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Paolo Cristoni e Graziella Giovannini

Paolo Cristoni e Graziella Giovannini
L’Italia Riformista non si è fermata col Referendum

La risposta sta nelle dichiarazioni di Renzi all’Italia, al popolo, a se stesso e alla sua famiglia. Se Egli vorrà essere un politico serio, oltre che lavoratore senza ombre dovrà comportarsi così: fermezza e conseguente presa d’atto del principio basilare della democrazia, il consenso o il dissenso degli elettori, sempre più attenti e sensibili a partire dagli interessi legittimi, dal loro status sociale (benessere o regressione), fisico (lavoro e convivenza), morale (rapporti di scambio su religione e politica), istituzionale (soggiacere al corpus delle leggi e pretesa di incidere non solo sull’elezione ma sulla gestione del potere pubblico)

Un vecchio comunista mi ha detto: “Ho sognato che Renzi chiama Bersani e lo invita ad unirsi a lui per preparare una legge che ci porti alle elezioni nel 2018”. Poi ha votato no.

Mi sembra una sintesi stringata di ciò che può avvenire nel PD. Ma non basta perché si torni al proporzionale cioè all’inizio della democrazia parlamentare: occorre pensare a uno schema di governo di coalizione chiarito all’inizio e rispettoso nelle persone e nei programmi, in cui i leader veri sia assumano il compito di tradurre la democrazia  entro canoni di efficienza, efficacia  e voglia di promuovere il futuro indirizzando, proponendo, battagliando sulle idee di progresso e di equilibrio sociale.

L’uso del cosiddetto volere “Web” è quanto di più populista, arretrato, preclusivo di ogni miglioramento: li viene fuori ogni bassezza fino all’insulto. Non la ricerca del consenso e dell’interesse generale bensì un indirizzo univoco, una gestione di pochi su tutti gli altri.

L’insulto, la demonizzazione, la contrapposizione permanente dell’uomo pubblico investito di potere è quanto di più squallido la democrazia del tweet mette in evidenza.

E’ su questo punto che la battaglia si sposta dai numeri ai contenuti, non si tratta di venire a patti con queste situazioni, vanno combattute con la strategia delle idee, non ci sono patti con chi insulta, denigra, demonizza.

E’ una mentalità politica partita con tangentopoli, cavalcata da PCI, PDS,DS, PD e fatta propria dal comico che ha trovato in una mini identità come questa, l’insieme del mondo dai “No blog” agli anarchici, alla destra fascista e parte dei grillini e dei leghisti, tutti felici di aver stampato il marchio dell’odio contro Renzi.

L’Italia riformista deve sapere che questo è un prezzo da pagare.

Il centro-sinistra sa che altri pezzi del suo elettorato devono emendarsi da questi difetti e quando la crisi morde, i più indifesi, i più bisognosi, i senza lavoro, i minacciati dal regresso sociale non sono aggregabili nell’immediato alle politiche riformiste ma è su questi strati di popolazioni che si debbono indirizzare politiche e programmi. Così il centro-sinistra del 41% può aprire un varco per andare avanti!

Paolo Cristoni Graziella Giovannini
Segreteria Provinciale PSI Modena