giovedì, 12 Dicembre, 2019

Bruciata l’automobile del sindaco socialista di Melendugno Marco Potì

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Auto bruciata-PotìUn rogo ha distrutto l’auto del sindaco socialista di Melendugno, Marco Potì. Nonostante le circostanze dell’incendio siano ancora da chiarire, l’ipotesi dolosa non è da escludere: non si tratterebbe della prima volta  che l’auto di un amministratore locale o di un membro della società civile di un comune salentino viene presa di mira. Sembra, infatti, che negli ultimi mesi si siano verificati una serie di episodi in una preoccupante escalation: come quello, dell’aprile scorso, ai danni del rappresentante dello sportello Antiracket Salento, Cosimo Sessa, la cui automobile è stata data alle fiamme da ignoti. Marco Marcello Niceta Potì, questo il nome completo, è esponente di una storica famiglia socialista e, nel maggio scorso, ha raccolto l’eredità dello scomparso zio Vittorio. Ingegnere di professione, Potì è stato eletto nel maggio dello scorso anno, con il Partito Socialista Italiano, battendo la lista civica capeggiata da Marino Francesco Giausa.

L’INCENDIO – L’Alfa era posteggiata davanti all’abitazione del primo cittadino. I Vigili del fuoco intervenuti sul posto hanno spento le fiamme prima che potessero estendersi troppo. Già al momento dell’intervento, sollevandosi per diversi metri dal suolo, queste avevano annerito la facciata di un edificio, fino al primo piano. Fortunatamente, si tratta di un immobile disabitato. La vicenda ora è sotto la lente dei carabinieri della stazione locale e della compagnia di Lecce, che sono in attesa del referto preciso dei vigili del fuoco. L’auto, dopo l’incendio, è stata portata via, ma restano segni evidenti del rogo sia sulla facciata della palazzina che sull’asfalto.

LE REAZIONI – Il segretario provinciale della Federazione di Lecce del Psi, Enrico Colazzo, dopo aver manifestato la propria vicinanza al sindaco Marco Poti, componente dell’Esecutivo provinciale del Partito, ha diffuso un comunicato stampa: «La Federazione di Lecce del Partito Socialista Italiano esprime fraterna solidarietà al Sindaco di Melendugno, Marco Potì e manifesta tutta la vicinanza politica ed umana al primo cittadino spronandolo a continuare il proprio operato nel solco della buona politica e della legalità come fatto sino ad ora». Colazzo ha auspicato che «gli inquirenti possano fare presto luce al vergognoso atto intimidatorio perpetrato ai danni delle istituzioni e di tutti i cittadini melendugnesi». Il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, si è detto preoccupato parlando di «una successione di azioni criminali contro le istituzioni, episodi contro cui l’intero territorio deve muoversi compatto. Gabellone ha manifestato vicinanza al primo cittadino colpito: «Il sindaco di Melendugno vada avanti nel suo operato seguendo la strada dell’impegno, dell’onestà e della trasparenza. Avrà al suo fianco l’amministrazione provinciale perché colpire un sindaco significa colpire una comunità intera ». Per il segretario della sezione socialista di Melendugno, Gianni Potenza, «il sindaco è stato vittima di un atto intimidatorio inqualificabile che mai aveva macchiato con tale violenza la nostra comunità». Potenza ha espresso «solidarietà e sostegno», incoraggiando Potì a «continuare come ha fatto sino ad ora,un’azione politico-amministrativa coraggiosa e lungimirante».

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