giovedì, 14 Novembre, 2019

Bollette, i rimborsi che ancora non arrivano

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Il costo di una bolletta in più l’anno (in media intorno ai 50 euro a numero fisso) per migliaia di clienti e per la durata di circa 1 anno e mezzo, in soldoni, è un importo complessivo “importante” che TIM, WIND/TRE, VODAFONE e FASTWEB, avrebbero dovuto rimborsare già, in maniera automatica, sia su decisione dell’Autorità per la Garanzie nelle Comunicazioni che su successiva deliberazione (nel luglio scorso) del Consiglio di Stato, il quale ha ratificato la legittimità ed insieme l’automatismo del provvedimento.

Ma di rimborso automatico non si parla, le compagnie di telefonia avrebbero preferito, (con disagi per molti clienti), da un lato proporre soluzioni alternative ai rimborsi con offerte di prodotti e servizi gratuiti, offerte aggiuntive che farebbero decadere il diritto dell’utente nel ricevere indietro i soldi versati, dall’altro dando la possibilità di presentare domanda online, ma attraverso procedure così complesse da scoraggiare soprattutto le categorie più deboli (ad esempio gli anziani). La denuncia è di Adiconsum che per ovviare alle lentezze burocratiche, visto l’immobilismo della stessa Agcom ed i tentennamenti delle aziende, dal 28 ottobre ha deciso di intervenire in soccorso di tutti gli utenti.

“ In soli 2 giorni abbiamo ricevuto ben 1700 reclami – dichiara l’Associazione a difesa dei consumatori – già consegnati sul tavolo di TIM, WIND/TRE, VODAFONE e FASTWEB. Sul sito www.adiconsum.it è presente il modulo da compilare per richiedere l’importo dovuto all’azienda, dandoci mandato ad operare per conto del singolo cittadino. Raccogliamo le domande (anche dei non iscritti) e provvediamo ad inviarle ogni 15gg (il 15 ed il 30 di ogni mese) alle aziende telefoniche corrispondenti, affinché procedano con i rimborsi”.
“ Con questa iniziativa – conclude Adiconsum – vogliamo imprimere un’accelerazione alla vicenda 28 gg per essere vicini in modo fattivo a tutti gli italiani, permettendo loro, dopo ben 2 anni, di ottenere, quanto ingiustamente prelevato con la fatturazione a 28 giorni, iniziata il 23 giugno 2017. È evidente che se le aziende non ottemperassero al rimborso entro i termini previsti dalle loro carte dei servizi, i consumatori potranno procedere ad attivare una conciliazione paritetica”.

Il servizio è attivo anche presso le sedi territoriali Adiconsum su tutto il territorio nazionale.
Il problema investirà a breve anche la telefonia mobile, per la quale ugualmente si è fatto ricorso ma si è ancora in attesa di una risposta.

Maria Grazia Di Mario

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