Redazione Avanti
BLOG
Redazione Avanti

Il Consiglio Nazionale

ACCOTO MARIO
ACQUAVIVA GENNARO
ALATI LEO
ALBERTINI GIUSEPPE
ALIPRANDI PAOLA
ALLEORI ENZO
ALOISI ALBERTO
ALTINI CLAUDIO
AMATO PIERO
ANDREINI MARCO
ANDREOLI CARLA
ANELLO GASPARE
ANTONI CLAUDIO
ANTONIOLI MARCO
ANZILOTTI MARISA
ASTARITA GIULIANA
AUGERI MICHELE
AVVISANO SANDRO
BACCHETTA LUCIANO
BALLERINI FRANCESCO
BALLINI MICHELE
BARBABELLA FRANCO
BARBERA VITA
BARBIERA ANNA
BARISANO GABRIELE
BELLISSIMA ROMANO
BELLIZZI MARCO
BELLIZZI ROSARIO
BENEDETTI LUCA
BERTI ADELE
BERTINAZZO ALESSANDRO
BERTINI ROBERTO
BESCHI SERGIO
BIAGIONI MASSIMO
BIANCO MARINO
BONACORSI ANTEO
BONSIGNORI FAUSTO
BORGIA FRANCO
BORGOGLIO FELICE
BRAGAGNI FRANCESCO
BRANCACCIO FRANCESCO
BRERO GIORGIO
BROI MAURO
BRUNO GIANLUCA
BRUSCHI DONATELLA
BUCONI MASSIMO
BUEMI ENRICO
BURINI FABRIZIO
CACIOLO ALBERTO
CAIULO MARIO
CALOGIURI NOEMI
CANONICO MARCO
CAPIZZI VINCENZO
CAPORELLI PAOLO
CAPRARO CRISTINA
CAPRIOLI PASQUALE
CAPUANO CARMINE
CARINI CESARE
CARRA’ RICCARDO
CARTA MONICA
CARUGNO MASSIMO
CARUSO FRANZ
CASOTTI GIANCARLO
CASTIGLIONE GIUSEPPE
CASTRIA FRANCESCO
CATRARO LORENZO
CELENTANO ROCCO
CEREMIGNA ENZO
CHIANELLA GIUSEPPE
CHIODARELLI MICHELE
CHIRICO MARIA LUISA
CIANFANELLI ELISABETTA
CICALESE VITTORIO
CINQUEPALMI LORENZO
CINTI LUCIANI RITA
CIOTOLI FRANCESCA
CIPRIANI GRAZIANO
COLOMBO SILVIA
CONTI DARIO
CONTI GIUSEPPE
COSTAMAGNA IVO
COVATTA LUIGI
CREA ANTONINO
CREA ANTONIO
CRISTONI PAOLO
CRO ANTONINO
CROSTELLA SAVERIO
CUOCOLO MARIA ROSARIA
D’AMBRA FRANCESCA ROSA
D’AMBROSIO GIORGIO
D’APRUZZO SARA
D’IPPOLITO VITTORIO
D’ERAMO REGINA
DE DONATIS ROBERTO
DE LUCA DARIA
DE LUCIA FRANCESCO
DE MASI ROBERTO
DE MATTIA PASQUALE
DE PACE PAOLO
DE VITA MARIA LORETTA
DE VIVO GIOVANNI
DEL BUE MAURO
DEL CIMMUTO LORETO
DEL CIONDOLO GIORGIO
DEL DUCA SILVANO
DELICIO VALERIANO
DI DATO LUIGI
DI DONNA RAFFAELE
DI FELICE ANNA MARIA
DI GIACINTO GIOVANNI
DI LEO LEONARDO
DI QUATTRO CARMELO
DI VAGNO LEONARDO
ESTERO PIERLUIGI
FABRIZI PIERO
FALVO GIUSEPPE
FANTO’ LUCA
FAZZALARI GIADA
FERRANTE MAURIZIO
FERRARIO FABIO
FICHERA DANIELE
FILOSA ALDO
FIORAVANTI IVANO
FIORE MARIA CRISTIAN
FORCELLA GIACOMO
FRANCHI FRANCO
FREZZA ANTONIO
FRIZZERA ANDREA
FUNARI SEBASTIANO
GALETTI RICCARDO
GAMBARDELLA ELISA
GAROFALO ANGELO
GIALLETTI EVASIO
GIANELLO GIACOMO
GIANSANTI NICOLA
GIORDANI LUIGI
GIORGI FRANCESCO
GIRIBUOLA GIOVANNI
GITTO AMEDEO
GITTO ANTONIO
GIULIANI GIULIA
GRADILONE SONIA
GRANDE ELENA
GUAZZO VINCENZO
IACOMELLI ELISABETTA
IACOVISSI VINCENZO
IANNELLI STEFANO
IBBA RAIMONDO
INCARNATO LUIGI
INTINI UGO
IORIO LUIGI
ISMAIL MARYANE
LA PIA LUCA
LA ROSA BARBARA
LAMACCHIA MICHELE
LAURIA GIOVANNI
LEBRINO GIANMARIA
LECCA GIANFRANCO
LEONE FRANCESCO
LEOTTA FRANCESCA ELEONORA
LILLI PAOLO
LOCATELLI PIA
LOFFREDO DARIO
LOMBARDI MARINA
LONGINOTTI GIOVANNI
LONGO FAUSTO
LONGO ROSARIO
LONIGRO PIERO
LOPEZ PIERO
LOTTO PIETRO
LUZZI EUGENIO
MAGGI CALOGERO
MAGNANI FABRIZIO
MAGNANI SILVIA
MALAFARINA ANTONIO
MALLARDO FRANCESCO
MANCINI AGOSTINA
MANTELLA FRANCESCO
MANTOVANI SILVANA
MARAIO VINCENZO
MARANGONI LUIGI
MARCIANO ANTONELLA
MARCONE PAOLO
MARINELLI CINZIA
MARINO KATY
MARZO NICOLA
MASSIMINO ANGIOLETTA
MASTROLEO GIANVITO
MASTROLIA ADDOLORATA
MATERA ROBERTO
MATTIA SALVATORE
MAZZUCCA DANIELA
MELIS ANTONIO
MERCURI MARCO
MERELLA ARCANGELO
MERINGOLO FRANCESCO
MEZZINA SILVESTRO
MICHELOZZI ALESSANDRO
MILANA GIOVANNI
MINISCALCO MARCELLO
MONACI GIUSEPPE
MONDANY MORELLI VERONICA
MORTANDELLO RICCARDO
MOSCATELLI PASQUALE
MOSCETTI STEFANIA
MOZZONI LUDOVICA
MUNELLI ALESSANDRO
NARDI ELISABETTA
NASSINI VALERIA
NATELLA MASSIMILIANO
NATTA FABIO
NAZZI STEFANO
NENNI PIERPAOLO
NESI UMBERTO
NICCOLINI LEO
NICOLAI CARLO MICHELE
NUTI TINA
ODDO NINO
OLIVA RICCARDO
OPPEDISANO CORRADO
ORANGES ALBERTO
ORLANDI GILBERTO
ORLANDO GIOVANNI FRANCO
ORSINI GIOVANNI
OTTOBRINO PAOLO
PADOVANI GIANNI
PALILLO GIOVANNI
PAOLINO GIOVANNI
PAPASSO GIOVANNI
PAREA FEDERICO
PARRELLA ILARIA
PASQUOTTI OTTAVIO
PASSA VINCENZO
PASTORE FRANCO
PASTORELLI ORESTE
PASTURA ROSSANO
PECHEUX EMANUELE
PECORA ROSETTA
PEDRELLI ENRICO MARIA
PELLEGRINO DONATO
PERA ROSSELLA
PERRA RAIMONDO
PERUGINI FEDERICO
PESINO ROBERTO
PIAZZA RAFFAELE
PICARELLI ANGIOLINO
PIERINI GIOVANNI
PIETRACCI ALESSANDRO
PIETRANTUONO FRANCESCO
PIGNATA CARMINE
PIRONI ALESSANDRA
PISANI MARIA CRISTINA
POLEGGI FILIPPO
POLIZZI MARCO
PROIETTI EMANUELE
PROIETTI FULVIO
PUTORTI SARA
RAMOINO PIERPAOLO
RANALDI* GIANRICO
RANIERI ENZO
RATTI ELISA
RENZETTI ARIANNA
REPETI ALDO
RICCI MONICA
RICCIARDI MARILENA
RICCIO MARCO
RICCOMI ROBERTO
RIZZO ANGELO
ROCCHI LIDIO
ROMA SCIPIONE
ROMANO GIUSEPPE
ROMANZI LUCIANO
ROMETTI SILVANO
RUFO DIEGO
RUGGIERO ANGELO
RUSSO CALOGERO
RUSSO SIMONA
RUVOLO ANTONIO
SAIEVA ROBERTO
SALERNO GABRIELE
SANGALLI ILDE
SANTARELLI GIULIO
SANTARELLI MICHELE
SARUBBI ROSARIO
SASSOLI ELISA
SCARDAONE LUIGI
SCHIETROMA GIAN FRANCO
SCIMMI LEONARDO
SECCARECCI DINO
SEGAZZI SILVANO
SEGRETI ANTONIO
SERENA CARMINE
SERPILLO MARIO
SICILIANO AGOSTINO
SIMEONE ANTONIO
SORRENTE CARLO
SORRENTINO PASQUALE
SPEDALE FRANCO
STABELLINI DAVIDE
STRADA MARCO
SURACE ANTONINO
TAETTI GIUSEPPE
TAGLIERI LUISA
TANTONE RAFFAELE
TANZARELLA DOMENICO
TARANTINO MICHELE
TESTA MAURO
TOFFALINI UMBERTO
TRETTA EMANUELE
TUFI MARIO
TURANO SABRINA
UBERTINI CARLO
VALVANO LIVIO
VANNI MARIA
VENTURINO ANTONIO
VIGLIAR MARIA LAURA
VINCENTI CAROLA
VITALI SANDRO
VIZZINI CARLO
VOLPARI GIANCARLO
ZANETTI SERGIO
ZARRELLA ANTONIO
ZARU FRANCESCA
ZIELLO ESPEDITO
ZUBBANI ANGELO
ZUPPIROLI ORIANA

*Nominativo inserito in data 21/03/2017 a causa di un refuso, di cui ci scusiamo, nella trascrizione dell’elenco votato dal Congresso Nazionale straordinario in data 19/03/2017

L’intervento di Pia Locatelli, presidente del gruppo Psi, al Congresso straordinario di Roma

Care compagne, cari compagni
non è passato un anno dallo scorso congresso di Salerno e oggi ci troviamo di nuovo qui anche per le azioni di quanti preferiscono fare opposizione nelle pagine dei social network e nelle aule dei tribunali.
Una brutta pagina che ha rischiato di infangare ancora una volta la nostra storia e che fa un torto a quanti nel partito a livello nazionale e a livello locale hanno continuato a lavorare tra mille difficoltà.
Lo scorso anno ho aperto il mio intervento al congresso ribadendo che questa è la mia casa, la mia famiglia e ricordando che nelle famiglie si litiga, si discute, si esprimono opinioni diverse, ma c’è poi un legame più forte e profondo che ti fa restare. E mi sono rivolta in maniera critica a quei compagni assenti che avevano preferito l’Aventino al confronto.
Ancora una volta hanno preferito l’assenza e temo ormai che la rottura sia insanabile.
Qualcuno ha parlato di una sorta di congresso “riparatore” che come tale potrebbe sembrare destinato solo a ribadire quanto deciso lo scorso aprile a Salerno.
Qualcuno ha lamentato che c’è solo una mozione in discussione, ma io chiedo a tutti coloro che hanno sollevato questa critica, cosa e chi ha impedito loro di raccogliere le firme e presentare una mozione alternativa. Perché solo commenti su Facebook? Per fortuna noi siamo ancora un partito dove le decisioni non vengono prese a colpi di clik e di “mi piace”.

Detto questo vorrei cercare di dare un contributo per far sì che questo Congresso non sia un atto dovuto, ma fornisca risposte su quello che sarà il nostro futuro.

Lo scenario rispetto a un anno fa è profondamente cambiato: ci siamo lasciati con il leader del Pd e Presidente del Consiglio che pensava di vincere il referendum costituzionale e uscirne rafforzato, e ci ritroviamo invece con il maggior partito di maggioranza in grande difficolta.
E’ chiaro che non bastano slogan e tweet.
E’ chiaro che non ce la si cava scaricando le colpe su gufi e frenatori.
Serve lavoro di squadra, serietà, competenze, ascolto e dialogo anche con chi la pensa diversamente; anche un po’ di meritocrazia, anche di umiltà.

Dicevo che lo scenario è cambiato: la scissione del PD, la nascita di un nuovo partito a sinistra che ha raccolto anche pezzi di Sel, l’iniziativa di Pisapia, le primarie e il Congresso del Partito democratico rappresentano nuovi scenari con i quali dobbiamo per forza confrontarci. Tutte variabili di cui dovremo, dobbiamo per forza tener conto.

Le cose si stanno muovendo anche nei partiti di centro: penso al nuovo partito in fieri di Alfano e Cicchitto, le cui posizioni, mi riferisco a Cicchitto, soprattutto in tema di diritti civili e di politica estera, sono sempre più spesso vicine alle nostre.
E penso ai radicali, che sono il nostro vicino più naturale con il quale costruire alleanze. Con i Radicali abbiamo lavorato tantissimo in questa legislatura e ci hanno aiutato a portare avanti battaglie che hanno fatto dell’Italia un Paese più civile. Cito tre temi per tutti nei quali il nostro contributo è stato importante, anche determinante: divorzio breve, legge sulle unioni civili e legge sul testamento biologico.

Capisco che in questa situazione di totale incertezza e nell’incognita di quale sarà la legge elettorale con la quale andremo a votare, ormai credo il prossimo anno, sia difficile, se non impossibile prendere delle decisioni e delle direzioni.
E comprendo che su queste decisioni peserà inevitabilmente anche la ricerca di una strada per portare una presenza socialista in Parlamento.

Ma proprio perché la situazione è fluida sono convinta che non dobbiamo appiattirci su un’unica posizione e assecondarla in maniera acritica, ma guardare anche a cosa sta accadendo intorno, tenendo fermi i nostri principi, ma senza chiudere le porte ad altre possibili alleanze.

Purtroppo, la prospettiva che più mi piacerebbe – e sono sicura di non sbagliare se penso che piacerebbe anche a voi – quella di presentarci alle elezioni col nostro simbolo, assai difficilmente ci consentirebbe di tornare in Parlamento. Proporla vorrebbe dire dunque – realisticamente – prevedere di tornare a essere una forza extraparlamentare come fummo tra il 2008 e il 2013.

Abbiamo sostenuto con lealtà il Governo Renzi anche quando non condividevamo pienamente le sue scelte.
Lo abbiamo detto nei nostri interventi in Aula, perché un conto è essere alleati, un conto è essere sudditi. Non è il nostro caso.

Oggi sosteniamo convintamente il governo Gentiloni che sicuramente con un diverso stile, sta facendo un buon lavoro. Ma sono dell’opinione che questa lealtà non debba mai trasformarsi in un’alleanza scontata con il PD, qualunque sia il suo leader e qualunque cosa faccia.

Penso che su alcuni temi possiamo, e dobbiamo, marcare la differenza.
Ad esempio penso che dobbiamo cercare di spostare più a sinistra l’asse della maggioranza. La nostra richiesta in sede di fiducia al governo Gentiloni è stata in primis il contrasto alla povertà assoluta – sono un milione e 600 mila le famiglie in povertà assoluta – e alla povertà educativa, che colpisce un milione di minori, per i quali va spezzata la trasmissione intergenerazionale della povertà, perché, se sei povero da piccolo, è alto il rischio che tu lo sia da adulto.
E distinguerci, facendo sentire la nostra voce laica e riformista e dicendo anche dei ‘no’, quando non siamo d’accordo.

Vorrei che fosse ben chiara la distanza che a volte ci separa quando il Pd sembra rincorrere sul loro terreno i populisti, com’ è avvenuto ad es quando si è cercato di scaricare le nostre difficoltà a far quadrare i conti su fantomatici euroburocrati di Bruxelles. Non va bene l’austerità per principio, e so bene che ci sono quelli che dell’austerità hanno fatto e fanno una sorta di feticcio, ma non possiamo dimenticare che il nostro debito pubblico è pesante e non può dissolversi con un atto di fede nè tantomeno con un tweet.
Macron in Francia, rischia di vincere le elezioni presidenziali anche perché ostenta in faccia alla destra lepenista un europeismo convinto, non di facciata. Dobbiamo dire agli italiani che per il nostro Paese fuori dall’euro e dalla Ue c’è solo un baratro economico, politico e sociale. Poi discutiamo di quale Europa parliamo:
Le ricerche ci dicono che la maggioranza dei cittadini europei è eurocritica, non euroscettica.
E a proposito di critiche all’Europa di oggi: la gestione dei flussi migratori, che non può che essere europea perché la dimensione normale è quella!! Ne ho parlato in mille occasioni: un solo dato: tutta l’Europa invecchia e noi abbiamo bisogno di nuova linfa vitale che solo l’immigrazione ci può dare. Ci piaccia o non ci piaccia.

Non mi è mai piaciuta la sensazione di lisciare il pelo a giustizialisti e forcaioli, sostenendo in Parlamento leggi marcate da una certa vena di ‘populismo penale’, pensando così di conquistare qualche simpatia in un elettorato che storicamente, culturalmente, – e direi sentimentalmente – non ci è mai stato vicino e mai lo sarà.
Non serve a nulla lasciar intendere che è soprattutto l’Europa che ci tarpa le ali.
Non serve a nulla inseguire Grillo, Salvini, Meloni sul loro terreno.
Non serve a nulla cavalcare temi come l’abolizione dei vitalizi, – peraltro già avvenuta ben tre anni fa – oppure l’annosa questione degli stipendi dei parlamentari. Se si tratta di provvedimenti giusti, si portino in Aula e si votino, altrimenti meglio combattere il populismo a viso aperto

Non sono questi i voti della sinistra, non sono i nostri voti.
E soprattutto non sono i voti che voglio.
E lo dico anche ai nostri compagni perché ho letto molti commenti su questo tono. Compagni, non siamo noi quelli che lisciano il pelo al giustizialismo!!!

A proposito di parlarci guardandoci negli occhi, voglio raccontarvi una cosa che mi ha colpito e addolorato che mi è accaduta pochi giorni fa. Nel corso di una conferenza stampa ho incontrato un compagno che mi ha preso da parte e mi ha detto “Il partito non fa nulla sul testamento biologico”.
Ecco, mi sono cascate le braccia.
Il testamento biologico è il primo provvedimento che ho presentato in questa legislatura.
Ho dato vita e coordinato l’intergruppo per il testamento biologico con l’obiettivo di farlo calendarizzare .
Ho lavorato prima con Beppino Englaro per il testo di legge e recentemente con Mario Riccio e con l’Associazione Coscioni per presentare degli emendamenti al testo uscito dalla Commissione Affari sociali che ricalca in buona parte la nostra proposta.
Ho organizzato e partecipato a convegni sul tema in diverse città d’ Italia.
E un compagno, uno dei nostri, mi dice che non abbiamo fatto nulla!

Ecco allora io vorrei dire a voi, ai dirigenti, agli iscritti, che forse dovremmo ricominciare a informarci almeno su noi stessi.
Abbiamo un giornale, l’Avanti! che grazie a Mauro Del Bue e a due, ripeto due, soli redattori: Daniele Unfer e Teresa Olivieri, – che voglio ringraziare per il loro lavoro e la loro dedizione portati avanti con professionalità nonostante le difficoltà economiche – quotidianamente informa sul lavoro che facciamo in Parlamento.
Abbiamo un sito del Partito che riprende i nostri interventi e le nostre dichiarazioni. E dobbiamo dire grazie a Emanuele Pecheux e a Giada Fazzalari….
Grazie, davvero grazie!
Abbiamo i nostri siti personali e le nostre pagine Facebook che sono quotidianamente aggiornate.
Personalmente mando una newsletter tutte le settimane dove faccio il resoconto della mia attività. Ogni settimana!
Strumenti per informarsi e per sapere ce ne sono e vi invito a consultarli non per un riconoscimento personale, ma perché sono la testimonianza concreta che il partito, anche se piccolo, c’è, è vivo, e porta a casa dei risultati.
Siamo solo due, Oreste Pastorelli ed io, ma vi assicuro che alla Camera, forse perché riusciamo a intervenire su tutto o quasi, anche più volte nello stesso giorno, siamo stimati e tenuti in considerazione.

Siamo piccoli, non siamo inutili.

Non starò a ripetervi quanto abbiamo fatto nel corso della legislatura, cosa che feci nell’intervento a Salerno. Vi darò solo qualche breve flash di aggiornamento su questi ultimi mesi.
Come presidente del Comitato Diritti umani ho continuato a portare avanti iniziative di ascolto e di denuncia. Cito anche qui i tre casi più significativi: la Turchia, dove mi sono recata con una delegazione del PES per protestare contro gli arresti indiscriminati che hanno fatto seguito al fallito golpe; compresi 11 nostri compagni parlamentari del partito HDP dell’Internazionale Socialista.
L’Egitto sollevando il tema della opportunità di un rinvio del nostro ambasciatore al Cairo per vedere se questo cambio di rotta possa contribuire ad avere finalmente la verità sul caso Regeni.
E infine il riconoscimento del genocidio yazida per il quale abbiamo presentato una mozione accolta dal governo, e di cui i rappresentanti di questa comunità di un milione di persone erano informatissimi quando li abbiamo incontrati lo scorso mese in una missione di amicizia nel Kurdistan iracheno, a Lalish, loro centro spirituale, oltre che sede istituzionale. Proprio l’altro ieri ho chiesto al nostro ambasciatore alle Nazioni Unite di attivarsi in sede di Consiglio di Sicurezza di cui facciamo parte in questo 2017.
Sul fronte della politica estera in questi mesi abbiamo approvato definitivamente la legge sulle missioni internazionali che dà risalto al ruolo delle donne nella soluzione dei conflitti e nella costruzione della pace. Un ruolo reso sempre più indispensabile dai cambiamenti messi in atto nelle attuali guerre dove a essere maggiormente colpita e coinvolta è soprattutto la popolazione civile, donne e bambini. Per questo ho lavorato per far approvare nella legge di bilancio il finanziamento il piano d’azione previsto dalla risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza Onu su donne, pace e sicurezza (un milione per il 2017 e 500mila euro per il 2018 e il 2019).
Sui diritti civili ho parlato prima, mentre sull’impegno nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto e sulle iniziative ambientali, altri temi che ci hanno visto in prima linea, lascio che sia a parlarvene Oreste Pastorelli.

Per chiudere vorrei fare alcuni brevissimi cenni alla politica internazionale e alle prossime sfide del socialismo in Europa e nel mondo.
Queste sfide sono le stesse che ci attendono qui in Italia.
Al congresso dell’Internazionale Socialista che si è tenuto all’inizio del mese a Cartagena, dove sono stata eletta vicepresidente, non c’è stato solo il tema della pace e di come mantenerla una volta conquistata, ma anche dell’equità e della solidarietà.
L’ultimo decennio di una globalizzazione a cui sono stati tolti i freni, ha prodotto un gigantesco impoverimento delle classi medie in America e in Europa con un trasferimento di ricchezza in parte verso la Cina – vi è chiaro perché il primo ministro cinese Xi Jingping segretario del partito comunista cinese e presidente della Repubblica cinese, comunista, ha tessuto le lodi della globalizzazione? -in parte verso la cima della piramide sociale. È esploso il fenomeno dell’elusione fiscale, della ricerca dei paradisi fiscali dove nascondere incredibili ricchezze.
In Italia, ma nel resto del mondo industrializzato non ci sono molte differenze se non in meglio, nel 2016 l’1% deteneva il 25% dell’intera ricchezza nazionale.
E i miliardari sono aumentati di numero, 34.
E parliamo di quelli che dichiarano al fisco!
Nello stesso tempo sono raddoppiati gli italiani in povertà assoluta: 4 milioni e mezzo. Erano meno della metà nel 2005.
Una povertà che ha colpito di più le famiglie operaie, quelle con più figli e figlie, e i giovani e le giovani. Sì, proprio loro.
E allora perché ci stupiamo se si allontanano dalla politica e scelgono la protesta?
E questo elemento ci porta all’altro nodo chiave dei nostri giorni, la disoccupazione.
Non basta aumentare i posti di lavoro – di un’inezia peraltro come ci dicono gli ultimi dati Istat – questi posti devono essere retribuiti dignitosamente, meglio se per lavori a tempo indeterminato.
Solo così si dà fiducia vera e si riapre il mercato interno.
Per riequilibrare questa Italia servono risorse da investire in programmi di sviluppo e assistenza.
Anticipo la vostra domanda: dove prendere queste risorse?
No, non nella flessibilità, parola elegante che nasconde una indicibile verità, ovvero fare altri debiti sulle spalle delle generazioni future.
Dobbiamo concretizzare il concetto di equità e far rispettare l’art.53 della nostra Costituzione: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
Dunque facciamo una battaglia seria contro l’evasione. Non mandiamo brutti segnali come l’innalzamento all’uso del contante che autorizzano a pensare che lo Stato è pronto a chiudere un occhio o anche tutti e due.
Ecco, vi ho sintetizzato la mia filosofia di quello che dovrebbe essere un programma di sinistra, dei socialisti e delle socialiste.
Libertà, sviluppo e soprattutto giustizia sociale e giustizia fiscale.
Da qui ripartirei. E da una nuova Europa, dagli Stati Uniti d’Europa, ancora tutti da costruire dopo sessant’anni dalla firma dei trattati di Roma. Ripartiamo da qui.
Con vision verso il futuro e realismo delle radici (Intini).

Maurizio Turco: le battaglie della nostra storia

maurizio turcoSintesi dell’Intervento di Maurizio Turco


Ero arrivato a questo Congresso con un pregiudizio, ossia che fosse un Congresso fotocopia. Devo dare atto a Riccardo Nencini che rispetto a Salerno si è volato davvero  in alto. Ho sentito nella relazione delle assonanze con quella storia comune che ci lega. E che ci ha legato nelle lotte. Lotte che dobbiamo fare negli intessi dei cittadini. Ora se dico 0,38% non parlo di un sondaggio elettorale, ma del tempo che la televisione di Stato ha dato al Partito Socialista. Il problema del diritto a conoscere per poter decidere è urgente oltre che indispensabile. Su questo è indispensabile chiamare a raccolta tutti coloro che in questo paese si vedono negato questo diritto. È un diritto dei cittadini sapere quello che succede. Perché, Riccardo, questa tua relazione deve essere negata e quella degli altri deve essere conosciuta? Perché gli altri possono parlare ai cittadini e spesso in assenza di dibattito? Quello 0,38% è qualcosa che ci crocifigge e che rende un obbligo questa battaglia. Una battaglia per un diritto violato. Una battagli in cui qualcuno dovrà perdere qualcosa, di solito un privilegio, e tanti dovranno ottenere qualcosa, di solito un diritto violato. C’è un’altra storia di Italia che non è quella che ci viene raccontata e che noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Le nostre idee dobbiamo farle vivere. Quando si tirano fuori nazionalismo e protezionismo, si deve avere il coraggio di dire federalismo e liberismo. Mi auspico che tra le vostre decisioni ci sia quella di fare un campagna per  il diritto a conoscere.

Del Bue ha la tessera del Partito Radicale. Il Partito Radicale è un partito che nel 1989 ha deciso di non presentarsi alle elezioni. Auspico che alla riunione programmatica che volete promuovere si possa partecipare anche a titolo  individuale. Ci sono parecchie persone in questo paese che, sulla base di quello che qui è stato detto, possano trovare un nuovo impegno politico.

Vediamo sempre che di fronte alle emergenze c’è la folla, ma di fronte alle cause di quanto ha provocato le emergenze c’è il vuoto. L’immigrazione, lo sterminio di massa, sono il frutto dell’ordine economico internazionale, era il 1992, quando c’è stata la finanziarizzazione del cibo con gente che guadagna per quanta in più fame c’è nel mondo. Questa cosa la possiamo mettere all’ordine giorno. Credo che vi assumerete un onere, che oggi Riccardo ha manifestato: quello di  una riunione programmatica e auspico che non sia semplicemente una riunione tra i gruppi dirigenti ma che possa essere un incontro aperto a tutti.

A soqquadro sede del Psi. Nencini: inquetante episodio

PsiIl Psi è stato oggetto di un inquietante episodio. Nel tardo pomeriggio di sabato, nella sede della Direzione nazionale a Roma, sconosciuti si sono introdotti furtivamente, mettendo a soqquadro gli uffici del Partito.

A dare l’allarme è stata il Capoufficio stampa del Psi Giada Fazzalari che recatasi negli uffici della Direzione, chiusi per la giornata prefestiva, al I piano di un antico palazzo di via di S.Caterina da Siena 57, ha subito notato porte e armadi forzati e spalancati, cassetti e scrivanie rovesciati in tutti gli uffici, compreso in quello del Segretario nazionale e viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini.

Sul posto sono intervenuti la Squadra mobile della Polizia di Stato, la Digos e la Polizia scientifica che hanno effettuato fino a notte i rilievi necessari. Nel frattempo sono giunti alla sede del Partito il Tesoriere del partito, Oreste Pastorelli e dal responsabile Tesseramento, Emanuele Pecheux.

Il segretario del Psi, impegnato nelle assemblee precongressuali in vista del congresso straordinario del partito che si celebrerà i prossimi 18 e 19 marzo a Roma, informato di quanto accaduto ha espresso “sgomento e preoccupazione per l’inquietante episodio. E’ gravissimo che, verosimilmente in pieno giorno, degli sconosciuti si siano introdotti nella nostra sede mettendola a soqquadro. Di certo non cercavano soldi. Allo stato delle cose – ha aggiunto Nencini – non siamo in possesso di elementi tali da poter capire chi possano essere gli autori di un fatto così grave e il motivo del gesto. Mi auguro che siano individuati nel più breve tempo possibile. Nelle prossime ore procederemo a un inventario per meglio comprendere la matrice dell’episodio criminoso e per fornire ulteriori elementi di valutazione agli investigatori” -ha concluso Nencini.

Adozioni, la prima volta di due coppie gay

adozione gayPer la prima volta in Italia è stata riconosciuta l’adozione di bambini da parte di due coppie gay. E’ la decisione del tribunale per i minori di Firenze che, con due distinte decisioni, ha detto sì alla trascrizione dell’atto di adozione sancito da autorità giudiziarie di altri paesi: un caso riguarda una coppia gay che vive nel Regno Unito che ha adottato due fratellini, l’altro di una coppia gay che vive in Usa ed ha una bambina. I quattro padri sono tutti cittadini italiani, anzi una delle coppie ha anche la cittadinanza statunitense ed è formata da un italiano e da un americano naturalizzato italiano.

Quest’ultima coppia ha una bimba che adesso ha due anni e la cui adozione è stata decisa dal tribunale della Contea di New York. I due bimbi della coppia che vive nel Regno Unito, spiega l’avvocato Susanna Lollini di Avvocatura per i diritti Lgbti e legale della coppia, erano stati adottati nel Regno Unito, da due uomini italiani, le cui famiglie vivono in Toscana, ma da anni residenti all’estero.

Il Tribunale dei minori di Firenze ha disposto la trascrizione anche in Italia dei provvedimenti della corte britannica e della corte americana e ai bambini viene così riconosciuto lo status di figli e la cittadinanza italiana.

Dei due fratellini inglesi uno ha otto anni, l’altro sette. La sentenza di adozione è stata pronunciata dalla Corte britannica nel 2014, spiega l’avvocato Lollini. “I bambini, pur essendo riconosciuti in Gran Bretagna – racconta il legale di Avvocatura per i diritti Lgbti – Rete Lenford che rappresentava i due padri – ogni volta che venivano in Italia a trovare i nonni, due coppie che vivono in Toscana, rischiavano e avrebbero  continuato a rischiare di incorrere nello stato di abbandono”.

La trascrizione, sottolinea il legale, riguarda un’adozione già riconosciuta all’estero a favore di residenti in quel Paese da anni. Il principio non può quindi essere applicato a residenti in Italia.

I due casi sono molto simili e le due sentenze del tribunale dei minori di Firenze si basano sul fatto che le decisioni dei giudici di altri Paesi sono “aderenti all’interesse dei minori che vivono in una famiglia stabile, hanno relazioni parentali e amicali assolutamente positive, svolgono tutte le attività proprie della loro età”. A proposito della coppia ‘inglese’ “si tratta di una vera e propria famiglia, di un rapporto di filiazione in piena regola e come tale va pienamente tutelato e del resto – si fa ancora notare – la nuova formulazione dell’articolo 74 cc sulla parentela, dopo aver nella prima parte specificato che la parentela è vincolo tra le persone che provengono da uno stesso stipite, aggiunge, ‘sia nel caso che la filiazione è avvenuta all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso il figlio è adottivo'”. “La trascrizione del riconoscimento dell’adozione sancita dalla Corte britannica, secondo le richieste dell’avvocato Susanna Lollini, è stata decisa dai giudici in base all’articolo 36 comma 4 della legge n. 184/83. Questa parte della norma prevede sia valida anche in Italia un’adozione avvenuta in Paese straniero da parte di cittadini italiani che dimostrino di avervi soggiornato continuativamente e di avervi la residenza da almeno due anni, purché essa sia “conforme ai principi della Convezione dell’Aja” del 29 maggio 1993. Ma la decisione del tribunale fiorentino ha suscitato la reazione di Alberto Gambino presidente di ‘Scienza e Vita’, associazione vicina alla Cei: “Il nostro Parlamento non è più sovrano nel disciplinare queste situazioni”.

I socialisti hanno presentato un progetto di legge sia alla Camera che al Senato per regolamentare la materia. Il tema è particolarmente sensibile e delicato. Ma è un tema che esiste e che deve essere affrontato. Non devono essere i tribunali a dare risposte qualora tirati in ballo. Deve essere la politica a muoversi togliendo la materia da una sorta di limbo legislativo. Ma evidentemente in molti hanno paura di affrontare un tema scivoloso e forse non gratificante dal punto di vista del ritorno elettorale. Purtroppo il calcolo della politica è anche questo.

Redazione Avanti!

Pia Locatelli eletta vicepresidente dell’IS

locatelli isPia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera, è stata eletta all’unanimità vicepresidente dell’Internazionale Socialista. La decisione è stata presa nel corso del XXV Congresso dell’Internazionale Socialista “For a world in peace, with solidarity and equality”, che si svolge a Cartagena in Colombia. Al Congresso, i cui lavori si concluderanno sabato, partecipano oltre 350 delegati, provenienti da 85 partiti membri.

Pia Locatelli, che ha ricoperto la carica di presidente dell’Internazionale socialista Donne dal 2003 al 2012 e da allora ne è Presidente onoraria, è la prima donna italiana ad accedere alla vicepresidenza. “Il nostro principale obiettivo – ha dichiarato durante il suo intervento a Cartagena, dopo l’elezione – è di fare tutto il possibile affinché nel mondo venga riconosciuta la parità di genere”. Sul proprio profilo Facebook ha espresso tutta la sua soddisfazione con un post pubblicato venerdì 3 marzo, in mattinata: “Questo incarico – ha scritto – rappresenta per me un motivo di grande gioia e onore”.

Tra gli anni ’80 e ’90 l’incarico è stato lungamente ricoperto dal leader socialista Bettino Craxi mentre negli ultimi due congressi (2003-2008) è stato eletto vicepresidente Massimo D’Alema.

Istat, la ripresa c’è, ma ancora debole e lenta

Draghi-ripresa economicaLa ripresa c’è ma non si vede. Si è ancora lontani dai livelli raggiunti nel pre-crisi. E questo nonostante la crescita del Pil nel 2016, corretta per gli effetti del calendario, abbia raggiunto l’1%. Aumenta anche la competitività seppure con un ritmo di crescita “modesto”.

Infatti il sistema delle imprese italiane e’ uscito dalla seconda recessione ridimensionato nel numero: in quattro anni, ne sono state perse oltre 194.000 e quasi 800.000 addetti. E’ il quadro tracciato dall’Istat che oggi ha presentato il rapporto sulla competitività dei settori produttivi.

“Nonostante la ripresa dell’ultimo biennio, il livello del Pil del 2016 e’ ancora inferiore di oltre il 7% rispetto al picco di inizio 2008, e solo nello stesso 2016 ha superato quello del 2000″, si legge nel report. In Spagna il recupero è quasi completo, mentre Francia e Germania, che già nel 2011 avevano recuperato i livelli pre-crisi, segnano progressi rispettivamente di oltre il 4% e di quasi l’8%. L’Istat ricorda che nel 2016 il Pil italiano è cresciuto di volume dello 0,9%, dopo il +0,8% registrato nel 2015. “La ripresa c’è, la crescita del Pil nel 2016 e la più alta dal 2010”, afferma il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva. “Usciamo con una parte del sistema produttivo fuori dalla seconda recessione: lo facciamo sicuramente con l’industria manifatturiera, con differenze nei vari settori, e meno nei servizi. C’e’ un  contributo invece negativo nelle costruzioni e, quest’anno, anche agricoltura”, aggiunge.

In quattro anni, tra il 2011 e il 2014, il sistema ha perso oltre 194.000 imprese (-4,6%) e quasi 800.000 addetti (-5%). Le costruzioni hanno maggiormente risentito della crisi (-10% di imprese, -20% di addetti, -30% di valore aggiunto). Più contenute le perdite nella manifattura (-7,2% di imprese, -6,8% di addetti) e nei servizi di mercato (-4,7% e -3,3%), mentre i servizi della persona sono l’unico comparto che ha aumentato unità produttiva (+5,3%) e addetti (+5%). Inoltre, durante la recessione del 2011-2014, un’impresa su due ha ridotto il valore aggiunto in tutti i settori manifatturieri e in quasi tutto il terziario. Le imprese più colpite dalla crisi sono quelle che vendono solo sul mercato interno.

Tornando alla crescita, nel 2016 il Pil corretto per gli effetti di calendario è aumentato dell’1,0% (il 2016 ha presentato due giornate lavorative in meno rispetto al 2015).  La variazione acquisita per il 2017 si porta così a +0,3%. Nel quarto trimestre del 2016 il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1% nei confronti del quarto trimestre del 2015. La stima preliminare diffusa il 14 febbraio 2017 scorso aveva rilevato un aumento congiunturale dello 0,2% e una crescita tendenziale dell’1,1%. Il valore aggiunto è cresciuto dello 0,8%  nell’industria, ha segnato una variazione nulla nei servizi ed è diminuito del 3,7% nell’agricoltura.

“Rivisti al rialzo i dati Istat usciti qualche ora fa. Abbiamo preso un Paese che stava al -2% e lo lasciamo col segno più davanti, finalmente”, commenta su Facebook l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “Naturalmente – sottolinea – c’è ancora molto da fare, ma per chi ama i bilanci possiamo dare i dati definitivi dei mille giorni: dal secondo trimestre 2014 al quarto trimestre del 2016 il Pil è aumentato del 2% (export +10%; investimenti +6%; industria +4%, nonostante il calo di costruzioni, banche e assicurazioni). Se si somma al dato di ieri del lavoro – ricordate: +680mila posti grazie al JobsAct – si può dire che abbiamo lasciato la guida del Paese meglio di come l’avevamo trovata. Ma sappiamo che non basta. E per questo stiamo costruendo i prossimi mille giorni”.

Ovviamente di parere opposto l’opposizione. A cominciare da Brunetta, che come a suo solito, ha una parola buona per tutti. “I dati ISTAT – ha detto invece Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato- Pil confermano solo la ‘ripresina’ che ci mantiene comunque più arretrati rispetto ai principali paesi industrializzati”.

Sicilia. Psi: giudizio negativo sull’operato del governo Crocetta

Le vicende legate alla formazione professionale, la mancata stabilizzazione dei precari che da circa 25 anni sono impegnati negli locali siciliani e che attendono di essere stabilizzati definitivamente, la scelta del porto di Catania come sede dell’Autorità del sistema portuale della Sicilia orientale invece che del porto di Augusta. Questi ed altri esempi hanno indotto il direttivo della segreteria regionale del Psi-Pse, riunita il 15 febbraio a Palazzo dei Normanni, ad esprimere un giudizio fortemente negativo e critico sull’operato del governo regionale guidato da Rosario Crocetta.

All’incontro, allargato ai segretari provinciali, hanno partecipato il segretario regionale Giovanni Palillo, il presidente nazionale del partito Carlo Vizzini, il vice presidente vicario dell’Assemblea regionale Siciliana Antonio Venturino, il presidente del gruppo Psi-Pse all’Ars Giovanni Di Giacinto e il deputato questore Nino Oddo.

Nel corso dell’incontro, è stata discussa l’opportunità di un ritorno all’elezione diretta per l’elezione dei rappresentanti dei Liberi Consorzi e della Città Metropolitane, ma è stata anche riconfermata l’intesa con Sicilia Futura in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. A tal proposito, i socialisti siciliani chiedono lo svolgimento delle primarie di coalizione per designare il candidato Presidente della Regione del centrosinistra per le prossime elezioni regionali, per le quali il Psi-Pse dell’Isola sta pensando ad esprimere una candidatura di area socialista.

Infine, si è parlato anche del congresso regionale che sarà convocato entro aprile e comunque subito dopo il congresso nazionale di marzo.

GESTIRE L’IMMIGRAZIONE

migranti_2Il governo rende “più rapidi i processi di concessione del diritto d’asilo ai rifugiati, più trasparenti i meccanismi di accoglienza facilitando con diverse misure i meccanismi necessari per i rimpatri”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni dopo l’approvazione del decreto in consiglio dei ministri il cui “obiettivo strategico non è chiudere le nostre porte ma trasformare sempre più i flussi migratori da fenomeno irregolare a fenomeno regolare, in cui non  si mette a rischio la vita ma si arriva in modo sicuro nei nostro paesi e in misura controllata”. E poi un monito alla rivolto all’Europa: “Ci teniamo molto stretti i nostri  valori umanitari e dell’accoglienza e rivendichiamo il lavoro fatto in questi anni perché credo che l’Italia abbia fatto un  buon curriculum nonostante le difficoltà ed i numeri da  fronteggiare. Abbiamo negli ultimi anni in un certo senso indicato la strada all’Ue, ora bisogna rendere effettivo il  principio di condivisione dell’onere dell’accoglienza”.

Sulla sicurezza delle città oggi “abbiamo preso decisioni di un certo rilievo”. Ha aggiunto il premier dopo il consiglio dei ministri, spiegando che  il provvedimento sulla sicurezza è in intesa con l’Anci. “La messa in comune degli assetti  nella capacità difensiva può essere una delle risposte in avanti per l’ Ue sulle difficoltà che attraversa”.

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha aggiunto che il decreto sulla sicurezza urbana approvato oggi segna “una grande alleanza”, un “grande patto strategico” tra lo Stato e i poteri locali. “Il modello di sicurezza in Italia funziona, non esiste un’emergenza in tal senso – ha premesso Minniti – ma all’interno di questo modello è importante tutelare ancora meglio il territorio, da Bolzano ad Agrigento. La sicurezza urbana è un grande bene pubblico, e la vivibilità, il decoro, il contrasto alle varie forme di abusivismo e di illegalità, allo spaccio di droga, ai reati predatori in genere, sono espressioni di questo bene”. E sui rimpatri Minniti ha aggiunto: “Garantire l’effettività dei rimpatri forzati rilancerà inevitabilmente anche i rimpatri volontari assistiti, per i quali il mio ministero ha deciso di raddoppiare i fondi”.

Legge elettorale in commissione. Ma la quadra non c’è

Sebbene ufficialmente il calendario dei lavori della Camera preveda che la riforma della legge  elettorale approdi in Aula lunedì 27 febbraio, mai come in questo momento appare alquanto improbabile il rispetto della  tabella di marcia. È vero che oggi la commissione Affari  costituzionali ha avviato formalmente l’iter, con la relazione del presidente e l’incardinamento delle 18 diverse proposte di legge finora presentate, ma è altrettanto vero che tutto resterà ufficialmente congelato fino alle motivazioni della  sentenza della Consulta sull’Italicum.

Il vero nodo adesso è rappresentato dalle  mosse di Matteo Renzi, che dovrebbe sciogliere la riserva sul da farsi alla Direzione di lunedì. Finché, ragionano i componenti dei vari schieramenti politici in commissione Affari  costituzionali, compresi gli stessi deputati del Pd, non  saranno chiare le sorti del partito e del suo segretario, con le possibili dimissioni e l’apertura della fase congressuale,  nulla si muoverà e nessuna trattativa concreta sulla futura legge elettorale potrà arrivare alla quadra. E’ questo il senso dei vari conciliaboli in Transatlantico e nei corridoi del palazzo. “Il documento dei 40 senatori del Pd – osserva un  parlamentare dem – ha messo la pietra tombale sul voto a giugno e ha aperto di fatto il congresso. Renzi sa che al Senato non ha più la maggioranza del gruppo e con quei numeri non si può permettere di portare avanti alcuna proposta sulla legge elettorale, andrebbe in minoranza”, tira le somme la stessa fonte. Insomma, finché non si conosceranno i nuovi equilibri di forza nel Pd, è la convinzione di un esponente di spicco di Forza Italia, la legge elettorale resterà nel congelatore. Questo perché, spiega un deputato di Area popolare, “le  posizioni sul modello di voto all’interno dello stesso Pd sono  molto diverse e prevarrà la linea dell’area che vincerà il congresso”. E un verdiniano chiosa: “Nel pieno della campagna congressuale per conquistarsi lo scettro del Pd si potranno mai  mettere d’accordo le varie anime dem su quale legge elettorale  fare?”.

Al momento solo M5S, Lega e Fratelli d’Italia continuano ad invocare il voto subito. Lo ribadisce anche oggi Beppe Grillo che, in un post in cui attacca governo, Pd e parlamento, chiosa: “bisogna approvare la legge elettorale e andare a votare”. Di tutt’altro avviso la presidente della Camera, Laura Boldrini: “La legge elettorale è importante, ma il Paese lo è di più. Credo sia deludente andare a votare senza aver approvato quello che io chiamo il ‘pacchetto diritti'”. Anche per Massimo D’Alema non c’è alcuna fretta, anzi sarebbe disastroso un ritorno anticipato alle urne. Quanto alla legge elettorale, “il Pd ne ha proposto cinque diverse. E non è la minoranza che rompe le scatole. Lo scontro più aspro è quello che divide l’idea di Franceschini di un premio alle coalizioni e quella di Orfini che lo vuole alla lista”. Per l’ex premier “occorre una legge che offra una chance di governabilità, con un premio ragionevole, alla lista che arriva prima. Ma i capolista bloccati vanno aboliti”.

Il candidato alla segreteria, Roberto Speranza, incontrando altri parlamentari della minoranza dem, ha detto: “Siamo aperti a discutere di coalizione per ricostruire il centrosinistra”. Ma vanno “eliminati i capolista bloccati”. Per Maurizio Lupi “con questa legge elettorale, in questo  momento, la cosa certa è che Area Popolare si presenta da sola”. Tuttavia, per Ap “il premio alla coalizione è meglio del premio alla lista semplicemente perché in questi mesi abbiamo visto finzioni assurde, meglio essere diretti. Ad esempio il listone unico che vogliono fare Salvini e la Meloni, non è meglio fare una coalizione a quel punto? Sbarramento al 3% in entrambe le Camere”. Forza Italia presenterà un suo  testo dopo le motivazioni della Consulta, ma la linea del non voto è già chiara. E oggi, Renato Brunetta ha anticipato i capisaldi della proposta azzurra: sistema a base proporzionale, no al ballottaggio, premio di maggioranza che scatta dal 40% in su e su base nazionale sia alla Camera che al Senato, soglie di sbarramento omologhe per entrambi i rami del Parlamento, capilista bloccati anche a palazzo Madama, no preferenze ma collegi uninominali sul modello del Provincellum: “Abbiamo 12 mesi di tempo perché la legislatura finisce a febbraio del 2018”, ha concluso.

Sinistra Italiana “pensa che sia necessaria una legge di impianto proporzionale che metta al centro il tema della rappresentanza, in equilibrio con il principio di governabilità, e che si eliminino definitivamente i capilista bloccati. Perché non si può arrivare all’ennesimo Parlamento con il 75% di deputati nominati”, ha spiegato il capogruppo Arturo Scotto.