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Siria, scintille fra Trump e Macron. Il caso Israele

France Bastille Day celebrations

Gli Usa smentiscono il presidente francese, Emmanuel Macron, sui tempi della missione in Siria, mentre una fonte israeliana conferma alla stampa di aver attaccato «per la prima volta obiettivi iraniani» nel Paese mediorientale. Gli ispettori dell’Opac arrivati a Duma non hanno ancora avuto accesso alle zone del presunto attacco chimico del 7 aprile.

Intanto, nella riunione all’Aja nel quartier generale dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, prosegue lo scontro tra i Paesi occidentali e la Russia. È atteso oggi il varo di nuove sanzioni Usa contro la Russia per «il sostegno a Bashar Assad». Mosca ribatte colpo su colpo ma auspica la ripresa di un «dialogo» con gli Usa.

Ieri in una lunga intervista televisiva, Macron aveva rivelato di «aver convinto gli Usa a restare» in Siria fino «alla fine del lavoro» ma la replica della Casa Bianca non si è fatta attendere: «La missione non è cambiata» e il presidente Donald Trump vuole che i soldati americani «rientrino appena possibile».

Intanto un funzionario militare israeliano ha parlato con il New York Times: «Per la prima volta abbiamo attaccato obiettivi iraniani, comprese strutture militari e soldati» in Siria. Si tratta del raid sulla base aerea T-4 vicino a Palmira, nel centro della Siria, avvenuto dopo che l’Iran ha lanciato a febbraio un drone carico di esplosivi nello spazio aereo israeliano. Secondo quanto riferito, l’attacco ha preso di mira l’intero programma di droni iraniano presente nella base. I media iraniani hanno riferito di almeno 7 vittime tra i suoi soldati, su un totale di 14 morti provocati dal raid. L’incidente del drone è stato «la prima volta che abbiamo visto l’Iran fare qualcosa contro Israele e non per delega», ha detto il funzionario, secondo cui quell’attacco «ha aperto una nuova era» di scontri tra Israele e Iran.

È in corso all’Aja l’incontro straordinario dell’Opac sul presunto attacco chimico del 7 aprile a Duma, nella periferia di Damasco, che ha innescato poi l’azione militare di Washington, Londra e Parigi, nella notte tra sabato e domenica. «Il regime siriano e la Russia non permettono agli ispettori di raggiungere Duma», ha denunciato la rappresentanza britannica. «Sono bloccati a causa dell’attacco condotto sabato scorso», ha risposto il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov.

Mosca respinge ogni responsabilità, «conferma» il suo impegno per garantire la sicurezza della missione” e garantisce di «non interferire» nel lavoro dell’Opac ma accusa Usa, Francia e Gran Bretagna di aver voluto «minare la credibilità» della missione degli ispettori con i raid dello scorso week end. L’ambasciatore statunitense all’Opac, Kenneth D. Ward, si è detto «preoccupato che la Russia abbia manomesso il sito» dell’attacco e che Mosca «sia stata coinvolta» dal regime. Ieri Washington ha annunciato nuove sanzioni contro la Russia proprio per aver appoggiato il regime di Damasco.

Il presidente americano, Donald Trump, in Siria si aspetta che i partner regionali e gli alleati degli Stati Uniti «si assumano una maggiore responsabilità sia militare sia finanziaria, per mettere in sicurezza la regione»: lo ha detto in una dichiarazione diffusa nella notte italiana la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders.

La stessa Sanders ha aggiunto che «il presidente Trump è stato chiaro affermando che vuole un ritorno a casa delle forze americane in Siria», in qualche modo replicando al presidente francese Macron, che in un’intervista tv aveva detto di avere «convinto Trump a rimanere in Siria a lungo».

La portavoce della Casa Bianca non ha mai citato Macron, ma è apparso chiaro che la dichiarazione diffusa alla stampa nasconda una certa “irritazione” di Trump verso le parole del “collega” francese: «La missione Usa in Siria non è cambiata – ha detto la Sanders – e il presidente è stato chiaro che vuole un ritorno a casa delle truppe Usa il più presto possibile»; la portavoce ha aggiunto anche che gli Stati Uniti «sono determinati ad annientare l’Isis e a creare le condizioni per impedire un suo ritorno».

Macron, in un’intervista in diretta al canale francese Bfm Tv, aveva detto: «Dieci giorni fa il presidente Trump ha detto che gli Stati Uniti intendevano disimpegnarsi dalla Siria. Noi l’abbiamo convinto che era necessario rimanere a lungo. E l’abbiamo anche convinto che bisognava limitare gli attacchi con armi chimiche, mentre c’era un’escalation tramite una serie di tweet che non vi saranno sfuggiti…». Alla fine di marzo, Trump in un comizio in Ohio a proposito della Siria aveva detto che «usciremo molto presto da lì: lasciamo che siano altri a occuparsene ora, in Siria ci sono circa 2mila soldati americani.

I PRESIDENTI

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Eletti i presidenti delle due Camere. Alla guida della Camera siederà Roberto Fico, esponente del Movimento Cinque Stelle e finora presidente della commissione di Vigilanza Rai. Maria Elisabetta Alberti Casellati di Forza Italia è stata invece eletta presidenti del Senato. La XVIII legislatura, dopo giorni (e notti) di strappi e liti tra i vincitori delle elezioni, può iniziare.

“Sono emozionato a rivolgermi a tutti voi e a tutti i cittadini, grazie per la fiducia per l’incarico di alta responsabilità, è un onore che omaggerò con imparzialità”. Così il neo presidente della Camera Roberto Fico.  “Desidero innanzitutto rivolgere il saluto mio e di quest’Aula al presidente Mattarella, garante degli equilibri e dei valori costituzionali, valori che per essere affermati nella nostra Costituzione hanno richiesto il sacrifico di tanti uomini e tante donne.” Afferma Fico ricordando nell’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, “il sacrifico nella lotta al nazifascismo”.

 “La Legislatura parte male, chi ha vinto non ha dato prova di essere all’altezza” è stato il commento a caldo del reggente del Pd, Maurizio Martina, parlando con i cronisti a Montecitorio. “Noi – ha aggiunto – ci aspettavamo che il M5S e la Lega, che avevano avanzato un’apertura, fossero coerenti e invece la loro coerenza si è fermata a ieri. Tutto è cambiato, entrambi hanno fatto i loro congressi sulle istituzioni”. “Critichiamo innanzitutto il metodo – aggiunge -. Noi abbiamo proposto un confronto su figure di garanzia e i nostri candidati lo sono mentre non partecipiamo a una discussione piegata su logiche interne e su spartizioni. Sono loro che hanno cambiato lo schema di gioco”

“E intanto la rivoluzione a 5 stelle – aggiunge Ettore Rosato – comincia con un bell’accordo con Berlusconi su presidenze Camere. Dovevano cambiare il mondo e la politica e invece ecco qui. Eppure qualche settimana fa avrebbero urlato: ‘vergogna! Inciucio sulle poltrone!”

Sale la povertà. Bankitalia: una persona su 4 a rischio

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In Italia quasi una persona su 4 era a rischio povertà nel 2016. Secondo l’indagine di Bankitalia sui bilanci delle famiglie la quota di individui con un reddito equivalente inferiore al 60% di quello mediano (che individua il rischio di povertà ed era pari a circa 830 euro mensili nel 2016) è salita al massimo storico del 23% dal 19,6% del 2006. Nel caso degli immigrati l’incidenza di questa condizione è salita dal 34% al 55%, e una crescita notevole del rischio povertà si è avuta anche al nord (dall’8,3% al 15%).

Un quadro inquietante quello dipinto da Bankitalia che fotografa un Paese dove le diseguaglianze sono in costante aumento. L’indagine di Bankitalia rileva infatti che l’indice Gini del reddito equivalente, una misura sintetica di disuguaglianza che varia tra 0 e 1, è salito al 33,5% (33% nel 2014 e 32% nel 2006), un livello simile a quello della seconda metà degli anni novanta. La crescita della disuguaglianza si è accompagnata quindi all’ulteriore aumento della fetta di individui a rischio povertà. In particolare, gli economisti di Bankitalia spiegano che l’incidenza di questa condizione è più elevata tra le famiglie con capofamiglia più giovane (per quelli fino ai 35 anni, ad esempio, si passa dal 22,6% del 2006 al 29,7% nel 2016 mentre per quelli tra i 35 e i 45 anni dal 18,9% al 30,3%), meno istruito, nato all’estero e per le famiglie residenti nel Mezzogiorno. In quest’ultimo caso, la situazione non è molto peggiorata ma resta comunque critica: nel 2016 era infatti a rischio povertà il 39,4% degli individui con capofamiglia residente al Sud (39,5% nel 2006).

Nei dieci anni precedenti, seguiti alla crisi finanziaria globale, il livello della disuguaglianza, misurato dall’indice di Gini, è aumentato di 1,5 punti percentuali riportandosi in prossimità dei livelli toccati alla fine degli anni novanta del secolo scorso (34,3%); per effetto della prolungata caduta dei redditi familiari, il rischio di povertà è più elevato rispetto a quel periodo, ma inferiore per i nuclei il cui capofamiglia ha più di 65 anni o è pensionato.

Un quadro che preoccupa la Coldiretti che lancia un allarme sull’eventuale aumento Iva in caso scattino le clausole di salvaguardia previste nella passata manovra finanziaria. “L’aumento dell’Iva colpirebbe anche beni di prima necessità con effetti drammatici sui redditi delle famiglie più bisognose e sull’andamento dei consumi in settori come quello alimentare che è determinante per sostenere la ripresa in atto” afferma la Coldiretti.

SVILUPPO E COESIONE

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“Oggi il Cipe ha deliberato 200 milioni per il fondo per il contrasto alle delocalizzazioni e 850 milioni per i contratti di sviluppo: 1 miliardo e 50 milioni per gestire i processi di reindustrializzazione, transizioni e crisi industriali. La politica industriale di sviluppo rappresentata da Impresa 4.0, dal piano straordinario Made in Italy e dalla Sen, viene ora affiancata da una politica industriale di protezione per i lavoratori e le aziende spiazzate da innovazione tecnologica e globalizzazione”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Il Cipe, che si è riunito questa mattina a Palazzo Chigi, ha ripartito circa 4,3 miliardi di investimenti su settori strategici del fondo per lo sviluppo e la coesione.

La riunione del Cipe, l’ultima prima delle elezioni è stata presieduta dal presidente del consiglio Gentiloni e ad ha assunto, ha detto il premier in apertura dei lavori, “decisioni molto rilevanti” sulle “infrastrutture”, il cui rilancio è “fondamentale per i nostri investimenti”, sui fondi per la cultura e il turismo, “con un’attenzione particolare alle Regioni Meridionali”, sui “piani operativi per l’ambiente”. “Sottolineerei – ha aggiunto – anche l’importanza delle decisioni sul tema dei fondi per contrastare le delocalizzazioni industriali”.

Il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti ha definito i progetti approvati dal Cipe “di grande rilievo”. “Quelli ambientali e infrastrutturali come, per esempio, il potenziamento del Piano di rimozione dell’amianto, la manutenzione di invasi e impianti idrici, la statale 106 Jonica, la 372 Telesina, il Porto di Ravenna, il nodo ferrostradale di Casalecchio di Reno, la sicurezza ferroviaria. Quelli – ha detto ancora – per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, come gli interventi di rigenerazione urbana dei centri storici di quattro città del Mezzogiorno, che si aggiungono al piano nazionale per le periferie e a quello per le aree urbane degradate, ai quali si collegano anche interventi in materia di impianti sportivi per le periferie”.

De Vincenti ricorda infine, tra i progetti che oggi hanno avuto il via libera, il rifinanziamento dei contratti di sviluppo per gli investimenti delle aziende in aree di crisi; il varo del Fondo per il contrasto ai fenomeni di delocalizzazione; il sostegno della strategia nazionale di innovazione nel campo delle scienze della vita e quello alla Regione Piemonte per il Parco della Salute.

“Gli interventi di oggi – conclude il Ministro – attuano le indicazioni fornite dalla Cabina di regia Governo-Regioni-Comuni che fanno del Fondo sviluppo e coesione, rafforzato con l’ultima Legge di bilancio, uno strumento fondamentale per la crescita economica di tutto il Paese”.

In tutto 59 interventi, tra i quali 360 mln per i centri storici di Napoli, Palermo, Cosenza e Taranto, 10 mln per la buffer zone di Pompei, 32 mln per Ostia antica, 20 mln per il litorale domizio, 135 mln per audiovisivo e imprese creative, 55 mln per il turismo sostenibile. Così ha detto Franceschini, “Sale a oltre 4,2 miliardi di euro il valore dei cantieri della cultura”. Il ministro della Cultura non si lascia sfuggire l’occasione per lanciare una puntura di spillo a Salvini: “Salvini che si occupa di cultura è come Erode che si occupa di asili”. “Peccato – ha aggiunto il ministro della cultura replicando agli annunci del segretario della Lega – che per 5 anni la Lega in Parlamento abbia mostrato il più totale disinteresse per tutte le riforme, dal cinema ai musei, lo spettacolo, l’art bonus che abbiamo approvato”. E l’interesse di Salvini, aggiunge, “arriva nel giorno in cui abbiamo deliberato al Cipe 740 milioni per i beni culturali, superando i 4 Mld nella legislatura. E avevamo trovato 37 milioni di euro in tutto”.

Un impegno rilevante che il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio commenta positivamente, sottolineando il valore dei “nuovi investimenti approvati, completamento delle opere e nella messa in sicurezza del territorio e del patrimonio infrastrutturale esistente, con attenzione ai progetti pronti e importanti per la vita delle città e dei territori”.

Ci sono stanziamenti per 934,4 milioni per la messa in sicurezza delle strade, connessioni ferroviarie, rinnovo materiale rotabile, porti, dighe, ciclovie. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti precisa inoltre che al Mezzogiorno vanno risorse per 711,8 milioni, al Centro Nord per 225,5.

Redazione Avanti!

Il M5S presenta i nomi. È Bufera su Fioramonti

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“Le parole di Enrico Letta sono importanti. Come PD e centrosinistra andiamo avanti con impegno per un’Italia più forte e più giusta”. Cosi’ il vicesegretario del Partito Democratico, Maurizio Martina, a margine di un’iniziativa elettorale a Narni, in Umbria commenta le parole dell’ex premier Enrico Letta che si è augurato che dal voto del 4 marzo “Paolo Gentiloni ne esca rafforzato con la coalizione che lo sostiene”.

“Evidentemente – ha aggiunto Martina – Luigi Di Maio ci teme. Noi, il PD, siamo la squadra più forte per affrontare davvero i problemi del paese senza fare solo facile propaganda come i nostri avversari. Abbiamo competenze e persone che insieme fanno una squadra di livello europeo”. Intanto è bufera sul Movimento 5 stelle. Lorenzo Fioramonti, tra i primi nomi annunciati da Luigi Di Maio che faranno parte della futura squadra di governo in caso di vittoria, finisce nell’occhio del ciclone con l’accusa di essere anti Israele. Dure le critiche del Pd, di Forza Italia e delle comunità ebraiche italiane, che si dicono “indignate”.

“Non ho mai sostenuto e non sostengo tutt’oggi, ovviamente, alcun boicottaggio nei confronti di Israele”, si difende Fioramonti. “Ed è davvero triste che qualcuno prenda a pretesto un tema così delicato, come il conflitto israelo-palestinese, per muovere attacchi contro la mia persona e contro Luigi Di Maio, arrivando persino a parlare di antisemitismo”. Insomma, conclude, “tutto quel che sta accadendo è surreale”. Anche Luigi Di Maio, intercettato a Montecitorio, risponde che si tratta di una “notizia falsa”. A sollevare il ‘caso’ è il Pd Emanuele Fiano, che si rivolge al candidato premier pentastellato chiedendogli se sia a conoscenza del fatto che il docente dell’università di Pretoria, indicato quale futuro titolare del dicastero dello Sviluppo economico, “applica il boicottaggio di Israele”. Fiano ricorda inoltre che Fioramonti “si rifiutò di incontrare l’Ambasciatore di Israele. Pagine ebraiche 24, il quotidiano dell’ebraismo italiano, edito dalle Comunità ebraiche italiane, parla senza mezzi termini di “sdegno”. Si legge sul sito on line: “Ha destato inquietudine e indignazione nel mondo ebraico italiano la notizia della candidatura a ministro dell’Industria da parte del Movimento Cinque Stelle – in un eventuale governo con Luigi Di Maio premier – di Lorenzo Fioramonti, docente di economia contraddistintosi in passato per aver sostenuto la campagna d’odio e boicottaggio contro Israele. Fioramonti è arrivato persino a rifiutare di partecipare a un evento in Sudafrica, dove insegna, perché era prevista la presenza dell’ambasciatore israeliano in Sudafrica Arthur Lenk”. Una bella squadra in linea con le posizioni assunte nel tempo dal Movimento”, osserva il Pd Ernesto Carbone. “Siamo di fronte a una vicenda grave, pericolosa e soprattutto che testimonia un atteggiamento antisemita, inaccettabile. Di Maio chiarisca o dobbiamo pensare che sotto sotto è d’accordo con Fioramonti?”, chiede Stefano Esposito dei dem.

Mentre si allunga la lista dei fanta-ministri dell’ipotetico governo a pentastellato continua la gara tra Lega e 5 Stelle a chi prenderà più voti e farà il presidente del Consiglio. “Di Maio – ha detto il leader della Lega Salvini – è simpatico, può presentare la lista dei ministri che vuole a caso ma tutti i numeri dicono che vincerà il centrodestra. Si metta l’anima in pace”.

Insieme, presentati i candidati in Calabria

rosa ambraSi è svolta, lunedì 12 febbraio al municipio di Malvito, la presentazione della candidatura alla “Camera dei Deputati” di Francesca Rosa D’Ambra, amministratrice di Malvito e Vicesegretaria nazionale della FGS.

Durante l’ evento, è intervenuto: Walter Maccari,  Presidente del comitato “Insieme per la Valle dell’Esaro”, che ha definito la Lista Insieme come un gruppo di forze politiche rappresentate dal PSI, dal Partito dei Verdi e dall’Area Civica di chiara matrice prodiana. Inoltre, ha ricordato ai presenti le grandi conquiste del socialismo nel Paese e in Calabria come il potenziamento della sanità pubblica, migliorando di fatto la salute della popolazione; lo statuto dei lavoratori, basata sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori e i trasporti pubblici. Poi è intervenuto Francesco Meringolo membro del consiglio nazionale del PSI, che ha elencato i risultati ottenuti negli ultimi 5 anni di governo: dal biotestamento, all’anticipo pensionistico per i lavori usuranti; ha sottolineato le maggiori risorse alla scuola aggiunti a 180 mila insegnati in più entrati in organico; la legge sui reati ecologici, la reintroduzione del Falso in Bilancio, la legge contro il caporalato e così via.

La manifestazione è continuata con Franz Caruso, Segretario  provinciale del partito, che definisce il termine socialista come la difesa delle classi deboli e degli umili e ha sottolineato come non debbano esistere differenze tra ricchi e poveri.

E’ poi intervenuta, tra gli applausi, la Candidata alla Camera dei Deputati, Francesca Rosa D’Ambra che ha proposto di investire sui giovani e sui beni culturali e di realizzare con forme nuove e adeguate una società piena dei valori di libertà, di giustizia, di progresso e di uguaglianza.

L’ evento si è concluso con l’intervento di Luigi Incarnato candidato del centrosinistra nel collegio uninominale di Castrovillari, già noto per la battaglia condotta in passato sulla Diga dell’Esaro. “La politica è passione – ha continuato Incarnato – e credenza  vuole che significhi impegnarsi a risolvere i problemi della società.”

Un ringraziamento, da parte di tutti i presenti e in particolare da D’Ambra è andato al Sindaco di Malvito Pietro Amatuzzo che portando i suoi saluti ai presenti ha sottolineato l’orgoglio della sua amministrazione nell’avere tra le sue file una consigliere candidata al Parlamento della Repubblica Italiana.

Il Presidente Sandro Pertini soleva dire: “Oggi servono due qualità: l’onestà e il coraggio” e da Malvito possiamo affermare che è venuta fuori l’onesta della classe dirigente socialista e il coraggio di provarci non rinunciando alle proprie idee.

Francesca Chinigò
Comitato “Insieme per i Bacini dello Ionio cosentino

Craxi. Gli smemorati e il decreto di San Valentino

craxi“A proposito di statisti. Il febbraio 1984 non fu un mese qualsiasi. Prima venne varato il decreto di San Valentino, uno dei pilastri della ripresa economica italiana, poi venne rinnovato il Concordato con la chiesa cattolica, il 18 febbraio. Lo ricordo volentieri ai tanti smemorati”
Lo ha dichiarato Riccardo Nencini segretario del Psi e promotore della Lista “Insieme”, candidato nel collegio uninominale del Senato di Arezzo e Siena per il centrosinistra, in un incontro elettorale a Lucca per presentare la lsita ‘Insieme’. Nel momento il cui la polemica politica resta alta ricordare la figura di Craxi è un modo per rammentare che la politica va fatta sulle cose serie e non sulle polemiche quotidiane che restano invece prevalenti nelle cronache di palazzo.

I numeri sono in miglioramento. La ha ricordato anche il premier. “Proprio oggi che i numeri della nostra situazione economica stanno migliorando – ha detto Gentiloni all’inaugurazione dell’anno accademico 2017-18 della scuola dell’arma dei carabinieri – i cittadini hanno diritto a sentirsi più sicuri e grazie a voi possono contare su un impegno per la sicurezza che non ha precedenti”. “Dopo anni di grandi difficoltà economiche stiamo gradualmente mettendo in campo un impegno di cui i cittadini hanno bisogno. Rassicurare il Paese è un compito fondamentale del governo se vogliamo contribuire a una generale ripresa”, aggiunge. Ma ai Cinque stelle non fa comodo parlare di numeri. Preferiscono giocare sul terreno della demagogia e dello scontro perpetuo.

Parlando del dopo elezioni, il segretario del Pd Matteo Renzi, glissando la domanda sul futuro premier, ha parlato dell’ipotesi grande coalizione escludendo in modo assoluto una intesa con la destra estrema. “Guardate la Germania – ha detto il segretario del Pd – al governo stanno insieme Merkel e i socialdemocratici. Berlusconi invece si è messo mani e piedi nelle mani della Lega”. “Quello che conterà il 5 marzo sarà chi arriverà primo come gruppo e quindi o il Pd o M5s. Non potrà essere così per nessun partito della destra, che sta insieme anche se sono divisi su tutto”. Renzi ha sottolineato che il Pd è l’unico partito a presentarsi agli elettori con una ‘squadra’. Parlando poi di lui e Gentiloni, ha affermato: “Dicevano ‘litigheranno’ e invece abbiamo dimostrato che siamo una squadra, che siamo giocatori complementari”. “Di Maio chi ha? Di Maio – ha aggiunto – vuol parlare con Trump e Putin e poi ha paura di parlare con Renzi” nei confronti Tv.  E su Di Maio ha detto ancora di “insopportabile moralismo double face”. “Questa cosa che M5s restituisce 25 milioni viene ripetuta senza ricordare che per una legge fatta dal Pd, ogni anno prendevamo 38 milioni e ora non ne prendiamo alcuno. Io premier prendevo la metà di Luigi Di Maio. Da un anno e mezzo faccio politica senza indennità, rimborsi e senza pesare sulla comunità. Ma mica vengo qui a farmi bello. Se tu ogni giorno vai in tv a vantarti e poi ti beccano con le mani nella marmellata, non devi lamentarti”.
E ancora: Luigi Di Maio “ha una squadra di taroccatori di professione”, “non mi interessa la dinamica interna al M5s, anche io ho avuto a che fare con dei lestofanti nel Pd ma è finita la bandierina che gli altri sono banditi e loro, i Cinquestelle, sono gli unici onesti”.

A mettere in guardia dalle conseguenze economiche di una destra al governo il ministro Carlo Calanda. “La politica economica della Lega è disastrosa” e rischia di portare a “un processo di deindustrializzazione” con una “perdita di posti di lavoro” e “passi indietro nel progresso tecnologico”. La Lega “vuole mettere dazi protezionistici e tasse sulla robotica, vuole cacciare dall’Italia le multinazionali che danno lavoro a 1 milione e 200mila persone, mentre io sono impegnato a farne venire di più – continua Calenda -. Infine, la Lega dichiara che vuole Alitalia pubblica, una frase inaudita se si pensa che l’elettorato della Lega era fatto di artigiani e piccoli imprenditori”.

Buemi: imbroglio elettorale e immigrazione clandestina

ImmigrazioneSecondo l’Agenzia, nel primo mese dell’anno, il numero di persone giunte in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo è raddoppiato rispetto a dicembre 2017. Il numero è sprofondato nei primi 12 giorni di febbraio. “Il numero di migranti arrivati in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale a gennaio è salita a oltre 4.800, il doppio rispetto al mese precedente, quando le attività dei trafficanti erano state colpite dai combattimenti vicini alle aree di partenza e dal cattivo tempo”. A riportare il dato è una nota di Frontex, Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. “Non c’è indicazione di un cambio nella generale tendenza in calo degli arrivi di migranti in Italia iniziata nell’estate 2017″ ha sottolineato Frontex – Il numero dei migranti irregolari arrivati in Italia a dicembre 2017 era stato il più basso in tre anni. I numeri sono lievemente risaliti a gennaio 2018, restando però in linea con i dati di gennaio 2017”.

E sul fenomeno dell’immigrazione interviene in una nota il senatore Enrico Buemi, responsabile Giustizia del Psi e candidato nel collegio uninominale senatoriale di Moncalieri – Pinerolo per la coalizione di centro-sinistra. “Il ripetersi – ha affermato – ormai quotidiano di fatti efferati di cronaca nera, riguardanti omicidi plurimi accompagnati da suicidi in famiglie prevalentemente italiane, in varie parti del Paese, e rapine e violenze gravi perpetrate senza distinguo di età e di condizione sociale, dimostrano, ancorché ce ne fosse la necessità, che in queste tragedie umane attribuire strumentalmente la causa di tali eventi al fenomeno dell’immigrazione clandestina, che pure esiste, è una grossa falsificazione della realtà e un conseguente imbroglio politico-elettorale”.

“Che la capacità di gestione dell’immigrazione da parte delle Istituzioni pubbliche nazionali e locali debba essere migliorata e potenziata nelle sue criticità maggiori, equa distribuzione sui territori e vigilanza sugli incaricati all’accoglienza e al mantenimento, è fuori discussione ma imputare al fenomeno l’insicurezza generale percepita dall’opinione pubblica è frutto della campagna irresponsabile e di forte strumentalizzazione di alcune forze politiche, che spostano sul diverso immigrato colpe che invece sono dentro la nostra realtà nazionale quotidiana e che hanno poco di importato”, ha commentato Buemi. “Esse sono, al contrario, frutto della caduta grave dei valori della convivenza civile e della tolleranza, prima di tutto in famiglia, della perdita di rispetto della vita umana qualsiasi essa sia, del permanere di una cultura del possesso e della prevaricazione dell’uomo sulla donna, vergogna della nostra società nazionale che non ha bisogno di essere attribuita ad altre provenienze esterne ma che purtroppo è atavico comportamento di un certo maschio italiano”, ha aggiunto. “Di fronte a queste tragedie ed efferatezze siamo tuttora impreparati, mancano non solo organici delle forze di polizia e apparati giudiziari in grado di rispondere rapidamente con condanne di comportamenti penalmente rilevanti, ma strutture di monitoraggio e sostegno del disagio sociale, che è diffuso, e strumenti giuridici per una preventiva e tempestiva tutela dell’incolumità delle potenziali vittime. Ho presentato sul tema l’allegato ddl S. 3304 “Disposizioni per il contrasto della violenza di genere, anche perpetrata con l’abuso del processo”

Ema, Sala e Maroni chiedono l’intervento del governo

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Non è ancora finita la vicenda dell’Ema. La Agenzie europea del Farmaco. Il Comune di Milano ha infatti presentato alla Corte di giustizia Ue la richiesta per sospendere il trasferimento dell’Ema da Londra ad Amsterdam. Una richiesta motivata dall’urgenza della situazione e per prevenire un danno grave e irreparabile a una delle parti. È quanto emerge dalla Corte. I tempi di decisione della Corte in questo tipo di procedimento sono di norma molto più rapidi di quelli per le procedure ordinarie.

Sindaco Sala, aspettiamo 12 febbraio, non mollo
“Su Ema io non voglio mollare. Mi pare che ogni giorno aumentano i dubbi sulla proposta olandese. Certamente, lo dico senza rischio di smentita, non sono stati molto corretti lasciando intendere che una soluzione transitoria sarebbe stata sufficiente”: così il sindaco Beppe Sala. A margine di un evento a Milano, ha aggiunto: “Sto sollecitando governo e presidente del Consiglio. Questo non è il momento di lamentarci o frignare, ma di combattere. Ci credo ancora molto. Il primo passaggio ora è la visita della Commissione del 12”.

Intervenga politica
“Maroni ed io stiamo preparando una lettera da mandare a Gentiloni risottolineando il tutto, per ribadire quanto ci teniamo che il Governo e la nostra politica a Bruxelles faccia la sua parte. Io a questo punto sono tranquillo che la sensibilizzazione c’è e che i nostri faranno la nostra parte”. Ha aggiunto il sindaco di Milano precisato che “dal Governo abbiamo avuto la rassicurazione che il tema viene portato in modo significativo a Bruxelles”. “Ora il tema è in prima istanza nelle mani dell’Europarlamento – ha proseguito il sindaco Sala -. Noi facciamo la nostra parte. Vedo molto positivamente che gli europarlamentari italiani di tutti i partiti si stanno battendo per i nostri diritti. Il prossimo passaggio è capire cosa farà l’Europarlamento”.

Maroni,serve decisione politica, anche con Olanda
La lettera su Ema scritta con il sindaco Sala, al premier Paolo Gentiloni “serve per ringraziare il Governo, ma anche per dire che il ricorso va bene ma ci vuole ora un intervento politico per riaprire il tavolo del Consiglio europeo”: così il governatore lombardo, Roberto Maroni. “Chiediamo di attivare un tavolo politico con i 27 e soprattutto con l’Olanda – ha sottolineato -, anche per prevedere una compensazione. Deve esserci una decisione politica: personalmente ritengo difficile che il ricorso venga accolto dalla Corte perché non ci sono state palesi violazioni”.

Obbligo su sede finale solo con ok Autorita’ budget
“L’Ema avrà obbligo contrattuale per la sua sede finale solo sulla base di un’opinione positiva da parte dell’Autorità del budget” (compresi Consiglio e Parlamento europeo). Si legge in una nota del Comitato di gestione dell’Ema, dopo una riunione straordinaria, avvenuta ieri, con le autorità olandesi.

Il 22 febbraio sopralluogo a Amsterdam
Il sopralluogo ad Amsterdam di una delegazione della commissione Ambiente, Salute pubblica e alimentare del Parlamento europeo, per verificare lo stato dell’arte del palazzo che dovrà ospitare l’Ema in via temporanea, e la costruzione dell’edificio definitivo, potrebbe avvenire il 22 febbraio. La data è contenuta nella lettera che il presidente della commissione, la romena Adina-Ioana Valean, ha inviato al leader dell’Eurocamera Antonio Tajani, chiedendo “l’autorizzazione ad inviare otto membri più la presidente nella missione di controllo”.

Insieme è meglio: l’iniziativa della lista ulivista

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“Due piccoli partiti ma di grandi tradizioni si mettono insieme per contrapporsi al declino perché è nei momenti di crisi che nascono le opportunità”. Così ha aperto i lavori della convention di Insieme, Daniele Fichera, consigliere regionale del Psi, aperta oggi Roma. L’iniziativa della lista di ispirazione ulivista lancia così la campagna “Sostenibilità sociale, ambientale e del lavoro in Costituzione”. Sul palco i promotori della Lista Insieme Riccardo Nencini, Angelo Bonelli e Giulio Santagata. Intervento del Prof Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS – Allenza per lo sviluppo sostenibile, Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi Europei, Prof. Efisio Espa, Economista, Esperto di Valutazione delle Politiche Pubbliche, Luana Zanella, coordinatrice dei Verdi.

Fichera introducendo i lavori ha sottolineato che l’esperienza di Insieme “si colloca in campo del centro sinistra che ha garantito la crescita sia nel campo economico che in quello della giustizia sociale che in quello della tutela ambientale. Una esperienza che fa riferimento e che vuole ricordare gli anni dei governi Prodi che seppero evitare la marginalizzazione del nostro Paese. Una proposta politica nazionale che vuole diventare un riferimento permanente per chi non si rassegna. Per questo riproporremo questa esperienza nelle elezioni di Lazio e Lombardia con un riformismo civico, socialista e ambientalista”.

Nel corso dell’iniziativa è stata lanciata la proposta di inserire in Costituzione il principio di sostenibilitá dello sviluppo, come giá fatto ad esempio da Francia e Svizzera e di aderire al Manifesto proposto a tutte le liste dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS). È stato proprio Enrico Giovannini, Portavoce dell’Asvis, a ricordare la necessitá di dotare l’Italia di un’agenda di politiche economiche, sociali ed ambientali che ci riporti sulla rotta della sostenibilitá dello sviluppo, secondo le definizioni dell’Agenda 2030″, sottolineando la necessità di inserire il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione come già hanno fatto molti paesi. Necessitá ripresa anche dagli altri relatori, l’economista Efisio Espa e la co-presidente dei Verdi Europei, Monica Frassoni.

Dopo il consigliere regionale socialista è intervenuto Piero Fassino che si è soffermato sulla particolare difficoltà di queste elezioni per il contesto in cui si svolgono. “Abbiamo alla spalle un decennio di crisi economica e sociale. Con ferite che ancora non si sono rimarginate nonostante stiano arrivando segnali positivi. Ci sono fratture sociali ancora non superate tra chi ha mantenuto le proprie condizioni e chi ha vissuto sulla propria pelle la crisi”. “Partiamo da qui: Trump, Brexit, la vittoria di movimenti estremisti e anti europeisti nascono da questa frattura. Per questo il voto del 4 marzo è importante. Per questo serve una coalizione larga, aperta e inclusiva. C’è la consapevolezza che senza Pd non ci sarebbe centrosinistra ma il centrosinistra è più largo del partito democratico. Siamo a qui anche a rivendicare le esperienze passate di governo: gli ultimi 20 anni quelle migliori sono state quelle del centrosinistra. I governi dell’Uivo e Prodi e quelle di centrosinistra di Letta, Gentiloni e Renzi. Ora il riformismo socialista e ambientalista ci permettono di presentarci in maniera migliore e più forte”.

Bonelli nel suo intervento ha posto una domanda: “Cosa c’entrano i Verdi con Renzi e il Pd? La risposta è nel fatto che le politiche ambientali fatte fino ad oggi non ci hanno convinto. È necessario rivederle. Ma può essere riferimento anche per ora è fuori dal centrosinistra come LeU a cui chiedo se avere Salvini come ministro degli interni non può essere indifferente per chi si dice di sinistra”. “Dobbiamo essere all’altezza della sfida epocale per il futuro e per il mondo che lasceremo alle prossime generazioni. La conversione ecologica non è solo un modo di dire è una cosa sostanziale. A Emma Bonino chiediamo quale è la ragione politica della sua scelta: siamo ancora in tempo per dire più Europa e per un polo laico come alternativa forte all’interno del centrosinistra. Per questo auspico che nei Radicali ci possa essere una riflessione”.

Riccardo Nencini ha parlato di una “lista inclusiva. Non è una lista per la rottamazione. Certo – ha detto con riferimento alla scelta dei Radicali – che rimane aperta la porta. Le nostre sono storie compatibili”. Mentre le storie che si sono unite nella alleanza tra Bonino a Tabacci “è complicato dire che lo siano. Noi continuiamo a presentare un progetto politico aperto perché c’è bisogno anche di quelle storie affinché per permettere al centrosinistra di essere competitivo”. “Di partito a vocazione maggioritaria ve ne è stato uno solo. Era la Dc di De Gasperi del ‘48, ora però è necessario che il Fassino pensiero diventi il Pd pensiero”.

In chiusura, i promotori della lista sono tornati sul messaggio politico di unitá e condivisione del centrosinistra. “Il centrosinistra – hanno concluso i promotori di INSIEME Luana Zanella, Giulio Santagata e Riccardo Nencini – deve agire con determinazione e compattezza per proporre agli italiani un progetto di riduzione delle disuguaglianze e per costruire un’Europa capace di far crescere democrazia e coesione. INSIEME si rivolge a chi ha a cuore la stessa voglia di fare squadra per il bene dell’Italia, perché c’è bisogno di una forza tranquilla, responsabile ma, soprattutto, c’è bisogno di servire l’Italia.”

Angelo Bonelli ha illustrato a nome di INSIEME l’iniziativa per l’inserimento della sostenibilitá sociale, ambientale, economica e del lavoro nella nostra Costituzione.

Questo il testo dell’appello, che verrà adesso aperto alle firme e all’adesione di cittadini, associazioni, sigle e movimenti:

“Poco più di due anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha preso atto che l’attuale modello di sviluppo del mondo non è più sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche della tenuta della struttura sociale ed economica.

Viviamo con il rischio concreto di consegnare alle prossime generazioni un mondo più diseguale e profondamente compromesso sotto il profilo ambientale e delle risorse naturali.

Riportare il pianeta su un sentiero di sostenibilità è un’esigenza improrogabile a cui i governi, la politica, la società civile e le imprese sono chiamate a rispondere.

Per queste ragioni INSIEME lancia una campagna di sottoscrizioni perché priorità della prossima legislatura sia la riforma della Costituzione che introduca il principio di precauzione, della sostenibilità ambientale, dei modelli produttivi e del lavoro.”

“Vogliamo spiegare agli italiani – questo il senso della proposta – che l’unica ricetta per il futuro dell’Italia e dei nostri figli passa attraverso politiche e azioni concrete con obiettivi di crescita misurabili e sostenibili come, ad esempio:

1) il raddoppio in tre anni degli investimenti pubblici procapite in ricerca e formazione (oggi pari a 100 euro) e la creazione di un Fondo, con i 300 milioni del bonus ai 18enni, per assegni di studio ai ragazzi della scuola superiore che li indirizzino verso la formazione tecnico-scientifica;
2) Un nuovo Piano casa, un fondo di mezzo miliardo l’anno per dieci anni per realizzare nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica e dare sostegno ai cittadini che devono affrontare la sopravvenuta impossibilità di pagare l’affitto (per perdita del lavoro o motivi di salute) allargando la platea dei beneficiari
3) Un Patto per il Clima con obiettivi chiari e definiti per attuare gli accordi di Parigi che comprenda, tra le altre cose, 1000 treni per i pendolari, Progressiva eliminazione auto diesel entro il 2035 e benzina 2040, Decontribuzione per i primi tre anni delle nuove assunzioni sui lavori verdi.