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S. R.

La corruzione fa diminuire gli investimenti esteri

palazzi in costruzioneIl fenomeno della corruzione in Italia fa diminuire gli investimenti esteri del 16% e fa aumentare del 20% il costo complessivo degli appalti. Lo afferma lo studio di Unimpresa sui costi dell’illegalità, pubblicato mentre è in corso l’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma sul nuovo Stadio della Roma. Negli ultimi 10 anni, la corruzione ha eroso 10 miliardi di euro l’anno di prodotto interno lordo per complessivi 100 miliardi in un decennio.
Ma non solo. Le aziende che operano in un contesto corrotto crescono in media del 25% in meno rispetto alle concorrenti che operano in un’area di legalità. In particolare, le piccole e medie imprese hanno un tasso di crescita delle vendite di oltre il 40% inferiore rispetto a quelle grandi. Per il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, le indagini di questi giorni sulla città di Roma rendono urgente un intervento serio da parte del governo e del Parlamento per ridurre i costi dell’illegalità che gravano sulle imprese italiane.
Lo studio di Unimpresa parte dal presupposto che il costo della corruzione nell’Ue raggiunge i 120 miliardi di euro l’anno, pari all’1% del Pil dell’Unione europea. La corruzione può far aumentare del 20% i costi complessivi dei contratti di appalti pubblici. Non è facile calcolare i costi economici complessivi del fenomeno che può essere calcolata, facendo una sintesi tra diverse fonti internazionali, come il 5% del Pil a livello mondiale.
Nel mondo ogni anno si pagano più di 1.000 miliardi di dollari di tangenti e va sprecato, a causa della corruzione, circa il 3% del Pil mondiale: a questi danni economici vanno aggiunti quelli altrettanto gravi del degrado etico e sociale. Unimpresa rileva che secondo una recente analisi internazionale, il peggioramento di un punto dell’Indice di percezione della corruzione in un campione di paesi determina una riduzione annua del prodotto interno lordo pari allo 0,39% e del reddito pro capite pari allo 0,41% e riduce la produttività del 4% rispetto al prodotto interno lordo.
Unimpresa nel suo rapporto ha segnalato: “Visto che l’Italia nell’ultimo decennio ha visto un crollo del proprio punteggio nel Cpi (indice di percezione della corruzione) da 5,5 a 3,9, si può stimare una perdita di ricchezza causata dalla corruzione pari a circa 10 miliardi di euro annui in termini di prodotto interno lordo, circa 170 euro annui di reddito pro capite e oltre il 6% in termini di produttività”.
Particolarmente pesante secondo l’associazione, poi, è: “L’impatto di questi costi sulla crescita del Paese, perché la corruzione diffusa altera, innanzi tutto, la libera concorrenza e favorisce la concentrazione della ricchezza in capo a coloro che accettano e beneficiano del mercato della tangente a scapito di coloro che invece si rifiutano di accettarne le condizioni”.
Nello studio di Unimpresa è stato indicato: “La sola discesa nella classifica di percezione della corruzione provoca la perdita del 16% degli investimenti dall’estero; le imprese che operano in un contesto corrotto e che devono pagare tangenti crescono in media quasi del 25% in meno di quelle che non devono affrontare tale problema; mentre le piccole imprese hanno un tasso di crescita delle vendite di oltre il 40% inferiore rispetto a quelle grandi”. Secondo gli analisti dell’associazione: “Quando la corruzione assume carattere endemico e pervasivo, essa diviene sistema, in grado addirittura di falsare la rappresentanza democratica e compromettere la stabilità governativa di un paese”.
Nella ricerca di Unimpresa si legge anche: “Recenti avvenimenti testimoniano che talvolta le stesse leggi, omettendo di prevedere precisi vincoli di destinazione e rigorosi obblighi di rendiconto all’attività di spesa, crea i presupposti per favorire l’illecita dissipazione del pubblico denaro. Inefficaci risultano anche i sistemi di controllo sociale. Nella finalizzazione dei suoi programmi delittuosi ed economici, la criminalità organizzata pone sempre più cura alle forme di condizionamento dei rami dell’apparato pubblico, alle intromissioni negli stessi circuiti finanziari, ritagliandosi, in tal modo, spazi di potere in ambito economico e nella società civile”. Gli avvertimenti degli analisti di Unimpresa sono stati molto chiari: l’etica nell’economia e nella politica sono fondamentali per la democrazia.
Risolvere la piaga sociale della corruzione significa risolvere molti problemi del paese. Le forze politiche che sapranno farlo, otterranno certamente i consensi elettorali per poter governare l’Italia nei prossimi anni.

S. R.

Il cambiamento della mappa del potere

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Sta per cambiare l’organigramma amministrativo del potere italiano. Ci sono centinaia di poltrone tra dirigenti della Pa, segretari generali, capi dipartimento dei dicasteri, capi area, staff di premier e ministri, vertici delle Agenzie, tutti soggetti ad un eventuale ricambio sulla base della legge 165 del 2001, lo  ‘spoil system’ che dà al nuovo governo la facoltà di revocare o confermare gli incarichi  entro 90 giorni dal giuramento.

Una norma introdotta per fare in modo che i tempi degli incarichi dirigenziali non superino la durata dell’organo politico che li ha nominati e che dunque farebbe saltare le poltrone assegnate durante i governi di Renzi e Gentiloni. A partire da Palazzo Chigi, dove a parte il naturale ricambio nello staff del premier, ci sono in ballo la poltrona di segretario generale, quella del consigliere diplomatico oltre a ben 19 capi dipartimento, dalla Protezione civile al delicato Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (il Dis).

Tra i posti chiave in attesa di assegnazione al Tesoro, la scrivania del direttore generale, dopo le dimissioni di Vincenzo La Via, e quella del Capo commissione speciale per fabbisogni standard, occupata in precedenza da Luigi Marattin poi eletto a Montecitorio. Esposte allo spoil system ci sono anche le nomine del capo di gabinetto, del ragioniere generale dello Stato e del capo dipartimento delle Finanze.

Restano in attesa di riconferma o di sostituzione tutti i capi di gabinetto e gli staff dei ministri in tutti gli altri dicasteri, Mise e Giustizia, tra i fronti più caldi. Da riconfermare o sostituire anche i vertici dell’Agenzia delle entrate, Demanio e Dogane, soggetti anch’essi allo spoil system.

Tempi stretti per rinnovare i cda in scadenza di Cdp e Rai. Entro il 16 giugno il Tesoro deve presentare la lista per Cassa Depositi e Prestiti. L’attuale presidente Claudio Costamagna , ha già ufficializzato l’indisponibilità a un secondo mandato. Qualche giorno fa, il banchiere Costamagna ha dichiarato: “Come ho avuto sempre modo di dire, proveniendo da una carriera trentennale nel mondo privato, ho vissuto questo prestigioso incarico come una missione a tempo determinato”.

Alla presidenza di Cdp, su indicazione delle fondazioni che detengono il 16% dell’istituto, potrebbe andare Massimo Tononi, come Costamagna con un passato in Goldman Sachs e più recentemente alla presidenza di Mps. L’assemblea degli azionisti è prevista in prima convocazione il 20 giugno e il 28 di questo mese per l’eventuale seconda. Rimane comunque fermo il termine del 16 per la presentazione delle liste. Il cda nomina il presidente che dovrà ottenere il via libera da parte della commissione di vigilanza a maggioranza di due terzi. M5S e Lega da soli non bastano.

A fine giugno dovrà essere rinnovato il cda della Rai con le nuove disposizioni previste dalla riforma Renzi. Cda a sette membri di cui quattro nominati da camera e Senato, due dal Tesoro (che indicherà anche l’ad) e uno dai dipendenti. Oggi sono stati resi i nomi delle autocandidature per i componenti di nomina parlamentare. In totale 365 candidati ma 129 hanno inviato il curriculum sia alla Camera e sia al Senato. Tra questi figurano molti componenti dell’attuale cda come Carlo Freccero e Arturo Diaconale. Tra i nomi noti ci sono Michele Santoro e Giovanni Minoli, l’ex deputata Nunzia De Girolamo, l’ex direttore del Censis Giuseppe De Rita. Ha presentato il curriculum Emmanuel Gout, ex presidente di Tele+, ex volti noti della Rai come Fabrizio Del Noce. C’è anche l’ex iena Dino Giarrusso, candidato alle politiche con il M5S. C’è Alberto Contri già in passato nel cda Rai ai tempi di Zaccaria presidente. C’è anche Stefano Rolando, a lungo capo del dipartimento editoria di Palazzo Chigi, il fondatore del Codacons Carlo Rienzi e Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Consumatori. Nell’arco dei prossimi tre mesi, dunque, verrà ricostruita la nuova mappa del potere in Italia.

S R

Istat, torna e scendere l’export

cargo-exportSecondo i dati dell’Istat pubblicati oggi, ad aprile 2018, dopo l’ampio incremento di marzo, la dinamica congiunturale dell’export italiano con i paesi Extra Ue torna ad essere negativa, anche se in misura contenuta. L’Istat ha stimato una lieve riduzione congiunturale (-0,9%) per le esportazioni e un aumento significativo per le importazioni (+2,4%). La flessione congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è più accentuata per i beni strumentali (-4,2%) ed esclude l’energia (+10,5%) e i beni intermedi (+1,8%). Dal lato dell’import, la crescita congiunturale è sostenuta da beni di consumo non durevoli (+6,7%), beni strumentali (+5,1%) e beni intermedi (+4,7%).

Nel comunicato diffuso dall’Istat si legge: “Nell’ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue si conferma ampiamente negativa (-3,1%), con flessioni più accentuate per i beni di consumo non durevoli (-6,9%) e i beni di consumo durevoli (-4,6%), di intensità minore per i beni intermedi (-1,6%) e beni strumentali (-1,2%). Nello stesso periodo, le importazioni registrano una crescita pari a +1,2%, determinata dall’energia (+6,5%).

Ad aprile 2018, nonostante le flessioni congiunturali degli ultimi mesi le esportazioni sono comunque in aumento su base annua (+4,8%). La crescita è marcata per l’energia (+15,0%), beni di consumo non durevoli (+8,7%) e beni intermedi (+5,3%). Anche le importazioni registrano un marcato aumento tendenziale (+11,4%), determinato principalmente dall’energia (+20,8%) e dai beni intermedi (+16,5%). La correzione per gli effetti di calendario porta la variazione dell’export a +3,2% e quella dell’import a +7,2%.

Il surplus commerciale ad aprile 2018 è stimato pari a +1.859 milioni, in riduzione rispetto a +2.553 milioni di aprile 2017. Da inizio anno aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +18.942 milioni gennaio-aprile 2017 a +19.573 milioni di gennaio-aprile 2018).

Ancora con riguardo al confronto tendenziale, ad aprile 2018 l’export verso i paesi OPEC (-6,1%), paesi ASEAN (-5,9%) e Russia (-1,3%) è in flessione. In aumento le vendite di beni verso Stati Uniti (+6,0%), Svizzera (+11,3%), Cina (+9,5%), i paesi MERCOSUR (+15,2%) e Giappone (+6,9%).

Gli acquisti da paesi OPEC (+29,1%) e Stati Uniti (+21,0) registrano aumenti tendenziali più ampi della media delle importazioni, mentre sono in calo quelli dai paesi MERCOSUR (-5,2%) e dai paesi ASEAN (-2,9%)”.

Sintetizzando i dati, l’Istat ha commentato: “Dopo l’ampio incremento di marzo, la dinamica congiunturale dell’export con i paesi Extra Ue torna ad essere negativa ad aprile, anche se in misura contenuta. L’evoluzione congiunturale delle importazioni fa registrare tre mesi di crescita consecutiva, con un incremento molto marcato su base annua ad aprile. Anche le vendite registrano un rilevante aumento tendenziale che si riduce solo parzialmente dopo la correzione per i giorni lavorativi. Stati Uniti, Cina e Svizzera trascinano la crescita tendenziale dell’export”.

Il preoccupante segnale negativo dopo una serie positiva va monitorato a breve per comprendere se si tratta di un calo fisiologico o se è calata la competitività della produzione italiana.

S.R.

Grafene, scoperta (italiana) rivoluzionaria

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È stata scoperta una nuova proprietà del grafene che potrebbe rivoluzionare i dispositivi per la trasmissione dei dati. I ricercatori europei del progetto Graphene Flagship  hanno mostrato per la prima volta che il grafene ha la capacità di ‘generare luce alla terza armonica ottica con efficienza controllabile elettricamente’. Questa scoperta, frutto di una ricerca condotta dal Politecnico di Milano in collaborazione con l’University of Cambridge e l’Istituto Italiano di Tecnologia, è stata pubblicata ieri su  Nature Nanotechnology.

Secondo gli scienziati,  la scoperta ‘sarà alla base dello sviluppo di dispositivi ottici miniaturizzati che sfruttino frequenze ottiche precedentemente inutilizzate  per trasmettere su banda larga una impressionante quantità di dati’ in modo estremamente veloce. Giulio Cerullo, professore del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano, ha commentato: “Il grafene è un materiale che non finisce mai di sorprenderci, mostrando proprietà straordinarie in ogni campo di applicazione. Questo studio ha mostrato la capacità del grafene di accendersi a comando, generando luce di nuovi colori con una efficienza controllata elettricamente”.

Il professore Andrea Ferrari dell’università di Cambridge ha affermato: “Il progetto Graphene Flagship ha fatto un ingente investimento nello studio delle proprietà ottiche del grafene. Questo importante risultato potrebbe portare a nuovi dispositivi per le comunicazioni ottiche che lavorano su un amplissimo intervallo di frequenze, consentendo l’elaborazione e la trasmissione di una grandissima quantità di informazione”.

La generazione di armoniche ottiche è un processo ottico non lineare che crea nuovi colori quando luce laser di elevata intensità interagisce con un materiale. In particolare, la generazione di terza armonica produce luce la cui frequenza è il triplo di quella della luce incidente, quindi a partire dalla luce infrarossa invisibile può produrre una intensa luce visibile. Il grafene, nonostante sia il materiale più sottile esistente perché ha lo spessore di un solo strato di atomi, ha una risposta ottica non lineare sorprendentemente elevata.

I partner del progetto Graphene Flagship hanno dimostrato per la prima volta che il processo di generazione di terza armonica in grafene può essere controllato in maniera molto efficace mediante l’applicazione di un campo elettrico esterno. In altre parole, la luce di colore visibile generata dal grafene può essere accesa o spenta in modo molto semplice tramite una tensione applicata al materiale. Proprietà questa unica del grafene. Il Graphene Flagship è stato lanciato dall’Unione Europea nel 2013 come la più grande iniziativa di ricerca di sempre. Con un budget di 1 miliardo di euro, rappresenta una nuova forma di iniziativa congiunta e coordinata di ricerca su una scala senza precedenti.

L’obiettivo generale del Graphene Flagship è quello di portare, nell’arco di un decennio,  il grafene e i materiali bidimensionali dai laboratori accademici ad avere un impatto sull’industria e la società europea, facilitando la crescita economica e creando nuovi posti di lavoro. Attraverso un consorzio accademico-industriale composto da oltre 150 partner in oltre 20 paesi europei, lo sforzo di ricerca copre l’intera catena del valore, dalla produzione di materiali ai componenti e all’integrazione di sistemi, e si rivolge a una serie di obiettivi specifici che sfruttano le proprietà uniche del grafene e dei materiali bidimensionali.

Se ci fosse stata la Brexit prima del 2013, molto probabilmente il Regno Unito non avrebbe fatto parte del progetto che ha comunque visto le intelligenze italiane in un ruolo protagonista.

Salvatore Rondello

Produzione industriale e Turismo in aumento

turisti-2L’Istat ha comunicato oggi i dati aggiornati sulla produzione industriale. A marzo 2018 ha stimato un aumento dell’1,2% dell’indice destagionalizzato della produzione industriale rispetto a febbraio. Nella media del trimestre gennaio-marzo 2018 la produzione ha registrato una variazione nulla nei confronti dei tre mesi precedenti.
L’indice destagionalizzato mensile ha evidenziato variazioni congiunturali positive in tutti i comparti. Sono aumentati i beni di consumo (+2,5%), l’energia (+1,3%), i beni strumentali (+0,8%) e i beni intermedi (+0,7%).
Corretto per gli effetti di calendario, a marzo 2018 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 3,6% (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 23 di marzo 2017). Nella media dei primi tre mesi dell’anno la produzione è aumentata del 3,4% su base annua.
Sempre su base annua gli indici corretti per gli effetti di calendario hanno registrato a marzo 2018 variazioni positive in tutti i raggruppamenti. In misura rilevante è aumentata l’energia (+8,6%). Aumenti apprezzabili hanno registrato anche i beni strumentali (+3,4%) i beni di consumo (+3,3%) e, in misura più lieve, i beni intermedi (+1,8%).
I settori di attività economica che hanno registrato la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+11,9%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+4,6%) e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+4,2%). Diminuzioni sono state rilevate invece nei settori dell’attività estrattiva (-8,1%) e della fabbricazione di prodotti chimici (-0,4%).
Ai dati sulla produzione vanno aggiunti quelli sul turismo emersi dalla XVIII Conferenza “L’Italia e il turismo internazionale – risultati e tendenze per incoming e outgoing nel 2017”. L’importante manifestazione si è svolta a Venezia per iniziativa di CISET e Università Ca’ Foscari di Venezia in collaborazione con la Banca d’Italia.
In sintesi, sono stati 39,1 i miliardi di Euro spesi dai visitatori internazionali in Italia tra gennaio e dicembre 2017, a fronte di 36,4 miliardi nel 2016. In aumento anche i consumi dei viaggiatori italiani all’estero: 24,5 miliardi di Euro nel 2017, contro 22,5 miliardi nell’anno precedente.
Nel 2017, il saldo netto della bilancia dei pagamenti turistica in Italia è rimasto positivo, pari a 14,6 miliardi di Euro, in aumento rispetto a quello registrato nel 2016 (13,8 miliardi, +5,7%). Il risultato è generato da una crescita significativa delle entrate internazionali per turismo (+7,7%), di poco superata dall’espansione delle uscite internazionali (+8,9%).
Claudio Doria della Banca d’Italia, nella sua relazione introduttiva, ha evidenziato come nel 2017 le spese dei viaggiatori stranieri in Italia abbiano raggiunto i 39.155 milioni di euro, con un aumento del 7,7% rispetto al 2016. L’andamento è risultato più dinamico rispetto a quello registrato nel triennio precedente (crescita media del 3,2%). Andamenti positivi delle entrate turistiche sono stati registrati in tutte le macro-aree italiane di destinazione. La provincia italiana con il maggior afflusso di entrate valutarie turistiche dall’estero si conferma Roma (6.743 mln), che ha segnato una crescita del 20,3% rispetto al precedente anno. Anche Venezia e Napoli hanno evidenziato incrementi significativi (rispettivamente +19,4% e +17,8%), mentre per Milano e Firenze le entrate sono risultate in diminuzione (-2,4 e -6,3%).
I buoni segnali di crescita della produzione e del turismo lasciano ben sperare per un futuro migliore, anche se ancora non si è visto un riscontro di pari entità in termini occupazionali e di distribuzione della ricchezza.

Salvatore Rondello

Disagio sociale in aumento. Gli Italiani sono più poveri

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Dall’Outlook Italia 2018 a cura di Confcommercio e Censis emerge il quadro dove gli italiani sono più poveri. Dall’indagine fatta, in dieci anni sono andati in fumo 20mila euro di ricchezza pro capite. Tra il 2007 e il 2018 i consumi si sono ridotti di mille euro a testa, mentre il reddito disponibile si è ridotto di quasi duemila euro e la ricchezza finanziaria di 9mila euro. La ricchezza immobiliare è diminuita di più di 11mila euro a persona.

La fiducia delle famiglie, negli ultimi due anni, è risultata stazionaria o in moderato calo, e questo non è un buon viatico per il consolidamento della ripresa che mostra segnali di debolezza, come ha spiegato il responsabile dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella.

Dal 2013 al marzo del 2018 è aumentata la quota delle famiglie che ha visto diminuire la propria capacità di spesa soprattutto a causa dell’incidenza delle spese obbligate (affitti, bollette etc.) e dell’incertezza sul futuro che ha indotto molti a mettere da parte i soldi per eventuali imprevisti.

Tra i più gravi problemi del Paese, quasi 3 italiani su 10 (il 29,1%) indicano la mancanza di lavoro, seguita dall’evasione fiscale (16,2%) e dall’eccessivo prelievo fiscale (13,3%). Povertà e immigrazione si collocano, invece, in fondo alla lista delle criticità.

Quanto al carico fiscale, la metà degli italiani ritiene più urgente evitare l’aumento dell’Iva (55,7% donne e 48,2% uomini), e poi ridurre l’Irpef e le tasse sulla casa.

Le maggiori ingiustizie sociali si verificano, per il 37% degli italiani, nell’accesso ad un buon lavoro garantito oggi solo a chi è in possesso delle ‘conoscenze giuste’. Il 24,8% indica, invece, l’accesso ai servizi pubblici, dalla sanità all’istruzione, che sono di buona qualità in alcune aree del Paese e pessime in altre. Il 16,1%, infine, punta il dito contro l’accesso al reddito giudicandolo molto alto per pochi privilegiati e sotto il livello di sopravvivenza per troppe persone.

Appare chiaro dall’indagine di Confcommercio e Censis che gli italiani vorrebbero una maggiore giustizia sociale ed una maggiore distribuzione della ricchezza.

Salvatore Rondello

Il Rei meglio del reddito di cittadinanza

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Per la Confindustria  il reddito di cittadinanza proposto dal M5S coprirebbe una platea più ampia rispetto al reddito di inclusione (Rei), partito a gennaio, e garantirebbe un beneficio “molto più elevato”, fino a 780 euro mensili per un single contro i 188 euro del Rei. Tuttavia, per il Centro di studi della Confindustria comporterebbe uno ‘spreco ingente’ di risorse pubbliche e rischierebbe di disincentivare la ricerca di lavoro. Secondo il CSC: “affrettarsi a sostituire uno strumento appena partito significherebbe creare incertezza e allungare i tempi di implementazione”.

Per i tecnici dell’associazione di viale dell’Astronomia: “sarebbe più opportuno darsi il tempo per condurre una seria valutazione, specie delle modalità di attivazione al lavoro, e nel frattempo indirizzare le risorse per aumentare platea e beneficio del Rei”. Il Csc ricorda che la povertà è cresciuta molto con la crisi: ci sono 1,6 milioni di famiglie in povertà assoluta per un totale di quasi 5 milioni di individui.

L’indigenza è legata a doppio filo alla bassa partecipazione al mercato del lavoro. Con l’avvio del Rei, da gennaio l’Italia si è dotata di uno strumento universale di contrasto alla povertà su scala nazionale. Tuttavia, è partito con scarsi finanziamenti (2,1 miliardi di euro nel 2018) e si stima che potrà coprire solo la metà della platea. Il reddito di cittadinanza, così come descritto nel Ddl 1148 del 2013, coprirebbe una platea ben più ampia (2,8 milioni di famiglie) e garantirebbe un beneficio fino a 780 euro mensili.

Il Centro Studi di Confindustria ha osservato: “Potrebbe però costare molto (30 miliardi di euro o più secondo varie stime, rispetto ai già elevati 17 miliardi prospettati dal M5S) e comportare uno spreco ingente di risorse pubbliche poiché verrebbe concesso anche a individui che poveri non sono. Per incentivare la partecipazione prevede solo l’obbligo di iscrizione ai centri per l’impiego, strutture che necessitano di una profonda e costosa riforma per poter garantire risultati apprezzabili nel facilitare l’avviamento al lavoro”.

Dunque, sembra che neanche la Confindustria gradisca la politica del M5S.

Salvatore Rondello

Tumori. ECHNO 2018, prima cura la prevenzione

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All’ottavo Congresso Europeo delle Società di Oncologia Cervico-Facciale (ECHNO, 2018), gli specialisti oncologi hanno lanciato un preoccupante appello: sono in forte aumento sia in Italia che nel resto d’Europa tutte quelle forme di cancro che si sviluppano sopra le clavicole e sotto i tessuti cerebrali. Si tratta dei tumori della testa-collo che lo scorso anno hanno fatto registrare, solo nel nostro Paese, 9.400 nuovi casi. In particolare impressiona l’incremento dei carcinomi oro faringei, quelli che si originano nella parte posteriore della gola e coinvolgono le tonsille o la base della lingua. L’aumento è stato del 250% negli ultimi dieci anni per un totale di 1.900 persone colpite nel 2017. I motivi di questo boom vanno ricercati, oltre che negli stili di vita errati, anche nelle infezioni da HPV ai quali sono attribuibili il 50% dei casi in Europa. Per questo è fondamentale che tutti gli adolescenti del Vecchio Continente, sia maschi che femmine, si sottopongano alla vaccinazione contro il Papilloma virus. Se effettuata in entrambi i generi questa profilassi medica può ridurre drasticamente i contagi e quindi anche il rischio oncologico.

L’evento internazionale è in fase di svolgimento a Roma dall’11 al 14 aprile. Vi partecipano oltre 1.000 medici dal Vecchio Continente e anche provenienti da Iran, paesi Arabi, paesi Nordafricani, India, Pakistan, Filippine, Singapore, USA e Australia. Giuseppe Spriano, Presidente del Congresso ECHNO 2018 e primario di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Oncologica Cervico Facciale dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, ha affermato: “Quelli della testa-collo rappresentano ormai il 20% di tutti i tumori maschili. Sono un insieme di malattie molto varie perché possono nascere dai diversi tessuti e organi di questo distretto.

Quindi si tratta di neoplasie della pelle, naso, orecchio, tiroide, ghiandole salivari, collo, cavo orale, faringe e laringe. A causa di questa complessità la cura e l’assistenza ai pazienti richiede per forza il coinvolgimento di molte figure professionali fin dalla diagnosi: patologi, radiologi, medici nucleari, radioterapisti, oncologi medici e chirurghi otorinolaringoiatri. L’immunoterapia sta dimostrando di essere davvero efficace anche per i tumori della testa collo. Consiste nella somministrazione di farmaci in grado di consentire al nostro sistema immunitario di riconoscere le cellule tumorali e attaccarle, sbloccando l’attività di recettori che erano stati inibiti dal cancro. Nella diagnostica invece la prossima frontiera da esplorare è rappresentata dal ruolo della cosiddetta biopsia liquida. Questo innovativo test permette di rintracciare dei marcatori come i microRna, piccolissime molecole, la cui assenza o ricomparsa può indicare la assenza o la recidiva della malattia”.

Tutta l’umanità, senza esclusione alcuna, rischia le temibili patologie. La perseveranza della ricerca medica e scientifica è fondamentale per dare nuove speranze per sconfiggere le malattie ritenute incurabili.

S. R.

Reddito di cittadinanza, Lega e grillini ai ferri corti

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Sembrava che M5S e Lega si stessero accordando per fare il governo, trovando intesa sui vitalizi, sulle pensioni d’oro e sull’abolizione della legge Fornero. Sarebbero questi i punti sui quali le ricette di Lega e 5 Stelle più combaciano. È vero che Salvini vuole abolire la riforma Fornero e Di Maio ha messo nel mirino principalmente i vitalizi degli ex parlamentari e le pensioni d’oro sopra i 5mila euro lordi. Ma quando si passa dagli slogan alle ipotesi concrete, le proposte dovrebbero essere ampiamente convergenti. Eventualmente, a frenare le iniziative, dovrebbero essere le coperture finanziarie. A livello tecnico, entrambi i movimenti mirano a introdurre la cosiddetta ‘quota 41’, intesa come anzianità contributiva che dovrebbe permettere di andare in pensione a prescindere dall’età, oltre che ‘quota 100’, come somma di età e contributi. Entrambi, poi, si spingono a ipotizzare l’aumento delle minime. Quanto ai vitalizi e alle pensioni d’oro, Salvini non li considera una priorità, ma è anche vero che non ha mai escluso un intervento su questi assegni e che, in realtà, l’operazione potrebbe servire anche a trovare un po’ di risorse per finanziare, in parte, il superamento della Fornero. In ballo, comunque sia, c’è il taglio dei trattamenti degli ex parlamentari e dei pensionati per la parte non coperta dai versamenti pregressi.

Dopo le divergenze su chi dovrebbe occupare la poltrona della presidenza di palazzo Chigi, le cose stanno cambiando.

Matteo Salvini frena nuovamente sul reddito di cittadinanza dopo le aperture di alcuni giorni fa.  Il 26 marzo scorso il leader della Lega aveva detto: “Se il reddito di cittadinanza fosse pagare la gente per stare a casa dico di no, ma se fosse uno strumento per reintrodurre nel mondo del lavoro chi oggi ne è uscito allora sì”. Invece, oggi arriva lo schiaffo della Lega al M5S su Twitter: “Dopo 5 anni di propaganda ora scoprono che si sono sbagliati”.

Il messaggio è stato inserito ritwittando un post al vetriolo del deputato Pd Michele Anzaldi sulla proposta dei pentastellati. Il canale del Carroccio ‘Lega – Salvini premier’, ha riportato il virgolettato del deputato Anzaldi: “Per anni  hanno promesso soldi, illudendo le persone e speculando sulla pelle di chi non ce la fa. Passata la festa, gabbato lo santo. Vergogna”.

Non c’è pace nei rapporti tra  Lega e Cinque stelle, in questi giorni pasquali prima delle  consultazioni che inizieranno il 4 aprile. Dopo la sfida di Matteo Salvini  a Luigi Di Maio  (“Deve trovare 90 voti”), è ancora una volta il Carroccio ad agitare il clima politico.  Motivo del contendere, dunque, il  reddito di cittadinanza  tanto caro a M5S (e sul quale il leader della Lega sembrava disposto ad aprire): l’account ‘Lega Salvini premier’ ha ritwittato malignamente l’accusa rivolta dal democratico  Michele Anzaldi  ai 5 stelle per essersi rimangiati la promessa del reddito di cittadinanza.

Salvini in pratica condivide l’articolo pubblicato ieri dal giornale on line ‘Il populista’, dal titolo “Anzaldi: Sul reddito di cittadinanza i Cinquestelle sono senza vergogna”.

Il deputato grillino  Alfonso Bonafede ha risposto: “La Lega non ha capito, io parlavo del reddito universale di cittadinanza che è quello che dice Beppe Grillo e riguarda una visione di più lungo termine, io ho detto che quello non è ancora sostenibile, però il reddito di cittadinanza così come l’abbiamo posto in campagna elettorale è coperto e rimane la nostra priorità da realizzare”.  Bonafede ha specificato di aver risposto a una domanda di Luca Telese su Radio 24 riferendosi alla proposta di Grillo che propone un reddito che spetti di diritto a ogni cittadino, per nascita. Ed ha aggiunto:  “Anzaldi sta continuando a rilanciare un tweet che è  basato su una  notizia sbagliata. Su una fake news”. Alla domanda del giornalista di Radio24 : “E il fatto che quel tweet sia  stato rilanciato anche dalla Lega?”, il deputato grillino ha ribattuto:  “Chiunque lo rilanci sta rilanciando un  tweet sbagliato, perché  basato su un errore di fondo”.

Intanto il capogruppo M5S in Senato, Danilo Toninelli, al termine degli incontri con i capigruppo di Fi, Lega e Leu che si sono svolti oggi a Montecitorio, ha dichiarato: “Sono stati incontri costruttivi, le altre forze politiche hanno apprezzato la nostra iniziativa di far incontrare tutti i capigruppo per discutere di temi e questa è la prova che quando si parla non di poltrone ma di soluzioni per i problemi dei cittadini e di temi come la lotta alla povertà e il sostegno a famiglie e imprese, anche forze politiche differenti possono dialogare per il bene esclusivo del Paese”.

Nel frattempo, la via per la formazione di un governo si è fatta ancora più impervia. Non sarà facile trovare un accordo sia nel merito programmatico che nella forma. Chi fa i programmi elettorali dovrebbe sapere che ‘la luna nel pozzo, quando si fa giorno scompare’.

S. R.