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Di Maio a ruota libera ripete lo stesso ritornello

di maio occhiata

Nella sede dell’Agenzia ANSA, nell’ambito dei Forum, è iniziato un ciclo di interviste con i leader del mondo politico. Il primo incontro è stato fatto con Luigi Di Maio, vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. Nel corso dell’intervista, Luigi Di Maio ha detto: “Adesso portiamo a casa la manovra evitando la procedura di infrazione e mantenendo le promesse. Il governo M5s-Lega ha presentato una nuova ricetta economica in controtendenza con il passato dell’Italia con il presente degli altri paesi europei. Questo crea attriti e discussioni”.

Sulle recenti vicende di cronaca che lo riguardano personalmente, Di Maio ha detto: “Credo sia giustissimo fare le pulci anche ai familiari del vicepremier,  non solo a lui, controllare fino all’ultimo dettaglio della famiglia. Però parliamo di un fatto di dieci anni fa: va bene che venga fuori la notizia, ho conosciuto cose di mio padre che non conoscevo e mi aiuterà nel rapporto con lui. La ditta di famiglia l’ho chiusa perché da un anno già non lavorava, l’abbiamo messa in liquidazione per questo”.

Tornando poi sui problemi della finanziaria, il ministro ha ribadito: “In Senato nella seconda lettura della legge bilancio che sarà intorno al 16-18 dicembre, verrà inserita la norma sulle pensioni d’oro quindi il taglio entra al Senato. Penso di essere ancora contento dei risultati di quella sera: quota 100 per superare la Fornero, reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza, che partirà a febbraio. A fine marzo partirà il reddito, con sgravio contributivo pari al reddito e quota 100 che partirà tra febbraio e marzo. Per quello abbiamo gioito e lo farei ancora, quelle misure sono ancora nella legge di bilancio”.

Per quanto riguarda i problemi che stanno sul tavolo del ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico, Di Maio ha assicurato:  “Su Alitalia in questo momento c’é una proposta vincolante di Ferrovie che presuppone tre mesi di ‘due diligence’ e l’analisi dei dati per un piano industriale assieme a un partner. Il prestito ponte va rinviato per consentire a Fs di scrivere il piano industriale entro il 31 gennaio. La restituzione del prestito dovrebbe essere fissata tra maggio e giugno, ma se l’Antitrust fa prima con il suo parere possiamo anticipare. Abbiamo disponibilità anche inattese da varie parti del mondo, possiamo fare una Newco anche a due miliardi, senza stare sempre sulla soglia di galleggiamento come ha sempre fatto Alitalia”.

Sul problema delle telecomunicazioni, ha così risposto: “Quello che abbiamo fatto getterà le basi per avere un player unico per la connettività e la rete. Abbiamo sempre parlato di strategicità della rete e che come governo rispetteremo quello che abbiamo detto, ma sarà Tim a decidere cosa fare con la sua rete e quindi con la questione della rete unica da creare. Nell’epoca delle autostrade digitali come quelle materiali, lo Stato deve essere protagonista, se si può aver un player unico per tutti i cittadini siamo ancora più contenti, ma deciderà Tim”.

Poi Di Maio ha proseguito sulle questioni di lavoro: “Opzione Donna è nel pacchetto pensioni e ieri sera il congedo di paternità obbligatorio è passato da 4 a 5 giorni. Potremo migliorare la qualità della vita degli italiani e specie della parte più debole con questo pacchetto welfare. Riusciremo a finanziare le misure perché potrebbero servire meno soldi di quelli stanziati quando abbiamo scritto la manovra. La trattativa la porterà avanti il premier, ma nella legge di bilancio tutte le misure sono in un pacchetto che si porterà a casa. Si può trattare con l’Europa, ma senza tradire le promesse agli italiani. Le platee delle misure non cambieranno. In legge di bilancio abbiamo introdotto un bonus malus sulle auto che permette di pagare meno tasse e avere meno aggravi in base a quanto fa di emissioni la macchina. Le auto elettriche costeranno di meno e finalmente le portiamo sul mercato, dove finora hanno avuto una quota irrisoria. Ci saranno fino a 6 mila euro di incentivi per l’acquisto di un’auto elettrica”.

Di Maio ha concluso l’intervista con il solito ritornello: “Il 4 marzo abbiamo vinto elezioni poi ci sono voluti 100 giorni per formare il governo, in 6 mesi abbiamo portato a casa risultati con un gioco di squadra e con Conte come punta avanzata”.

Con la palla al piede e senza avversari preparati, per il governo giallo-verde non dovrebbe essere difficile vincere la partita, a meno che non avvengano scontri accidentali tra i compagni di squadra.

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Kmetro0: un giornale per l’Europa

europa

E’ in distribuzione il nuovo numero di Kmetro0, il magazine bimestrale di attualità europea che, insieme al sito web omonimo, punta ad essere piattaforma di informazione ed approfondimento su tutto ciò che è Europa, i singoli Paesi del Continente, il rapporto tra istituzioni ed organizzazioni internazionali, nazionali, locali ed i cittadini, in sintesi: l’informazione a distanza zero su tutto ciò che fa Europa.

In questo numero, molte le interviste: Rosato, Parisi, Illy, Capezzone, Secchi, Catricalà, Di Bari, Valbruzzi, il docente spagnolo Santiago-Caballero ed altri mettono a fuoco i temi sociali, economici e politici più rilevanti, dallo stato sociale all’immigrazione, dalla riforma dell’architettura europea alla posizione dell’Italia.
Politica economica ed elezioni nei focus anche su Spagna, Germania, UK-Scozia, Macedonia, mentre con la Fondazione Istituto Cattaneo si analizzano i macroscopici errori di percezione dell’immigrazione in Italia. Anche con Eurispes uno speciale sull’impatto del fenomeno migratorio in Ue e Russia. Inoltre: la nuova Procura Europea, gli ultimi vertici Ue e l’attività dell’Europarlamento, la situazione in Ungheria, il discorso sullo Stato dell’Unione del Presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, e la partecipazione Ue all’Assemblea ONU. Poi, molto altro, guardando sempre di più al prossimo appuntamento delle elezioni europee di maggio 2019.

L’editore italo-libanese di ‘Kmetro0’, Nizar Ramadan, afferma: “L’Europa, con la costruzione di una solidarietà e di un Continente di pace impensabile tra Paesi in discordia prima del Secondo conflitto mondiale, va difesa con il dialogo ed un’informazione completa ed equilibrata, a 360 gradi, e senza creare distanze o deformazioni immaginarie. Ed è quel che stiamo cercando di fare con ‘Kmetro0’, rendendo partecipi i cittadini europei, soprattutto i giovani e coltivando i nostri valori comuni”.

Il periodico cartaceo, edito da Nizar Ramadan e diretto da Alessandro Cardulli è complementare alla testata on line www.Kmetro0.it, portale che offre quotidianamente news, aggiornamenti e video sui temi di una ‘Europa a distanza 0’. Anzi sono prossime al via nuove sezioni tra cui quella dedicata alle elezioni europee.

In particolare, in questo numero si riconferma l’attenzione alla dimensione sociale ed ai problemi economici, dall’interrogativo sulla scomparsa dalle cronache politiche di quel ‘pilastro europeo’ dei diritti sociali che solo un anno fa era un caposaldo della Commissione europea, per proseguire con una intervista al vicepresidente della Camera dei Deputati, Ettore Rosato, che chiede alla politica italiana di proporre meno slogan e più concretezza e portando avanti delle politiche sociali inclusive con una regia comunitaria.

Ad un nuovo liberalismo popolare e sociale per il nostro Paese e per l’Europa guarda invece Stefano Parisi, manager ed oggi leader del movimento politico ‘Energie PER l’Italia’, che illustra i dettagli della sua ricetta per la crescita economica.

Una Europa necessariamente diversa, ma senza allontanare l’Italia dall’Ue, la auspicano ma con sfumature alquanto differenti, Riccardo Illy, imprenditore ed ex presidente del Friuli-Venezia Giulia e Daniele Capezzone, ex portavoce di Forza Italia, oggi direttore di ‘Atlantico Quotidiano’ e il professor Carlo Secchi, già rettore dell’Università Bocconi, docente di Politica economica europea.

Ampio spazio di approfondimento, come di consueto, ai cambiamenti politico-economici entro e fuori i Ventotto Paesi membri Ue: in particolare, i nuovi equilibri politici in Spagna, i rischi di marginalità economica che gravano sul Sud Europa, le recenti sorprese elettorali in Germania, lo stato dell’arte sulla questione Brexit e Scoxit.

E l’Italia? Sta tra le cifre del DEF della discordia, che potrebbe segnare una strada differente rispetto alle tradizionali golden rules europee e che registra la particolare attenzione del Presidente della Repubblica, e tra le polemiche quotidiane e sopra le righe dei leaders politici.

Un’Italia, peraltro, estremamente disinformata e ‘sviata’ nella percezione dell’immigrazione rispetto a tutti gli altri Stati europei, come argomenta il direttore della Fondazione Istituto Cattaneo, Marco Valbruzzi, con ragioni che raccontano molto dell’involuzione culturale in atto e le conseguenze tangibili nelle scelte politiche. E ancora, news dettagliate della partecipazione dell’Unione Europea alla 73° assemblea generale dell’ONU.

Infine, in questo numero di ‘Kmetro0’ l’Europa da un punto di vista del contrasto alla violenza contro le donne con il progetto Spotlight, una riflessione sul servizio-Giustizia, anche a partire da un approfondimento sulla nuova Procura Europea contro la criminalità transfrontaliera ed una conversazione con Antonio Catricalà, giurista, già presidente dell’AgCom e Viceministro, sulle nuove norme europee in tema di sicurezza informatica e tutela della privacy; ancora, un focus di Eurispes sulle migrazioni in Italia, Russia ed Unione Europea; ed una esclusiva intervista dal territorio, su cittadinanza e migrazioni, con il Prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari. Il tutto con curiosità interessanti sul fronte della cultura, educazione, scienza ed investimenti nell’innovazione.

Tra i collaboratori della rivista ci sono anche Fabrizio Federici, Roberto Pagano e Salvatore Rondello che sono anche collaboratori di ‘Avanti on line’.

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Roma, la Lega chiede dimissioni della Raggi

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La Lega chiede a Virginia Raggi di dimettersi per manifesta incapacità nella gestione di Roma. Maurizio Politi, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus per criticare apertamente la guida del Campidoglio, malgrado a livello nazionale Lega e M5S siano alleati al Governo.

Politi era presente alla manifestazione contro Virginia Raggi. Il capogruppo leghista al Comune di Roma ha detto:“A Roma invece siamo all’opposizione contro una delle peggiori amministrazioni di Roma. E quindi sabato eravamo in piazza per dire basta. Tanti problemi sono stati ereditati, ma Atac sta andando allo sbaraglio, su Ama ci sono problemi di bilancio, per quanto riguarda la manutenzione stradale la situazione è sotto gli occhi di tutti, tutto per un’unica ideologia: la legalità per la legalità. Hanno promesso legalità, hanno portato solo immobilismo. Quello che rimane è che di tante promesse fatte in campagna elettorale, l’unico risultato è stato l’immobilismo. In piazza c’erano i cittadini comuni. Quello che fa sorridere della giunta Raggi è che sono due anni che assistiamo al confronto in aula tra PD e M5S tra chi è più di sinistra, quando in realtà siamo di fronte a due amministrazioni disastrose. Il vero problema è che loro stanno facendo una sfida a sinistra. Questa è un’amministrazione più marxista del Pd. Hanno tolto la libertà ai genitori di scegliere l’asilo per i figli, ora è il Comune che dice dove devi portare tuo figlio all’asilo. A San Lorenzo, Fico dice che ci vuole più amore, la Raggi vieta gli alcolici. A San Lorenzo c’è da andare con la mano pesante, non solo coi clandestini ma anche coi centri sociali che hanno ridotto il quartiere una defecazione a cielo aperto. C’è una competenza del Ministero dell’Interno, ma è il Comune che deve decidere dove investire le risorse. Mi fa sorridere l’ordinanza della Raggi sugli alcolici. La Lega si presenterà a Roma con un suo candidato, ma a oggi non c’è nessun nome. La Lega è una realtà vera su Roma. Siamo in attesa della sentenza sul sindaco, che per statuto del M5S in caso di condanna dovrebbe dimettersi. Aspettiamo il 10 novembre. Io non credo che debba dimettersi per questioni giudiziarie, ma per i disastri che sta facendo a Roma. Roma ha fortemente bisogno di poteri speciali. La sfida per Roma, al netto di chi governa, passaper dare alla capitale d’Italia poteri superiori rispetto agli altri enti locali”.

A difesa di Virginia Raggi è intervenuto il capogruppo  del M5S in Campidoglio, Giuliano Pacetti che ha così replicato alle accuse:“Povero Politi, ha lasciato Fdi per passare alla Lega nella speranza di avere visibilità a Roma. Invece Salvini per arginare Giorgia Meloni sul territorio nazionale la vorrebbe far diventare sindaco della Capitale. Ma almeno Salvini lo sa chi è Politi? Di certo non lo capirà se in piazza ti mischi a quelli del Pd e se per attaccare la Raggi su San Lorenzo in realtà attacchi il tuo nuovo leader che è anche il Ministro dell’Interno. Politi si rassegni. Se vuole provare a conquistare Roma deve aspettare il 2021 ed anche allora gli daremo l’ennesima sonora lezione come alle amministrative”.

Se i toni tra Lega e M5S sono molto sonori, non si può dire che il livello politico al Comune di Roma sia molto alto.Tuttavia, è emerso, anche da questa vicenda romana, un altro segnale di conflittualità tra le due formazioni politiche che sono alla guida del Paese.

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A Foggia nasce un cartello antisovranista

foggia

A Foggia sono iniziate le manovre per le elezioni 2019. In un pomeriggio dello scorso fine settimana, a Foggia è andato in scena un fermento politico che ha alzato ufficialmente il sipario sulla campagna elettorale per le elezioni comunali 2019.

Nell’ambito del centrodestra, presso gli spazi del co-working D-Campus, a Foggia, è stato presentato il progetto partecipativo di ‘Manifesto per Foggia’. Un’idea nata da un gruppo di persone che si definiscono “accomunate dall’amore per la propria città e da  sentimenti comuni, primo tra tutti la volontà di non arrendersi a un certo retaggio fatalista, al “tanto a Foggia non cambia niente”. Provare quantomeno a fare qualcosa per cambiare le sorti, apparentemente catastrofiche e ineludibili, del nostro territorio”.  E’ nato così il Manifesto che prende vita dal passaparola, dai dibattiti, dagli incontri settimanali tematici  in cui ogni partecipante si propone di coinvolgere due giovani, arrivando alla costituzione di gruppi di lavoro e alla costituzione dell’Associazione.

Sario Masi, organizzatore del gruppo, ha dichiarato: “Non è una manifestazione né di destra né di sinistra, ma è il tentativo di far sentire la voce dei cittadini che si confrontano con idee e opinioni, discutono dei problemi e propongono progettualità per migliorare Foggia e il futuro delle nuove generazioni. Invitiamo tutti a partecipare, per formare una grande comunità, quella del buon senso”.

Sulla nascita dell’Associazione, Gianni Buccarella,  portavoce di Manifesto per Foggia, ha affermato: “Con un gruppo di amici siamo partiti dall’analisi dell’esistente, con uno sguardo critico verso il passato, per immaginare il futuro che ne sarebbe derivato. Foggia potrebbe non avere un futuro quale noi vorremmo”.

Partecipato soprattutto da consiglieri comunali e esponenti di partiti di centrodestra, dall’ex Ncd alla Lega (si è visto anche il presidente del consiglio comunale Luigi Miranda, che pare sempre più in avvicinamento a Salvini), il dibattito ha interessato diversi temi. Le conclusioni sono state affidate al Generale di Brigata Giuseppe Morabito, che, illustrando i dati del Centro Studi Macchiavelli, insieme ad un’analisi  della Fondazione Hume, ha esaminato l’evoluzione storica del crimine in Italia partendo dal 1988. Secondo Morabito, un immigrato irregolare delinque 57 volte di più. In quel 57 in più ci potrebbero essere i terroristi di ritorno come il terrorista che dopo Berlino è andato a Milano ed è tornato a Foggia. Il terrorista di Berlino aveva un biglietto per Foggia. Uno che torna vuol dire che è già stato, non torno a Foggia se non so che non mi possono aiutare. Per Morabito: “Il nemico ce l’abbiamo in casa”.

Invece, Giuseppe Maniero, alla Sala Fedora, ha lanciato il suo “Foggia in testa”, un format politico-culturale che si pone come obiettivo di costruire una proposta programmatica per il cambiamento della città. Maniero, distaccandosi da un centrodestra che avrebbe ormai rotto la sua connessione sentimentale con il popolo, ha lanciato la sfida al Movimento 5 stelle: “Costruiamo un contratto di governo anche a Foggia, senza padroni”. Una proposta che avrebbe spiazzato la base pentastellata, dividendola in due: chi ritiene che la ‘contaminazione’ vada fatta (se non altro lo impone il meccanismo del voto amministrativo), e l’ala ‘dura e pura’ che, invece, vuol mantenere intatta la ‘verginità’ del movimento. In questo dilemma si dibattono oggi i grillini, chiamati ad assumere una decisione per provare a capitalizzare quel 50% ottenuto a Foggia città alle politiche del 4 marzo. Qualche volto pentastellato ieri si è visto dalle parti di Mainiero. Curiosità o reale interesse per la proposta lanciata dal (ex?) consigliere Fdi, al momento non si sa. Il dibattito è stato costruito con interventi specifici di esperti su tematiche cruciali per Foggia: dai trasporti all’infrastrutturazione, economici e sociali. Maniero ha fatto sapere: “Seguiranno altri appuntamenti, ciò che vien fuori costituirà la proposta programmatica con la quale ci presenteremo alla città”.

A Foggia, con il Psi in campagna elettorale, si fanno le prove di intesa a sinistra per le elezioni europee, regionali e comunali 2019. I socialisti, riunitisi alla Vinatteria Bolla per la seconda festa provinciale dei Riformisti, hanno detto: “Serve costruire un cartello europeista per contrastare l’ondata sovranista”. All’incontro hanno partecipato  Piercamillo Falasca, consigliere nazionale di +Europa,  Massimo Paolucci, eurodeputato di Socialisti&Democratici ed il segretario cittadino del PSI, Leonardo De Santis. Ed è stato proprio il segretario del PSI di Foggia che, chiamando al confronto il Partito Democratico foggiano, ha lanciato la proposta: “Un cartello di forze antisovraniste che non esaurisca la sua funzione dopo le elezioni”.

L’interlocuzione con i dem foggiani sarebbe al palo, dopo aver subito una brutta battuta d’arresto in occasione della discussione sulle elezioni provinciali (con un Pd che ha fatto tutto da sé e le forze minori che hanno annunciato la loro diserzione dalle urne). La strada, non solo per il governo della città ma anche per la costruzione di un progetto serio ed alternativo, pare tutta in salita. Anche Luigi Iorio, della segreteria nazionale del Psi, ha insistito sulla necessità di un “cartello” non solo elettorale ma politico, che schieri le forze europeiste, il PD e una seconda lista laica, socialista, liberale, nel confronto aperto con le aggregazioni sovraniste.

Nel meeting dei Riformisti a Foggia, oltre al consigliere regionale Pino Lonigro, sono stati presenti il segretario cittadino dem, Davide Emanuele, il radicale Norberto Guerriero e Gianluca Ruotolo (Art 1).

Il successo dei riformisti nelle prossime competizione elettorale a Foggia, potrebbe dipendere dalle scelte che farà il Pd.

Ma, forse sarebbe meglio se i socialisti si presentassero a testa alta autonomamente dal Pd, portando avanti il ‘cartello antisovranista’.

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Poesia. Italia e Cina a confronto

poesia cinese

La Fondazione Lu Xun si è incontrata a Roma con l’Accademia Belli il giorno 9 ottobre 2018 alle ore 10,00 nella Sala Molajoli del Complesso Monumentale di San Michele del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La delegazione della Fondazione cinese intitolata a Lu Xun, il padre della moderna lingua cinese, accompagnata dall’agenzia per l’internazionalizzazione HUB, ha partecipato ad un meeting con i dirigenti del Ministero e personalità del mondo della letteratura e poesia.

All’evento sono stati anche presenti oltre al Capo della Segreteria del Direttore, Annarita Orsini e la Direttrice dei rapporti internazionali del Mibac, Rosanna Binacchi, anche alcuni rappresentanti dell’Accademia Gioacchino Belli di Roma guidati dal Presidente Fausto Desideri.

La delegazione cinese è stata guidata dal Presidente della Fondazione Lu Xun, Zhou Lingfei e dal Direttore He Junjie del Governo della città di Shaoxin.

Dopo alcuni interventi dedicati all’importante ruolo della poesia nella cultura e nell’arte, sono stati recitati alcuni sonetti a tema del Belli messi a confronto con componmenti del poeta cinese Lu Xun sullo stesso tema.

Nel corso della sessione di incontro, il Presidente Zhou Lingfei ha invitato il Ministero e l’Accademia ad essere ospiti per il 2019 del progetto culturale ‘Il Dialogo dei Grandi Maestri’, che ogni anno vede coinvolto un differente paese europeo.

A margine dell’incontro, Fausto Desideri ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Per l’Accademia Belli, dal settembre 1970 la più importante associazione culturale romana, è un grande onore incontrare la cultura di un popolo così grande e antico. Spero che questo sia l’inizio di possibili scambi culturali al fine di lasciare un’orma da calcare a chi verrà dopo di noi. Questa missione è l’ulteriore conferma che la cultura avvicina i popoli, ma è anche un grande strumento di diplomazia commerciale. Abbiamo rinsaldato i già buoni rapporti con la Fondazione Lu Xun e raccolto con entusiasmo l’invito del Presidente Zhou Lingfei per il 2019”.

Il Presidente di Hub, Michele De Gasperis ha concluso: “Abbiamo pertanto posto le fondamenta per nuove iniziative che saranno di grande interesse culturale ma anche di soddisfazione commerciale per il nostro ed il loro Paese”.

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Conte non ha ritirato la sua candidatura per la Sapienza

Conte

Non capita tutti i giorni che un docente universitario partecipa ad un concorso a cattedra e nel frattempo diventa capo del governo. La notizia suscita curiosità ed i mal pensanti possono sospettare che, dato l’importante ruolo politico assunto, possa esserne avvantaggiato. Oggi è stata diffusa la notizia, dal sito ‘Politico.eu’, che il  premier Giuseppe Conte non si è ritirato dalla corsa  per il posto di professore all’Università La Sapienza di Roma. Nella versione europea dell’omonimo sito giornalistico americano si legge: “Il primo ministro italiano Giuseppe Conte non ha ritirato la sua candidatura per una prestigiosa posizione universitaria, nonostante abbia promesso la settimana scorsa di ‘riconsiderare’ se andare avanti in seguito alle polemiche su un suo possibile conflitto di interessi”.

Il corrispondente di ‘Politico.eu’, Silvia Borrelli, su Twitter, ha annunciato: “Conte ancora in lizza per la cattedra, la sua prova di inglese è stata rinviata a data da destinarsi”.

A rivelare che il premier si trovava in lista per sostenere un esame di ‘legal english’, primo passo per concorrere alla cattedra di Diritto Privato alla Sapienza di Roma, era stato sempre ‘Politico.eu’. La domanda, spiegava però il servizio dell’organo di stampa, porta la data dello scorso febbraio, tre mesi prima che Conte ottenesse il mandato e poi, il primo giugno di quest’anno, la fiducia dal Parlamento dopo aver formato il governo.

Conte aveva così replicato frenando sulla sua partecipazione al concorso universitario alla Sapienza: “A inizio anno si era avviata una procedura di trasferimento all’università di Roma, alla Sapienza, confesso che feci domanda, perché, anche avendo un bambino piccolo, ero interessato al trasferimento, ma la mia nuova veste mi impone di riconsiderare questa mia posizione. Sicuramente lunedì non potrò partecipare alla prova di inglese per impegni pregressi”.

Ma il Pd non perde occasione ed ha presentato la seguente interrogazione alla Camera: “Conte avrebbe dovuto presentarsi per il concorso proprio oggi, lunedì 10 settembre, ma in seguito alla discussione sulla opportunità della sua scelta seguita alla diffusione della notizia, lui stesso aveva detto che considerava più opportuno rinunciare; sempre dalla stampa, però apprendiamo che il presidente Conte non avrebbe rinunciato ma avrebbe, invece, semplicemente chiesto lo spostamento dell’esame di inglese, che avrebbe dovuto sostenere oggi, per impegni istituzionali”. L’interrogazione è stata presentata al governo dalla deputata del Pd Alessia Morani. La Morani ha chiesto che vengano chiariti alcuni punti, poiché se veramente è stata prospettata agli altri candidati, dalla stessa Commissione esaminatrice, la possibilità di un mero spostamento della prova per motivi istituzionali, questo configgerebbe in maniera evidente con le dichiarazioni del presidente Conte in cui riferiva di avere rinunciato alla selezione. Infine, il deputato del Pd ha domandato: “Se il governo non ritenga assolutamente necessario chiarire in merito ad una vicenda che, se corrispondesse a quanto riportato dalla stampa, esporrebbe il Governo stesso a una situazione che, oltre agli evidenti aspetti di grave mancanza di opportunità, presenta anche profili riconducibili a conflitti di interessi”.

Ogni cittadino dovrebbe tenere la sfera privata ben distinta da quella pubblica. Sarà una libera scelta del Prof. Giuseppe Conte se rinunciare al concorso o andare avanti. Secondo le norme di legge vigenti, la commissione esaminatrice della Sapienza è tenuta ad esaminare i candidati sulla base dei meriti accademici prescindendo da qualsiasi altra motivazione.

In passato, quanti presidenti del Consiglio sono stati anche docenti universitari? Basta ricordare Aldo Moro o Amintore Fanfani. Ma il giudizio del Parlamento riguardava l’azione politica svolta e nessuno si è mai sognato di porre il conflitto sui due ruoli. E così è stato anche per Conte quando è diventato presidente del Consiglio. La novità è la concomitanza del ruolo istituzionale con la partecipazione ad un concorso a cattedra.

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Crolla la CIG aumentano i disoccupati

Giovani-disoccupatiL’INPS, oggi, ha reso noto i dati aggiornati sulla Cassa Integrazione Guadagni. A luglio 2018 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 14,5 milioni, in  diminuzione del 57,4%  rispetto allo stesso mese 2017 (34,1 mln).
L’Osservatorio Inps sulla C.I.G. ha specificato nel dettaglio, le ore autorizzate per gli interventi così suddivisi:

Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) sono state 7.559.544, in aumento del 13,1% rispetto a luglio 2017, quando erano state 6.681.420;

Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) sono state 6.924.033, di cui 2.962.742 per solidarietà, con diminuzione del 72,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 24.912.490 di ore autorizzate;

Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) sono state 43.958, con un decremento del 98,3% se raffrontati con luglio 2017, quando erano state autorizzate 2.541.967 di ore.

Inoltre, nel mese di giugno 2018 sono state presentate 139.390 domande di Naspi  e  2.081 di Discoll. Nello stesso mese sono state inoltrate 714 domande di Aspi, mini Aspi, disoccupazione e mobilità per un totale di 142.185 domande, il 5% in più rispetto al mese di giugno 2017 (134.756 domande).
Dai dati esposti dall’Osservatorio Inps, è evidente che la diminuzione delle ore di C.I.G. non significa che siamo entrati in una fase di sviluppo economico anzi confermano le situazioni di crisi lavorativa. Le riduzioni riguardano essenzialmente la CIGS e la CIGD, mentre la CIG ordinaria è aumentata. Questo significa che, finito il periodo del sostegno ai lavoratori per le aziende in crisi, solo alcuni lavoratori sono rientrati nei luoghi di lavoro, mentre altri hanno trovato accesso alla pensione e molti altri sono rimasti disoccupati come risulta dall’incremento delle domande di disoccupazione.

Salvatore Rondello

Usa-Ue, arriva la tregua nella guerra sui dazi

trump juncker

Finalmente una tregua tra Donald Trump e l’Europa dopo che ad Helsinki, nell’incontro con Putin, il presidente Usa aveva detto che ‘il nemico è l’Europa’. Jean Claude Juncker è andato alla Casa Bianca nella speranza di disinnescare le tensioni commerciali con gli Usa che rischiano di incrinare in maniera irreversibile le relazioni tra le due sponde dell’Atlantico. Il presidente della Commissione Ue è riuscito a strappare un accordo.

Dopo l’incontro, Donald Trump ha detto:    “Oggi è un grande giorno, abbiamo lanciato una nuova fase nei rapporti tra Usa ed Europa.    L’obiettivo è quello di zero tariffe, zero barriere commerciali non tariffarie e zero sussidi sui beni industriali che non siano auto”.

Visibilmente soddisfatto anche Juncker, che è riuscito lì dove non erano riusciti Angela Merkel ed Emmanuel Macron. Juncker ha affermato: “Ero venuto qui per trovare un’intesa e l’abbiamo trovata”.

Dalla Germania sono arrivati commenti positivi all’accordo di tregua, stipulato ieri dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker con il presidente Usa Donald Trump, sulle dispute commerciali. Un’intesa costruttiva, secondo Berlino che ribadisce il suo pieno appoggio all’esecutivo Ue.

La portavoce di Angela Merkel, Ulrike Demmer, ha affermato: “Il governo saluta l’accordo per una azione costruttiva sul commercio. La Commissione può continuare a contare sul nostro sostegno”.

L’intesa prevede che l’Ue si impegna a aumentare le importazioni di soia e gas liquefatto statunitensi, assieme a una tregua sui dazi mentre Bruxelles e Washington negozieranno un percorso per azzerare le tariffe nei servizi, nella chimica, nella farmaceutica, nei beni industriali, salvo le auto (nodo sensibile agli occhi della Germania).

Dalla Francia, inverosimilmente, sono arrivati commenti freddi all’accordo di tregua raggiunto ieri da Jean-Claude Juncker e Donald Trump sul nodo del commercio. Il ministro delle Finanze Bruno Le Maire ha affermato: “Parigi vuole chiarimenti sull’intesa raggiunta. La Francia ha sempre detto che bisognava evitare una guerra commerciale, che avrebbe fatto solo perdenti. Quindi è un bene tornare al dialogo con gli americani”. Tuttavia l’esponente transalpino Le Maire ha detto: “L’agricoltura deve restare fuori dalle discussioni e che l’Europa non transigerà sulle sue regole. Abbiamo delle norme sanitarie, alimentari e ambientali a cui teniamo perché garantiscono la salute dei consumatori”.

I riferimenti polemici appaiono diretti all’impegno, annunciato da Juncker ieri dopo l’incontro alla Casa Bianca, ad aumentare le importazioni di soia Usa, senza precisare se questo includa anche soia Ogm.

La presa di posizione francese si accomuna al pensiero dei movimenti populisti europei che anche in Italia avversano fortemente le coltivazioni Ogm.

Invece, una autorevole francese, Christine Lagarde, direttore del Fmi, ha così commentato: “Sono lieta di sapere che gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno raggiunto un accordo  per lavorare insieme e ridurre le barriere commerciali e, insieme con altri partner, rafforzare la WTO. L’economia globale può avere solo benefici quando i paesi si impegnano a risolvere in modo costruttivo i disaccordi commerciali senza ricorrere a misure eccezionali”.

Da diverso tempo, il Fmi manifesta preoccupazioni per il diffondersi del protezionismo nel mondo.

Saro

Pasta, un primato mondiale tutto italiano

pasta

L’Italia mantiene con fermezza e tenacia il primato mondiale della pasta. La pasta italiana è la migliore per qualità, ed è al primo posto per export essendo anche il primo produttore di grano duro, in Europa. Tutti questi primati sono supportati dal  trend del grano duro che si mantiene stabile rispetto alla precedente campagna con una produzione nazionale attesa di 4,2 milioni di tonnellate.

Lo sostiene l’Aidepi, l’associazione delle industrie del dolce e della pasta italiana aderente alla Confindustria, che ha effettuato una prima stima sulla campagna 2018-2019, nel periodo della mietitura, quando il grano giunto a maturazione viene raccolto dalla metà di giugno alla metà di luglio.

Numeri importanti nonostante si registri un calo della superficie coltivata a grano duro di 1,8%, che, in termini di ettari equivale a 1,28 milioni di ettari in meno, a causa di una frenata degli investimenti al Sud e nelle isole. Una produzione, quella italiana, che deve confrontarsi con la concorrenza estera sempre più aggressiva, a fronte di un aumento del 4,3%, (38,6 milioni di tonnellate) di frumento duro nel mondo, mentre in Europa si assiste ad un calo non trascurabile del 3,2% (9 milioni di tonnellate).

Intanto, se aumenta la domanda dell’industria nazionale di grano duro ‘pastificabile’ è pur vero che la produzione media annua copre solo il 70% del fabbisogno, di qui la necessità di importare dall’estero dal 30 al 40% di grano di qualità superiore. Francia, Australia, Stati Uniti e Canada sono le zone dove si producono i migliori grani che vengono miscelati con quelli nostrani, e tuttavia in questi ultimi anni si assiste a una progressiva riduzione delle importazioni.

Il grano duro made in Italy ha un valore storico, infatti la pasta italiana, realizzata con la semola di tale frumento attinge alla tradizione e per mantenere alti i suoi livelli qualitativi conta sull’esperienza del ‘saper fare’ dei pastai italiani che da generazioni se lo tramandano, capaci di selezionare e miscelare i grani più pregiati, italiani ed esteri. Una maestria che trova un importante punto di riferimento nella Legge della purezza della pasta varata nel 1967. Si tratta di una sorta di codice deontologico della pasta che sancisce le caratteristiche del prodotto e della materia prima utilizzata come la quantità di proteine e la sua tenuta al ‘dente’, dettando per così dire livelli di proteine non inferiori al 10,5%, anche se oggi, per soddisfare le richieste dei consumatori la percentuale è salita al 12-13%.

Inoltre le norme individuano il colore e la quantità di glutine nel frumento, caratteristiche necessarie per fare un buon prodotto in grado di mantenere le posizioni sul mercato mondiale. Dunque, la pasta italiana è l’unica che per legge deve contenere solo grano duro di qualità. Infatti, come spiegano Vincenzo e Francesco Divella, amministratori delegati dell’omonimo gruppo: “Più forte è la tenuta della rete proteica meno amido uscirà dalla pasta in cottura. Quando la semola è di ottima qualità e risponde ai parametri richiesti, le proteine a contatto con l’acqua creano il glutine, il ‘cemento’ che costituisce la struttura della pasta e ne trattiene l’amido”.

L’Italia, leader mondiale della produzione della pasta, e’ anche un grande granaio. Da sola, la penisola rappresenta il 10% della produzione globale. Ma dove nasce il chicco di grano che diventerà la pasta migliore al mondo? Dalla Sicilia fino alle regioni più settentrionali, ecco la geografia italiana delle coltivazioni di grano duro.

In  Sicilia  la coltivazione di grano duro si estende su circa 320.000 ettari, prevalentemente nelle zone interne comprese tra Palermo, Enna e Caltanissetta. La varietà più diffusa è il Simeto seguita da Duilio, Ciccio, Mongibello e Arcangelo. Le produzioni oscillano tra 15-20 quintali per ettaro nelle zone più marginali e 60-70 nelle zone più vocate.

Anche in  Calabria  prevale il grano duro della varietà Simeto, con una produzione che si estende su una superficie complessiva di circa 35.000 ettari, dislocata in prevalenza nella provincia di Crotone.

Puglia, Basilicata, Campania e Molise  rappresentano il blocco più importante in Italia con circa 700.000 ettari coltivati a grano duro (circa 390.000 ettari in Puglia, 175.000 in Basilicata, 70.000 in Campania e 60.000 in Molise). La varietà più coltivata è il Simeto seguito da Ciccio, Duilio, Iride e Gargano. Le produzioni medie si aggirano sui 35 quintali per ettaro.

Nel  Lazio, Toscana e Sardegna  si coltivano complessivamente circa 272.000 ettari di grano duro, dei quali circa 62.000 nel Lazio, 115.000 in Toscana e 95.000 in Sardegna. Le varietà più coltivate sono: Duilio, Orobel, Iride e Colosseo. Le rese per ettaro raggiungono i 60 quintali nelle zone migliori della Toscana, con punte minime di 10 quintali per ettaro in Sardegna nelle annate particolarmente siccitose. Generalmente il grano in questo territorio viene coltivato in rotazione con altre colture.

Nel territorio compreso tra  Abruzzo, Marche e Umbria, il grano è coltivato su circa 159.000 ettari, 115.000 dei quali dislocati nelle Marche, 31.000 in Abruzzo e 13.000 in Umbria, su territori prevalentemente collinari. Le varietà più diffuse in Abruzzo sono Simeto, Duilio, Ofanto e Meridiano. Nelle Marche e in Umbria: Duilio, Svevo, Orobel, Iride, San Carlo, Rusticano e Claudio. Le produzioni oscillano tra 20-25 quintali per ettaro delle zone interne più svantaggiate e 50-60 quintali per ettaro delle zone più fertili.

L’Emilia-Romagna  è una delle regioni italiane più importanti per la produzione di grano, tanto da guadagnarsi in passato l’appellativo di ‘granaio d’Italia’. La superficie coltivata a grano duro è di circa 80.000 ettari, con una maggiore concentrazione nelle pianure centrali (Bologna in primis, poi Ferrara, Modena e Ravenna). Le varietà più coltivate di grano duro sono Orobel, Neodur e San Carlo. Le rese produttive sono piuttosto elevate, con una media di 65/70 quintali per ettaro con punte massime di oltre 90 quintali per ettaro in pianura.

Nel comprensorio  Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e Piemonte, si coltivano poco più di 21.000 ettari di grano duro, (di cui 1.300 ettari in Friuli Venezia Giulia, 2.600 ettari in Veneto, 13.140 ettari in Lombardia e 3.860 ettari in Piemonte). Le varietà di grano duro più coltivate sono Neodur, Orobel e Normanno. Le medie produttive sono intorno a 50/55 quintali per ettaro, con massimi di 80 nelle zone più vocate (pianura tortonese e vogherese) e minimi di 35-40 quintali nelle zone collinari.

Un primato italiano, quello della pasta basato, oltre che sulla tradizione ed abilità dei maestri pastai, su una legge varata nei primi anni del centro-sinistra ed ancora valida dopo oltre cinquanta anni.

Saro

WASP, l’esopianeta con l’elio a 200 anni luce dalla Terra

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Per la prima volta è stata individuata la presenza di elio nell’atmosfera di un esopianeta, lontano 200 anni luce dalla Terra. La scoperta è frutto del lavoro di un team di ricerca internazionale, guidato da Jessica Spake dell’University of Exeter, che ha utilizzato il telescopio spaziale Nasa/Esa Hubble.

L’astrofisica Jessica Spake ha spiegato in un articolo d’apertura pubblicato su Nature: “L’elio è il secondo elemento più comune nell’Universo dopo l’idrogeno. Ed è anche uno dei principali costituenti di Giove e Saturno nel sistema solare. Tuttavia, finora, l’elio non era mai stato individuato sugli esopianeti nonostante le ricerche”. Il team di astronomi lo ha individuato analizzando l’atmosfera di WASP-107b, uno dei pianeti a più bassa densità conosciuti, di grandezza paragonabile a quella di Giove ma con una massa dieci volte più piccola, che orbita vicinissimo alla sua stella situata nella costellazione della Vergine.

Su Media Inaf, il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica, si legge: “Wasp-107b possiede un’atmosfera modellata dalla pressione del vento solare che le dà una forma allungata, a goccia, quasi come la coda di una cometa. Ed è in questa atmosfera spazzata dal vento stellare, grazie alle osservazioni del Telescopio spaziale Hubble che il team di ricerca è riuscito a scovare, per la prima volta in un pianeta extrasolare, la presenza di elio”.

Complice della scoperta una nuova tecnica che sfrutta la luce infrarossa, al posto di quella ultravioletta usata finora per studiare lo spettro luminoso della luce che filtra attraverso l’atmosfera. Uno spiraglio attraverso cui è stato possibile confermare l’ipotesi per cui l’elio sarebbe uno degli elementi più facilmente individuabili in un’atmosfera lontana anni luce. La Spake ha spiegato: “Speriamo di usare questa tecnica con l’imminente James Webb Space Telescope, per esempio per imparare quale tipo di pianeta possegga un grande involucro di idrogeno ed elio, e per quanto tempo i pianeti possano trattenere la loro atmosfera. Misurando la luce infrarossa, possiamo vedere più a fondo nello spazio rispetto all’uso della luce ultravioletta”.

Il segnale raccolto si è rivelato così potente da suggerire che l’atmosfera di questo pianeta (contenente appunto elio in uno stato eccitato) si estenda per oltre 10mila km verso lo spazio. Un’atmosfera che, nonostante con i suoi 500 gradi sia decisamente più calda di quella a cui siamo abituati qui sulla Terra, è a oggi una delle più fredde rispetto qualsiasi altro esopianeta mai scoperto. La nuova tecnica potrà permettere l’analisi dell’atmosfera di esopianeti di dimensioni terrestri.

Tom Evans, uno dei cofirmatari del documento scientifico, suggerisce: “Se pianeti più piccoli, della dimensione della Terra, hanno simili nubi di elio, questa nuova tecnica offre un mezzo esaltante per studiare, nel prossimo futuro, la parte alta delle loro atmosfere”.

Grazie all’interminabile lavoro di ricerca scientifica, un altro raggio di luce ha illuminato il sapere del’umanità. Ma ancora immenso è il buio di tutto ciò che l’umanità non conosce.

S. R.