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Roberto Capocelli
@robbocap

A LIPSIA NASCE LA PROGRESSIVE ALLIANCE. NENCINI: «RICUCIRE LO STRAPPO, TRACCIARE UNA NUOVA FRONTIERA»

Riccardo Nencini-Pse-Lipsia

Il Sozialdemokratische Partei Deutschlands, l’Spd, il più grande partito tedesco era stato fondato a Lipsia il 23 maggio 1963 da Ferdinand Lassalle con il nome di “Associazione generale tedesca dei lavoratori”. Dopo 150 anni, sempre a Lipsia, l’Spd festeggia il suo compleanno lanciando la fondazione della “Progressive Alliance”. Presente ai festeggiamenti anche il segretario del Psi Nencini che, all’Avanti!, ha commentato il battesimo del nuovo soggetto politico affermando che «a Lipsia è nata ufficialmente una nuova organizzazione internazionale che si richiama ai valori del socialismo e della democrazia». Il segretario socialista ha detto che «meglio sarebbe stato non costituire un seconda realtà di questo tipo, ma mantenere l’unità dentro l’Internazionale, trasformandola e adattandola alle esigenze di un mondo cambiato». Insomma, uno strappo che segna un passaggio delicato per il mondo socialista, e dalla cui gestione dipenderà il futuro del riformismo internazionale. Continua a leggere

A LIPSIA PER I 150 ANNI DELL’SPD IL VERTICE DEI SOCIALISTI. PAPANDREU E AYALA RISPONDONO A GABRIEL RILANCIANDO L’INTERNAZIONALE

Nencini-Lipsia-PES

Nel giorno in cui, a Lipsia, la Spd, partito cardine dell’Internazionale socialista e più grande partito socialdemocratico della storia, celebra il suo centocinquantesimo compleanno, i rappresentanti di 80 partiti, provenienti da ogni parte del mondo discutono del futuro del socialismo. Futuro al quale si guarda da tanti punti di vista, alcuni genuinamente rivolti a rilanciare la socialdemocrazia a livello mondiale, altri molto più interessati alle controversie interne e nazionali. Presente anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, invitata dal presidente della Spd, Sigmar Gabriel, che ha partecipato alle celebrazioni in una sorta di clima da “grandi coalizioni” che pur non riduce il peso di quei tanti punti percentuali che separano l’Spd dalla Cdu della Cancelliera. Continua a leggere

Il partito socialista e l’Avanti! rilanciano la battaglia sull’emergenza nelle carceri italiane

Conferenza carceri-Psi

Se è vero come diceva Voltaire che «il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri» allora l’Italia ha molto cammino da fare. Lo sa bene il Partito Socialista Italiano, da sempre in prima fila nella difesa dei diritti civili di cui, il tema carceri, è una delle cartine di tornasole più significative: per questo il Psi lancia la “Rosa dei diritti” per attirare l’attenzione sulla situazione delle carceri italiane e l’Avanti! un reportage per indagare sulla condizione che vivono sia i detenuti che gli uomini della Penitenziaria. Nella sala stampa della Camera dei Deputati si è parlato di emergenza giustizia, di sovraffollamento degli istituti penitenziari e della condizione dei lavoratori che, quotidianamente operano in condizioni di estrema difficoltà all’interno delle strutture di pena. Si è presentato il report sulla condizione delle carceri redatto dal responsabile Diritti del Psi Luigi Iorio, annunciando un’iniziativa forte e finora sposata soltanto da pochissimi altri partiti politici e soltanto un volta l’anno: il prossimo sabato i parlamentari socialisti faranno visita ai detenuti in numerosi istituti penitenziari della Penisola. A introdurre la conferenza stampa è stato l’onorevole Marco Di Lello che ha ricordato l’importanza dell’iniziativa legislativa che i socialisti porteranno avanti affinché «non siano i detenuti a pagare le inefficienze di un sistema che, con interventi mirati e razionali, potrebbe essere migliorato e portato in condizioni minimamente accettabili con poche risorse». Presenti il responsabile Diritti Psi Luigi Iorio, il neo senatore socialista, Enrico Buemi, il direttore dell’Avanti!, Giampiero Marrazzo, il responsabile Enti Locali del Psi, Gerardo Labellarte, e Giuseppe Sconza, Presidente UILPA Penitenziari.     Continua a leggere

E’ morto don Gallo. Il ricordo della sua assistente all’Avanti!: «Credeva nell’uomo»

Don Gallo

«Un uomo in mezzo agli uomini». Così, con la voce rotta dalla commozione, la signora Elisa, storica assistente di Don Andrea Gallo, ha ricordato all’Avanti! il prelato scomparso ieri all’età di 84 anni. È morto a Genova, nella “sua” Genova, quella del cantautore De André, di cui Gallo era grande amico e confidente, e della Canonica della Parrocchia della SS. Trinità e di San Benedetto, sede della Comunità che ospita ragazzi in difficoltà, di cui da anni era animatore. Era un prete da “marciapiede” Don Gallo, un prete scomodo perché sempre vicino “agli ultimi” che non si nascondeva mai dietro il suo abito, rivolgendosi con parole e posizioni chiare anche rispetto a temi scottanti come l’omosessualità, la povertà della Chiesa, l’antifascismo, le questioni di bioetica. «Era un persona al di fuori dal comune, straordinaria e, ciononostante, una persona comune perché era vicino a tutti» dice la signora Elisa continuando a scorrere i ricordi: «la sua diversità era in questo, nella sua capacità di avere amore verso tutti e non giudicare mai». Continua a leggere

I LEADER DEL PSE SI RIUNISCONO A LIPSIA: DUE GIORNI DECISIVI PER IL SOCIALISMO EUROPEO

SPD-PSE-socialismo europeo

Due appuntamenti cruciali per il presente e per il futuro del socialismo mondiale ed europeo. La cornice è quella di Lipsia, luogo simbolo nel cuore dell’Europa dove ebbe luogo la Battaglia delle Nazioni che sancì l’inizio del declino di Napoleone, ma anche città dalla quale partirono, nell’autunno del 1989, le manifestazioni che portarono alla caduta del muro di Berlino: un passaggio cruciale che segnò la fine della disastrosa esperienza comunista affidando definitivamente alla socialdemocrazia la piena sovranità, e la responsabilità di rappresentare la spinta progressista delle società europee e mondiali. In una cornice così carica di memoria avrà luogo la riunione dei leader del PSE che coinciderà con la celebrazione del  150mo anniversario del più antico partito politico tedesco, l’SPD. «Noi saremo presenti come unici italiani iscritti alla famiglia del socialismo europeo. Lì discuteremo la proposta di Hollande sulla necessità di una unione politica europea più autorevole e di un governo economico comune per i paesi dell’euro. Nel secondo appuntamento, il ricordo della fondazione del più antico partito socialdemocratico europeo e l’inaugurazione della campagna elettorale tedesca». Ad affermarlo, in un articolo scritto di suo pugno per il quotidiano Europa, è il segretario del Psi, il senatore Riccardo Nencini che sarà presente a Lipsia. Continua a leggere

I LEADER DEL PSE SI RIUNISCONO A LIPSIA: DUE GIORNI DECISIVI PER IL SOCIALISMO EUROPEO

Internazionale Socialista

Due appuntamenti cruciali per il presente e per il futuro del socialismo mondiale ed europeo. La cornice è quella di Lipsia, luogo simbolo nel cuore dell’Europa dove ebbe luogo la Battaglia delle Nazioni che sancì l’inizio del declino di Napoleone, ma anche città dalla quale partirono, nell’autunno del 1989, le manifestazioni che portarono alla caduta del muro di Berlino: un passaggio cruciale che segnò la fine della disastrosa esperienza comunista affidando definitivamente alla socialdemocrazia la piena sovranità, e la responsabilità di rappresentare la spinta progressista delle società europee e mondiali. In una cornice così carica di memoria avrà luogo la riunione dei leader del PSE che coinciderà con la celebrazione del  150mo anniversario del più antico partito politico tedesco, l’SPD. «Noi saremo presenti come unici italiani iscritti alla famiglia del socialismo europeo. Lì discuteremo la proposta di Hollande sulla necessità di una unione politica europea più autorevole e di un governo economico comune per i paesi dell’euro. Nel secondo appuntamento, il ricordo della fondazione del più antico partito socialdemocratico europeo e l’inaugurazione della campagna elettorale tedesca». Ad affermarlo, in un articolo scritto di suo pugno per il quotidiano Europa, è il segretario del Psi, il senatore Riccardo Nencini che sarà presente a Lipsia. Continua a leggere

“Per una legislatura costituente”: a Roma il seminario di Mondoperaio sulle riforme

Legislatura CostituenteUn seminario di lavoro. Così il direttore della rivista Mondoperaio, Luigi Covatta, organizzatore della tavola rotonda “Per una Legislatura Costituente”, ha definito i lavori apertisi in mattinata a Roma presso la Sala del Refettorio. Un seminario per fare il punto sulla questione delle riforme del sistema istituzionale italiano. Il direttore Covatta ha ricordato infatti che, nonostante tutte le Legislature della Repubblica, dall’ VIII fino a quella attuale, si siano definite costituenti, manca tutt’oggi un ragionamento davvero organico sugli interventi necessari da compiere. Come testimoniato anche dall’ultima tornata elettorale, il Paese ha bisogno, oggi più che mai, di un intervento dalla forte vocazione riformista. Per questo Mondoperaio e il Partito Socialista Italiano hanno sentito il bisogno di mettere insieme un “panel” di punta che ha potuto parlare e confrontarsi con una platea di numerosi ospiti: dal segretario del Psi, il senatore Riccardo Nencini, al presidente Luciano Violante, passando per i professori Cesare Pinelli e Vincenzo Lippolis, fino al ex presidente del CdA Rai, Claudio Petruccioli, e ai deputati del Psi Di Lello, Pastorelli, Locatelli, Di Gioia, gli interventi della mattinata si sono susseguiti restituendo un quadro appassionante autorevole dello stato dell’arte della tanto attesa riforma del sistema istituzionale italiano. Continua a leggere

Con il Pdl al governo rispunta il condono tombale: era “nascosto” in un emendamento

Ecomostri-condono

E come poteva mancare il condono edilizio. Il Pdl al governo non smentisce la sua vocazione a promuovere pratiche non proprio in sintonia con le regole. Del resto, proprio questa attitudine rappresenta il collante con lo zoccolo duro dell’elettorato del partito del Cavaliere. L’emendamento “trappola”, a firma del deputato pdellino Domenico De Siano, è stato notato da uno dei relatori del provvedimento, il senatore del Partito Democratico Stefano Esposito che, all’interno del decreto sulle emergenze naturali, si è accorto che il comma 27-ter presentava uno strano giro di parole. Continua a leggere

“Mala-Lobby”, Nencini pioniere della regolamentazione lancia proposta di legge

Transatlantico

Nel linguaggio anglosassone le “lobby” sono gruppi di pressione che cercano di esercitare la propria influenza sul potere politico al fine di curare i propri, legittimi, interessi. Un sale per la democrazia e una pratica esercitata, oltre che dai tradizionali attori economici, anche da organizzazioni di diritti umani e gruppi di cittadini accomunati da uno specifico interesse. Nulla di male, fino a quando tutto è alla luce del sole. Diverso è, invece, se gli strumenti di pressione diventano oscuri, segreti, illegali. È quello il confine che trasforma l’attività di lobbying in qualcosa con un altro nome: corruzione. «Innanzitutto è bene precisare che quanto emerge dal servizio de “Le Iene” descrive un’attività di tipo criminale e non di lobbying. Pagare i politici rientra in un reato delineato dalla legge anticorruzione, definito traffico di influenze». A dichiararlo all’Avanti!, in riferimento ad un’intervista anonima rilasciata alla popolare trasmissione televisiva “Le Iene”, è il professor Giuseppe Mazzei, docente universitario, giornalista, fondatore e presidente dell’associazione “Il Chiostro – Per la trasparenza delle lobby”, la prima associazione di lobbisti italiani. Una regolamentazione del settore è possibile. Ha fatto scuola il “modello Toscana” promosso nel lontano 2002 da Nencini, segretario del Psi, allora presidente del Consiglio regionale toscano. Quella legge regionale ante litteram di disciplina dei gruppi di pressione e di interesse ha gettato le basi di una proposta di legge innovativa depositata al Senato. Continua a leggere

E’ morto il generale Videla. Durante la dittatura fu il responsabile dei 30mila “desaparecidos” argentini

Argentina-diitatore-Jorge Videla

Per ironia della sorte è morto a maggio, il mese che dà il nome a quella Plaza de Mayo dove, inamovibili, sfilavano le madri dei ragazzi che aveva fatto prima sequestrare illegalmente, poi torturare e infine uccidere. Una generazione cancellata. Si è spento ieri il dittatore argentino Jorge Rafael Videla nel carcere “Marcos Paz” di Buenos Aires, dove era recluso per crimini contro l’umanità. Con lui se ne va un pezzo della storia del secolo scorso, una pagina oscura. Si chiamava “Piano Condor” quello che l’Amministrazione USA mise in essere nel continente latinoamericano: l’obiettivo era quello di tenere a bada il “giardino di casa” ed evitare che questo potesse prendere derive progressiste poco gradite nella Washington della Guerra Fredda. Di quel “Plan Condor” fu figlio, come Pinochet, anche il generale dell’esercito argentino Videla, leader della giunta militare e responsabile del golpe che depose Isabelita Peron, dando vita ad una dittatura tra il 1976 e il 1981 eufemisticamente chiamata “el proceso”. Non si ravvide mai, rivendicando tutta la vita il suo operato. Ora non parlerà più, ma non per questo lascia dubbi in merito ad un possibile pentimento. Continua a leggere