mercoledì, 5 Agosto, 2020

Bonus 600 euro, Inps denuncia tentativi di truffa. Congedo Covid-19 e legge 104, estensione giorni

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Bonus 600 euro
INPS DENUNCIA NUOVI TENTATIVI DI TRUFFA

Un’altra truffa ai danni dei contribuenti italiani è stata segnalata dall’Inps in questi giorni: un falso rimborso del bonus 600 euro destinato agli autonomi che, con la scusa di un tentativo di bonifico non riuscito, ha come scopo quello di rubare i dati dei malcapitati e svuotare i loro conti.
come funziona la truffa
La truffa del falso rimborso Inps segue uno dei più classici esempi, ovvero quello del tentativo di frode tramite phishing. All’utente, in questo caso, arriva una email con scritto:
“Le comunichiamo che l’ordine di bonifico a vostro favore di 600 euro da Inps disposto in data … è stato regolarmente eseguito”.
Il messaggio contiene anche il numero di protocollo della richiesta e l’identificativo del contribuente, nonché il logo ufficiale dell’Inps. Per cui, a prima occhiata, potrebbe essere difficile riconoscere la truffa.
La stessa email si presenta come un avviso a verificare la correttezza dei dati inseriti nel modulo di richiesta del bonus autonomi, e invita l’utente a cliccare un link per far sì che l’accredito a lui destinato vada a buon fine.
“Non siamo in grado di effettuare il bonifico  – si legge – perché ci risulta che i dati registrati nel sistema non sono aggiornati. Il saldo contabile sarà disponibile solo dopo aver effettuato l’aggiornamento dei dati personali”. Il link di conferma, però, non riporta al sito ufficiale Inps e permette ai truffatori di avere accesso ai dati sensibili del contribuente che – erroneamente – ha creduto si potesse trattare di una comunicazione ufficiale.
Il messaggio dell’Inps
Non è la prima volta che una truffa del genere si consuma ai danni dei contribuenti italiani. Spesso chi usa questi mezzi lo fa sfruttando immagine e reputazione degli enti statali: è accaduto in passato con l’Agenzia delle Entrate e – recentemente – di nuovo con l’Inps. A maggio, proprio quando il bonus 600 euro era stato approvato, approfittando della confusione e dei ritardi legati all’indennità autonomi, un raggiro simile aveva coinvolto diversi utenti.
Ad oggi, quindi, l’Istituto ha deciso di mettere nuovamente in guardia i cittadini:
“Si invita a ignorare tutte le mail che propongono di cliccare su un link per ottenere pagamenti e rimborsi da parte dell’Istituto. Tutte le informazioni sulle prestazioni sono consultabili esclusivamente accedendo al portale istituzionale”, si legge infatti sul sito web dell’Inps.
Qualsiasi richiesta o contatto simile e sospetto, dunque, deve essere cestinato e segnalato a chi di competenza.

Calderone
INPS RIGETTA DOMANDE ANTICIPO 40% CIG

“Apprendiamo con grande sorpresa della decisione dell’Istituto di rigettare massivamente le istanze di anticipazione del 40% dei trattamenti di integrazione salariale. La motivazione, non ufficializzata, sembrerebbe essere la mancanza di qualche giorno nella richiesta degli ammortizzatori sociali rispetto alle 9 settimane della prima domanda di integrazione salariale. Ove così dev’essere, saremmo davanti ad una topica giuridica clamorosa, che sta creando forti tensioni sociali tra aziende, lavoratori e consulenti del Lavoro”. Così si è recentemente espressa la presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, in una missiva, che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare, inviata al direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele.
Calderone ricorda che “l’anticipazione del 40% ha come suo scopo quello di dotare i lavoratori sospesi delle risorse economiche necessarie a gestire le esigenze immediate proprie e dei familiari”.
“Cosa vanificata da questa scelta immotivata e ingiustificata dell’Istituto. Il modo in cui l’Istituto interpreta e applica la norma rende vana l’attività svolta dai consulenti del lavoro che, con grande senso di responsabilità sociale, hanno invitato i loro assistiti a presentare le istanze di anticipazione nonostante le palesi criticità esistenti”, rimarca Calderone.
Su tutte, ricorda la leader dei consulenti del lavoro, “quella già segnalata anche al ministero del Lavoro, oltre che a codesto Istituto, con una richiesta di chiarimento inerente la piena responsabilità del datore di lavoro nella fase di recupero delle eccedenze erogate al lavoratore da parte dell’Inps”.
“Chiarimento mai arrivato e che lascia un profondo vulnus in una norma, invece, assolutamente condivisibile per l’equità sociale che la contraddistingue. I nostri sforzi vengono mortificati da una scelta amministrativa dell’Istituto che, respingendo le istanze di anticipazione, impedisce ai lavoratori stessi di percepire l’acconto di quanto maturato”, prosegue.
“Nel manifestarLe il profondo disappunto della categoria che presiedo e che porteremo in tutte le sedi opportune, sono a invitarla ad un immediato intervento mirato alla revisione di questa scelta amministrativa, con conseguente accoglimento in autotutela delle istanze già presentate ed erogazione immediata dell’anticipazione maturata, dando così risposta ai tanti lavoratori in attesa”, conclude Calderone.

Congedo Covid-19 e legge 104
ESTENSIONE GIORNI E PERIODI DI FRUIZIONE

Il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (decreto Cura Italia) ha introdotto un congedo per la cura dei minori durante il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole, per far fronte all’emergenza epidemiologica Covid-19. Possono usufruire del congedo Covid-19 i genitori lavoratori dipendenti del settore privato, iscritti alla Gestione Separata e lavoratori autonomi iscritti all’Inps. Lo stesso decreto ha previsto l’incremento del numero di giorni di permesso legge 104.
Con la circolare Inps dell’8 luglio 2020, n. 81, l’Istituto indica le novità introdotte dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio) riguardo alla durata del congedo Covid-19 e all’ampliamento del periodo di fruizione dello stesso, nonché all’estensione dei permessi legge 104.
Il decreto Rilancio ha infatti esteso il periodo in cui è possibile fruire del congedo Covid-19 fino al 31 luglio 2020 e ha aumentato da 15 a 30 il numero di giorni fruibili dai genitori per l’assistenza ai figli durante questo periodo. Il decreto Rilancio, inoltre, ha previsto l’incremento dei permessi legge 104 di ulteriori 12 giorni, usufruibili a maggio e a giugno.
Nella circolare sono forniti tutti i dettagli, le informazioni sulla compatibilità del congedo Covid-19 con il bonus baby-sitting e il bonus centri estivi e le istruzioni per i datori di lavoro per la compilazione delle denunce contributive.

Tasso extra Ue al 60&
STRANIERI: 10,7% OCCUPATO IN 2019

Nel 2019, sono stranieri 2,505 milioni di occupati, il 10,7% del totale. I settori con più occupati stranieri sono altri servizi collettivi e personali (642 mila), industria in senso stretto (466 mila), alberghi e ristoranti (263 mila), commercio (260 mila) e costruzioni (235 mila); le incidenze più alte si registrano in altri servizi collettivi e personali (36% degli addetti), agricoltura (18,3%), alberghi e ristoranti (17,7%) e costruzioni (17,6%). È la foto scattata dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha pubblicato sul suo sito e sul Portale Integrazione Migranti il X Rapporto annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia”. Dal report, che indaga tutti gli aspetti del lavoro dei migranti attraverso i dati delle principali fonti istituzionali, emerge che il tasso di occupazione tra i cittadini extra Ue è 60,1% (stabile rispetto al 2018), tra i comunitari è 62,8% (in calo, -0,7%), dati entrambi superiori al 58,8% (in aumento, +0,6%) registrato tra gli italiani. Il tasso di disoccupazione sale tra i comunitari (14,0%, +0,5 punti tra il 2018 e il 2019), mentra è in calo tra gli extra Ue (13,8%, -0,5%) e tra gli italiani (9,5%, -0,7%). Il tasso di inattività degli stranieri (extra Ue 30,2%, comunitari 26,9%) si conferma più basso di quello degli italiani (34,9%).
Curato dalla direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Mlps, con il supporto di Anpal Servizi, ‘Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia’ è realizzato in collaborazione con la direzione generale dei Sistemi informativi, dell’innovazione tecnologica, del monitoraggio dati e della comunicazione, l’Inps, l’lnail e Unioncamere. Il ministero del Lavoro sottolinea che questa decima edizione ‘Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia’ è arricchita anche da contributi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.
Dopo una panoramica internazionale sulle migrazioni nell’ultimo decennio, curata dall’Ocse, e un quadro di contesto su presenze e nuovi arrivi registrati in Italia nel 2019, il Rapporto “analizza dati e dinamiche della partecipazione degli stranieri al mercato del lavoro e al sistema del welfare, confrontandola costantemente con quella degli italiani ed evidenziando le differenze di genere” spiega il ministero del Lavoro. Tra le novità di questa edizione, si segnalano l’approfondimento sul difficile equilibro delle donne straniere tra cura familiare e lavoro e quello sulla transizione dei giovani stranieri nel mondo del lavoro, curato dall’Ilo. E, oltre alla versione integrale e alla sintesi delle evidenze principali del X Rapporto ‘Gli stranieri nel mercato del lavoro’, il ministero del Lavoro ha messo a disposizione online una sintesi interattiva e un cruscotto statistico per navigare nel dettaglio tra i dati su assunzioni, cessazioni e occupati.
“Questi dati – ha commentato il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, Stanislao Di Piazza – non tengono conto dell’impatto dell’emergenza Covid-19, che ostacolerà i trend positivi e acuirà le criticità già esistenti, né della regolarizzazione in corso, che vuole restituire dignità a tanti lavoratori migranti e aiutare imprese e famiglie a ripartire”.
Di Piazza ha evidenziato che “il Rapporto è però una bussola preziosa per orientarci in un futuro incerto, ci dice da dove partiamo e quali tipi di dinamiche potremmo trovarci ad affrontare, guardando al lavoro e all’integrazione dei migranti come misure del benessere di tutto il Paese”.

Carlo Pareto

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