mercoledì, 13 Novembre, 2019

Brexit, nuova sconfitta, ma Theresa May non si rassegna

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Theresa May non si è ancora rassegnata, dopo la terza sconfitta di ieri ai Comuni sul suo accordo per la Brexit. Secondo fonti di Downing Street citate dai media, la premier Tory non crede che l’intesa sia morta del tutto, come le chiedono di riconoscere le opposizioni, e vuol continuare a cercare consensi alla Camera. La riduzione dello scarto nella sconfitta, dai 203 voti di gennaio ai 58 di ieri, farebbe pensare a Theresa May che si sta andando nella giusta direzione. Un’altra illusione del premier britannico. Poichè l’offerta dell’Ue di rinvio dell’uscita al 22 maggio è ormai decaduta, Londra ha tempo solo fino al 12 aprile. Il piano del governo sarebbe ora quello di provare a riesumare l’accordo riproponendolo la settimana prossima a Westminster in un ballottaggio con il piano B alternativo d’iniziativa parlamentare che dovesse emergere dalla nuova sessione di ‘voti indicativi’ dell’aula di lunedì. Probabilmente Theresa May ci riproverà, come sostiene Laura Kuenssberg, political editor di Bbc, che avverte: “Ma è una decisione presa nel bunker mentre il cerchio si stringe”.
A questo punto la palla torna lunedì al Parlamento, con la seconda fase dei ‘voti indicativi’ su possibili piani B alternativi. Un’operazione fustigata due giorni fa da un primo risultato negativo, con veti incrociati e un numero di no superiore a quello di sì su ciascuna delle 8 opzioni presentate, ma che potrebbe riportare a galla le soluzioni andate più vicine alla maggioranza: con in pole position quella per una Brexit soft con permanenza del Regno nell’unione doganale e di rincalzo quella su un pur problematico referendum confermativo.
Nel frattempo, comunque, il tempo scorre. L’Ue, dunque, si prepara a un vertice consapevole che a questo punto la scadenza ultima è per il 12 aprile: data entro la quale, in mancanza di accordo ratificato, il governo britannico dovrà chiedere un rinvio prolungato ancorato a una proposta di soluzione nuova o una svolta politica, oppure disporsi al temuto divorzio senz’accordo.
May ha definito ‘grave’ la decisione con cui la Camera dei Comuni ha bocciato di nuovo l’accordo, evocando a questo punto la necessità della richiesta di un rinvio prolungato all’Ue e della partecipazione britannica alle elezioni europee, se accordato. Ed ha insistito che il governo continuerà ad agire affinché ‘la Brexit sia attuata’.
La premier ha rinfacciato alla Camera di non avere un piano B maggioritario, avendo detto no al suo accordo, ma anche a un no deal, a una no Brexit e a un referendum bis. E ha insistito che il governo continuerà ad agire affinché ‘la Brexit sia attuata’.
Theresa May ha detto: “E’ quasi certo adesso che noi si debba partecipare alle elezioni europee”.
I conservatori di Brexiteers stanno facendo pressioni su Theresa May per perseguire un’uscita senza accordo dopo che il suo accordo è stato respinto per la terza volta.
Il presidente del partito,  Brandon Lewis, ha confermato che 170 parlamentari tory, tra cui diversi ministri, hanno scritto al primo ministro che l’ha esortata a garantire che il Regno Unito lasci l’ Europa il 12 aprile, a prescindere da cosa.
La drammatica giornata a Westminster, quando i manifestanti sono scesi in piazza, mentre i parlamentari hanno respinto l’accordo Brexit della signora May per la terza volta, è arrivata nel giorno già deciso per l’uscita del Regno Unito dal blocco.
La signora May ora ha appena due settimane per elaborare un piano vitale per la Brexit, dopo che la Commissione europea ha affermato che, dopo una pausa senza accordi, il 12 aprile sarebbe ora uno scenario probabile.
Secondo quanto riferito, i ministri avrebbero detto alla signora May di non accettare alcun accordo, mentre The Sun ha rivelato che una lettera era stata consegnata firmata da più della metà dei parlamentari conservatori, chiedendo che il Regno Unito lasciasse l’UE entro i prossimi mesi.
Interrogato sulla mossa, Lewis ha dichiarato al programma Today : “Non ho firmato la lettera, ma ne sono a conoscenza, non ho visto il testo completo della lettera e non ho visto le firme su di esso. La mia opinione è che dovremmo fare tutto il possibile per lasciare l’Unione europea in buone condizioni, il più rapidamente possibile, come abbiamo detto nel nostro manifesto e delineato in Parlamento. Penso che l’accordo sia il modo giusto per farlo e dobbiamo fare tutto il possibile per assicurarci di non combattere le elezioni europee”.
Dopo la sconfitta di venerdì, la signora May ha avvertito che i comuni non permetterebbero alla Gran Bretagna di lasciare l’Ue il 12 aprile senza un accordo.
Qualsiasi proroga oltre tale data richiederebbe alla Gran Bretagna di partecipare alle elezioni di maggio al Parlamento europeo, cosa non gradita dal premier inglese.
Downing Street sta rielaborando l’accordo del primo ministro per un quarto tentativo, con gli assistenti che suggeriscono piani per un ballottaggio tra il progetto della signora May e un’unione doganale.
Lunedì i parlamentari voteranno ancora una volta su una serie di scenari sulla Brexit dopo che un precedente processo indicava che un accordo futuro relativo a un’unione doganale potrebbe portare alla maggioranza.
Ma il primo ministro ha affermato con forza che non è stata autorizzata a chiedere all’UE un accordo del genere, mentre l’Ue potrebbe chiedere di partecipare l’elezione del Parlamento europeo.
Altrove, la signora May ha affrontato le richieste di formare un governo di unità se non è in grado di ottenere il suo accordo Brexit attraverso le vie normali.
L’ex ministro del gabinetto Tory, Nicky Morgan, ha dichiarato: “Se il governo ha rifiutato e Theresa May sentiva che non poteva attuare ciò che il parlamento aveva identificato come un modo per lasciare l’UE, allora penso che dovremmo pensare molto se una coalizione tra partiti un gruppo di persone, qualunque cosa, potrebbe fare ciò per assicurarsi che il Regno Unito lasci l’UE in modo ordinato. Può darsi che se si finisce con un approccio trasversale per trovare la maggioranza nella Camera dei Comuni potrebbe essere necessario un approccio trasversale per implementarlo. Ci sono stati periodi nella nostra storia quando abbiamo avuto governi di unità nazionale o una coalizione per una questione molto specifica”.
Tom Watson, vice capo laburista, ha anche suggerito che era giunto il momento per un governo di unità nazionale, dicendo alla rivista Prospect: “Se è necessario, dobbiamo fare ciò che è giusto”.
Ma il signor Lewis ha respinto le proposte, dicendo: “Un governo nazionale non è la risposta, non cambia la matematica parlamentare e il fatto che quando i parlamentari hanno votato hanno costantemente fallito di arrivare a una conclusione”.
I Brexiter insistono con ostinazione su un progetto arrivato al suo fallimento, senza rendersi conto che, la maggioranza degli inglesi, adesso, è per restare nell’Ue.

Salvatore Rondello

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