venerdì, 4 Dicembre, 2020

BRUXELLES E VARSAVIA: DUE SFIDE DECISIVE PER L’ITALIA

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Il clima della giornata di oggi, tra partite di calcio, quella che l’Italia dovrà affrontare stasera contro la Germania per il match dell’Europeo, e l’imminente vertice politico Ue a Bruxelles, si sta senza dubbio “surriscaldando”. Forse è colpa dell’euro che, oltre ad essere un conio, è anche un prefisso sulla bocca di tutti tra l’eurocoppa, il vertice europeo dell’eurozona e gli euroscettici. E questa speciale ‘schizofrenia’ di dichiarazioni, perché i politici che si esprimono in merito alla riunione degli “eurovertici” non possono non commentare quanto si osserverà stasera dagli spalti dello stadio di Varsavia, un po’ confonde e un po’ alleggerisce l’aria piuttosto tesa che precede il match più duro di oggi: quello dell’Europarlamento che si gioca a colpi di spread, indici, quotazioni e rendimenti contro il rigore della Merkel e quel suo “nein!” ripetuto nei confronti degli Eurobond e della risoluzione comune del debito.

IL PD FIDUCIOSO PER I MATCH DI OGGI – Nel giorno della riunione dell’Europarlamento, il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini del Psi, dichiara preoccupato di non voler «vedere i falò davanti alle banche e la gente inviperita nelle piazze», come già è successo in passato. Vizzini prosegue suggerendo agli  “euroscettici” di darsi una calmata. La semifinale di stasera, intanto, aiuta a sdrammatizzare tra gli auspici di una vittoria, la scaramanzia dell’allontanarsi dello spettro greco che, però, ha perso contro la Germania, e l’eccitazione dello scontro. Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a chi lo provoca asserendo che al momento sembra che il match tra Merkel e Monti sia sull’uno a zero per la Cancelliera, replica che «con la Germania andremo ai tempi supplementari e vedremo». Sempre del Pd, il coordinatore delle commissioni economiche del gruppo, Francesco Boccia, ha commentato così il match Monti contro Merkel: «Sarà una partita da giocare con i parastinchi, sarà un match duro, ma Monti sa di avere alle spalle gran parte del Parlamento e del popolo italiano. Noi gli abbiamo consigliato di usare l’arma mai usata fino ad ora: quella del veto».

BINDI: SPERIAMO IN UNA DOPPIA VITTORIA – Mentre l’Italia incrocia le dita per l’incontro calcistico di stasera, forse più atteso e più tifato dagli italiani rispetto al vertice Ue, anche la presidente dell’Assemblea del Partito Democratico, l’onorevole Rosy Bindi, si dice ottimista e si aspetta «una doppia vittoria, in campo politico e in campo sportivo». Pino Pisicchio dell’Api ieri ha annunciato che il vertice europeo di oggi sarà lo scontro più importante degli ultimi vent’anni e ha ammesso una grande trepidazione e preoccupazione perché «è in gioco non solo la sorte dell’euro, ma anche la sorte dell’Europa stessa. Mentre non è in discussione il governo italiano che trova la sua legittimazione nella missione del riequilibrio dei conti». Per sdrammatizzare Pisicchio ironizza con una metafora, stranamente, non calcistica: «Si può ipotizzare la mossa del cavallo: dire alla Merkel di uscire dall’euro e di assumere la dracma come moneta. Tornando seri, però, la situazione è dura».

SCOTTI: “QUALCUNO TOLGA LE CASTAGNE DAL FUOCO” – A commentare la difficoltà della sfida che i rappresentanti italiani dovranno affrontare nell’Europarlamento, è Vincenzo Scotti, ex sottosegretario agli Esteri (e, nelle vite politiche precedenti, ministro dell’Interno e ministro del Lavoro): «E’ dura, tutti aspettano che qualcuno tolga le castagne dal fuoco, ma questa rischia di essere l’attesa di Godot. Le posizioni dei singoli Paesi sono chiare e i mercati non fanno riferimento ai desideri, ma alla realtà». Alla domanda se fosse sfiduciato, Scotti risponde: «No, non sfiduciato. Piuttosto, realista. E c’è da esserlo, perché non si può vivere di desideri lasciando che siano altri a prendere le decisioni». Insomma, in vista del doppio incontro, urge un doppio augurio sperando che lo spettro della crisi venga esorcizzato a sufficienza con le immagini ‘”taumaturgiche” e, speriamo vittoriose, dei precedenti favorevoli degli Azzurri contro la Germania.

Vittoria de Petra

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