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Insieme, presentati i candidati in Calabria

rosa ambraSi è svolta, lunedì 12 febbraio al municipio di Malvito, la presentazione della candidatura alla “Camera dei Deputati” di Francesca Rosa D’Ambra, amministratrice di Malvito e Vicesegretaria nazionale della FGS.

Durante l’ evento, è intervenuto: Walter Maccari,  Presidente del comitato “Insieme per la Valle dell’Esaro”, che ha definito la Lista Insieme come un gruppo di forze politiche rappresentate dal PSI, dal Partito dei Verdi e dall’Area Civica di chiara matrice prodiana. Inoltre, ha ricordato ai presenti le grandi conquiste del socialismo nel Paese e in Calabria come il potenziamento della sanità pubblica, migliorando di fatto la salute della popolazione; lo statuto dei lavoratori, basata sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori e i trasporti pubblici. Poi è intervenuto Francesco Meringolo membro del consiglio nazionale del PSI, che ha elencato i risultati ottenuti negli ultimi 5 anni di governo: dal biotestamento, all’anticipo pensionistico per i lavori usuranti; ha sottolineato le maggiori risorse alla scuola aggiunti a 180 mila insegnati in più entrati in organico; la legge sui reati ecologici, la reintroduzione del Falso in Bilancio, la legge contro il caporalato e così via.

La manifestazione è continuata con Franz Caruso, Segretario  provinciale del partito, che definisce il termine socialista come la difesa delle classi deboli e degli umili e ha sottolineato come non debbano esistere differenze tra ricchi e poveri.

E’ poi intervenuta, tra gli applausi, la Candidata alla Camera dei Deputati, Francesca Rosa D’Ambra che ha proposto di investire sui giovani e sui beni culturali e di realizzare con forme nuove e adeguate una società piena dei valori di libertà, di giustizia, di progresso e di uguaglianza.

L’ evento si è concluso con l’intervento di Luigi Incarnato candidato del centrosinistra nel collegio uninominale di Castrovillari, già noto per la battaglia condotta in passato sulla Diga dell’Esaro. “La politica è passione – ha continuato Incarnato – e credenza  vuole che significhi impegnarsi a risolvere i problemi della società.”

Un ringraziamento, da parte di tutti i presenti e in particolare da D’Ambra è andato al Sindaco di Malvito Pietro Amatuzzo che portando i suoi saluti ai presenti ha sottolineato l’orgoglio della sua amministrazione nell’avere tra le sue file una consigliere candidata al Parlamento della Repubblica Italiana.

Il Presidente Sandro Pertini soleva dire: “Oggi servono due qualità: l’onestà e il coraggio” e da Malvito possiamo affermare che è venuta fuori l’onesta della classe dirigente socialista e il coraggio di provarci non rinunciando alle proprie idee.

Francesca Chinigò
Comitato “Insieme per i Bacini dello Ionio cosentino

Craxi. Gli smemorati e il decreto di San Valentino

craxi“A proposito di statisti. Il febbraio 1984 non fu un mese qualsiasi. Prima venne varato il decreto di San Valentino, uno dei pilastri della ripresa economica italiana, poi venne rinnovato il Concordato con la chiesa cattolica, il 18 febbraio. Lo ricordo volentieri ai tanti smemorati”
Lo ha dichiarato Riccardo Nencini segretario del Psi e promotore della Lista “Insieme”, candidato nel collegio uninominale del Senato di Arezzo e Siena per il centrosinistra, in un incontro elettorale a Lucca per presentare la lsita ‘Insieme’. Nel momento il cui la polemica politica resta alta ricordare la figura di Craxi è un modo per rammentare che la politica va fatta sulle cose serie e non sulle polemiche quotidiane che restano invece prevalenti nelle cronache di palazzo.

I numeri sono in miglioramento. La ha ricordato anche il premier. “Proprio oggi che i numeri della nostra situazione economica stanno migliorando – ha detto Gentiloni all’inaugurazione dell’anno accademico 2017-18 della scuola dell’arma dei carabinieri – i cittadini hanno diritto a sentirsi più sicuri e grazie a voi possono contare su un impegno per la sicurezza che non ha precedenti”. “Dopo anni di grandi difficoltà economiche stiamo gradualmente mettendo in campo un impegno di cui i cittadini hanno bisogno. Rassicurare il Paese è un compito fondamentale del governo se vogliamo contribuire a una generale ripresa”, aggiunge. Ma ai Cinque stelle non fa comodo parlare di numeri. Preferiscono giocare sul terreno della demagogia e dello scontro perpetuo.

Parlando del dopo elezioni, il segretario del Pd Matteo Renzi, glissando la domanda sul futuro premier, ha parlato dell’ipotesi grande coalizione escludendo in modo assoluto una intesa con la destra estrema. “Guardate la Germania – ha detto il segretario del Pd – al governo stanno insieme Merkel e i socialdemocratici. Berlusconi invece si è messo mani e piedi nelle mani della Lega”. “Quello che conterà il 5 marzo sarà chi arriverà primo come gruppo e quindi o il Pd o M5s. Non potrà essere così per nessun partito della destra, che sta insieme anche se sono divisi su tutto”. Renzi ha sottolineato che il Pd è l’unico partito a presentarsi agli elettori con una ‘squadra’. Parlando poi di lui e Gentiloni, ha affermato: “Dicevano ‘litigheranno’ e invece abbiamo dimostrato che siamo una squadra, che siamo giocatori complementari”. “Di Maio chi ha? Di Maio – ha aggiunto – vuol parlare con Trump e Putin e poi ha paura di parlare con Renzi” nei confronti Tv.  E su Di Maio ha detto ancora di “insopportabile moralismo double face”. “Questa cosa che M5s restituisce 25 milioni viene ripetuta senza ricordare che per una legge fatta dal Pd, ogni anno prendevamo 38 milioni e ora non ne prendiamo alcuno. Io premier prendevo la metà di Luigi Di Maio. Da un anno e mezzo faccio politica senza indennità, rimborsi e senza pesare sulla comunità. Ma mica vengo qui a farmi bello. Se tu ogni giorno vai in tv a vantarti e poi ti beccano con le mani nella marmellata, non devi lamentarti”.
E ancora: Luigi Di Maio “ha una squadra di taroccatori di professione”, “non mi interessa la dinamica interna al M5s, anche io ho avuto a che fare con dei lestofanti nel Pd ma è finita la bandierina che gli altri sono banditi e loro, i Cinquestelle, sono gli unici onesti”.

A mettere in guardia dalle conseguenze economiche di una destra al governo il ministro Carlo Calanda. “La politica economica della Lega è disastrosa” e rischia di portare a “un processo di deindustrializzazione” con una “perdita di posti di lavoro” e “passi indietro nel progresso tecnologico”. La Lega “vuole mettere dazi protezionistici e tasse sulla robotica, vuole cacciare dall’Italia le multinazionali che danno lavoro a 1 milione e 200mila persone, mentre io sono impegnato a farne venire di più – continua Calenda -. Infine, la Lega dichiara che vuole Alitalia pubblica, una frase inaudita se si pensa che l’elettorato della Lega era fatto di artigiani e piccoli imprenditori”.

Buemi: imbroglio elettorale e immigrazione clandestina

ImmigrazioneSecondo l’Agenzia, nel primo mese dell’anno, il numero di persone giunte in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo è raddoppiato rispetto a dicembre 2017. Il numero è sprofondato nei primi 12 giorni di febbraio. “Il numero di migranti arrivati in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale a gennaio è salita a oltre 4.800, il doppio rispetto al mese precedente, quando le attività dei trafficanti erano state colpite dai combattimenti vicini alle aree di partenza e dal cattivo tempo”. A riportare il dato è una nota di Frontex, Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. “Non c’è indicazione di un cambio nella generale tendenza in calo degli arrivi di migranti in Italia iniziata nell’estate 2017″ ha sottolineato Frontex – Il numero dei migranti irregolari arrivati in Italia a dicembre 2017 era stato il più basso in tre anni. I numeri sono lievemente risaliti a gennaio 2018, restando però in linea con i dati di gennaio 2017”.

E sul fenomeno dell’immigrazione interviene in una nota il senatore Enrico Buemi, responsabile Giustizia del Psi e candidato nel collegio uninominale senatoriale di Moncalieri – Pinerolo per la coalizione di centro-sinistra. “Il ripetersi – ha affermato – ormai quotidiano di fatti efferati di cronaca nera, riguardanti omicidi plurimi accompagnati da suicidi in famiglie prevalentemente italiane, in varie parti del Paese, e rapine e violenze gravi perpetrate senza distinguo di età e di condizione sociale, dimostrano, ancorché ce ne fosse la necessità, che in queste tragedie umane attribuire strumentalmente la causa di tali eventi al fenomeno dell’immigrazione clandestina, che pure esiste, è una grossa falsificazione della realtà e un conseguente imbroglio politico-elettorale”.

“Che la capacità di gestione dell’immigrazione da parte delle Istituzioni pubbliche nazionali e locali debba essere migliorata e potenziata nelle sue criticità maggiori, equa distribuzione sui territori e vigilanza sugli incaricati all’accoglienza e al mantenimento, è fuori discussione ma imputare al fenomeno l’insicurezza generale percepita dall’opinione pubblica è frutto della campagna irresponsabile e di forte strumentalizzazione di alcune forze politiche, che spostano sul diverso immigrato colpe che invece sono dentro la nostra realtà nazionale quotidiana e che hanno poco di importato”, ha commentato Buemi. “Esse sono, al contrario, frutto della caduta grave dei valori della convivenza civile e della tolleranza, prima di tutto in famiglia, della perdita di rispetto della vita umana qualsiasi essa sia, del permanere di una cultura del possesso e della prevaricazione dell’uomo sulla donna, vergogna della nostra società nazionale che non ha bisogno di essere attribuita ad altre provenienze esterne ma che purtroppo è atavico comportamento di un certo maschio italiano”, ha aggiunto. “Di fronte a queste tragedie ed efferatezze siamo tuttora impreparati, mancano non solo organici delle forze di polizia e apparati giudiziari in grado di rispondere rapidamente con condanne di comportamenti penalmente rilevanti, ma strutture di monitoraggio e sostegno del disagio sociale, che è diffuso, e strumenti giuridici per una preventiva e tempestiva tutela dell’incolumità delle potenziali vittime. Ho presentato sul tema l’allegato ddl S. 3304 “Disposizioni per il contrasto della violenza di genere, anche perpetrata con l’abuso del processo”

Ema, Sala e Maroni chiedono l’intervento del governo

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Non è ancora finita la vicenda dell’Ema. La Agenzie europea del Farmaco. Il Comune di Milano ha infatti presentato alla Corte di giustizia Ue la richiesta per sospendere il trasferimento dell’Ema da Londra ad Amsterdam. Una richiesta motivata dall’urgenza della situazione e per prevenire un danno grave e irreparabile a una delle parti. È quanto emerge dalla Corte. I tempi di decisione della Corte in questo tipo di procedimento sono di norma molto più rapidi di quelli per le procedure ordinarie.

Sindaco Sala, aspettiamo 12 febbraio, non mollo
“Su Ema io non voglio mollare. Mi pare che ogni giorno aumentano i dubbi sulla proposta olandese. Certamente, lo dico senza rischio di smentita, non sono stati molto corretti lasciando intendere che una soluzione transitoria sarebbe stata sufficiente”: così il sindaco Beppe Sala. A margine di un evento a Milano, ha aggiunto: “Sto sollecitando governo e presidente del Consiglio. Questo non è il momento di lamentarci o frignare, ma di combattere. Ci credo ancora molto. Il primo passaggio ora è la visita della Commissione del 12”.

Intervenga politica
“Maroni ed io stiamo preparando una lettera da mandare a Gentiloni risottolineando il tutto, per ribadire quanto ci teniamo che il Governo e la nostra politica a Bruxelles faccia la sua parte. Io a questo punto sono tranquillo che la sensibilizzazione c’è e che i nostri faranno la nostra parte”. Ha aggiunto il sindaco di Milano precisato che “dal Governo abbiamo avuto la rassicurazione che il tema viene portato in modo significativo a Bruxelles”. “Ora il tema è in prima istanza nelle mani dell’Europarlamento – ha proseguito il sindaco Sala -. Noi facciamo la nostra parte. Vedo molto positivamente che gli europarlamentari italiani di tutti i partiti si stanno battendo per i nostri diritti. Il prossimo passaggio è capire cosa farà l’Europarlamento”.

Maroni,serve decisione politica, anche con Olanda
La lettera su Ema scritta con il sindaco Sala, al premier Paolo Gentiloni “serve per ringraziare il Governo, ma anche per dire che il ricorso va bene ma ci vuole ora un intervento politico per riaprire il tavolo del Consiglio europeo”: così il governatore lombardo, Roberto Maroni. “Chiediamo di attivare un tavolo politico con i 27 e soprattutto con l’Olanda – ha sottolineato -, anche per prevedere una compensazione. Deve esserci una decisione politica: personalmente ritengo difficile che il ricorso venga accolto dalla Corte perché non ci sono state palesi violazioni”.

Obbligo su sede finale solo con ok Autorita’ budget
“L’Ema avrà obbligo contrattuale per la sua sede finale solo sulla base di un’opinione positiva da parte dell’Autorità del budget” (compresi Consiglio e Parlamento europeo). Si legge in una nota del Comitato di gestione dell’Ema, dopo una riunione straordinaria, avvenuta ieri, con le autorità olandesi.

Il 22 febbraio sopralluogo a Amsterdam
Il sopralluogo ad Amsterdam di una delegazione della commissione Ambiente, Salute pubblica e alimentare del Parlamento europeo, per verificare lo stato dell’arte del palazzo che dovrà ospitare l’Ema in via temporanea, e la costruzione dell’edificio definitivo, potrebbe avvenire il 22 febbraio. La data è contenuta nella lettera che il presidente della commissione, la romena Adina-Ioana Valean, ha inviato al leader dell’Eurocamera Antonio Tajani, chiedendo “l’autorizzazione ad inviare otto membri più la presidente nella missione di controllo”.

Insieme è meglio: l’iniziativa della lista ulivista

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“Due piccoli partiti ma di grandi tradizioni si mettono insieme per contrapporsi al declino perché è nei momenti di crisi che nascono le opportunità”. Così ha aperto i lavori della convention di Insieme, Daniele Fichera, consigliere regionale del Psi, aperta oggi Roma. L’iniziativa della lista di ispirazione ulivista lancia così la campagna “Sostenibilità sociale, ambientale e del lavoro in Costituzione”. Sul palco i promotori della Lista Insieme Riccardo Nencini, Angelo Bonelli e Giulio Santagata. Intervento del Prof Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS – Allenza per lo sviluppo sostenibile, Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi Europei, Prof. Efisio Espa, Economista, Esperto di Valutazione delle Politiche Pubbliche, Luana Zanella, coordinatrice dei Verdi.

Fichera introducendo i lavori ha sottolineato che l’esperienza di Insieme “si colloca in campo del centro sinistra che ha garantito la crescita sia nel campo economico che in quello della giustizia sociale che in quello della tutela ambientale. Una esperienza che fa riferimento e che vuole ricordare gli anni dei governi Prodi che seppero evitare la marginalizzazione del nostro Paese. Una proposta politica nazionale che vuole diventare un riferimento permanente per chi non si rassegna. Per questo riproporremo questa esperienza nelle elezioni di Lazio e Lombardia con un riformismo civico, socialista e ambientalista”.

Nel corso dell’iniziativa è stata lanciata la proposta di inserire in Costituzione il principio di sostenibilitá dello sviluppo, come giá fatto ad esempio da Francia e Svizzera e di aderire al Manifesto proposto a tutte le liste dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS). È stato proprio Enrico Giovannini, Portavoce dell’Asvis, a ricordare la necessitá di dotare l’Italia di un’agenda di politiche economiche, sociali ed ambientali che ci riporti sulla rotta della sostenibilitá dello sviluppo, secondo le definizioni dell’Agenda 2030″, sottolineando la necessità di inserire il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione come già hanno fatto molti paesi. Necessitá ripresa anche dagli altri relatori, l’economista Efisio Espa e la co-presidente dei Verdi Europei, Monica Frassoni.

Dopo il consigliere regionale socialista è intervenuto Piero Fassino che si è soffermato sulla particolare difficoltà di queste elezioni per il contesto in cui si svolgono. “Abbiamo alla spalle un decennio di crisi economica e sociale. Con ferite che ancora non si sono rimarginate nonostante stiano arrivando segnali positivi. Ci sono fratture sociali ancora non superate tra chi ha mantenuto le proprie condizioni e chi ha vissuto sulla propria pelle la crisi”. “Partiamo da qui: Trump, Brexit, la vittoria di movimenti estremisti e anti europeisti nascono da questa frattura. Per questo il voto del 4 marzo è importante. Per questo serve una coalizione larga, aperta e inclusiva. C’è la consapevolezza che senza Pd non ci sarebbe centrosinistra ma il centrosinistra è più largo del partito democratico. Siamo a qui anche a rivendicare le esperienze passate di governo: gli ultimi 20 anni quelle migliori sono state quelle del centrosinistra. I governi dell’Uivo e Prodi e quelle di centrosinistra di Letta, Gentiloni e Renzi. Ora il riformismo socialista e ambientalista ci permettono di presentarci in maniera migliore e più forte”.

Bonelli nel suo intervento ha posto una domanda: “Cosa c’entrano i Verdi con Renzi e il Pd? La risposta è nel fatto che le politiche ambientali fatte fino ad oggi non ci hanno convinto. È necessario rivederle. Ma può essere riferimento anche per ora è fuori dal centrosinistra come LeU a cui chiedo se avere Salvini come ministro degli interni non può essere indifferente per chi si dice di sinistra”. “Dobbiamo essere all’altezza della sfida epocale per il futuro e per il mondo che lasceremo alle prossime generazioni. La conversione ecologica non è solo un modo di dire è una cosa sostanziale. A Emma Bonino chiediamo quale è la ragione politica della sua scelta: siamo ancora in tempo per dire più Europa e per un polo laico come alternativa forte all’interno del centrosinistra. Per questo auspico che nei Radicali ci possa essere una riflessione”.

Riccardo Nencini ha parlato di una “lista inclusiva. Non è una lista per la rottamazione. Certo – ha detto con riferimento alla scelta dei Radicali – che rimane aperta la porta. Le nostre sono storie compatibili”. Mentre le storie che si sono unite nella alleanza tra Bonino a Tabacci “è complicato dire che lo siano. Noi continuiamo a presentare un progetto politico aperto perché c’è bisogno anche di quelle storie affinché per permettere al centrosinistra di essere competitivo”. “Di partito a vocazione maggioritaria ve ne è stato uno solo. Era la Dc di De Gasperi del ‘48, ora però è necessario che il Fassino pensiero diventi il Pd pensiero”.

In chiusura, i promotori della lista sono tornati sul messaggio politico di unitá e condivisione del centrosinistra. “Il centrosinistra – hanno concluso i promotori di INSIEME Luana Zanella, Giulio Santagata e Riccardo Nencini – deve agire con determinazione e compattezza per proporre agli italiani un progetto di riduzione delle disuguaglianze e per costruire un’Europa capace di far crescere democrazia e coesione. INSIEME si rivolge a chi ha a cuore la stessa voglia di fare squadra per il bene dell’Italia, perché c’è bisogno di una forza tranquilla, responsabile ma, soprattutto, c’è bisogno di servire l’Italia.”

Angelo Bonelli ha illustrato a nome di INSIEME l’iniziativa per l’inserimento della sostenibilitá sociale, ambientale, economica e del lavoro nella nostra Costituzione.

Questo il testo dell’appello, che verrà adesso aperto alle firme e all’adesione di cittadini, associazioni, sigle e movimenti:

“Poco più di due anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha preso atto che l’attuale modello di sviluppo del mondo non è più sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche della tenuta della struttura sociale ed economica.

Viviamo con il rischio concreto di consegnare alle prossime generazioni un mondo più diseguale e profondamente compromesso sotto il profilo ambientale e delle risorse naturali.

Riportare il pianeta su un sentiero di sostenibilità è un’esigenza improrogabile a cui i governi, la politica, la società civile e le imprese sono chiamate a rispondere.

Per queste ragioni INSIEME lancia una campagna di sottoscrizioni perché priorità della prossima legislatura sia la riforma della Costituzione che introduca il principio di precauzione, della sostenibilità ambientale, dei modelli produttivi e del lavoro.”

“Vogliamo spiegare agli italiani – questo il senso della proposta – che l’unica ricetta per il futuro dell’Italia e dei nostri figli passa attraverso politiche e azioni concrete con obiettivi di crescita misurabili e sostenibili come, ad esempio:

1) il raddoppio in tre anni degli investimenti pubblici procapite in ricerca e formazione (oggi pari a 100 euro) e la creazione di un Fondo, con i 300 milioni del bonus ai 18enni, per assegni di studio ai ragazzi della scuola superiore che li indirizzino verso la formazione tecnico-scientifica;
2) Un nuovo Piano casa, un fondo di mezzo miliardo l’anno per dieci anni per realizzare nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica e dare sostegno ai cittadini che devono affrontare la sopravvenuta impossibilità di pagare l’affitto (per perdita del lavoro o motivi di salute) allargando la platea dei beneficiari
3) Un Patto per il Clima con obiettivi chiari e definiti per attuare gli accordi di Parigi che comprenda, tra le altre cose, 1000 treni per i pendolari, Progressiva eliminazione auto diesel entro il 2035 e benzina 2040, Decontribuzione per i primi tre anni delle nuove assunzioni sui lavori verdi.

Sanità, nuove assunzioni in ASL Roma 1

Medici-sanitàLa fine dell’anno si chiude con una buona notizia sul fronte lavoro. Venerdì pomeriggio nel Salone del Commendatore della ASL Roma 1 ad essere firmati, alla presenza della Direzione Aziendale della ASL, sono stati 43 contratti che segnano un nuovo inizio per altrettanto personale sanitario. Si tratta di un momento importante per tutti i professionisti coinvolti, tra assunzioni e stabilizzazioni. Scendendo nel dettaglio sono 24 infermieri, 10 tecnici (neurofisiopatologia e radiologia) e di 9 dirigenti medici impegnati in attività diverse: si passa dalla veterinaria alla medicina interna, farmacia, gastroenterologia, ostetricia e ginecologia, ortopedia e traumatologia, psichiatria. Il processo di stabilizzazione arriva dopo un lungo periodo di stasi, parliamo di 10 anni, caratterizzati dal blocco del turnover legato alle difficoltà economiche che il Lazio ha attraversato negli anni passati. Un aspetto, questo, sottolineato anche in una lettera del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, consegnata ai dipendenti. “Si conclude una lunga fase di incertezza e sacrifici – scrive il Governatore -. Finalmente dopo anni poniamo fine ad una condizione inaccettabile di lavoro precariato, grazie ad un contratto a tempo indeterminato che restituisce ad ognuno di voi meritate prospettive di serenità”, continua. “La vostra stabilizzazione, attraverso la procedura concorsuale, non è soltanto il riconoscimento di un diritto, ma anche una condizione fondamentale per far funzionare meglio l’organismo della sanità regionale – e conclude -. La diffusione del lavoro precario ha ostacolato lo sviluppo della sanità del Lazio, ha spinto altrove tantissimi operatori, ha disgregato équipe sanitarie e mortificato competenze. Ora quella stagione si chiude”.

PASSA LA MANOVRA

aula camera

La Camera ha dato il via libera finale alla manovra con 270 voti favorevoli, 172 voti contrari, 5 astenuti. Il disegno di legge torna ora, in terza e ultima lettura, all’esame del Senato. Soddisfatto il premier, Paolo Gentiloni, che su twitter commenta: “La Camera approva la manovra. Incentivi per assumere giovani. Sostegno alle imprese che innovano. Anticipo della pensione per alcune categorie. Risorse per i contratti pubblici. E niente nuove tasse. Grazie a deputate e deputati. Ora al Senato”. L’artefice della manovra, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan parla di una aggiunge: “il Parlamento migliora la manovra sul sentiero stretto: incentivi assunzioni giovani, più soldi per ricerca e industria 4.0, risorse per scuola e rinnovo contratti P.a, fatturazione elettronica, stop aumento Iva. Favorirà una crescita inclusiva”.

Favorevole il voto dei socialisti illustrato in Aula da Oreste Pastorelli. “Dalle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio – afferma il deputato Psi nel corso della dichiarazione di voto – emerge in modo chiaro l’obiettivo del provvedimento: tutela dei livelli occupazionali e delle filiere produttive, salvaguardia delle fasce sociali più deboli, dell’ambiente e della ricerca”. “Ci preme evidenziare – prosegue Pastorelli – le norme che aumentano di 76 milioni di euro il contributo in favore delle province e delle città metropolitane per il finanziamento delle funzioni fondamentali o quelle concernenti la facoltà per gli stessi enti di assumere personale a tempo indeterminato. In tema di messa in sicurezza dei territori, invece, sono da sottolineare gli investimenti nella manutenzione della rete viaria provinciale garantiti da un nostro emendamento approvato: 1 miliardo e 800 milioni in sei anni per assicurare le strade che attraversano il Paese. Esprimiamo soddisfazione anche per l’approvazione della nostra proposta di modifica in merito agli interventi di demolizione delle opere abusive. Saranno infatti erogati ai comuni contributi importati per tutelare l’ambiente, il paesaggio e far rispettare le regole a chi costruisce in maniera fraudolenta. Bene anche la possibilità, riconosciuta da un emendamento da noi presentato e sottoscritto, che sarà data alle concessionarie autostradali di affidare il 40% dei lavori a società in-house. Con questo intervento siamo riusciti a salvare migliaia di posti di lavoro. Merita poi particolare attenzione – conclude – la stabilizzazione dei ricercatori precari. Il consolidamento di professionisti giovani e competenti lo riteniamo fondamentale sia in termini di giustizia sociale che ai fini della prosecuzione delle attività di ricerca di alto livello in Italia”.

Dall’opposizione non mancano le critiche. In particolare quella di essere una manovra elettorale vista la vicinanza ormai ristretta allo scioglimento delle Camere. Da Forza Italia Giorgetti parla di una legge piena “di favori per ottenere consensi in campagna elettorale. Anche dagli ex Pd giudizio fortemente negativo. Un giudizio più di opportunità e di strategia di chi gioca allo sfascio seguendo la regola del tanto peggio tanto meglio, che di merito: “Ci eravamo illusi che il nuovo corso del governo con Gentiloni aprisse nuove prospettive, ma il governo sta rendendo fragile anche la democrazia picconando alcuni principi. Diritti civili e diritti sociali, il tema della rappresentanza e quella della vita sociale delle persone, devono essere il pilastro” dice Francesco Laforgia, capogruppo di Mdp a Montecitorio ed esponente di Liberi e Uguali.

La legge di bilancio “non ha nulla di preelettorale” ma “dà sicurezza al Paese, dà investimenti pubblici, si impegna sugli enti locali”, ribatte il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato. La legge di Bilancio, aggiunge, “si colloca sulla linea di questa legislatura: il Pil scendeva quando si è insediato il governo Renzi e ora cresce, la disoccupazione scende e abbiamo raggiunto il tasso massimo di occupazione femminile nella nostra storia. Abbiamo fatto interventi sul fronte della povertà, abbiamo fatto diminuire la pressione fiscale su imprese e cittadini, abbiamo abolito imposte e diminuito altre e raggiunto il miglior risultato di sempre sull’evasione fiscale”.

Confesercenti, parla di “manovra d’attesa” che fa “slittare una buona parte delle questioni economiche poste dalle imprese alla prossima legislatura e alla legge di bilancio del prossimo anno”. Per la Cna invece la manovra di Bilancio per il 2018 “porta in dote agli artigiani e alle piccole imprese molte conferme attese, relative al sostegno degli investimenti, ma non affronta il nodo cruciale della elevata pressione fiscale sulle imprese”. Allo stesso tempo esprime soddisfazione per la riconferma delle agevolazioni per gli investimenti collegati al piano Impresa 4.0, del bonus per le ristrutturazioni e gli interventi di efficienza energetica e per il fatto che sia stato reso strutturale lo sgravio contributivo per i giovani assunti con contratto a tempo indeterminato.

AVANTI PIANO

Bandiera gb ueLondra e Bruxelles sono più vicine a un accordo sulla prima fase del negoziato per la Brexit. Lo conferma il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, dicendosi “incoraggiato dai progressi” fatti e riferendo che l’accordo sul confine irlandese, il “costo del divorzio” e i diritti dei cittadini è “sempre più vicino”. Infatti dopo le ultime concessioni di Theresa May sull’Irlanda del Nord, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha detto che UE e Regno Unito sono “più vicini” a un accordo che permetta al Vertice di dicembre di dire che ci sono progressi sufficienti per passare alla seconda fase dei negoziati.

Tusk ha spiegato di aver avuto una conversazione telefonica con il premier irlandese, Leo Varadkar, sui progressi nei negoziati Brexit sulla questione della frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord. In vista del Vertice europeo del 14 e 15 dicembre “siamo più vicini a progressi sufficienti”, ha scritto Tusk sul suo account Twitter. Secondo diverse indiscrezioni, il premier britannico, Theresa May, avrebbe concesso uno status speciale per l’Irlanda del Nord per evitare il ritorno di una frontiera fisica con un “allineamento” in termini di regolamentazione al mercato unico e all’unione doganale dell’Ue.

Il governo britannico però non ha intenzione di accettare per l’Irlanda del Nord “un allineamento” post Brexit alla normativa Ue che si traduca di fatto in una permanenza nel mercato unico e nell’unione doganale: soluzione che garantirebbe i confini aperti alle merci con Dublino, ma rischierebbe di creare una barriera con il resto del Regno. Lo afferma alla Bbc una fonte del Dup, il partito unionista nordirlandese il cui sostegno è vitale per garantire la maggioranza al gabinetto di Theresa May.

La formulazione, ha riferito un funzionario di alto livello al Financial Times, verrebbe incontro alle preoccupazioni di Dublino riguardo al ripristino di barriere fisiche lungo il confine tra le due Irlande e non ha trovato opposizione da parte di Londra. L’accordo è stato concluso pochi minuti prima che la premier britannica Theresa May incontrasse il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker per un colloquio cruciale per il proseguimento dei negoziati per la Brexit.

La notizia ha anche spinto in alto la sterlina, che era apparsa debole sulle borse asiatiche e nelle prime contrattazioni in Europa. La sterlina infatti si rafforza e viaggia a 1,3506 dollari dopo aver toccato un massimo di seduta a 1,3539 dollari e si apprezza a 87,66 pence per euro, rivedendo i livelli di fine ottobre.

Redazione Avanti!

 Zimbabwe: Mugabe non molla, torna l’ex vice

mugabeLo Zimbabwe attende con il fiato sospeso la decisione del presidente Robert Mugabe che, bloccato nel suo palazzo, si rifiuta di cedere la guida di un Paese che regge da 38 anni. Nelle ultime ore sono finiti agli arresti domiciliari anche altri uomini del suo entourage e intanto e’ rientrato nel Paese, secondo una fonte a lui vicina, il suo ex vicepresidente Emmerson Mnangagwa, la cui defenestrazione aveva provocato l’intervento dell’esercito.

I militari, che negano di aver fatto un colpo di Stato, hanno assicurato che vi sono stati “progressi significativi” per trovare una soluzione alla crisi e hanno dato notizie di nuove epurazioni all’interno del partito di governo, Zanu-PF. “Abbiamo catturato molti criminali, mentre altri sono ancora in fuga”, ha fatto sapere l’esercito in una dichiarazione pubblicata dal quotidiano di stato The Herald, ora controllato dai militari. “Al momento stiamo discutendo con il Comandante in Capo (Robert Mugabe) e vi informeremo del risultato di queste discussioni il prima possibile”, ha aggiunto. Il 93enne presidente, che rimane agli arresti domiciliari, e alti esponenti delle forze armate dello Zimbabwe hanno avuto una riunione giovedi’ presso la sede della Presidenza, con la mediazione di un sacerdote e un inviato del governo sudafricano.

Alla presenza del capo dell’esercito, il generale Constantino Chiwenga, Mugabe, 93 anni di cui 37 al potere, ha rifiutato le dimissioni. Secondo i media locali, l’esercito cerca l’allontanamento dal potere di Mugabe, anche se non necessariamente subito. Mugabe e’ riluttante a dimettersi, secondo le stesse fonti, e vuole garantita l’immunita’ per lui e la First Lady, Grace. Giovedi’ sarebbe rientrato in patria l’ex vicepresidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, la cui espulsione aveva messo in moto l’esercito contro Mugabe. Tra le ipotesi sul tappeto c’e’ che il presidente si dimetta e ceda il potere a Mnangagwa oppure resti in carica fino al congresso del partito a dicembre o fino alle elezioni nel 2018.

Ius soli in Senato dopo
la legge di bilancio

Ius soli-Iorio-Psi

Il disegno di legge sullo ius soli potrebbe arrivare in Senato subito dopo il via libera alla legge di Bilancio, per essere approvato in via definitiva entro questa legislatura. È stata Anna Finocchiaro, ministro per i Rapporti con il parlamento, a rilanciare l‘ipotesi, parlando a margine della presentazione di un libro sul tema dello ius soli a Palazzo Madama: “Certo che è possibile…”, ha risposto a chi le chiedeva se fosse realistico portare il testo in aula prima dello scioglimento delle Camere.

Il Senato sta al momento discutendo la manovra, che dovrebbe essere approvata in prima lettura alla fine di novembre. Lo ius soli potrebbe approdare a Palazzo Madama “nelle tre settimane tra l‘approvazione della legge di bilancio e la pausa natalizia”, dice un senatore del Partito democratico, che non esclude che il governo ponga la questione di fiducia sul provvedimento.

Le nuove norme sulla cittadinanza, che riguardano i nati entro i confini anche da genitori stranieri, sono passate alla Camera a ottobre 2015, anche grazie al sostegno di Alternativa popolare. Il partito di Angelino Alfano, a fine settembre, ha però annunciato il suo no al via libera definitivo in Senato per motivi di opportunità
Il mancato appoggio da parte di Ap potrebbe però essere compensato dal voto favorevole di Mdp, Sinistra italiana e di Ala, il gruppo di Denis Verdini.