mercoledì, 30 Settembre, 2020

Braccio di ferro sulla Giustizia

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Giustizia_Buemi-NenciniIl Patto del Nazareno rischia di perdere un altro tassello importante: il governo si spacca sulla responsabilità civile dei magistrati. Dopo i lunghi lavori per il Ddl della commissione Giustizia del Senato, il giovane guardasigilli, Andrea Orlando, ha annunciato emendamenti che modificano il testo presentato, riportandolo indietro, quasi alla legge Vassalli.
Il Governo ha presentato ieri tre emendamenti che stravolgono il testo: come la sostituzione del comma 2 dell’art. 2 della Vassalli, l’esecutivo propone che, fermo restando i casi di colpa grave per violazione manifesta della legge e del diritto Ue o per travisamento della prova e “salvi i casi di dolo”, non si può dare luogo a responsabilità (che resta sempre indiretta). Una decisione che stravolge l’impostazione data dal relatore del Ddl, Enrico Buemi, che prevede la responsabilità delle toghe anche se si discostano dalle sentenze delle Sezioni unite della Cassazione, senza adeguata motivazione.

“Il vero problema è che i magistrati pensano di essere degli intoccabili. Vogliono starsene belli e tranquilli senza dover rispondere in alcun modo del proprio operato. Hanno già un organo di autogoverno che li protegge e ora pensano di poter restare l’unica area protetta dello Stato?”. Il senatore del Psi Enrico Buemi, relatore del ddl sulla responsabilità civile dei magistrati, ribadisce la sua contrarietà agli emendamenti presentati ieri dal governo che, di fatto, “stravolgono il testo” messo a punto dalla commissione Giustizia del Senato, consentendo alle toghe di “non dover mai rispondere dei propri errori”.

“I magistrati si ritengono ‘appena sotto Dio’ e questo – osserva Buemi – in una società che è profondamente cambiata come la nostra, non può più essere consentito. Qualsiasi iniziativa si prenda nei loro confronti tirano fuori il discorso che si vuole minacciare la loro autonomia. E questo mentre continuano a compiere misfatti in tutta Italia. Non è più possibile”.

“Nel testo adottato dalla commissione – insiste Buemi – gli si chiedeva almeno di motivare quando si discostano dagli orientamenti espressi nelle sentenze delle Sezioni Unite della Cassazione, ma loro non vogliono neanche questo. E a mio avviso è sbagliato. Per questo ieri avevo minacciato di dimettermi da relatore, perché io non sono in linea con questa impostazione”. Buemi resta però titubante sulle sue dimissioni, sostiene infatti che “ora, a prescindere dal mio continuare a fare o meno il relatore, che è irrilevante, spero che si arrivi ad un’intesa sul punto perché tutti ormai nella società sono chiamati a rispondere dei propri errori. A cominciare dal medico che, pur sapendo di dover pagare per i propri sbagli, non smette certo di operare o curare le persone per questo”.
“A questo punto – conclude Buemi – vorrei solo chiedere a Renzi come possa conciliare la posizione espressa ieri dal ministro Orlando in commissione, con la sua celebre affermazione ‘Chi sbaglia deve pagare’. Invito pertanto a fare meno propaganda e a pensare di più al contenuto dei provvedimenti”.

Una scelta che, oltre ad alimentare perplessità nella maggioranza, scatena l’ira di Forza Italia. I senatori azzurri hanno promesso battaglia, ma il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, avverte: “Resteremo fermi sulla nostra linea”. Salvo poi tentare una mediazione, visto che lo scontro rischia di allargare le distanze tra Pd e Fi, senza dimenticare che c’è una procedura d’infrazione Ue in itinere e il rischio di sanzioni. “Lavoreremo in modo serrato ma aperto, tenendo conto delle proposte emerse, ma affermeremo la linea del nostro testo di legge, all’interno del quale c’è un equilibrio che migliora l’attuale normativa”, ha detto.

Il segretario del Psi e vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, ha invitato il ministro della Giustizia a fare chiarezza: “La riforma presentata dal ministro Orlando è una buona riforma della giustizia. Ma ci sono princìpi sui quali serve la massima chiarezza. Nel nome di una giustizia giusta e a tutela dei diritti fondamentali del cittadino. Sono certo che nella riunione convocata dal Ministro per la prossima settimana la maggioranza saprà trovare una soluzione condivisa. Che sosterremo convinti”. Intanto la battaglia si proroga, oltre che dalle aule del Parlamento, alle toghe che hanno criticato molte parti del testo: no alla responsabilità diretta, filtro se non di ammissibilità a valle, caso per caso, per decidere una rivalsa sul magistrato che non sia integrale.

Resta confermato, come annunciato dal vice presidente del Csm Giovanni Legnini, per il 29 ottobre il plenum straordinario del Csm per discutere il parere sulla riforma della responsabilità civile dei giudici. Al documento sta lavorando la Sesta Commissione che conta di chiudere entro domani e che si esprimerà oltre che sul ddl governativo anche sul testo Buemi.

Maria Teresa Olivieri

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