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Morte Chávez: dopo di lui è possibile un’altra America?

ChavezLa morte di Hugo Chávez sembra destinata ad aprire scenari nuovi non solo in Venezuela, ma anche nel complesso delle relazioni interne al subcontinente latinoamericano e di quelle con gli Stati Uniti. La situazione interna sarà probabilmente più chiara in tempi brevi. La Costituzione prevede infatti nuove elezioni presidenziali entro un mese. A sfidarsi saranno con ogni probabilità il  vice presidente,  Nicolás Maduro, e il governatore dello Stato di Miranda, Henrique Capriles, il leader dell’opposizione già nettamente sconfitto da Chávez lo scorso ottobre. Maduro, per quanto possono valere i pronostici elettorali, dovrebbe prevalere. Dopo tutto, come successore lo ha designato proprio  Chávez, che nell’ultimo decennio  ha vinto 14 tornate elettorali su 15, con l’unica eccezione del referendum per la riforma costituzionale del 2 dicembre 2007. Ma  anche a   un chavismo senza Chávez è difficile credere. Continua a leggere

Quando l’Italia respinge civiltà e diritto

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per i respingimenti verso  la Libia, precisando che «riportando  i migranti in Libia senza  esaminare i loro casi li ha esposti al rischio di maltrattamenti ed è equivalso ad una espulsione collettiva». La Corte ha quindi accolto il ricorso di 11 somali e 13 eritrei, il cosidetto caso Hirsi Jamaa ed  altri, che erano stati respinti nel 2009.  Si potrebbe dire che è stato condannato il Governo italiano di allora e le sue leggi in materia di immigrazione e di diritto d’asilo – che nessuno ha ancora pensato ad abrogare –  ma che ha vinto quello spirito di civiltà che impronta anche la Costituzione italiana. Continua a leggere

Giro dell’Africa su due ruote

Oltre a rotolare palloni, in Africa gira anche qualche ruota. Si potrebbe  commentare così, dopo la conclusione della Coppa d’Africa di calcio, vinta a sorpresa dallo Zambia, la notizia data dalla Misna, l’agenzia on line dei missionari cattolici, della partenza da Lagos, in Nigeria, dell’Ecowas International Bycicle Tour, un giro ciclistico che attraverserà cinque Paesi dell’Africa occidentale, appunto Nigeria, Benin, Togo, Ghana e Costa d’Avorio. Continua a leggere

Sono solo canzonette? No è Sanremo

 

Ma Sanremo, inteso come festival, lo si subisce o lo si aspetta? Come per tutte le cose che coinvolgono massicciamente i mezzi di comunicazione di massa e quindi il pubblico (discutere se è il contrario è come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina), una risposta univoca non c’è. C’è quella snobistica dei tanti che “io Sanremo non lo vedo neppure, la sera ho di meglio da fare”. C’è quella concreta dei pubblicitari che pagano cifre iperboliche per gli spot che andranno in onda nelle cinque serate del festival (e forse l’unica protesta vera nei confronti di certi compensi iperbolici sarebbe quella di boicottare i prodotti reclamizzati che li rendono possibili, tanto per dimostrare che il mercato non deve essere necessariamente un padrone, ma può essere costretto a ubbidire). C’è quella dei sociologi, c’è quella dei tuttologi (questi non mancano mai). C’è  quella dei linguisti, che da tempo offrono dotte analisi sui cambiamenti semantici intervenuti nei testi di quelle che una volta venivano considerate giustamente per quello che erano, cioè  canzonette. Il che è tutt’altro che limitativo. Continua a leggere

La finanza senza pudore che distrugge l’economia

A volerla buttare sul sarcastico, si potrebbe dire che persino gli squali della finanza cominciano a subire le conseguenze della crisi provocata proprio dalle loro speculazioni. Per esempio, Lloyd Blankfein, l’amministratore delegato di Goldman Sachs, che per il 2011 ha avuto come bonus “solo” 7 milioni di dollari in titoli della banca, in netto calo rispetto ai 12,6 milioni di dollari del 2010. Ne ha dato notizia la Sec, l’ente di controllo della Borsa statunitense, dalle cui comunicazioni  emerge che Blankfein ha ricevuto l’1 febbraio 61.702 azioni di Goldman Sachs, quotate a quella data a 113,45 dollari. Continua a leggere

Il mare mostrum nelle brevi di cronaca

L’anno scorso, il Mediterraneo ha inghiottito più di millecinquecento vite. Più di quelle perdute nel naufragio del Titanic, oltre cinquanta volte di più di quelle travolte dalla vicenda della Costa Concordia. Ma in questo caso, la notizia è finita, con pochissime eccezioni, tra le brevi di cronaca. Perché stavolta si parla di migranti e di profughi, cioè di persone che egoismi e speculazioni politiche da tempo hanno relegato nel novero dei nemici nell’opinione di molti.  Continua a leggere

Australia, una scarpa come trofeo degli aborigeni

Ha suscitato scalpore, in Australia e non solo, l’aggressione subita dal premier labourista  Julia Gillard, costretta da circa duecento aborigeni a una fuga precipitosa da una celebrazione della festa nazionale che ricorre il 26 gennaio, l’Australia Day che ricorda  l’arrivo dei coloni inglesi nel 1788, ma che per gli aborigeni è il luttuoso Invasion Day. Gli aborigeni, armati di pietre e bastoni, hanno assaltato il locale dove si teneva la cerimonia alla quale partecipava anche il leader dell’opposizione, il conservatore Tony Abbott, probabilmentye bersaglio della protesta più ancora di Gillard. Continua a leggere

L’Europa in cerca d’aiuto

Cerca aiuto l’Europa della moneta unica, nella convinzione che contro l’ondata speculativa le proprie forze potrebbero non bastare, soprattutto se non riuscirà a darsi in fretta quelle nuove regole necessarie per mettere le istituzioni e la politica in grado di fronteggiare una finanza internazionale che ha poco a che fare con l’economia reale e che, soprattutto, è del tutto incurante della condizione delle popolazioni. A poche ore dall’incontro tra Monti, Merkel e Sarkozy che oggi a Bruxelles precederà la riunione del Consiglio europeo, e dal quale si attendono ulteriori indicazioni per difendere l’euro e per sostenere la crescita economica europea, ci ha pensato il commissario europeo agli affari economici e monetari, Olli Rehn, a rilasciare dichiarazioni che suonano come una richiesta di aiuto, o meglio di comune presa di coscienza. Secondo  Rehn,  l’azione della Banca centrale europea contro la crisi è stata molto importante, e anche Stati Uniti e Gran Bretagna devono aiutare a costruire una rete di sicurezza contro il possibile aggravarsi della crisi. Continua a leggere

Un quinto dell’umanità senza energia elettrica

Si narra che le ultime parole di Goethe morente siano state “più luce”. Trattandosi di uno dei maggiori scrittori di sempre, si tende ad attribuire a quelle parole un significato morale. Ma forse, il vecchio morente voleva solo dire che nella sua stanza si faceva buio. Oggi, “più luce” per un quinto dell’umanità significa soprattutto più energia elettrica. Una persona su cinque nel mondo, infatti, non ne ha nella sua casa, quando pure ha una casa, e più del doppio, cioè tre miliardi di persone, usano ancora legna, carbone o scarti di animali per cucinare e riscaldarsi. Continua a leggere

Tripoli, bel suol di odio

Il conflitto in Libia non sembra poi tanto finito. Nelle ultime ore, sono di nuovo divampati focolai di guerra a Bani Walid, 170 chilometri da Tripoli, che fu l’ultimo bastione di Gheddafi a cadere nelle mani delle forze del Cnt, il Consiglio nazionale di transizione, appoggiate dai cacciabombardieri della Nato. Ora la città è tornata sotto il controllo degli armati fedeli al vecchio regime, dopo una battaglia contro la Brigata 28 maggio del Cnt che ha lasciato sul terreno cinque morti e una trentina di feriti. Come sempre accade in Libia, più che di contrasti politici bisogna parlare di conflitti tribali. Continua a leggere