venerdì, 22 Novembre, 2019

Boris Johnson sconfitto anche dai Lord

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Dopo le sconfitte alla Camera dei Comuni ed alla Camera dei Lord, Boris Johnson oggi parlerà direttamente all’opinione pubblica, per illustrare la scelta vitale che la Gran Bretagna si trova ad affrontare. Lo ha annunciato un portavoce di Downing Street. Secondo quanto ha anticipato il portavoce alla stampa britannica: “Il premier inglese dirà che la legge arrendevole di Jeremy Corbyn costringerà il primo ministro ad andare a Bruxelles ad aderire a qualsiasi richiesta gli faranno. In pratica, verrà rovesciato il più grande voto democratico della nostra storia, il referendum del 2016”
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Il portavoce ha aggiunto: “Johnson non vuole farlo. Per il premier, è chiaro che l’unica scelta è tornare direttamente dai cittadini e dare loro la possibilità di decidere cosa vogliono”. Inoltre, per il portavoce di Downing Street: “Il tentativo di Jeremy Corbyn di evitare le elezioni sarebbe un insulto vigliacco alla democrazia”.
Anche la Camera dei Lord ha dato il via libera alla legge anti ‘no deal’, approvata mercoledì in prima lettura alla Camera dei Comuni. La svolta è avvenuta nella notte, dopo una lunga seduta nella quale all’inizio si è pensato che i pari pro Brexit avrebbero messo in atto una manovra ostruzionistica per impedire che la legge completasse il suo iter, prima della chiusura del Parlamento la prossima settimana, imposta dal premier Boris Johnson.
Dopo un incontro con l’opposizione laburista, il capogruppo conservatore Lord Ashton ha annunciato che tutti i passaggi della legge saranno completati nella Camera dei pari entro le 17 di venerdì. Gli eventuali emendamenti verranno esaminati lunedì dalla Camera dei Comuni e nello stesso giorno l’iter della legge sarà completato, per sottoporre il provvedimento al ‘Royal Assent’, il consenso della sovrana.

La legge, presentata dal laburista Hilary Benn e sostenuta dalle opposizioni e da una ventina di deputati conservatori ribelli (espulsi poi dal gruppo dei Tory), prevede che il premier Johnson abbia tempo fino al 19 ottobre per fare approvare dal Parlamento un accordo con l’Unione europea, oppure una Brexit senza accordo. Superata questa scadenza, il premier sarebbe obbligato a chiedere a Bruxelles un rinvio della Brexit al 31 gennaio 2020.
Alla pesante sconfitta parlamentare, Johnson ha risposto con la richiesta di elezioni anticipate, nell’estremo tentativo di impedire al Parlamento il varo della legge anti no deal. La mozione del governo è stata bocciata, non avendo la maggioranza dei due terzi, necessaria per l’approvazione. Il leader laburista Jeremy Corbyn ha ribadito che il suo partito appoggerà la richiesta di un voto anticipato, solamente dopo l’approvazione definitiva della legge anti no deal.

Come già sostenuto in passato dalle pagine dell’Avanti, la Gran Bretagna divisa in due dalla Brexit, adesso potrebbe risultare più propensa per il ‘remain’. Un nuovo referendum sulla Brexit sarebbe auspicabile.

Salvatore Rondello

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