martedì, 7 Aprile, 2020

Cacciari andreottiano

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Ieri sera ad Otto e mezzo mi ha impressionato una frase di Cacciari secondo il quale più il governo dura e più si indeboliscono le opposizioni. Se così fosse bisognerebbe legare gli attuali ministri alle loro poltrone, negar loro la parola, e costringerli a quest’arte dall’esito così produttivo. Tuttavia, pur stimando Cacciari uno dei pochissimi commentatori televisivi capace di elevarsi au dessus de la melèe, mi sorgono spontanee alcune riflessioni che vanno nella direzione opposta. Prendiamo l’ultimo sondaggio (fonte Demos) che risale a un paio di giorni orsono. E’ vero che rispetto a novembre la Lega passerebbe dal 30,2% al 29,7, con una perdita dello 0,5, ma Fratelli d’Italia della Meloni salirebbe addirittura dall’8,6% all’11,3 con una vistosa crescita del 2,7%. Se Forza Italia passa dal 6,1 al 6,5%, il centrodestra, cioé l’attuale opposizione sarebbe, a dicembre, più forte, rispetto al mese scorso, del 2,6%. E i partiti di governo perderebbero circa 3 punti.

Il Pd sarebbe al 18% o poco più, mentre i Cinque stelle scivolerebbero dal 20% al 18 e Renzi dal 4% al 3,5. Il governo non indebolisce l’opposizione. Ad oggi é semmai l’opposizione a indebolire i partiti di governo. E’ vero. Esisterebbe una variabile che riguarda il movimento delle sardine. Se quest’ultimo presentasse una lista elettorale potrebbe conseguire il consenso di un quarto dell’elettorato. E questo ha dell’incredibile. Cioé circa il 25 per cento degli elettori sarebbe pronto ad accordare la propria fiducia a una tendenza politica della quale nessuno conosce i programmi e quasi nessuno gli esponenti. Certo il precedente dei Cinque stelle é ancora caldo, ma mentre quest’ultimo movimento non era collocabile politicamente quello delle sardine é chiaramente orientato a sinistra e forse quel quarto di elettori non farebbero altro che svuotare le due principali cassaforti elettorali del governo.

Ma cerchiamo i precedenti. Il teorema Cacciari, se fosse valido, sconfesserebbe completamente il comportamento del corpo elettorale italiano dal 1994 ad oggi. In ogni competizione infatti i partiti di governo hanno ceduto il passo a quelli dell’opposizione, così come nella maggior parte di paesi europei i partiti di governo, in Francia, ma anche in Germania, in Svezia, recentemente anche in Spagna e in Grecia, hanno dovuto subire corposi salassi elettorali. Fosse vero il teorema Cacciari tornerebbe di moda il vecchio adagio andreottiano e cioé “il potere logora chi non ce l’ha”. Che era il leit motiv di un sistema italiano bloccato dal fattore K. In fase di riabilitazione degli esponenti della cosiddetta prima Repubblica ci sta che Cacciari si sia innamorato del vecchio Giulio…

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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