martedì, 29 Settembre, 2020

Bonus Casalinghe, come funziona e a chi spetta. Congedi straordinari per chi ha figli under 14 in quarantena

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Come funziona e a chi spetta

BONUS CASALINGHE

Tra le varie misure varate a sostegno delle categorie più in difficoltà per l’emergenza Covid, il decreto Agosto contiene anche un fondo d’inclusione ‘rosa’ per le casalinghe, detto bonus casalinghe, con uno stanziamento di circa 3 miliardi per il 2020.

Nell’annunciare lo stanziamento, la ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti ha sottolineato l’importanza delle politiche inclusive e di qualificazione professionale, ovverosia garantire alle donne la possibilità di scelta in termini professionali.

La platea interessata

L’Istat ha rilevato nel 2017 circa 7 milioni di casalinghe, ossia donne che non lavorano ma hanno scelto, o si sono viste di fatto costrette a farlo, di prendersi cura a tempo pieno della casa e della famiglia. Nel Sud del Paese si concentra il 51% delle casalinghe, mentre il restante 49% si distribuisce fra Centro e Nord.

Bonus, come funziona

Mentre non manca di fomentare qualche critica politica (Brunetta, di Forza Italia, parla di ‘soldi buttati’), il bonus casalinghe resta comunque nel Decreto Agosto. Ma non si tratterà di soldi che entreranno materialmente nelle tasche delle casalinghe, bensì di una serie di misure volte a colmare il crescente divario rispetto agli uomini. Nello specifico, il fondo servirà alla promozione della formazione professionale di tutte quelle donne che svolgono lavori domestici, al fine di garantire maggiori opportunità occupazionali e quindi di scelta più libera e consapevole.

Sarà dunque una formazione rivolta alle donne che prestano attività nell’ambito domestico e che siano iscritte all’assicurazione obbligatoria, ovvero al fondo previdenziale per le casalinghe.

Per ulteriori chiarimenti su come sarà utilizzato il fondo occorrerà attendere un successiva, apposita decretazione, emanata dal Ministero per le Pari Opportunità, entro il 31 dicembre 2020.

Per chi ha figli under 14 in quarantena

CONGEDI STRAORDINARIE SMART WORKING

Congedi straordinari e smart working per genitori con figli under 14 in quarantena obbligata. È una delle misure introdotte nel decreto recentemente approvato in Cdm e contenente anche alcune norme sulla scuola.

Sono previste – è stato riportato nella nota diramata da Palazzo Chigi emessa subito dopo il Consiglio dei ministri – misure in materia di smart working e congedi straordinari per i genitori di figli minori di quattordici anni nei casi di quarantena obbligatoria dei figli”.

Le novità

I congedi straordinari per Covid sono scaduti il 31 agosto e il diritto a lavorare da casa per chi ha figli piccoli senza proroghe sarebbe terminato esattamente il 14 settembre giorno di ripresa delle scuole

E proprio con la ripresa delle scuole, tra i vari scenari che si potrebbero presentare c’è quello dei figli che devono rimanere a casa da scuola perché in quarantena e due genitori che lavorano. Per questo, nell’ultimo Cdm, è stato previsto un decreto che introduce lo smart working e il congedo per chi ha figli al di sotto dei 14 anni in quarantena.

La ministra alle Pari opportunità e alla famiglia Elena Bonetti ha al riguardo dichiarato che “alle famiglie dobbiamo dare risposte certe: in presenza di un caso positivo in una classe, i genitori non sarebbero in quarantena ma devono avere il diritto di poter restare a casa a custodire i loro figli”.

Nuove risorse per la scuola

Il Cdm ha poi anche individuato nuove risorse per la scuola e quindi per il ritorno sui banchi. Il decreto a cui l’esecutivo ha dato il via libera prevede infatti che, “al fine di facilitare le procedure per il reperimento di spazi per garantire il corretto e regolare avvio dell’anno scolastico 2020-2021 nel rispetto del distanziamento fisico imposto dalle linee guida del Comitato tecnico-scientifico”, sia possibile “utilizzare, per le annualità 2020 e 2021, le risorse disponibili attualmente destinate alla copertura dei canoni di locazione a disposizione dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) per il programma di investimento scuole innovative e poli dell’infanzia anche per le aree interne, ancora in fase preliminare, finalizzandole prioritariamente alle spese per affitti di spazi e relative spese di conduzione e adattamento alle esigenze didattiche e noleggio di strutture temporanee“, è stato difatti specificato nella nota diffusa da Palazzo Chigi dopo il Cdm.

Risorse per l’edilizia scolastica

Inoltre, le nuove norme semplificano l’assegnazione delle risorse per il rifinanziamento di interventi urgenti in materia di sicurezza per l’edilizia scolastica stanziate con il decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, che, per un ammontare complessivo pari a euro 25 milioni, vengono destinate a supportare gli enti locali in interventi urgenti per lavori finalizzati, in particolare, all’adeguamento e all’adattamento a fini didattici degli ambienti e degli spazi, anche assunti in locazione”.

Risorse anche per il trasporto pubblico

Ancora, il trasporto pubblico scolastico e non, per fronteggiare l’emergenza Covid-19 potrà utilizzare le risorse prefigurate dal cosiddetto decreto agosto. Sul trasporto pubblico, in particolare, l’informativa diffusa dall’esecutivo ha spiegato che “in considerazione dell’evoluzione della situazione pandemica e della necessità di rimodulare il servizio di trasporto pubblico locale, compreso il trasporto scolastico, in modo da garantire che lo stesso sia erogato in coerenza con le misure di contenimento della diffusione del Covid–19, si prevede per le Regioni e le Province autonome e per gli enti locali la possibilità di utilizzare, per il finanziamento di servizi di trasporto aggiuntivi, le risorse postulate dal “decreto agosto” (decreto 14 agosto 2020, n. 104), relative all’incremento del sostegno al trasporto pubblico locale e al Fondo per l’esercizio delle funzioni degli enti locali”. “Al contempo, sono state introdotte misure finalizzate a consentire l’immediato utilizzo delle risorse prefigurate da parte di ciascuna Regione, Provincia autonoma o ente locale”.

Covid, lavoratori fragili

ETA’ NON BASTA PER DIRE CHE SI RISCHIA DI PIU’

Non basta soltanto l’età per stabilire se un lavoratore rischia di più dopo aver contratto il Covid-19. E’ quanto si legge in una circolare interministeriale del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del ministero della Salute, che fornisce aggiornamenti e chiarimenti in particolare sui lavoratori e le lavoratrici fragili. Ebbene, nella circolare n. 13 del 4 settembre scorso si legge che “il concetto di fragilità va dunque individuato in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore/lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche sia di tipo epidemiologico, sia di tipo clinico”.

Con specifico riferimento all’età “va chiarito che tale parametro, da solo, anche sulla base delle evidenze scientifiche, non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità nelle fasce di età lavorative”. Tra l’altro, in caso contrario “non sarebbe necessaria una valutazione medica per accertare le condizioni di fragilità”. Insomma, “la maggiore fragilità nelle fasce d’età più elevate della popolazione va intesa congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggior rischio”.

Carlo Pareto

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