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R. Ru.

Un carissimo saluto
a Oliva e a Carlo

La vita ti mette continuamente alla prova anche con terribili dolori. Quando muore una persona cara è un colpo micidiale perché mette in discussione te stesso e il tuo perimetro sperimentato e consolidato di vita. Se poi ti lascia una persona ancora giovane, in gamba, amata il colpo è fortissimo. Io ho conosciuto solo casualmente e di sfuggita Oliva, ma mi è bastato per apprezzarne la gentilezza, la forza, la sensibilità d’animo.

Tutti a una certa età, purtroppo, abbiamo dovuto fare i conti con la scomparsa di una persona amata. Anch’io, troppo prematuramente, ho perduto mio padre quando ero ancora un ragazzo. È un dolore insopportabile che porto ancora adesso dentro, ti costringe a fare i conti con te stesso, il presente e il futuro.

Con sforzi inauditi si riesce ad andare avanti. Carissimo Carlo, ti sono e ti siamo vicini. Il tuo dolore è anche il nostro. Sei un uomo saldo, fortunatamente. A un certo punto è lo stesso dolore che ti aiuta a riprendere a camminare, le incombenze e le necessità quotidiane fanno il resto. Aiutano tanto gli affetti e tu Carlo, sei amato e stimato da figli, amici e compagni di lavoro. Un carissimo saluto a Oliva e a te.

R.Ru.

Ostia, Raggi ora corteggia le sinistre

virginia raggiDomenica 19 novembre può succedere di tutto al ballottaggio per Ostia e Virginia Raggi si è mobilitata. I seggi elettorati del X municipio di Roma saranno presidiati da ingenti forze della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza.
La tensione è altissima in quella che fino agli anni Sessanta era una tranquilla cittadina balneare alle porte della capitale. Roberto Spada è in carcere a Regina Coeli dopo l’aggressione al giornalista Rai Daniele Piervincenzi e al suo cameraman Edoardo Anselmi. Il torto del giornalista finito col naso rotto era di fare domande troppo insistenti al per niente pacifico Roberto Spada, fratello di Carmine condannato in primo grado a 10 anni di carcere per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.
La lotta alle mafie, dopo il pestaggio, è divenuto il tema centrale del ballottaggio tra Giuliana Di Pillo, M5S, in grande sintonia con la Raggi, e Monica Picca, centro-destra, molto vicina a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Tra le due candidate a presidente del X municipio di Roma la partita è aperta. Al primo turno del 5 novembre Giuliana Di Pillo si è piazzata prima con il 30,21% dei voti, Monica Picca seconda con il 26,68%.
La differenza tra le due candidate non è molta e i cinquestelle potrebbero correre brutte sorprese. Taglierà il traguardo chi conquisterà il 22% dei voti andati al primo turno al Pd e alle sinistre alla sinistra del partito di Matteo Renzi. Raggi sta corteggiando anche gli elettori di sinistra, sta facendo di tutto per conquistare il successo ad Ostia, il municipio già guidato dal Pd e commissariato nel 2015 per mafia.
La sindaca di Roma sabato scorso è andata anche alla manifestazione indetta dalle varie sinistre di Ostia Lido, escluso il Pd, per la lotta alle mafie e al neofascismo. La Raggi, entrata tra qualche polemica nel corteo non molto numeroso (sotto le 2 mila persone), ha assicurato: «Non arretriamo davanti alle mafie». L’ex parroco rosso Franco De Donno, artefice del Laboratorio Civico X, la lista elettorale che ha raccolto l’8,6% dei voti al primo turno, non le ha chiuso la porta in faccia: «La sindaca ha messo il cappello sulla mia iniziativa, ma va bene». La Raggi tesse la sua tela. Nelle trionfali elezioni del 2016 a sindaca della capitale aveva sbaragliato tutti ma ora, dopo quasi un anno e mezzo di navigazione tribolata della sua giunta, potrebbe vincere di misura o addirittura perdere a Ostia. Sarebbe un brutto colpo. Gli avversari interni del M5S, da tempo sul piede di guerra, potrebbero chiedere la sua testa.
Per i cinquestelle è un doppio esame: locale e di natura nazionale. In piccolo si ripete il meccanismo della Sicilia: ma nell’isola le regionali sono state vinte dal centro-destra dopo un testa a testa con i pentastellati. Beppe Grillo finora ha sempre difeso la sindaca, anche se le ha rimproverato “gli errori” nell’amministrazione di Roma che hanno causato un netto calo della sua popolarità, intaccando anche l’immagine del M5S come capace forza di governo a livello nazionale.
C’è da fare i conti anche con l’incognita astensione. Al primo turno su 185.661 cittadini registrati alle urne, hanno votato solo 67.125: quasi i due terzi degli elettori hanno disertato i seggi. Una cifra enorme che potrebbe perfino crescere se aumenterà la sfiducia tra gli elettori. Anche il numero di votanti influirà sulla sfida tra Giuliana Di Pillo e Monica Picca. È un’altra incognita.

R. Ru
Sfoglia Roma

“Facebook ci blocca
per troppa attività”

BLOCCO-FACEBOOK“Azione bloccata”. Facebook è uno strumento di comunicazione digitale tanto potente quanto prepotente. Improvvisamente stamattina mi è comparso sullo schermo del computer questo strano messaggio inviato da Facebook: “Azione bloccata”.

Da mesi mettiamo su alcuni gruppi di Facebook degli articoli di www.sfogliaroma.it, il nostro foglio d’informazione su internet, ma oggi non è stato possibile, l’accesso è stato vietato. Cosa succede? L’avviso semplicemente annuncia: “Ti è stato temporaneamente impedito di iscriverti e pubblicare nei gruppi. La restrizione durerà fino al 15 novembre alle ore 7:49”.  È indicato il periodo di sospensione (“fino al 15 novembre”), è precisato perfino l’orario, compresi ore e minuti fino a quando durerà il blocco (“ore 7:49”). All’inizio non si capisce il perché. Poi c’è un’aggiunta: “Se ritieni di visualizzare questo messaggio per errore, comunicacelo”. Seguita da una precisazione: la pubblicazione è stata bloccata perché un articolo “sembra uno spam”.

Abbiamo subito contestato il blocco e l’errore a Facebook, comunicando che il post era un articolo e non uno spam, tuttavia è stato inutile. La risposta è stata del tutto formale: il post verrà esaminato “nuovamente per verificare se non rispetta i nostri Standard della community e ti invieremo un messaggio qui in Messaggi di assistenza se avremo un aggiornamento”. Poi sono seguite due frasi kafkiane: “Questo blocco non può essere rimosso per alcun motivo”; “Per evitare che ti venga impedito di usare nuovamente la funzionalità, fanne un uso più moderato o interrompi il comportamento in questione (ad es. invia meno messaggi al giorno)”.

In sintesi: 1) la nostra contestazione dell’errore non serve a nulla perché comunque “Questo blocco non può essere rimosso per alcun motivo”; 2) in realtà il motivo del blocco è la grande attività di www.sfogliaroma.it su Facebook (“fanne un uso più moderato…”).

Mi è venuto di pensare alle partire di calcio. Quando un calciatore, fuoriclasse compresi, commette un fallo particolarmente grave si può arrivare all’espulsione e alla sospensione dal gioco per una o più giornate. Ma in questo caso c’è “una sospensione” per oltre una settimana perché l’arbitro (già, qui chi è l’arbitro?) punisce il calciatore non perché commette un fallo ma perché gioca troppo e fa troppi gol. Nel nostro caso non c’è alcun motivo vero di sospensione, non ci sono falli da punire. Un assurdo burocratico alla Franz Kafka.

Facebook è un colosso mondiale dell’industria digitale, è uno dei più grandi e potenti gruppi globali. È un’azienda multinazionale statunitense stimata oltre 500 miliardi di dollari, una cifra enorme, circa 30 volte superiore alla manovra economica decisa dal governo Gentiloni per il 2018. È mai possibile che Facebook appellandosi ai “nostri Standard della community” (Standard con la S maiuscola come il Sistema) mantenga la sospensione del blocco non prendendo atto dell’errore? È mai possibile che Facebook sia una grande isola indipendente autoregolamentata nell’importantissimo regno delle comunicazione web? In Italia ci sono solo la Camera dei Deputati o il Senato ad avere il diritto a delle regole speciali di autogestione (la cosiddetta autodichia) del tutto autonome dalla comune legislazione. Ma i due rami del Parlamento sono espressione della volontà popolare manifestata con le elezioni.

Le stranezze sono tante. L’”Azione bloccata” riguarda solo la possibilità di pubblicare articoli sui gruppi Facebook, ma www.sfogliaroma.it può continuare a lanciare i suoi post sulla sua pagina della rete amministrata dall’azienda statunitense. Un paradosso enorme. È come se l’Enel, all’utente in regola, avesse bloccato la corrente elettrica solo a una parte della casa: nello studio ma non nella cucina!

L’”azione bloccata” da Facebook, anche se solo parzialmente, è un bel danno per il nostro foglio artigianale d’informazione digitale. Da più di sei mesi scriviamo e mandiamo su internet un “taccuino” di notizie e di analisi che sta riscuotendo un notevole successo di lettori. L’informazione, definita preziosa nei solenni proclami, può essere azzoppata in questo modo?

R.Ru.
(Sfogliaroma)