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Rino Capezzuoli

La crisi della sinistra

La sinistra  è in crisi in tutto il mondo perché una volta al governo copia la destra e non è in grado di portare ed attuare idee nuove in  termini di uguglianza di produzione di solidarietà etc…Dopo l’inadeguatezza delle  socialdemocrazie  e la rinuncia a trovare una terza via dei partiti socialisti tra capitalismo e statalismo ci si è appiattiti sulla ricerca del meno peggio del capitalismo anziché forzare la mano sui principi etici fondamentali di giustizia  solidarietà mondiale e sviluppo per tutti i popoli ponendo l’uomo  il pianeta e la cultura al  centro della battaglia per la sopravvivenza.

In  fondo la precarizzazione del lavoro e le più grandi disuguaglianze sono il frutto dei governi di sinistra e di questo modo di pensare  e di annacquare tutte le giuste idee radicali perché considerate estremiste. Un’altra battaglia persa perché non combattuta è quella contro la libera circolazione dei capitali finanziari che anziché creare ricchezza hanno accentuato  le disuguaglianze. Ma il più  grosso errore la sinistra lo sta facendo con le posizioni schizofreniche sul problema dei migranti accodandosi spesso alle posizioni razziste della destra xenofoba anziché rivendicare i sacrosanti diritti etici economici e civili a cui si ispiravano i padri fondatori del socialismo.  Questa è la colpa e la macchia indelebile della sinistra attuale che la porterà alla scomparsa salvo improbabili sussulti che non potranno che venire non dall’europa o dall’occidente ricco e culturalmente avanzato ma dalle società primitive del terzo mondo

Rino Capezzuoli

Scrive Rino Capezzuoli:
Dalla parte del socialismo
dei padri fondatori

Ormai sembra chiaro, come avevamo previsto, anche questo congresso servirà ad indebolire il partito socialista.
Lo scontro tra Nencini e Bobo Craxi si va configurando come una resa dei conti, con una rissa continua ed accuse di brogli. Lo avevamo già scritto “dalla padella nella brace” Ma ai veri socialisti di questa rissa interessa poco essi stanno con i padri fondatori del socialismo, con la loro coerenza, con il loro esempio di uomini retti ed onesti verso l’ideale socialista, verso i territori e le popolazioni. Quindi socialisti di base, socialisti delusi non vi arrendete come non si arresero al fascismo di un tempo i nostri padri fondatori perché dopo la tempesta sia pure dura, tornerà il sereno e non saranno stati vani i nostri sacrifici e la nostra resistenza al moderno conservatorismo e trasformismo.

Sarebbe utile che Nencini lasciasse la segreteria del partito e che Bobo Craxi non uscisse dal partito ritrovando un minimo di convivenza ma purtroppo non sarà così. Noi socialisti di base, socialisti di campagna, continueremo a lavorare per il socialismo per un vero riformismo, sapendo che c’è una sinistra da ricostruire da zero, perché il nostro campo politico è il centrosinistra non la nuova dc o il partito della nazione di Matteo Renzi.

Gli italiani voteranno ancora per Renzi nel referendum e forse in qualche altra elezione quindi avremo tutto il tempo per costruire una piattaforma politica progressista basata su quei principi che a parole Renzi aveva promesso e che poi per motivi di potere ha lasciato per strada.. cominciando dalla riforma istituzionale che restringe la partecipazione dei cittadini anziché ampliarla. Del resto quello che sta succedendo ai socialisti succede anche nel partito di Matteo Renzi e quindi quando verrà il momento, cioè avranno capito che la mutazione genetica del partito democratico è cosa compiuta e che esso non è più un partito della sinistra ma del centro-(destra) come dimostra il cambio di iscritti, con gente che se ne va a sinistra e gente che soccorre da destra.. ricominceremo a ricostruire la sinistra di cui ha bisogno il l’Italia e l’Europa.

Se il PSI avesse una vera classe dirigente andrebbe a sinistra da “solo” con le idee socialiste democratiche, così tornerebbe ad occupare il ruolo che gli compete. I nostri dirigenti tutti, invece, alla ricerca del “posto” si accodano a quello che pensano gli possa offrire il posto migliore: Nencini da Renzi, Di Bartolomei da Fassina e come nel 1992 si sono tutti dileguati, oggi si adeguano per un “posto”anziché per un progetto politico coerente.

Rino Capezzuoli

Scrive Rino Capezzuoli
È dagli anni ’70 che l’Italia va indietro

Cari compagni socialisti il 2016 è giunto e le nostre speranze di risorgere sembrano infrangersi ancora una volta nel marasma della politica italiana. Non c’è nessuna voglia di fare un congresso serio. La federazione di Firenze, cioè quella del segretario nazionale del partito è ormai da tempo in agonia. Gli organismi di partito direttivo provinciale e regionale non funzionano più. Quanto alle risorse economiche ed al tesseramento se qualcuno riesce a dire qualcosa ce lo faccia sapere. Nonostante tutto noi crediamo ancora nell’idea socialista, in quel riformismo che manca dagli albori e che trovò espressione nelle ultime riforme fatte in Italia negli anni 1970: regioni, statuto dei lavoratori, divorzio. Da allora l’Italia è andata indietro. Pesa ancora tangentopoli ma abbiamo visto che si è continuato a rubare anche senza i socialisti. Ci sono ex comunisti che rimpiangono Bettino Craxi. C’è un partito di Matteo Renzi nato da una fusione a freddo tra ex dc ed ex pci che si rifiuta di pronunciare la parola socialismo e quindi non ha una sua identità politica IL debito pubblico è salito nel silenzio di tutti ad oltre duemila miliardi e mentre ciò avveniva dov’era la sinistra e dov’è oggi la sinistra italiana ed europea? In italia ed in Europa domina la destra cavalcando facili argomenti: I migranti, la globalizzazione, la non politica, l’egoismo di ognuno, la paura, i nazionalismi. La sinistra su questi argomenti ha avuto paura dell’utopia. Non ha avuto il coraggio di alzare il vessillo dell’Europa unita, degli aiuti al Terzo e Quarto mondo del lavoro per tutti, della lotta con le armi della solidarietà e dei valori di uguglianza, di coerenza di educazione di un moderno diverso sviluppo economico, del ruolo sociale delle aziende. La mancanza di impegno e di coerenza su questi temi ha fatto sì che si affermassero il razzismo, la divisione, la maggior povertà che aumentassero le distanze tra ricchi e poveri. Tutta questa situazione conferma la validità dell’idea di riformismo socialista non ancora attuato e sconosciuto ai cittadini europei. Quindi continuiamo a dire ai socialisti rimasti coerenti con i propri principi ideali e con le propie idee e radici storiche oggi più che mai valide. Se vogliamo tornare a risalire la china dobbiamo tornare a dibattere di politica nelle nostre comunità guardare meno la tv ascoltare meno le chiacchiere dei nostri politici e risalire alle nostre radici ideali locali e nazionali. L’Europa culla della civiltà non può dirsi più tale se chiude le porte alza barriere di filo spinato respinge e fa morire chi gli chiede asilo. Andando avanti così moriremo del nostro egoismo e della nostra stupidità.

Rino Capezzuoli