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Tommaso Della Longa

Migranti, questi sconosciuti. Che non siano più corpi senza nome restituiti dal mare

Esistono notizie che in molti casi, purtroppo, diventano quasi normalità. Notizie a cui ci abituiamo, non ci facciamo più caso. Guerre infinite o carestie in Africa. Autobomba in Iraq o Afghanistan. E per arrivare a luoghi più vicini, gli sbarchi di migranti a Lampedusa o sulle coste italiane. Un certo modo di fare informazione ha assuefatto il pubblico a tutto questo. L’arrivo di migranti diventa una mera notizia di cronaca che in molte occasioni diventa un piccolo box nei giornali o una notizia letta al telegiornale. Le tragedie in mare, quando ne veniamo a conoscenza, sono un titolo da prima pagina solo in alcuni momenti, altrimenti rischiano anch’esse di essere trattate come una notizia di cronaca. Sarebbe fin troppo semplice fare il paragone con la grande nave da crociera affondata al Giglio e il gigantesco spazio che a distanza di tempo ancora ha sui media. Ancora più semplice il confronto con le notizie di gossip. Il problema vero è che in tempo di crisi economica, i migranti sono diventati gli ultimi degli ultimi, i veri invisibili del Terzo millennio. Se già le Istituzioni europee, per esempio, non sono quasi mai riuscite a dare una risposta unica e univoca, oggi le questioni legate ai flussi migratori sono in fondo all’agenda europea. Eppure l’Ue vince il premio Nobel per la pace e si fregia di essere l’icona di parole come solidarietà. Continua a leggere

Irlanda del Nord: con la crisi economica la pace potrebbe non essere duratura

Scontri, allarmi bomba, arresti, carcere speciale: cosa sta succedendo nelle Sei Contee del Nord Irlanda? A un occhio non attento a quello che succede tra Belfast e Derry, alcuni lanci di agenzia degli ultimi giorni potrebbero suonare quasi incredibili: nella pacificata Isola Verde ancora ci sono violenze e scontri settari. Eppure, come già scritto proprio sull’Avanti!, la questione nordirlandese non sembra essere arrivata ad una conclusione fatta di una pace duratura. Tutt’altro. Con la Crisi economica e la consueta mancanza di possibilità lavorative e di mobilità sociale, i gruppi filo-Dublino e filo-Londra sono sempre pronti a colpire. Circa un mese fa, un secondino del carcere di Maghaberry, dove sono rinchiusi anche i prigionieri politici, è stata freddato in autostrada, in un agguato degno di un grande livello di organizzazione militare. Continua a leggere

Viaggio tra gli indipendentisti corsi, dinamite contro le speculazioni edilizie e idee nuove per cambiare la politica: e adesso che c’è Hollande?

“La politica francese ci ha portato solo guai e problemi, noi crediamo nell’indipendenza e nel diritto all’autodeterminazione del popolo corso”. A dirlo senza mezzi termini è Jean-Guy Talamoni, leader del partito “Corsica Libera”, ma soprattutto figura carismatica dell’indipendentismo dell’isola che diede i natali a Napoleone Bonaparte. Sì, avete capito bene. Oggi stiamo parlando della lotta politica, ma anche armata, per l’indipendenza della Corsica dal governo di Parigi. Continua a leggere

Irlanda come IRA, è tornato l’incubo dell’Irish Republican Army

Ci risiamo. Se qualcuno pensava che la questione nordirlandese fosse ormai normalizzata, si deve ricredere per l’ennesima volta. Ma c’era da aspettarselo. Le olimpiadi a Londra sono un grande palcoscenico visto che tutta la stampa mondiale è interessata a quanto succede nel Regno Unito. E il comunicato diffuso dal Guardian pochi giorni fa ha fatto da cassa di risonanza: tre gruppi di irlandesi “repubblicani non conformi” si sono uniti per dare vita a nuovo esercito repubblicano irlandese, ovvero alla nuova IRA (Irish Republican Army). Continua a leggere

Grecia, la strana storia di Antonis: da bancario spregiudicato a ristoratore etico

«Ci vogliono depressi, sfiduciati, pieni di rabbia, ma oggi il vero problema è l’etica. La Crisi è un’opportunità, per cambiare le regole e ricominciare da zero». Parole piene di speranza quelle di Antonis, un trentenne greco come tanti. Ma con una storia e un piglio che forse in pochi possono vantare. Lo conosciamo dove lavora come manager di un albergo a Exarchia, quartiere universitario e “ribelle” nel cuore di Atene. Appena finito il turno, ci accompagna in un piccolo caffè, curato nei dettagli e sempre pieno di giovani. Il giorno prima lo avevamo incontrato in piazza Syntagma, davanti al Parlamento, in una delle continue mobilitazioni contro la politica e i tagli allo stato sociale. Continua a leggere