sabato, 23 Febbraio, 2019

Bruno Degasperi
Enrico Rossi e noi: quale socialismo?

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Mentre il nostro Partito si avvicina al Congresso Nazionale, ho appreso della notizia del tesseramento avviato dall’associazione “Democratici socialisti” promossa dal Governatore della Toscana Enrico Rossi. Questi da qualche tempo fa professione di socialismo (“Io credo che l’identità del PD non possa essere che quella del socialismo”, ha dichiarato) e sconcerta constatare come riesca ad infilare nel suo libro, “Rivoluzione socialista”, Gramsci e Berlinguer, le immancabili “socialdemocrazie europee”, Kennedy e Bernie Sanders… ma più di 120 anni di socialismo italiano non sembrano trovare posto nella suddetta “rivoluzione”.

Non si può nascondere che la sollecitazione di Enrico Rossi non serva anche a noi, nel senso che ormai appare chiaro come non sia sufficiente dirsi “socialisti” per definire univocamente un’identità politica e una storia, tantomeno un’appartenenza partitica. Se perfino Enrico Rossi, autodichiaratosi comunista berlingueriano, può dirsi oggi socialista, vuol dire che davvero abbiamo bisogno noi, oggi, di pensare il socialismo del futuro, la sua declinazione moderna e credibile in una società che ha impulsi disgreganti ed individualisti sempre più marcati, contrassegnata da una povertà economica, morale ed intellettuale la cui unica risposta non può essere il “Vaffa Day” di un pasciuto comico ligure.

Scriviamo noi la pagine del socialismo futuro, prima che siano altri a provare a scriverle al posto nostro.

Bruno Degasperi

Vicesegretario PSI Trentino

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