mercoledì, 13 Novembre, 2019

Brexit, ora May cerca Corbyn per evitare il ‘no deal’

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Theresa May e l’Inghilterra sulla Brexit continuano a sorprendere il mondo. Sembrerebbe prossima la richiesta di un nuovo rinvio per lasciare l’Europa. Ma, dopo le recenti sconfitte al Parlamento inglese, la leader dei conservatori tende la mano a Jeremy Corbin, leader dell’opposizione.
La premier inglese, Theresa May, ha chiesto aiuto ai laburisti per sbloccare l’impasse sulla Brexit ed evitare così lo scenario catastrofico di un’uscita ‘hard’ dall’Unione Europea. Dopo oltre sette ore di riunione con i suoi ministri, la premier britannica ha sottolineato che la soluzione migliore è ‘uscire con un accordo’. Quindi ha chiesto un’ulteriore proroga dell’articolo 50, sottolineando che si tratta di un dibattito che ‘non può durare ancora a lungo’.
May si è detta certa del fatto che il ‘no deal’ potrà essere trasformato a lungo termine, ‘in un successo’. Tuttavia, ha ripetuto: “Uscire con un accordo è la soluzione migliore”.
Lunedì scorso, Westminster ha bocciato ogni alternativa al suo piano. Tanto che il referente sulla Brexit del Parlamento europeo, Guy Verhofstadt, ha evocato lo spettro della ‘Hard Brexit’, un’uscita ‘dura’ della Gran Bretagna dall’Unione europea.
Dopo la riunione fiume, May ha lanciato un appello al leader dell’opposizione, Jeremy Corbyn, per avviare un dialogo che porti alla definizione di una strategia condivisa per arrivare alla Brexit evitando il ‘no deal’. I due si siederanno a un tavolo per provare a trovare un piano di uscita dalle Ue che possa essere approvato dal Parlamento inglese. May ha inoltre ricordato: “Ogni piano dovrebbe essere il linea con l’attuale accordo per l’uscita che è già stato negoziato con gli altri 27 membri dell’Unione Europea”.
Bruxelles, d’altronde, è stata chiara. L’accordo non può essere rinegoziato. Theresa May ha osservato: “Ciò su cui dobbiamo concentrarci è la nostra futura relazione con l’Ue. L’esito ideale di questo processo sarebbe quello di concordare un approccio su una relazione futura che si basi sul risultato del referendum”. In questo caso l’obiettivo del primo ministro e del leader dell’opposizione sarebbe quello di presentare l’intesa alla Camera per l’approvazione e sottoporla al Consiglio europeo già a partire dalla settimana prossima.
Viceversa, se non dovesse essere raggiunta un’intesa, secondo il premier inglese: “Potremmo invece trovarla su una serie di opzioni per la futura relazione che potremmo sottoporre alla Camera in una serie di voti per determinare quale strada seguire. Il governo porterebbe avanti la legge per il ritiro dall’Ue. Lo scopo è dettare l’agenda per incardinare questo disegno di legge prima del 22 maggio, in modo che il Regno Unito non abbia bisogno di prendere parte alle elezioni del Parlamento europeo”.
L’apertura di May è stata ben accolta da Corbyn che ha detto: “Sono molto contento di incontrare la premier. Non voglio porre alcun limite, in un modo o nell’altro, prima di questi meeting. Riconosciamo che la premier abbia fatto una mossa”.
Mentre da Bruxelles, il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, ha detto: “Anche se non sappiamo quale sarà il risultato finale, cerchiamo di essere pazienti”.
Si apre una nuova fase sulla Brexit, ma non è detto che Theresa May e Corbyn possano trovare un’intesa. Big Ben continua a segnare il tempo che sta per scadere tra una settimana. L’intesa con i laburisti, per Theresa May, è come arrivare all’ultima spiaggia con il rischio di accentuare la frattura tra i conservatori e di provocarne un’altra tra Corbyn con molti laburisti. Poi, pende sempre, come una spada di Damocle, la possibile spaccatura del Regno Unito con la Scozia che insiste per rimanere nell’Unione europea.

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