ha senza dubbio della stoffa: non la faccia logorare e non si metta in condizione di farsi rottamare per incompatibilità con la storia della Sinistra. Ci sono diverse personalità nella Sinistra che in questo momento particolare hanno le qualità e la capacità di svolgere un ruolo di riappacificazione e di unità. Lasci a loro con umiltà questo compito. E’ la sua capitalizzazione per il futuro che io gli auguro di cuore di realizzare nella tradizione e nei valori della Sinistra. E’ l’augurio di un vecchio socialista ancorato ai suoi ideali, che nella vita ha lavorato sempre per la crescita dei giovani e che gli è grato, anche se egli è di cultura democristiana, per avere aderito alla Famiglia del Socialismo europeo. Un consiglio che gli do è di diffidare del servo encomio e che la critica costruttiva aiuta a non sbagliare o a migliorare le decisioni da adottare.
Non si può continuare a tradire o contraddire Principi costituzionali, Statuti di Partito e Culture politiche.
La Sinistra continua ad essere perdente nel suo declino, in quanto essendosi allontanata dal suo ruolo storico di farsi carico delle soluzioni per affrontare le varie forme del disagio sociale, ha consentito che di questo compito se ne siano appropriati i vari Movimenti cosiddetti populisti.
Nel consenso ai 5 Stelle e alla Lega c’è anche la rabbia di un elettorato di Sinistra che non si sente più rappresentato nelle realizzazioni governative della maggioranza del PD, che in alcuni ambiti è pervenuto addirittura a realizzare obiettivi propugnati dal centro destra.
Quando viene a mancare una cultura politica di riferimento non si comprende più come debba essere rappresentato il male o il bene per la Società. La definizione di cultura della Sinistra rimane sempre quella espressa nella sua semplicità da Norberto Bobbio: compito della Sinistra è quello di farsi carico dei più deboli e d’impegnarsi a ridurre le diseguaglianze sociali. Condannato dalla Storia il Comunismo, a rappresentare la Sinistra è rimasto il Socialismo che nella nostra elaborazione degli anni 80, accanto alla definizione di Sinistra di Bobbio, gli abbiamo affiancato quella liberale di Martelli dell’impegno dei socialisti per l’affermazione dei Meriti e dei Bisogni.
Cominciamo già ad intravedere i soliti trasformismi e opportunismi nella salita e discesa dei vari carri politici. Non associamoci a questa pratica. Penso che oltre a varie riflessioni e a una doverosa autocritica, dovremo prendere delle decisioni che determineranno le nostre scelte future per la prossima legislatura. I congressi non si fanno solo per determinare i gruppi dirigenti ma anche per aggiornare le scelte politiche al mutare del quadro politico. Partendo dal ricomporre la nostra unità interna, propongo che venga indetto un Congresso Straordinario Costituente aperto a tutta l’Area della Sinistra nelle sue varie colorazioni ed espressioni riformiste, perché più che alla conservazione del nostro piccolo Partito dobbiamo renderci promotori di una GRANDE ALLEANZA di ALTERNATIVA sociale ed economica ancorata ad un Progetto Socialista per un nuovo Modello di sviluppo.
Con un grande abbraccio a tutti
Je suis socialiste

Scrive Nicola Olanda:
grazie Benvenuto per la mostra
su Nenni

Sulle colonne dell’Avanti, il 2 aprile 2015, rivolgevo a Giorgio Benvenuto, quale nuovo Presidente della Fondazione Nenni, la preghiera di inviare ai Presidenti del Senato e della Camera la richiesta affinché la Fondazione Nenni con il supporto dei parlamentari socialisti potesse allestire una mostra a ricordo di tre padri della Patria come Nenni, Saragat e Pertini che per noi Socialisti assumono un simbolo particolare nella rappresentanza dei nostri valori. Analoga richiesta la ribadivo successivamente a Benvenuto a Faenza in occasione di un Convegno su Nenni.
La richiesta nasceva a seguito dell’avvenuta mostra alla Camera di tre settimane su Togliatti promossa dalla Fondazione Istituto Gramsci, dall’Archivio centrale dello Stato e dall’Archivio storico della Camera dei deputati. Sottolineavo che mentre la Fondazione Gramsci è specificatamente patrimonio culturale del PCI, gli altri due Archivi sono Patrimonio culturale di tutti gli italiani; sarebbe stato quindi sufficiente sostituire alla Fondazione Gramsci la Fondazione Nenni per rivendicare l’esercizio dei nostri diritti di rappresentanza politica nella storia del nostro Paese.
Penso che nessuno dovrebbe negare ai Socialisti di commemorare tre testimoni esemplari, non solo del Socialismo, ma dell’espressione più alta della libertà, alla cui causa questi eroi hanno dedicato la loro vita per affermarne i valori e i diritti democratici contro tutte le forme di dittatura compresa quella sovietica, di cui Togliatti per vari anni è stato un componente nel massimo Organo dei Soviet. Sarebbe anche l’occasione per mettere a confronto un paladino della “ doppia morale comunista ” con tre paladini dell’unica morale della Democrazia riconosciuta universalmente, come quella appunto espressa da questi tre grandi Socialisti.
Ebbene questa richiesta si è ora tradotta in realtà, e dal 18 ottobre al 17 Novembre è stata allestita una Mostra “Pietro Nenni Padre della Patria” presso la Biblioteca del Senato in p.zza della Minerva 38 (vedere locandina sull’Avanti).
Rivolgiamo quindi un grande Ringraziamento a Giorgio Benvenuto e a tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo agognato risultato.
Speriamo che si possa fare altrettanto per Saragat e Pertini.
La Politica è attività di governo della Società tesa a realizzare il bene comune
Nenni, agendo con questa visione, ci ricordava di non rinunciare mai ad affermare il Primato della Politica gestendola come l’arte del possibile, del bene da preferire al meglio e che la Politica “ non si fa né con i sentimenti né con i risentimenti”.
Sappiamo che ancora oggi, quest’ultima affermazione è l’indicazione più difficile da realizzarsi nella Sinistra italiana, ma se pensiamo che l’Alternativa socialista debba diventare il nostro principale obiettivo dobbiamo impegnarci a raccogliere e mettere in pratica il motto di Nenni. Il sentimento che lo ha accompagnato per tutta la vita, nell’evitare le divisioni della classe operaia, fu la causa del crollo del voto socialista a vantaggio di quello comunista con la scelta del Fronte popolare del 1948.
Purtroppo la mancanza di analoghi sentimenti di generosità non hanno guidato i comunisti a sostegno dell’impegno riformista dei socialisti nei governi di centrosinistra di Nenni, di quello del governo a presidenza socialista di Craxi e nella fase di demonizzazione dei socialisti nell’era di “mani pulite”.
È da queste vicende che è nato e permane ancora nell’animo di tanti socialisti il risentimento.
Nenni però, anche dopo quell’amara delusione del Fronte popolare, ci ha suggerito di operare affinché il risentimento non si sostituisca o prevalga sul sentimento rappresentato dall’aspirazione all’unità che non lo ha mai abbandonato. Ora questa aspirazione potrebbe essere anche la nostra in quanto la nostra base sociale è in gran parte la stessa di quella del PD.
Per il futuro occorre continuare a perseguire la realizzazione del grande obiettivo di Nenni dell’Alternativa socialista italiana, iniziando a operare per superare la diaspora socialista, affinchè con una più forte rappresentanza si possa pensare di dare vita col Pd, o con una parte di esso, ad un solo Partito Socialista con un nuovo nome ed un nuovo simbolo (ad esempio Partito del Lavoro). Ciò sarà possibile e facilitato soltanto quando il PD si libererà da alcuni comportamenti ispirati dall’antisocialismo viscerale di alcuni componenti e maturerà la scelta definitiva di assumere nel suo Statuto i valori prevalenti della cultura liberalsocialista di matrice europea.

Nicola Olanda

Nicola Olanda
Lettera aperta al Segretario

Carissimo Riccardo,

Ti chiedo scusa sin dall’inizio se mi dilungherò eccessivamente, ma quando si è prossimi agli 82 anni (fra un mese), si ha il timore di non avere eccessive occasioni per potersi esprimere in futuro.
Ho già provveduto a sottoscrivere la tessera per il 2016 e a dare il mio contributo economico volontario all’Avanti on line. Spero che malgrado le tensioni in corso, nessun compagno si sottragga a questo dovere. Oltre alle idee e alle proposte abbiamo bisogno anche di risorse economiche per sostenerle.
Tre giorni fa ho partecipato all’Assemblea Provinciale per i lavori congressuali. Le presenze non raggiungevano neanche il 25% rispetto a quelle registrate per l’ultimo Congresso di Venezia.
Un’atmosfera di mestizia, di rassegnazione e di delusione era quella che respiravamo.
A livello personale nei tuoi confronti nutro una grande stima per le esperienze che hai condotto positivamente prima come Presidente della Regione Toscana, poi come suo Assessore al Bilancio ed ora come Vice Ministro, nel cui incarico hai condotto felicemente in porto l’importantissimo e delicato capitolo sul Regolamento degli Appalti. Sei maturo e anche meritevole di poter fare il Ministro. Hai anche una grande cultura, e non solo politica, e disponi di una forte capacità di sintesi. A differenza di tanti famosi o importanti compagni che si sono allontanati dalla vita attiva del PSI o addirittura l’hanno abbandonato, dopo averne ricevuto onori e benefici, tu sei ancora operoso nel ruolo di dirigente politico e amministrativo nella compagine socialista. Solo questo grande merito sarebbe sufficiente per avere nei tuoi confronti il massimo rispetto.
Quando tu annunciasti che quello ricevuto a Venezia sarebbe stato l’ultimo incarico come Segretario del PSI,
sperai che tu avresti utilizzato questo ultimo impegno di vertice per lasciare una tua impronta di svolta all’agonizzante Socialismo italiano.
Non è stato così e pertanto mi sono trovato in una posizione critica nei tuoi confronti sul piano politico per l’approvazione con il voto di fiducia alle leggi di Renzi (Italicum, Senato, etc).
Non disconosco la nostra debolezza elettorale ma il nostro atteggiamento non ha espresso adeguatamente i segni dell’autonomia e della vera identità del PSI.
Alle ultime elezioni politiche, con una sofferta rinuncia al nostro simbolo e con un patto siglato a livello di PSE abbiamo aderito alla candidatura di Bersani con il quale abbiamo beneficiato dell’approdo di sei compagni in Parlamento. Era nostro dovere quindi approcciarsi in Parlamento alle posizioni di Bersani anziché appiattirci con dei voti di fiducia su Renzi. L’adesione al PD del nostro Capogruppo di Lello ha rafforzato questa impressione e vanificato i contributi migliorativi di Buemi, Locatelli e Pastorelli di cui alla fine si sono intestati anche i meriti chi nel PD vi aveva posto resistenza.
La gestione del Partito ha lasciato a desiderare, in particolare nella fase finale precedente il Congresso. Probabilmente il tuo impegno come Vice Ministro ne ha condizionato gli esiti.
Pur condividendo alcune argomentazioni della componente di “Area Socialista” reputo un grave errore la loro scelta dell’Aventino, mentre ritengo l’abbandono di Bartolomei una ferita che non ha niente a che vedere con l’intenzione di fare risorgere il PSI. Tanti di noi socialisti assistiamo all’incongruenza tra le dichiarazioni della maggioranza e delle minoranze che esprimono l’intenzione di accrescere le adesioni al PSI e le successive azioni contradditorie quando poi vengono operate per depotenziarne lo spirito unitario e l’elaborazione comunitaria di nuove proposte.
Sono convinto che se la maggioranza avesse promosso e sostenuto un maggior dialogo tra le componenti del PSI e un maggior impegno unitario nella fase preliminare del Congresso, avremmo consentito di non presentarci di fronte all’opinione pubblica con tutte queste lacerazioni. Verrà spontaneo farci giudicare in maniera negativa dall’opinione pubblica e politica. Sarà facile esternare: “i soliti Socialisti!!!!!”
Inoltre spero che non abbiamo scoraggiato o demotivato tanti potenziali socialisti che potevano essere interessati al nostro rilancio.
Un Congresso serve per indicare delle proposte su cui orientare l’attività futura ma anche per fare un Bilancio sull’attività appena conclusa. Penso che una coraggiosa autocritica di questo Bilancio sia basilare per formulare in modo costruttivo il nuovo percorso dell’attività politica del PSI.
Sui temi politici su cui ho avanzato le mie critiche mi sono già espresso partecipando al dibattito sull’Avanti, che è diventato l’unico strumento in cui è possibile dialogare ancora fra Socialisti. Il Direttore Mauro Del Bue, pur essendo indicato dalla Direzione, non vi si appiattisce, e consente senza censure assieme alla sua Redazione, un’ampia e feconda partecipazione e produzione di idee e proposte che purtroppo non vengono adeguatamente recepite dalla Direzione del PSI.
Nell’Assemblea congressuale provinciale avevamo in visione due Documenti: la tua Mozione sulla quale 262 compagni ti candidano alla Segreteria e uno della Sinistra Socialista che al 7 Marzo contava l’adesione di una quarantina di compagni, insufficiente però come numero per presentarsi come Mozione. Pertanto questi compagni per partecipare al Congresso e sentirsi rappresentati hanno dovuto ripiegare nelle vesti di un Documento Integrativo alla tua Mozione congressuale.
Ricordo scissioni e ricomposizioni nel PSI, ma non avrei mai immaginato che un Congresso Socialista potesse caratterizzarsi o svolgersi con un’unica Mozione!!
Conoscendo i contrasti e le spaccature esistenti tra maggioranza e minoranze mi ero proposto d’intervenire nei lavori congressuali con un approccio di ricomposizione dello spirito unitario perduto. Sebbene la realtà non me ne offrisse l’occasione per la mancanza di Mozioni alternative, l’opzione dell’astensione sarebbe stata la più semplice ma, come propostomi, ho fatto prevalere lo spirito di ricomposizione unitario votando la tua Mozione integrata dal Documento della Sinistra.
Di questo Documento Integrativo sarebbe sufficiente la prima parte dedicata alla Democrazia per farne il perno di una Mozione unitaria. Includila come una parte integrante della tua Mozione finale. Spero che terrai conto sia delle sollecitazioni di quel Documento che dell’inserimento di parte di questi compagni della Sinistra Socialista negli Organi nazionali del PSI.
Il fatto che nelle rilevazioni dei sondaggi, non appaia più un’indicazione sul voto socialista, mi fa supporre che ormai siamo su valori inferiori allo 0,5%. Parliamo di volere superare la diaspora socialista e non facciamo altro che alimentarla o impedirla al nostro interno. Siamo diventati i migliori discepoli di Enrico Fermi non cessando mai di dimostrare a tutti di essere i più bravi nella scissione dell’atomo!!
Ritengo che le responsabilità di questa perenne situazione vadano ripartite tra maggioranza e minoranze del Partito. In una Comunità politica il confronto deve essere dialogo e non lotta senza quartiere. La Democrazia necessita anche di decisioni ma il rispetto reciproco deve essere un dovere sia da parte della maggioranza che delle minoranze. Chi viene scelto a presiedere una Comunità Politica, qual è un Partito, ha il compito di rappresentarla e non di comandarla. Ciò non è certo nella tua indole e nella tua formazione, ma cerchiamo di non dare la stessa impressione che si nota nel PD. Gli eserciti si comandano, ma questa regola è imposta dalla necessità di una guerra che si combatte contro un nemico. Non è il caso sia nella vita in un Partito che nella gestione delle responsabilità derivanti dagli’incarichi istituzionali.
Penso di essere in numerosa compagnia nell’avvertire una deriva antidemocratica nella gestione dell’attività politica sia all’interno dei Partiti che nelle Istituzioni.
La nostra è una Democrazia Parlamentare ed Essa si esprime attraqverso i valori fondamentali della nostra Costituzione. Mi riferisco in particolare ai tre unici Poteri costituzionali che Essa prevede: quello Elettivo che proviene dal popolo, il Legislativo che è espresso dal Parlamento in rappresentanza del popolo e quello Esecutivo che deve applicare le Leggi e le volontà espresse democraticamente dai rappresentanti del Popolo in Parlamento.
Da anni si stanno sovvertendo le gerarchie dei Poteri costituzionali, ma mai come ora si sta annullando praticamente quello Elettivo, umiliando quello Legislativo e imponendo su di entrambi quello dell’Esecutivo.
Dire a proposito delle Riforme costituzionali che noi eravamo per un Assemblea Costituente è una formalità se viene contraddetta quando si pone la fiducia a delle Riforme che al loro interno hanno il germe dell’incostituzionalità e nel loro combinato creano un pericoloso accentramento di poteri che non garantiscono più i necessari contrappesi e l’equilibrio tra i vari Ordini di controllo e giurisdizionali dello Stato democratico. Stiamo scivolando, senza reagire come Socialisti, verso una deriva autoritaria.
Se eravamo convinti per l’Assemblea Costituente dovevamo proporci per un Referendum relativo. Non saremmo stati soli nel sostenerlo come non lo fummo quando dovemmo promuovere quelli sui Diritti civili,tra cui il divorzio e l’aborto. Siamo ancora in tempo per renderci protagonisti nell’inserire questa richiesta nel Referendum che si svolgerà ad ottobre.
Nel frattempo, ti comunico che aderirò al Referendum per l’abolizione dell’Italicum e della Riforma del Senato (non perché non sia d’accordo sul superamento del suo doppione rispetto alla Camera ma per il combinato negativo che rappresenta con l’Italicum) e parteciperò all’adesione delle firme promossa dalla CGIL per la Carta dei diritti fondamentali e inviolabili del Lavoro.
Domenica 17 Aprile sarai eletto nuovamente Segretario del PSI. Moltissimi congressisti non potranno andare a votare per il Referendum sulle politiche Ambientali e per una riconversione progressiva dall’utilizzo del fossile verso la produzione di energie alternative. Penso che si poteva evitare anche con uno slittamento del Congresso questa coincidenza con il Referendum, che potrebbe essere interpretata come una forma di adesione all’astensione proclamata da Renzi e contraddetta dai Presidenti della Repubblica e della Corte Costituzionale

Ti esprimo alcune azioni che mi auspico da te per una vera svolta.

1°. Superare l’attuale diaspora sia interna che esterna. Le macerie accumulate dalla rottura con le minoranze non bisogna portarle alla discarica ma ricomporle nel progetto smarrito di una casa comune. I nemici veri sono fuori dal PSI. Sono d’accordo che occorre rinnovare e aggiornare le suppellettili, gli strumenti di lavoro e la qualità degli uomini che vi dovranno operare Ma non esiste solo il Governo nazionale, in cui è senz’altro richiesta e necessaria la presenza socialista, ma questa è anche indispensabile per le tantissime esigenze nelle realtà locali. Sono già così esigue le risorse umane esistenti, per cui non possiamo consentirci di privarci di quei pochi compagni che, malgrado le tante delusioni e amarezze sofferte, continuano a credere nell’ideale socialista e quella passione la vogliono ancora esercitare nei vari livelli delle istituzioni locali.
Oggi, la necessità di una ricomposizione della Diaspora socialista a livello nazionale diventa indispensabile per la sopravvivenza di una forza socialista in Italia.
L’invito di Caldoro a lavorare per l’unità dei Socialisti trova delle condizioni più favorevoli rispetto al naufragio della precedente Costituente. Partiamo subito da dopo il Congresso per questa Nuova Costituente aperta alle Aree laica, socialista, di sinistra liberale e riformista e cattolica progressista.

2°. Rendere evidente la nostra identità e la nostra autonomia nei confronti di Renzi. Alleati si vassalli NO!!
Tempo fa, il giornalista Galli della Loggia disse che il PSI per rilanciarsi aveva bisogno di proporre al Paese poche ma rilevanti Riforme che ne caratterizzassero la sua identità ed il ruolo che la Storia ha affidato al Socialismo. Solo impegnandosi in tal senso il PSI potrebbe tornare ad occupare un ruolo di peso nella Politica sia nazionale che internazionale. È stato ciò che si è verificò con Bettino Craxi quando iniziò la fase di rilancio del PSI con la famosa svolta del Midas.
Continuare a percorrere il tracciato di questi ultimi 20 anni ci ha condotti quasi all’estinzione. Se non abbiamo sufficientemente la volontà, l’unità, la forza e la capacità di tornare ad essere un Partito anche nei numeri, forse sarebbe più propizio svolgere il ruolo di una Fondazione culturale socialista. Non stravolgeremmo la nostra identità e non perderemmo la nostra dignità e, lavorando all’elaborazione di un Progetto liberal socialista adeguato ad un nuovo Modello di sviluppo richiesto dal passaggio dall’era industriale a quello della conoscenza, cercheremmo di far maturare le adesioni sufficienti per ripresentarci di fronte all’elettorato con i mezzi e la struttura adeguata per competere con il nostro simbolo nei confronti delle altre forze politiche. Ma l’abbandono della formula Partito è solo un’estrema ratio!

3°. Penso che il tuo incarico come Vice Ministro non può obiettivamente consentire un tuo impegno totale quale dovrebbe essere quello necessario per il rilancio dell’Azione e della sopravvivenza del PSI.
Ti suggerisco pertanto di nominare un Vice Segretario “Reggente” (sarebbe meglio UNA reggente) che disponga dell’indole e della capacità di motivare e gestire un Lavoro di Gruppo. Nel contempo formuliamo delle Regole di VERA gestione democratica interna che riesca a coinvolgere tutte le componenti del PSI.
Ti ho parlato apertamente, e “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio” ti abbraccio fraternamente.

Nicola Olanda