BLOG
Vittorio Giacci

Cambiano le città
e i suoi cinema

Sala-cinemaC’era una volta un luogo magico, attraente, misterioso, dove, protetti dall’oscurità, si viveva un’esperienza più armoniosa di quella quotidiana: il cinema di quartiere. Luogo deputato del sogno e del desiderio, anche se a volte poco accogliente, caldo d’estate e freddo d’inverno, intasato di un fumo acre che creava una cortina di nebbia azzurrognola tra spettatore e schermo, con sedie scricchiolanti e schermi sdruciti su cui scivolavano, accompagnate da un cattivo sonoro, pellicole di seconda e terza visione consumate dall’uso, graffiate e tagliate, il cinema di quartiere, collocato negli insediamenti popolari delle periferie delle grandi città, rispondeva, in regime di quasi monopolio, al bisogno d’immaginario di una collettività appena uscita dai disastri della guerra – erano gli inizi degli Anni Cinquanta- che si preparava alla ricostruzione fisica e spirituale di un’intera nazione. Continua a leggere