giovedì, 29 Ottobre, 2020

Brasile sconvolto dalle proteste, il consigliere diplomatico Riccio: «C’è una globalizzazione della protesta»

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Brasile-proteste

 Alla fine sono arrivati i morti. Dopo giorni di proteste con migliaia di persone in piazza, il Brasile si riscopre attraversato dalle più imponenti manifestazioni di protesta contro il governo che sono costate la vita, fino ad ora, a due persone. Tutto è partito apparentemente a causa di un aumento del prezzo del trasporto pubblico. Un pretesto troppo piccolo per giustificare le dimensioni dell’onda montante, un’analogia con quanto accade in altre parti del mondo. «Sicuramente abbiamo assistito ad una sorta di globalizzazione delle idee che ha portato all’esplosione di un meccanismo “virale”», afferma all’Avanti! il consigliere diplomatico Giancarlo Riccio. Sicuramente il milione di persone che hanno sfilato per le strade di Rio De Janeiro, nonostante l’annuncio delle autorità municipali di “cancellare” gli aumenti delle tariffe dei trasporti, lascia pensare su quali siano le dinamiche profonde che si muovono al di sotto della patina di splendore che vuole il Brasile come una delle più promettenti economie mondiali.

LA FIFA LANCIA L’ULTIMATUM – A testimonianza della gravità della situazione arriva un avvertimento da parte della Fifa al governo brasiliano. La Federazione calcistica internazionale avrebbe, infatti, richiesto rassicurazioni alle autorità di Brasilia rispetto all’incolumità di squadre e dirigenti, pena la sospensione della Confederations Cup. A darne notizia è l’Uol Esporte, uno dei principali siti brasiliani, che riferisce di colloqui ai massimi livelli tra la Federazione e il presidente Dilma Rousseff. Lo stesso sito ha spiegato, poi, che la Fifa avrebbe l’ultimatum, mentre arrivano anche voci,  non confermate, di una forte preoccupazione espressa dalla delegazione italiana.

Fino a pochi giorni fa, il Brasile era l’esempio da seguire, un Paese risollevatosi dalla povertà che si afferma come gigante economico e potenza regionale. Poi, improvvisamente, la protesta. Cosa sta accadendo?

Intanto credo che si sia presa una maggiore coscienza da pare dell’opinione pubblica rispetto ai grandi avvenimenti sportivi e dell’abuso che si fa di questi per dare lustro ai governi e alle oligarchie al potere. La consapevolezza di questo tipo di realtà cresce mano a mano che la classe media si sviluppa. Ma, c’è anche una dinamica più politica visto che il governo in carica non ha la stessa solidità di quello che l’ha preceduto del governo di Lula.

Eppure il Brasile continua a crescere.

Il Brasile è un paese difficile da analizzare, caratterizzato da forti disparità sociali. Nonostante questo ha fatto progressi enormi, eppure continua ad esserci qualcosa che, nel fondo del meccanismo sociale, non funziona. L’evento sportivo della ConfederationsCup ha innescato un processo che ha portato migliaia di persone in piazza, persone che hanno detto basta e che provengono soprattutto dalle nuove classi medie.

È possibile ipotizzare anche una sorta di influenza delle cosiddette “primavere arabe” e dei movimenti globali di protesta?

Sicuramente abbiamo assistito ad una sorta di globalizzazione delle idee che ha portato all’esplosione di un meccanismo “virale” favorito, anche, dalla presenza di nutrite comunità arabe in America latina.

Roberto Capocelli

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