BLOG
Notizie in breve

Addio a Duilio Repeti, tempra socialista

Si è spento all’età di 92 anni Duilio Repeti, storico socialista livornese stimato e benvoluto da tutti.
Un messaggio di cordoglio è stato inviato via social dal viceministro Riccardo Nencini: “Con Aldo e pochi altri – scrive – ricostruimmo il partito in Toscana dopo il ’92. Conobbi suo padre a Livorno prima di un comizio. Di scoglio ma vero, solido. Lo ricordo così”.
Il socialismo nenniano di Duilio è infatti di famiglia, il padre lo era, come lo è il figlio Aldo, dirigente del Psi labronico.
Impegnato nella Cisl degli autoferrotranvieri, Duilio si è sempre dimostrato un uomo di solidi valori e sani principi.
Il suo corpo è stato cremato e oggi le sue ceneri saranno portate al cimitero di Ardenza.

Scarponi. Nencini: nuova tragedia della strada. Dedicargli maglia rosa

“Un dramma che lascia sgomenti. Una nuova tragedia della strada, questa volta abbattutasi su un grande interprete del ciclismo, Michele Scarponi”. È quanto ha dichiarato il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, non appena appresa la notizia della morte di Michele Scarponi avvenuta stamane in provincia di Ancona. “Diventa ancora più urgente – ha aggiunto Nencini – approvare il provvedimento “Salva ciclisti” che pochi giorni fa abbiamo presentato con il Ministro Lotti”.

Ricordando ancora il ciclista scomparso stamane, Nencini ha aggiunto: “L’Italia perde uno dei protagonisti del prossimo Giro, un atleta che ho conosciuto e apprezzato per la sua serietà e per i suoi successi” ha aggiunto. Un gregario di lusso indispensabile al ‘capitano’ per vincere proprio quando quest’anno, nel centenario del Giro, sarebbe partito con i favori del pronostico.
Chiederò al presidente Di Rocco di dedicare a lui la maglia rosa. La merita più di ogni altro”- ha concluso.

“Hammamet” di Massimiliano Perrotta tradotto in Messico

La Secretaría de Cultura de Jalisco ha pubblicato in Messico il libro “Dramaturgia Italiana Contemporánea”, che contiene la versione italiana e la traduzione spagnola di “Hammamet” di Massimiliano Perrotta.
“Hammamet” è stato il primo dramma a portare in scena la controversa vicenda politica e umana di Bettino Craxi. Scritto con la consulenza storica di Mattia Feltri, ha debuttato in scena a Roma nel 2008 con Roberto Pensa nel ruolo del politico socialista, è stato pubblicato da Sikeliana nel 2010 e nel 2011 ha vinto il Premio Giacomo Matteotti della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Edito nella collana “Colección teatro”, coordinato da Efraín Franco Frías e Luis Miguel López, tradotto da Enrique Vázquez Lozano y Giuseppina Mortola, il volume “Dramaturgia Italiana Contemporánea” è stato realizzato in collaborazione con il Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea. Oltre al dramma di Perrotta sono antologizzati testi di Aquilino, Enrico Bagnato, Duska Bisconti, Angelo Callipo, Maria Letizia Compatangelo, Maura Del Serra, Gennaro Francione, Luciana Luppi, Guglielmo Masetti Zannini, Patrizia Monaco, Liliana Paganini, Luigi Passarelli, Antonio Sapienza, Flavio Sciolè e Angela Villa.

Alla Sindaca Giusi Nicolini il premio Unesco per la pace

“Questo premio è un grande onore per me, per Lampedusa e per i lampedusani. Ma soprattutto è un tributo alla memoria delle tante vittime della tratta di esseri umani nel Mediterraneo”. Così la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini commenta il riconoscimento che la giuria del Premio Houphouet-Boigny per la ricerca della pace dell’Unesco ha attribuito a lei e all’Ong francese SOS Méditerranée “per aver salvato la vita a numerosi rifugiati e migranti e averli accolti con dignità”.

“In un momento in cui c’è chi chiude le frontiere e alza muri parlando di una invasione che non c’è – aggiunge – essere premiati con questa motivazione ci fa sperare in una Europa solidale, dove l’umanità non è sparita. È su questi valori, su questi principi che si fonda l’Europa. Diversamente rischiamo di naufragare anche noi insieme a profughi e migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo”. E ribattendo alle polemiche sollevate da alcune forze politiche dopo la nuova ondata di sbarchi registrata in questi ultimi giorni, Nicolini osserva: “Si preoccupano dei vivi e non dei morti. Parlano del numero di persone che arrivano e ignorano chi non ce l’ha fatta inseguendo il sogno di un futuro migliore. Come si può essere così disumani verso questi nostri fratelli?”. La sindaca ricorda a questo proposito proprio l’invito all’accoglienza lanciato da Papa Bergoglio in occasione della sua prima visita pastorale avvenuta a Lampedusa nel luglio del 2013: “È l’unico che ha le idee veramente chiare. Speriamo che il suo insegnamento illumini anche le menti dei governanti e degli europei che nei prossimi mesi andranno a votare”.

“Dedico questo premio a tutti coloro che il mare non sono riusciti ad attraversarlo perché ci sono rimasti dentro e in questo momento mi sento proprio di dedicarlo a Gabriele del Grande”, ha aggiunto a Radio Rai 1 Giusi Nicolini. “Lui è stato il primo attraverso un sito a contare i morti nel mediterraneo, quando ancora nessuno sapeva che si moriva nel mediterraneo. Adesso è prigioniero in Turchia, pretendo che il governo del nostro paese riporti a casa presto Gabriele”, ha concluso il sindaco di Lampedusa.

Congresso YES. FGS presenta tre risoluzioni

In occasione del congresso della YES (l’organizzazione dei giovani socialisti europei), che si è svolto dal 7 al 9 Aprile a Duisburg in Germania, la Federazione dei Giovani Socialisti ha lavorato duramente e in prima linea, ottenendo alla fine non solo l’elezione unanime di Elisa Gambardella, già vicesegretaria della FGS stessa, al nuovo network “Future of Europe”, ma anche l’approvazione di tre proprie resolutions presentate alla platea congressuale.
Innanzitutto, ricordiamolo, una “resolution” è un documento sintetico, con il quale l’organizzazione che lo approva – in questo caso tutta la YES – prende posizione su un argomento che può essere generale o specifico. La FGS, appunto, ne ha presentate tre: di seguito la loro spiegazione e pubblicazione tradotta.
La prima riguarda quella che si auspica dovrà essere la “globalizzazione dei diritti dei lavoratori”, partendo proprio dall’UE, con la creazione di una Europa sociale. Tale resolution è stata approvata all’unanimità, così come è stata presentata.
“La creazione, l’implementazione e l’allargamento del mercato unico europeo sono sempre stati alcuni dei pilastri dell’Unione europea più importanti. Tutto questo è successo in un contesto internazionale di crescente globalizzazione: il capitalismo è più globale ogni giorno, il mercato richiede sempre più la libertà di circolazione delle merci, dei capitali e delle persone.
Purtroppo abbiamo anche assistito molte volte al fatto che la libertà economica escluda i diritti sociali e dei lavoratori. Le sentenze della Corte europea di Giustizia Viking e Laval (2007), per esempio, sono una prova evidente che la libertà economica è considerata più importante che i diritti dei lavoratori e dei diritti sociali.
Gli sforzi e la lotta (congiunti) dei nostri compagni di Svezia, Finlandia, Lettonia ed Estonia nei casi di cui sopra, sono stati necessari e significativi, ma purtroppo inutili.
Per reagire alla superpotenza della finanza internazionale e del capitalismo, la lotta per i diritti dei lavoratori deve farsi anche europea ed internazionale.
I giovani socialisti europei, insieme alle proprie organizzazioni, partiti socialisti e socialdemocratici, i sindacati nazionali ed europei e le associazioni dei lavoratori, devono condurre questa la lotta per la globalizzazione dei diritti sociali e dei lavoratori.”
La seconda risoluzione riguarda il disarmo dei civili israeliani e palestinesi nei Territori Occupati. Era una risoluzione che voleva essere equilibrata, e che chiedeva il disarmo dei civili come unico mezzo per stabilire il monopolio della forza per l’Autorità Palestinese, passo fondamentale per la creazione di uno Stato o di una qualche forma di autonomia reale e per mettere nelle mani di ognuno le proprie responsabilità. Inoltre il carattere di tale risoluzione era la pragmaticità: un obiettivo pratico e chiaro, il disarmo, senza retorica o polemiche.
“Il monopolio dell’uso della forza fisica è un requisito fondamentale per la costituzione, sussistenza e credibilità di uno stato indipendente. Le forze armate democraticamente controllate e le forze dell’ordine sono l’organizzazione e la dimostrazione di una norma di diritto legittimo.
Insieme con i temi più discussi e osservati, segnaliamo questo monopolio come un obiettivo centrale nel processo di pace tra Israele e Palestina.
La situazione dei palestinesi è nota: non solo la contesa debilitante tra Fatah e Hamas, ma anche troppe bande armate e una diffusione incontrollata di armi tra i civili (inutile contro l’IDF e generalmente utilizzata per mantenere la confusione all’interno della parte palestinese).D’altra parte, Israele non può dormire sonni tranquilli su questo argomento. I coloni in Cisgiordania hanno organizzato una vera e propria forza paramilitare che minaccia l’autorità del governo israeliano.
In questa situazione è impossibile pensare l’applicazione di qualsiasi piano di pace senza incorrere nella risposta armata delle parti scontente dei rispettivi lati.
Per questo motivo la richiesta dei Giovani Socialisti europei per le Nazioni Unite è per pianificare un disarmo condiviso delle popolazioni civili israeliane e palestinesi e la costituzione di regolari dell’esercito e della polizia palestinese”.
Purtroppo due emendamenti, a detta della FGS, hanno snaturato la mozione. Il primo ha cancellato ogni riferimento a gruppi armati di Fatah e di Hamas, che però sono la principale fonte di instabilità e causa prima del mancato monopolio della forza della AP.
Il secondo emendamento ha inserito all’ultima riga la richiesta di ritiro dei coloni dai territori occupati. “Quest’emendamento – secondo la FGS – ha sacrificato l’equilibrio della mozione, che aveva un obiettivo pragmatico ed equidistante, ed inoltre ha inserito un dato molto polemico e poco fattibile: i coloni sono più di mezzo milione, come si ritirano?”.
Alla fine quindi, la FGS non si riconosceva nella risoluzione approvata da congresso, perchè snaturata nel suo equilibrio e nei suoi obiettivi. L’FGS si è astenuta nel voto finale sulla mozione emendata.
La terza e ultima risoluzione è “storica” e riguarda la situazione del Venezuela; da sempre seguita con molto coinvolgimento dalla FGS, che a suo tempo si attivò immediatamente per la scarcerazione del compagno venezuelano Paniz – recluso in maniera ingiusta ed arbitraria dal regime.
E’ la prima volta che i giovani socialisti europei hanno preso una posizione netta sulla situazione venezuelana. In particolare la risoluzione faceva riferimento a due avvenimenti delle ultime settimane: quando il Supremo Tribunal de Justicia ha privato i deputati dell’immunità, e poi ha annullato il potere legislativo del parlamento assumendolo direttamente. Attualmente tali decisioni sono state ritirate in modo confuso, tant’è che non è ancora chiaro quale sia la situazione attuale. In ogni caso la risoluzione si conclude con un appello alla comunità internazionale affinché vigili sul Venezuela e con una dichiarazione di sostegno alle forze democratiche venezuelane.
“I giovani socialisti europei esprimono la loro profonda preoccupazione per l’attuale situazione nella Repubblica Bolivariana del Venezuela. Come se la tragica recessione economica che sta scuotendo il paese non fosse sufficiente, una nuova e preoccupante crisi ha colpito il Venezuela.
Nelle ultime settimane abbiamo assistito al chiaro tentativo del governante PSUV di rafforzare la sua presa sul potere, violando elementari regole democratiche. In primo luogo è stata stracciata l’immunità dal processo dei membri del parlamento, dove le opposizioni detengono una maggioranza schiacciante, quindi il Supremo Tribunal de Justicia ha cercato di annullare l’Assemblea Nazionale e di dare a se stesso tutto il potere legislativo.
Anche se alcune di queste decisioni sono state riviste confusamente e in parte, gli ultimi avvenimenti hanno dimostrato la mancanza di impegno delle forze governative sui principi democratici.

Noi, giovani socialisti europei, stiamo saldamente con le forze democratiche della società venezuelana e domandiamo alla comunità internazionale di fare pressione sul governo del PSUV per preservare la democrazia in Venezuela”.
La risoluzione è passata con un solo voto contrario e qualche astenuto. Tale notizia, inoltre, è stata subito ripresa da “La Voce d’Italia” (https://voce.com.ve/2017/04/10/233306/i-giovani-socialisti-europei-condannano-il-governo-del-presidente-maduro/ ): storica ed autorevole testata della comunità italiana in Venezuela.

“Socialista frocio”. Nencini querela gli insulti omofobi

Immagine-fb-770x350“Come segretario del PSI mi sono preso ogni genere di insulto, perfino del pedofilo, da coloro che, nonostante fuori dal PSI, si dichiarano socialisti. Non ho mai reagito, se non sottolineando la miseria morale di chi mi offendeva e diffamava”. È quanto ha affermato il segretario del Psi Riccardo Nencini riferendosi a offese a lui rivolte apparse nella pagina Facebook ‘socialisti’, dove si descriveva Nencini come ‘il socialista frocio’.
Nencini ha proseguito: “Ieri, tuttavia, in una pagina Facebook gestita dai soliti noti, mi sono preso addirittura del ‘frocio’. A questo reagisco, perché “frocio” non è solo un insulto a me: è una manifestazione di odio in generale contro tutti gli omosessuali. Una pagina che si dichiara “socialista” su cui si ripete l’uso di espressioni omofobe (vi erano da poco comparsi degli attacchi inequivocabili a Cecchi Paone, basati sul suo orientamento sessuale), non ha niente di socialista. Ed è un’offesa a tutti i socialisti”, ha sottolineato. “Il PSI è, oggi come sempre, in prima linea per la difesa dei diritti civili di coloro che vengono spregiati e segnati a dito come ‘diversi’. Per questo, querelo” ha concluso Nencini.

Ilva. Slitta decisione per scegliere la cordata

Il periodo di valutazione delle offerte economiche per l’acquisto di Ilva, che doveva terminare oggi, sarà prolungato “di alcuni giorni”. La decisione finale sul vincitore della gara sarà assunta tra Pasqua e fine aprile, “o addirittura forse ai primi di maggio”.

È necessario prendere più tempo su chi si aggiudicherà l’Ilva, con il suo groviglio di interessi finanziari, legali, strategici e occupazionali, sia legalmente inattaccabile.

Leonardo & Co., advisor dei commissari straordinari di Ilva insieme a Rothschild e Boston Consulting, sta valutando le offerte. La scelta definitiva sul vincitore sarà poi sancita definitivamente con un decreto del ministero per lo Sviluppo Economico.

Le cordate in lizza per il più grande gruppo siderurgico italiano sono due. Am Investco Italy – il tandem composto da ArcelorMittal e il Gruppo Marcegaglia, a cui potrebbe unirsi in caso di assegnazione Intesa San Paolo – ha offerto oltre 1,6 miliardi di euro, più investimenti annunciati per 2,3 miliardi di euro. AcciaItalia (composta, oltre che da Jsw, da Cassa Depositi e Prestiti, Arvedi e Delfin) ha presentato un’offerta inferiore, ma ha promesso investimenti per circa 3 miliardi.

Fonte: Reuters

Minacce a sindaco Cassano: Nencini, gli sono vicino

Il segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini, “appena appresa la notizia dell’ennesima minaccia compiuta contro il sindaco socialista di Cassano all’Ionio, ha immediatamente espresso a Gianni Papasso la propria vicinanza”. “Gianni – afferma Nencini – è ormai da anni oggetto di minacce anonime. Quella di ieri è solo l’ultima intimidazione perpetrata ai danni di Gianni e della sua famiglia. Un avvertimento minaccioso contro un amministratore di valore impegnato quotidianamente in un’opera di trasparenza, portata avanti nell’interesse della comunità che amministra, sempre in prima linea sul fronte della legalità. Sempre in prima linea per il bene comune. Gianni ha la mia fraterna solidarietà e quella di tutti i socialisti”. “Staremo al suo fianco – conclude – nelle battaglie che quotidianamente deve sostenere contro quanti pensano di intimidirlo. Forza Gianni”.

Europa. Maria Pisani eletta a Parigi vice presidente dell’Association des Femmes 

Maria Cristina Pisani, portavoce del PSI,  è stata eletta dall’Assemblee General del 1 aprile a Parigi vice presidente dell’Association des Femmes de l’Euope Meridionale, l’organizzazione internazionale con statuto partecipativo presso il Consiglio d’Europa, che raggruppa personalità importanti di donne, associazioni e piattaforme di associazioni dei Paesi del Sud dell’Unione europea per la promozione dei diritti umani. Accreditata alla Commissione dello Statuto della Donna dell’ONU, quale membro del Consiglio d’amministrazione dell’Alleanza Internazionale delle donne rappresenta l’AIF presso  l’UNESCO. Presso il Consiglio d’Europa è membro della Commissione di Contatto, organo rappresentante la Conferenza delle Organizzazioni Internazionali Non Governative, quarto pilastro del Consiglio d’Europa. E’ pertanto abilitata a presentare ricorsi collettivi in caso di violazione della Carta Sociale europea. Nell’ambito dell’Unione Europea sviluppa azioni di intervento nel quadro del processo  costituente  per la riforma dei Trattati, così come azioni relative ai lavori di redazione o di modifica di strumenti legislativi comunitari e nazionali.

Roma, 2 aprile 2017