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Ulisse Spinnato Vega

Facebook sbarca in Borsa, partenza sprint poi la frenata

Quando Mark Zuckerberg si è presentato in felpa a Wall Street e ha suonato la campanella d’avvio delle contrattazioni, sembrava che da lì a poco dovesse partire la cavalcata delle Valchirie. E qualcuno già evocava quel lontano 19 agosto del 2004, quando un’altra dot-com importantissima, Google, chiuse la prima giornata con un balzo del 20%. Invece la montagna a fine giornata ha partorito il topolino, con il titolo «Fb» che ha chiuso a 38,23 dollari per azione, appena lo 0,61% in più rispetto ai 38 dollari del pricing di partenza. Continua a leggere

L’economista Vaciago: «Trovare 4 miliardi in 7 mesi non sarà facile»

Alla fine si tratterà solo di grattare via qualche sassolino dalla montagna, visto che il 94% della spesa è stato definito «non rimodulabile» dallo stesso ministro ai Rapporti con il Parlamento Piero Giarda. Eppure il governo cerca ora di ostentare una qualche ambizione nell’incardinare il processo di spending review. E dice di voler scandagliare in tutto quasi 300miliardi di spesa, ossia una bella fetta dei circa 800miliardi complessivi di bilancio pubblico, qualcosa come un quinto del Pil italiano. Continua a leggere

Sparare sull’asta per colpire il canone: il perchè dei mal di pancia sul beauty contest

Sparare sull’asta per colpire il canone di concessione. Se si vuole cogliere il doppio gioco, basta alzare lo sguardo sopra il polverone sollevato da Pdl e Mediaset dopo il presunto sgarbo subito per opera del governo con l’approvazione, in commissione Finanze della Camera, dell’emendamento sulla gara per le frequenze tv che rimpiazza il beauty contest. Basta sollevare gli occhi, appunto, e osservare alcune stranezze per intuire il secondo fine. Continua a leggere

Lega, Belsito disoccupato? Potrebbe fare il consulente finanziario

Il «tesoriere più pazzo del mondo», come lo stesso Francesco Belsito si definiva, è indagato da tre procure per appropriazione indebita, truffa ai danni dello Stato e riciclaggio. Ma aldilà delle inchieste e degli eventuali reati che saranno accertati, come se l’è cavata l’ex leghista di origine calabrese con i rimborsi pubblici del Carroccio, che ha gestito dal febbraio 2010 fino a pochi giorni fa? E’ stato tanto furbo quanto “maneggione”? Volendo lanciare una provocazione, si potrebbe ritenere che adesso avrà bisogno di lavorare e dunque cerchiamo di capire se sarebbe un buon consulente finanziario, pur non avendo in curriculum competenze specifiche. Insomma, voi gli affidereste un gruzzoletto da far fruttare più o meno illecitamente? Continua a leggere

Torna uno spread “Berlusconiano”, di nuovo sopra i 400 punti

Mentre tutti si concentrano sulle malefatte dei partiti e sullo spread tra politica e cittadini, il differenziale di rendimento che separa i titoli di Stato decennali italiani (Btp) e gli equivalenti tedeschi (Bund) ritorna quatto quatto sopra i 400 punti base. Per la precisione a 406, con un tasso al 5,69%, che rappresenta il massimo da metà febbraio. Il premier Mario Monti fa il globetrotter e promuove l’immagine dell’Italia in giro per il mondo? Va qui e lì a vantarsi delle magnifiche sorti e progressive del governo dei tecnici? Sì, ma intanto il sobrio commesso viaggiatore di Palazzo Chigi deve stare attento alla valigetta che si porta dietro, perché i clienti (gli investitori internazionali privati e sovrani) potrebbero non apprezzare un campionario di prodotti che nel giro di poche settimane i mercati stanno trasmutando nuovamente in patacche. Continua a leggere

Sul tuo posto di lavoro decide il giudice, arbitro del bene e del male

Torna la possibilità del reintegro anche per i licenziamenti economici considerati illegittimi, decide il giudice e dunque la vittoria del Pd è compiuta. Il premier Mario Monti e il ministro del Welfare Elsa Fornero danno vita alla solita conferenza stampa fiume per presentare (finalmente) un articolato della riforma del mercato del lavoro frutto dell’intesa di maggioranza. E il capo del governo spiega che il provvedimento è volto a «ridurre la disoccupazione in modo permanente e favorire un mercato del lavoro più stabile ed equo». Poi Monti chiarisce che si aspetta una discussione approfondita ma spedita in Parlamento, visto che il testo ha già superato le forche caudine di ABC e fa notare che la riforma era già stata approvata dal Cdm «salvo intese», per cui ora è stata trasmessa al Quirinale per la controfirma prima dell’iter parlamentare. Continua a leggere

Mediaset molla Endemol e annuncia licenziamenti

 

Scrollarsi di dosso una piccola zavorra non significa essere in grado di ricominciare a correre. Ma per lo meno si avanza un po’ più leggeri. Mediaset ha mollato il 6% del debito senior di Endemol, è uscita dal malmesso gruppo olandese delle produzioni  tv e la dismissione ha fruttato 65milioni di sospirata liquidità. Risorse molto gradite malgrado la perdita secca di circa 8milioni su quella stessa operazione, per la quale il Biscione aveva pagato a suo tempo più o meno 73milioni. Eh sì, il colosso editoriale del Cavaliere ha bisogno di far cassa perché la crisi si sente, la racconta pubblicitaria crolla e gli ascolti sono da mani nei capelli. Nel 2011 l’utile si è fermato a 225milioni di euro (-36% sull’anno prima) e il fatturato è calato dell’1% a 4,250miliardi. Anche Berlusconi in prima persona ci ha rimesso soldi, visto che il dividendo è stato tagliato da 36 a10 centesimi per azione. Continua a leggere

L’economista Deaglio: «I dati sulla disoccupazione? Mi sarei aspettato peggio»

La disoccupazione continua a schizzare in alto e l’Istat parla di «quadro preoccupante d’inizio 2012». Il dato di febbraio è al 9,3%, in salita di 0,2 punti su gennaio e di 1,2 punti su base tendenziale. Ma il tasso dei senza lavoro nell’ultimo trimestre 2011 era al 9,6%, il più alto addirittura dal 1999. La disoccupazione giovanile (15-24 anni) si avvicina pericolosamente al 32% (31,9% a febbraio) e una ragazza su due al Sud rimane a casa (49,2%). E’ vero che la media del 2011 resta invariata all’8,4%, però si tratta della classica «media del pollo», visto che l’Istat sottolinea come i non impiegati siano aumentati nella seconda parte dell’anno. Una magrissima consolazione arriva invece dal dato sul livello di occupazione, che è cresciuto di appena 95mila unità (0,4%) ma solo grazie alla componente straniera, visto che tra il 2010 e il 2011 l’occupazione degli italiani è diminuita di 75mila unità. Continua a leggere

La denuncia: Io montatore di palchi rischio la vita per 8 euro l’ora

Rischiare di morire dove gli altri si divertono. E se va bene, farsi sfruttare per pochi euro l’ora laddove una star della musica guadagnerà fama e tanti soldi. I concerti, le date, i tour. E i palchi che freneticamente si montano e si smontano in un giorno o in una notte sola. Dietro le canzoni, dietro lo scintillio delle luci e dei maxischermi, dietro due ore di sballo c’è chi lavora duro, nell’ombra. E sempre più spesso in nero, senza tutele sociali e nemmeno fisiche per la propria incolumità. Tutti ricordano la tragedia di Reggio Calabria, il 5 marzo scorso, con un operaio morto mentre stava allestendo il palco di Laura Pausini. E quella di dicembre, a Trieste, con un altro morto per una data di Jovanotti. Ieri, però, la Guardia di finanza ha scoperto che ben 16 addetti su 21 stavano lavorando in nero al montaggio del palco della stessa Pausini al PalaMaggiò di Caserta. E sono scoppiate nuovamente le polemiche su un’industria del divertimento che genera evasione fiscale e contributiva, violazione dei diritti dei lavoratori e, nei casi peggiori, infortuni anche mortali. Continua a leggere

Giorgio Squinzi sulla poltrona di Confindustria

Alla fine ha vinto la continuità sulla rottura. Giorgio Squinzi, patron della Mapei, è il nuovo presidente designato di Confindustria. La giunta di Viale dell’Astronomia si è spaccata quasi a metà e il «chimico» ha prevalso sul «metalmeccanico» Alberto Bombassei, gran capo della Brembo, per 93 voti a 82. Era dai tempi di D’Amato e della Confindustria «berlusconiana» di oltre un decennio fa che non si vedeva una sfida così avvincente. Il voto è stato talmente equilibrato che un’unica azienda, per quanto «pesante», come Eni è risultata decisiva. E l’Ad Paolo Scaroni ha rivelato: «Abbiamo sei voti», tra quelli diretti e di «persone che tengono conto della nostra opinione», e «abbiamo votato per Squinzi. Così è stato evitato un pareggio che sarebbe stato una cosa piuttosto antipatica». Continua a leggere