domenica, 22 Settembre, 2019

Brexit: la May alla ricerca di un accordo con Corbyn

0

Nella serata di martedì, a conclusione dell’incontro tra il Primo ministro inglese Theresa May e il leader dell’opposizione laburista Jeremy Corbyn, il governo britannico ha annunciato l’arrivo al Parlamento di Westminster, nella settimana del 3 giugno, della legge che recepirà un accordo complessivo sulla Brexit.
Secondo quanto dichiarato dall’esecutivo britannico, l’ultima data utile per approvare una Brexit ordinata è entro e non oltre la fine giugno.
Si tratta di una scadenza di fondamentale importanza e il motivo è presto detto: l’uscita dall’Ue deve essere votata prima dell’insediamento degli europarlamentari britannici, che saranno eletti alle consultazioni di fine maggio, durante la prima sessione plenaria del Parlamento europeo prevista per il 2 luglio e prima della pausa della Camera dei comuni, alla fine del mese di luglio.
Dunque, Theresa May ha annunciato che verrà presentato al Parlamento un nuovo piano, dal 3 giugno, con l’obiettivo di concludere il percorso della Brexit prima della pausa estiva.
Tuttavia, manca ancora oggi un accordo politico che possa trovare il consenso della maggioranza dei parlamentari che siedono nella Camera dei comuni, in seguito alle tre sonore bocciature che Theresa May ha dovuto subire dal proprio partito, a causa della contrarietà di diversi conservatori nell’avvallare una Brexit concordata con l’Unione Europea.
Un Primo ministro stanco e, di fatto, sfiduciato dal proprio partito prova a resistere portando a casa l’ultimo atto di una trattativa che si trascina dal referendum del 2015.
L’ultima carta a disposizione della Premier britannica è quella di un accordo complessivo con il maggior partito di opposizione, il Labour Party guidato dal leader socialista Corbyn, con il chiaro intento di evitare una hard Brexit dalle conseguenze potenzialmente negative.
L’incontro tra i due esponenti politici è stato definito “costruttivo e utile”, s’inserisce all’interno di una lunga serie di negoziati, tra Tory e Labour, che proseguiranno nei prossimi giorni alla ricerca di un’intesa sull’uscita dall’Ue la cui ratifica parlamentare rimane un passaggio necessario per poter poi promulgare la legge attuativa.
L’accordo di compromesso con il Labour è ancora tutto da raggiungere e da definire: per questa ragione il comunicato di Downing Street non indica, al momento, svolte significative e rimane ancora aperta la questione fondamentale, almeno per i laburisti di Corbyn, della permanenza del Regno Unito nell’unione doganale.
Oggi, durante il Question Time settimanale alla Camera dei Comuni, il capogruppo degli indipendentisti scozzesi dell’Snp (partito anti-Brexit), Ian Blackford ha duramente attaccato Theresa May, accusandola di voler costruire un “accordo segreto” con il Labour Party che rappresenterebbe la “svendita” della volontà della Scozia.
Intanto, prosegue la paradossale campagna elettorale britannica per il rinnovo del Parlamento europeo. Tutti i maggiori istituti demoscopici indicano il nuovo Brexit Party di Nigel Farage come ampiamente il primo partito (stimato del 30% dei consensi), segue il Labour Party che registra un leggero arretramento nelle intenzioni di voto, ma, soprattutto, le consultazioni di fine maggio possono rappresentare un vero tracollo per i Tory e la conferma dell’impopolarità di Theresa May.

Paolo D’Aleo

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply