martedì, 20 Ottobre, 2020

Breccia di Porta Pia commemorazione in tono minore

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Ieri, il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo ed il sindaco, Virginia Raggi, accompagnati dal rappresentante della Regione Lazio, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli e dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Farina, hanno deposto una corona d’alloro in memoria dei caduti presso la lapide commemorativa della Breccia di Porta Pia del 1870, lungo le mura aureliane.

Un picchetto armato di Bersaglieri, corpo dell’Esercito protagonista della presa di Roma, ha reso gli onori alle Autorità indossando l’uniforme storica in dotazione alle truppe dell’epoca.
A commemorazione della ricorrenza sono stati emessi quattro francobolli italiani, raccolti in un apposito foglietto. I francobolli sono tutti validi per la posta prioritaria per l’Italia fino a 100 grammi di peso (2,80 euro). Il foglietto presenta sul lato destro la riproduzione del dipinto “La breccia di Porta Pia” di Carel Max Quaedvlieg (Collezione Apolloni); è un’opera di un pittore olandese dell’Ottocento, noto anche per le sue vedute di Roma e dintorni (morto proprio a Roma nel 1874). Sul lato sinistro del foglietto sono invece inseriti verticalmente i quattro francobolli che riproducono: sullo sfondo del tricolore italiano, la copia custodita nel Museo Storico dei Bersaglieri del monumento al Bersagliere di Publio Morbiducci esposta nel piazzale antistante Porta Pia; la facciata interna di Porta Pia; il logo del Raduno dei Bersaglieri a Roma; il dipinto “I Bersaglieri” di Michele Cammarano, conservato nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Il bollettino illustrativo dell’emissione è stato scritto dal Presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, gen. Ottavio Renzi.

Così si è svolta la commemorazione ufficiale dello Stato, celebrativa per i 150 anni dall’evento. Una ricorrenza importante che avrebbe meritato la presenza delle Massime autorità dello Stato come è stato annunciato dai comunicati diffusi da importanti quotidiani ed agenzie di stampa. E’ vero che il 20 settembre non è più festività nazionale (abolita nel 1930), ma è pur sempre una data importante per l’unificazione dello Stato italiano e non solo per la città di Roma e per la storia del Risorgimento italiano. Dunque, in questa celebrazione colpisce l’assenza ed il silenzio del Presidente della Repubblica che rappresenta l’unità nazionale (art. 87 della Costituzione).

 

Salvatore Rondello

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