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Psi Treviso

Psi Treviso
Un nuovo percorso

Il periodo della gestione per la sopravvivenza, fermo il ringraziamento per quanti con tenacia hanno garantito la continuità e hanno riportato a una sia pur ridotta rappresentanza in parlamento, va considerato finito.

Abbiamo contribuito a far sopravvivere una comunità e una storia che hanno reso il nostro un Paese civile e moderno, compito arduo poiché per ben 25 anni la sinistra italiana è stata egemonizzata da personaggi che hanno introdotto e imposto prassi e metodi che poco hanno a che fare con i nostri valori e molto con il pasticcio ideologico generato dal post-comunismo. I valori della sinistra riformista sono stati messi all’angolo da giacobinismo, giustizialismo ipocrita, revanscismo, il tutto perfettamente rappresentato dalla demagogia e dell’antiparlamentarismo.

Se vogliamo far fronte a questo stato di cose, in primis partendo dal lessico, dalle modalità che richiede la società globalizzata della comunicazione, dal mutamento dei soggetti sociali a cui rivolgersi e che vogliamo rappresentare, dobbiamo considerare che nonostante gli sforzi di ammodernamento, non siamo in grado di superare limiti di una classe dirigente e di una militanza che rimangono inevitabilmente legati a proposte e a prassi novecentesche che non trovano più riscontro in una società globalizzata.

E’ doveroso prenderne atto e lasciare il compito di tracciare un nuovo percorso alle generazioni che, per loro fortuna, non hanno le sovrastrutture ideologiche che hanno caratterizzato la guerra delle due sinistre italiane, guerra che piaccia o no ai nipotini di Gramsci, Togliatti e Berlinguer, nessuno ha vinto.

Le ultime elezioni, ma non solo, hanno dimostrato che non basta richiamarsi alla storia gloriosa o a proposte formalmente corrette, se poi si addotta un modo di operare superato dai moderni metodi della comunicazione e dal diverso rapporto dei cittadini con la politica

Una forza politica ha bisogno di proposte e contenuti validi, presentati in modo moderno secondo gli schemi della moderna comunicazione, resi visibili da un Leadership in grado di intercettare l’attenzione degli elettori ormai abituati ad un sistema in cui il partito è identificato con il leader.

E’ evidente e i risultati elettorali sono solo l’ennesima conferma, che ne l’attuale PSI come organizzazione, ne gli attuali ed ex dirigenti pronti a contendersi la segreteria, hanno queste caratteristiche e quindi proseguire su questa strada porta alla scomparsa dei socialisti come forza politica organizzata.

Se siamo convinti che nel nostro partito vi siano energie e intelligenze che possono assumersi la responsabilità del cambiamento e che il nostro compito stia nel favorire un passaggio generazionale senza fastidiosi paternalismi, dobbiamo passare attraverso una fase costituente che porti ad una completa riorganizzazione del partito a tutti i livelli, ma innanzitutto che porti alla indicazione di un Leader nazionale e di un gruppo dirigente in grado di riportare il partito al centro del dibattito politico.

Un Leader e un gruppo dirigente che non richiamino ad un immaginario collettivo che ci ha visto negli anni 90 protagonisti per un periodo non felice della storia Italiana e del Socialismo e che ci sdogani da quella parte del nostro passato che ha marchiato in modo indelebile il partito.

Un Leader che proprio perché nuovo e non coinvolto in anni di difficili rapporti tra i Socialisti e da vecchi schemi, possa aggregare tutti quelli che in hanno tenuta alta la bandiera ma soprattutto allargare il consenso a tutte quelle forze che sono interessate ad un socialismo democratico, riformista, moderno e in grado di dare risposte ad una società che cambia..

Un leader in grado di far riprendere al PSI l’immagine di partito che guarda al mondo del lavoro e dei meriti senza trascurare quello dei bisogni. Un partito del lavoro e non della rendita, un partito dei lavoratori e non dell’assistenzialismo clientelare.

A quanti in questi anni hanno ricoperto incarichi a qualunque livello, va chiesto che con un atto di grande generosità si mettano da semplici militanti al servizio del partito per contribuire a far nascere una nuova classe dirigente in grado di riportarlo al ruolo che merita e gli spetta.

Se assieme ai militanti ci riusciremo, sarà uno splendido regalo che abbiamo fatto a noi stessi.

Certo non basta un partito e un Leader, ma occorrono anche proposte in grado di diventare protagoniste del dibattito politico. Ovviamente non tutte le proposte troveranno l’unanime consenso ed a farsi sentire saranno per primi quelli che si sentono toccati nei loro privilegi, ma come Socialisti dobbiamo tornare ad essere protagonisti con argomenti condivisi da gran parte del mondo del lavoro e quindi compresi dal’opinione pubblica e dall’elettorato di cui vogliamo essere i rappresentanti.

Ne elenco alcuni, su cui possiamo subito impegnarci, che potrebbero essere portati subito in Parlamento, che non creano costi aggiuntivi ma solo risparmi da convertire in maggior reddito e servizi per i lavoratori.

PIU’ SOLDI AI LAVORATORI

Detassazione generalizzata e totale dei benefit, del salario erogato in aggiunta al contratto nazionale, dei premi legati alla produttività, degli straordinari, tutto messo direttamente in busta paga dei dipendenti senza intermediari esterni e senza inutili costi aggiuntivi finalizzati a mantenere rendite clientelari attraverso la gestione delle risorse.

MENO REGOLE E PIU’ INCENTIVI PER LE NUOVE ATTIVITA’

Incentivi, infrastrutture, semplificazioni normative e burocratiche, riforma del fisco con semplificazione ed equità del carico fiscale, riforma della giustizia e ogni altro supporto utile a favorire le attività esistenti e la nascita e lo sviluppo di nuove iniziative con particolare riguardo alla nuova imprenditorialità giovanile.

Revisione delle normative sul commercio e in particolare di quelle sui giorni/orari di apertura, il tutto inserito in un quadro di difesa, valorizzazione, sostegno, incentivazione delle attività tradizionali all’interno dei centri abitati e/o storici.

BASTA NORME FATTE PER MANTENERE LE CLIENTELE

Revisione e/o abolizione di norme e regolamenti inutili, create per mantenere burocrazie e clientele, eliminare incombenze e costi inutili a carico di dipendenti, imprenditori, lavoratori autonomi, professionisti, con drastica riduzione di un carico fiscale che penalizza e impedisce lo sviluppo delle attività produttive

FEDERALISMO FISCALE SUBITO BASTA REGOLE DIVERSE PER LE REGIONI

Applicare le stesse regole a tutte le regioni adottando, nei limiti del possibile, quelle delle regioni a statuto speciale e dando attuazione immediata al federalismo fiscale.

Ridare alle regioni il ruolo di organo di programmazione, con attuazione di un vero e completo federalismo e decentramento all’interno delle regioni, con politiche atte a favorire aggregazioni territoriali per la creazione di comuni di maggiori dimensioni e servizi gestiti per bacini di utenza e aree sovracomunali.

LIBERALIZZARE LE PROFESSIONI E I SERVIZI

Liberalizzazione delle professioni con abolizione dei tirocini gratuiti o poco pagati e la trasformazione degli ordini in normali associazioni private. Liberalizzazione di Notai, Farmacie, Parafarmacie, Trasporti, Taxi ecc.

DIFENDERE E SVILUPPARE LA SANITA’ PUBBLICA BASTA VISITE A PAGAMENTO NEGLI OSPEDALI

No ai ticket, no alle code per accedere alle prestazioni, no al finanziamento di strutture private, divieto di doppio lavoro e di attività remunerate al di fuori della struttura in cui lavorano per medici e operatori del servizio sanitario nazionale. Potenziamento dell’offerta di sanità pubblica per renderla autosufficiente e concorrenziale rispetto alle attività private. Applicazione immediata dei costri standard come da regioni virtuose e ripartizione dei finanziamenti sulla base di tale criterio.

PIU’ SCUOLA PUBBLICA COME SERVIZIO PER TUTTI I CITTADINI

Riorganizzazione della scuola sulla base delle esigenze degli utenti, anche come servizio e supporto alle famiglie che lavorano, con apertura e servizi tutto il giorno e tutto l’anno come avviene per tutti gli altri servizi Regolamentazione del diritto di sciopero e assemblea, che va garantito ma regolamentato, come per gli altri servizi di interesse generale, con le ore di aula considerate servizio essenziale.

MAGGIOR EQUITA’ NEL SISTEMA PENSIONISTICO

Ricalcolo delle pensioni di importo elevato con il sistema contributivo distribuendo il risparmio sulle pensioni più basse. Revisione e adeguamento della legge Fornero per un sistema pensionistico con maggior equità

CALCOLO DEI VITALIZI CON IL SISTEMA CONTRIBUTIVO

Tutti i vitalizi e le pensioni derivanti da attività politica e amministrativa calcolati applicando le regole, inclusa l’età, del contributivo, come in vigore per il resto dei cittadini

DARE RISPOSTE ALLA DOMANDA DI SICUREZZA

Occorre dare risposte alla domanda di maggior sicurezza che emerge dal paese, senza proposte demagogiche ma anche senza buonismi vetero ideologici. Occorre sviluppare valori e di idee per gestire la globalizzazione ma anche per dare risposte alle “storture” che essa ha prodotto non soltanto sull’economia reale, ma anche sugli individui e le Comunità.

Ottavio Pasquotti
Segretario provinciale – Treviso – mozione esecutivo regionale 15 maggio 2018