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Rino Capezzuoli

Rino Capezzuoli
Dove sono finiti tutti quelli di Sinistra?

Dopo la batosta elettorale del 4 marzo c’è un silenzio assordante nello schieramento di sinistra .Sono tutti in attesa .Di che cosa non si sa. Quando va bene ti senti rispondere :vediamo cosa succede cosa decidono i nostri capi, cosa decidono dall’alto. Sembra che siano scomparsi tutte le associazioni, i sindacati, le case del popolo, gli operai arrabbiati, i precari, i poveri ecc.. cioè tutto quel mondo che costituiva la politica e la sostanza della politica di sinistra. Cioè tutto quel mondo senza cui la sinistra non esiste.
Possibile che circa dieci milioni di elettori di questa parte siano improvvisamente svaniti nel nulla senza che nessuno dei capi se ne sia reso conto? Eppure i segnali c’erano tutti da tempo evidenti dalla ascesa di Matteo Renzi a segretario del PD che stava diventando sempre più democristiano
D’altra parte Renzi non è mai stato e mai si è sentito per sua stessa ammissione uomo di sinistra,sognava e continua a sognare un esperienza tutt’al più alla Macron senza averne le capacità ed il carisma in un paese totalmente diverso dalla Francia e continuando a lodare dopo il 4 marzo le sue riforme bocciate dagli italiani. Possibile che in questo grande mondo della sinistra non ci sia ancora nessuno che analizzi le vere cause della sconfitta
Cercando di porvi rimedio ? Oppure cominci ad organizzare la protesta contro questa destra vincente ed i suoi fondamenti ideali , economici, politici che sono sempre stati gli opposti dei nostri ? Battersi per l’accoglienza contro il razzismo dilagante. Per diminuire ed invertire il trend economico secondo cui i poveri sono sempre più numerosi e più poveri ed i ricchi meno numerosi e sempre più ricchi contro una globalizzazione che crea queste situazioni ed aumenta le disparità perchè le scoperte scientifiche siano a disposizione di tutti .inoltre tornare a battersi con forza ed in fretta per l’Europa unita contro fascismi e sovranismi inattuali e retrodatati.
Cittadini,popolo della sinistra ,abbiamo già fatto tardi ,altrimenti non saremmo a questo punto. Dobbiamo ripartire subito senza aspettarci nulla di buono ma essendo pronti ad altre sconfitte finchè il nostro popolo non si sarà riappropriato dei suoi principi ideali e li avrà attualizzati alle prospettive future del pianeta. Quindi ognuno cominci a ripartire dalle proprie comunità,dai propri territori a ricostruire quel mondo di sinistra fatto di politica , di associazionismo, di aiuto ai più deboli,di solidarietà, di cultura, di nuova economia con l’ottimismo della volontà ed il pessimismo dell’intelligenza.

Rino Capezzuoli
Psi Chianti

Rino Capezzuoli
La politica del nulla

Era da molto tempo evidente che saremmo giunti a questo punto, cioè alla politica del nulla. Purtroppo anche gli italiani sembrano contenti di questa situazione salvo poi lamentarsi e votare facendosi grattare la pancia dai cosiddetti populisti di turno che stanno dimostrando tutta la propria incapacità e pochezza ideale e politica senza neppure vergognarsi della propria ignoranza istituzionale. Era chiaro che con questa legge elettorale non si avrebbe avuto nessun vincitore e se torneremo a votare al più presto come sembra dalla voglia di questi dilettanti allo sbaraglio che illusi di poter prendere oltre il 40% sono pronti a sfasciare l’Italia con un’altra campagna elettorale più grottesca e fasulla di quella ci ha portato ai risultati attuali non cambierà quasi nulla. L’Italia è nel vuoto più assoluto.Possibile che gli italiani Non se ne rendano conto e si facciano abbindolare da un reddito di cittadinanza che non avrà mai le risorse per essere attuato ed anzi il giorno dopo le elezioni si mettano in fila per farne richiesta. AL sud sembra si sia passati dal voto mafioso al voto ai 5 stelle. Come se in questo paese non esistesse più nulla a cui aggrapparsi, forse sarebbe meglio un sentimento chiaro di protesta per altro già abbondante fra i nostri concittadini. Non esistono però coloro che lo dovrebbero guidare ed incanalare, cioè la sinistra i sindacati in mancanza di una classe dirigente all’altezza della crisi e senza risposte credibili per questi cittadini troppo spesso delusi. Vista questa situazione occorrerà veramente un sussulto al nostro paese per non finire nel balatro ormai dato per acquisito con troppa rassegnazione da tanti cittadini che lo dimostrano non andando più neppure a votare.

Rino Capezzuoli
Psi Chianti

Scrive Rino Capezzuoli:
A Bologna per discutere

Gentile direttore Mauro del Bue,
ho letto con attenzione il Suo articolo allegato e mi chiedo prima di tutto: quanti di quelli che verranno a Bologna L’avranno letto? Come al solito c’è del buonsenso, io dico sempre in ritardo, quando i disastri sono avvenuti. Mi piace il discorso sui tre piani. Sul primo credo che siamo tutti d’accordo dobbiamo ripartire da lì, seminando sui territori.
Sul secondo cominciano i distinguo.Cioè non è sufficiente ripartire dalla lista insieme ma dobbiamo sia pure turandoci il naso allargare il discorso a tutto lo schieramento di centrosinistra e di sinistra. Sugli amministratori va bene ma dobbiamo invitarli a pensare di più al partito che alle poltrone amministrative,ormai sono ridotti a fare da portaborse
come la nostra segreteria nazionale e che la smettano di andare a mendicare sul carro del vincitore di turno per qualche piatto di lenticchie Quanto all’opposizione se va bene a livello nazionale non è detto che sia sempre giusta anche a livello locale.
Cordiali saluti

Rino Capezzuoli

Rino Capezzuoli
Ai Compagni locali

La domanda è ora cosa facciamo? Cosa fa la sinistra italiana, europea e mondiale? Inutile dividersi tra chi ha avuto ragione e chi torto. Vi invio allegato un articolo che condivido quasi completamente trovato su internet ma che a mio parere non tiene conto dei tempi che non ci sono e non sono sufficienti. (la mia risposta sta nel mio ultimo libro “La politica è una necessità” dove indico alcune cosa che possono essere facilmente realizzate da tutti nei territori. partiamo dal concetto di evitare il solito: “Io si tu no” trasformiamolo in “io Si tu anche” Questo dovrà valere per “tutto lo schieramento” di sinistra a partire da potere al popolo fino alla Lista Lorenzin. Questo è il primo passo da cui ripartire Anche qui da noi nel chianti. È evidente che non è facile ma a mio parere è l’unico modo per risalire la china insieme ad alcuni concetti organizzativi ben chiari a cominciare dagli organi collegiali di direzione a tutti i livelli, non starò a ricordare l’etica morale e politica che do per scontata. Una volta messi in insieme i nuclei di base e territoriali cominciare a rielaborare il progetto politico economico tenendo presente che deve sempre essere la politica e la cultura a guidare i processi di governo e non l’economia.
Ci sono tre aspetti da affrontare con urgenza: il razzismo che come dimostrano i risultati elettorali si è insediato anche nel chianti cioè la lega nord e sono tutti voti di sinistra cioè di sottosviluppo culturale e di mancanza di politica sui territori. Altro problema: Quale prospettiva di sviluppo per il chianti oltre all’olio ed al vino? Un maquillage delle nostre zone industriali fatto di servizi e di energie rinnovabili. Chi se la sente ci contatti via e.mail e si metta al lavoro senza aspettarsi nulla in cambio.

(Non chiedere cosa puoi avere dalla società in cui vivi ma cosa puoi dare ad essa)

Rino Capezzuoli

Scrive Rino Capezzuoli:
Gli italiani votano con la pancia… vuota

Gli Italiani hanno votato ancora una volta con la pancia
che fra qualche mese sarà ancora più vuota.
Io ho rispetto del voto degli italiani,ma non posso non rilevare l’assoluta mancanza di memoria e di cultura politica del nostro popolo e come abbiano fatto vincere questi”dilettanti allo sbaraglio”. Non mi dilungherò sulle furbate di Renzi ne sui due vincitori Di Maio e Salvini, mi interessa di più capire il perché del suicidio della sinistra e con essa dei socialisti. Partiamo da quest’ultimi che se, insieme ai radicali avrebbero raggiunto il fatidico 3% mentre così si devono accontentare di due eletti, il segretario Nencini in toscana al senato e……. Era chiaro come il sole che sarebbe successo questo,visto lo stato del partito ed in cui versano i territori e non diamo la colpa ai giornali e alle tv ma invece all’appiattimento su Renzi della dirigenza del partito che invece di curare la malattia politica del PSI ha lustrato i tacchi al segretario di un partito mai nato, il PD. Un pd che grazie a Renzi ora dopo la batosta rischia di frantumarsi Abbiamo anche un’altra colpa il non aver trasmesso ai nostri giovani la nostra gloriosa storia nel solco dei f.lli Rosselli di Pertini, di Lombardi e dei dirigenti del partito d’azione fino a Pannella e Ciampi.Queste sono colpe storiche di tutta la sinistra che non ha saputo e non sa ancora rispondere in modo credibile alla globalizzazione ed ai cambiamenti che la scienza produce sugli abitanti del pianeta terra. E’ tutto perduto?
Ancora no, poiché i nostri dilettanti andranno presto a sbattere con la realtà del paese e con i problemi del pianeta ammesso che riescano a fare un governo senza maggioranza, oppure dovremo tornare a votare entro breve tempo con tutte le conseguenze del caso. La sinistra però ha bisogno di molto tempo per ripartire ed i problemi incalzano, deve tornare alle radici ricostruire la sua organizzazione a cominciare dai territori e dalle comunità di base occorrono idee e principi saldi e nuovi lavorando per recuperare i nostri giovani che saranno delusi dai cinque stelle.Occorrerà inoltre cominciare a mettere a punto un sistema economico mondiale per battere le disuguaglianze e dare da mangiare a quella parte del mondo che anche oggi soffre la fame e la miseria.o si sente di serie z vedi problema periferie anche in Italia ed in europa. Per questo occorre preparare una classe dirigente adeguata pulita e capace.Nel frattempo dovremo cercare di evitare il peggio ossia una deflagrazione mondiale od ambientale che potrebbe portare alla scomparsa della razza umana, non è detto che ce la faremo.

Rino Capezzuoli
(N.B. non c’è vento favorevole per una barca senza direzione)

La crisi della sinistra

La sinistra  è in crisi in tutto il mondo perché una volta al governo copia la destra e non è in grado di portare ed attuare idee nuove in  termini di uguglianza di produzione di solidarietà etc…Dopo l’inadeguatezza delle  socialdemocrazie  e la rinuncia a trovare una terza via dei partiti socialisti tra capitalismo e statalismo ci si è appiattiti sulla ricerca del meno peggio del capitalismo anziché forzare la mano sui principi etici fondamentali di giustizia  solidarietà mondiale e sviluppo per tutti i popoli ponendo l’uomo  il pianeta e la cultura al  centro della battaglia per la sopravvivenza.

In  fondo la precarizzazione del lavoro e le più grandi disuguaglianze sono il frutto dei governi di sinistra e di questo modo di pensare  e di annacquare tutte le giuste idee radicali perché considerate estremiste. Un’altra battaglia persa perché non combattuta è quella contro la libera circolazione dei capitali finanziari che anziché creare ricchezza hanno accentuato  le disuguaglianze. Ma il più  grosso errore la sinistra lo sta facendo con le posizioni schizofreniche sul problema dei migranti accodandosi spesso alle posizioni razziste della destra xenofoba anziché rivendicare i sacrosanti diritti etici economici e civili a cui si ispiravano i padri fondatori del socialismo.  Questa è la colpa e la macchia indelebile della sinistra attuale che la porterà alla scomparsa salvo improbabili sussulti che non potranno che venire non dall’europa o dall’occidente ricco e culturalmente avanzato ma dalle società primitive del terzo mondo

Rino Capezzuoli

Scrive Rino Capezzuoli:
Dalla parte del socialismo
dei padri fondatori

Ormai sembra chiaro, come avevamo previsto, anche questo congresso servirà ad indebolire il partito socialista.
Lo scontro tra Nencini e Bobo Craxi si va configurando come una resa dei conti, con una rissa continua ed accuse di brogli. Lo avevamo già scritto “dalla padella nella brace” Ma ai veri socialisti di questa rissa interessa poco essi stanno con i padri fondatori del socialismo, con la loro coerenza, con il loro esempio di uomini retti ed onesti verso l’ideale socialista, verso i territori e le popolazioni. Quindi socialisti di base, socialisti delusi non vi arrendete come non si arresero al fascismo di un tempo i nostri padri fondatori perché dopo la tempesta sia pure dura, tornerà il sereno e non saranno stati vani i nostri sacrifici e la nostra resistenza al moderno conservatorismo e trasformismo.

Sarebbe utile che Nencini lasciasse la segreteria del partito e che Bobo Craxi non uscisse dal partito ritrovando un minimo di convivenza ma purtroppo non sarà così. Noi socialisti di base, socialisti di campagna, continueremo a lavorare per il socialismo per un vero riformismo, sapendo che c’è una sinistra da ricostruire da zero, perché il nostro campo politico è il centrosinistra non la nuova dc o il partito della nazione di Matteo Renzi.

Gli italiani voteranno ancora per Renzi nel referendum e forse in qualche altra elezione quindi avremo tutto il tempo per costruire una piattaforma politica progressista basata su quei principi che a parole Renzi aveva promesso e che poi per motivi di potere ha lasciato per strada.. cominciando dalla riforma istituzionale che restringe la partecipazione dei cittadini anziché ampliarla. Del resto quello che sta succedendo ai socialisti succede anche nel partito di Matteo Renzi e quindi quando verrà il momento, cioè avranno capito che la mutazione genetica del partito democratico è cosa compiuta e che esso non è più un partito della sinistra ma del centro-(destra) come dimostra il cambio di iscritti, con gente che se ne va a sinistra e gente che soccorre da destra.. ricominceremo a ricostruire la sinistra di cui ha bisogno il l’Italia e l’Europa.

Se il PSI avesse una vera classe dirigente andrebbe a sinistra da “solo” con le idee socialiste democratiche, così tornerebbe ad occupare il ruolo che gli compete. I nostri dirigenti tutti, invece, alla ricerca del “posto” si accodano a quello che pensano gli possa offrire il posto migliore: Nencini da Renzi, Di Bartolomei da Fassina e come nel 1992 si sono tutti dileguati, oggi si adeguano per un “posto”anziché per un progetto politico coerente.

Rino Capezzuoli

Scrive Rino Capezzuoli
È dagli anni ’70 che l’Italia va indietro

Cari compagni socialisti il 2016 è giunto e le nostre speranze di risorgere sembrano infrangersi ancora una volta nel marasma della politica italiana. Non c’è nessuna voglia di fare un congresso serio. La federazione di Firenze, cioè quella del segretario nazionale del partito è ormai da tempo in agonia. Gli organismi di partito direttivo provinciale e regionale non funzionano più. Quanto alle risorse economiche ed al tesseramento se qualcuno riesce a dire qualcosa ce lo faccia sapere. Nonostante tutto noi crediamo ancora nell’idea socialista, in quel riformismo che manca dagli albori e che trovò espressione nelle ultime riforme fatte in Italia negli anni 1970: regioni, statuto dei lavoratori, divorzio. Da allora l’Italia è andata indietro. Pesa ancora tangentopoli ma abbiamo visto che si è continuato a rubare anche senza i socialisti. Ci sono ex comunisti che rimpiangono Bettino Craxi. C’è un partito di Matteo Renzi nato da una fusione a freddo tra ex dc ed ex pci che si rifiuta di pronunciare la parola socialismo e quindi non ha una sua identità politica IL debito pubblico è salito nel silenzio di tutti ad oltre duemila miliardi e mentre ciò avveniva dov’era la sinistra e dov’è oggi la sinistra italiana ed europea? In italia ed in Europa domina la destra cavalcando facili argomenti: I migranti, la globalizzazione, la non politica, l’egoismo di ognuno, la paura, i nazionalismi. La sinistra su questi argomenti ha avuto paura dell’utopia. Non ha avuto il coraggio di alzare il vessillo dell’Europa unita, degli aiuti al Terzo e Quarto mondo del lavoro per tutti, della lotta con le armi della solidarietà e dei valori di uguglianza, di coerenza di educazione di un moderno diverso sviluppo economico, del ruolo sociale delle aziende. La mancanza di impegno e di coerenza su questi temi ha fatto sì che si affermassero il razzismo, la divisione, la maggior povertà che aumentassero le distanze tra ricchi e poveri. Tutta questa situazione conferma la validità dell’idea di riformismo socialista non ancora attuato e sconosciuto ai cittadini europei. Quindi continuiamo a dire ai socialisti rimasti coerenti con i propri principi ideali e con le propie idee e radici storiche oggi più che mai valide. Se vogliamo tornare a risalire la china dobbiamo tornare a dibattere di politica nelle nostre comunità guardare meno la tv ascoltare meno le chiacchiere dei nostri politici e risalire alle nostre radici ideali locali e nazionali. L’Europa culla della civiltà non può dirsi più tale se chiude le porte alza barriere di filo spinato respinge e fa morire chi gli chiede asilo. Andando avanti così moriremo del nostro egoismo e della nostra stupidità.

Rino Capezzuoli