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Rosella Maiorana

Migranti, Gentiloni:
i risultati si vedono ma…

Immigrati/Migranti, Gentiloni: Ue troppo lenta, serve politica comuneIl presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha incontrato oggi a Lubiana il primo ministro sloveno Miro Cerar, discutendo in una conferenza stampa in merito alla problematica dei flussi migratori e delle disposizioni date dall’Unione Europea. Gentiloni ha affrontato ufficialmente il problema dell’importanza da dare alle decisioni prese dalla Corte europea e del rispetto di esse da parte di tutti i paesi membri.

La Corte ieri si era espressamente pronunciata contro il modus operandi portato avanti dall’Ungheria e dalla Slovacchia e Gentiloni ha oggi sottolineato vivamente il fatto che tutti i Paesi dell’Unione Europea si debbano impegnare apertamente, come stanno già facendo l’Italia e la Slovenia.

I risultati ci sono e sono tangibili, ma non bisogna mettere un freno adesso, occorre proseguire in questa direzione, modificando il metodo di lavoro di alcuni paesi e rispettando il tanto ostentato ed elogiato principio di solidarietà, alla base delle decisioni prese dalla Corte e confermato anche negli ultimi giorni.

Il Premier ha poi concluso il suo discorso facendo riferimento agli accordi di Dublino e lanciando un ultimo monito a tutta l’Europa: «C’è un grande lavoro da fare sulla revisione degli accordi di Dublino. […] Quando l’Unione Europea prende decisioni devono essere rispettate. Lo fa l’Italia, lo fa la Slovenia, lo facciano tutti i Paesi».

Paura a Baghdad: l’Isis rivendica l’attacco

bagadadIl terrore continua purtroppo a diffondersi: mercoledì 29 marzo ’17 si è verificato l’ennesimo attacco terroristico dell’Isis nella parte meridionale della città di Baghdad, causando una decina di vittime e un numero ancora non certo e sempre crescente di feriti. L’attacco suicida, avvenuto per mezzo di un camion-bomba contro un check-point, è stato successivamente rivendicato dallo Stato Islamico attraverso la sua agenzia stampa “Amaq”, in cui il kamikaze è stato identificato con un “martire alla guida di un camion contenente diverse tonnellate di esplosivo”.

L’Isis cerca ormai da parecchio tempo di contrastare le forze irachene per il dominio della città di Mosul. Secondo le fonti, il conducente avrebbe innescato gli esplosivi in un posto di controllo delle forze di sicurezza a sud di Baghdad, facendo saltare in aria il camion in mezzo ad altri veicoli fermi al posto di blocco.

Il clima di allarme non si placa, si percepisce ancora nell’aria la paura per l’attacco di Londra del 22 marzo ’17 (verificatosi nel giorno del primo anniversario degli attentati di Bruxelles), iniziato nelle vicinanze del ponte di Westminster e proseguito nei pressi del Palazzo di Westminster.

È di oggi, inoltre, la notizia dello smantellamento di una cellula jihadista a Venezia: lo sgomento e l’angoscia sono purtroppo in continuo aumento.

Starbucks sbarca a Milano: si parla di 350 nuovi posti di lavoro

Dopo tanti anni di attesa, sembra finalmente giunto il momento dell’approdo a Milano della nota catena statunitense di caffetterie Starbucks. Fondata da Howard Schultz a Seattle il 30 marzo 1971, già nel 2016 la compagnia aveva annunciato in un comunicato stampa sul sito ufficiale l’apertura del primo Starbucks italiano l’anno seguente a Milano. L’attesa è ora terminata: il telo bianco che copriva il Palazzo delle Poste di piazza Cordusio è stato tolto, svelando ai cittadini il nome di Starbucks, che aprirà al pubblico entro la fine del 2018.

L’amministratore delegato Schultz, intervistato da alcune testate giornalistiche italiane, ha esposto oggi il suo ambizioso progetto imprenditoriale, dando anche il proprio parere sulla tanto discussa questione del giardino esotico allestito in piazza Duomo dalla stessa compagnia americana per scopi pubblicitari.

Il negozio che aprirà a Milano sarà differente dai soliti Starbucks che conosciamo, ricalcando infatti un tipo di caffetteria della compagnia esistente solo nella originaria Seattle. Piazza Cordusio ospiterà, pertanto, una Roastery, cioè un locale molto grande (circa 2.500 metri quadrati) ed elegante, a metà tra una torrefazione e un bar. Il progetto di Schultz prevede, inoltre, l’apertura di un negozio simile anche a Shanghai nel 2017 e a New York e Tokyo nel 2018.

Princi, la famosa catena milanese di panetterie, contribuirà al progetto con i propri prodotti da forno, i quali saranno venduti anche nelle altre Roastery della compagnia statunitense. Dopo l’apertura a Milano, il gruppo imprenditoriale Percassi, partner di Starbucks per l’Italia, si occuperà di altre filiali italiane.

Riguardo al caso delle palme, Schultz ha manifestato ai giornalisti il proprio stupore, ribadendo di voler, con quel gesto, offrire soltanto un dono alla città: «Lo facciamo prima di aprire la caffetteria, è una sorta di captatio benevolentiae e anche per questo la reazione ci ha stupiti così tanto».

L’amministratore delegato ha poi esposto le novità che caratterizzeranno il locale, a partire dai cinque nuovi tipi di caffè, oltre al tradizionale espresso, fino alla presenza di tubi che attraverseranno i soffitti, nei quali passeranno i grani a vista. Il cliente potrà, in aggiunta, comprare le miscele e gli altri prodotti Starbucks, avendo a disposizione in loco il wifi, la musica e tanti altri servizi.

Schultz ha dato, infine, un annuncio abbastanza importante, considerata la situazione di crisi lavorativa che i giovani del nostro paese stanno attraversando da ormai parecchi anni: «Circa 100 persone lavoreranno nella Roastery milanese. Complessivamente creeremo 350 posti di lavoro in Italia». Si prospetta, quindi, un’allettante occasione per i milanesi (e non solo), alcuni dei quali potranno ritenersi fortunati, trovando impiego presso Starbucks e abbandonando finalmente lo stato di disoccupazione.

Rosella Maiorana

Trappist-1 e i suoi sette pianeti: scoperto un nuovo sistema extrasolare

Possono anche altri pianeti ospitare la vita? Esistono nell’immenso universo corpi celesti simili alla nostra Terra? Queste sono solo alcune delle tante domande che l’uomo si è posto e si pone tutte le volte che alza il proprio sguardo verso il cielo e vede la moltitudine di stelle che lo circonda. La ricerca astronomica è in continua evoluzione e non s’arresta un’ora, ottenendo spesso sorprendenti risultati.

Una risposta a tali interrogativi è arrivata proprio in questi giorni dalla Nasa, la quale ha annunciato la scoperta di un nuovo sistema planetario formato da ben sette pianeti, che ruotano intorno al loro “Sole”, chiamato Trappist-1 e distante 39 anni luce.

Gli artefici di questa scoperta sono stati Michaël Gillon dell’Università belga di Liegi e il suo team internazionale di astronomi, i quali hanno reso nota su Nature la ricerca compiuta, aprendo così uno spiraglio di luce sulla possibilità che esistano forme di vita anche in altre parti dell’universo.

Sistema-SolareTre dei sette pianeti sono situati nella fascia abitabile, cioè in una zona del sistema collocata a una distanza tale dalla stella da poter avere la presenza di acqua allo stato liquido. Questa scoperta li pone, perciò, tra i principali candidati a ospitare la vita.

I sei pianeti più vicini a Trappist-1 sono stati denominati dagli studiosi “gemelli” della nostra Terra, in virtù delle loro dimensioni, della temperatura e della loro probabile composizione rocciosa. Sono pochissime, invece, le notizie possedute sul settimo pianeta.

Trappist-1, scoperto dal team nel maggio del 2016 insieme ai tre pianeti della fascia abitabile, è una stella nana ultrafredda, meno calda e più piccola del Sole, la cui massa è un decimo di quella della nostra stella, mentre la sua luminosità corrisponde a 5 decimillesimi di quella solare.

Il nome trae origine dal TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope south (Trappist-south), un telescopio di proprietà dell’Università di Liegi installato all’Osservatorio di La Silla sulle Ande e progettato col fine di monitorare alcune stelle nane, per scoprire l’esistenza di nuovi pianeti.

Questo neo sistema planetario è caratterizzato dalla elevata vicinanza dei suoi pianeti, maggiore rispetto a quella dei corpi celesti del nostro sistema solare. I sette parenti della Terra compiono inoltre un’orbita completa intorno alla loro stella molto più rapidamente rispetto ai nostri e il loro anno ha, quindi, una durata che va da un minimo di un giorno e mezzo a un massimo di 12,3 giorni.

La Nasa si propone ora di lanciare nello spazio il telescopio James Webb (probabilmente nel 2018), con l’obiettivo di scoprire la composizione dell’atmosfera di questi pianeti e la loro emissione termica.

Rosella Maiorana

Enciclopedia Treccani:
92 anni di storia e di cultura

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“L’Istituto ha per oggetto la compilazione, l’aggiornamento, la pubblicazione e la diffusione della Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti iniziata dall’Istituto Giovanni Treccani, e delle opere che possono comunque derivarne, o si richiamino alla sua esperienza, in specie per gli sviluppi della cultura umanistica e scientifica, nonché per esigenze educative, di ricerca e di servizio sociale.” (Finalità istituzionali della Treccani)

Il 18 febbraio 1925 ebbe inizio, a Roma, l’avventura dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, frutto della collaborazione nata tra l’industriale e mecenate Giovanni Treccani e il filosofo e storico della filosofia Giovanni Gentile.

In qualità di presidente e di direttore scientifico, i due fondatori non rimasero per molto tempo da soli in questa iniziativa editoriale, vantando come collaboratori altri importanti nomi della cultura italiana di quegli anni, tra i quali Calogero Tumminelli (direttore editoriale), Antonino Pagliaro (capo redattore, sostituito poi nel 1929 da Bruno Migliorini, a causa di alcuni contrasti con Gentile), il maresciallo d’Italia Luigi Cadorna, lo storico Gaetano De Sanctis, l’economista Luigi Einaudi e il giornalista Ugo Ojetti.

Dopo la fase preparatoria e di formazione del direttivo tecnico, nel 1929, l’Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, nota più comunemente con il nome di Treccani, finalmente fu edita, dando all’Italia la sua tanto attesa enciclopedia nazionale.

La prima edizione dell’Enciclopedia Italiana Treccani, costituita da 35 volumi di testo e da uno di indici, venne pubblicata fino al 1937, ottenendo un grandissimo successo.

Le difficoltà economiche, però, non tardarono e nel 1931 Treccani si trovò costretto a iniziare una collaborazione finanziaria con le case editrici Bestetti e Tumminelli e Fratelli Treves, dando vita così alla società Treves-Treccani-Tumminelli. Nel giugno del 1933, infine, la neonata società mutò definitivamente il proprio nome in Istituto della Enciclopedia Italiana, nella quale Guglielmo Marconi venne nominato come presidente.

I problemi economici cessarono, ma la Treccani dovette ora affrontare gli anni turbolenti del Fascismo in Italia e, di certo, il peso del regime si fece sentire. A gestire i rapporti con Mussolini fu direttamente Giovanni Gentile, definito con fermezza da Treccani come un uomo di partito e di idee, ma anche leale e di fede.

Il fondatore lombardo, infatti, diede carta bianca al compagno, ma non si mostrò debole di fronte al regime, affermando più volte: “La politica qui non c’entra né deve entrarci”.

Dal 1935 al 1943 furono pubblicate varie voci dell’enciclopedia in fascicoli separati, tra cui però si nota anche la voce “Fascismo”, redatta da Giovanni Gentile e firmata da Benito Mussolini e da Gioacchino Volpe.

Finita la guerra, nel 1946, fu invece Luigi Einaudi a prendere in mano le redini dell’Istituto, l’anno seguente fu la volta di Gaetano De Sanctis al quale, poi, seguirono altre importanti personalità della cultura italiana.

Ancora oggi, a distanza di ben 92 anni, l’Istituto fa dell’indipendenza dallo Stato il suo punto forte, mantenendo un legame solo con il Presidente della Repubblica, al quale spetta la nomina del Presidente dell’Istituto, in virtù dell’importanza culturale che riveste questa figura a livello nazionale.

A seguito dei continui aggiornamenti e dell’aggiunta di appendici, attualmente l’Enciclopedia consta di svariate decine di migliaia di pagine, racchiuse in ben 72 volumi.

Il 30 maggio 2009 l’Istituto giunge a un accordo con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, il quale ottiene la presenza in due siti del Ministero di alcuni materiali disponibili con licenza Creative Commons.

Nasce, inoltre, un collegamento tra il portale Scuola della Treccani e il portale Innova Scuola del Ministero, per permettere agli studenti di accedere al vocabolario e ai lemmi enciclopedici presenti sul sito della Treccani. Nel 2015, infine, l’Istituto apre le sue porte definitivamente al mondo informatico e digitale, rendendo l’Enciclopedia Treccani consultabile online gratuitamente dal sito internet ufficiale.

La Treccani è ancora oggi, dopo 92 anni di vita, un pilastro della cultura italiana, la massima impresa di ricerca e lo strumento privilegiato da studenti e da studiosi che vogliono approfondire le conoscenze acquisite, risolvere dubbi linguistici o ampliare il proprio bagaglio culturale.

Rosella Maiorana